Commenti per Nazione Indiana https://www.nazioneindiana.com Sun, 22 Apr 2018 09:09:13 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.5 Commenti su Padre Joyce, che sei nei cieli di giuseppe girimonti greco https://www.nazioneindiana.com/2018/04/20/padre-joyce-nei-cieli/#comment-292270 Sun, 22 Apr 2018 09:09:13 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=73388#comment-292270 qualche informazione su questo singolare esordio (dell’85), che adesso esce in una delle due collane di Terra Rossa (recuperi), editore pugliese (G. Turi), qui: http://www.crapula.it/intervista-ezio-sinigaglia/

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Commenti su Nato due volte di vincenzo https://www.nazioneindiana.com/2018/04/21/nato-due-volte/#comment-292267 Sat, 21 Apr 2018 21:36:57 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=73351#comment-292267 …ovunque sarebbe stato…

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Commenti su Padre Joyce, che sei nei cieli di roberto matarazzo https://www.nazioneindiana.com/2018/04/20/padre-joyce-nei-cieli/#comment-292262 Fri, 20 Apr 2018 09:12:10 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=73388#comment-292262 da cultore (ovviamente critico) dell’opera di Joyce sarei onorato se l’Autore volesse aderire alla iniziativa EX LIBRIS
r.m.

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Commenti su Quel vizio ancora impunito che fa perdere la vista. Appunti sulla lettura di Sergio Garufi https://www.nazioneindiana.com/2018/04/16/quel-vizio-ancora-impunito-perdere-la-vista-appunti-sulla-lettura/#comment-292260 Wed, 18 Apr 2018 12:02:55 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=73290#comment-292260 bellissima la foto di Scianna con Borges al Villa Igiea di Palermo. Non son d’accordo solo sulla sentenza di Steiner, e qui lo spiego più in dettaglio
https://lavienbeige.wordpress.com/2018/04/17/memoria-e-oblio/

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Commenti su L’enigma di Sasso di Castalda di Federico La Sala https://www.nazioneindiana.com/2018/03/26/lenigma-sasso-castalda/#comment-292258 Mon, 16 Apr 2018 17:00:27 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=73060#comment-292258 P.S. — A ULTERIORE SOTTOLINEATURA DELLA PORTATA ANTROPOLOGICA E FILOSOFICA DEL “racconto” di Nicola Fanizza, mi sia consentito, si cfr.:

FILOSOFIA, PSICOANALISI E MISTICA. Indicazioni per una seconda rivoluzione copernicana

FREUD, IL MARE, E “LA MENTE ESTATICA”. Un invito a ripensare il lavoro di Elvio Fachinelli – http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5900

Federico La Sala

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Commenti su Quel vizio ancora impunito che fa perdere la vista. Appunti sulla lettura di vincenzo https://www.nazioneindiana.com/2018/04/16/quel-vizio-ancora-impunito-perdere-la-vista-appunti-sulla-lettura/#comment-292257 Mon, 16 Apr 2018 09:21:25 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=73290#comment-292257 Letto.

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Commenti su Poesie da “L’origine” di Domenico Cipriano di Domenico Cipriano https://www.nazioneindiana.com/2018/04/13/poesie-lorigine-domenico-cipriano/#comment-292254 Sun, 15 Apr 2018 09:22:08 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=73332#comment-292254 Buongiorno Sergio. Leggo il tuo commento sotto le mie poesie. Non capisco il senso del tuo post… e a chi ti riferisci…

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Commenti su L’enigma di Sasso di Castalda di Federico La Sala https://www.nazioneindiana.com/2018/03/26/lenigma-sasso-castalda/#comment-292253 Sun, 15 Apr 2018 09:05:39 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=73060#comment-292253 COME IN ALTO, COSI’ IN BASSO….

LA CORONA DEL REGNO, IL PALOMBARO, E LA LEGGENDA DI “COLA PESCE” (ITALO CALVINO) *

In Italia la scelleratezza comincia presto, dopo la Liberazione. Da allora siamo impigliati nel cortocircuito colpa-nemesi, senza produrre la catarsi: il momento della purificazione in cui – nelle “Supplici” di Eschilo – s’alza Pelasgo, capo di Argo, e dice: «Occorre un pensiero profondo che porti salvezza. Come un palombaro devo scendere giù nell’abisso, scrutando il fondo con occhio lucido e sobrio così che questa vicenda non rovini la città e per noi stessi si concluda felicemente».[…] Scrive Davide Susanetti, nel suo bel libro sulla tragedia greca, che il tuffo di Pelasgo implica una più netta visione dei diritti della realtà: «Per mutare non bisogna commuoversi, ma spostarsi fuori dall’incantesimo funesto del cerchio» che ci ingabbia (Catastrofi politiche, Carocci 2011) […] (Barbara Spinelli, Un pensiero profondo per la politica, la Repubblica, 23.11.2011)

“Il Francese rispose solo in parte alle mie due domande. Si limitò a dire: «ragazzo ricordati che ogni ascesa è anche una discesa!»”(Nicola Fanizza).

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Cola Pesce

Una volta a Messina c’era una madre che aveva un figlio a nome Cola, che se ne stava a bagno nel mare mattina e sera. La madre a chiamarlo dalla riva:

– Cola! Cola! Vieni a terra, che fai? Non sei mica un pesce?

E lui, a nuotare sempre più lontano. Alla povera madre veniva il torcibudella, a furia di gridare. Un giorno, la fece gridare tanto che la poveretta, quando non ne poté più di gridare, gli mandò una maledizione:

– Cola! Che tu possa diventare un pesce!

Si vede che quel giorno le porte del Cielo erano aperte, e la maledizione della madre andò a segno: in un momento, Cola diventò mezzo uomo mezzo pesce, con le dita palmate come un’anatra e la gola da rana. In terra Cola non ci tornò più e la madre se ne disperò tanto che dopo poco tempo morì.

La voce che nel mare di Messina c’era uno mezzo uomo e mezzo pesce arrivò fino al Re; e il Re ordinò a tutti i marinai che chi vedeva Cola Pesce gli dicesse che il Re gli voleva parlare.

Un giorno, un marinaio, andando in barca al largo, se lo vide passare vicino nuotando.
– Cola! – gli disse. – C’è il Re di Messina che ti vuole parlare! E Cola Pesce subito nuotò verso il palazzo del Re.

Il Re, al vederlo, gli fece buon viso.

– Cola Pesce, – gli disse, – tu che sei così bravo nuotatore, dovresti fare un giro tutt’intorno alla Sicilia, e sapermi dire dov’è il mare più fondo e cosa ci si vede!

Cola Pesce ubbidì e si mise a nuotare tutt’intorno alla Sicilia.

Dopo un poco di tempo fu di ritorno. Raccontò che in fondo al mare aveva visto montagne, valli, caverne e pesci di tutte le specie, ma aveva avuto paura solo passando dal Faro, perché lì non era riuscito a trovare il fondo.

– E allora Messina su cos’è fabbricata? – chiese il Re. – Devi scendere giù a vedere dove poggia.

Cola si tuffò e stette sott’acqua un giorno intero. Poi ritornò a galla e disse al Re:

– Messina è fabbricata su uno scoglio, e questo scoglio poggia su tre colonne: una sana, una scheggiata e una rotta.

– O Messina, Messina,
– Un dì sarai meschina!

Il Re restò assai stupito, e volle portarsi Cola Pesce a Napoli per vedere il fondo dei vulcani. Cola scese giù e poi raccontò che aveva trovato prima l’acqua fredda, poi l’acqua calda e in certi punti c’erano anche sorgenti d’acqua dolce.

Il Re non ci voleva credere e allora Cola si fece dare due bottiglie e gliene andò a riempire una d’acqua calda e una d’acqua dolce. Ma il Re aveva quel pensiero che non gli dava pace, che al Capo del Faro il mare era senza fondo. Riportò Cola Pesce a Messina e gli disse:

– Cola, devi dirmi quant’è profondo il mare qui al Faro, più o meno.

Cola calò giù e ci stette due giorni, e quando tornò sù disse che il fondo non l’aveva visto, perché c’era una colonna di fumo che usciva da sotto uno scoglio e intorbidava l’acqua. Il Re, che non ne poteva più dalla curiosità, disse:

– Gettati dalla cima della Torre del Faro

La Torre era proprio sulla punta del capo e nei tempi andati ci stava uno di guardia, e quando c’era la corrente che tirava suonava una tromba e issava una bandiera per avvisare i bastimenti che passassero al largo. Cola Pesce si tuffò da lassù in cima.

Il Re ne aspettò due, ne aspettò tre, ma Cola non si rivedeva. Finalmente venne fuori, ma era pallido.

– Che c’è, Cola? – chiese il Re.

– C’è che sono morto di spavento, – disse Cola. – Ho visto un pesce, che solo nella bocca poteva entrarci intero un bastimento! Per non farmi inghiottire m son dovuto nascondere dietro una delle tre colonne che reggono Messina!

Il Re stette a sentire a bocca aperta; ma quella maledetta curiosità di sapere quant’era profondo il Faro non gli era passata.

E Cola:
– No, Maestà, non mi tuffo più, ho paura.

Visto che non riusciva a convincerlo, il re si levò la corona dal capo, tutta piena di pietre preziose, che abbagliavano lo sguardo, e la buttò in mare.
– Va’ a prenderla, Cola!

– Cos’avete fatto, Maestà? La corona del Regno!

– Una corona che non ce n’è altra al mondo, – disse il Re. – Cola, devi andarla a prendere!

– Se voi così volete, Maestà, – disse Cola – scenderò. Ma il cuore mi dice che non tornerò più su. Datemi una manciata di lenticchie. Se scampo, tornerò su io; ma se vedete venire a galla le lenticchie, è segno che io non torno più.

Gli diedero le lenticchie, e Cola scese in mare.

Aspetta, aspetta; dopo tanto aspettare, vennero a galla le lenticchie. Cola Pesce s’aspetta che ancora torni.
– (Palermo)

*Cfr.: Fiabe italiane raccolte e trascritte da Italo Calvino, Einaudi, Torino 1971, vol. II, pp. 602-604.

Federico La Sala

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Commenti su  Il doppio sguardo. Su Parlarne tra amici e Lealtà   di Teo https://www.nazioneindiana.com/2018/03/02/doppio-sguardo-parlarne-amici-lealta/#comment-292252 Sun, 15 Apr 2018 06:15:15 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=72805#comment-292252 Ho appena concluso la lettura di “Lealtà” e ho cercato con una certa curiosità delle recensioni che mi aiutassero a capire come mai, nonostante il libro si lasci leggere e scorra veloce come la lista dei post su Facebook, ho la sensazione che la mia memoria tratterrà poco. Mi è sembrato un romanzo che adotta uno stile leggero per parlare di intermittenze economiche, di mercati sentimentali, tuttavia resta leggero e irrisolto. Un racconto che qualcuno ha voluto diventasse un romanzo senza che ne avesse la stoffa. Ecco, forse mi ha fatto pensare a Barnes, come a un modello per questa scrittrice certamente solida sul piano della gestione dell’intreccio e però lontana dalla sensibilità casta con cui Barnes tratta i riflussi che il passato genera nei nostri variegati e incontrollabili presenti.

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Commenti su Poesie da “L’origine” di Domenico Cipriano di Sergio Falcone https://www.nazioneindiana.com/2018/04/13/poesie-lorigine-domenico-cipriano/#comment-292250 Sat, 14 Apr 2018 06:09:04 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=73332#comment-292250 Schivo. Ho conosciuto un “poeta”, mi ha dato dimostrazione di essere un arrivista. Poeta non è chi pubblica e aspira al successo, poeta e’ chi lo è con cuor sincero, anche nel silenzio.

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