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	<title>alcide de gasperi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Estraneità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonio sparzani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 09:10:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[alcide de gasperi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Antonio Sparzani Non leggo i giornali sistematicamente, li guardo spesso on-line e ascolto vari telegiornali, locali e nazionali. Mi prende sempre più un senso di estraneità. Quale contatto esiste tra me e la vita pubblica del paese cui per nascita appartengo? E non solo per nascita, per vita vissuta, adolescenza, vita da adulto, da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Antonio Sparzani</strong><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/09/cielo-stellato.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/09/cielo-stellato-300x300.jpg" alt="" title="cielo stellato" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-39975" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/09/cielo-stellato-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/09/cielo-stellato-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/09/cielo-stellato.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Non leggo i giornali sistematicamente, li guardo spesso <em>on-line</em> e ascolto vari telegiornali, locali e nazionali. Mi prende sempre più un senso di estraneità. Quale contatto esiste tra me e la vita pubblica del paese cui per nascita appartengo? E non solo per nascita, per vita vissuta, adolescenza, vita da adulto, da insegnante, da persona che si relaziona con i propri simili. Le notizie di questo periodo, mi sembra più ancora che in altri momenti della storia che ricordo, fanno sempre più emergere l&#8217;esistenza di un <em>sistema</em>: parola magica di questi tempi, la mafia, la camorra, ecc. si chiamano, ce l’ha insegnato <em>Gomorra</em>, sistema, forse perché più si apprezzi la loro struttura forte e articolata. E poi qualche volta si parla di “sistema paese” per indicare, a quanto capisco, l’insieme delle forze produttive nostre, quelle che tutte insieme fanno il sacro <em>pil</em>, che sono come l’ossatura, s’intende in una società schiettamente capitalista come la nostra, di tutto quanto il nostro stare assieme.</p>
<p>Ma il sistema che invece sta emergendo <span id="more-39974"></span>‒ e che certo esiste da chissà quanto tempo, io ne prendo coscienza lentamente solo ora ‒ è un’altra cosa, per la quale non si sa più che metafora usare, una ragnatela, una piovra, una società nella società, una catena di santo potere, una sentina di vizi occulti, direbbe un qualche ingenuo e grasso predicatore medievale.<br />
Si arriva all’assurdo, stentavo a credere alle mie orecchie, di mettere in prigione Tizio perché estorceva denaro, ricattandolo, non al qualunque signor Caio, ma al nostro presidente del consiglio, che dunque lo pagava perché non rivelasse qualche dettaglio sulle sue squallide faccende di sesso a pagamento. Per carità, l’estorsione è un reato e va punita secondo le leggi vigenti, ma il su-non-lodato presidente non sente il bisogno di fare, o dire, qualcosa? No, acqua fresca che passa, o forse non tanto fresca, ma torbida, che comunque passa, lascia solo un po’ di sedimenti putridi sul fondo. Che però si accumulano.</p>
<p>E accanto a questo, giorno dopo giorno ‒ bisogna dire che almeno abbiamo una magistratura instancabile ‒ un tassello qua e uno là, un’altra connessione, un legame nascosto, il ministro, il sottosegretario, il colonnello della guardia di finanza, il prefetto, il sindaco, l’ex presidente della provincia, una valigetta sospetta ‒ ma almeno fosse come quella di James Bond in <em>Dalla Russia con amore</em>, che, se aperta da un inesperto, gli scoppia in faccia ‒ no, no, tutto oliato perfettamente; e nuove parole emergono, per esempio <em>faccendiere</em>, chi è mai un faccendiere, non c’è tanto bisogno di spiegare, la parola suona già un po’ male, è uno che sa fare un po’ di tutto senza tanto badare a leggi da rispettare, quanto a leggi da aggirare. </p>
<p>Eccola davvero la nuova regola:. non devi imparare a rispettare, devi saper aggirare.</p>
<p>Farò un paragone improbabile che mi viene in testa ogni tanto, data la mia lontana anagrafe: Alcide De Gasperi (1881‒1954), nato in terra austro-ungarica, ministro degli esteri della Repubblica e presidente del consiglio degli anni a cavallo tra i Quaranta e i Cinquanta, che pure rappresentava ideali e perseguiva modelli di società che oggi non condivido minimamente, tuttavia basta un attimo per capire come un abisso senza fondo separi una persona come questa dagli uomini che oggi hanno il governo del paese. A mio parere la differenza abissale rimane questa, che De Gasperi <em>sapeva come si fa</em> a governare e questi non lo sanno, vanno a casaccio, ogni giorno viene loro un nuovo pensiero ‒ naturalmente dettato da qualche necessità personale ‒ e gli danno forma sulla testa di tutti noi. De Gasperi aveva ancora il kantiano cielo stellato sopra di sé. Questi qua il cielo stellato neppure lo vedono, Kant figuriamoci, guardano in basso per salvarsi appunto tutto ciò che in basso hanno.<br />
Una differenza appunto abissale, quella che differenzia la cosa pubblica dalla cosa privata.</p>
<p>Lo so che il rischio del qualunquismo è sempre alle porte e che non bisogna fare di ogni erba un fascio, ecc., ecc. Allora faccio un altro esempio: mesi fa, quando qui a Milano si era in campagna elettorale per il sindaco Pisapia, sono andato a qualche mercatino a volantinare. Qualcuno mi diceva “rubano tutti uguali, cosa vuole che votiamo?” E questo è probabilmente qualunquismo, che però andrebbe ben spiegato. Ma altri mi dicevano “Senta, ma a noi poveri chi ci pensa?” E questo a me non suonava qualunquista, mi suonava orribilmente e amaramente vero. E mi stringeva qualcosa dentro, forse il cuore, non so. </p>
<p>Certo che il senso di estraneità che dicevo all’inizio aumenta, è come se il senso di appartenenza a questa nazione si trasformasse lentamente ma inesorabilmente; non mi sento appartenente a quel sistema che vedo emergere ogni giorno, lo so che mi lambisce con i suoi tentacoli, ma mi sforzo di sottrarmi, voglio appartenere solo a quell’altra parte di nazione che sono certo esiste; e ne sono certo perché vedo, e spesso conosco e frequento, persone che ne fanno parte e che lavorano in quest’altro senso. Ma essi avranno ancora voce?</p>
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		<title>La nostra filosovietica costituzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 19:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[alcide de gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione italiana]]></category>
		<category><![CDATA[enrico de nicola]]></category>
		<category><![CDATA[francesca matteoni]]></category>
		<category><![CDATA[ignoranza]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
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		<category><![CDATA[storia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[umberto terracini]]></category>
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					<description><![CDATA[di Francesca Matteoni Volevo fare questo post circa una settimana fa, quando l&#8217;attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, se n&#8217;è uscito con il suo giudizio &#8216;politico&#8217; sulla nostra costituzione (nostra, un aggettivo possessivo che non mi sento di declinare per il suddetto presidente), scritta per tutti gli italiani e non per uno o l&#8217;altro schieramento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.incipitweb.it/foto/0806091211firma_costituzione.gif" alt="null" /></p>
<p>di <strong>Francesca Matteoni</strong></p>
<p>Volevo fare questo post circa una settimana fa, quando l&#8217;attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, se n&#8217;è uscito con il suo giudizio &#8216;politico&#8217; sulla nostra costituzione (<em>nostra</em>, un aggettivo possessivo che non mi sento di declinare per il suddetto presidente), scritta per tutti gli italiani e non per uno o l&#8217;altro schieramento di partito, altra cosa che chi ci governa ha dimenticato: si è responsabili di tutto il popolo, non solo di una parte.<span id="more-14490"></span><br />
Ho poi desistito pensando che in questo paese dove tutto ha la durata dell&#8217;emozione e di un&#8217;intervista televisiva, così che il giorno dopo può già essere rimosso o addirittura simpaticamente ritrattato, meglio scegliere la lentezza. Meglio imparare a ricordare ogni singola parola che cade come un attentato alla libertà da parte della più profonda ignoranza. Però, sull&#8217;onda di una motivata indignazione, in questi giorni sono fioriti i blog che riportavano per intero o a brani la nostra Costituzione, ad ulteriore dimostrazione di una vitalità della rete da non sottovalutare. Ve ne segnalo due, invitandovi a segnalarne altri nei commenti: <a href="http://ufficioreclami.splinder.com/post/19791046">Ufficio Reclami</a>; <a href="http://seiamontanelli.diludovico.it/2009/02/08/una-costituzione-filo-sovietica/">Paese d&#8217;ottobre</a>.</p>
<p>Qui sotto riporto i Principi Fondamentali della nostra Costituzione che si può leggere integralmente sul <a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm">sito del Quirinale</a>. Un&#8217;ultima precisazione, un ripassino di storia che non fa mai male, nell&#8217;epoca della storia italiana secondo Berlusconi: la costituzione fu firmata da tre individui, politicamente assai diversi:<br />
il primo presidente delle Repubblica <strong>Enrico De Nicola</strong>, liberale ed un tantino filomonachico;<br />
<strong>Umberto Terracini</strong>, dirigente del Partito Comunista, presidente dell&#8217;Assemblea Costituente;<br />
e l&#8217;allora presidente del Consiglio assai filosovietico, <strong>Alcide De Gasperi</strong>, fondatore della Democrazia Cristiana.</p>
<p><strong>PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA</strong><br />
<strong><br />
Art. 1.</p>
<p>L&#8217;Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. </p>
<p>La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.</p>
<p>Art. 2.</p>
<p>La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.</p>
<p>Art. 3.</p>
<p>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. </p>
<p>È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.</p>
<p>Art. 4.</p>
<p>La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.</p>
<p>Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un&#8217;attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.</p>
<p>Art. 5.</p>
<p>La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell&#8217;autonomia e del decentramento.</p>
<p>Art. 6.</p>
<p>La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.</p>
<p>Art. 7.</p>
<p>Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.</p>
<p>I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.</p>
<p>Art. 8.</p>
<p>Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.</p>
<p>Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l&#8217;ordinamento giuridico italiano.</p>
<p>I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.</p>
<p>Art. 9.</p>
<p>La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.</p>
<p>Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.</p>
<p>Art. 10.</p>
<p>L&#8217;ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.</p>
<p>La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.</p>
<p>Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l&#8217;effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d&#8217;asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.</p>
<p>Non è ammessa l&#8217;estradizione dello straniero per reati politici.</p>
<p>Art. 11.</p>
<p>L&#8217;Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.</p>
<p>Art. 12</p>
<p>La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.</strong></p>
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