Categoria: indiani

comunicazioni di servizio, vita di Nazione Indiana

da Sud n°5/double appel

immagine di Rodchenko / le courier
Capisaldi

Elisabeth Barillé
traduzione di Cris Altan

Abitini da capogiro per corpi a credito, top di pelle d’angelo per anime a brandelli, maglie smaglianti, ciabattine a fiori, cappelli pop, biancheria in bianco, novità votate al deserto del desiderio.… Leggi il resto »

Umma di Gallarate

di Helena Janeczek

1) Giardinetti di via Poma, ca. 12 agosto 2005, pomeriggio.

Ti aspetti il deserto nel parco giochi attaccato all’asilo, dove le madri, nonne ecc. durante l’anno stanno fino in quattro su una panchina come galline in batteria. Anche il bambino comincia a essere stanco di dover fare sempre gli stessi giri – giardinetti di Via Poma – piazza – giardini di Viale Milano- nella speranza di trovarne almeno uno con cui giocare.… Leggi il resto »

Laicità zero

di Vincent Raynaud

Non è facile in questi giorni, per chi non vuole avere niente a che fare con la religione. Me ne rendo conto sempre più spesso e anche andando a votare. Cioè: accompagnando la mia compagna, che essendo italiana può votare lei (io non essendo italiano, ovviamente no).… Leggi il resto »

Costituzioni

di Giuseppe Montesano

Purtroppo la verità, l’attitudine a cercare e a tentare di dire “la verità” non è un metodo. O forse per fortuna? Probabilmente se “dire la verità” fosse un metodo, una tecnica, diventerebbe presto uno strumento privilegiato di menzogna.… Leggi il resto »

Fronte Sud/ Sui maestri

Sul blog Lipperatura era stata ripresa la discussione che si è svolta qui da noi in bacheca. Loredana l’ha integrata con uno scritto interessante sui maestri. Segue un testo secondo me illuminante di un giovanissimo storico dell’arte che ho conosciuto a Parigi e che collabora a Sud.… Leggi il resto »

Faccia a Faccia con Salman Rushdie

di Angela Bruno e vins gallico

Piazza Lesseps è tutta un cantiere. Per attraversarla ci tocca camminare sotto un tunnel che sembra la metropolitana (graffiti compresi). All’ingresso della biblioteca Jaume Fuster c’è il cartellone con il titolo dell’incontro Barcelona Any del libre – el valor de la paraula.… Leggi il resto »

Fronte Sud/ Fuoco Amico


Altan su :
http://www.focus-magazine.info
da Sud n°1

Ri-sentimenti a Napoli

di

Gianfranco Borrelli

Sempre hanno fatto sorridere (non più di tanto) quelli analisi sociologiche che hanno ricondotto Napoli e i napoletani nei percorsi della modernizzazione, dello sviluppo forzato; in realtà, si può con buone ragioni argomentare che il criterio più idoneo a spiegare lo scombino partenopeo è quello classico dell’anatomia della città (da Aristotele a Machiavelli), come a dire: la città è attraversata da conflitti permanenti, da antagonismi irriducibili, da divisioni che normalmente lacerano il corpo naturale della comunità (peraltro così intensamente popolata).… Leggi il resto »

Monna Chisciotte

di Davide Morganti

Napoli è una città non adatta alla guerra.

No, Napoli è una città buona per l’agguato, stretta com’è aizza i cecchini, invita all’aggressione, sollecita al corpo a corpo, esalta il tranello, non lascia respiro; è fatta di perforazioni e budelli, strettoie e angiporti; rende insopportabile il calore dell’altro.… Leggi il resto »

Fuoco Amico /Wu- Ming per Sud n°1

Immagine di José MUÑOZ

LEGARSELA AL DITO
di Wu Ming 1

Rancori coltivati con dedizione. Esiste un “pollice verde” dei rancori: c’è chi è in grado di farli crescere e chi no, chi crea per loro un perfetto microclima e ha la costanza di annaffiarli tutti i giorni prima di uscire di casa, e chi invece li lascia sul terrazzo, noncurante, li lascia a consumare la stagione finché le foglie non cadono, volano nei giardini sotto casa, tornano concime per il ciclo della vita.… Leggi il resto »

Cronache pavesiane

A scena aperta
di Effeffe

Non meraviglia affatto che nello stato delle cose, ma dovremmo dire le piazze, i torinesi abbiano trovato proprio qui il loro posto naturale. Quando per risolvere il problema dei pensionati che a Torino sono una parte non trascurabile della città, si decise, con un’idea a dir poco geniale , di sostituire le lamiere di recinzione con strutture a grata.… Leggi il resto »

Un tempo era il lavoro

di Andrea Bajani

Un tempo c’era la fabbrica, e dove un tempo c’era la fabbrica oggi c’è una società di call center. Un tempo c’era la società chiusa fordista, l’organizzazione scientifica del lavoro di Taylor, e là dove un tempo c’era la società chiusa oggi c’è una società aperta e umorale, uno spazio di congiunture, di oscillazioni, di vite interstiziali.… Leggi il resto »

Parigi è un labirinto

di Vincent Raynaud

(Pubblico in ritardo questo pezzo di Vincent Raynaud scritto a caldo nei primi giorni degli scontri parigini. Me ne scuso anche con l’autore, ma sono stato a zigozago per l’Italia. AB)

Da qualche giorno, un sacco di gente, amici e non (tutti italiani però), mi fa più o meno la stessa domanda: cosa sta succendendo nel tuo paese?… Leggi il resto »

La vie en noir

di Franz Krauspenhaar

Comincio ad essere stufo di sentire il fruscio, nel dibattito letterario tutto italiano senza fine né inizio su chi ce l’ha più duro (e casomai anche puro) di chi pensa che il noir è paraletteratura, roba di serie B, o – grazie per l’interessamento- artigianato di classe quando va bene, quando si vuole essere magnanimi.… Leggi il resto »

Ragazzo X [estratto]

di Flavio Santi

La vita quotidiana in Italia dal Settecento al Duemila

Intanto qui il tramonto è una fila
di fucili dritti al petto.
Lontana suona una sirena,
l’allarme o l’antincendio è scattato:
la vita è fatta per lo più (e per di più)
di gastroenteriti, pulsioni basse e banali,
eredità familiari: l’ansia di mio padre
mi è scesa dentro, come
aceto ha fatto effetto,
e adesso proiettato fuori, in mezzo a vipere
in tutto questo ambaradàn
manca qualcosa, mi sono detto,
e non di poco: manco io
com’ero nel 1819
quando scrissi l’Infinito.… Leggi il resto »