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	<title>11 settembre &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Home-made porn e guerra santa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2012 11:04:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Helena Janeczek Un’ accozzaglia di estremisti cristiani fabbrica qualcosa che forse è soltanto un trailer di 13 minuti postato su Youtube o forse un film allungato con spezzoni di altre pellicole &#8211; nella migliore tradizione dei b-movie – visto qualche tempo fa da quattro gatti in una sala di Hollywood Boulevard. Senza dubbio, però, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Helena Janeczek</strong></p>
<p>Un’ accozzaglia di <a href="http://www.latimes.com/news/local/la-me-filmmaker-20120914,0,6397127.story">estremisti cristiani</a> fabbrica qualcosa che forse è soltanto <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2012/09/13/news/the_innocence_of_muslims_il_film_che_non_esiste-42503432/?ref=HRER3-1">un trailer di 13 minuti</a> postato su Youtube o forse un film allungato con spezzoni di altre pellicole &#8211; nella migliore tradizione dei b-movie – visto qualche tempo fa da quattro gatti in una sala di Hollywood Boulevard. Senza dubbio, però, è un falso, prodotto arruolando dei poveretti convinti di recitare in un innocuo polpettone dal titolo <em>Desert Warrior</em>, e poi trasformato grazie al doppiaggio (soprattutto quello in arabo), in un vilipendio sistematico di Maometto. Una megaproduzione con un cast di 80 attori costata 5 milioni di dollari, sovvenzionata da 100 donatori ebrei e diretta da un ebreo israeliano di nome Sam Bacile, <a href="http://m.guardian.co.uk/commentisfree/2012/sep/13/egypt-libya-hollywood-film?cat=commentisfree&#038;type=article">non è mai esistita</a>.<span id="more-43521"></span><br />
Tali informazioni mistificatorie, non a caso attinte al repertorio sempreverde dei <em>Protocolli dei Savi di Sion</em>, fanno già parte della fiction, anzi rappresentano un ingrediente essenziale per farla detonare.<br />
Questa è una delle novità del caso <em>Innocence of Islam</em>.<br />
La violenza che fin qui abbiamo conosciuto dopo l’11 settembre 2001 è sempre stata insieme reale e spettacolare. Lo “Scontro di Civilità” nasce come guerra di immagini e di immaginari, dove ciò che viene reso visibile &#8211;  deliberatamente o per caso- manifesta il potere di condizionare il corso degli eventi. L’efficacia della violenza-messaggio sperimentata in quei conflitti ha fatto sì che essa sia stata emulata in altri contesti, come nella guerra tra narcos messicani dove la prassi del <a href="http://www.amazon.com/hombre-cabeza-Argumentos-Spanish-ebook/dp/B00699Y0KC/ref=sr_1_11?s=books&#038;ie=UTF8&#038;qid=1347620076&#038;sr=1-11">taglio della testa</a> ha conosciuto una diffusione parossistica.<br />
Stavolta, invece, alcune menti nient’affatto raffinate hanno capito che si può fare a meno della minima goccia di sangue autentico per farlo scorrere nel mondo vero.<br />
Bastano le immagini, la narrazione, la comunicazione in rete.<br />
I precedenti più noti sarebbero la vicenda delle vignette danesi e, in tempi più remoti, la fatwa contro Salman Rushdie e i suoi<em> Versetti Satanici</em>. Il paragone è fuorviante, benché gli autori del video avranno tratto la loro lezione dagli esiti involontari di quegli incidenti.<br />
Qui non è in gioco la libertà d’espressione, il suo diritto alla satira e alla visione critica, mentre per quella d’opinione siamo palesemente oltre il limite tracciato, secondo i criteri di diritto vigenti in Occidente, dall’intenzionale denigrazione e propaganda d’odio.<br />
Solo di questo si tratta, in questo caso: di un semplice prodotto propagandistico, di uno strumento forgiato per fomentare odio e violenza, di un’arma. Un’arma politica impiegata con precisi obiettivi: dare man forte alla destra statunitense durante la campagna presidenziale e, al contempo, impedire un’evoluzione più democratica o anche solo più “moderata” nel mondo islamico post-rivoluzionario.<br />
L’attacco all’ambasciata USA in Libia pare essere stato pianificato in precedenza, ma le rivolte di ieri in Egitto e Yemen rappresentano uno straordinario successo per gli incendiari.<br />
Che ci fosse un legame sempre più stretto fra pornografia e violenza-spettacolo è stato ampiamente analizzato e commentato sia per le stesse immagini delle Twin Towers e dei loro “uomini cadenti”, sia per i video delle decapitazioni, sia per le fotografie di Abu Ghraib.<br />
Ma solo dall’altro ieri abbiamo appreso che è possibile produrre ondate di violenza politicamente devastanti a livello planetario con i mezzi e i costi di un porno casalingo. </p>
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		<title>Le polveri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 08:33:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[helena janeczek]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[[display_podcast] di Helena Janeczek Cosa ci fa una pubblicità in polacco nella metropolitana newyorchese? Non ho pazienza per decifrare il testo che accompagna la foto di un uomo con la faccia da operaio, però scorrendo sopra le teste dei viaggiatori, l’occhio trova un cartello in spagnolo e infine una donna di colore con scritta in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/09/le-polveri.jpg" target="_blank"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/09/le-polveri.jpg" width="269" height="339"/></a><br />
[display_podcast]</p>
<p>di <strong>Helena Janeczek</strong></p>
<p>Cosa ci fa una pubblicità in polacco nella metropolitana newyorchese? Non ho pazienza per decifrare il testo che accompagna la foto di un uomo con la faccia da operaio, però scorrendo sopra le teste dei viaggiatori, l’occhio trova un cartello in spagnolo e infine una donna di colore con scritta in inglese. <span id="more-40082"></span>Il fatto che sia vagato fin lassù è prova che sto cercando di distrarmi da quel che accadrà domani: trasporti fermi dalle 12, evacuazioni entro le 17, arrivo dell’uragano Irene previsto per la sera del 27 agosto, quando avrei dovuto essere sull’aereo per Milano. Per contro: volo non ancora annullato, incertezza se l’albergo verrà incluso nelle zone da evacuare. Credo di riconoscere nei volti multietnici i testimonial di qualche “money transfer”, comincio a leggere per protrarre lo svago benefico. La donna di colore aveva un impiego nei pressi delle Torri Gemelle, da anni soffre di ansia e tosse cronica. Le polveri! I due più alti grattacieli finiti nei polmoni di un numero incalcolabile di persone che lavoravano, abitavano, passavano nelle vicinanze. Si è pregati di contattare un numero verde, nel caso ci si riconoscesse nel profilo riportato. Insonnia, depressione e altre manifestazioni da sindrome post traumatica. Ma anche, reiterato di cartello in cartello, il richiamo a quella polvere che ha invaso i corpi dei broker e dei turisti, degli sguatteri e dei rampolli miliardari, causando problemi alla respirazione o allo stomaco come dopo una vita di lavoro in certe fabbriche. All’indomani di un’altra minaccia che si rivelerà innocua, quando null’altro rimanda ancora al decennale dell’11 settembre, scopro una fabbrica a cielo aperto, vasta come il mondo che vi transita, nel corpo fantasma di New York City. Mentre dalla borsa e dalle banche intorno a Ground Zero continua a propagarsi uno spostamento d’aria impercettibile &#8211; ovunque, e non sembra un caso.</p>
<p><em>pubblicato su</em> L&#8217;Unità<em>, 13 settembre 2011.</em></p>
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		<title>12 settembre. Triptyque.</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/09/12/12-settembre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 22:39:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Nietzsche]]></category>
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					<description><![CDATA[I II Ma allora accadde qualcosa che rese ogni lingua muta e ogni occhio attonito. Il funambolo aveva cominciato la sua opera: era uscito da una piccola porta e stava avanzando sul filo, che era teso fra due torri; sospeso lassù in alto, stava sopra il mercato e la folla. Quando giunse a metà del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I</strong></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6ddpV1GvF7E&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param></object></p>
<p><strong>II</strong></p>
<p>Ma allora accadde qualcosa che rese ogni lingua muta e ogni occhio attonito. Il funambolo aveva cominciato la sua opera: era uscito da una piccola porta e stava avanzando sul filo, che era teso fra due torri; sospeso lassù in alto, stava sopra il mercato e la folla. Quando giunse a metà del suo cammino, la piccola porta si aprì ancora, e un suo compagno verzicolore, simile ad un buffone, ne saltò fuori e a passi rapidi lo seguì: &#8220;Avanti, piedi dolci,&#8221; gridò la sua voce terribile &#8220;avanti, poltrone, contrabbandiere, viso pallido! Vorrei farti assaggiare il mio calcagno! Che cosa stai facendo qui fra le torri? Dentro la torre devi stare, ti dovrebbero mettere in gattabuia, tu che impedisci il passaggio a chi è migliore di te!&#8221;<br />
<span id="more-8359"></span><br />
E ad ogni parola che diceva, gli si avvicinava sempre più: ma quando fu giunto ad un passo da lui, accadde la cosa più spaventosa, che fece ammutolire tutti e restare con gli occhi incantati: sibilò in aria un grido come di diavolo e quell&#8217;individuo spiccò un salto oltrepassando colui che gli impediva il passaggio. Questi, quando si vide sopravanzato dal suo compagno, perse la testa e la corda; lanciò via la stanga e precipitò, più rapido di lei, come un viluppo di braccia e gambe nello spazio. Il mercato e la folla sembrarono il mare quando la tempesta lo sommuove: fu tutto un rimescolio e un accavallarsi, soprattutto nel punto dove il corpo doveva cadere.<br />
Ma Zarathustra rimase fermo al suo posto, e proprio accanto a lui cadde il corpo, ridotto a maipartito e spezzato, ma non ancor morto. Dopo un poco tornò la coscienza al disgraziato, che scorse Zarathustra in ginocchio accanto a sé. &#8220;Che fai tu lì?&#8221; disse finalmente; &#8220;io sapevo da molto tempo che il diavolo mi avrebbe dato un calcio. Ora mi trascina all&#8217;inferno: vuoi vedere se ti opponi a lui?&#8221;<br />
&#8220;In realtà, amico,&#8221; rispose Zarathustra &#8220;non esiste ciò che tu dici: non c&#8217;è né diavolo né inferno.<br />
Morirà più presto la tua anima del tuo corpo: non avere paura di nulla!&#8221;<br />
L&#8217;altro lo guardò con diffidenza: &#8220;Se tu dici la verità,&#8221; esclamò &#8220;allora io non perdo nulla perdendo la vita. Non sono molto più di un animale, a cui è stato insegnato a danzare a forza di percosse e di bocconcini&#8221;.<br />
&#8220;Ma no&#8221; disse Zarathustra; &#8220;tu hai fatto del pericolo la tua professione, e su questo non c&#8217;è niente da dire. Ora tu muori in seguito alla tua professione: e io per mia parte ho intenzione di seppellirti con le mie mani.&#8221;<br />
Quando Zarathustra disse questo, il morente non rispose più; ma mosse la mano, come se cercasse la sua mano per ringraziarlo.</p>
<p><strong>III</strong></p>
<p>Ora che nessun filo teso tra le due torri<br />
potrà mai più segnare l&#8217;orizzonte il passo<br />
e all&#8217;asta la bandiera non si in venta, non s&#8217;inarca<br />
come farà il moderno Zarathustra a raccogliere il corpo?</p>
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		<title>Sicurezza contro Privacy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 15:45:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
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		<category><![CDATA[bruce schneier]]></category>
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					<description><![CDATA[di Bruce Schneier Se esiste un dibattito che sintetizza la politica post-11 settembre, è quello della sicurezza contro la privacy. Quale delle due è più importante? A quanta privacy siete disposti a rinunciare per la sicurezza? E poi, ci possiamo davvero permettere la privacy in quest’epoca di insicurezza? Sicurezza contro Privacy: è la battaglia del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.schneier.com/essay-203.html">Bruce Schneier</a></p>
<p>Se esiste un dibattito che sintetizza la politica post-11 settembre, è quello della sicurezza contro la privacy. Quale delle due è più importante? A quanta privacy siete disposti a rinunciare per la sicurezza? E poi, ci possiamo davvero permettere la privacy in quest’epoca di insicurezza? Sicurezza contro Privacy: è la battaglia del secolo, o almeno di questo primo decennio.<span id="more-5694"></span></p>
<p>In un <a href="http://www.newyorker.com/reporting/2008/01/21/080121fa_fact_wright">articolo del “New Yorker” </a>del 21 gennaio Michael McConnell, direttore della National Intelligence, parla di un progetto proposto per monitorare tutte (proprio così, TUTTE) le comunicazioni Internet a fini di sicurezza. Un’idea talmente estrema che l’aggettivo “orwelliano” è un eufemismo.</p>
<p>Nell’articolo è contenuto questo passaggio: “Perché il cyberspazio possa essere controllato, l’attività in Internet dovrà essere rigorosamente monitorata. Ed Giorgio, che sta collaborando con McConnell al progetto, ha affermato che ciò significherebbe dare al governo l’autorità di esaminare il contenuto di ogni email, di ogni trasferimento di file o ricerca Web. ‘Google possiede registri che potrebbero essere di grande aiuto in un’indagine cibernetica’, ha detto. Giorgio avverte, ‘Abbiamo un detto in questo mestiere: la privacy e la sicurezza sono un gioco a somma zero’”.</p>
<p>Sono certo che abbiano quel detto nel loro mestiere. Ed è esattamente per questo che, quando un governo viene guidato da gente del loro mestiere, si converte in uno stato di polizia. Se la privacy e la sicurezza fossero davvero un gioco a somma zero, avremmo assistito a un’immigrazione di massa verso l’ex Germania dell’Est e verso la Cina di oggi. Se da un lato è vero che in stati di polizia come questi il crimine di strada è minore, nessuno ha dimostrato che i loro cittadini siano essenzialmente più sicuri.</p>
<p>Ci è stato detto che dobbiamo giungere a un compromesso fra sicurezza e privacy così tante volte (in dibattiti sulla sicurezza e sulla privacy, in concorsi di scrittura, sondaggi, articoli ragionati e retorica politica) che molti di noi non mettono nemmeno in discussione l’essenziale dicotomia.</p>
<p>Ma è una falsa dicotomia.</p>
<p>La sicurezza e la privacy non sono gli estremi opposti di un’altalena: non occorre accettare meno di una per ottenere di più dell’altra. Pensiamo a una serratura, a un allarme antirapina e a una recinzione molto alta. Pensiamo alle pistole, alle misure anti-contraffazione delle banconote e a quello stupido divieto sui liquidi negli aeroporti. La sicurezza influisce sulla privacy soltanto quando si basa sull’identità, ed esistono dei limiti a quel genere di approccio.</p>
<p>Dall’11 settembre, tre cose hanno potenzialmente aumentato la sicurezza aerea: l’irrobustimento dei portelli della cabina di pilotaggio, i passeggeri che hanno capito che devono reagire e, forse, la presenza di sky marshal. Tutto il resto, tutte le misure di sicurezza che vanno a intaccare la privacy, si tratta semplicemente di una messinscena di sicurezza e di uno spreco di risorse.</p>
<p>Analogamente, molte delle misure di “sicurezza” anti-privacy che oggi vediamo (documenti d’identità nazionale, intercettazioni senza mandati, data mining su larghissima scala, ecc.) fanno ben poco per migliorare la sicurezza, e in certi casi addirittura la compromettono. E le dichiarazioni di successo da parte del governo sono sbagliate oppure riguardano false minacce.</p>
<p>Il dibattito non è “sicurezza o privacy”, ma “libertà o controllo”.</p>
<p>Lo si può vedere nei commenti di funzionari del governo: “La privacy non deve più significare anonimato”, <a href="http://www.schneier.com/blog/archives/2007/11/redefining_priv.html">sostiene Donald Kerr</a>, vice direttore principale della national intelligence. “Invece, la privacy dovrebbe comportare che il governo e le imprese proteggano in modo adeguato le comunicazioni private delle persone e le loro informazioni finanziarie”. Avete capito? Ci si aspetta da voi che rinunciate al controllo della vostra privacy per affidarlo ad altri, i quali, presumibilmente, finiscono col decidere quanta privacy meritate. Ecco che cos’è la perdita della libertà.</p>
<p>Non deve sorprendere che la gente preferisca la sicurezza alla privacy: 51% contro il 29% in un recente sondaggio. Anche se non vi identificate nella gerarchia di bisogni di Maslow, è ovvio che la sicurezza sia più importante. La sicurezza è cruciale per la sopravvivenza, non solo delle persone, ma di ogni essere vivente. La privacy è una caratteristica che riguarda solo gli esseri umani, ma è un bisogno sociale. È essenziale per la dignità personale, per la vita di famiglia, per la società, per ciò che ci rende umani, ma non per la sopravvivenza.</p>
<p>Se si imposta la falsa dicotomia, è naturale che le persone sceglieranno la sicurezza a scapito della privacy, soprattutto se prima le spaventiamo. Ma rimane una falsa dicotomia. Non esiste sicurezza senza privacy. E la libertà richiede sia sicurezza che privacy. La nota massima attribuita a Benjamin Franklin dice: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di sicurezza momentanea non merita né la libertà né la sicurezza”. È anche vero che chi rinuncia alla privacy per la sicurezza finirà probabilmente senza l’una né l’altra.</p>
<p>Questo articolo è originariamente apparso su <a href="http://www.wired.com/politics/security/commentary/securitymatters/2008/01/securitymatters_0124">Wired.com</a>. Traduzione italiana a cura di <a href="http://www.communicationvalley.it/cryptogram.php">Communication Valley</a>.</p>
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		<title>Big Brother State &#8211; un corto di David Scharf</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 03:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[david scharf]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[Big Brother State è un film educativo su ciò che i politici chiamano protezione della nostra libertà, ma che noi definiremmo meglio leggi repressive. Da quando il terrorismo è diventato una minaccia globale, specie dopo l&#8217;11 settembre, molti governi hanno varato leggi che, essi dicono, aumenteranno la sicurezza nazionale. E&#8217; ovvio invece che queste leggi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://bigbrotherstate.com/">Big Brother State</a> è un film educativo su ciò che i politici chiamano <em>protezione della nostra libertà</em>, ma che noi definiremmo meglio <em>leggi repressive</em>. Da quando il terrorismo è diventato una minaccia globale, specie dopo l&#8217;11 settembre, molti governi hanno varato leggi che, essi dicono, aumenteranno la sicurezza nazionale. E&#8217; ovvio invece che queste leggi hanno un altro scopo: permettere agli stati di avere sempre più controllo sui cittadini, a discapito della nostra privacy e della nostra libertà. (dal sito del cortometraggio)</p></blockquote>
<p><a href="http://bigbrotherstate.com/">www.bigbrotherstate.com</a></p>
<p><span id="more-3497"></span><br />
Puoi anche guardare il filmato sul tuo pc con sottotitoli in italiano:</p>
<ul>
<li>Scarica e installa <a href="http://www.videolan.org/vlc/">VLC</a></li>
<li>Vai sul sito dell&#8217;autore: <a href="http://bigbrotherstate.com/">bigbrotherstate.com</a> (<a href="http://www.huesforalice.com/bbs/">mirror</a>) e scaricalo (a piccola, media oalta risoluzione);</li>
<li>Scarica i sottotitoli da <a href="http://www.fh-augsburg.de/~thedude/bbs/bigbrotherstate_subtitles.rar">bigbrotherstate.com</a></li>
<li>Metti il file video e i sottotitoli che ti interessano nella stessa cartella. Usa un solo file sottotitoli, ad esempio per l&#8217;italiano usa il file bigbrotherstate_it.srt;</li>
<li>Rinomina i due file in modo simile, ad esempio bigbrotherstate_XviD_768px.AVI &#8211;&gt; bbs.avi e bigbrotherstate_it.srt &#8211;&gt; bbs.srt</li>
<li>Avvia VLC Player</li>
<li>Se i sottotitoli non appaiono automaticamenteseleziona &#8220;Video -&gt; Subtitles -&gt; Track 1&#8221;</li>
<li>Credits Italian Subtitles &#8211; <a href="Freshcut.it">Freshcut.it</a></li>
</ul>
<p>Via <a href="http://www.marketingblog.it/big-brother-state.htm">Marketingblog</a>.</p>
<p><em>Aggiornamento: grazie a carlo che segnala in un commento una versione sottotitolata in italiano disponibile <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HgDslDlYo98">su Youtube</a></em></p>
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