Rouch, il viaggiatore in presa diretta

Jean Rouch è morto la scorsa notte (18 febbraqio 2004) in un incidente d’auto in Niger dove era ospite di una rassegna dedicata al cinema nigerino del quale era considerato il «padre». Aveva 86 anni. Insieme a lui viaggiavano la moglie, il cineasta Moustapha Alassane e l’attore Damouré Zika, protagonista del suo capolavoro «Jaguar», rimasti illesi.… Leggi il resto »

L’antidoto romanzesco

di Massimo Rizzante

François Taillandier è nato a Clermont-Ferrand nel 1955. Gli inizi della carriera lo vedono intraprendere un’attività giornalistica piuttosto intensa (collaborazioni con La Montagne, un quotidiano regionale, e con Livres-Hebdo, a Parigi). Nello stesso tempo comincia a pubblicare i suoi primi romanzi: Personnages de la rue du Couteau (1984), Tott (1985), Benoît ou les contemporains obscurs (1986).… Leggi il resto »

Il romanzo e la Storia 2

di François Taillandier tradotto da Massimo Rizzante

Mi sembra che il mondo attuale trovi questa mia necessità piuttosto noiosa e sospetta: ciò significa forse che emetto delle riserve? Che preferisco la società dei bei tempi che furono? Che mi metto a cavillare?… Leggi il resto »

Il romanzo e la Storia 1

di François Taillandier tradotto da Massimo Rizzante

(Dispatrio è una rubrica dedicata a prime traduzioni di autori stranieri non ancora apparse in Italia né su rivista né su volume; consideriamo prime traduzioni anche le nuove traduzioni di testi già apparsi in italiano)

Un’onestà elementare m’impone di dire, tanto per cominciare, che non sono né un critico letterario né un teorico, e neppure uno “specialista” del romanzo.… Leggi il resto »

In mare aperto

di Antonio Moresco

Rispondo in ritardo alle reazioni suscitate (su l’Unità, i Miserabili, ecc.) dal mio e da altri articoli apparsi sull’Unità, perché ero lontano dall’Italia.
Ancora una volta, in risposta a posizioni di dissenso, sono scattati, sui giornali e in rete, chliché e caricature personalizzate e preconfezionate, in un fronte che raccoglie le figure più variegate e più inaspettate.… Leggi il resto »

Gli Studi Subalterni (e postcoloniali) ci riguardano?

di Marcello Tarì

Come è noto i Subaltern Studies – così come anche i Postcolonial Studies – sono nati in un preciso milieu geo-politico; a parte il caso di Edward Said, il quale risulta piuttosto esserne fra gli ispiratori, si tratta per la gran parte di intellettuali indiani – alcuni dei quali insegnano in università occidentali – che tra gli anni ’70 e ‘80 del secolo scorso hanno portato un attacco frontale alla tradizione storica nazionalista indiana e a quelli che erano e sono chiamati Area Studies, veri e propri studi governamentali dedicati all’analisi storico-antropologica di enormi aggregati di territori e popolazioni che, anche in tal modo, sono stati unificati/esotizzati dai poteri transnazionali.… Leggi il resto »

Tre sonetti

di Jacques Roubaud tradotti da Andrea Raos

(Dispatrio è una rubrica dedicata a prime traduzioni di autori stranieri non ancora pubblicate in Italia né su rivista né su volume; consideriamo prime traduzioni anche nuove e inedite traduzioni di testi già apparsi in italiano)

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2.4.3.… Leggi il resto »

Compleanno

di Dario Voltolini

Marzo. Nazione Indiana compie un anno.

Ringrazio tutti i lettori e i commentatori, i pro e i contro, i polemici e i simpatetici, tutti.

A coloro che “tengono creature” (ma anche agli altri), verrà prossimamente dato in omaggio a puntate (cioè: scaricatevelo!) un racconto che una mia amica ha scritto per mia figlia, dal titolo Alla ricerca della perla nera.… Leggi il resto »

Promemoria – Genova, luglio 2001

di Sergio Baratto

(Oggi 2 marzo a Genova comincia il processo contro 26 manifestanti tra i molti che hanno partecipato al controvertice G8 del 2001. Il reato – gravissimo – che viene loro contestato si chiama “devastazione e saccheggio” e comporta una pena minima di otto anni.… Leggi il resto »

Fine della Roma da cartolina

(emergenza casa: hilarotragoedia del mercato immobiliare)

di Nicola Lagioia

Ascesa e crollo dei titoli tecnologici – nascita e morte dell’anno giubilare – diretta televisiva dell’11 settembre. I ragazzi venuti ad abitare a Roma dopo questi eventi, accorsi dai quattro angoli del paese o dalle coste trans-adriatiche, venuti qui per frequentare l’università e poi fare carriera negli studi legali, o darsi al cinema, diventare scrittori, curare mostre, non fra cinque anni, quando staranno faticosamente chiudendo il loro primo contratto editoriale e non avranno tempo per guardarsi alle spalle – riceveranno un misero obolo dal titolare dello studio legale oppure saranno felici di esporre in una galleria di terz’ordine – neanche fra sette di anni, ma tra dieci o quindici allora forse sì, quando la loro vita starà scorrendo su binari più sicuri e i ragazzi di un tempo saranno diventati uomini molto meno interessanti ma verso i cui c/c convergeranno le forniture di un qualche ministero – patrocineranno cause importanti, trionferanno a Cannes, saranno nominati primari o vinceranno un concorso a cattedra… – soltanto allora, anche se tutti questi dovessero restare i traguardi mai tagliati di una vita priva di gloria e di successo, soltanto allora, gettando rabbiosamente un telecomando sul pavimento, e sudati, involgariti dal tempo, nel cuore dell’estate del 2018, ripensando ai loro primi anni a Roma – dopo il Giubileo, il crollo del Nasdaq, quello delle Twin Towers – non si limiteranno a interpretare quel periodo come l’inconcludente vagabondare per case editrici, tribunali, gallerie d’arte e aule universitarie che in effetti sarà stato, ma lo rileggeranno anche come un quinquennio eroico e disgraziato, i beati anni del castigo in cui venivano tenuti per le palle da un agente immobiliare.… Leggi il resto »

Senza titolo

di Antonio Moresco

(In questo articolo di Antonio Moresco pubblicato sull’”Unità” sono nominati i libri di Moresco, di Scarpa, miei e un libro collettivo firmato da alcuni collaboratori di Nazione Indiana. Nel postarlo ho avuto perciò qualche perplessità. Tra gli stili di comportamento che Nazione Indiana si è data c’è infatti anche quello di non lodarci e imbrodarci a vicenda, né di recensire libri di amici solo perché sono di amici.… Leggi il resto »

Il partito del lamento

di Carla Benedetti
(Romano Luperini ha scritto sull’”Unità” del 18 febbraio che dopo la generazione di Pasolini e Calvino non c’è più stata in Italia nessuna voce di scrittore o di intellettuale. Pubblico qui sotto la lettera che ho mandato al giornale in risposta a quell’incredibile dichiarazione di inesistenza rivolta a un’intera generazione.… Leggi il resto »

Ponti nella nebbia

di Massimo Rizzante

Le vere Muse
“Yo soy yo y mi circumstancia”, affermava Ortega y Gasset. Ognuno è la sua circostanza geografica, storica e culturale. Anche se oggi, all’epoca dell’emancipazione planetaria, è sempre più facile credersi liberi da tutte le radici, bisogna essere onesti con noi stessi: siamo individui finiti e limitati; non possiamo nascere due volte; nè viaggiare senza sentirci stranieri.… Leggi il resto »

L’infinita congettura

di Roberto Saviano

Su un’isoletta alle foci del Tamigi nella sua casa di Sheerness-on-Sea, nella notte fra il 22 e il 23 Febbraio del 1984 Uwe Johnson muore d’infarto mentre tenta di stapparsi una bottiglia di vino. Nessuno si accorse della sua mancanza, nessuno aveva interesse e voglia di cercarlo, di sentirlo, vederlo.… Leggi il resto »

Metafisico cabaret

di Federica Fracassi/Teatro Aperto

Metafisico cabaret, in scena al Teatro dell’Arte di Milano, è uno spettacolo diretto da Giorgio Barberio Corsetti, ideato insieme alla sua compagnia Fattore K.
E’ una smorfia, una carezza, un tentennamento, un urlo, una lapide, un ghigno,… Leggi il resto »

La generazione dei padristi

di Tiziano Scarpa
La civiltà italiana è in declino. Gli intellettuali tacciono. La letteratura degli ultimi tre anni fa schifo. E poi non conta nulla all’estero. Gli scrittori non discutono le loro poetiche, ammesso che sappiano ancora che cosa sono. Il teatro è assente.… Leggi il resto »