Oh, Frantisek!

Di Damiano Zerneri

(pratica di campionamento e remix su brani/momenti tratti
dai primi due capitoli di Der Prozeß di Franz Kafka)

Certo non ci si poteva credere. Come fai a pensare che c’è gente che va in giro bardata dentro certe tenute attillate che stanno nel mezzo tra la giubba da pesca e la guaina/guttaperca dell’incursore acquatico.… Leggi il resto »

Juke Box (My Generation)


My Generation – The Who – 1965

People try to put us d-down (Talkin’ ‘bout my generation)
Just because we get around (Talkin’ ‘bout my generation)
Things they do look awful c-c-cold (Talkin’ ‘bout my generation)
I hope I die before I get old (Talkin’ ‘bout my generation)

This is my generation
This is my generation, baby

La gente cerca di metterci sotto (parlando della mia generazione)
Solo perché noi gli stiamo intorno (parlando della mia generazione)
Le cose che loro fanno sembrano terribilmente fredde, (parlando della mia generazione)
Spero di morire prima di diventare vecchio (parlando della mia generazione)
Questa è la mia generazione,
questa è la mia generazione, baby… Leggi il resto »

Il padre degli animali

 di Gianni Biondillo 

Andrea Di Consoli, Il padre degli animali, Rizzoli, 2007 

Libro difficile quello di Andrea Di Consoli. Non certo per la scrittura, che, certo, non ammette sconti, è alta, nobile, per nulla sciatta ma che, allo stesso tempo, si distende senza mai davvero essere autoreferenziale.… Leggi il resto »

I luoghi oscuri

di Mauro Baldrati La parola d’ordine di noi fotografi milanesi, o forse l’ossessione, in quegli anni dove tutto sembrava possibile, e ogni opportunità concessa, era: la ricerca della bellezza a tutti i costi. Eravamo spinti, trascinati da questo desiderio di dare forma e immagine alla bellezza umana, femminile e maschile; era una ricerca fine a se stessa, nulla più di un desiderio istintivo, forse rozzo, certamente non consapevole che faceva di noi dei navigatori un po’ sperduti, alla deriva, in cerca di fiducia, di lavoro, di avventure.

La moneta

di Giovanni Meola

Li presento,li accompagno,li dispiego davanti ai loro occhi e poi aspetto che loro si accorgano della loro bellezza,se la bellezza c’è.
Gli spettacoli per gli studenti sono oggettini da manipolare con attenzione e cura.
Soprattutto a Napoli.… Leggi il resto »

Accusativo del soggetto

di Antonio Sparzani

Una vera eresia, si sarebbe detto ai tempi del latino e del greco, e ancora adesso si direbbe per il tedesco e il russo e varie altre lingue anche europee. L’accusativo, con questo nome che sembra sottintendere una minaccia, è il caso del complemento oggetto, ciò che subisce l’azione, non di chi la fa, del soggetto

Come ribadiscono nel loro bel libro, I sette vizi capitali (Einaudi, 2000), Carla Casagrande e Silvana Vecchio, la civiltà occidentale comincia con l’ira, la ménis, davvero la prima parola della nostra letteratura..… Leggi il resto »

Poesie

di Pierluigi Lanfranchi

ESIODO

Nell’estate della grande canicola
crepavano disidratati i vecchi.
Gravi i danni alla produzione agricola.
Spighe riarse in cima agli stecchi

sfarinavano tra le dita. I becchi
dei corvi dentro i frutti del fico
infilzavano cenere. Lo specchio
retrovisore metteva in pericolo

come una lente ustoria il bosco.… Leggi il resto »

Siamo sempre stati separati. Decimo quadro: Roques-Hautes (fine)

di Sarah Kéryna traduzione di Andrea Raos - Ti ricordi quando andavamo a Roques-Hautes? Roques-Hautes, te ne ricordi? - Oh beh, sì! Se me ne ricordo! Ah! Roques-Hautes! Ah sì! Di questo me ne ricordo bene. Oh! Quanto ci si stava bene! Ci si riposava bene. Ci andavamo quasi ogni sera. - Sì, ogni pomeriggio, addirittura. - Ogni pomeriggio. E poi, mangiavamo lì? - Sì, la pizza! - La pizza! - Ti ricordi? - Sì, delle grandi pizze. Ero io che andavo a prenderle. Delle pizze al forno a legna. - Delle pizze al forno a legna. - Ah sì! Di questo mi ricordo. - Erano buone. - Ah sì! E poi, delle volte c’eravamo solo noi a Roques-Hautes, in quel grande coso… completamente vuoto. Sembrava Gavarnie, nei Pirenei. Si sarebbe detto che eravamo isolati da tutto. Allora, delle volte, ero angosciata. Non dicevo niente, ma ero angosciata.

Prometeo

Di Andrea Inglese

Sto quasi dormendo, ma il vecchio riesce a sorprendermi sempre. Appena prima del sonno, sbuca fuori con la sua faccia giallastra, i capelli bianchi e stopposi, le occhiaie da grande onanista. Non so come faccia, chi possa avergli dato le chiavi di casa mia, non so davvero come, eppure puntuale, quando credo ormai di dormire, lui si presenta, si siede in fondo al letto, e quasi mi storce un piede, poggiandovi sopra noncurante il suo culo appiattito.… Leggi il resto »

Porca miseria!

di Andrea Bajani

Chi non ha il senso dell’orientamento non riesce e mettere insieme le cose. Tende a ragionare per piccoli frammenti topografici, costruendosi delle geografie ridotte, dei piccoli spazi di manovra. È sempre alla mercé di qualcuno che, custode della visione d’insieme, si prenda carico del suo disorientamento e lo traghetti altrove, in un’altra sezione topografica.… Leggi il resto »

In visita a Mehdi

di Annet Henneman (Teatro di Nascosto – Hidden Theatre)

Da aprile 2006 Mehdi Zana non può lasciare la Turchia, nonostante sia in possesso di un passaporto svedese. Probabilmente una reazione del governo turco alla partecipazione al teatro reportage “Rifùgià-ti” (con la partecipazione di 9 parlamentari, attori e rifugiati) in cui Mehdi racconta la sua storia personale e insieme la storia del popolo curdo.… Leggi il resto »

A proposito di editing (ricevo via mail e pubblico)


www.lalineascritta.it 14° anno di corso
ottobre 2006-giugno 2007 ideato e curato da Antonella Cilento
con la partecipazione di Rossella Milone
in collaborazione con l’Ass. Cult. Uzeda (www.uzeda.org)
Da aprile a giugno

con Melania Mazzucco e molti altri ospiti…

Laboratorio di Editing: editare e dare forma alla narrazione
Un laboratorio pratico per scrivere e verificare la coerenza delle proprie storie: come si arriva al testo definitivo?… Leggi il resto »

MagiK moments

di Franz Krauspenhaar 

1. SERA

Stati di eccitazione e depressione, forme maniacali ed ipomaniacali, avanti con il rimbombo del cuore, il run accelera la sua corsa lunga ma alla velocità di un centometrista del dolore;  nuove sindromi maniaco depressive, psicosi depressive croniche, posologia di un lamento dilungato, la macchia di nero petrolio all’orizzonte che fa sparire di netto il sole, luttuosamente nero; nelle profilassi delle recidive maniacali e depressive, allungato contro un muro di periferia, incapace di andare a destra, a sinistra, da qualunque parte, con l’esterno temporale destro che si gonfia, una specie di soufflè  tumorale che bombarda la tua faccia incrinata e rinserrata nella tua nuca triturata come in un dattero tunisino della V.G.… Leggi il resto »

Il signor figlio

  di Severino Colombo  

Alessandro Zaccuri, Il signor figlio, Mondadori, 2007, 336 pag.

«Meglio è tacere una Storia, che narrarla ingombrata di fole». Il precetto del conte Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, vorrebbe essere il sigillo su un vaso di Pandora che ha le sembianze di uno scatolone pieno di libri trovato in soffitta.… Leggi il resto »

Pro editore

di Christian Raimo

Sandro Veronesi qualche anno fa in un convegno sui Classici del Domani, quasi del tutto fuori contesto, parlava con veemenza male dell’editing. E fece un esperimento con il pubblico. Aveva preso un pezzo di V di Pynchon, a cui aveva previamente tolto molti degli aggettivi e degli avverbi, l’aveva fotocopiato e dato da leggere ai noi che lo stavamo ad ascoltare insieme al pezzo originale.… Leggi il resto »