L’aratro della discordia

di Giacomo Sartori

C’eravamo già da moltissimo tempo abituati a raccogliere quello che trovavamo andando in giro, milione di anni dopo milione di anni, poi l’altroieri ci siamo messi a raccogliere i semi delle piante e a piantarli noi. Per varie ragioni sulle quali gli esperti non sono nemmeno troppo d’accordo, adesso non stiamo lì a disquisire di questo.… Leggi il resto »

TECHNE.

di Andrea Migliorini

Rick Gin, dopo una lezione di greco in cui aveva ascoltato ben poco, si era convinto che anche il sesso, come la retorica, fosse una questione di tecnica. Era lunedì mattina. Nel weekend, Rick Gin aveva incollato post-it riassuntivi ai bordi delle pagine di un libro che, il sabato prima, gli era apparso in fondo alla schermata di Amazon, nei consigli basati sulla sua cronologia, dopo aver appoggiato nel carrello un pacchetto di preservativi latex-safe e una borraccia termica.… Leggi il resto »

Città in bilico

di Valentina Parisi

 

Vicini per chilometri, vicini per stagioni.

C’è modo e luogo di scoprire che il confine è d’aria e luce.

D’aria e luce.

 

C.S.I., Vicini

 

 

Ci sono città in bilico, dove il presagio del confine è così onnipresente da spingerci a credere che a ogni passo potremmo inavvertitamente varcarlo.… Leggi il resto »

Claudio Kulesko: nella macchina “caosmica”

 

 

Ospito qui un estratto da un saggio di Claudio Kulesko, Macchine Composite. La natura come intelligenza sintetica, contenuto nel libro Divenire invertebrato. Dalla Grande Scimmia all’antispecismo viscido a cura di Massimo Filippi e Enrico Monacelli.

«Questi testi fanno emergere l’umido viscidume del vivente (i rettili, i mostri partoriti dalla nostra testa, gli insetti, le zanne ricoperte di bava, le squame rilucenti, una fitta moltitudine di genitali ectopici…) per consegnarci a una natura radicalmente aliena, ma a cui partecipiamo con passione e senza scarto, soprattutto nella gioia incontenibile che percepisce il senso di una libertà condivisa, allo zenith della dépense, della disseminazione, della catarsi, dentro le beanze del reale e del godimento» scrivono i due curatori nell’introduzione al volume.… Leggi il resto »

Mots-clés__Velo

Velo
di Elisabetta Abignente

Richard Strauss, Salomè, Danza dei sette veli -> play

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Da Thomas Mann, Le storie di Giacobbe (1933), in Giuseppe e i suoi fratelli, trad. di Bruno Arzeni, Mondadori, Milano 2000, p. 352.

«[Rachele] Si dilettò a lungo con il variopinto tessuto, con la fastosa veste di velo; se lo avvolgeva intorno, s’immergeva nelle sue volute girando su se stessa, inventando sempre nuovi modi di drappeggiarsi con quella istoriata trasparenza.… Leggi il resto »

Il camion della guardia

di Pedro Lemebel

 

Poi il mare è agitato
e piove sangue.

Pablo Neruda

 
Mai avrebbe pensato che il calore sarebbe stato così intenso. Cinque minuti prima, l’ombra dei muri massicci e il letto intatto perfettamente vuoto di Francisco le avevano fatto venire freddo: si sentiva congelata dentro, se avesse respirato troppo profondamente il suo cuore si sarebbe frantumato come un pugno di ghiaccio.… Leggi il resto »

A Mario Guaraní Galzigna

di Mariasole Ariot

 

Ricordo la prima volta che ci siamo parlati: ero appena rientrata a Vicenza dopo gli anni trentini, abitavo in una casa buia. Ho una memoria vivida per i dialoghi, debole per le immagini, ma ricordo sempre i luoghi precisi e la posizione dei corpi quando si parlano.… Leggi il resto »

Una post-recensione a ‘The Human Voice’ di Almodóvar

di Ornella Tajani

Mi sarebbe molto piaciuto vedere The Human Voice di Almodóvar, tratto da La voix humaine di Jean Cocteau; al momento in cui scrivo, però, i cinema sono chiusi e l’ipotesi di riuscirci mi appare remota. Così, un po’ per protesta, un po’ per una singolare forma di compensazione, ho deciso di recensirlo, sulla base delle dichiarazioni del regista, delle poche immagini che circolano, della descrizione della trama e di quello che mi ha detto qualcuno che conosce qualcuno che l’ha visto.… Leggi il resto »

Colonna (sonora) Gramsci

di

Claudio Loi

Questa playlist nasce – oltre che dal grande rispetto e ammirazione verso Antonio Gramsci di cui sono conterraneo – dalla volontà di colmare una défaillance. Ogni anno ad Ales in Sardegna, il paese natale di Gramsci, un manipolo di irriducibili organizzano Rock per Gramsci, una giornata di festa a base di ottimo rock, cibo preparato in loco, tanti amici, tanta birra e la gioia infinita di stare insieme sotto la protezione dell’amato Antonio.… Leggi il resto »

Caproni, Sereni, Luzi e gli altri

(Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo un estratto da Daniele Piccini, Luzi, Salerno editrice 2020)

di Daniele Piccini

Mario Luzi fa parte di una generazione forte. I poeti nati negli anni Dieci del Novecento costituiscono una leva letteraria caratterizzata da notevole vitalità e longevità, oltre che da valori espressivi di grande rilievo.… Leggi il resto »

Demi-sommeil

Sharon Vanoli

 

Quale intuizione mi aspetto, per liberare che cosa?
Sylvia Plath – Diari

Hai detto che avresti provato di nuovo. Non serve aspettare la notte. Guarda, l’infermiera ha abbandonato il Signor Vito un’altra volta in mezzo al corridoio. Puoi vedere la punta dei suoi piedi, da qui.… Leggi il resto »

Non odiarsi, non punirsi – non superare le dosi consigliate

di Maria Grazia Calandrone

Il libro Non superare le dosi consigliate di Costanza Rizzacasa d’Orsogna parla a ciascun lettore, instaura e intrattiene un dialogo privato con chi legge. Quando il libro si chiude, ci pare di conoscere Matilde (la persona che nel libro dice «io»), ci pare di avere conquistato una nuova amica, della quale vorremmo continuare a seguire le vicende.… Leggi il resto »

Isola aperta

di Francesco Ottonello

[Propongo qui un estratto della prefazione di Tommaso Di Dio al libro di esordio di Francesco Ottonello Isola aperta (Interno poesia), pubblicato nell’ottobre 2020. A seguire una prosa e due poesie del libro. B.C.]

Tommaso di Dio:

“[…] La po­esia di Francesco Ottonello sta tutta qui: un tentativo di raggiungere il punto in cui la propria singolarità si faccia altro, possa essere materia di vita altrui.… Leggi il resto »

Concerto per l’inizio del secolo

di Roberto Minardi

 

Tema della fine

non saremmo dovuti nascere
né avremmo dovuto lanciare
la bottiglia vacante
amarne la percussione al rotolare sul bitume

saremmo dovuti rimanere cani con le lingue lunghe
ragni o servitori di tè, tiratori di lenze
in una maniera o nell’altra, guardiani
avremmo dovuto prestare l’attenzione tutta
ai granchi che sollevano le conchiglie e s’affacciano
studiarli per lunghi e interminabili mesi

ci si aspettava l’avanguardia invece
gonfiamo il centro commerciale
nostro adultero Paese dei Balocchi
faremmo meglio a non pensare al figlio pinocchiesco
lucignolesco o peggio adorato dalle maestre… Leggi il resto »

Come ci inquadriamo quando videochiamiamo / 2: sullo stendino

di Alberto Brodesco

 

Ipotesi: si è prodotta una biforcazione tra una comunicazione impersonale (verso tutti) curata, e una comunicazione personale (verso qualcuno di preciso) sciatta. La prima è lo stile Instagram, la seconda lo stile Zoom.
Ho presenziato a un meeting di gruppo su Zoom dove una partecipante aveva alle spalle lo stendibiancheria.… Leggi il resto »

Prà de paròe

di Fabio Franzin

Oh, ‘sta piovéta lidhièra,
incùo, tee piante dea mé
teràzha, intànt che son
drio rilèdherve, cari Pier-Luigi
(Cappello, Bacchini)

‘e ‘àgreme che casca, tic tic,
daa ponta de ‘sti cuciarini
verdi, zai, jozhéte che score
te l’incavo fra i nervi, ‘e se
ingrossa, in càibrio tel farse
perla, e po’ tic, tea pièra, tic

come paròe pìcoe co’ drento
‘a musica de canpanèe a ciamàr
qua i ricordi.… Leggi il resto »

Da “De la lang(ue)”

di Antonio Belfiore

 

Jadis, si je me souviens bien

j’ai répété aussi: il corpo

c’est une parfaite machine!

Ma questa sporca poltiglia

(chiamala soul o identité)

non è altro che se stessa.

E tu non mostrarmi più

le solite espressioni

gli sguardi e i brutti tic

del tuo hic, del loro nunc:

il tuo volto is worth

much more, davvero

molto più che solo questo.… Leggi il resto »