In guerra nella scuola

di Sergio Nelli

Sono in guerra con lo stato italiano e in special modo con uno dei suoi ministeri: quello della pubblica istruzione. Il ministero a cui ho dichiarato guerra è un ministero determinato, ma la mia guerra vale anche contro i precedenti ministeri, contro i precedenti governi e dunque ancora contro lo stato.… Leggi il resto »

La vecchiaia fa schifo

di Marco Lodoli


Si è discusso e scritto molto attorno al lifting di Berlusconi: la mattina, nel bar dove faccio colazione, ho visto tanta gente sbellicarsi dalle risate, e forse non ci sarebbe da aggiungere altro, forse quegli sghignazzi irridenti bastano e avanzano.… Leggi il resto »

Va’ a lavura’, barbun!

di Michele Rossi

Il lavoro a progetto, ossia come tornare nell’Ottocento. Signori cari, signore care, mi permetto di toccare un tasto dolente e terra terra, ossia una circolare ministeriale che pone le specifiche attuative della fantomatica legge Biagi. A leggere bene possiamo ancora una volta dire a gran voce “Arivolemo i cococo!” (per dire che al peggio non c’è limite).… Leggi il resto »

Domani sarà peggio

di Tommaso Giagni e Christian Raimo

No, non hai proprio capito, quello ha scapocciato. Dovevi starci, non è ’r fatto der sangue, l’ha sfranto sul lavandino, io sono entrato al cesso a buffo, pe’ piscià, e c’era Emir per terra. Ma non sai che scena.… Leggi il resto »

Nevermore

di Giorgio Vasta

questa mattina
domenica 16 novembre 2003
ho visto un film
histoire de marie et julien
di jacques rivette

sintetizzando
il film racconta una storia d’amore tra un uomo e una donna
(non esattamente una grossa novità)
solo che l’uomo è vivo e la donna è morta

lo spettatore questo non lo sa
lo scoprirà soltanto alla fine
non è un film di suspence
non è il sesto senso o the others… Leggi il resto »

Macello

Non siamo abilitati
alla macellazione ovina
ma qualche volta dal camion
scende un agnello
gli si avventano addosso in due
lo coprono con tela scura
trascinano l’ovino in tripperia
e lì con corde bianche lo strangolano
dopo, uno si incarica di sollevarlo
l’altro incide a metà i viscerini
che si spargono senza necessità di spazio,
quello che tiene la bestiola suda molto
l’altro scortica e taglia più composto.… Leggi il resto »

Il revival della modernità # 2

di Carla Benedetti

Cosa c’è dunque di tanto terribile e castrante nel concetto di modernità?
Torniamo al nostro esempio iniziale (talmente esemplare e didascalico da parere quasi inventato ad hoc). E’ evidente che nella poetica-contenitore elaborata per la mostra di Rivoli la modernità non ritorna solo come nome ma anche come logica: o meglio come operazione formale astratta, capace cioè di proiettare la sua forma su qualsiasi contenuto e, con ciò, di valorizzarlo.… Leggi il resto »

Il revival della modernità # 1

di Carla Benedetti

Il 15 aprile 2003, al Castello di Rivoli di Torino si è aperta una mostra intitolata “I moderni”. Non presentava opere di fine Ottocento, né di inizi Novecento, ma sculture, ambienti, dipinti, suoni, video e film di artisti contemporanei di diverse parti del mondo.… Leggi il resto »

Meditazioni barocche: la trista consapevolezza

di Sergio Beltramo

La conoscenza è tutto fuorché organica: si conoscono ormai meccanismi vertiginosamente specifici di alcuni campi del sapere, ma il bandolo della matassa, l’insieme e il suo senso ci sfugge più che mai. Eppure il livello dei saperi tradizionali ha cagionato delle trasformazioni psichiche di enorme portata.… Leggi il resto »

IL VORTICE (note sui Viceré)

di Antonio Moresco


Ho incontrato tardi I viceré, scoraggiato da ciò che mi capitava di leggere intorno a questo romanzo nelle storie e nei dizionari della letteratura, dove viene in genere liquidato come esempio illustre del naturalismo italiano di fine Ottocento e si mette l’accento soprattutto sulla sua capacità di essere specchio dei cambiamenti storico-politici dell’Italia del tempo.… Leggi il resto »

Libertà obbligata

di Luciano Coen e Achille Varzi

«Laura? Ciao, sono io. Sono appena arrivato. Ti richiamo dopo con calma, quando torni dal lavoro. Ti lascio un messaggio giusto per dirti che il viaggio è andato bene e che anche l’albergo è più che dignitoso.… Leggi il resto »

Racconto espiatorio in morte del padre

di Fabio Santopietro


Da bambino si affacciava al belvedere della chiesa dedicata al patrono san Bartolomeo incantato dal panorama.
A perdita d’occhio, l’inconcepibile ma dolce distesa dei colli; sulla cima di molti di quei colli i paesi; qua e là, lungo la costa dei colli al di sotto dei paesi le cascine sparse, una vasta distesa che si spalancava davanti ai suoi occhi con l’onnipotenza di una divinità, per spingersi fino ai piedi delle montagne, ben visibili nei giorni tersi.… Leggi il resto »

Appunti indiani #4

di Sergio La Chiusa

Per accedere al tempio, qui a Guruvayur, gli uomini devono sfilarsi la maglia o la camicia, mostrarsi al Dio a torso nudo. Penso al duomo di Milano, dove il controllore di turno, davanti al portone di bronzo, verifica che tutte le spalle siano ben coperte.… Leggi il resto »

Appunti indiani #3

di Sergio La Chiusa

Il Kerala è uno strano paese. Qui ridondanti templi indù convivono con moschee islamiche e con esili chiese cattoliche dai colori pastello, in disaccordo con la rigogliosa vegetazione tropicale. Qui si trovano perfino rare sinagoghe. Qui le immagini di Shiva nelle sue diverse forme si alternano a quelle di un dolente Gesù Cristo, e non è raro trovarli l’uno accanto all’altro, Shiva e Gesù Cristo, a contendersi la sovrintendenza di una stanza d’albergo.… Leggi il resto »

Appunti indiani #2

di Sergio La Chiusa

In India dobbiamo mettere da parte il nostro linguaggio verbale e corporeo. Il nostro codice di segni qui non ha significato. Sono altri i gesti e altri i significati ad essi correlati. Basta pensare a quel dondolio della testa comune a tutti gli indiani, tanto a quelli del nord come a quelli del sud.… Leggi il resto »

Appunti indiani #1

(note da un viaggio nell’India del sud)

di Sergio La Chiusa

L’India mi dà il benvenuto con la sua moltitudine che afferra la gola. Fuori dall’aeroporto di Chennai si è accalcata una folla immensa, compressa sotto la pensilina al riparo dall’acquazzone.… Leggi il resto »

Gli alfabeti dello spazio

di Giorgio Vasta

Falso inizio

Dal treno, rallentando, oltre il finestrino rigato del mio scompartimento, entrando nella stazione di Zugo, attraverso la parete di vetro di una palazzina moderna (ricorderebbe – ed è probabile che sia una sua diretta discendente, nella concezione vetro-cemento-metallo – la Heidi Weber Haus di Le Corbusier, che sta poco più in là, a Zurigo), vedo, frammentati, scomposti dalle lame strette orizzontali delle tapparelle, ognuno vestito di colori diversi (riconosco il verde, del rosso, del blu), un gruppo di sei sette persone.… Leggi il resto »

L’ARTISTA PENSATORE (lettura della “Macchina mondiale” di Volponi)

di Antonio Moresco

Trascrivo qui alcuni appunti, sviluppati poi a braccio in un incontro su Paolo Volponi che si è tenuto a Cagli il 28 novembre del 2003.

Vi ringrazio per avermi dato il pretesto di andarmi a rileggere dopo molti anni “La macchina mondiale”, che avevo incontrato per la prima volta a 18 anni e di cui ho ancora in casa il volume Garzanti comperato allora.… Leggi il resto »