Categoria: indiani

comunicazioni di servizio, vita di Nazione Indiana

Depois di Cecìlia Meireles

Depois…

Depois que se navega,
a algum lugar, enfim, se chega …
– O que serà, talvez, mais triste.
Nem barca, nem gaivota:
somente sobre-humanas companhias.

Dopo

Dopo aver navigato
in qualche luogo, alfine, si arriva …
– Questo forse darà malinconia.… Leggi il resto »

A Gamba Tesa

immagine di Man Ray, Hands on Lips

Etica del Pompino e perché
non sarà mai un’arte
nonostante Houellebcq

Del maestro effeffe

Il giornalista chiese a Maruschka Detmers
se fosse stato difficile girare la scena
del pompino.
“Era come se mi stessi succhiando il pollice”
Rispose.… Leggi il resto »

Polar II/ Jean Bernard Pouy

Immagine tratta da Edgar Allan Poe, “The Gold-Bug” (A-3), Dollar Newspaper, Supplement, July 12, 1843, pp. 1 and 2

La morte del Poulpe*
di Jean-Bernard Pouy

traduzione di Paola De Luca

in memoriam E. Allan Poe

22 marzo
Allora il vapore s’alzò di parecchi gradi sopra l’orizzonte e perse gradatamente la sua tinta grigiastra.… Leggi il resto »

Polar I/ Jean Claude Izzo

foto di Daniel Mordzinski

Il testo di Jean Claude Izzo che segue fa parte di una serie di interventi che posterò e apparsi su Sud o altrove ad opera di autori di genere. Si tratta per lo più di scrittori che partecipano di quel movimento chiamato del Polar, e che si sviluppa in Francia a partire dagli anni settanta.… Leggi il resto »

MOLOKH II

di Angelo Petrelli

Il gelo che la minima luce traveste di sole
e cancella – o sei anche, a volte – questa mancanza
di prati clamorosi dove perire, ora/lontani, o da sempre
perduti nel gioire di gesti inesatti, felicità nel volto
presto sconvolte per venti più forti, di globi
disposti in oblii, simmetrie o di piogge o di fuochi… Leggi il resto »

Il senso e la sperabile utilità di una discussione (il mio schifo, e l’animale da guardare)

di giuliomozzi

[Pubblico questo articolo contemporaneamente qui e in vibrisse. Lascio aperti i commenti qui, e li chiudo in vibrisse. gm]

A che cosa serve, si è domandato più d’uno, una discussione come quella, abbondantissima, che è nata in Nazione indiana attorno all’articolo di Raul Montanari (pubblicato da Piero Sorrentino) Grazie, Di Canio, è proseguita in calce all’articolo di Christian Raimo Okkio al Canio, si è parzialmente spostata in vibrisse dopo il mio articolo Della più bell’acqua, e ora ha ripreso a macinare di nuovo in Nazione indiana con la ripresa, sempre da parte di Sorrentino, di un intervento di Montanari (Addenda a “Grazie, Di Canio”) già apparso nella discussione in vibrisse?… Leggi il resto »

Natale con i tuoi


di Christian Raimo

Allora, ieri sono andato alla manifestazione pro Di Canio davanti alla Figc. Alle tre del pomeriggio di un giorno di bailamme pre-natalizio, circa mille persone sono arrivate a via Po, vicino Villa Borghese. Quasi tutti uomini, ma di età molto diverse.… Leggi il resto »

Polar/ Thierry Crifo


immagine di Alessandro Baronciani

Porca Parigi
di

Thierry Crifo
traduzione di Francesca Spinelli

Se ne sta al volante della sua Mercedes coupé, parcheggiata in rue de Seze, dietro la Madeleine, sono le tre di notte ed è gennaio inoltrato. La Madeleine, come quella di Proust e della sua memoria sepolta e dispersa, Proust che abitava qui vicino, tra l’altro, la Madeleine dell’Olympia dove Mistinguett era di casa, anche se quello era solo un cinema tra tanti altri, la Madeleine della piazza, della chiesa e di fronte, in lontananza, dopo la Senna, l’Assemblée, che le fa da gemella, da trompe l’œil ufficiale; la Madeleine del teatro, di rue de la Paix e del suo caffè, dell’Opéra e del suo fantasma; e poi, dall’altro lato, la Madeleine di rue Royale, se si getta uno sguardo dietro la facciata impenetrabile di Maxim’s e del suo defunto cacciatore, dove tanti smoking e tante scollature si sono strofinati, tra bicchieri vuotati e altri rotti, dove tanti musicisti di operetta si sono assopiti in piedi, morti viventi, sognando per notti intere finte contesse che non si sarebbero mai scopate, ma bisogna pur campare, e allora giù serate, col violino in spalla che piagnucola da sempre, davanti a tavoli di aristocratici di fine secolo, di americani straricchi, di uomini politici scaduti o in erba, di donne da prendere, accompagnare o abbandonare; la Madeleine di rue Royale, quindi, ma anche quella della Concorde e della Camera dei Deputati, addormentata, per una volta, e poi quella delle Tuileries e dei suoi appuntamenti tra uomini avidi di sessi frettolosi, e infine quella del Louvre, del suo museo e della sua piramide mitterandiana, da cui la prospettiva, valore a quanto pare borghese, lacera a modo suo il cielo e il selciato di Parigi, con uno squarcio netto e imperioso.… Leggi il resto »

Licola Paradise

di Davide Morganti

Se si attraversa Licola mare si è risucchiati dentro un day after marginale, di borgata cresciuta sulla muffa, che porta nei muri le stimmate di una città scheletrica, consumata dalla deriva. Non a caso un ragazzo, lo chiameremo Renato, mi dice, ridendo, che “Stanno meglio a Bagdad!”.… Leggi il resto »

Page Blanche à la POESIE

A seguito di analisi, considerazioni, letture e soprattutto incontri, lanciai qualche tempo fa, tra i commenti di Nazione Indiana la proposta seguente: (due punti) visto che le antologie imperversano (nel senso di rendere ancora più perversi i rapporti tra poeti ed editori, critici e poeti, e soprattutto poeti e poeti) propongo ufficialmente l’edizione On Line e su supporto cartaceo di “Page Blanche à la Poesie”.… Leggi il resto »

Residenza Vanessa

di Graziano Dell’Anna


a zia Rosy

Spalanco la finestra di stanza “Mimosa” e sono colpito dal sole in piena faccia. Lascio che qualche secondo sgranelli giù nella mia clessidra mentale. Poi, quando gli occhi prendono confidenza con la luce, distinguo finalmente il giardino e l’albero di mandarini, i giocattoli, il cancelletto accostato, via Forlì e persino un lembo di piazza Lecce.… Leggi il resto »

Storia di scarpe/Ornela Vorpsi

traduzione di Laura Toppan

Il caso volle che un giovedì del mese di marzo, (opportunamente illuminato da un sole ancora freddo), prendessi la metropolitana aerea, e che un paio di scarpe mi gettasse in un terrore insostenibile.
Mi ero seduta di fronte a un uomo profondamente perso nella lettura del suo giornale.… Leggi il resto »

Autobiografi con nome e cognome

di Franz Krauspenhaar

Se è vero che l’autobiografismo, in letteratura, è croce molto più che delizia di ogni scrittore che voglia trascendere il puro gusto di narrare storie un tanto al chilo con poca o nulla messa in gioco di se stessi, nel secolo da poco passato a miglior vita – quella delle antologie, della storia- si sono riscontrati significativi esempi di scrittori che dell’autobiografismo hanno fatto una bandiera, perlopiù sbrindellata e senz’altro scomoda; e tre dei maggiori del secolo sono stati nei loro libri “io narranti” che si presentavano al lettore anche nelle loro narrazioni con quel tanto di nome e cognome già presente in copertina.… Leggi il resto »

Cronache pavesiane


disegno di José Muñoz

Hotel Occidente
di
Francesco Forlani

Quando ci siamo svegliati la città dormiva ancora. La pioggia tirava a lucido le strade e dalle finestre arrivava giusto il riverbero del lampione, dritto davanti al balcone. Non so neppur’io come nel giro di una serie di gesti, falsamente domenicali, macchinetta del caffè, lavarsi, vestirsi, allacciarsi le scarpe con la premura di chi si chiede perché ora, di domenica, mi sia ritrovato in un chiosco piantato come un chiodo ai piedi delle Molinette.… Leggi il resto »