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	<title>capodanno &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>La Guerra Santa da salotto dell&#8217;Illuminista (inglese, mi raccomando)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Declich]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 20:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Anatole Pierre Fuksas (con l&#8217;assenso motivato e partecipato di Lorenzo Declich) Da quando eravamo molto giovani abbiamo in comune un disprezzo sostanziale per le argomentazioni ideologiche basate sull’ignoranza unito ad una clamorosa inclinazione per il cazzeggio sfrenato. Nel corso del tempo abbiamo condiviso con molte altre amiche ed amici più o meno storici queste nostre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Anatole Pierre Fuksas</strong> (con l&#8217;assenso motivato e partecipato di <strong>Lorenzo Declich</strong>)</p>
<p><span style="font-weight: 400">Da quando eravamo molto giovani abbiamo in comune un disprezzo sostanziale per le argomentazioni ideologiche basate sull’ignoranza unito ad una clamorosa inclinazione per il cazzeggio sfrenato. Nel corso del tempo abbiamo condiviso con molte altre amiche ed amici più o meno storici queste nostre due passioni. Negli ultimi due anni, poi, abbiamo sentito un po’ il bisogno di coniugarle con una serie di studi che abbiamo portato avanti indipendentemente nei rispettivi campi di competenza, l’Islamistica e la Filologia Romanza al fine di ridere e piangere allo stesso tempo del modo in cui cose tanto tragiche e tanto diverse tra loro vengono correntemente mescolate a vanvera nel discorso pubblico, dai media ufficiali ai social network, un po’ dappertutto, cioè non solo in Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Abbiamo provato a dire perché secondo noi </span><a href="https://www.nazioneindiana.com/2016/07/18/cinque-matti-alle-crociate-un-islamista-un-medievista-provano-capirci-qualcosa/"><span style="font-weight: 400">non sia in corso nessuna crociata in risposta a nessun jihad</span></a><span style="font-weight: 400">, che cioè il </span><i><span style="font-weight: 400">frame</span></i><span style="font-weight: 400"> della guerra santa è una cazzata atomica, elaborato sulla base di evidenze esigue e competenze labili. Abbiamo soggiunto che, invece, ci sono gli estremi per riconoscere </span><a href="https://www.nazioneindiana.com/2016/07/28/winter-is-coming-dalla-crociata-al-fantafestival/"><span style="font-weight: 400">una guerra mondiale più profonda in corso tra apocalittici ed integrati</span></a><span style="font-weight: 400">, della quale il </span><i><span style="font-weight: 400">frame</span></i><span style="font-weight: 400"> della guerra santa è solo uno dei tanti prodotti. A quel punto abbiamo capito che diventava urgente demistificare i collegamenti abusivi tra i vari attentati avvenuti in Europa negli ultimi anni, provando a capire perché e percome non fossero tutti la stessa cosa, cioè perché i vari attentatori non combattessero tutti la stessa battaglia, colpendo vittime innocenti più o meno a caso in Europa, come in Medio Oriente, in Africa come negli Stati Uniti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Ci è parso di poter dimostrare che </span><a href="https://www.nazioneindiana.com/2016/07/24/lesile-sentiero-dei-lupi-solitari-un-altro-dialogo-sullemergenza/"><span style="font-weight: 400">l’attentatore di Monaco</span></a><span style="font-weight: 400">, quello che giradava «turchi di merda» sparando dal tetto di un supermercato, non combattesse la stessa guerra del kirghiso uiguro che entra in un locale di Istanbul e ammazza gente a caso. </span><a href="https://www.nazioneindiana.com/2016/12/21/qualcunismo-omicida-dei-lupi-solitari-la-sindrome-lee-oswald-pistolero-del-comet-fantasma-del-camion-berlino-la-performance-del-poliziotto-turco/"><span style="font-weight: 400">Non combattono certamente la stessa guerra </span></a><span style="font-weight: 400">il killer forse gulenista forse no dell’ambasciatore russo ad Ankara e </span><a href="https://www.nazioneindiana.com/2016/12/23/la-missione-impossibile-dellethan-hunt-tunisino-la-verita-transito-la-bizona-minniti/"><span style="font-weight: 400">il pluripregiudicato tunisino che si spaccia per calabrese</span></a><span style="font-weight: 400"> alla stazione di Milano, dopo aver schiantato un camion contro un mercato natalizio a Berlino. Meno ancora combattono la stessa guerra l’attentatore omofobo di origini pachistane del </span><i><span style="font-weight: 400">Pulse</span></i><span style="font-weight: 400"> di Orlando e quello molto francese che a Nizza ha lanciato un TIR contro la folla il 14 di luglio.</span></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/opinioni/17_gennaio_03/i-terroristi-non-sono-folli-504447ee-d13a-11e6-bd06-82890b12aab1.shtml"><span style="font-weight: 400">Leggendo Panebianco</span></a><span style="font-weight: 400"> all’alba di questo nuovo anno, già cominciato malissimo (ma finirà peggio, ne siamo sicuri), abbiamo scoperto di essere, nella sostanza, dei negazionisti dell’evidenza, perché «i terroristi non sono folli, ma soldati del terrore» e «non dobbiamo negare il ruolo che la religione ha nell’arruolamento dei militanti per la guerra che l’Isis ci ha dichiarato», e siamo solo al titolo e all’occhiello! Secondo Panebianco la dialettica che vede contrapposti «</span><span style="font-weight: 400">quelli che dicono che «la religione non c’entra», sono solo gli «interessi» (materiali) a spiegare tutto» e «quelli che sostengono che la religione sia la vera causa» sia in realtà una semplificazione. L’impianto retorico parrebbe saltare quando Panebianco spiega come non si tratti in realtà di una semplificazione, poiché in realtà i primi hanno proprio torto, dato che ci sono «atteggiamenti del mondo islamico nei confronti della società aperta occidentale e sugli aspetti della loro tradizione che hanno generato la sfida jihadista».</span></p>
<p>Cosa sia il mondo islamico, quali siano questi atteggiamenti, cosa il nostro intenda per sfida jihadista non ce lo spiega, lo dà per scontato, come se lo fosse davvero. Piuttosto ci racconta che nella natura di questi attentati che scuotono l’Europa (Istanbul non è tecnicamente in Europa e decine d’altri attentati hanno avuto luogo in località extraeuropee, ma lasciamo correre) non c’è nulla di folle: non si tratta di «folli attentati», ma di una «guerra dichiarata da qualche organizzazione (ieri Al Qaeda, oggi l’Isis, domani un’altra)». Dunque i soldati che la combattono sono «la versione contemporanea dei combattenti per la causa islamica dell’età medievale e della prima età moderna» (<em>double facepalm</em>).</p>
<p><span style="font-weight: 400">Di seguito Panebianco prova a spiegare che l’ignoranza religiosa dei cosiddetti jihadisti e i loro trascorsi di rilevanza penale non bastano ad etichettare i gesti di costoro come animati da altro che dalla cieca determinazione armata dal credo religioso. Solo sul finale, dopo uno spiegone mal scritto e approssimativo delle guerre di religione tra Cattolici e Protestanti e uno ancor peggio scritto e approssimativo sulla deriva irrazionalista che smentisce l’Illuminismo francese (quello inglese invece pare che ci abbia preso, secondo lui, così, in blocco), Panebianco raccorda sagacemente il suo argomentare al punto di partenza. Ci spiega, cioè, che la </span><span style="font-weight: 400">religione e gli «interessi» «non si escludono mai a vicenda» (segue applausone, immaginiamo).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Ora, uno di noi (Lorenzo) </span><a href="http://in30secondi.altervista.org/tag/angelo-panebianco/"><span style="font-weight: 400">ha scritto di Panebianco in continuazione</span></a><span style="font-weight: 400"> negli ultimi dieci anni, al punto che potrebbe farci un libro su Panebianco e tutto ciò che rappresenta, cosicché ci si potrebbe astenere da questo commento, primo perché noi élite radical dell&#8217;Esquilino e San Saba saremmo in vacanza in Maremma davanti al camino, secondo perché appare evidente il divario di prestigio che ci separa da questo gigante della cultura contemporanea.</span> <span style="font-weight: 400">Ma viene un po’ da sé che, da combattenti irriducibili di questa inutile e impossibile battaglia contro l’imbecillità, si abbia voglia di ribadire il concetto saliente, che cioè non è in corso nessuna guerra di religione, gli attentati che si susseguono non sono battaglie della stessa guerra, i collegamenti tra di essi sono labilissimi e fanno capo al modo in cui singoli attentatori si declinano come parte di questa guerra contro noi tutti, che soltanto loro e Panebianco stanno combattendo. Secondo noi Panebianco è in guerra contro persone come noi, ovvero contro coloro i quali ancora credono nella possibilità di una convivenza civile di qualche tipo di tutti con tutti, più che contro terroristi che non lo conoscono e non lo cagano di striscio, troppo occupati a combattere in modo mostruoso battaglie sbagliate, che ci si ostina a ricondurre ad unica grande guerra di religione per ragioni di ignoranza e cattiva coscienza.</span></p>
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		<title>Speriamo bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 23:01:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[andrea pazienza]]></category>
		<category><![CDATA[anno nuovo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/PAZ.jpg" alt="" title="PAZ" width="662" height="432" class="alignnone size-full wp-image-41168" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/PAZ.jpg 662w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/12/PAZ-300x195.jpg 300w" sizes="(max-width: 662px) 100vw, 662px" /></p>
<p><em>Pensando al 2012 italiano m&#8217;è tornata in mente questa bella vignetta del buon vecchio Paz.<br />
Che dire ancora? Teniamo duro.</em> G.B.</p>
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