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	<title>Antonio Loreto &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Sul corpo della poesia di ricerca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 17:00:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Antonio Loreto La prima edizione del Premio Pagliarani è stata vinta per la sezione della poesia edita da Soffiati via di Vito M. Bonito: un bel libro di un autore importante, niente da dire. Rifletterei però sull’indirizzo del Premio, che il nome di Elio Pagliarani e alcune indicazioni abbastanza chiare mostravano vòlto a valorizzare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">di <strong>Antonio Loreto</strong></p>
<p>La prima edizione del Premio Pagliarani è stata vinta per la sezione della poesia edita da <em>Soffiati via</em> di Vito M. Bonito: un bel libro di un autore importante, niente da dire.<br />
Rifletterei però sull’indirizzo del Premio, che il nome di Elio Pagliarani e alcune indicazioni abbastanza chiare mostravano vòlto a valorizzare opere di ricerca, mentre <em>Soffiati via</em> non sembrerebbe essere tale. Perché? Che cosa si deve intendere per “ricerca”?<br />
Due anni fa, in occasione di <em>Poesia13 – Cantiere aperto di ricerca letteraria</em> (a cura di ESCargot), ci ritrovammo a Rieti in diversi e vari, critici e poeti (ogni poeta presentato da un critico), a leggere, ascoltare, commentare e infine, quasi a margine, a tentare della ricerca una definizione, senza che ­– assortiti come eravamo – un’idea concorde riuscisse a scaturire. Il discorso rimase sospeso, lasciando l’impressione che la parola “ricerca” fosse nella disponibilità di qualunque esperienza che aggirasse le scritture poetiche non sperimentali.<br />
A mio avviso non si trattava allora né si tratta in generale di negoziare una definizione, di stabilire democraticamente qualità essenziali, magari un’ontologia. Il punto è che la poesia di ricerca nominalisticamente esiste, ed esiste da tempo, saturando il dominio semantico – nel contesto della letteratura poetica – della parola che la specifica. Esiste nel corpo delle opere e delle attività molteplici – il sito <a href="http://gammm.org/" target="_blank">gammm.org</a>, l’antologia <a href="http://www.lelettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&amp;TS02_ID=1502" target="_blank">Prosa in prosa</a>, i convegni <a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/10/09/ex-it/" target="_blank">Ex.it</a>, il progetto editoriale <a href="https://benwayseries.wordpress.com/category/libri-books/" target="_blank">Benway Series</a>, il dialogo costante con la ricerca anglofona e francofona attraverso la collana <a href="http://gammm.org/index.php/chap/" target="_blank">Chapbook</a> dell’editore Arcipelago, per esempio – di un gruppo di autori aperto, come lo è stato, ancora per esempio, quello della neoavanguardia cinquant’anni addietro. Non omogeneo, certo (così stavano felicemente insieme Balestrini e Pagliarani, per dire, con Manganelli e Arbasino), e come dicevo aperto, ma riconoscibile.<br />
Si capisce, mi auguro, che non coltivo follie monopolistiche né puristiche e conservatrici: la poesia di ricerca la faccia chi vuole (e smetta chi vuole di farla) e senza porsi in maniera epigonale, se possibile. Solo vorrei suggerire, ripetendomi, che l’espressione “di ricerca” non può riferirsi alla proprietà di essere non tradizionale, in qualunque modo purché sia: non può più a questa altezza cronologica, perché essa ha storicamente (per una storia breve, ma questo non rileva troppo), ha storicamente preso a indicare un corpo. Il suo corpo storico è lì, e come tutti i corpi consiste in un processo, che accoglie qualcosa come propria fase e rifiuta qualcos’altro come qualcosa d’altro; non secondo una famiglia di dogmi (Corrado Costa ne ha disfatti almeno due, di dogmi avanguardistici – quello del montaggio e quello dell’antireferenzialità – pur rimanendo nella sensibilità condivisa un avanguardista) bensì secondo criteri di riconoscibilità.<br />
La riconoscibilità è una questione di scopi, e dunque pragmatica: se il mio scopo è lavare l’automobile, posso riconoscere come acqua il contenuto del secchio che ho riempito anche se vi finisce dentro un corpo estraneo, che magari la renda non potabile ma che non impedisca l’operazione e non rovini la carrozzeria; se il mio scopo è bere, il contenuto del bicchiere verrà da me riconosciuto come acqua qualunque sia l’azienda imbottigliatrice (e qualunque la composizione organolettica), a patto che non si verifichi un fatto come il discioglimento di qualche piccolo granello di arsenico, nel qual caso dovrei riconoscerlo come Acqua Tofana – anche se solo dopo aver constatato l’effetto. Sia chiaro che gli scopi, in letteratura, non hanno a che vedere con l’<em>intentio auctoris</em>; vanno rintracciati specularmente proprio negli effetti, che sempre eccedono eterogeneticamente gli scopi che li creano (l’autore si dia pace, non gli chiederemo niente: può anche morire se gli piace).<br />
A questo punto dovrei forse dire qual è l’effetto, quali sono gli effetti della scrittura di ricerca, e quali i diversi, incompatibili effetti di una scrittura come quella di <em>Soffiati via</em>. Ma non credo serva: lo hanno detto in questi anni, certo parzialmente e non sempre lucidamente, i discorsi critici di una teoria di lettori (e autolettori – forse soprattutto loro: questo certamente complica le cose).<br />
Rimarrei piuttosto al discorso principale, perché essere riconoscibile non significa necessariamente essere riconosciuto, né nel senso della distinzione né nel senso dell’ammissione. Poesia13 e Premio Pagliarani – considerato il novero e le inclinazioni dei lettori giurati (di cui ho fatto parte) e il novero e le inclinazioni dei poeti candidati, per una porzione non irrilevante (legittimamente) restii alla più sporadica frequentazione della poesia di ricerca – rendono in effetti palmare il fatto che la nostra comunità letteraria, perlomeno quella in tali sedi rappresentata, nel complesso non la riconosce. Riconosce tuttavia l’appeal dell’etichetta nei galleggiamenti discorsivi: ciò che espone una parte della comunità in parola a una tentazione che provo a esemplificare politicamente (ovvio: senza voler istituire alcun parallelo di ordine assiologico).<br />
Quello della sinistra è un corpo culturale riconoscibile: coloro che lo riconoscono ma non vi si riconoscono posizionano sé stessi altrove, in formazioni culturali già date o da darsi, configurando uno schieramento tradizionalmente diversificato. Coloro che non lo riconoscono possono dar luogo a una formazione più o meno eterogenea che tenti di appropriarsi, risemantizzandola, della sua insegna in certo modo percepita come vantaggiosa; che finisca per sovrapporsi con il proprio corpo all&#8217;altrui, nel rischio quando non nell’intenzione di sopraffarlo, neutralizzarlo, estinguerlo – e se va bene assorbirlo. È una dinamica che di questi tempi vediamo chiaramente nelle logiche che governano alcuni partiti, e nelle società che esprimono e negli strumenti (il vecchio giornale gramsciano, per esempio) che utilizzano.<br />
Può essere utile arretrare rispetto al presente, che è tempo sempre fertile di polemiche e militanti (oltre che etimologicamente paradossali) presbiopie, e al contempo ritornare all’ambito letterario. Provo a immaginare <em>Tristano</em> di Balestrini e <em>Tempi memorabili</em> di Cassola in un premio per il romanzo tout court e in un premio per il romanzo sperimentale. La vittoria di Cassola (siamo nel 1966, Balestrini non gode ancora del riconoscimento di cui godrà) non avrebbe lo stesso significato nei due casi: nel primo, saremmo semplicemente al cospetto della consueta minorità degli sperimentalismi (di quelli non storicizzati, perlomeno); nel secondo, se l’esito fosse accettato senza obiezioni, quello della minorità sarebbe il meno indesiderabile dei problemi: con conseguenze di qualche serietà si darebbe una rinegoziazione delle categorie di riferimento. Alcune di queste – in quanto ideologiche, politiche, estetiche e quindi ideologiche e politiche – si collocano nella storia: se le rendiamo troppo fluide, le stiracchiamo troppo (non dico: le rovesciamo), diventano inefficaci o inservibili, mentre sono gli strumenti con cui ci orizzontiamo nel nostro tempo, e lo costruiamo.</p>
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		<title>Premio Nazionale Elio Pagliarani</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/05/21/premio-nazionale-elio-pagliarani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca fiorletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2015 12:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Premio Nazionale Elio Pagliarani  ha lo scopo di promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell&#8217;innovazione linguistica. L’Edizione 2015 si compone  di tre sezioni: «Raccolta di Poesia inedita», «Raccolta di Poesia edita», «Premio alla carriera» La prima è aperta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img title="logo_premio_pagliarani" src="http://www.premionazionaleeliopagliarani.it/getImage.php?id=1&amp;w=150&amp;h=263" alt="logo_premio_pagliarani" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il Premio Nazionale Elio Pagliarani  ha lo scopo di promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell&#8217;innovazione linguistica.<span id="more-54073"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
L’Edizione 2015 si compone  di tre sezioni: «Raccolta di Poesia inedita», «Raccolta di Poesia edita», «Premio alla carriera»</p>
<p style="text-align: justify;">La prima è aperta a raccolte di testi poetici in lingua italiana e/o raccolte di prose poetiche brevi e versi tassativamente inedite anche in rete, rivista o formato ebook.</p>
<p style="text-align: justify;">
La seconda è riservata a opere di poesia in lingua italiana pubblicate dal 1° gennaio 2014 al 15 giugno 2015. Sono ammesse opere in formato elettronico che sia possibile considerare pubblicate da soggetti editoriali, e non autopubblicate.</p>
<p style="text-align: justify;">
La terza vedrà il riconoscimento del lavoro di una figura distintasi nella ricerca e sperimentazione letteraria.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima sezione, entro il 15 giugno 2015 dovranno pervenire al Comitato organizzativo, in formato PDF, i testi inediti, consistenti in almeno 30 componimenti, scegliendo tra le seguenti due opzioni:</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>1.</strong> al seguente indirizzo di posta elettronica del Premio: <a href="mailto:premioeliopagliarani@gmail.com">premioeliopagliarani@gmail.com</a> accompagnando i componimenti da copia del presente bando, in formato PDF, sottoscritto per accettazione e per il consenso al trattamento dei dati personali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>2.</strong> compilando l’apposito modello predisposto sul sito <a href="http://www.premioeliopagliarani.it/">www.premioeliopagliarani.it</a> sottoscritto per accettazione e per il consenso al trattamento dei dati personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la seconda sezione, entro il 15 giugno 2015 dovranno pervenire alla Segreteria organizzativa 5 copie editoriali cartacee delle opere edite.</p>
<p style="text-align: justify;">La premiazione finale si terrà 26 ottobre 2015 al <strong>Teatro Argentina di Roma</strong>, luogo eccellente per coniugare i due linguaggi, poesia e teatro, con i quali si è espressa la grandezza culturale di Elio Pagliarani.<br />
Alla cerimonia debbono partecipare i vincitori e i finalisti.</p>
<p>Nelle giornate immediatamente successive del mese di ottobre altri eventi ed una seconda manifestazione per la premiazione si svolgeranno a <strong>Rimini</strong> con i vincitori del Premio in collaborazione con le istituzioni locali, nei luoghi originari del poeta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proprietà: </strong>Cetta Petrollo Pagliarani, Lia Pagliarani</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Presidenza:</strong>Cetta Petrollo Pagliarani</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Segreteria Organizzativa: </strong>M. Gabriella D&#8217;Amore, Areta Gambaro, Marilina Giaquinta, Lidia Riviello, Mirtella Taloni</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.premionazionaleeliopagliarani.it/index.php?it/64/premio-nazionale-edizione-2015">Comitato promotore:</a></span> </strong>Antonio Calbi, Irina Imola, Massimo Pulini, Francesco Tafuro<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comitato organizzativo:</strong>Roberto Milana, Vincenzo Ostuni, Tommaso Ottonieri, Lia Pagliarani, Cetta Petrollo Pagliarani, Lidia Riviello, Sara Ventroni<br />
in collaborazione con l&#8217;Associazione <strong>Amici delle biblioteche</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuria: </strong>Andrea Afribo, Giancarlo Alfano, Vincenzo Bagnoli, Alessandro Baldacci, Cecilia Bello Minciacchi, Stefano Colangelo, Andrea Cortellessa, Claudia Crocco, Silvia De March, Roberto Galaverni, Paolo Giovannetti, Niva Lorenzini, Antonio Loreto, Romano Luperini, Massimiliano Manganelli, Marianna Marrucci, Francesco Muzzioli, Giorgio Patrizi, Walter Pedullà, Theresia Prammer, Massimo Raffaeli, Siriana Sgavicchia, Paul Vangelisti, Fabio Zinelli, Paolo Zublena</p>
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		<title>LIBERA OCCUPAZIONE POETICA  &#8211; 21 marzo a Torino</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/03/09/libera-occupazione-poetica-21-marzo-a-torino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 17:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Unione Culturale Franco Antonicelli organizza le prime iniziative culturali del progetto Liberazioni del nuovo Polo del 900 LIBERA OCCUPAZIONE POETICA La giornata mondiale della poesia all&#8217;Unione Culturale Sabato 21 marzo 2015 Via Cesare Battisti, 4/b – Torino (ingresso libero e gratuito) ⇓⇓⇓ Programma 17.30-18.30 Inaugurazione della mostra Descrizione del mondo Si tratta di un’installazione collettiva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/cartolina-fronte.png"><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-51752" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/cartolina-fronte-300x300.png" alt="cartolina-fronte" width="300" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/cartolina-fronte-300x300.png 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/cartolina-fronte-150x150.png 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/cartolina-fronte-60x60.png 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/cartolina-fronte-144x144.png 144w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/cartolina-fronte-900x900.png 900w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/cartolina-fronte.png 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">L&#8217;Unione Culturale Franco Antonicelli organizza le prime iniziative culturali<br />
del progetto Liberazioni del nuovo Polo del 900</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LIBERA OCCUPAZIONE POETICA</strong><br />
La giornata mondiale della poesia all&#8217;Unione Culturale<br />
Sabato <strong>21 marzo 2015</strong><br />
Via Cesare Battisti, 4/b – <strong>Torino</strong><br />
(ingresso libero e gratuito)</p>
<p style="text-align: center;">⇓⇓⇓<span id="more-51751"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Programma</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>17.30-18.30</strong><br />
Inaugurazione della mostra <strong>Descrizione del mondo</strong><br />
Si tratta di un’installazione collettiva di oggetti-reperti (pagine di libri, fotografie, fogli scritti e disegnati a mano, registrazioni audio) del modo “analogico” di descrivere il mondo. Ogni descrizione del mondo è sempre, contemporaneamente, una sua complicazione, un’estensione materiale, una stratificazione ulteriore. A questa impresa contribuiscono poeti e artisti da tutta Italia. La mostra, inaugurata attraverso letture e performance, durerà fino all’estate e sarà aperta al pubblico. Si prevede l&#8217;invio di opere da parte di <strong>Mariasole Ariot</strong>, <strong>Nanni Balestrini</strong>, <strong>Dario Bellini</strong>, <strong>Carlo Bordini</strong>, <strong>Alessandro Broggi</strong>, <strong>Lorenzo Casali</strong>, <strong>Alessandra Cava</strong>, <strong>Gianluca Codeghini</strong>, <strong>Elisa Davoglio</strong>, <strong>Carlo Dell&#8217;Acqua</strong>, <strong>Francesco Forlani,</strong>  <strong>Marco Giovenale</strong>, <strong>Mariangela Guatteri</strong>, <strong>Andrea Inglese</strong>, <strong>Giulio Lacchini</strong>, <strong>Antonio Loreto</strong>, <strong>Giulio Marzaioli</strong>, <strong>Francesca Matteoni</strong>, <strong>Luciano Mazziotta</strong>, <strong>Simona Menicocci</strong>, <strong>Manuel Micaletto</strong>, <strong>Renata Morresi</strong>, <strong>Bruno Muzzolini</strong>, <strong>Vincenzo Ostuni</strong>, <strong>Davide Orecchio</strong>, <strong>Mattia Paganelli</strong>, <strong>Vittorio Passaro</strong>, <strong>Enrico Passetti</strong>, <strong>Chiara Pergola</strong>, <strong>Stefano Piva</strong>, <strong>Nicola Ponzio</strong>, <strong>Gabriella Presutto</strong>, <strong>Andrea Raos</strong>, <strong>Micol Roubini, Jennifer Scappettone</strong>, <strong>Beppe Sebaste</strong>, <strong>Gianluca Stazi</strong>, <strong>Fabio Teti</strong>.<br />
↓<br />
<strong>18.30-19.30</strong><br />
<strong>Estranei al mondo: a cosa servono i poeti?</strong><br />
Discussione con <strong>Paolo Costa</strong> (filosofo), <strong>Italo Testa</strong> (poeta e filosofo), <strong>Andrea Inglese</strong> (poeta).<br />
Introduce <strong>Enrico Donaggio</strong>.<br />
↓<br />
<strong>20.00-21.00</strong><br />
<strong>Banchetto poetico</strong><br />
Lettura di manifesti, versi, inni al piacere del cibo e della convivialità. Si prevede la partecipazione di <strong>Gabriella Giordano</strong> &amp; <strong>Livio Borriello </strong><em>(Mettre en pratique la Poésie)</em>, <strong>Cocina Clandestina (Francesco Forlani </strong>e <strong>Marco Fedele</strong>)<strong> </strong> e <strong>Don Pasta</strong>, <strong>Enrico Remmert</strong> e <strong>Luca Ragagnin</strong>, <strong>Pino Tripodi</strong> &amp; <strong>Giorgio Mascitelli</strong>.<br />
↓<br />
<strong>21.30</strong><br />
<strong>Manifesti per il XXI secolo</strong><br />
La poesia al potere, chiaroveggente e profetica, con la più grande libertà, in versi come in prosa, attraverso un sonetto o una performance, con il supporto di materiale video e sonoro o il proprio strumento di fonazione naturale. Si prevede la partecipazione di <strong>Massimo Rizzante</strong>, <strong>Biagio Cepollaro</strong>, <strong>Beppe Sebaste</strong>, <strong>Paolo Gentiluomo</strong>, <strong>Francesca Genti</strong>, <strong>Enzo Campi</strong>, <strong>Nikolina Silla, Emanuele Buganza &amp; Compagnia dei Lettori d’Assalto</strong>, <strong>Marco Giovenale</strong>, <strong>Beniamino Servino</strong>, <strong>Raffaele Cutillo</strong>.<br />
↓<br />
<strong>22.30-23.30</strong><br />
<strong>Lettere al Principe</strong><br />
La poesia e il potere, missive a chi, nelle istituzioni e nei governi di questo mondo, in quanto eletti o esperti, dittatori o capi spirituali, in modo legittimo o illegittimo, governa, detta legge, determina i nostri destini, si fa portavoce della parola altrui. Si prevede la partecipazione di <strong>Elisa Alicudi</strong>, <strong>Filippo Balestra</strong>, <strong>Arsenio Bravuomo</strong>, <strong>Sergio Garau</strong>, <strong>Marko Miladinovic</strong>, <strong>Alexandra Petrova</strong>, <strong>Alessandra Racca</strong>, <strong>Giacomo Sandron</strong>, <strong>Luigi Socci</strong>, <strong>Sparajurij</strong></p>
<p style="text-align: center;">↓</p>
<p style="text-align: center;"><strong>00.00</strong><br />
<strong>Notte cinematografica</strong><br />
a cura del Centro Culturale <strong>La Camera Verde</strong> – Roma</p>
<p style="text-align: center;">∴∴∴</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/locandina-lop.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-51753" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/locandina-lop-507x1024.jpg" alt="locandina-lop" width="507" height="1024" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/locandina-lop-507x1024.jpg 507w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/locandina-lop-149x300.jpg 149w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/locandina-lop-900x1817.jpg 900w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/locandina-lop.jpg 1000w" sizes="(max-width: 507px) 100vw, 507px" /></a></p>
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		<title>La metrica dopo la metrica</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/11/25/convegno-sulla-metrica-post-in-preparazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 06:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La metrica dopo la metrica Università degli studi di Padova 27-28 novembre 2014 aula delle edicole, Piazza capitaniato 3, Padova Programma: GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE PIER VINCENZO MENGALDO: Introduzione PRIMA SESSIONE: LUCA ZULIANI 15.30-15.50 PAOLO GIOVANNETTI (IULM, Milano): “Tra Contini e Raboni: le costrizioni (storiche) del verso libero” 16.00-16.20 GIACOMO MORBIATO (Università di Padova): “Verso una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">La metrica dopo la metrica<br />
Università degli studi di Padova<br />
27-28 novembre 2014<br />
aula delle edicole, Piazza capitaniato 3, Padova</p>
<p><em>Programma:</em></p>
<p>GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE</p>
<p>PIER VINCENZO MENGALDO: Introduzione</p>
<p>PRIMA SESSIONE: LUCA ZULIANI<br />
15.30-15.50 PAOLO GIOVANNETTI (IULM, Milano): “Tra Contini e Raboni: le costrizioni (storiche) del verso libero”<br />
16.00-16.20 GIACOMO MORBIATO (Università di Padova): “Verso una metrica relazionale. Considerazioni di metodo a partire dalla Camera da letto di Bertolucci”</p>
<p>SECONDA SESSIONE: ANDREA AFRIBO<br />
17.00-17.20 JACOPO GROSSER (Fondazione Ezio Franceschini, Firenze): “Inarcature e intonazione nella poesia del secondo Novecento”<br />
17.30-17.50 DANIELE BARBIERI (ISIA, Urbino): “Il colloquiale e il cantabile: poliritmie tra endecasillabo e verso libero”</p>
<p>VENERDÌ 28 NOVEMBRE</p>
<p>PRIMA SESSIONE: SERGIO BOZZOLA<br />
9.00-9.20 RAFFAELLA SCARPA (Università di Torino): “Problemi di metro sintassi nel secondo Novecento”<br />
9.30-9.50 GIANFRANCA LAVEZZI (Università di Pavia): “La libertà delle forme chiuse. Per lo studio di un ossimoro metrico nel secondo Novecento”<br />
10.00-10.20 STEFANO COLANGELO (Università di Bologna):  “Sovvertimenti. Linguaggi musicali e nuove metriche”</p>
<p>SECONDA SESSIONE: DAVIDE COLUSSI<br />
11.00-11.20 ANTONIO LORETO (IULM, Milano): “Metrica e grafica. Iconismi nella poesia del secondo Novecento, da Pasolini a Zanzotto”<br />
11.30-12.00 PAOLO ZUBLENA (Università di Milano-Bicocca): “La prosa nei libri di poesia (1950-1980)”</p>
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			</item>
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		<title>Ex.it -Materiali fuori contesto (2014)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/10/09/ex-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 05:00:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ex.it – Materiali fuori contesto Sala Civica di Albinea – Biblioteca Pablo Neruda 17 – 18 – 19 ottobre 2014 PROGRAMMA Venerdì ore 17:00 – 19:00 Suoni e letture dal Fondo — Interferenze dal Fondo EX.IT — letture degli autori presenti. A cura di Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli, Simona Menicocci Letture: Mariasole Ariot, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Ex.it – Materiali fuori contesto</strong><br />
Sala Civica di <strong>Albine</strong>a – Biblioteca Pablo Neruda<br />
<strong>17 – 18 – 19 ottobre 2014</strong></p>
<p style="text-align: center;">PROGRAMMA<br />
<strong>Venerdì ore 17:00 – 19:00</strong><br />
<em>Suoni e letture dal Fondo</em> — Interferenze dal Fondo EX.IT — letture degli autori presenti.<br />
A cura di Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli, Simona Menicocci</p>
<p style="text-align: center;"><em>Letture</em>: Mariasole Ariot, Daniele Bellomi, Alessandro Broggi/Gianluca Codeghini, Elisa Davoglio, Florinda Fusco, Andrea Inglese/Stefano Delle Monache, Manuel Micaletto, Renata Morresi, Vincenzo Ostuni<br />
<em>Video</em>: Christophe Tarkos, Rosaire Appel, Nathalie Quintane, Simona Menicocci, Érik Suchère<br />
Interventi sonori: Marco Ariano e Luca Venitucci<span id="more-49195"></span></p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Sabato ore 10:30 — 19:00</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>10:30 – 13:00</strong><br />
<em>Il Fondo Ex.it</em> — Presentazione del Fondo albinetano e monzese<br />
Interventi: Cristina Bulgarelli (Biblioteca Pablo Neruda, Albinea) e Antonio Loreto (Biblioteca S. Gerardo,Monza)</p>
<p style="text-align: center;"><em>Critica fuori contesto</em> — Spunti critici per una discussione.<br />
A cura di Antonio Loreto e Massimiliano Manganelli</p>
<p style="text-align: center;"><em>Intervengono</em>: Giancarlo Alfano, Francesca Fiorletta, Paolo Giovannetti, Luigi Magno, Renata Morresi, Vincenzo Ostuni, Gian Luca Picconi, Fabio Zinelli, Paolo Zublena<br />
____________________<br />
<strong>ore 15:00 – 16:00</strong><br />
<em>Arte come scrittura</em> — Dialoghi tra scrittura ed arte contemporanea.<br />
A cura di Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli</p>
<p style="text-align: center;">Ad esempio: Pietro d’Agostino</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ore 16:15 – 17:00</strong><br />
Interventi sonori: Marco Ariano e Luca Venitucci</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ore 17:30 – 19:00</strong><br />
<em>Video fuori contesto</em><br />
A cura di Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Simona Menicocci</p>
<p style="text-align: center;"><em>Video</em> di Harun Farocki, Marc van Elburg, Eugenio Tisselli, Rosa Menkman, Y0UNG-HAE CHANG HEAVY INDUSTRIES, Rosaire Appel, Bartholomäus Traubeck, Elio Martusciello, Silvia Tripodi, David Shrigley, Angelo Morandini, Antonio De Luca / Mario Ciccioli, Lubomyr Tymkiv, Juan Alemán Hernández, Miron Tee</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Domenica</strong><br />
<em><strong> ore 10:30 – 13:00</strong></em><br />
<em> Dialoghi fuori contesto</em> — Interventi di Marco Maria Gazzano, Teresa Iaria, Ignazio Licata, Paolo Virno; e Jonas Magnusson, Cecilia Grönberg e Gustav Sjöberg (redazione della rivista svedese «OEI»).<br />
A cura di Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli, Simona Menicocci</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ex.it fuori contesto</em> — Università Roma Tre (Roma); Moulin Rouge, Verberie, nei pressi della foresta di<br />
Compiègne (Francia).</p>
<p style="text-align: center;"><em>Nel corso di EX.IT</em><br />
Banchi di Libri — Tavoli dei libri in vendita<br />
Installazioni grafiche e testuali di Jim Leftwich<br />
Esposizione dei Fogli (Benway Series)</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p style="text-align: center;">Ex.it – Materiali fuori contesto<br />
Biblioteca Comunale “Pablo Neruda”<br />
Via Morandi, 9<br />
Albinea (Reggio Emilia)<br />
Info<br />
web – http://<a href="http://eexxiitt.blogspot.it/p/exit.html">eexxiitt.blogspot.it/p/exit.html</a><br />
mail – ex.it.materiali@gmail.com</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I santi padri di Amelia Rosselli. &#8220;Variazioni belliche&#8221; e l&#8217;avanguardia</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/06/03/i-santi-padri-di-amelia-rosselli-variazioni-belliche-e-lavanguardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 07:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Amelia Rosselli]]></category>
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		<category><![CDATA[Poesia italiana del Novecento]]></category>
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					<description><![CDATA[(È uscito in questi giorni in libreria I santi padri di Amelia Rosselli. &#8220;Variazioni belliche&#8221; e l&#8217;avanguardia di Antonio Loreto, primo volume della nuova collana Letteratura italiana &#8211; Edizioni e ricerche oltreconfine, diretta da Paolo Giovannetti per le edizioni Arcipelago. Riprendiamo qui la Premessa del volume). Non sempre si può chiudere con un suicidio. Amelia Rosselli Lavorando sull’opera di Amelia Rosselli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><em style="color: #474747">(È uscito in questi giorni in libreria </em>I santi padri di Amelia Rosselli. &#8220;Variazioni belliche&#8221; e l&#8217;avanguardia <em>di Antonio Loreto, primo volume della nuova collana </em>Letteratura italiana &#8211; Edizioni e ricerche oltreconfine<em>, diretta da Paolo Giovannetti per le edizioni Arcipelago. Riprendiamo qui la </em>Premessa <em>del volume</em><em style="color: #474747">)</em><span style="color: #474747">.</span></p>
<p><img loading="lazy" class="wp-image-48201 aligncenter" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/antonio-loreto.jpg" alt="antonio loreto" width="231" height="344" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/antonio-loreto.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/06/antonio-loreto-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 231px) 100vw, 231px" /></p>
<h6 style="text-align: right">Non sempre si può chiudere con un suicidio.<br />
<em>Amelia </em><em>Rosselli</em></h6>
<p style="text-align: justify">Lavorando sull’opera di Amelia Rosselli la critica ha da principio seguito essenzialmente due filoni, volentieri combinandoli tra loro in virtù di una evidente comunanza prospettica. Da una parte la condizione idiomatica e il disagio mentale dell’autore – certo grazie anche allo spunto del pasoliniano <em>lapsus</em>[1] – hanno orientato le letture in direzione dell’irrazional-linguistico, tradendo perfino un intenditore quale Pier Vincenzo Mengaldo, che, con la storica inclusione nell’antologia <em>Poeti italiani del Novecento</em>, rendeva conto di una poesia «come abbandono al flusso buio e labirintico della vita psichica e dell’immaginario»[2] . Dall’altra parte, il fatto che si trattasse della figlia di Carlo Rosselli ha costituito per molti l’invito naturale a un approccio anche più insistentemente biografico, nel segno di un’esistenza (e lo fu, indubbiamente) tragica.<br />
In un secondo tempo non sono mancati tentativi di abbandonare quel paradigma critico, a partire dal rifiuto esplicito che la diretta interessata espresse in qualche intervista; ma tuttora vi è chi parla di una poesia/poetessa caratterizzata da afasia, autismo, affabulazione incontrollata, con eventuale declinazione nei <em>tòpoi</em> della visionaria e della sibilla, che con preoccupante disinvoltura allineano poeta e soggetto lirico, al di là, molto al di là di unlegittimo rifiutodella vecchia (allora non così vecchia) barthesiana sentenza di «morte dell’autore».<br />
Non che la valorizzazione di qualche riscontro d’ordine biografico sia da evitare, naturalmente; tuttavia è bene che di effettivo riscontro si tratti – la critica tenendosi lontana dal rischio di essere semplice «scrittrice di memorie»[3], ricettrice di confessioni – e che esso giunga ad aumentare in capacità il senso di un’opera già verificata nel suo reggersi perfettamente, nel tenersi. È bene in particolare lasciare che il soggetto poetico si formi sopra la pagina piuttosto che costringerlo a ricalcare il medaglione del suo autore: tanto più per un’opera come <em>Variazioni belliche</em>, che ha una gran parte di ragione, e di senso, proprio in un soggetto compreso nel recupero di un’identità che – per cause che sono insieme individuali e collettive, esistenziali e storiche, e che ricevono trattamento insieme lirico e narrativo (se si può far valere qualche omologia tra queste coppie) – appare sempre lontana, come il suo passato, dal concederglisi pacificamente. Un passato chiuso come si vedrà entro un’amnesia, che mentre fissa una specifica affinità tra autore e soggetto[4] inevitabilmente, definitivamente li separa.<br />
La prospettiva che Barthes tratteggiava con polemica efficacia – «l’Autore, finché ci si crede, è sempre visto come il passato del suo stesso libro: il libro e l’autore si dispongono da soli su una medesima linea, organizzata come un <em>prima</em> e un <em>dopo</em>. […] con la propria opera [l’Autore] intrattiene lo stesso rapporto di antecedenza che un padre ha con il figlio»[5] – si rivela così specialmente inadatta al libro dell’esordio rosselliano<em>,</em> il cui soggetto, menomato com’è nella memoria storica personale, fa saltare ogni linearità del tempo e dei rapporti.<br />
È un complicato lavorìo logico-sintattico, fondato innanzitutto sulla variazione, a far apparire l’io a questa stregua, e al contempo impegnato tanto in un’autoesibizione ossessiva quanto nell’elaborazione continua ed elefantiaca di nessi logicitra i materiali a disposizione, rinvenutianche e soprattutto attraverso il ricorso alla tradizione letteraria, che assurge allora – al di là del fatto che è attraverso il linguaggio, in generale, che si costruisce un soggetto in senso pieno (Benveniste) – alla funzione di surrogato mnestico. Non si tratta di ricostruire, da ciò che egli scrive, l’autore; non si tratta in sostanza di una ricostruzione dell’altro («Non ho mai ricostruito mio padre tramite la letteratura»). Piuttosto, Rosselli si mostra convinta – e concepisce il suo soggetto poetico sulla base di questa convinzione – che la letteratura consenta una <em>auto</em>-ricostruzione (il passo appena citato così continua: «l’ha fatto benissimo da solo lui stesso»), sia nell’atto della scrittura sia, quando accade, nell’atto della lettura («una volta mi è capitato di aprire a caso un libro chiamato <em>Fuga in quattro tempi</em>, che è l’unico breve libro suo [di Carlo Rosselli] non dedicato a politica o a problemi di antifascismo o di resistenza […]. Ebbi un piccolo spavento […] ho sentito una specie di identità»). Si capisce dunque, in <em>Variazioni belliche</em>, l’ipertrofica componente lirica, che risulta in tensione con la narratività prodotta funzionalmente al recupero del passato. Tensione si dà peraltro anche tra la dimensione individuale della ricerca e la dimensione almeno collettiva degli archivi – quelli letterari – entro cui la si conduce.<br />
Di un tale quadro dialettico partecipa in modo tutt’altro che accessorio quell’invenzione, incerta o piuttosto ambigua tra prosa e verso (ma la sua sembra essere una ragione più ampiamente estetica e ambiziosamente universale), ad oggi non sufficientemente chiarita, che va sotto il nome di «spazio metrico». <em>Variazioni belliche</em> mentre cerca una nuova forma del verso mette in discussione i fondamenti della metrica stessa, il tutto entro un disegno complessivo di una coerenza impressionante: per quel che riguarda il sistema degli elementi testuali e per quel che riguarda la sponda che questo sistema riceve dalla biografia dell’autore (da non sfruttare senza mediazioni ma anche da non rifiutare a priori, lo ripeto), il quale, a non aggiungere troppo altro, vediamo frequentemente impegnato, per mezzo di false datazioni come di occultamenti delle fonti – faccio valere il caso macroscopico del saggio di Charles Olson <em>Projective</em> <em>Verse</em> (1950), a calco del quale Rosselli scrive il suo <em>Spazi metrici</em> –, in un «lavoro di autocostruzione»[6]. E verrebbe da pensare a <em>Spazi metrici</em> come ad una <em>vida</em> e ad una <em>razo</em> (data anche la sua natura tecnica e insieme di narrazione biografica) per la scarsa attendibilità e per quel certo fondarsi sul <em>dover essere</em>, quasi dando un referente esistenziale all’io lirico, secondo la formulazione di Paul Zumthor[7].<br />
D’altra parte il superamento delle ristrettezze del dato biografico permette, per esempio, di vedere nella devianza linguistica della tardivamente italofona Rosselli un fenomeno interno a una più larga critica del linguaggio, capace di coinvolgere svariati istituti poetici (anzitutto metrico per primo) e infine lo statuto stesso della poesia. Siamo alla marxiana «autocritica» di un’istituzione, che nel caso dell’arte (ma non solo in tal caso, evidentemente) corrisponde all’<em>avanguardia</em> […]. L’istanza critica rosselliana e gli strumenti che l’attuano sono in effetti debitori (come si è a volte disposti a riconoscere genericamente) delle ricerche che le avanguardie artistiche, musicali e letterarie hanno compiuto dall’inizio del Novecento: richiedono perciò (ma questo non si è disposti ad ammetterlo neppure genericamente, come qualche pubblica discussione mi ha insegnato) di riferirsi alle questioni estetiche e filosofiche – perlopiù di stampo analitico[8] – che quelle esperienze hanno contribuito a sollevare.<br />
Se l’opera rosselliana si costruisce attingendo alle diverse discipline (ben oltre il vago richiamo alla musica e al post-webernismo su cui in anni non lontani si è lavorato) e, dentro queste, alle diverse tradizioni, essa va d’altra parte manifestando una notevole autononima intellettuale, poiché è nei confronti del linguaggio della stessa avanguardia che Rosselliesercita la propria attitudine critica: esercizio – anche tematizzato (bastino i citatissimi versi della <em>Libellula</em>: «La santità dei santi padri era un prodotto sì | cangiante ch’io decisi di allontanate ogni dubbio | dalla mia testa purtroppo troppo chiara e prendere | il salto per un addio più difficile. […] E io | lo so ma l’avanguardia è ancora cavalcioni su | de le mie spalle e ride e sputa come una vecchia | fattucchiera») <em>– </em>che da un lato la mette nella condizione di non far gruppo(ha buon gioco Pasolini nel tentativo – ché tale fu lo sponsorizzare <em>Variazioni belliche</em> presso Garzanti – di strappare Rosselli al Gruppo 63), e dall’altro lascia emergere, se possibile, una personalità poetica ulteriormente d’avanguardia. Anche perché, se l’avanguardia è caratterizzata da un allargamento dei confini della singola disciplina, da un movimento estensivo[9], e se tale movimento – inteso come tentativo di dare soluzione formale ai nodi problematici della propria arte rifacendosi ad arti altre e ad aspetti attuali del mondo extra-artistico, e attraverso questi ridiscutere l’arte stessa e i modi della sua presenza nel mondo – è necessario (e forse sufficiente) a definire una inclinazione d’avanguardia, bisognerà separare da essa, e direi subordinare ad essa, l’idea di avanguardia come gruppo organizzato e intenzionato ad incidere, per via estetica, sulla configurazione sociale e politica del tempo; il quale gruppo può comprendere autori e opere che ai problemi formali forniscono soluzioni tutte letterarie, e in generale tutte interne alla disciplina d’appartenenza, insomma autori e opere che d’avanguardia, presi per sé, non sarebbero.<br />
Per tornare al motivo primario del libro, e per concludere, dominante è la ricerca del tempo perduto e dell’identità che l’io ha perduto con esso. In questa ricerca la poesia, la letteratura, più che essere sintomo abnorme (posizione superata dalla stessa psicoanalisi, col Lacan del <em>Seminario VII</em>)possono servire da strumento prezioso, anche se – siamo di fronte a un’opera tragica – finalmente inefficace: perché il soggetto, nella brama di riconoscersi, finisce col fabbricare una storia di cui l’io è fulcro a tal segno da annullare i riscontri del reale, che pure dovevano essere garanti della sua auto-costruzione, e si svela quale funzione del linguaggio invece che quale individuo. Dicevo: un reale soprattutto letterario, carattere che lungi dall’essere responsabile del fallimento implica una collettività se non universalità del riferimento. Non per nulla è a un’opera tra le universali per antonomasia come quella di Shakespeare che <em>Variazioni belliche</em> soprattutto si affida, all’<em>Amleto </em>e al<em> Macbeth </em>in particolare. Per essi Franco Moretti annota:</p>
<h6 style="text-align: justify">Avviene spesso […] che l’eroe inizi un monologo alla presenza di altri personaggi: costoro – letteralmente – non lo udranno, e il monologo potrà avere termine solo quando l’azione […] tornerà a reclamare i propri diritti. […] addirittura, il personaggio che l<em>o</em> pronuncia non ne serba alcun ricordo, tanto che Amleto e Macbeth ricominciano ogni volta daccapo tutto il ragionamento. […] Qui parla sempre una sola voce, o forse meglio una sola <em>funzione</em> […], autoreferenziale, svincolatasi […] da tutto ciò che la circonda e ormai assorbita – <em>dolorosamente assorbita</em> – in se stessa.[10]</h6>
<p style="text-align: justify">Si tratta di un fenomeno che Rosselli incorpora nei suoi testi (lo si vedrà al principio dell’ultimo capitolo, <em>Un dramma modale</em>), fatto salvo questo punto: all’azione – al reale potremmo dire – il soggetto rosselliano semplicemente impedirà di reclamare i propri diritti, rimanendo funzione dolorosamente assorbita in sé stessa.<br />
E dunque: dobbiamo riconoscere una validità specifica (pur negandogliene una generale, se vogliamo) al programma strutturalista secondo cui «si tratta di togliere al soggetto […] il suo ruolo di fondamento originario, e di analizzarlo come una funzione variabile e complessa del discorso»[11]. Il che, se non significa la morte dell’autore (la morte – eventualmente per suicidio – è quel necessario accidente che riguarda l’individuo; o magari ha ragione Artaud: «on ne se suicide pas tout seul»[12]), significa il caos. E laddove questo può in effetti essere compreso e razionalizzato comunque entro una funzione – così è per l’ottimismo logico di Leibniz, ad esempio – Rosselli devasta quell’ottimismo per elefantiasi. Ciò che ne risulta per il soggetto è la perdita senza rimedio della propria identità? Forse solo il suo discioglimento in un’identità collettiva, nella storia di tutti.</p>
<p style="text-align: right"><em>Antonio Loreto</em></p>
<p style="text-align: justify">&#8212;</p>
<h6 style="text-align: justify">[1]           Cfr. Pier Paolo Pasolini, <em>Notizia su Amelia Rosselli</em>, “il menabò”, n. 6, 1963.<br />
[2]           Pier Vincenzo Mengaldo, <em>Poeti italiani del Novecento </em>[1978], Mondadori, Milano 1990, p. 995.<br />
[3]           Mario Lavagetto, <em>Il letterario, la letterarietà e l’antropologia spontanea dei critici letterari</em> [1983], inId., <em>Lavorare con piccoli indizi</em>, Bollati Boringhieri, Torino 2003, p. 49.<br />
[4]           Si può stralciare da qualche intervista a Rosselli, che rievoca la scomparsa della madre («quella morte fu dolorosissima, persi addirittura la memoria»), e si può fare riferimento agli elettroshock che, durante alcuni ricoveri, causarono appunto perdita di memoria. È infine da citare la lettera a Pasolini del 29 ottobre 1962, scritta dalla clinica Villa Santa Rita in Roma: «Per fortuna sono stata curata bene e ora non posso lamentare inceppi o accidenti salvo e soprattutto l’aver perso del tutto la memoria d’ogni mio atto o incontro degli ultimi tre mesi».<br />
[5]           Roland Barthes, <em>La morte dell’autore</em> [1968], in Id.,<em> Il brusio della lingua. Saggi critici IV</em>, traduzione di Bruno Bellotto, Einaudi, Torino 1988, p. 54.<br />
[6]           Emmanuela Tandello, <em>La poesia e la purezza: Amelia Rosselli</em>,saggio introduttivo a Amelia Rosselli, <em>L’opera poetica</em>, a cura di Stefano Giovannuzzi, Mondadori, Milano 2012, p. XV.<br />
[7]           Cfr. Paul Zumthor, <em>Langue, texte, énigme</em>, Seuil, Paris 1975, p. 177.<br />
[8]           Che l’arte d’avanguardia e la filosofia analitica si rivolgano sguardi reciproci è un fatto: basti pensare al concettuale Joseph Kosuth e all’analitico A.C. Danto. Con questi due nomi siamo già al di qua della metà del secolo – ed è a questo periodo che verrà dedicata la panoramica iniziale, anche perché gli anni Cinquanta e Sessanta sono gli anni della formazione e della prima attività letteraria di Amelia Rosselli – ma è chiaro che tutto ha inizio cinque decenni avanti, perlomeno da Duchamp e da Wittgenstein, che sono poi le due figure nei confronti delle quali Danto e Kosuth, rispettivamente, e con un significativo chiasmo, mostrano la maggiore attenzione.<br />
[9]           Cfr. Renato Poggioli, <em>Teoria dell’arte d’avanguardia</em>, il Mulino, Bologna 1962, p. 153.<br />
[10]          Franco Moretti, <em>La grande eclissi. Forma tragica e sconsacrazione della sovranità</em> [1979], in Id., <em>Segni e stili del moderno</em>, Einaudi, Torino 1987, pp. 89-90.<br />
[11]          Michel Foucault, <em>Che cos’è un autore</em> [1969], in Id., <em>Scritti letterari</em>, a cura di Cesare Milanese, Feltrinelli, Milano 1996, p. 20.<br />
[12]          Antonin Artaud, <em>Van Gogh le suicidé de la société </em>[1947], in Id., <em>Œuvres complètes</em>, vol. XIII,Gallimard, Paris 1956, p. 61.</h6>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arco rovescio</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/04/09/quattro-testi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2014 16:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro broggi]]></category>
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		<category><![CDATA[arco rovescio]]></category>
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		<category><![CDATA[prosa in prosa]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 11 aprile 2014, ore 21.00 Libreria Popolare via Tadino 18, Milano  Presentazione di: Arco rovescio di Giulio Marzaioli   Benway Series 5 (Tielleci, 2014) &#8211; Interventi di: Paolo Giovannetti Antonio Loreto Paolo Zublena Coordina: Alessandro Broggi  § da http://puntocritico.eu/?p=6173 Possiamo guardare questo testo partendo da qualsiasi pagina. Il tempo di lettura è il suo residuo materiale. B. Antomarini &#8211; Si tratta dell’installazione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Venerdì <b>11 aprile 2014</b>, ore 21.00</p>
<p align="center">Libreria <b>Popolare</b><br />
via Tadino 18, Milano</p>
<p align="center"><span style="line-height: 1.5em"> Presentazione di:</span></p>
<p align="center"><b><i>Arco rovescio</i></b><br />
di <b>Giulio Marzaioli</b></p>
<p align="center"><a style="line-height: 1.5em" href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/04/arco-rovescio.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone  wp-image-47917" alt="arco rovescio" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/04/arco-rovescio.jpg" width="173" height="254" /></a><span style="line-height: 1.5em"> </span></p>
<p align="center"><a style="line-height: 1.5em" href="http://benwayseries.wordpress.com/2014/01/05/giulio-marzaioli-arco-rovescio-inverted-arch-benway-series-5-2/" target="_blank">Benway Series 5</a></p>
<p align="center">(Tielleci, 2014)</p>
<p align="center">&#8211;</p>
<p style="text-align: center" align="center">Interventi di:<br />
Paolo <b>Giovannetti</b><br />
Antonio <b>Loreto</b><br />
Paolo <b>Zublena</b></p>
<p style="text-align: center">Coordina:<br />
Alessandro <b>Broggi</b></p>
<p align="center"> §</p>
<p align="center">da <a href="http://puntocritico.eu/?p=6173" target="_blank">http://puntocritico.eu/?p=6173</a></p>
<p align="center"><i>Possiamo guardare questo testo partendo da qualsiasi pagina. Il tempo di lettura è il suo residuo materiale.<br />
</i>B. Antomarini</p>
<p align="center">&#8211;</p>
<p align="center"><i>Si tratta dell’installazione di uno spazio concettuale il cui perimetro deve essere continuamente ricostituito a partire da una serie di indizi.<br />
</i>T. Iaria</p>
<p align="center"> &#8211;</p>
<p align="center"><i>‘Arco rovescio’ si può leggere, forse, quale tentativo di infrazione di un tabù.<br />
</i>M. Manganelli</p>
<p align="center"> §</p>
<p align="center"><b style="line-height: 1.5em">Benway Series</b></p>
<p align="center"><b>web site </b><a href="http://benwayseries.wordpress.com/" target="_blank">benwayseries.wordpress.com<br />
</a><b>info</b> <a href="mailto:benwayseries@gmail.com" target="_blank">benwayseries@gmail.com<br />
</a><b style="line-height: 1.5em">Anteprima dei libri </b><span style="line-height: 1.5em">su</span><b style="line-height: 1.5em"> <a href="http://issuu.com/benwayseries" target="_blank">Issuu</a></b></p>
<p align="center">Profilo<b> <a href="http://www.facebook.com/BenwaySeries" target="_blank">Facebook</a></b></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trivio a Milano</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/03/27/trivio-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 07:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[annotazioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro broggi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Loreto]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura di ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[A Milano, venerdì 28 marzo 2014, alle ore 21.00 presso la Libreria Popolare via Tadino 18 (MM Porta Venezia)  presentazione della rivista [trivio] poesia, prosa, critica unoduemilatredici Introduzione critica di Paolo Giovannetti e Antonio Loreto Letture poetiche di  Daniele Bellomi, Alessandro Broggi, Chiara Daino, Laboratorio Defunto Bib(h)icante, Domenico Lombardini Manuel Micaletto ***  Indice del numero: Editoriale Antonio Pietropaoli Presentazione Marco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center">A <b>Milano</b>, <b>venerdì</b> <b>28 marzo</b> 2014, alle <b>ore 21.00</b></p>
<p align="center">presso la <b>Libreria Popolare</b></p>
<p align="center">via Tadino 18 (MM Porta Venezia)</p>
<p align="center"> <b>presentazione della rivista</b></p>
<p align="center"><strong style="line-height: 1.5em">[trivio]</strong><span style="line-height: 1.5em"> </span><em style="line-height: 1.5em">poesia, prosa, critica</em></p>
<p align="center"><strong>uno</strong>duemilatredici<b></b></p>
<p align="center"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/03/trivio.jpg"><img loading="lazy" class="alignnone  wp-image-47846" alt="trivio" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/03/trivio.jpg" width="288" height="407" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/03/trivio.jpg 1000w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/03/trivio-212x300.jpg 212w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/03/trivio-723x1024.jpg 723w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/03/trivio-900x1273.jpg 900w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /></a></p>
<p align="center"><span style="line-height: 1.5em">Introduzione critica di</span></p>
<p align="center"><span style="line-height: 1.5em">Paolo </span><b style="line-height: 1.5em">Giovannetti</b><span style="line-height: 1.5em"> e Antonio </span><b style="line-height: 1.5em">Loreto</b></p>
<p align="center"><span style="line-height: 1.5em">Letture poetiche di</span></p>
<p align="center"><span style="line-height: 1.5em"> Daniele </span><b style="line-height: 1.5em">Bellomi</b><span style="line-height: 1.5em">, Alessandro </span><b style="line-height: 1.5em">Broggi</b><span style="line-height: 1.5em">, Chiara </span><b style="line-height: 1.5em">Daino</b><span style="line-height: 1.5em">,</span></p>
<p align="center"><b>Laboratorio Defunto Bib(h)icante</b>, Domenico <b>Lombardini</b> Manuel <b>Micaletto</b></p>
<p align="center"><span style="line-height: 1.5em">***</span></p>
<p align="center"> Indice del numero:</p>
<p align="center"><i>Editoriale</i></p>
<p align="center">Antonio Pietropaoli</p>
<p align="center"><em>Presentazione</em><br />
Marco Berisso e Antonio Loreto ( a c. di)</p>
<p align="center"><em style="line-height: 1.5em">Antologia di poeti liguri e lombardi</em></p>
<p align="center">Federico Alberto * Laboratorio Defunto Bib(h)icante *<br />
Chiara Daino * Domenico Lombardini * Luciano Neri * Luca Villani *<br />
Daniele Bellomi * Alessandro Broggi * Dome Bulfaro * Carlo Matteo<br />
Dentali * Manuel Micaletto</p>
<p align="center">Giorgio De Marchis,<i> </i><em>Tabucchi-Pessoa</em></p>
<p align="center">Tommaso Ottonieri, <em>Partirsi</em></p>
<p style="text-align: center">Gabriele Belletti, <em>La cosa oltre il caos: il</em> Trovarsi Altrove <em>di L. Erba</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>New Objectivists / Nouveaux Objectivistes / Nuovi Oggettivisti</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/01/13/new-objectivists-nouveaux-objectivistes-nuovi-oggettivisti/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2014/01/13/new-objectivists-nouveaux-objectivistes-nuovi-oggettivisti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2014 05:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro de francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Bertoni]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Loreto]]></category>
		<category><![CDATA[Benoît Auclerc]]></category>
		<category><![CDATA[bob perelman]]></category>
		<category><![CDATA[Cecilia Bello Minciacchi]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Giorcelli]]></category>
		<category><![CDATA[Geneviève Cohen-Cheminet]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Marzaioli]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Jacques Poucel]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Marie Gleize]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Magno]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Giovenale]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Anita Stefanelli]]></category>
		<category><![CDATA[Massimiliano Manganelli]]></category>
		<category><![CDATA[michele zaffarano]]></category>
		<category><![CDATA[Noura Wedell]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Rachel Blau DuPlessis]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[ A documentazione e approfondimento del convegno internazionale di studi Nuovi Oggettivismi / New Objectivisms / Nouveaux Objectivismes (Institut Français / Università RomaTre, 17-18 maggio 2012) esce per Loffredo Editore il volume New Objectivists – Nouveaux Objectivistes – Nuovi Oggettivisti http://goo.gl/dhV7d8 Qui l’indice dei contenuti, e l’introduzione di Cristina Giorcelli : http://www.loffredo.it/ecomm2/file/1387186986-intgio.pdf testi di: Cristina Giorcelli, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/nuovi_oggettivisti_.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-47349" alt="nuovi_oggettivisti_" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/nuovi_oggettivisti_-209x300.jpg" width="209" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/nuovi_oggettivisti_-209x300.jpg 209w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/01/nuovi_oggettivisti_.jpg 299w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" /></a> A documentazione e approfondimento del convegno internazionale di studi Nuovi Oggettivismi / New Objectivisms / Nouveaux Objectivismes (Institut Français / Università RomaTre, 17-18 maggio 2012)</p>
<p style="text-align: center;">esce per Loffredo Editore il volume<br />
<strong><a href="http://www.loffredo.it/home/art1/0/13993/14610/New-Objectivists---Nouveaux-Objectivistes---Nuovi-oggettivisti.html" target="_blank">New Objectivists – Nouveaux Objectivistes – Nuovi Oggettivisti</a></strong><br />
<strong><a href="http://www.loffredo.it/home/art1/0/13993/14610/New-Objectivists---Nouveaux-Objectivistes---Nuovi-oggettivisti.html" target="_blank"> http://goo.gl/dhV7d8</a></strong></p>
<p style="text-align: center;">Qui l’indice dei <strong>contenuti</strong>, e l’<strong>introduzione</strong> di Cristina Giorcelli :<br />
<a href="http://www.loffredo.it/ecomm2/file/1387186986-intgio.pdf" target="_blank">http://www.loffredo.it/ecomm2/file/1387186986-intgio.pdf</a></p>
<p style="text-align: center;">testi di:</p>
<p style="text-align: justify;">Cristina <strong>Giorcelli</strong>, Bob <strong>Perelman</strong>, Rachel <strong>Blau DuPlessis</strong>, Noura <strong>Wedell</strong>, Maria Anita <strong>Stefanelli</strong>, Luigi <strong>Magno</strong>, Geneviève <strong>Cohen-Cheminet</strong>, Benoît <strong>Auclerc</strong>, Jean-Marie <strong>Gleize</strong>, Annalisa <strong>Bertoni</strong>, Jean-Jacques <strong>Poucel</strong>, Cecilia <strong>Bello Minciacchi</strong>, Antonio <strong>Loreto</strong>, Marco <strong>Giovenale</strong>, Michele <strong>Zaffarano</strong>, Massimiliano <strong>Manganelli</strong>, Alessandro <strong>De Francesco</strong>, Giulio <strong>Marzaioli</strong></p>
<p style="text-align: center;">dalla quarta di copertina:</p>
<p style="text-align: justify;">With this volume we wish to explore the reasons why the French and Italian poets who have adhered to the Modernist aesthetic theory of revivifying contemporary verse by drawing new strength from alien sources, have turned towards the Objectivists – so idiosyncratic in their own land!</p>
<p style="text-align: justify;">Si on se penche en diachronie sur la question, il apparaît que la découverte (ou redécouverte) en France des poètes Objectivistes américains (Louis Zukofsky, Charles Reznikoff, George Oppen, Carl Rakosi…) représente indéniablement un moment de rupture épistémique très fort.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta per i nuovi Oggettivisti di chiosare, glossare, commentare, descrivere, ma proprio di numerare, misurare, quantificare, sotto gli obblighi di una sorta di coazione a contare che sembra riportare la scrittura alla sua origine contabile e mercantile.</p>
<p style="text-align: center;">§</p>
<p style="text-align: center;">[ il dépliant del convegno del 2012 è leggibile qui: <a href="http://www.scribd.com/doc/92361397/Roma-17-18-maggio-2012-NUOVI-OGGETTIVISMI" target="_blank">http://goo.gl/gRGUJB</a> ]</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Michele Zaffarano alla libreria Tadino (Milano)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/06/09/45721/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2013 06:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro broggi]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Loreto]]></category>
		<category><![CDATA[benway series]]></category>
		<category><![CDATA[michele zaffarano]]></category>
		<category><![CDATA[paolo giovannetti]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=45721</guid>

					<description><![CDATA[Venerdì 14 giugno 2013, ore 21.00 Libreria Popolare (via Tadino 18, Milano) Presentazione di: Cinque testi tra cui gli alberi (più uno) di Michele Zaffarano pubblicato da Tielleci nella collana Benway Series Interventi critici di Paolo Giovannetti e Antonio Loreto Coordina Alessandro Broggi Sarà presente l’Autore Il libro è acquistabile qui Benway Series su Facebook [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 14 giugno 2013, <strong>ore 21.00</strong><br />
Libreria Popolare (via Tadino 18, Milano)</p>
<p>Presentazione di:<br />
<em>Cinque testi tra cui gli alberi (più uno)</em><br />
di <strong>Michele Zaffarano</strong></p>
<p>pubblicato da Tielleci nella collana<br />
Benway Series</p>
<p>Interventi critici di Paolo Giovannetti e Antonio Loreto<br />
Coordina Alessandro Broggi</p>
<p>Sarà presente l’Autore<span id="more-45721"></span></p>
<p>Il libro è acquistabile qui<br />
<a href="http://benwayseries.wordpress.com/2013/05/25/zaffarano-cinque-testi-tra-cui-gli-alberi/">Benway Series</a></p>
<p>su <a href="https://www.facebook.com/BenwaySeries">Facebook</a></p>
<p>–</p>
<p>L’Autore</p>
<p>Michele Zaffarano. Per esempio: E l’amore fiorirà splendidamente ovunque (La Camera Verde, 2007), Il culto dei feticci nell’Italia contemporanea (La Camera Verde, 2007), A New House (La Camera Verde, 2008), Bianca come neve (La Camera Verde, 2009), Wunderkammer, ovvero come ho imparato a leggere (in Prosa in prosa, Le Lettere, 2009). Per esempio, sull’antologia Poeti degli anni zero (Ponte Sisto, 2011). Per esempio, su «il verri», su «Nuovi argomenti», su «Testo a fronte», su «L’Ulisse» (lietocolle.info/it/l_ulisse), su «l’immaginazione», su «Nioques», su «Or». Per esempio, traduce Pierre Alferi, Alain Badiou, Samuel Beckett, Olivier Cadiot, Isidore Ducasse, Jean-Michel Espitallier, Gustave Flaubert, Jean-Marie Gleize, Jean-Luc Godard, Emmanuel Hocquard, Véronique Pittolo, Georges Perec, Francis Ponge, Nathalie Quintane, Charles Reznikoff, Denis Roche, Christophe Tarkos, Voltaire. Per esempio, fonda il sito gammm.org. Per esempio, dirige la collana «chapbooks» (Arcipelago, Milano). Per esempio, installazioni sonore. Per esempio, ha girato Le vacanze della Camera (2012), Hamlet in the Dark Pt. II (2012), S. O. (2012). Per esempio, all’ultima edizione di «Ricercabo – Laboratorio di nuove scritture» (Bologna, novembre 2012).</p>
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