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	<title>copyright &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>La cultura nasce copiando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 05:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[All creative work is derivative Nina Paley, questioncopyright.org]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="youtube-embed" data-video_id="jcvd5JZkUXY"><iframe loading="lazy" title="All Creative Work Is Derivative" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/jcvd5JZkUXY?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p><span id="more-39260"></span><br />
All creative work is derivative<br />
Nina Paley, <a href="http://questioncopyright.org/">questioncopyright.org</a></p>
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		<title>Copiare non è rubare</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/09/copiare-non-e-rubare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 05:31:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova versione di Copying Is Not Theft di Nina Paley, questa volta in italiano cantata e suonata da Mark Di Giuseppe a.k.a. &#8220;The Legendary Straniero&#8221;. Qui la versione originale:]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="youtube-embed" data-video_id="aV8Sy7f4BEw"><iframe loading="lazy" title="Copiare Non é Rubare di Nina Paley in Italiano!" width="696" height="522" src="https://www.youtube.com/embed/aV8Sy7f4BEw?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p><span id="more-39259"></span></p>
<p>Una nuova versione di <a href="http://questioncopyright.org/minute_memes/copying_is_not_theft">Copying Is Not Theft</a> di Nina Paley, questa volta in italiano cantata e suonata da Mark Di Giuseppe a.k.a. <a href="http://www.thestraniero.com/" target="_blank">&#8220;The Legendary Straniero&#8221;</a>.</p>
<p>Qui la versione originale:</p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="IeTybKL1pM4"><iframe loading="lazy" title="Copying Is Not Theft - Official Version" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/IeTybKL1pM4?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Il diritto di leggere</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/11/21/il-diritto-di-leggere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 11:44:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
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		<category><![CDATA[drm]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[richard stallman]]></category>
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					<description><![CDATA[di Richard Stallman Da La strada per Tycho, una raccolta di articoli sugli antefatti della Rivoluzione Lunare, pubblicata a Città della Luna nel 2096. Per Dan Halbert, la strada per Tycho cominciò al college, quando Lissa Lenz gli chiese in prestito il computer. Il suo le si era rotto, e non sarebbe riuscita a completare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.stallman.org/"><strong>Richard Stallman</strong></a></p>
<blockquote><p>Da <cite>La strada per Tycho</cite>, una raccolta di articoli sugli antefatti della Rivoluzione Lunare, pubblicata a Città della Luna nel 2096.</p></blockquote>
<p>Per Dan Halbert, la strada per Tycho cominciò al college, quando Lissa Lenz gli chiese in prestito il computer. Il suo le si era rotto, e non sarebbe riuscita a completare il progetto di metà anno senza trovarne un altro in prestito. E Dan era l&#8217;unico a cui avrebbe osato chiederlo.</p>
<p>Dan si trovò di fronte a un dilemma. Certo, doveva aiutarla, ma se le avesse prestato il computer, lei avrebbe potuto leggere i suoi libri. A parte il fatto che lasciar leggere i propri libri a qualcuno significava rischiare diversi anni di prigione, l&#8217;idea era scioccante di per sé. Come tutti, fin da piccolo aveva imparato a scuola che condividere libri era cosa cattiva, sbagliata, una cosa da pirati.<span id="more-26457"></span></p>
<p>E non c&#8217;era da illudersi di sfuggire all&#8217;APS, l&#8217;Autorità di Protezione del Software. Nel corso d&#8217;informatica Dan aveva imparato che ogni libro includeva delle sentinelle software per i diritti di copia che riportavano alla Centrale Licenze dove e quando era stato letto, e da chi; le informazioni venivano usate per identificare i pirati della lettura, ma anche a costruire profili di interessi che venivano poi rivenduti. Appena avesse connesso il suo computer in rete, la Centrale Licenze l&#8217;avrebbe scoperto e lui, come proprietario del computer, avrebbe subito la pena più dura, per la sua negligenza nel prevenire il crimine.</p>
<p>Naturalmente, non era detto che Lissa avesse intenzione di leggere i suoi libri. Magari voleva il suo computer solo per scrivere il suo compito. Ma Dan sapeva che Lissa veniva da una famiglia della classe media e poteva a malapena permettersi la retta della scuola, figurarsi i diritti di lettura. Leggere i suoi libri poteva anche essere l&#8217;unico modo per lei per riuscire a laurearsi. Capiva bene la situazione: lui stesso aveva dovuto indebitarsi per pagare tutti gli articoli di ricerca che aveva letto; il 10% delle tariffe andava ai ricercatori che avevano scritto gli articoli, e siccome Dan puntava alla carriera accademica, poteva sperare che i suoi stessi articoli gli avrebbero reso abbastanza da ripagare il prestito, se citati abbastanza spesso.</p>
<p>Più in là Dan avrebbe imparato che c&#8217;era stato un tempo in cui chiunque poteva andare in biblioteca e leggere gli articoli delle riviste, e persino i libri, senza pagare. C&#8217;erano gli studiosi indipendenti che leggevano migliaia di pagine senza i sussidi del governo per i libri.  Ma negli anni &#8217;90, gli editori di riviste sia quelli commerciali che quelli senza fini di lucro avevano cominciato a riscuotere tariffe d&#8217;accesso. Nel 2047 ormai le biblioteche che fornivano accesso pubblico alla letteratura scientifica non erano che un pallido ricordo.</p>
<p>Ovviamente c&#8217;erano dei modi per aggirare la sorveglianza dell&#8217;APS e della Centrale Licenze, tutti illegali. Nel corso d&#8217;informatica Dan aveva un compagno, Frank Martucci, che si era procurato un debugger illegale, e lo usava per far saltare via il codice delle sentinelle per i diritti di copia quando leggeva i libri. Ma l&#8217;aveva raccontato troppo in giro, e uno dei suoi amici lo denunciò alla APS per intascare il compenso (era facile cadere nella tentazione di una spiata per uno studente squattrinato). Nel 2047, Frank si ritrovò in prigione, non per lettura pirata, ma per possesso di debugger.</p>
<p>Più tardi, Dan avrebbe appreso che c&#8217;era stato un tempo in cui chiunque poteva possedere un debugger. C&#8217;erano persino dei debugger liberi disponibili su CD o scaricabili dalla rete. Ma quando anche gli utenti comuni cominciarono ad usarli per aggirare le sentinelle per i diritti di copia, finì che un giudice sentenziò che proprio questo ne era diventato l&#8217;uso prevalente nella pratica. Significava che erano diventati illegali; gli autori di debugger furono imprigionati.</p>
<p>Naturalmente i programmatori continuavano ad aver bisogno dei debugger, ma nel 2047 i venditori di debugger distribuivano solo copie numerate, e solo ai programmatori regolarmente autorizzati.  Il debugger che Dan aveva usato durante le lezioni di informatica era tenuto dietro una protezione speciale che lo confinava unicamente all&#8217;uso per gli esercizi in classe.</p>
<p>Un altro modo per eludere le sentinelle per i diritti di copia era sostituire il kernel di sistema con uno modificato, e Dan quindi arrivò ai kernel liberi, addirittura interi sistemi operativi, che erano esistiti attorno al cambio di secolo. Ma non solo erano illegali, come i debugger, ma per installarli dovevi conoscere la password primaria del tuo computer, quella più segreta di tutte, e né l&#8217;<abbr title="Federal Bureau of Investigation">FBI</abbr> né il supporto clienti della Microsoft te l&#8217;avrebbero mai svelata.</p>
<p>Dan si rese conto che non poteva semplicemente prestare il suo computer a Lissa. Ma come poteva rifiutarsi di aiutarla? lui la amava. Ogni volta che parlava con lei era una delizia. E lei lo aveva scelto nel chiedere aiuto, questo poteva voler dire che anche lei lo amava.</p>
<p>Dan risolse il dilemma facendo qualcosa di persino più impensabile, le prestò il computer e le disse la sua parola segreta. In questo modo quando Lissa avesse letto i suoi libri, la Centrale Licenze avrebbe creduto che fosse lui a leggerli. Era sempre un crimine, ma l&#8217;APS non se ne sarebbe accorta a meno che Lissa non lo denunciasse.</p>
<p>Naturalmente, se la scuola avesse scoperto che aveva dato la sua parola segreta a Lissa, si sarebbero subito chiusi tutti i cancelli per entrambi come studenti, indipendentemente dall&#8217;uso che lei ne avesse fatto.  La politica della scuola era che qualsiasi interferenza con i loro mezzi per sorvegliare i computer degli studenti, faceva scattare un&#8217;azione disciplinare. Non importava nulla se avevi fatto qualche danno o meno, la colpa era l&#8217;aver reso più difficile agli amministratori sorvegliarti. Loro assumevano che questo voleva dire che stavi facendo qualcos&#8217;altro di proibito, senza bisogno di sapere cosa.</p>
<p>Gli studenti non venivano espulsi di solito per questo, non direttamente. Venivano invece banditi dai sistemi informatici della scuola, e inevitabilmente avrebbero fallito in tutti i corsi.</p>
<p>Più tardi Dan avrebbe imparato che una politica di questo tipo era cominciata solo negli anni &#8217;80, quando gli studenti universitari cominciarono in gran numero ad usare i computer. Prima le università adottavano un approccio differente alla disciplina degli studenti, punivano le attività che causavano dei danni, non quelle che sollevavano solo sospetti.</p>
<p>Lissa non denunciò Dan all&#8217;APS. La sua decisione di aiutarla portò al loro matrimonio, come li portò anche a mettere in dubbio quello che era stato loro insegnato da bambini sulla pirateria. I due cominciarono a leggere sulla storia dei diritti di copia, sull&#8217;Unione Sovietica e le sue restrizioni alla copia, e persino la costituzione degli Stati Uniti com&#8217;era all&#8217;origine. Si trasferirono sulla Luna, dove trovarono altri che come loro s&#8217;erano sottratti al lungo braccio dell&#8217;APS. Quando cominciò la Rivolta di Tycho nel 2062, il diritto universale a leggere ne divenne presto uno degli obiettivi centrali.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><em>Questo articolo è apparso nel numero di febbraio 1997 di <strong>Communications of the ACM</strong> (volume 40, numero 2) ed in</em> in <a href="http://shop.fsf.org/product/free-software-free-society/"><cite> Free Software, Free Society: The Selected Essays of Richard M. Stallman</cite></a>.</p>
<p id="line478">Tradotto da Giorgio Padrin e Francesco Potortì, con contributi di Alessandro Rubini e Leonardo Taglialegne. Lievi modifiche mie JR.</p>
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		<title>La minaccia per autori ed editori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:00:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[L&#8217;introduzione a Makers, l&#8217;ultimo romanzo di Cory Doctorow, è un&#8217;ottima spiegazione di quel che l&#8217;autore pensa dell&#8217;editoria presente e delle possibilità che offre alla persona autrice. Makers è stato pubblicato in USA Canada UK,  ed è disponibile contemporaneamente come ebook gratuito senza che questo ostacoli le edizioni a stampa. La traduzione è mia &#8211; Jan [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[L&#8217;introduzione a <a href="http://craphound.com/makers/">Makers</a>, l&#8217;ultimo romanzo di Cory Doctorow, è un&#8217;ottima spiegazione di quel che l&#8217;autore pensa dell&#8217;editoria presente e delle possibilità che offre alla persona autrice. Makers è stato pubblicato in USA Canada UK,  ed è disponibile contemporaneamente come <a href="http://craphound.com/makers/download/">ebook gratuito</a> senza che questo ostacoli le edizioni a stampa. La traduzione è mia &#8211; Jan Reister]</em></p>
<p><strong>A proposito di questo ebook</strong> &#8211; di <a href="http://craphound.com">Cory Doctorow</a></p>
<p>C&#8217;è un pericoloso gruppo di attivisti anti-copyright che rappresenta una minaccia grave ed impellente per il futuro di autori ed editori. Non rispettano né la proprietà né le leggi. In più, sono potenti ed organizzati, e riescono a farsi ascoltare dai politici e dalla stampa.</p>
<p>Parlo ovviamente degli uffici legali degli editori di ebook.<span id="more-26440"></span></p>
<p>Queste persone non credono nella legge sul diritto d&#8217;autore. La legge sul copyright dice che quando compri un libro, è di tua proprietà. Puoi regalarlo, prestarlo, darlo in eredità ai tuoi discendenti o donarlo al più vicino dormitorio per senzatetto. Possediamo libri da molto più tempo prima di quando abbiamo iniziato a stamparli. La legge sul diritto d&#8217;autore ha sempre riconosciuto il tuo diritto a possedere i tuoi libri. Quando vengono scritte le leggi sul copyright &#8211; da politici eletti, per il bene pubblico &#8211; esse tutelano sempre questo diritto.</p>
<p>Gli editori di ebook però non rispettano la legge sul diritto d&#8217;autore, e non credono che tu abbia diritto al possesso dei tuoi beni. Al suo posto, dicono che quando &#8220;compri&#8221; un ebook, in realtà stai solo comprando una licenza per quel libro, e che la legge sul copyright è superata dalle migliaia di parole farsesche ed ingiuriose dell&#8217;accordo di licenza su cui fai clic quando completi la transazione d&#8217;acquisto. (Certo, il pulsante sul sito dice &#8220;Compra questo libro&#8221; e parlano di &#8220;vendite di ebook&#8221; alle conferenze &#8211; nessuno dice &#8220;Licenzia questo libro per il tuo Kindle&#8221; o &#8220;Le licenze totali per gli ebook sono cresciute cento volte dallo 0.00001% di tutte le edizioni allo 0.0001%&#8221;)</p>
<p>Che vadano all&#8217;inferno. L&#8217;hai comprato, è tuo. Credo nella garanzia di proprietà dei tuoi libri data dalla legge sul copyright.</p>
<p>Perciò possiedi questo ebook. L&#8217;accordo di licenza [&#8230;] è di Creative Commons e ti dà ancora più diritti di un libro normale. Ogni sua parola è un regalo, non un sequestro. Goditela.</p>
<p>Cosa voglio da te in cambio? leggi il libro. Dillo ai tuoi amici. Fai una recensione su Amazon o alla tua libreria vicino casa. Portalo al tuo circolo di lettura. Fallo leggere ai tuoi studenti (quelli più grandi per favore &#8211; quella scena di sesso è tosta) (adesso sei attento, vero?). Come scrisse Woody Guthrie:</p>
<p>&#8220;Questa canzone è sotto il Sigillo di Copyright n.154085 delle leggi degli Stati Uniti, per un periodo di 28 anni, e chiunque venga sorpreso a cantarla senza il nostro permesso sarà un nostro grande amico, perché con ce ne importa nulla. Pubblicala, scrivila, cantala, ballala, cantaci uno yodel. Noi l&#8217;abbiamo scritta, è tutto quel che volevamo fare.&#8221;</p>
<p>Già. Inoltre, se ti piace, <a href="http://craphound.com/makers/buy">compralo</a> o regala una <a href="http://craphound.com/makers/donate">copia</a> ad un&#8217;ente meritevole e privo di fondi.</p>
<p>Perché lo faccio? <strong>Perché il mio problema non è essere piratato, ma essere sconosciuto</strong> (grazie Tim O&#8217;Reilly per questo fantastico aforisma). Perché gli ebook gratuiti vendono libri stampati. Perché mi sono fotocopiato anche il culo quando avevo 17 anni e sono cresciuto spendendo praticamente ogni cent disponibile in libri quando sono diventato grande. Perché non posso impedirti di condividerlo (gli zero e gli uno non diventeranno più difficili da copiare); e perché i lettori hanno sempre condiviso il libri che amano, e quindi posso chiederti di unirti alla causa.</p>
<p>Da quando avevo sei anni ho sempre sognato di scrivere romanzi di fantascienza. Ora lo faccio davvero. E&#8217; un sogno realizzatosi, come fare da grande il cowboy o l&#8217;astronauta, tranne che non vieni vessato dai rancher e non devi restare 28 ore sulla rampa di lancio col pannolone. L&#8217;idea che possa infastidirmi quando le persone &#8211; i lettori celebrano ciò che scrivo è incredibilmente assurda.</p>
<p>Quindi scarica questo libro.</p>
<p>Alcune regole:</p>
<p>E&#8217; tradizione qui che i lettori convertano i miei ebook nel loro formato preferito e me li spediscano, ed è bello! Se hai convertito in un altro formato i file, inviameli [&#8230;] e li pubblicherò, ma prima leggi questo:</p>
<ul>
<li>[&#8230;] Niente copertine. Il testo del libro è liberamente copiabile, la copertina non proprio. Ne controlla i diritti il mio editore, quindi non inserirla nel file.</li>
<li>Niente DRM. La licenza Creative Commons proibisce la condivisione del file con &#8220;DRM&#8221; (detto anche &#8220;protezione da copia&#8221;), e per me è bene così. Non mandarmi il libro con del DRM. Se converti ad un formato che ha l&#8217;opzione DRM, controlla di averla disabilitata.</li>
</ul>
<p><strong>Una parola a insegnanti, bibliotecari e persone che vogliono regalarmi dei soldi</strong></p>
<p>Ogni volta che metto online gratis un libro, ricevo delle email da lettori che vogliono fare una donazione. Apprezzo la generosità di spirito, ma non mi interessano le donazioni in denaro, perché<strong> i miei editori sono davvero molto importanti per me</strong>. Essi danno un contributo enorme al libro, lo migliorano, lo offrono ad un pubblico che non potrei mai raggiungere, mi aiutano a fare di più col mio lavoro. Non ho intenzione di tagliarli fuori dal giro.</p>
<p>Ma ci deve essere un modo per mettere a frutto questa generosità e forse l&#8217;ho trovato.</p>
<p>Ecco come: ci sono tanti insegnanti e bibliotecari che vorrebbero mettere delle copie di questo libro tra le mani dei loro studenti e frequentatori, ma non hanno i fondi per farlo.</p>
<p>Ci sono persone generose che mi vogliono spedire dei soldi per dirmi grazie dei libri gratis.</p>
<p>Propongo di farli incontrare.</p>
<p>Se sei un insegnante o un bibliotecario e vuoi una copia gratuita di Makers, scrivi a freemakers@gmail.com col tuo nome, il nome e l&#8217;indirizzo della tua scuola. Verrà pubblicato qui sotto dalla mia fantastica assistente, Olga Nunes, perché potenziali donatori lo possano vedere.</p>
<p>Se ti è piaciuta l&#8217;edizione elettronica di Makers e vuoi donare qualcosa per dire grazie, controlla qui sotto per trovare un insegnante o una biblioteca da sostenere. Poi vai su Amazon, BN.com o la tua libreria online preferita ed ordina una copia per loro, invia una copia della ricevuta (se vuoi cancella il tuo indirizzo ed altre informazioni personali) a freemakers@gmail.com così Olga segnerà la copia come spedita. Se non vuoi essere ringraziato pubblicamente per la tua generosità, diccelo e ti terremo anonimo, altrimenti sarai ringraziata sulla pagina delle donazioni.</p>
<p>Vai a <a href="http://craphound.com/makers/donate">http://craphound.com/makers/donate</a> per insegnanti, bibliotecari ed altre persone simili che cercano donazioni.</p>
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		<title>Il Minottino: un manuale di sopravvivenza giuridica in rete</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/09/16/il-minottino-un-manuale-di-sopravvivenza-giuridica-in-rete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 05:41:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Con oltre un anno di ritardo (da maggio 2008) segnalo un testo ancora importante nonostante le nuove leggi sulla rete varate nel frattempo &#8211; Jan Reister Daniele Minotti è un avvocato che si occupa di diritto penale dell’informatica e che sul suo blog commenta i fatti italiani di diritto e web. Ora ha scritto un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con oltre un anno di ritardo (da maggio 2008) segnalo un testo ancora importante nonostante le nuove leggi sulla rete varate nel frattempo &#8211; Jan Reister</em></p>
<p>Daniele Minotti è un avvocato che si occupa di <span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; line-height: normal;">diritto penale dell’informatica e che sul <a title="il blog di daniele minotti" href="http://www.minotti.net/">suo blog</a> commenta i fatti italiani di diritto e web. Ora ha scritto un piccolo compendio di problemi giuridici ad uso di chi giurista non è, ma vive quotidianamente la rete scrivendo su blog, forum e altri canali.</span></p>
<p><a href="http://www.minotti.net/il-minottino/">Il Minottino &#8211; manuale di sopravvivenza giuridica ad uso del blogger</a> è un testo divulgativo per chi scrive in rete e vuole orientarsi tra i problemi più comuni  che si incontrano (responsabilità, copyright, diffamazione, pubblicità &#8211; solo per citarne alcuni): lo fa senza dare delle risposte pronte all&#8217;uso, ma permettendo al lettore di riflettere e farsi un&#8217;opinione operativa, offrendo i punti di riferimento e le fonti necessarie.</p>
<p>Dopo aver letto il Minottino vi capiterà di aggiornare le note legali del vostro blog (come abbiamo <a href="https://www.nazioneindiana.com/chi-siamo/nota-legale/">fatto</a> qui) e magari parlarne ai vostri amici e lettori; ma la cosa più importante da fare è passarlo ai vostri amici magistrati, avvocati, periti e funzionari di polizia perché troveranno interessantissimo l&#8217;apparato di fonti e soprattutto la lista di siti e blog giuridici che Daniele Minotti segnala a fine libro.</p>
<p>Il testo è liberamente scaricabile come pdf dal suo editore, <a href="http://ebookstore.simplicissimus.it/daniele_minotti-il_minottino?category_id=0&amp;search_string=minotti&amp;search_category_id=0">Simplicissimus Book Farm</a>.</p>
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