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	<title>alien abduction &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Extraterrestrial Activity #1 : Confessione</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/04/27/extraterrestrial-activity-1-confessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 05:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[alien abduction]]></category>
		<category><![CDATA[bob perelman]]></category>
		<category><![CDATA[extraterrestrial activity]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia americana]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[di Bob Perelman Gli alieni abitano la mia estetica da decenni. Praticamente dagli anni Settanta. Prima che iniziassi a scrivere come il me attuale, ma giovane. Eppure qualcosa deve essermi accaduto alla memoria, allo spirito di giudizio &#8211; è evidente: sono stato condizionato. Le vecchie cose, il bivio nella testa, il mio primo casa base, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di <strong>Bob Perelman</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/pulp-fiction-space-abduction1.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-53301" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/pulp-fiction-space-abduction1.jpg" alt="pulp-fiction-space-abduction1" width="640" height="813" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/pulp-fiction-space-abduction1.jpg 640w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/04/pulp-fiction-space-abduction1-236x300.jpg 236w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>Gli alieni abitano la mia estetica<br />
da decenni. Praticamente dagli anni Settanta.</p>
<p>Prima che iniziassi a scrivere come<br />
il me attuale, ma giovane. Eppure</p>
<p>qualcosa deve essermi accaduto alla memoria,<br />
allo spirito di giudizio &#8211; è evidente:</p>
<p>sono stato condizionato. Le vecchie cose,<br />
il bivio nella testa, il mio</p>
<p>primo casa base, papà che cade<br />
dalla macchina. Io ricordo le parole</p>
<p>ma non so tornare indietro. Penso<br />
proprio che stiano monitorando le mie</p>
<p>sensazioni. È certo: le mie categorie<br />
sono state scompigliate. Osservo le antologie</p>
<p>nelle grandi catene librarie, sugli scaffali<br />
delle università, persino i piccoli editori</p>
<p>come case d&#8217;oppio, tutte quelle stanze<br />
sullo spazio bianco: sembrano giusto modelli</p>
<p>usciti dai cataloghi. I modelli hanno<br />
braccia e gambe e una testa,</p>
<p>le poesie solitamente no, ma a parte<br />
questo, è dura, almeno per me,</p>
<p>distinguerle. C&#8217;è la poesia tipo biancheria<br />
sexy, quella in tuta da lavoro</p>
<p>da indossare a una festa mascherata<br />
in caso di necessità, la piccola</p>
<p>blasfema sottoveste in versi. C&#8217;è varietà,<br />
dici: lo stile Oxford chiusa con</p>
<p>lacci intrecciati a mezza-rima; l’epica toga<br />
che lascia scoperta qualche caviglia antica;</p>
<p>la Guarda! Il mondo è cambiato!<br />
E infine vesto fluente casual con</p>
<p>gli shorts; poi il nudo integrale;<br />
il disintegrato&#8230; Sì, suppongo ci sia</p>
<p>varietà, ma gli sguardi, quelli avanzano<br />
e mi leggono dal di dentro</p>
<p>il tu rinchiuso insieme al mio<br />
dispositivo facciale di Riconoscimento Capitale Culturale!</p>
<p>No grazie, Jay Peterman! No grazie,<br />
“Sera qualunque a New Haven”! Sto</p>
<p>solo aspettando il biglietto di ritorno<br />
per avere un qualche senso, aspetto</p>
<p>che calino le nuvole-a-padella! Le autorità<br />
negano ci siano incursioni, non sorprende.</p>
<p>E io stesso le nego, pensate.<br />
Cosa potrebbe motivare un gruppo di</p>
<p>tentacolosi viscidi estetisti dalle teste oblunghe<br />
con tecniche molto oltre le nostre</p>
<p>a visitare la terra, rapire ingenui<br />
poeti e inculcare in loro forme</p>
<p>ultramondane che sono persino, se credi<br />
ai tabloid, lascive? E questi rapimenti</p>
<p>sembrano sempre aver luogo in qualche<br />
ambientazione di provincia: non risulta più</p>
<p>che sospetta la cosa? Perché mai<br />
non si manifestano sul tetto di</p>
<p>un editore newyorchese? Non sarebbe male<br />
avere delle risposte soddisfacenti a riguardo&#8230;</p>
<p>potremmo imparare qualcosa, sulla poesia se<br />
non altro, ma io non sono</p>
<p>di grande aiuto, essendo un rapito,<br />
almeno in teoria, sebbene, come ho</p>
<p>già detto, non ricordi molto. Eppure<br />
questa scrittura sembra abbastanza normale:</p>
<p>frasi complete; punti e virgola; blabla.<br />
Pare che abbia perso il mio</p>
<p>abbonamento all&#8217;avanguardia nei panni da lavare.<br />
Dicono sia tipico. Bene, dovrete usare</p>
<p>il vostro metro di giudizio, terrestri!<br />
Giudizio: compito vostro! Al lavoro! Come</p>
<p>se poteste partire! E voi pensavate<br />
che fosse la gravità il problema!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Confession&#8221; è il primo testo di <em>The Future of Memory</em>, di Bob Perelman (1998), leggibile in lingua originale <a href="http://epc.buffalo.edu/presses/roof/Perelman_Future.html" target="_blank">qui</a>. La traduzione è di Renata Morresi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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