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	<title>Aripelago Itaca &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>I poeti appartati: Davide Lucantoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 May 2021 05:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[annotazioni]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Aripelago Itaca]]></category>
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					<description><![CDATA[Livio Borriello, poeta appartato laureato, mi ha segnalato qualche giorno fa un autore, Davide Lucantoni, e un libro Mem, Arcipelago Itaca, 2020. Ho chiesto all&#8217;autore una copia e devo dire che la lettura è stata un&#8217;immersione dove il respiro, le souffle, non mancava di certo per seguire sul fondo di questo strano mare &#8211; ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-90238" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2021/04/9791280139115_0_306_0_75-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /><em>Livio Borriello, poeta appartato laureato, mi ha segnalato qualche giorno fa un autore, Davide Lucantoni, e un libro Mem,</em> <a href="https://arcipelagoitaca.it/products/eccesso-di-forma">Arcipelago Itaca, </a>2020. <em>Ho chiesto all&#8217;autore una copia e devo dire che la lettura è stata un&#8217;immersione dove il respiro, le souffle, non mancava di certo per seguire sul fondo di questo strano mare &#8211; ma forse era un lago, una palude, una pozzanghera, o tutte insieme queste cose, può darsi-  ogni solco, relitto adagiato e dimenticato d&#8217;un quotidiano assorto nei pensieri. Un libro di pensieri delicato come gli esercizi che solerti maestre affidavano agli scolari, i pensierini, minimi assalti ai massimi sistemi. Qui ne propongo alcuni sperando di indurre qualche lettore da quella parte dove se ne stanno i miei poeti. effeffe</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’uomo personificato V</strong></p>
<p>Appena uscito dal negozio di scarpe<br />
raccoglie le sue buste e si rimette in viaggio.<br />
Procede verso il centro della Zona<br />
industriale, dal punto di arrivo. Prosegue<br />
guardando le stelle che cadono e<br />
«tremano in modo inquietante»<br />
desidera solo di avverarsi<br />
e così si esprime</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>(…)</strong><br />
Il contapassi appeso alla cintura infatti<br />
non tiene mai conto della direzione ma<br />
fornisce una misura abbastanza accurata<br />
della distanza, del tempo che passa<br />
e quanto di sé brucia in un passo,<br />
spesso però conta come passi<br />
anche altri movimenti – tipo<br />
allacciarsi le scarpe, accasciarsi<br />
e morire;<br />
o anche i movimenti degli altri.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>*</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Comparse I</strong></p>
<p style="text-align: right;">Ora mio padre sta sul piazzale intento a drenare<br />
la fogna che perde e per evitarci una multa<br />
scolla le mattonelle una a una, disfa il fondo<br />
lo guardo seduto dal balcone mentre il sudore<br />
mi sgocciola dai piedi incrociati sulla ringhiera<br />
fa una pozza e si riversa nella grondaia<br />
così mi dico che il baratro che abbiamo davanti<br />
alla fine è un buco alla turca, ma è solo un’idea<br />
poco profonda, mi dico<br />
e priva di fondamento.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Comparse V</strong></p>
<p style="text-align: right;">Ma anche quest’anno passerà, e tutto<br />
tornerà così come ora torno a casa, solo<br />
che non trovo le chiavi, che ho fatto rifare<br />
– tra l’altro – usando la forma di queste poesie<br />
perché mi fossero necessarie o perché<br />
facessero al mondo ancora testo, di nuovo<br />
torno a cercarle girando io a vuoto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come degli illusi</strong><br />
*<br />
Alla fine restiamo soli distesi sul prato<br />
in piccoli mucchietti di cenere, ognuno<br />
al vertice del suo raccoglimento;<br />
lo stesso prato dove corrono dei bambini<br />
crescendoci incontro.<br />
36</p>
<p>*<br />
Poi torniamo a casa coi piedi per terra<br />
o immaginiamo di farlo e ci guardiamo<br />
le spalle, fino a sparire dalla nostra vista,<br />
fino a dove, come vedi<br />
di tutti i passi che abbiamo fatto<br />
tornano solo i nostri piedi.</p>
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