su Mascaró

di Marino Magliani

Ho scoperto Haroldo Conti grazie a Adrián Bravi. «Racconta l’acqua» mi disse, «le inondazioni, come faccio io, ma lui l’ha fatto tanti anni fa, perché è nato negli anni Venti, e da Chacabuco è andato a vivere il delta, tra i banchi di sabbia e le isole del Paraná, con in lontananza i palazzi di Buenos Aires, e dalla sua barca guardava le rive».… Leggi il resto »

Fughe di Velio Abati

di Massimo Parizzi

Velio Abati Fughe, San Cesario di Lecce, Piero Manni, pag,170, euro 17

Velio Abati, nato nel 1953 a Roccalbegna, in Maremma, vive a Grosseto, dove nel 1993 diede vita alla Fondazione Luciano Bianciardi, che diresse, facendone un vivace centro di cultura, fino al 2006, quando ne venne estromesso da una manovra politica, di cui fu protagonista l’allora giunta di centrosinistra, definibile a buon diritto squallida.… Leggi il resto »

Photosynthesis

di Federica Adriani

Le Parche

Passato  Presente   Futuro
porcellana filata per
conchiglie

**

In posa di cosa morta

Anche i morti sentono freddo
e allora mi copro e mi copro
e mi ricopro

i morti non parlano
mangiano foglie colore d’ebano

In posa di cosa morta riesco a sognare
senza neanche chiudere gli occhi
Le mie membra tutte libere godono

Esorcizzo la mia estinzione
in assenza di me
altrove

**

Κoχλίας o della chiòcciola

perfettamente dotata
accogliente quanto basta
per uscire a incontrare il mondo
e accoglierlo dentro
Abitare è un esercizio di confidenza con sé stessi
occorre tenere sempre a mente
che anche gli alberi migrano… Leggi il resto »

Il realismo performativo de “La Fiaba di Natale”. Il sorprendente viaggio dell’Uomo dell’aria di Simona Baldelli (Sellerio, 2020)

 

di Enrica Maria Ferrara

 

Un uomo in là con gli anni, che a suo tempo è stato un famoso funambolo, si prepara ad affrontare un’ultima traversata. Mette a punto con precisione scientifica il suo piano che prevede un meticoloso studio delle condizioni atmosferiche, dell’equipaggiamento meccanico e delle leggi fisiche che ne permetteranno la realizzazione.… Leggi il resto »

Fate Morgane

Le visioni di Marilena Renda hanno un preciso contesto geografico di riferimento, eppure proprio per questo sfuggono, costantemente: la memoria non scrive più le mappe dei luoghi, che restano in attesa di svanire o divenire. Perfino l’amore è una fata morgana: fatale segno del destino, che permane in impressioni, più che nella reciproca comprensione.… Leggi il resto »

Ammoniaca

di Clelia Attanasio

La prima volta che Micol ha bagnato il letto aveva nove anni, frequentava le elementari. Il giorno prima tutti si erano spesi in complimenti con Riccardino – bambinetto paffuto e gentile fino al fastidio – per il miglior tema d’italiano della scuola.… Leggi il resto »

Oggi ti sono passato vicino

di Tommaso Urselli

queste tre poesie sono tratte da Oggi ti sono passato vicino, Ensemble, Roma 2020, euro 12, primo libro di poesia dell’autore teatrale Tommaso Urselli, g.m.)

Da “Corpo-città”

I

 

Che cos’è questa nebbia

questi occhi in mezzo alla nebbia

queste mani queste facce

che mi sembra di essere morto

in mezzo a pianure di parole tutte morte

in fila riposano

ridono sguaiate

si spogliano sgrammaticate

sono zoppe e s’impigliano

nel canale della gola

si tuffano con la testolina piccola piccola

dentro le vene e premono

contro la pelle premono

e vogliono uscire, segnare

tutta la geografia del corpo

scavare canali, crateri

 

 

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Giorgia Romagnoli: Reflex

 

«Non è qui che si esaurisce tutto?»

Reflex di Giorgia Romagnoli è il terzo titolo della nuova serie dei Cervi Volanti, la collana di scritture poetiche che curo insieme a Giuditta Chiaraluce all’interno del progetto Edizioni Volatili.

«Libri come laboratori, primi confronti, materie pensanti, montaggi e scavi attraverso la carta; libri senza profitto, in tiratura limitata, consegnati interamente agli autori e alle autrici, che ne gestiscono liberamente il transito (esoeditoria); libri evidenti nella loro invisibilità, indirizzati a chi saprà ospitarne l’implicita consegna; libri col solo intento di essere vigilie per una geografia del dopo-diluvio.»… Leggi il resto »

Barbari in Campidoglio: cronaca di una telecronaca

di Andrea Inglese

 

Proprio un afroamericano ci aveva insegnato che non avremmo visto la rivoluzione in TV (Gil Scott Heron), ma un colpo di stato magari sì. Se poi il colpo di stato riguarda niente popò di meno che gli Stati Uniti d’America, che di colpi di stato se ne intendono parecchio, soprattutto nel caso in cui avvengano fuori dalle loro frontiere, allora vale proprio la pena di restare incollati davanti alla TV come sono rimasto io la sera del 6 gennaio. Non vorrei sembrare cinico, anche perché sono morte ben cinque persone durante l’assalto dei trumpisti al Campidoglio.

L’oscuro magnetismo delle cose

di Stefano Lazzarin

Ezio Puglia (1982) fa parte di quella che vorrei chiamare la “scuola bolognese” del fantastico. Perché è un dato di fatto che, da un quarto di secolo a questa parte, i migliori libri sulla letteratura fantastica – e sul fantastico italiano – pubblicati in Italia siano venuti tutti da studiosi che o si sono formati a Bologna, o vi hanno lavorato per lunghi periodi, o entrambe le cose.… Leggi il resto »

Gli USA sempre progrediscono

di Antonio Sparzani
questo è solo un invito a rileggere questo, ascoltando la relativa ballata di Giovanna Marini, e quest’altro e a riflettere che quello che è successo ieri a Washington è un bel progresso: il terrorismo rivolto verso molti altri stati adesso viene rivolto verso se stessi. La “culla della democrazia” è diventata la bara della democrazia. O dovremo dire “sic transit gloria mundi”?

La caverna non è una muta

di Mariasole Ariot  

O dovremo obbedire, e cavalcare con te fra gli annegati
Dylan Thomas

 

 
 

Cui Cesar – Preludes – Moderato assai “ 

Al mattino fuoriesce un verme dalla bocca, annodato dalla notte che è di ottone, una tomba annuncia il sangue del mattino, mi sputa nella gola un meccanismo artefatto di parole, quando non sappiamo dirci e il corpo disfa per una comunicazione interna, fondersi con l’altro, diffondersi nell’aria, e i vermi escono, uno a uno, annunciano un giorno malato, le cecità mortali delle grotte e delle gole

 

Il grembo della madre è una caverna

 

Un cordone ombelicale carezza l’animale, e gli animali non portano ginocchia con cui inginocchiarsi, pregano ferite suturate attorno al collo, la dolcezza falsa della polvere di millenni caduti addosso, l’umano con le ghirlande al collo che dimentica i fiumi e i fumi con cui è nato, tornato sempre all’origine del male, masticando un alone sulle teste rapate dei baci, quando siamo accorti e ci preghiamo di non fare, e preghiamo: non urlare l’inverno sotto la sabbia

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Post in translation: The City Next Door

Nota dell’autore

Rua Breathnach1

The City Next Door esplora una parte di Bruxelles poco rappresentata in letteratura: Molenbeek, quartiere proletario e di immigrati.

Rispecchiando la ricchezza linguistica della città, ognuna delle dieci sezioni del poema è tradotta in una lingua diversa: irlandese, neerlandese, brusseleir (dialetto di Bruxelles), turco, lingala, tedesco, italiano, rumeno, greco e francese.… Leggi il resto »

Mots-clés__Motivetto

 

Motivetto
di Oriana Scarpati

Gino Paoli, Senza fine -> play

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Da Dino Buzzati, “Le precauzioni inutili”, in Id., Sessanta racconti, Mondadori, Milano, 1958

Ora che lui è partito, e non si farà vivo più, scomparso, cancellato via dal quadrante della vita esattamente come se fosse morto, a lei, Irene, non resta che armarsi di tutto il coraggio che una donna può chiedere a Dio e sradicare tutti i rami per cui quello sfortunato amore si è attaccato alle sue viscere.… Leggi il resto »