Commenti per Nazione Indiana https://www.nazioneindiana.com Wed, 08 Apr 2020 23:06:41 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.13 Commenti su Mauro Santini: di tutto il trucco, solo una lacrima di giacomo sartori https://www.nazioneindiana.com/2020/04/08/di-tutto-il-trucco-solo-una-lacrima/#comment-294645 Wed, 08 Apr 2020 23:06:41 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83632#comment-294645 (ah, no, su Vimeo c’è molto di più di quanto avessi trovato/arguito tramite il link qui sopra, bene!)

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Commenti su Mauro Santini: di tutto il trucco, solo una lacrima di giacomo sartori https://www.nazioneindiana.com/2020/04/08/di-tutto-il-trucco-solo-una-lacrima/#comment-294644 Wed, 08 Apr 2020 23:00:57 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83632#comment-294644 domanda stupida: dove si possono vedere i lavori? (a parte i frammenti su Vimeo)
(comunque parole giustissime, bravi entrambi)

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Commenti su Come carta di riso: dalla vitalità all’incanto di Alessandra Montesanto di Alessandra Montesanto https://www.nazioneindiana.com/2020/04/07/come-carta-di-riso-dalla-vitalita-allincanto-di-alessandra-montesanto/#comment-294638 Tue, 07 Apr 2020 12:23:21 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83878#comment-294638 Sono infinitamente grata a Giuseppe Acconcia e Nazione indiana per questa bellissima e sentita recensione. Alessandra

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Commenti su Lisa di Una settimana di racconti #118 | ItaliansBookitBetter https://www.nazioneindiana.com/2020/04/01/lisa/#comment-294637 Tue, 07 Apr 2020 09:59:52 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83585#comment-294637 […] Lisa di Barbara Lisci su Nazione Indiana […]

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Commenti su Shelter in place (l’Italia in una stanza) di Sara Marinelli https://www.nazioneindiana.com/2020/04/05/litalia-in-una-stanza/#comment-294636 Mon, 06 Apr 2020 21:39:16 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83964#comment-294636 Grazie, Giovanni Camere.

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Commenti su Shelter in place (l’Italia in una stanza) di Sara Marinelli https://www.nazioneindiana.com/2020/04/05/litalia-in-una-stanza/#comment-294635 Mon, 06 Apr 2020 21:36:33 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83964#comment-294635 Grazie delle sue osservazioni, Paola. Ha ragione, posso immaginare che un espatriato che “ritorna” al proprio paese di origine si troverà sempre a vivere altrove ovunque sia, e a essere un individuo doppio. O a metà? Mi viene da fare una riflessione personale che offro qui: e cioè che forse viversi questa realtà doppia, sebbene spaesante, non sia meglio che sentirsi scissi, a metà fra l’uno e l’altro posto. Sono due facce della stessa medaglia, ma stranamente questa “doppia” vita che mi sto vivendo adesso ha qualcosa di affettivamente più valido rispetto alla normalità che mi fa vivere una vita sola e separata dall’altra. Grazie per gli spunti di riflessione.

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Commenti su Shelter in place (l’Italia in una stanza) di Sara Marinelli https://www.nazioneindiana.com/2020/04/05/litalia-in-una-stanza/#comment-294634 Mon, 06 Apr 2020 21:04:13 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83964#comment-294634 Verissimo, il discorso sulla casa dà sempre vita a meditazioni complesse, talvolta suscitando emozioni contraddittorie, e certo, anche in chi non è espatriato. In effetti, ci troviamo un po’ tutti a fare i conti con lo spazio reale e affettivo nel quale ci troviamo per adeguarci alle prescrizioni e restrizioni di questo tempo, nonché per renderlo anch’esso vita, e non soltanto tempo che non si vede l’ora che passi.

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Commenti su Shelter in place (l’Italia in una stanza) di Giovanni Camere https://www.nazioneindiana.com/2020/04/05/litalia-in-una-stanza/#comment-294631 Mon, 06 Apr 2020 06:23:30 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83964#comment-294631 Le distanze interne: Molto bello.

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Commenti su Shelter in place (l’Italia in una stanza) di Paola https://www.nazioneindiana.com/2020/04/05/litalia-in-una-stanza/#comment-294629 Sun, 05 Apr 2020 23:59:00 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83964#comment-294629 ‘Vivo altrove’. Era un libro che mi tornava in mente spesso, quando il mio altrove era solo svasato di un’ora dall’Italia. In Inghilterra. Questa tua inversione spazio-temporale è un’immagine molto bella del vivere altrove. Si rimane sempre un po’ doppi (tripli, quadrupli), si leggono i giornali di qua come di là, si ricevono messaggi in lingue doppie (triple e quadruple). Ma quello che fino a poco tempo fa ci faceva sentire cittadini del mondo, oggi ci intrappola nella lontananza. Quella fisica, dove un abbraccio con chi ci sta a cuore o con chi ha perso una persona cara non è possibile. Quella di testa, dove ci chiediamo se e quando abbiamo sbagliato a scegliere di stare altrove. Ma, Sara, torneranno stanze senza pareti e alberi infiniti. Dobbiamo crederci. Anche se in quelle stanze aperte verso il cielo non saremo più gli stessi. Abbiamo già iniziato a non essere più gli stessi. A non sentirci più liberi di girare su una mappa del mondo dove ci eravamo abituati a non percepire più confini. Saltare su un aereo la mattina e trovarsi la sera con un vecchio amico, in un bar all’aperto, sotto una A rossa dove, per caso, c’ero anch’io. C’ero, ma come sempre da quando sono tornata in Italia, credimi, ero anche altrove.

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Commenti su Shelter in place (l’Italia in una stanza) di gennaro https://www.nazioneindiana.com/2020/04/05/litalia-in-una-stanza/#comment-294628 Sun, 05 Apr 2020 21:50:48 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=83964#comment-294628 bello!
Mi ha fatto pensare al lavoro che, insieme ad alcuni colleghi, abbiamo chiesto quest’anno agli studenti di architettura al Politecnico di Milano: raccontare in immagini, parole e disegni la propria casa. La propria condizione di “confinati”. Ed è emersa una geografia di luoghi nient’affatto scontata con case piccole e grandi, con persone sole o con famiglie numerose, con luoghi difficili da “raccontare”, con persone che si sono trovate – nel momento del lockdown – in luoghi altri rispetto alla propria casa, ecc. Una complessità, quella della casa e del sentirsi a casa, che accende riflessioni e cortocircuiti anche per chi non è un espatriato. Perché “avere una casa”, uno “shelter in place” non è affatto così scontato come appare. Neppure per una popolazione privilegiata di studenti universitari. I loro racconti iniziali appaiono un po’ come frammenti dei pensieri di questo articolo: puzzle di una vita che improvvisamente prende una strada inaspettata sovvertendo il senso delle cose e dei luoghi, delle relazioni e degli affetti.

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