On advertising #2

di Raul Montanari

Esistono quattro categorie di pubblicitari:

1. Quelli che sono più o meno soddisfatti del mestiere che fanno, e non ci trovano nulla di particolare, né nel bene né nel male.

2. Quelli che hanno un atteggiamento problematico verso il mestiere che fanno, si sentono in contraddizione con le proprie idee politiche, con la propria visione del mondo, e cercano soluzioni e compromessi intelligenti per ridurre queste dissonanze.… Leggi il resto »

Dall’aereoporto di Ciampino

Una poesia e qualche appunto

di Helena Janeczek

Torneremo, diceva
di semiprofilo, in primo piano
per dare risalto alle croste,
alle escoriazioni o come cristo chiamare
quelle tracce di sangue rappreso in faccia.
Diceva torneremo, torneremo laggiù,
e gli sparivano le ferite,
sparivano perché lui ripeteva torneremo.… Leggi il resto »

Infanti della patria

di Sergio Baratto

“Il tenente l’ascoltava ammirato, Pietro era in estasi.
– Ah, perché non sei italiana! – disse con rammarico.
– Il mio cuore è italiano! – rispose la fanciulla con fervore.”
Carolina Invernizio, La piccola araba

Giovedì, i primi morti italiani in Iraq.… Leggi il resto »

Sugo d’onore

di Michele Rossi


Se già ci fosse stato il riso gallo blond io non avrei i miei ricordi di infanzia, di quando sceglievo il riso steso sul tavolo, chicco per chicco, vicino alle dita dure di mio nonno.
Erano mattine che segnavano la mia appartenenza a un altro mondo, oggi lontano, intimo e nuovo, al ricordo.… Leggi il resto »

L’Italia nel buco del Reale

di Antonio Piotti

Si fa presto a dire che non è come per le Torri Gemelle, che questo attentato ha avuto luogo sul territorio iracheno, mentre quell’altro nel cuore di una New York pacifica ed operosa, che i morti sono stati venti e non più di duemila, che erano soldati e non civili.… Leggi il resto »

Muta 2 lingua

di Andrea Raos

leggo un brano da Hans Henny Jahnn, Die Niederschrift des Gustav Anias Horn, 2 (Fluss ohne Ufer, III), 1936-1945:

«Il plancton nutre gli abitanti degli abissi. Nessuna luce vi penetra. Di conseguenza, non vi si trovano piante. Ma minuscoli cadaveri di animali e d’alghe scendono a pioggia in questa nera immobilità.… Leggi il resto »

Sabato mattina

di Tiziano Scarpa

fuori di te c’è un sabato mattina,
le bancarelle del mercato, il sole
(Dentro Di Te C’è L’Infinito) (Dentro
Di Te C’è L’Assoluto) (Smisurato).

porti gli occhiali scuri, tieni a bada
il mondo radioattivo, ultravioletto
(Ma Più Che Altro Impedisci Al Tuo Sguardo
Di Traboccare) (Dentro Di Te C’è
La Visione) (L’Invisibile).… Leggi il resto »

Non mollare mai, uomo

di Aldo Nove

Finché continuerò a farmi le seghe,
finché avrò un compact disc che mi funziona,
finché passeggio in piazza Duomo non
dimenticherò mai di dirmi: “Non
mollare mai, uomo. Lotta. Tu sei
degno di tutto questo”. E fino a quando
potrò guardare su Rai 2 qualcosa,
finché potrò comprare la Gazzetta,
finché acquisterò nuovi tipi di
rasoio nuovi shampoo e bagnoschiuma
non mi dimenticherò mai di dire:
“Non mollare mai, uomo.… Leggi il resto »

La matita tedesca

di Dario Voltolini

Il padre stava accanto alla madre, nella stanza in penombra. Non c’erano finestre. C’era solo una porta di vetro, ma era oscurata da una tenda, o da un pannello di cartone, così su tutto calava un colore verde, scuro ma trasparente.… Leggi il resto »

La resistenza della letteratura

di Christian Raimo

Ho partecipato ieri alla tavola rotonda su “La resistenza della letteratura” che è stata organizzata come chiusura di un convegno su Fenoglio. I moderatori sono stati Giulio Ferroni e Gabriele Pedullà, gli altri partecipanti Michele Mari, Piergiorgio Bellocchio, Eraldo Affinati, Emanuele Trevi e Roberto Alaimo.… Leggi il resto »

La Guerra del Pulito

di Marco Senaldi

Volevo aspettare che trascorressero i giorni del lutto nazionale per pubblicare questo articolo di Marco Senaldi, scritto in tutt’altra situazione, e per una destinazione completamente diversa: una rivista che si occupa di confezioni, packaging, consumi, merci.

A qualcuno questo scritto potrebbe apparire frivolo o immorale, se commisurato a ciò che è accaduto l’altroieri in Iraq.… Leggi il resto »

I maiali

di Antonio Moresco

Bisogna andare lontano dall’Italia per vedere l’Italia. O anche solo essere un po’ dislocati all’interno del suo territorio, su una delle sue isole, per esempio. Qualche anno fa, a Favignana, nel tardo pomeriggio raggiungevo con una vecchia bicicletta noleggiata una scogliera dietro il piccolo cimitero dell’isola.… Leggi il resto »

Letteratura e verità #2: esperienza

Si terrà lunedì 17 novembre alle ore 21.30, a Padova presso il Cinema Excelsior (vicolo Santa Margherita, laterale di via San Francesco), e non più alle 21 presso l’MPX-Multisala Pio X, il secondo incontro del ciclo Letteratura come verità, dedicato al tema: Esperienza.… Leggi il resto »

Infantosauri

di Massimo Rizzante

Imitazione e variazione

Dopo aver letto Svevo e Gombrowicz, ecco la mia concezione definitiva e paradossale dell’uomo: l’inesperienza ontologica lo conduce continuamente a rivoltarsi; ma tale rivolta dell’uomo contro la sua stessa immaturità passa necessariamente attraverso la tecnica, cioè attraverso la creazione di strumenti in grado di liberare l’uomo dal peso dell’esperienza: cosa che lo rende sempre più leggero, giovane, immaturo.… Leggi il resto »

Una malinconia inconsistente

di Helena Janeczek

La “malinconia dei molti” di cui vorrei parlare è, innanzitutto, malinconia nell’accezione più debole, ma anche più diffusa del termine come può testimoniare un qualsiasi dizionario di lingua italiana. Tale “vaga e intima mestizia” figura infatti come voce chiaramente distinta dallo “stato patologico di tristezza, pessimismo, sfiducia o avvilimento, senza una causa apparente adeguata, che rappresenta una della fasi della psicosi maniacale” (1).… Leggi il resto »