Nato due volte

o la storia di come Bartolo e Terzita si toccarono

di Andrea Cafarella

Era stato, perciò, dopo che le Isole erano scomparse alla sua vista dietro Capo Milazzo, e Stromboli, Vulcano, Lipari, che intravvedeva per la prima volta distanti e da terra, dopo averle viste sempre dalla palamitara, salendo per il Golfo dell’Aria, sembravano vaporare nel sole come carcasse di balene cadute in bonaccia.… Leggi il resto »

Padre Joyce, che sei nei cieli

The waiting room III – ©Francesco Cozzolino

 

di Ezio Sinigaglia

Il testo che segue è il terzo capitolo di un romanzo, Il pantarèi, che dopo una lunga storia di elogi e di rifiuti editoriali, iniziata nel 1980, fu infine pubblicato nel 1985 da una piccola casa editrice di Milano, SPS (poi Sapiens), conquistando qualche isolato lettore ma passando sostanzialmente inosservato.… Leggi il resto »

“Il poeta degli immondezzai è più prossimo al vero che non il poeta delle nuvole” A proposito di Tadeusz Ròżewicz e di Alberto Burri

di Lorenzo Pompeo

La frase di apertura compare in Sogni, seconda sezione del Racconto didattico di  , dedicato allo storico dell’arte e critico Mieczysław Porębski (fu compagno di studi del poeta a Cracovia), scritto nel 1959 e pubblicato nel 1962 nella raccolta Nic w płaszczu Prospera (trad.… Leggi il resto »

PartesExtraPartes

1 micro festival, 1 giorno, 24 artisti,
7492 parole, 5647 fotogrammi,
258 piccoli rumori,
5 installazioni, 46 immagini

 

Il 20 Aprile 2018, a Firenze, il Chiasso Perduto – Galleria d’Arte ospiterà la prima edizione di PartesExtraPartes, rassegna di musica sperimentale, scritture e arti visive.… Leggi il resto »

Il mondo dei Buscemi: Suttaterra di Orazio Labbate

di Fabrizia Gagliardi

Il perturbante è alterazione. Se assistessimo alla lenta e metodica trasformazione fisico-chimica delle rocce saremmo costretti ad ammettere un male senza tempo: una modifica così impercettibile da non riuscire a distinguere l’inizio dalla fine. Ora trasponiamo tutto alle narrazioni dell’orrore quelle che generano un suono, una domanda, una percezione che sbatte contro le pareti della nostra testa senza che la sua eco abbia un padrone.… Leggi il resto »

Chi balla sul tetto con le infermiere?

di Roberta Salardi

( pubblico questo brano tratto dal romanzo di Roberta Salardi Ventriloquio della crisi, Milano, Effigie, 2017, g.m.)

“Ragazzi, volete sapere l’ultima?”

“Be’… ragazzi… adesso non esageriamo….”

“La notizia merita un sussulto di entusiasmo e di ringiovanimento. Ragazzi, udite udite: le infermiere sono salite sul tetto!… Leggi il resto »

La chimica della bellezza

 di Gianni Biondillo

Piersandro Pallavicini, La chimica della bellezza, Feltrinelli, 270 pagine

Massimo Galbiati, professore di chimica di mezza età che ha conosciuto la passione per la ricerca scientifica pura e, al contempo, la frustrazione di un sistema universitario gretto e incapace di mettere in luce il suo talento, non ha alcuna voglia di accompagnare il professor de Raitner ad un convegno a porte chiuse a Locarno.… Leggi il resto »

Poesie da “L’origine” di Domenico Cipriano

(per Sofia)

C’è sempre un risarcimento
un ciottolo di selce levigato
una disposizione del carbonio che scintilla
o il fuoco addomesticato
a sedimentare la memoria del cosmo. L’istante
dove spunta l’inizio dei pensieri
la nascita.

Ci saranno dissolvenze, la grazia di frammenti
provenienti da lontano, nelle foto
nei diagrammi dei ricordi.… Leggi il resto »

Sudeste

di Haroldo Conti

Il vecchio morì proprio all’inizio dell’estate. Come se avesse continuato a ritardare il momento, per aspettare quel periodo e non un altro. E così successero tante cose, in qualche modo notevoli e definitive, anche se passarono inosservate.
Il Colorado Chico venne a cercarli con la lancia e tutti pensarono che il momento era arrivato.… Leggi il resto »

Quattro frammenti

di Alessio Mosca

Chiromantica medica
Narrano degli uomini senza occhi, bocca o orecchie. Narrano degli uomini che non riuscivano a leggere il pensiero ma che dei pensieri riuscivano a percepire l’intensità.

Come un olfatto sviluppatissimo, come se ne sentissero l’odore nel diaframma o fin dentro le tempie.… Leggi il resto »

La parallasse di Žižek

 

Edward Hopper, Room in New York, 1932

 

di Davide Gatto

Cosa significa teorizzare lo scarto di parallasse come “primo passo necessario verso la riabilitazione della filosofia del materialismo dialettico”?1 

Slavoj Žižek ha concepito La visione di parallasse (2013) come un’opera sistematica, articolandola in tre ampie sezioni – “filosofica, scientifica e politica” – in cui l’approfondimento speculativo è corroborato dal dibattito a distanza con pensatori e scienziati, nonché da argomenti desunti dai più disparati campi dell’esperienza umana, non escluse l’aneddotica storico-politica, il gossip e persino le barzellette.2

Il proposito dichiarato del libro fa giustamente presagire il ricorso sistematico a Hegel e a Marx, che però Žižek coniuga con pensatori tradizionalmente estranei all’orizzonte materialista – Kant innanzitutto, poi Kierkegaard e Heidegger – leggendo i loro contributi con la lente del beneamato Lacan, i cui Seminari disegnano confini e morfologia del campo speculativo.… Leggi il resto »

Buongiorno mezzanotte. Sull’ultimo libro di Lisa Ginzburg

Nicolas De Staël – Fiesole, 1953

di Ornella Tajani

È difficile descrivere una voce, circoscriverne il raggio e le modalità d’azione. Leggendo gli scritti di Lisa Ginzburg – che si tratti di romanzo, racconto o dei suoi numerosi articoli e recensioni – non si può far a meno di riconoscere, nell’andamento della narrazione, in un giro di frase o nel costrutto di un’immagine, un medesimo timbro.… Leggi il resto »

Anatomia del fantastico

di Alfredo Zucchi

 

Facciamo una cosa diversa, cominciamo dalla fine. Dichiariamo solennemente:

Il fantastico non è un genere letterario ma un modello trascendentale, la cui funzione specifica è porre senza sosta la domanda: cos’è il reale?

In un mondo ordinato quest’affermazione sarebbe arrivata in chiusa, in seguito a una lunga e serrata argomentazione; inoltre sarebbe stata pronunciata (al netto della nota cacofonia lessicale del discorso filosofico) dal vecchio cieco Borges (già vecchio e cieco, voglio dire, al momento di enunciarla). Non è così invece – il motivo è semplice. Il vecchio cieco Borges avrebbe pensato questa frase a partire da un’opposizione fondamentale: realismo letterario vs. finzione speculativa (o non-empirica); questa opposizione nasconde un’altra coppia dualistica: natura vs. cultura.

I vocabolari

di Orso Tosco

C’è un segreto. Io l’ho capito non uscendo mai di casa e guardando le persone dalla finestra. È un segreto importante e forse non lo meritate, ma ho deciso di dirvelo lo stesso. Magari migliorate, magari. Il segreto è che muore soltanto chi si sforza.… Leggi il resto »

Danilo De Marco: lo stile della libertà

di Fulvio Dell’Agnese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«Che accadrebbe – si chiedeva un artista – se l’universo fosse leggibile? Forse c’è questo, nascosto dietro alla spaventosa bellezza della realtà. Ci accorgiamo che qualcosa parla con noi. Conosciamo quella lingua. Eppure non capiamo una parola»1.

Conchiglia con politica (a Carlo Ginzburg)

di Giovanna Frene

Museo d’Arti Applicate “ICTY”, L’Aia

che la storia non è un fatto, è invece un permesso,
a volte casuale:
attorno alla tazza madreperlacea si snoda un bassorilievo scolpito e inciso nella primavera del 1946 a Norimberga dal fattorino del Pubblico Ministero, tale Slobodan, durante i tempi morti, tra una consegna e l’altra, una fascia a narrazione continua come in un rocco della colonna di Traiano, un fregio in parte traforato in parte inciso sull’esterno di un ‘Nautilus pompilius’ incastrato a bocca all’insù tra un ampio piedistallo e una statuetta sormontante prensile, entrambi in argento dorato, cosicché la coppa, montatura e conchiglia, raggiunge la considerevole altezza di 48,5 cm.… Leggi il resto »

Interférences # 17 / “Leggete Karl Marx”: una cartografia

di Frédéric Montferrand

traduzione di Davide Gallo Lassere e Andrea Inglese

 

(Si vuole dare il politico per morto, soprattutto in Italia. Intanto arriva la politica dei morti viventi, che riesumano ossame ideologico che pensavamo ormai polverizzato. D’altra parte, in Francia e nel Regno Unito, ma non solo, il marxismo è ancora un crocevia fondamentale per la formazione di generazioni che hanno voglia di comprendere come funziona e come si può cambiare il mondo a partire dai rapporti di dominazione e sfruttamento. Pubblichiamo questo articolo apparso sul numero speciale di Le Monde, collezione “Une vie, une œuvre”, Karl Marx, l’irréductible, edizione 2018. A. I.)