I Diavoli e Madame Bovary

di Andrea Muzzarelli

Via, via volò l’aeroplano, finché non fu che una scintilla, un’aspirazione, una concentrazione, un simbolo (così sembrava a Bentley, che con vigore spianava il suo pezzetto di prato a Greenwich) dell’animo umano; della sua determinazione, pensò Bentley, girando attorno al cedro del Libano, a uscire dal corpo, ad andare oltre la propria casa, grazie al pensiero, ad Einstein, alla speculazione, la matematica, la teoria di Mendel – l’aeroplano volava via.… Leggi il resto »

Il giorno più bello

di Tiziano Scarpa

Il Perugia si è salvato. Nel prossimo campionato resterà in serie A.
In tribuna, a fine partita, un giornalista si complimenta con il presidente della squadra:
“Il giorno più bello della sua vita!”, dice sorridendo eccitato, e gli porge il microfono.… Leggi il resto »

Milan 1 – Nasirya 0

Vorrei unirmi al coro di squallide illazioni scatenate dal fatto che il nostro Presidente del Consiglio si tiene in costante contatto con Nasirya mentre partecipa alla festa per il meritato scudetto del Milan.
Dario VoltoliniLeggi il resto »

Ancora domenica. La papera del tempo

di Giorgio Vasta

Il pomeriggio della domenica è poroso e assorbe tutto. Il pomeriggio della domenica è un sentimento oleoso. Non c’è modo di resistere. Non è un tempo dal quale è possibile restare fuori (ce ne sono alcuni che ti permettono di scorrergli attraverso senza che prendano possesso di te, senza farti sentire il loro tallone sulla testa).… Leggi il resto »

Il barocco inevitabile

di Riccardo Ferrazzi

Carlo V (che gli spagnoli chiamarono e continuano a chiamare Carlos primero) si ritrovò a capo di un impero mondiale nel 1519, neanche due anni dopo che Lutero aveva affisso le sue novantacinque tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg.… Leggi il resto »

Tre studi per Abu Ghraib

di Federica Fracassi/Teatro Aperto

A proposito di immagini, immaginario,verità, rappresentazione, abominio, inconscio, composizione porto lo sguardo sull’opera di Francis Bacon a cui penso ossessivamente in questi giorni.
Giorni che si stanno facendo abitudine di performances che oltrepassano il segno artistico, mandando in cortocircuito i rapporti tra realtà e rappresentazione.… Leggi il resto »

Emily Dickinson: 5 poesie


traduzione di Massimo Sannelli

1

Troppo vile la morte
Per te: un Greco lo può.
Vivere, Amore, è peggio –
E ti offro anche questo –

La Morte scarsa è morta,
Ma nella vita esiste
La Morte in molti modi,
Senza il Sonno dei morti.… Leggi il resto »

TRE DIALOGHI CON LA MORTE

V. DI T. PYNCHON, INFINITE JEST DI D. F. WALLACE, TUTTO SU MIA MADRE DI P. ALMODÓVAR

di Alessandro Garigliano

Ho confrontato tre opere che hanno ben poco in comune. Mi pare un attacco niente male per convincere il lettore a lasciare perdere o a farmi incatenare.… Leggi il resto »

Un nuovo internazionalismo # 3

di Una città

Che fare allora? Si resta a guardare, senza reagire, venir avanti la “terza ondata” fascista? (La chiamò così André Gluksmann in un’intervista preveggente: dopo il nero e il rosso, quello verde).
Intanto è prioritario combattere e sconfiggere con le armi della democrazia queste destre guerrafondaie e autoritarie.… Leggi il resto »

Un nuovo internazionalismo # 2

di Una città

Poteva andare diversamente?
Forse dalla guerra all’Irak non poteva venir nulla di buono. E’ stata una guerra di invasione, illegittima perché al di fuori di ogni regola del diritto internazionale e, peggio, politicamente criminale perché ha strumentalizzato i morti delle Torri e la lotta al terrorismo (che quindi si continuava a sottovalutare) per perseguire, con una campagna di menzogne, tutt’altro obiettivo: acquisire, attraverso la conquista dell’Irak, che con il terrorismo non c’entrava nulla, una posizione di supremazia sullo scacchiere geopolitico internazionale.… Leggi il resto »

Un nuovo internazionalismo # 1

di Una città


Riproduco qui l’editoriale dell’ultimo numero di “Una città”, una straordinaria rivista di approfondimento che vale la pena di cercare e di leggere. Questo editoriale è stato scritto prima dei tragici eventi delle ultime settimane, che non fanno che rendere più agghiacciante un quadro di prepotenza e ottusa sopraffazione imperiale comunque già evidente fin dall’inizio di questa sciagurata avventura.… Leggi il resto »

Trittico

di Alba Donati

I gatti

Quieti e calmi i miei due gatti
stanno dove sto io,
se studio, nello studio
se dormo, sul letto
sulle sedie se cucino.
Amano la compagnia.

Chissà che fanno quando non ci sono
quando devono bastare a se stessi.… Leggi il resto »

A proposito della libertà oggi…

di Filippo La Porta

Nel riferimento dell’ultraliberale Popper all’“interferenza” mi colpisce l’accento posto non tanto sui “miei” diritti (che sempre si accompagnano alla forza per affermarli) quanto sul “mio”dovere di autolimitarmi (di fronte all’altro). E, come sapeva il liberal-socialista Calogero, sono proprio io che decido di far esistere l’altro, che lo “invento”come persona morale, attraverso un libero atto immaginativo e una scelta gratuita.… Leggi il resto »

Dialogo sull’entropia (#3). Una tazza di tè verde.

di Antonio Sparzani e Dario Voltolini

Simplicio non ha digerito mica tanto! Scusa, puoi farmi un paio di esempi, così capisco a che punto sono della digestione?

Forse serve questo piccolo aperitivo: per un dado a sei facce la probabilità che venga 3 è 1/6; la probabilità che venga o 3 o 4 è 2x(1/6) = 1/3, perché le probabilità di eventi indipendenti si sommano.… Leggi il resto »

La prolusione

di Marco Mantello

(Nel teatro di Epidauro
davanti a una folla di pietre
sotto un sole che un po’ le spaccava
c’era un giovane dinosauro

e nel mezzo dell’estate
si estingueva mano a mano che parlava
Lo chiamavano in gergo:

-Interfaccia fra l’azienda e la clientela-… Leggi il resto »