Commenti per Nazione Indiana https://www.nazioneindiana.com Mon, 13 Jul 2020 09:54:07 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.15 Commenti su Letteratura e mistica di FEDERICO LA SALA https://www.nazioneindiana.com/2020/07/09/letteratura-e-mistica/#comment-296118 Mon, 13 Jul 2020 09:54:07 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85354#comment-296118 LETTERATURA E MISTICA: QUESTIONE ANTROPOLOGICA…

Pur concependo la letteratura “come opera multimediale nella sua natura”, non per questo siamo fuori dall’orizzonte della “caverna” di “Poli-femo” e della “Re-pubblica” di Platone (http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=4114 ). Ulisse è morto (“infin che ‘l mar fu sovra noi richiuso”: Inf. XXVI, 142) e di Dante come di Joyce continuiamo a interpretare il loro racconto come il “racconto” di “prigionieri” della “caverna” (http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5728)! E a non comprendere che la “risposta” di Leopold Bloom (“Love, says Bloom”) come la “conclusione” del “viaggio” dantesco (“L’amor che muove il Sole e le altre stelle”: Pd. XXXIII, 145) è l’inizio di una “altra” Letteratura e di un’altra “Odissea” (http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5726) – quella” nello spazio” (2001), e non più nella “caverna” (390/360 a.C. )!

“THAT IS THE QUESTION”: QUIS UT DEUS?! Detto altrimenti, CHI è come “Dio”?! O, che è lo stesso, CHI è il PADRONE della LINGUA?! O, ancora e diversamente, “CHI siamo noi in realtà?”(http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=4198). In principio era la “langue” – e le “parole”! O no?!

Federico La Sala

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Commenti su Tarkos, l’animale parlante è nella pastaparola di Marco Giovenale https://www.nazioneindiana.com/2020/07/08/tarkos-lanimale-parlante-e-nella-pastaparola/#comment-296100 Sun, 12 Jul 2020 20:17:26 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85547#comment-296100 Mi pare che ci troviamo d’accordo, perbacco; e credo che alcuni appunti recenti – usciti come audio in Nuovo commento – possano confermarlo ulteriormente: https://youtu.be/aJk0WOJRIvA

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Commenti su Letteratura e mistica di Francesca Caraceni https://www.nazioneindiana.com/2020/07/09/letteratura-e-mistica/#comment-296088 Sun, 12 Jul 2020 13:09:22 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85354#comment-296088 Credo dipenda da cosa s’intenda per letteratura -ossia quale si creda sia lo statuto ontologico della stessa. Se è considerata come manifestazione tipografica, ovvio che il discorso di Stella non regge. Ma se la si considera come opera multimediale nella sua natura, se cioé ammettiamo che i Bardi e gli Aedi, coi loro sforzi melopoietico-mnemonici facessero già letteratura…

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Commenti su Rainer Maria Rilke nella traduzione di Raffaela Fazio di Corrado Aiello https://www.nazioneindiana.com/2020/07/12/rainer-maria-rilke-nella-traduzione-di-raffaela-fazio/#comment-296086 Sun, 12 Jul 2020 11:16:37 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85401#comment-296086 Meravigliose. Oso dire che Rilke sarebbe fiero di queste traduzioni, anzi di più, felice.

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Commenti su Letteratura e mistica di FEDERICO LA SALA https://www.nazioneindiana.com/2020/07/09/letteratura-e-mistica/#comment-296035 Sat, 11 Jul 2020 17:05:09 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85354#comment-296035 RICORDANDO IL “MISTICO” WITTGENSTEIN (“L’Io è il mistero profondo”, “e non dell’io in senso psicologico”, Quaderni 1914-1916) E LA MADRE-LINGUA CHE VERRA’…

“[…] 3. Una sponda sicura per sostenermi in quest’operazione la trovo in una recente monografia di Massimo Stella, Madreparola (Mimesis, Milano 2017), nella quale l’autore si preoccupa di osservare le “risorgenze” della Musa fra modernismo europeo e antichità classica: scrive Stella: “[…] la Musa, come sappiamo, è illetterata; è orale, gestuale, corporea. Non sa e dunque non rispetta le regole convenzionali della lingua […]. La sua è poesia, parole non langue […] tantomeno conosce il gioco meticoloso della scrittura” (p. 42). Osservare le metamorfosi della Musa da un punto di vista storico-letterario significa andare al centro del problema della generazione poetica, guardandolo da una distanza prospettica insieme antica e nuovissima (e in questo, Madreparola si dà come strumento preciso e acuminato, uno di quei rari testi che, costruendo un nuovo paradigma, necessariamente obbliga il lettore a un generale ripensamento del letterario): problema dell’indagine è quindi rintracciare l’origine della letteratura come forma di memoria collettiva” (Francesca Caraceni, “Letteratura e mistica” , cit. – sopra).

SOLO “UNA SPONDA SICURA”, QUELLA DELLA “PAROLE”, NON BASTA. Se la Musa “non rispetta le regole convenzionali della lingua […] è poesia, parole non langue […] tantomeno conosce il gioco meticoloso della scrittura”, COME PUO’ PORTARE ALLA SPONDA DELLA “LANGUE”, “al centro del problema della generazione poetica” e, al contempo, ” rintracciare l’origine della letteratura come forma di memoria collettiva”?! Non è, forse, meglio ri-tornare sugli storici passi fatti fino al corrente antropocene, ri-seguire le indicazioni dei “profeti” e delle “sibille” e, ri-evitando gli edipici scogli di Scilla e Cariddi (http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=5556), portarci con l’Ulisse di Dante e Joyce, nell’oceano cosmico (Keplero) di una creatività antropologica (http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=4977) all’altezza del pianeta Terra? “Sàpere aude!” O no?!

Federico La Sala

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Commenti su Letteratura e mistica di Francesca Caraceni https://www.nazioneindiana.com/2020/07/09/letteratura-e-mistica/#comment-295925 Thu, 09 Jul 2020 15:26:20 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85354#comment-295925 Gentile Marco,

questa è la sistematizzazione di un percorso di ricerca in Letteratura Inglese che sto svolgendo persso l’Università Cattolica di Milano, nella quale non s’intende gettare ponti a un’ermeneutica degli autori “spirituali” del presente. Piuttosto, il quadro di opposizione con cui apro vuol essere una riflessione, un po’ dicotomica se vuole, sulla compresenza di orientamenti epistemologici chiaramente esistenti i quali, come giustamente fa notare lei, sono di certo sussunti e superati in certi ambienti (ma non in tutti). Provo comunque a rispondere alla domanda con cui chiude, fermo restando il punto che questo scritto intende restituire una prospettiva sull’arte del primo Novecento, e in particolare su James Joyce, in relazione alla tradizione religiosa mistica, cristiana e occidentale (capisce bene che aprire a un’esplorazione della mistica orientale, che pure è presente in Joyce, richiederebbe lo spazio di un volume intero…). Nel risponderle, mi permetto di precisare che qui non tratto di spiritualità ma di “Mistica” intesa come teologia e tradizione letteraria volta alla descrizione del cammino dell’Anima nell’unione con Dio; la spiritualità è altra cosa, della quale non m’intendo e della quale in questo breve contributo non scrivo. E’ possibile che scriva in maniera assoluta della mistica perché sì, essa fa capo in modo assoluto all’esperienza come “momento oceanico” universalmente accessibile e messo in forma, raccontato cioé, con strumenti artistici individuali. Non è possibile giudicare quel che è nel cuore dell’altro; ma l’esperienza mistica, in genere, parla da sé attraverso l’autore, parafrasando De Certeau.

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Commenti su Tarkos, l’animale parlante è nella pastaparola di andrea inglese https://www.nazioneindiana.com/2020/07/08/tarkos-lanimale-parlante-e-nella-pastaparola/#comment-295884 Thu, 09 Jul 2020 12:37:48 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85547#comment-295884 Grazie Marco. Tutto quello che avreste voluto leggere su o di Tarkos, è archiviato e disponibile. Lettori non siate timidi!
Per altro, mi trovo in particolare consonanza con quanto scrivi in questo testo su Costa e Tarkos, che non conoscevo:
“È voce, non pura pagina. Una specie di casa di echi, mutevoli e identici. Retro è allo stesso tempo performance, perché recitazione; e installazione, perché ossessiva e passibile di esser lasciata andare in loop per un’intera giornata, mentre facciamo altro, mentre le prestiamo ascolto (volendo) solo distrattamente, ogni tanto.”
Per me è un punto molto importante, questo della duplicità e dell’intreccio di pratiche – da quella installativa (con le sue radici nella poesia concreta) e quella performativa (con le sue radici nella poesia sonora e/o poesia azione). Punto fondamentale non solo per una lettura critica di Costa o Tarkos, ma anche per una lettura più ampia e complessa di quello che facciamo oggi, tanto in Italia che altrove.

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Commenti su Letteratura e mistica di Marco Zonch https://www.nazioneindiana.com/2020/07/09/letteratura-e-mistica/#comment-295842 Thu, 09 Jul 2020 10:08:04 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85354#comment-295842 Ho letto con interesse la sua riflessione. Trovo, tuttavia, che sia segnata da alcuni fraintendimenti. In particolare, l’opposizione tra “numeri” e spirito, su cui lei apre, non pare poter essere ritrovata negli “autori spirituali” di oggi, anzi: spiritualità e scienza (rimando, in senso esemplificativo, a un’intervista ad Aldo Nove da me diretta e apparsa su questo stesso sito) vengono spesso tenuti insieme.
Trovo poi che una lettura del problema fatta con categorie esclusivamente occidentali sia, in una certa qual misura, anch’essa fuorviante – secondo alcuni, infatti, si potrebbe leggere il processo ora in corso come una “Easternalization” (Campbell – The Easternalization of the West), e non so se gli esempi che lei ha portato si adattino a descrivere il contesto contemporaneo (in cui il sistema dualistico delle “feritoie” sarebbe sostituito da altro, almeno in molti casi).
Mi pare, infine, lei consideri la spiritualità in maniera assoluta, e non tenga in conto alcune delle caratteristiche centrali dei processi (individualizzazione del credere, messa in crisi delle differenza tra credente e non credente ecc.) che hanno coinvolto le società occidentali a partire dalla metà circa del secolo scorso. Insomma: quelle dell’oggi sono esperienze mistiche o spiritualità individualizzate?

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Commenti su Tarkos, l’animale parlante è nella pastaparola di Marco Giovenale https://www.nazioneindiana.com/2020/07/08/tarkos-lanimale-parlante-e-nella-pastaparola/#comment-295636 Wed, 08 Jul 2020 11:05:10 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85547#comment-295636 In dialogo con (e a sostegno & manforte del)l’intervento di Andrea, ecco dei link ‘tarkosiani’ che credo utili:

https://gammm.org/2007/12/15/da-le-signe-christoph-tarkos-1999/

https://gammm.org/2007/11/09/da-anachronisme-christoph-tarkos-2001/

https://gammm.org/2007/03/18/da-pan-christophe-tarkos-2000/

https://gammm.org/2012/10/25/christophe-tarkos-jai-un-probleme/

https://gammm.org/2015/12/03/christophe-tarkos-le-petit-bidon-michele-zaffarano-silvia-tripodi-2014/

https://gammm.org/2015/10/15/un-anacronismo-christophe-tarkos-2001/

https://gammm.org/2016/06/09/microvideo-per-tarkos-i-soldi-_-frammento-letto-da-m-zaffarano-_-teatroinscatola-roma-27-feb-2016/

https://gammm.org/2016/05/12/microvideo-per-tarkos-_-i-soldi-_-improvvisazione-sonora-di-marco-ariano-_-teatroinscatola-roma-27-feb-2016/

https://www.lietocolle.com/2017/08/christophe-tarkos-traduzione-di-michele-zaffarano/

http://www.leparoleelecose.it/?p=28494

https://www.nazioneindiana.com/2018/06/11/tarkos-linstallatore-performativo/ (leggere anche i pochissimi commenti, che spiegano gli equivoci su “intallazione” / “performance” intese come [inesistenti] “categorie”)

https://poetella.wordpress.com/2015/10/16/christophe-tarkos-2001/

https://puntocritico2.wordpress.com/2013/11/19/costa-volta-il-nastro-unorigine-delle-scritture-nuove/
e https://www.academia.edu/5290309/Costa_volta_il_nastro._Un_origine_delle_scritture_nuove_
per le ragioni di un legame testuale possibile fra Tarkos e Costa

youtube.com/watch?v=CxeqwSvn85s = Antonio Syxty legge I soldi

+

much more @
https://slowforward.net/2020/07/06/link-per-christophe-tarkos/

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Commenti su Da “Monoideale” di andrea inglese https://www.nazioneindiana.com/2020/07/02/da-monoideale-poesia-rumena-contemporanea/#comment-295236 Mon, 06 Jul 2020 11:08:22 +0000 https://www.nazioneindiana.com/?p=85286#comment-295236 Cara Renata, sono contento che non ti siano sfuggiti. La scena romena, per come l’ho conosciuta, e per come Clara Mitola ci permette di conoscerla, l’ho trovata subito particolarmete forte e vivace. Per citare Majorino, Leac possiede questo andamento “tetrallegro”, che ha davvero dell’anti-spettacolo, dell’anti-edificante; dei versi a caso:

Cosa ti dice adesso la natura?

Quasi tutto ciò che non capisco.

Di fronte a me vedo quello che di solito tutti vedono.

Verde – e niente di più.

Un bel contravveleno, per l’ondata di poesia “ecologista” che si prepara… per dirne una.

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