Il ricettario del Signor G.

di Elio Paoloni

Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra? Contrapposti menu, separate vacanze, inconciliabili guardaroba, insinuava Gaber. Di sicuro le differenze più appariscenti sono queste (erano, anzi, perché recenti look dalemiani hanno rimescolato le carte). Dovrebbero essercene di più sostanziali: la sinistra difenderebbe gli interessi dei ceti più deboli (con riforme e innovazioni), la destra gli interessi delle classi alte e insieme i valori tradizionali.… Leggi il resto »

Viaggio in Argentina #8

di Antonio Moresco

Santa Fe
Sveglia prima dell’alba, dopo pochissime ore di sonno. Il tempo è cambiato. Il cielo è tutto nero, piove, la temperatura si è abbassata di colpo di dieci, quindici gradi. Guardo, dall’altra parte della ringhiera, le mie mutande e le mie canottiere stese, che ieri avevo lavato con un pezzo di sapone e appeso a un filo con le mollette.… Leggi il resto »

L’Italia e il furore civile degli scrittori

di Carla Benedetti
Gli scrittori italiani non sanno raccontare il mondo in cui viviamo. Gli scrittori italiani sono pieni di intelligenza e talento ma tra di loro non c’è nessun Wallace, nessun Houellebecq, nessun Palahniuk, nessun De Lillo. Gli scrittori italiani sanno solo ricamare romanzetti.… Leggi il resto »

Favola dell’amore inventato

di Tiziano Scarpa

C’era un mastro vetraio di Murano
che non sbuffava né ansimava invano.

Scolpiva l’alito dei suoi polmoni,
modellava sospiri e esalazioni.

L’anima in eccedenza espettorava,
sotto vetro il suo fiato imprigionava.… Leggi il resto »

Infernotto

di Guido Caserza

UNO
(il berlusconi)

Ha il volto cotto, le ossa brulle ed aride
che alle reni tornano: per la fessa
del culo sputa e soffia come l’aspide
che dal merdone è stretto in strana ressa.
E come il serpe tratto dalla roccia
che guizza nell’arena arida e spessa
e s’intorce sui rocchi e contro coccia
al ferro, il rigattiere dallo strozzo
del casso s’erge e col collo s’alloggia
girando intorno al suo codino mozzo.… Leggi il resto »

Appello

Non abbiamo gli elementi per esprimere un giudizio approfondito sulla vicenda processuale che portò molti anni fa alla condanna all’ergastolo di Cesare Battisti, da quindici anni rifugiato in Francia. Né abbiamo alcuna comprensione nei confronti delle logiche del terrore di qualsiasi provenienza né insensibilità verso la sofferenza di coloro che ne sono stati e ne sono vittime.… Leggi il resto »

La religione di Gollum

di Franco Del Moro

Entro le prime 48 ore dall’uscita nelle sale, tutti i miei amici sono andati al cinema a vedere il Signore degli Anelli.
Ci sono andati quelli con e quelli senza figli, quelli che vivono in città e quelli che vivono in provincia, gli atei, i buddhisti, i cattolici e persino uno islamico; quelli che seguono le mode ma anche quelli che le evitano, quelli di sinistra, quelli di centro, quelli di destra.… Leggi il resto »

Appello per la liberazione dello scrittore Cesare Battisti

Da Giuseppe Genna (www.miserabili.com) ricevo questo appello pubblicato anche su Carmilla (www.carmillaonline.com). T.S.

I servizi speciali francesi hanno arrestato lo scrittore Cesare Battisti, rifugiato in Francia ormai da quattordici anni. Su di lui pende una domanda di estradizione presentata dal governo italiano, sulla base di una condanna pronunciata in contumacia oltre un ventennio fa.… Leggi il resto »

Umana gloria

Arrivano a piedi come gli dèi, stanno lì.
L’essere di qualcuno tra le case e io
con la mano cancello davanti
un ragnetto sul foglio,
niente non vuole dire se piango.

Luna, corridoio bianco, come ho corso!,
e nel vento sono ancora che mi porti, braccio, ramo
nel buio che si muove.… Leggi il resto »

Chiedo scusa se parlo di povertà

di Beppe Sebaste

Ho nella testa il brano di una lettera che il poeta Dylan Thomas scrisse a un amico, forse il suo editore. Alla fine si scusa di non poter affrancare la lettera (“non ho più un penny”) e saluta l’amico da parte della moglie, che “è giù alla spiaggia a cercare telline”.… Leggi il resto »

“Macello” di Ivano Ferrari

Tutti in fila
nudi
appena sporchi di letame
attendono la perfezione
balbettando proteste
il più intrapendente sodomizza il compagno davanti
l’urlo che si alza è solo un anticipo
la rivoltella a pressione frena lo scandalo
ci sono vacche olandesi
torelli
e qualche cavallo.… Leggi il resto »

Un appello per Alda Merini

Ricevo e pubblico molto volentieri questo messaggio di Paolo della Bella (db@paolo.dellabella.name, http://www.paolo.dellabella.name). T. S.

Cari amici,
vi prego di inviare questa mail a: sindaco.albertini@comune.milano.it

SIGNOR SINDACO, AIUTI ALDA MERINI.
La poetessa Alda Merini sta attraversando un altro momento drammatico della sua esistenza.… Leggi il resto »

Fatti diversi 3

Fratello Ferrara, Sorella cultura (Trobadori Vari remix)

Volentieri trasmettiamo

Serpeggia lo scontento
Al gran ricevimento:
S’ascolta Ceccatty
Raccontar l’ Italy,
Ma l’ausonio istituto
Intanto ha l’oste muto… Leggi il resto »

L’ultimo nostos di Ulisse #6

di Alessandro Garigliano

Un altro tipo di osservazione è stata fatta, dal punto di vista mitico-letterario, da A. M. Morace, per il quale una volta “constatata la demitizzazione di quel mondo piscatorio che, idealizzato da ‘Ndrja, ne aveva originato il nostos”, ‘Ndrja verrebbe irresistibilmente attratto dall’affascinante “non vita sepolcrale”,(70) cioè dall’estrema possibilità di vivere nel mito.… Leggi il resto »

L’ultimo nostos di Ulisse #5

di Alessandro Garigliano

Per comprendere il tema del viaggio che si compie in Horcynus Orca, riesce ancora una volta d’aiuto l’etimologia, estratta stavolta da W. Pedullà: “A sentire Alberto Savinio, ‘ uno dei probabili etimi di Mare, e proposto come tale da Curtius, è il sanscrito Maru che significa deserto, e propriamente cosa morta, dalla radice Mar, morire”.(61) Il trapasso dalla Sicilia al continente avviene per mare, quindi, potremmo dire, attraverso la morte, ma ciò che adesso interessa è che anche il viaggio di ritorno per riconquistare la propria terra, per appartenervi definitivamente, non può che essere “un viaggio per incontrare la morte”.(62)… Leggi il resto »

L’ultimo nostos di Ulisse #4

di Alessandro Garigliano

Quando sotto le mura di Troia si doveva scegliere il modo di assediare la città, al fine di espugnarla, vi furono due punti di vista, due atteggiamenti esistenziali, archetipici: uno era il cavallo di Ulisse. Affrontare la dura realtà coi colori dell’intelligenza.… Leggi il resto »

L’ultimo nostos di Ulisse #3

di Alessandro Garigliano


A proposito di nekuia, del senso simbolico del viaggio negli inferi che
attraversa il nostro romanzo, risulta affascinante considerare l’articolo di A.
Romanò. Se, come abbiamo sostenuto, il nostos del protagonista avviene in una
dimensione oltremondana, nell’unico luogo che può assolutamente offrire a chi ha il
privilegio di percorrerlo l’apprendimento della verità, se l’atmosfera in cui sono
immerse l’esperienze del protagonista rimanda alla dogmatica certezza dei sogni
profetici, allora ha ragione A.… Leggi il resto »

L’ultimo nostos di Ulisse #2

di Alessandro Garigliano

Il viaggio di ritorno di ‘Ndrja è un ripiegamento e una fuga dal continente negativo alla positività dell’isola, dalla terra al mare, dalla guerra alla pace, dal presente della disfatta al passato di Cariddi. Ma attuandosi il viaggio il rapporto etico si ribalta.… Leggi il resto »

L’ultimo nostos di Ulisse #1

di Alessandro Garigliano

“‘Dove stiamo andando’, chiede Enrico di Ofterdingen, l’eroe dell’omonimo romanzo di Novalis, alla misteriosa figura femminile che gli è apparsa accanto all’antichissima rupe nella foresta, dove è diretto il nostro cammino? ‘Sempre verso casa,’ gli risponde la fanciulla, conducendolo a una larga e luminosa radura”.(1)

Iniziamo così il nostro viaggio attraverso Horcynus Orca, accompagnando il protagonista verso quella che sarà la sua unica possibile meta.… Leggi il resto »