Appunti indiani #3

di Sergio La Chiusa

Il Kerala è uno strano paese. Qui ridondanti templi indù convivono con moschee islamiche e con esili chiese cattoliche dai colori pastello, in disaccordo con la rigogliosa vegetazione tropicale. Qui si trovano perfino rare sinagoghe. Qui le immagini di Shiva nelle sue diverse forme si alternano a quelle di un dolente Gesù Cristo, e non è raro trovarli l’uno accanto all’altro, Shiva e Gesù Cristo, a contendersi la sovrintendenza di una stanza d’albergo.… Leggi il resto »

Appunti indiani #2

di Sergio La Chiusa

In India dobbiamo mettere da parte il nostro linguaggio verbale e corporeo. Il nostro codice di segni qui non ha significato. Sono altri i gesti e altri i significati ad essi correlati. Basta pensare a quel dondolio della testa comune a tutti gli indiani, tanto a quelli del nord come a quelli del sud.… Leggi il resto »

Appunti indiani #1

(note da un viaggio nell’India del sud)

di Sergio La Chiusa

L’India mi dà il benvenuto con la sua moltitudine che afferra la gola. Fuori dall’aeroporto di Chennai si è accalcata una folla immensa, compressa sotto la pensilina al riparo dall’acquazzone.… Leggi il resto »

Gli alfabeti dello spazio

di Giorgio Vasta

Falso inizio

Dal treno, rallentando, oltre il finestrino rigato del mio scompartimento, entrando nella stazione di Zugo, attraverso la parete di vetro di una palazzina moderna (ricorderebbe – ed è probabile che sia una sua diretta discendente, nella concezione vetro-cemento-metallo – la Heidi Weber Haus di Le Corbusier, che sta poco più in là, a Zurigo), vedo, frammentati, scomposti dalle lame strette orizzontali delle tapparelle, ognuno vestito di colori diversi (riconosco il verde, del rosso, del blu), un gruppo di sei sette persone.… Leggi il resto »

L’ARTISTA PENSATORE (lettura della “Macchina mondiale” di Volponi)

di Antonio Moresco

Trascrivo qui alcuni appunti, sviluppati poi a braccio in un incontro su Paolo Volponi che si è tenuto a Cagli il 28 novembre del 2003.

Vi ringrazio per avermi dato il pretesto di andarmi a rileggere dopo molti anni “La macchina mondiale”, che avevo incontrato per la prima volta a 18 anni e di cui ho ancora in casa il volume Garzanti comperato allora.… Leggi il resto »

Riforme – Riformismo

di Bruno Bongiovanni

Il concetto di riforma non è esente da ambiguità che sono forse accentuate dal monismo lessicale che c’è, in questo caso, nella lingua italiana. In altre lingue vi sono due diversi termini (in inglese reform e reformation, in francese réforme e réformation, in tedesco Reform e Reformation).… Leggi il resto »

Traiettorie dell’anticomunismo

di Bruno Bongiovanni

L’anticomunismo è un fenomeno che ha certo un cuore antico. Ha tuttavia avuto tante anime. Ed è stato declinato, nel corso del tempo, in modi storicamente e concettualmente diversi. Non va d’altronde passato sotto silenzio il fatto che, allo stato attuale delle conoscenze, il termine comunismo è comparso per la prima volta nel 1569, in ambito religioso, e in lingua latina, come atto d’accusa, e quindi con significato negativo, contro la setta protestante dei fratelli moravi.… Leggi il resto »

Il poema del disoccupato

di Gianluca Gigliozzi

Gli ultimi studi, sociologici o in forma d’inchiesta giornalistica, circa la vita quotidiana del disoccupato italiano in questo scorcio di millennio, nonostante la scrupolosità delle osservazioni e l’attendibilità delle statistiche, forniscono un quadro o troppo grigio o troppo nero della situazione, indugiando eccessivamente, a nostro modesto avviso, su una sequenza significativa di dati reali, quali potrebbero elencarsi come: aumento dell’apatia, innalzamento del coefficiente di irritabilità individuale, ora tarda del risveglio, aumento del numero medio giornaliero di sbadigli, in taluni casi aumento dell’attività sportiva e delle letture manualistiche (specie le guide alla Pesca e al Giardinaggio), ma anche indebolimento progressivo del sistema immunitario; ancora, in taluni casi diminuzione sensibile della volontà di vivere relazioni sociali mature, in talaltri casi, in sensibile incremento, diminuzione della volontà di vivere;… Leggi il resto »

L’idea di equilibrio

di Andrea Falegnami

{Sangue dal naso, cavatappi, catastrofi, adolescenza. Gente prima non c’è e un attimo dopo c’è, gente che manca da un momento all’altro, gentaccia che mena le mani, persone che ti danno una lezione, lezioni che vengono impartite da nessuno…}

Dopo tutto è pur sempre una storia…
[Da dove comincio?… Leggi il resto »

Capodanno in piazza

di Diego de Silva
Il presentatore arrivò che stavano ancora montando il palcoscenico. Nella piazza deserta, il vento aveva rovesciato un cassonetto della spazzatura. I rifiuti più pesanti rotolavano. Il presentatore veniva a piedi dalla stazione con il trolley, offeso per non aver trovato nessuno dell’organizzazione ad aspettarlo.… Leggi il resto »

Contro Carver

Appunti per un requiem sul post-minimalismo
di Alberto Bogo

Sono allergico a Carver. Non tanto ai suoi libri (o ai libri del “prodotto Carver”, visto l´apporto consistente del suo editor), ma dei suoi figli illegittimi. Dello svarione che hanno preso tanti “giovani scrittori”.… Leggi il resto »

Nuovo cinema paraculo: Come ti smonto e rimonto un’umanità da cani

Dogville di Lars Von Trier

di Paolo Pecere

«Dogville è un geniale apologo sulla malvagità umana. La Grazia (una struggente e bellissima Nicole Kidman, riconsacrata al cinema d’autore dopo l’affaire Kubrick) venuta a dare un’ultima occasione alla Comunità umana-americana, si scontra con la comune crudeltà e ipocrisia, per tramutarsi infine in violenza distruttiva e… purificazione o provocazione?… Leggi il resto »

Rue du Bac

di Dario Voltolini
(omaggio a Julio Cortázar)

Io sono quello che ha il negozio di liquori in rue du Bac. Il mio non è certo un negozio dozzinale, che venda a un pubblico qualsiasi liquori di dubbia qualità. No. Il mio è un esercizio di classe.… Leggi il resto »

Il Natale di Gesù Esposito

di Tiziano Scarpa

Stava arrivando l’inverno, ma quella mattina il sole stendeva il suo mantello caldo sulla città. I ragazzini correvano per la strada in camicia. Solo Filippo aveva freddo. Era salito fino a Sant’Elmo, per guardare Napoli dall’alto. Gli uomini, laggiù in fondo, erano più piccoli di un bruscolo nell’occhio.… Leggi il resto »

Nuovo cinema paraculo: Kappa e Spada

Da Kill Bill a Kitano, samurai, clown e buffoni di corte

di Serafino Murri

Quando Big Jim Jarmusch, con la discretezza degli antesignani, diffuse incastonandolo nell’occhio semichiuso modello Black De André di Forrest Whitaker-Ghost Dog il modello adamantino del Samurai urbano come unica forma attiva di opposizione uguale e contraria all’autismo indotto dalla società dello spettacolo integrato nella sua fase metastatica, non credo avesse considerato il rischio che l’inesorabile lama dello sputtanamento sarebbe piombata a spiccarne la testa con dentro tutti i sentimenti e i mantra nel giro di così pochi anni com’è accaduto in questo guerriero, posticcio 2003.… Leggi il resto »

La trappola del fuorigioco

di Andrea Bajani

Coloro che per mestiere fanno ridere la gente hanno una lunga frequentazione con i meccanismi della censura: è un patto implicito, quello che regola la gestione non conflittuale della messa in ridicolo, o della traduzione in riso, di alcuni aspetti della vita associata.… Leggi il resto »

Due poesie

di Helena Janeczek

Tre mesi

Nascono insieme dalla stessa gola
l’urlo e il pianto
e dilatano in un mantice a due canne,
l’esofago e la trachea. Gonfiano,
premono in alto e in basso
le tue viscere nere dalla nascita,
ma ora coperte pietosamente di bianco,
dove si consuma il profumo di latte
dolce perché ti dimentichi ogni volta,
e non ricordarci più che fa tremare.… Leggi il resto »