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	<title>alessandro seri &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Prati generali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 19:56:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<strong>Incontro di poesia<br />
[primo di cinque]</strong>
<br />
<br />
<strong>Girfalco di Fermo, Marche – domenica 15 settembre 2024</strong><strong></strong>
<br />
<br />
[...] le nostre scritture stanno insieme a questo tempo di emergenza programmatica, di perpetua crisi della democrazia, di stato di guerra e di eccezione assurti a norma, di assalto ai diritti al lavoro e impoverimento economico dei più: possiamo dirlo? possiamo ragionare? su come le cose si tengono? su come le cose non si tengono? 

]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Incontro di poesia</strong></p>



<p><strong>[primo di cinque]</strong></p>



<p>Girfalco di Fermo, Marche – <strong>domenica 15 settembre 2024</strong></p>



<p><em>Cosa possiamo fare?</em><br /><em>Come vogliamo farlo?</em><br /><em>Chi dovrebbe ascoltarci?</em><br /><em>Che dobbiamo aspettarci?</em></p>



<p>Ci ha colpito molto quello che ha detto un&#8217;amica autrice, poeta e attivista culturale, Francesca Matteoni, A volte scriviamo per sapere qualcosa su di noi. Come postilla andrebbe aggiunto, Quasi sicuramente non lo scopriamo mai.</p>



<p>Chi sarebbero poi questi noi? Noi stessi singoli, una somma di uno che non fa la società ma tutt&#8217;al più cerca di dare una forma alla propria vita? O noi insieme, in rapporto a una idea di civiltà letteraria, di intellettualità che scrive e parla e anima – a un’idea di presenza culturale che, sì, dopotutto, fa la società?</p>



<p>Scrivere, pubblicare, diffondere poesia sono azioni che pongono il problema di chi può leggere, ascoltare, arrivare all&#8217;edizione divulgata – in stampa o altrimenti condivisa – in un tempo in cui non solo non esiste già un pubblico garantito da una conoscenza in comune, ma quella conoscenza diventa non distinguibile sotto le molteplici pressioni del presente – della comunicabilità popolare, per esempio, dell&#8217;elitismo, dell&#8217;arte come terapia palliativa o individualizzante, della estetizzazione del mondo e moltiplicazione degli stili, del sovradimensionamento delle attese.</p>



<p>Intuiamo che le nostre scritture stanno insieme a questo tempo di emergenza programmatica, di perpetua crisi della democrazia, di stato di guerra e di eccezione assurti a norma, di assalto ai diritti al lavoro e impoverimento economico dei più: possiamo dirlo? possiamo ragionare? su come le cose si tengono? su come le cose non si tengono? Oppure: Sai che c’è, così va il mondo &#8211; disse uno di passaggio -, prendere o lasciare.</p>



<p>Abbiamo pensato di chiamare i nostri vicini e vicine (per prossimità geografica, per capacità organizzativa e continuità di azione, per strada fatta insieme, ma non necessariamente per similitudine di poetiche e consonanza di politiche) a una giornata di <strong>incontro e confronto, visione e aggiornamento</strong>. È la prima, nelle intenzioni, di cinque, questa d’avvio a Fermo; le altre quattro, a scadenza annuale, negli altri capoluoghi delle Marche. E ogni volta saremo non tanti perché vi sia tempo di ascoltare e tempo di parlare. Saremo non tanti, ma non tanti per cinque divengono non pochi, divengono incontro. (<em>ar, rm</em>)</p>



<p><strong>Il programma</strong>:</p>



<p><strong>11:15</strong> &#8211; ritrovo all&#8217;ingresso del Parco del Girfalco, Fermo</p>



<p><strong>11:30</strong> &#8211; assemblea sotto i lecci</p>



<p><em>pranzo allo chalet del parco</em></p>



<p><strong>14:30</strong> &#8211; riflessioni e letture</p>



<p><em>In caso di pioggia l&#8217;incontro si terrà al Caffè letterario, in Piazza del Popolo</em></p>



<p>A questo primo incontro parteciperanno:</p>



<p>Alessio Alessandrini, Cristina Babino, Alessandro Catà, Valerio Cuccaroni, Jacopo Curi, Francesca Del Moro, Marco Di Pasquale, Lorenzo Fava, Andrea Lanfranchi, Antonio Malagrida, Danilo Mandolini, Lorenzo Mari, Renata Morresi, Davide Nota, Sandro Olimpi, Natalia Paci, Adelelmo Ruggieri, Simone Ruggieri, Jonata Sabbioni, Simone Sanseverinati, Riccardo Socci, Alessandro Seri, Mariagiorgia Ulbar</p>



<p>*</p>



<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1223" height="730" class="wp-image-109731" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/09/prati_generali.jpg" alt="" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/09/prati_generali.jpg 1223w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/09/prati_generali-300x179.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/09/prati_generali-1024x611.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/09/prati_generali-768x458.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/09/prati_generali-150x90.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/09/prati_generali-696x415.jpg 696w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/09/prati_generali-1068x637.jpg 1068w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/09/prati_generali-704x420.jpg 704w" sizes="(max-width: 1223px) 100vw, 1223px" /></figure>
</div>



<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le colpe, proprie e altrui : su Heautontimorumenos XXI di Alessandro Seri</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2021/07/02/le-colpe-proprie-e-altrui-su-heautontimorumenos-xxi-di-alessandro-seri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 05:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro seri]]></category>
		<category><![CDATA[Viola Amarelli]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong> Viola Amarelli  </strong> <br /> 
Nella produzione poetica contemporanea non è raro imbattersi in materiali e moduli della tragedia classica, sicuramente molto meno frequente è il riuso delle formule della commedia antica che caratterizza invece l'ultimo lavoro di Alessandro Seri: Heautontimorumenos XXI ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Viola Amarelli</strong></p>
<p>Nella produzione poetica contemporanea non è raro imbattersi in materiali e moduli della tragedia classica o, quanto meno in suoi echi. Si pensi,&nbsp; esemplificativamente, al <em>Tiresia</em> di Giuliano Mesa in area italiana o, al di là dell&#8217;Atlantico, all&#8217;<em>Autobiografia del Rosso</em>, romanzo in versi di Anne Carson. Ma è sicuramente molto meno frequente il riuso delle formule della commedia antica che caratterizza invece l&#8217;ultimo lavoro di Alessandro Seri:&nbsp; <em>Heautontimorumenos XXI</em> (Arcipelago Itaca, 2021). Sin dal titolo è palese infatti il richiamo all&#8217;omonima commedia del latino Terenzio (a sua volta calco di un precedente lavoro di Menandro),&nbsp; nota soprattutto per una celeberrima battuta diventata un <em>brand</em> delle correnti umanistiche a partire dai tempi del circolo degli Scipioni: <em>Homo sum: / &nbsp;umani nihil a me / alienum puto, </em>qui posta in esergo alla raccolta. La stessa&nbsp; struttura di quest&#8217;ultima &#8211; articolata in cinque sezioni, ognuna delle quali costituisce di fatto quasi un poemetto auto conclusivo &#8211; rispetta i canonici cinque atti della commedia antica ed una delle sezioni si presenta come “Parodio”, parola giocata, secondo un&#8217;intervista dell&#8217;autore che del resto è, tra l&#8217;altro, autore teatrale, sulla commistione tra&nbsp; parodia e io dei poeti, ma che richiama anche il <em>parodos</em>, l&#8217;atto che segnava l&#8217;ingresso del coro sulla scena.</p>
<p>L&#8217;alternanza tragico-comica permea tutta la tessitura del libro, che riunisce testi scritti negli ultimi tre lustri, considerato che l&#8217;ultimo libro di poesia di Seri risale al 2006, pur se lontano dalla poesia in questi anni l&#8217;autore in realtà mai è stato, sia come organizzatore di festival e premi, sia come direttore editoriale e ora fondatore di una casa editrice in proprio. A voler trovare un filo conduttore delle cinque sezioni si potrebbe forse richiamare la “commedia umana” di Balzac, specie nel suo obiettivo di “studio del cuore umano”, qui focalizzato soprattutto sull&#8217;elaborazione di un senso di colpa non solo individuale e privato, ma anche collettivo e pubblico, senso di colpa pienamente coerente col significato di <em>heautontimorumenos</em>: punitore di se stesso.</p>
<p>Così&nbsp; in “Lo scorrere del traffico”&nbsp; (titolo che sembra quasi una metafora della vita)&nbsp; compariamo come&nbsp; &#8230;<em>esseri speciali / belli e lucenti, multioriginali</em>,&nbsp; in realtà <em>Sempre troppo pronti a cogliere la norma / come un bene per poi abbandonarla / quando si richiede di essere normali, </em>mentre in “Inevitabile” l&#8217;inadeguatezza di un sé&nbsp; paterno si traveste da ironica elegia. Il doppio binario di un senso di fallimento&nbsp; personale e generazionale trapela in molti dei testi (<em>La colpa è mia compagna e non si placa; un cumulo di giuramenti al vento; Coltivi l’enigma di mia generazione / smantellata di coraggio e di reazione) </em>quasi&nbsp; a redigere un bilancio in controluce dove anche la poesia si palesa&nbsp; soccombente (<em>A non emanciparsi è stata la poesia / minuta e chiusa in scatola di morte; siamo plurali più del necessario noi / che ci castriamo nei miti del linguaggio; Gli inadeguati stormi dei</em> <em>poetoni / murati tra l&#8217;elegia e il cerchio degli occhiali).</em></p>
<p>In questo contesto si delineano&nbsp; e sono indagati una pluralità di temi: dagli affetti familiari all&#8217;imbarbarimento delle dinamiche sociali, dalle sconfitte e delusioni&nbsp; politiche all&#8217;inevitabile lato oscuro della fine propria ed altrui, sino a una sacralità che affiora dal balenare, non solo in funzione satirica, di riti ed oggetti religiosi&nbsp;&nbsp; (<em>candele; prete; panche, messa; processione; calice; madonna;&nbsp; neocatecumeni</em>). La ricchezza polifonica della raccolta trova un suo riuscito equilbrio nella struttura delle sezioni e nell&#8217;attenzione costante a una prosodia che riusa forme della tradizione metrica in una chiave estremamente personale, dove&nbsp; il &#8216;canto&#8217; elegiaco e l&#8217;espressionismo parodico si bilanciano aderendo con estrema misura&nbsp; alle&nbsp; esigenze non solo contenutistiche dell&#8217;autore. In tale ottica<em> l&#8217;ordine, l&#8217;ardore, </em>richiamato da Sotirios Pastakas nella sua incisiva prefazione, dà giustamente risalto alla capacità di Seri di coniugare&nbsp; passioni&nbsp; e perizia artigianale del <em>labor limae</em>, quasi seguendo una preziosa indicazione di Mandel&#8217;štam:&nbsp; “In poesia, dove tutto è misura, tutto parte dalla misura, ruota intorno alla misura e grazie alla misura gli strumenti di misurazione hanno facoltà particolari, sono portatori di una speciale funzione attiva”. Non a caso, del resto, una delle sezioni del libro si intitola “Musiche”, e tende a sperimentare la possibilità di riprodurre in poesia&nbsp; tracce di partiture, in una sorta di mimesi sonora di tempi, danze e componimenti musicali. Più in particolare l&#8217;andamento strofico di gran parte dei testi, la presenza di versi ipermetri, l&#8217;uso frequente di&nbsp; settenari, ottonari e novenari, l&#8217;emersione, specie nelle poesie satiriche,&nbsp; di lemmi in lingua &#8216;locale&#8217; (si veda ad esempio “Sirvio” nella sezione “Parodio”) contribuiscono a rivitalizzare una tradizione che risente dell&#8217;influenza delle laudi e dei cantari della poesia medievale (si veda ad esempio la citazione da Jacopone da Todi: <em>Ioanni figlio novello / morto s&#8217;è &#8216;l tuo fratello</em>) innovandola con le odierne tensioni performative.</p>
<p>Il tema della trasmissione, della consegna – che è l&#8217;etimo di tradizione – si dispiega&nbsp; inoltre chiaramente nell&#8217;ultima sezione del libro, “L&#8217;albero”, una galleria genealogica che parte dalla figura del trisavolo per arrivare sino ai figli, saltando volutamente l&#8217;autore, peraltro ritratto di sbieco nelle risonanze di posture e di caratteri che animano tutti questi padri, contadini, emigrati di ritorno, sarti, in gran parte schivi e solitari, in una ricostruzione anche territoriale di un paese che muta da un <em>risorgimento contadino </em>a un<em> &#8230;fazzoletto bianco / lavato giù la fonte / dal sapone fatto col maiale, </em>da<em> una carrozza bianca </em>sino alla <em>scocca rossa di un centoventiquattro. </em>Non che manchino le tensioni bene o male presenti in ogni rapporto genitoriale: <em>restano alcune piaghe, storiche ferite / una competizione amara che rifuggo / la tua non linea dritta, il tuo superfluo. </em>Pure, trasmettere, consegnare implica un vaglio valoriale di ciò che si ritiene significativo e ciò che invece andrebbe abbandonato: <em>il coraggio che è cosa rara</em>, <em>l&#8217;idolo del dimostrarsi fermi </em>e, soprattutto,&nbsp; richiede la capacità di&nbsp; tramandarlo (i<em>o non vorrei pesarti ma esserti d’aiuto / di lato affianco parecchio defilato / con gli occhi suggerirti, suggeritore muto</em>) in una relazione che implica sempre una reciprocità di scambio, anche di fronte a una neonata ultimogenita che insegna c<em>ome gestire la sconfitta, </em>semplicemente riflettendosi nei suoi <em>occhi neri </em>e nel <em>richiamo</em> e <em>sunto</em> dei <em>sorrisi.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>* * *</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Mmuort (nei pressi della crisi)</em></p>
<p>Mi sei di fianco e mi circondi<br />
se corro avanti la testa ti nascondi<br />
volgo lo sguardo all’anno già passato<br />
urli vorace a fiato olezzo ormai perduto<br />
moderno specchio, misura del reale<br />
il peso che mmuortifica il corpo innaturale.</p>
<p>Coltivi l’enigma di mia generazione<br />
smantellata di coraggio e di reazione<br />
è dunque un alibi pesto, cieco luogo comune<br />
sfumata rappresentanza laica, alterne fortune.</p>
<p>Estinto l’esistente, ridotta la carriera<br />
si abbassano le ombre sulla sera,</p>
<p>s’abbassano i regimi<br />
disoccupo il mio tempo,<br />
si stringono i cordoni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Trillo</em></p>
<p>Il mio vèllo è liscio,<br />
inneggiato, orfico e mutante</p>
<p>esigua cometa filante, annuncio<br />
debole cenno di assenzio</p>
<p>verde di pelle e straccio<br />
per lacrime assenti, dolenti</p>
<p>musicale e negante arpeggio<br />
dileggio troppo il caduco ponte</p>
<p>stormo tempesta coro di pioggia<br />
angolo trino occhio mio lino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché di me conservi gli occhi<br />
la cordigliera della schiena<br />
e tutto il corpo ed il respiro</p>
<p>il battito di ciglia, la proiezione al nuovo<br />
c’è assai destino nei disegni</p>
<p>sotto le piante, nei giochi del giardino<br />
cercami pure quando entri<br />
per lo spettacolo, senza timore alcuno<br />
nel fondo della sala tra i presenti<br />
e troverai uno specchio ove specchiarti</p>
<p>perché il coraggio è cosa rara<br />
non è merce, non si vende</p>
<p>quando non piangi dopo una caduta<br />
e per assicurarti la mia reazione osservi<br />
sappi che lo conosco bene<br />
l’idolo del dimostrarsi fermi</p>
<p>non c’è capitolo di soluzione bensì<br />
rincorrersi di crocevia, somma di eventi</p>
<p>nel compito che gli anni m’hanno regalato<br />
io non vorrei pesarti ma esserti d’aiuto<br />
di lato affianco parecchio defilato<br />
con gli occhi suggerirti, suggeritore muto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Punta della Lingua &#8211; festival di poesia</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2016/06/13/la-punta-della-lingua-festival-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 16:00:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#160; Ancona e Portonovo, 19-26 Giugno 2016 &#8211; Il programma &#8211; Domenica 19 Portonovo &#8211; Chiesa di S. Maria ore 18.00 Cerimonia di apertura del Festival Saluti delle autorità, dell’organizzazione e degli ospiti ore 18.45 TONY HARRISON Traduzione Giovanni Greco in collaborazione con Fai Marche Quella di Tony Harrison (Leeds 1937) è da quasi 50 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="size-large wp-image-62520 aligncenter" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner-1024x449.jpg" alt="puntadellalingua_banner" width="600" height="263" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner-1024x449.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner-300x132.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner-768x337.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/06/puntadellalingua_banner.jpg 1140w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ancona e Portonovo, 19-26 Giugno 2016</strong></p>
<p style="text-align: center;">&#8211; <strong>Il programma &#8211;</strong></p>
<p><strong>Domenica 19 </strong></p>
<p>Portonovo &#8211; Chiesa di S. Maria</p>
<p>ore 18.00 <strong>Cerimonia di apertura del Festival</strong></p>
<p>Saluti delle autorità, dell’organizzazione e degli ospiti</p>
<p>ore 18.45 <strong>TONY HARRISON</strong></p>
<p>Traduzione <strong>Giovanni Greco</strong><span id="more-62519"></span></p>
<p><em>in collaborazione con Fai Marche</em></p>
<p>Quella di <strong>Tony Harrison</strong> (Leeds 1937) è da quasi 50 anni una delle esperienze poetiche più rilevanti al mondo, caratterizzata, fin dalle sue origini, dalla capacità di far convivere forme rigidamente classiche con liquidi e ribollenti contenuti sociali e di attualità politica. Fautore di una poesia militante in grado di sporcarsi le mani con il presente, intervenendo con editoriali in versi sulla prima pagina del quotidiano britannico “The Guardian”, come corrispondente dal fronte (Iraq, Bosnia), Harrison è capace anche di ironia, di amaro sarcasmo e di rime, spesso ardite, che fanno cozzare l’aulico con il quotidiano e la cultura pop con la tradizione. Ad affiancarlo il regista, attore e traduttore <strong>Giovanni Greco</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Da Giacchetti</p>
<p>ore 20.00 cena a buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Chiesa di S. Maria</p>
<p>ore 21.30 <strong>Poeti da antologia</strong></p>
<p>Reading di <strong>ALESSANDRO FO</strong> e <strong>VIVIAN LAMARQUE</strong></p>
<p>Interventi musicali <strong>WINSTONMCNAMARA</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Fai Marche</em></p>
<p><strong>Alessandro Fo</strong> è poeta garbatamente ironico e incline al paradosso e rappresenta una presenza discreta ma ben riconoscibile nel panorama della poesia italiana contemporanea. In “Mancanze” (Einaudi 2014, Premio Viareggio), pur rimanendo nel solco dell’amata tradizione catulliana e crepuscolare, la poesia di Fo si apre a nuovi varchi e a minime illuminazioni, alla ricerca di un riscatto spirituale che vada oltre gli emblemi materiali della quotidianità.</p>
<p><strong>Vivian Lamarque</strong>, una delle autrici più amate dal pubblico della poesia, torna alla Punta della Lingua. E lo fa con un libro nuovo di zecca: “Madre d’inverno” (Mondadori, 2016), che riconsegna alla memoria dei suoi lettori una parola che riesce, ancora una volta, a togliere magicamente peso a quanto altrimenti soggetto alla dura legge di gravità. Con leggerissimi tocchi e uno sguardo fiabesco che sembra scoprire la realtà per la prima volta.</p>
<p>Ad accompagnare i due poeti, le intrusioni chitarristiche e gli ‘spippolamenti’ elettronici di <strong>W</strong><strong>INSTONMCNAMARA</strong>, artista multimediale, polistrumentista autodidatta e situazionista per vocazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lunedì 20 </strong></p>
<p>Portonovo &#8211; Parco Hotel Emilia</p>
<p>ore 18.15 <strong>Poesia del nostro tempo</strong></p>
<p>Presentazione di <strong>Argo Annuario di Poesia </strong>(Gwynplaine edizioni, 2015)</p>
<p>Reading di <strong>CARLO BORDINI</strong></p>
<p>Interventi dei curatori dell’Annuario <strong>Giuseppe Nava</strong>, <strong>Rossella Renzi</strong>,<strong> Christian Sinicco</strong>, <strong>Francesco Terzago</strong> e del direttore della collana Argo <strong>Valerio Cuccaroni</strong></p>
<p>L’Annuario di Poesia 2015 è un progetto unico nell’editoria italiana di poesia, sia per la varietà di voci raccolte (da Spagna, Italia, Grecia, Malta, Egitto, Israele, Iraq, Afghanistan, Nigeria), sia per la volontà di tradurre nella nostra lingua autori quasi del tutto sconosciuti alla scena nazionale, nonché per essere la prima rivista del settore a utilizzare i QR CODE per far rivivere l’esperienza della voce dei poeti, in lingua originale (che verrà diffusa durante la presentazione). È dalla viva voce di <strong>Carlo Bordini</strong>, invece, che ascolteremo i suoi versi sospesi tra spietata autoironia, nostalgie trotskiste e una rara capacità di mettersi a nudo.</p>
<p>A seguire reading di <strong>MYRA JARA TOLEDO</strong> (Perù)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Prato Hotel Emilia</p>
<p>ore 20.00 cena a buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Hotel Emilia</p>
<p>ore 21.30 <strong>L’Eneide </strong>di<strong> Virgilio</strong></p>
<p>Tradotta da <strong>ALESSANDRO FO</strong></p>
<p>Ordinario di Letteratura Latina all’Università di Siena, Alessandro Fo è, oltre che poeta in proprio, uno dei più valenti esperti italiani della materia. Dopo Rutilio Namaziano e Apuleio si è dedicato all’ultima, impegnativa, traduzione del classico virgiliano (Einaudi, 2012). Con uno stile brillante e non strettamente accademico, adatto anche a una platea di non specialisti, Fo ci introduce ai segreti e alle ragioni delle scelte, stilistiche e lessicali, che lo hanno guidato nel ponderoso sforzo di ridare nuova luce ad uno dei capolavori assoluti della letteratura occidentale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Martedì 21</strong></p>
<p>Ancona &#8211; Terrazza SeePort Hotel</p>
<p>ore 18.30 <strong>Russi d’Italia</strong></p>
<p>Presentazione di <strong>Viaggiatori nel freddo. Come sopravvivere all’inverno russo con la letteratura </strong>(Exòrma edizioni, 2015)</p>
<p><strong>Francesco Ruggiero </strong>e <strong>Elisa Baglioni</strong> del collettivo di scrittori <strong>Sparajurij </strong>ci conducono in un viaggio (a metà strada tra la guida turistica e il saggio letterario) attraverso i luoghi della storia e della letteratura russa e le contraddizioni di un Paese in rapida trasformazione. Un ottimo viatico “per naufragare dentro il sogno russo” (Il Sole24Ore).</p>
<p>A seguire reading di <strong>Alexandra Petrova</strong> (Russia)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona &#8211; Terrazza SeePort Hotel</p>
<p>ore 20.00 cena a buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona &#8211; Lazzaretto Cinema</p>
<p>ore 21.30 <strong>La Poesia che si vede</strong></p>
<p>Proiezione di <strong>PROMETHEUS </strong>di<strong> Tony Harrison</strong></p>
<p>Introducono: <strong>TONY HARRISON</strong> e <strong>GIOVANNI GRECO</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Arci Ancona e Fiom Marche</em></p>
<p>Ispirato all’opera di Eschilo e al “Prometeo Liberato” di Shelley, il “Prometheus” di Tony Harrison è un film-poema visionario che ha rappresentato “la più importante reazione artistica della fine del ventesimo secolo al declino della classe operaia inglese e al collasso internazionale del sogno socialista” (Edith Hall). Trasmesso da Channel 4 e proiettato al Festival di Locarno nel 1998, il film, scritto e diretto dallo stesso Harrison, rivisita il mito classico dell’eroe che ruba il fuoco agli dei sfidando il loro potere come metafora della lotta di classe e della devastazione causata dai conflitti politici e dall’industrializzazione senza limiti del secolo scorso. Per il Festival l’opera verrà proiettata per la prima volta in traduzione italiana. (V.O. sub. Ita).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mercoledì 22</strong></p>
<p>Ancona &#8211; Pinacoteca civica “F. Podesti”</p>
<p>ore 17.00 <strong>Visita guidata</strong></p>
<p>In occasione della recentissima riapertura della Pinacoteca civica di Ancona, il Festival invita ad ammirare le opere di Tiziano, Crivelli, Lotto e gli altri capolavori in esposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 18.30 <strong>Le Marche della Poesia</strong></p>
<p>Presentazione dell’antologia <strong>S’agli occhi credi. Le Marche dell’arte nello sguardo dei poeti</strong> a cura di Cristina Babino (Vydia, 2016)</p>
<p>Capolavori dell’arte nelle Marche interpretati da alcune tra le più significative voci poetiche marchigiane. Intervengono<strong>: </strong><strong>Allì Caracciolo</strong>, <strong>Alessandra Carnaroli</strong>, <strong>Maria Grazia Maiorino</strong>, <strong>Franca Mancinell</strong>i, <strong>Renata Morresi</strong>, <strong>Michele Ortore</strong>, <strong>Umberto Piersanti</strong>, <strong>Alessandro Seri</strong>,<strong> Francesco Scarabicchi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giovedì 23 </strong></p>
<p>Ancona – Lazzabaretto</p>
<p>ore 19.00 <strong>Worldwide reading for </strong><strong>ASHRAF FAYADH</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Arci Ancona</em></p>
<p>La Punta della Lingua aderisce al reading internazionale in onore di Ashraf Fayadh, poeta di origine palestinese, nato e residente in Arabia Saudita, dove è stato incarcerato nel 2013 per apostasia, promozione dell’ateismo e diffusione di idee blasfeme fra i giovani.</p>
<p><em>In collaborazione con Amnesty International Ancona e Internationales Literaturfestival Berlin.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona &#8211; Mole Vanvitelliana</p>
<p>ore 21.30 <strong>CORPUS PASOLINI </strong><strong>Il corpo di un poeta civile</strong></p>
<p>Spettacolo teatrale di e con <strong>Giorgio Felicetti</strong></p>
<p>performance per voce, visioni e violoncello</p>
<p>voce ed azioni <strong>Giorgio Felicetti</strong></p>
<p>violoncello <strong>Peppe Franchellucci</strong></p>
<p>apparizioni <strong>Roberto Butani</strong></p>
<p>videoproiezioni <strong>Giorgia Basili</strong></p>
<p>Produzione EstEuropaOvest</p>
<p><em>in collaborazione con Amat</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>“È per molti uno dei più grandi poeti che l’Italia abbia avuto. Per altri un trauma da evitare. Di certo un artista totale, curioso, eclettico. Un intellettuale contro, dotato di una lucidità impressionante al limite della veggenza, che ha fatto della diversità ed emarginazione la propria poetica. Maestro di tanti: nella poesia, nel cinema, nella narrativa, nella critica, nella saggistica. Una ricerca sull’intera opera di Pasolini necessita di un bisturi affilato, da usare sul suo corpo. Il corpo è sempre in primo piano nei suoi film, nei suoi romanzi, nei suoi versi: del poeta martirizzato, del Cristo crocifisso, della madre, dei ragazzi di borgata, del paese. Prendendo il via dall’ultima notte ‘di vita’ dello scrittore, cerco di interpretare pezzi di questi corpi.” (Giorgio Felicetti)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Venerdì 24</strong></p>
<p>Ancona &#8211; Arco di Traiano</p>
<p>ore 18.30 <strong>Reading di </strong><strong>JOLANDA INSANA </strong><strong>e </strong><strong>SOTIRIOS PASTAKAS</strong></p>
<p>In uno dei luoghi simbolo del Porto Antico di Ancona si incontrano i “fendenti fonici” della grande poetessa di origini siciliane Jolanda Insana, autrice polifonica, ad alta vocazione teatrale e fine traduttrice dal greco e dal latino, con le dolenti notazioni autobiografiche e civili di Sotirios Pastakas, recente scoperta della poesia greca contemporanea, al suo esordio in Italia con l’antologia “Corpo a corpo” (Multimedia edizioni, 2016).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona &#8211; Mole Vanvitelliana</p>
<p>ore 21.30 <strong>GUIDO CATALANO </strong><strong>Grand Tour</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Spilla Festival – Comcerto</em></p>
<p>“A 17 anni ho deciso che volevo diventare una rock star. Poi ho capito che forse non ce la facevo e ho ripiegato su poeta professionista vivente, che c’erano più posti liberi” dice di sé Guido Catalano. Considerato poeta dai cabarettisti e cabarettista dai poeti, Catalano ha saputo stravolgere i confini delle due professioni e conquistare un pubblico in continua crescita, diventando una vera e propria rarità in Italia: un poeta che riesce a vivere di poesia, grazie ai suoi libri, pubblicati attraverso circuiti indipendenti, e a una lunga serie di spettacoli sold out. Del 2016 il suo primo romanzo “D’amore si muore ma io no” (Rizzoli, 2016).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancona – Lazzabaretto</p>
<p>ore 23.00 <strong>Dadaumpa? Dada un po’</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Arci Ancona</em></p>
<p>Nel centenario del Dadaismo il Festival rende omaggio all’arte di Tristan Tzara e Hugo Ball con uno spettacolo di stand up poetry: gli irriverenti poeti performer <strong>Paolo Agrati</strong><strong>, </strong><strong>Marko Miladinovic </strong><strong>e </strong><strong>Filippo Balestra </strong>si destreggeranno fra testi propri e ricordi e letture di opere della più bizzarra e ancora influente fra le avanguardie storiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 24.00 <strong>Electric Poetry Party</strong></p>
<p>PJ <strong>luigisocci &amp; clod</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Arci Ancona</em></p>
<p>In linea con le ultimissime tendenze dei club nordeuropei, La Punta della Lingua ripropone la festa ibrida dell’Electric Poetry Party, fra musica dance, elettronica, rock e poesia del Novecento, per ballare al ritmo di Antonin Artaud, Allen Ginsberg, William Burroughs, Amelia Rosselli, Aldo Nove e compagnia poetante. Con proiezioni poetiche a sorpresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sabato 25</strong></p>
<p>Portonovo &#8211; Prato Hotel Emilia</p>
<p>ore 11.00 <strong>Le Marche della Poesia</strong></p>
<p><strong>Filippo Davoli</strong> <em>La luce, a volte</em> (Liberilibri, 2016)</p>
<p><strong>Dorinda Di Prossimo</strong> <em>La notte la casa l&#8217;assenza</em> (Edizioni Forme Libere, 2015)</p>
<p><strong>Bice Previtera</strong> <em>In filigrana</em> (Curcio Editore, 2015)</p>
<p><strong>Salvatore Ritrovato</strong> <em>Via della Pesa </em>(Puntoacapo, 2015)</p>
<p>Presenta <strong>Manuel Cohen</strong></p>
<p>Prosegue la mappatura delle esperienze poetiche della nostra regione: un “modello marchigiano” che consiste, anche in poesia, nella cura e nel gusto per il lavoro ben fatto, al di là delle differenze stilistiche e generazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Portonovo &#8211; Prato Hotel Emilia</p>
<p>ore 13.00 pranzo a buffet</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Firenze (e ovunque)</p>
<p>ore 16.00 <strong>Facebook Poetry </strong>8^ edizione</p>
<p>a cura di <strong>Bernardo Pacini</strong></p>
<p>Dopo Roma e la Sicilia la Facebook Poetry va di nuovo in trasferta. Decine di poeti in collegamento da tutta Italia (e non solo) daranno vita, ancora una volta, alla singolarissima sfida in rete della Facebook Poetry. Le regole sono le solite: dati il primo e l’ultimo verso e una lunghezza massima di dieci, produrre, entro il tempo limite di 40 minuti, un testo per l’occasione e postarlo sulla bacheca del Festival. Il pubblico in sala (o a casa o da dovunque ci sia una connessione) potrà sia partecipare che votare il testo più riuscito.</p>
<p>La Punta della Lingua è già su Facebook e aspetta i vostri like.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 26</strong></p>
<p>Ancona &#8211; Casa delle Culture (ex mattatoio comunale)</p>
<p>ore 18.00 Presentazione del doppio CD <strong>“</strong><strong>SLAM IT!</strong><strong>”</strong></p>
<p><em>In collaborazione con Casa delle Culture</em></p>
<p>Il primo album nazionale di Spoken Word, Spoken Music e Rap presentato dal curatore <strong>Davide “ScartyDoc” Passoni </strong>e dagli autori <strong>Paolo Agrati</strong>, <strong>Marko Miladinovic</strong>, <strong>Filippo Balestra</strong>, <strong>Andrea Mazzanti</strong>, <strong>Francesca Gironi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 19.00 <strong>Contest rap</strong></p>
<p>Con <strong>Curtis Nassi</strong>, <strong>Goffi</strong>, <strong>Fat Snipe</strong>r, <strong>Original Sound Connection</strong>, <strong>Vales </strong></p>
<p>Hosted by <strong>Sbabaman </strong>from<strong> Ancona Massive</strong></p>
<p><em>In collaborazione con Casa delle Culture</em></p>
<p>MC locali si sfideranno con i loro migliori testi, valutati in base alla presa sul pubblico, il contenuto e il flow. Il vincitore parteciperà al Poetry Slam serale con voce sola, senza base.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.30 <strong>Poetry Slam </strong><strong>| Sfida all’ultimo verso</strong></p>
<p>Con <strong>Paolo Agrati</strong><strong>, </strong><strong>Marko Miladinovic</strong><strong>, </strong><strong>Filippo Balestra</strong><strong>, </strong><strong>Artenca Shehu</strong><strong>, </strong><strong>Matteo Di Genova</strong> + vincitore contest rap</p>
<p>Guest <strong>WERONIKA LEWANDOWSKA</strong> (Polonia) in una performance di poesia multimediale, tra parola, video e musica.</p>
<p>MC <strong>Davide “ScartyDoc” Passoni &amp; friend</strong></p>
<p><em>in collaborazione con Casa delle Culture Ancona</em></p>
<p>Dopo la finale nazionale del 2015, torna l’amichevole disfida in versi del Poetry Slam. Anche quest’anno con alcuni dei maggiori specialisti italiani della disciplina a cui s’aggiungerà il vincitore del contest rap del pomeriggio. Tre minuti a testa, testi propri, niente musica né elementi scenici. La giuria, rigorosamente estratta a sorte fra il pubblico, decreterà il vincitore della serata. La gara è valida per i campionati nazionali 2016-2017 della LIPS (Lega Italiana Poetry Slam).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutti gli eventi sono a ingresso libero tranne:</p>
<p>Ingresso alla Pinacoteca civica “F. Podesti” € 3 | Prenotazione: 071.2225001</p>
<p>Guido Catalano Grand Tour € 10 + d.p.</p>
<p>Corpus Pasolini € 10</p>
<p><strong>Prevendite Guido Catalano Grand Tour:</strong> attive su www.ticketone.it oppure sul luogo dell’evento un’ora</p>
<p>prima dello spettacolo. Info 071.2900711 da lunedì a venerdì, 9.30-18.30.</p>
<p><strong>Prevendite Corpus Pasolini:</strong> AMAT, 071.2072439 da lunedì a venerdì, 16-20 oppure sul luogo dell’evento un’ora prima dello spettacolo.</p>
<p>In caso di maltempo, gli eventi all’aperto si svolgeranno al chiuso: consultare il sito <a href="http://www.lapuntadellalingua.it">www.lapuntadellalingua.it</a></p>
<p>In caso di partita della nazionale italiana di calcio, il Poetry Slam del 26 giugno si svolgerà alle ore 23, dopo la proiezione della partita su maxischermo: consultare il sito <a href="http://www.lapuntadellalingua.it">www.lapuntadellalingua.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p>cena a buffet Da Giacchetti € 15 posti limitati, prenotazioni <a href="mailto:baiadellapoesia@gmail.com">baiadellapoesia@gmail.com</a></p>
<p>(entro giovedì 16 giugno)</p>
<p>cena e pranzo a buffet Hotel Emilia € 15 posti limitati, prenotazioni 071.801145</p>
<p>cena a buffet SeePort Hotel € 15 posti limitati, prenotazioni 071.9715100, <a href="mailto:eventi@seeporthotel.com">eventi@seeporthotel.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>***</p>
<p>Prezzi convenzionati in hotel e sconti del 20%, scaricando l’apposito coupon dal sito, in ristoranti e stabilimenti di Ancona e Portonovo per “Gli amici e le amiche della Punta della Lingua”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LA PUNTA DELLA LINGUA – POESIA FESTIVAL (XI ed.)</strong></p>
<p>Ancona e Parco del Conero, 19-26 giugno 2016<br />
Anteprima 3 giugno<br />
organizzazione: Nie Wiem</p>
<p>co-organizzazione: Comune di Ancona</p>
<p>direzione artistica: Luigi Socci e Valerio Cuccaroni</p>
<p>con il contributo di: La Mole | Regione Marche</p>
<p>main sponsor: Coop Alleanza 3.0</p>
<p>in collaborazione con: AMAT | Amnesty International Ancona | Arci Ancona | Casa delle Culture | CircolOff | FAI Presidenza regionale Marche | Hotel Emilia | Hotel Excelsior La Fonte | Hotel SeePort | Spilla – Comcerto</p>
<p>con il patrocinio di: Consolato Onorario della Federazione Russa di Ancona | Istituto Polacco di Cultura | Ministero dei Beni e delle Attività culturali | Parco del Conero | Provincia di Ancona | Slow Food Ancona e Conero</p>
<p>media partner: Radio 3 | Sky Arte HD | Argo | Corriere Proposte | Radio Arancia Network | Urlo</p>
<p>partner tecnici: Trivago | Autorità Portuale Ancona | B&amp;B Camera con vista | Consorzio La Baia di Portonovo: Ristoranti Emilia, Marcello, Il Molo e Pesci fuor d’acqua, Stabilimenti Franco e Il Molo | Fiom Marche | Internationales Literaturfestival Berlin | Le Macchine Celibi Soc. Coop | Libreria Feltrinelli Ancona | Pinacoteca civica “Podesti” | Ristorante Da Giacchetti | Ristorante La Tartaruga | Superfast</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;amore non esiste esiste il tempo</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/09/06/lamore-non-esiste-esiste-il-tempo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[franz krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2007 05:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro seri]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Seri  MASSIMILIANO PRIMO D’EUROPA L’antichità gotica dei sentimenti ha attraversato l’Europa su un’audi marrone mentre la Gioiosa di Carlo Magno unificava le scritture ed io allaccio rette trasparenti di donne e anni leggeri alla vigilia di una cerimonia si formano ogive di chianti e madonne acefale nella mia testa persino il seno dell’architettura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a title="fischl.jpg" href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/09/fischl.jpg"><img loading="lazy" style="width: 355px; height: 292px;" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/09/fischl.jpg" alt="fischl.jpg" width="355" height="292" /></a></p>
<p>di <strong>Alessandro Seri</strong> </p>
<p>MASSIMILIANO PRIMO D’EUROPA<br />
L’antichità gotica dei sentimenti<br />
ha attraversato l’Europa<br />
su un’audi marrone<br />
mentre la Gioiosa di Carlo Magno<br />
unificava le scritture<br />
ed io allaccio rette trasparenti<br />
di donne e anni leggeri<br />
alla vigilia di una cerimonia<br />
si formano ogive di chianti<br />
e madonne acefale nella mia testa<br />
persino il seno dell’architettura<br />
mi allatta gli occhi<br />
oggi il centro del mondo<br />
è un atomo, una piazza atomica<br />
anatomica fiera di scale e porticati<br />
santissima annunziata<br />
la stazione di Bologna<span id="more-4393"></span></p>
<p>ESTREMO ORIENTE<br />
Doppie scale a gradoni<br />
imperfetti in distanza<br />
pendenza insolita alle mie gambe<br />
portali laterali antichi<br />
quanto i dialetti.<br />
Mi fermo a mezza salita<br />
ad ascoltare il brusio<br />
degli studenti fuorisede.<br />
Per ogni passo<br />
c’è un occhio spento<br />
un colore a caso<br />
si catapulta dal mio passato<br />
e la sera sono stanco<br />
da non poter salire verso il centro</p>
<p>V</p>
<p>Comune ai santi dispersi<br />
c’è profonda amarezza e coraggio<br />
non sopravvivono che pochi giorni<br />
tristi di stelle stampate e tacche<br />
da apporre ai biberon<br />
e sulle carlinghe rosse<br />
impuri più delle piazzole all’ombra<br />
lenti nella lettura e nel mangiare.<br />
Si rumina la storia personale<br />
erba medicea fumata dopo il lampredotto<br />
spargere l’olio sulla padella e sul divano<br />
cambiare l’ora attendere che batta il tempo<br />
per conquistare cambi estate inverno<br />
la pasta, i quadri, i doni floreali<br />
vanno misurati attenti<br />
come le istanze dei beati e i pavimenti.</p>
<p>VI</p>
<p>Dovere c’insegna san miniato con foto in digitale<br />
altri spazi altri santi gimignani cullati anni<br />
che forse qualcuno in più questa notte di ponti e porte<br />
s’accorge oltre me il medico di guardia che scompare<br />
la mano della madre a coprire le lenzuola<br />
una preferenza poche ore prima degli anelli<br />
dell’altare coperto di fiori e salmi<br />
strade d’estate campanelli<br />
la corsa in bicicletta leggendaria<br />
come le macchine e le moto scortate al giuramento<br />
di Liguria e a quello più denso di Bologna.</p>
<p>Colpiti al punto che smettemmo le scarpe ad asciugare<br />
sulla terrazza del sacro cuore. Ora di notte sotto<br />
questo assedio di transistor e satelliti mi gioco<br />
poche carte quelle del principe che beve vodka<br />
e non falerio che scarseggia più delle ore ancora da passare<br />
dal poi che arriva dopo la preghiera si fonde l’arabesco<br />
di gioventù con giorni cocenti e cuscinetti a sfera</p>
<p>II</p>
<p>In mezzo al letto come al mare<br />
ci stan due piedi piccoli che dormono<br />
si spostano con logica d’assenza<br />
al battere costante delle imposte<br />
un fiato appena nato scosta nell’ordine dei giorni<br />
un capomastro morto sul dorso dell’inverno<br />
e le mie ali storte s’invecchiano<br />
spellate tanto sulla schiena non le guardo<br />
l’eredità che lascio è solo tempo perché<br />
l’amore non esiste esiste il tempo<br />
poche menzogne un cesto di panni sporchi<br />
la luce accesa di cento notti insonni<br />
a mendicarmi gli occhi ed il coraggio</p>
<p>IV</p>
<p>La colpa è il mio compagno e non si placa<br />
un giogo a forma d’ombra che mi segue<br />
distante non proprio alla figura<br />
la virgola in grassetto che scolora</p>
<p>slacciato dalla trinità del corpo<br />
curvato nell’osservarmi embrione<br />
con il proposito costante e difettoso<br />
che presto si fa voglia di partenza</p>
<p>quel che tu sai non volle la memoria<br />
colta a riprendere la rotta inversa<br />
nell’evidente assenza di confine<br />
moltiplicata in centri è l’esistenza</p>
<p><em>(Nota: Le prime due poesie sono edite e tratte da &#8220;Rampe per alianti&#8221; Pequod 2005, le restanti quattro sono inedite e fanno parte di una futura pubblicazione che avrà come titolo &#8220;Esiste il tempo&#8221;. Immagine:Eric Fischl, Bedroom Scene #6 &#8211; 2004.)</em></p>
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	</channel>
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