Categoria: indiani

comunicazioni di servizio, vita di Nazione Indiana

L’appartamento

 

«… devo riprendere dall’inizio? Quale inizio? Quando ho lasciato l’appartamento? È vero, se non avessi deciso di andarmene non sarei qui. Sembrava così semplice, cambiare casa, cambiare vita, semplice, vendere l’appartamento e via, d’un colpo tutto dietro le spalle. Ho deciso quest’inverno, un mattino, su due piedi.… Leggi il resto »

La linguamare. Divagazioni intorno a un libro di Nancy Huston

 

di Ornella Tajani

Prologo

Una sera in albergo ho conosciuto due sorelle sulla sessantina; le ho sentite parlare tra loro in francese, inglese e portoghese. Incuriosita, quando è capitata l’occasione ho chiesto da dove venissero: la risposta si è diluita in due biografie parallele e intercontinentali che mi hanno confuso le idee piuttosto che chiarirmele.… Leggi il resto »

Su “Fábrica de la seda (Con-memorias)” di Miguel Ángel Curiel

 

di Ida Grasso

Si ritorna in certi luoghi per ritrovare tracce del proprio passato, per scrivere, ritrascrivere la propria vita a partire dalla consapevolezza di quanto, perduto per sempre, può nostalgicamente rivivere solo in una rimembranza intima e segreta. Esistono poi altri luoghi, in cui magari non si è mai stati, luoghi che malgrado l’ineluttabile scorrere del tempo resistono per testimoniare l’ombra di quanto, accaduto una volta, permane sul presente.… Leggi il resto »

Sistema #1

di Antonio Sparzani

Sistema, che straordinaria parola nella lingua italiana e nelle altre lingue vicine alla nostra: la sua etimologia è certamente semplice, viene dal greco, e significa un insieme di cose che stanno assieme, sì, ma come stanno assieme? La parola sembra suggerire che stiano assieme con qualche criterio e anche sembra suggerire qualche analogia tra queste cose che stanno assieme; si dice sistema nervoso ma si dice invece apparato digerente, dato che quest’ultimo è formato da tanti oggetti differenti l’uno dall’altro.… Leggi il resto »

Stiamo scomparendo – Viaggio nell’Italia in minoranza

Roland Barthes raccontava di una tribù aborigena che, ogni volta in cui moriva un suo membro, eliminava una parola dal proprio vocabolario, in segno di lutto. L’aneddoto, letto in un manuale di geografia, gli piaceva perché, dal suo punto di vista, una simile tradizione equivaleva a «mettere sullo stesso piano il linguaggio e la vita, affermare che gli uomini detengono il potere sulla lingua, che le danno degli ordini, piuttosto che riceverne».… Leggi il resto »

Messa in atto de L’Épuisé di Gioacchino Lonobile

Messa in atto de L’Épuisé

di Gioacchino Lonobile

La voce neutra, priva di qualunque intonazione e sentimento sembrava quasi essere slegata da quella ragazza, anche se di certo era la sua. Le sue labbra si muovevano, solo quelle. Erano l’unico indizio che quella voce fosse la sua, e non provenisse, invece, da qualche altra stanza, o da altri appartamenti che si affacciavano sullo stesso cavedio, che faceva da cassa di risonanza di segreti e litigi, rendendo pubblico il privato di ogni famiglia.… Leggi il resto »

Un nuovo ruolo per il soggetto agli inizi del Novecento. Anche a proposito della relatività #3

di Antonio Sparzani

Conseguenze come vedrete piuttosto strane, quelle di cui si diceva qui, ma tale stranezza necessariamente deriva dalla stranezza dell’ipotesi iniziale. Siamo infatti io vredo tutti ben convinti che, se la velocità di un treno che corre sulle rotaie ha un certo valore, rispetto alle rotaie, mettiamo 130 Km/h (chilometri all’ora), rispetto invece ad un altro treno che corra su un binario parallelo, e nella stessa direzione, mettiamo a 100 Km/h (sempre rispetto alle rotaie) sia di 30 Km/h, no?… Leggi il resto »

Bagatelle su una sciarada in divenire

di Andrea Piccinelli

 

Ciò che assurge a nozione comune
come interazione di interferenze
divergenti, scoordinate nel tempo
e nello spazio. I modelli validi
perché pensati, elaborati,
confrontati, sussunti,
veicolati, introiettati. Fino a
divenire (moriture, ineffabili)
idee prevalenti.

 

 

 

Gli esiti collettivi irrazionali
determinati da moventi
individuali razionali
conformati a pretesto
per ridurre l’impronta dello Stato.… Leggi il resto »

Un nuovo ruolo per il soggetto nella nuova cultura dell’inizio del Novecento: anche intorno alla relatività #2

di Antonio Sparzani

Si è visto qui che Filippo Bruno (Nola 1548 – Roma 1600), che assunse il nome di Giordano entrando in convento come domenicano, aveva ben chiaro che è la ‘virtù primieramente impressa’ che fa la differenza nel moto delle due pietre e non una qualche proprietà intrinseca dell’una delle due rispetto all’altra.… Leggi il resto »

Elena Ferrante. Parole chiave.

di Tiziana de Rogatis

Introduzione. Un successo internazionale.

1. I lettori di Elena Ferrante nel mondo
Come trovare un filo del discorso per raccontare le amiche che in America hanno celebrato il rito dell’acquisto in coppia della quadrilogia, come svolgerlo fino al lettore di Leeds, in Inghilterra, al quale la Napoli di Ferrante fa pensare a Glasgow, e in generale alle città al margine dell’economia neoliberista?… Leggi il resto »

Enza Silvestrini – Controtempo

di Paola Nasti

In esergo alla nuova raccolta poetica di Enza Silvestrini (Controtempo, Oèdipus, 2018) un verso dal secondo libro dell’Eneide, tratto dall’incipit in cui l’eroe racconta alla regina del suo viaggio e della distruzione di Troia: sed si tantus amor casus cognoscere nostros/ et breviter Troiae supremum audire laborem/ quamquam animus meminisse horret luctuque refugit/ incipiam (….).… Leggi il resto »

Malcolm Morley (1931-2018)

Rinaldo Censi

Di Malcolm Morley, deceduto qualche giorno fa a ottantasei anni, prima della carriera di artista, mi ha sempre colpito l’infanzia disagiata, quasi dickensiana. Frequenta una scuola navale. Ha una gran passione per i modellini. Durante la Seconda Guerra Mondiale rimane traumatizzato.… Leggi il resto »

Wu wei / Ugo Coppari

wu wei
Wu wei

di Ugo Coppari

Stavamo fumando le nostre belle sigarette nell’unico spazio della casa a nostra disposizione, il bagno, mentre i nostri figli se ne stavano di là con le nostre mogli, noi professionisti spiegazzati non più trentenni ma neanche quarantenni, che quando ci vediamo per la solita cena settimanale – anche se è sempre più raro – fingiamo con piacere di essere ancora quel tipo di uomo villoso che viene meno ai doveri genitoriali, una finzione che dura il tempo di qualche tirata.… Leggi il resto »

Note su L’indifferenza naturale di Italo Testa

di Gianluca D’Andrea

Lo sguardo è lenta costruzione […] la mente rumina le cose
le afferma per sottrazione

L’indifferenza naturale

 

L’ultimo libro di Italo Testa sembra attraversato da una carica metafisica che fa leva sulla sospensione. La parola si fa basilare, tocca il basso e l’umido di una terra di passaggio che solo in lontananza sembra fare risuonare paesaggi realmente attraversati dall’autore.… Leggi il resto »