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	<title>Corte costituzionale &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>DIRITTI NEGATI</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/10/22/diritti-negati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 04:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
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		<category><![CDATA[Corte costituzionale]]></category>
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		<category><![CDATA[nozze gay]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziano Soresina]]></category>
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					<description><![CDATA[di Tiziano Soresina Il questore di Reggio ha già detto no alla richiesta Il matrimonio gay non è valido in Italia, ma da ieri sul tavolo del giudice civile di Reggio Emilia Domenica Sabrina Tanasi c’è un ricorso per ottenere un permesso di soggiorno come familiare di cittadino comunitario che, indirettamente, potrebbe aprire un varco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Tiziano Soresina</p>
<p>Il questore di Reggio ha già detto no alla richiesta<br />
Il matrimonio gay non è valido in Italia, ma da ieri sul tavolo del giudice civile di Reggio Emilia Domenica Sabrina Tanasi c’è un ricorso per ottenere un permesso di soggiorno come familiare di cittadino comunitario che, indirettamente, potrebbe aprire un varco anche nel nostro Paese alle nozze fra omosessuali.<br />
Un caso-pilota maturato a Reggio, perché è reggiano il libero professionista 42enne che per lavoro si è recato tempo fa in Spagna, dove si è innamorato di un più giovane uruguaiano (30 anni), poi sposato nel marzo 2010 a Palma di Maiorca. Ora, però, la coppia si trova a Reggio e lo straniero ha chiesto il permesso di soggiorno, facendo riferimento al decreto legislativo n 30 del 2007 (in attuazione di una precisa direttiva comunitaria) che prevede “il diritto dei cittadini dell’Unione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente sul territorio degli Stati membri”. La richiesta è stata, per ora, respinta dal questore Domenico Savi.<span id="more-40439"></span><br />
Il “no” del questore non ha fatto però demordere la coppia che, tramite gli avvocati Mario Di Frenna e Giulia Perin, ha presentato un ricorso su cui ora si dovrà esprimere il giudice Tanasi. E dopo queste schermaglie mai ufficializzate – da quanto si sa, fonte di sofferenza per i protagonisti – il caso è “esploso” ieri in tribunale. In aula sono presenti i due sposi: eleganti, con un po’ d’ansia, uno dei due accompagnato dalla madre. I loro due avvocati sollevano, in udienza, un profilo d’incostituzionalità relativo all’articolo 2 del citato decreto del 2007 che non prevede fra le unioni tutelate quella tra persone dello stesso sesso («il partner che abbia contratto – recita l’articolo in questione – con il cittadino dell’Unione europea un’unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l’unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante»).<br />
In aula nessuna traccia del Ministero dell’Interno contro cui è stato fatto il ricorso: non si è costituito. Il giudice deciderà entro un mese: se considererà manifestamente infondata l’illegittimità costituzionale avanzata, respingerà il ricorso; se il magistrato riterrà, invece, fondata la questione trasmetterà gli atti alla Corte Costituzionale. E allora&#8230;</p>
<p>Da La Gazzetta di Reggio 18/10/11</p>
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		<title>LETTERA AI SINDACI</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/03/24/lettera-ai-sindaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 15:17:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[certi diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Corte costituzionale]]></category>
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		<category><![CDATA[gian mario felicetti]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio gay]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rovasio]]></category>
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					<description><![CDATA[di CERTI DIRITTI Il 23 marzo 2010 cade il primo anniversario della sentenza 138/2010 della Corte Costituzionale avente come oggetto il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Certi Diritti, che insieme a Rete Lenford ha promosso la campagna di Affermazione Civile, lancia l&#8217;iniziativa “Giornate di dialogo tra le coppie delle stesso sesso e le Pubbliche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di CERTI DIRITTI</p>
<p>Il 23 marzo 2010 cade il primo anniversario della sentenza 138/2010 della Corte Costituzionale avente come oggetto il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Certi Diritti, che insieme a Rete Lenford ha promosso la campagna di Affermazione Civile, lancia l&#8217;iniziativa “Giornate di dialogo tra le coppie delle stesso sesso e le Pubbliche Amministrazioni”.<br />
La sentenza 138/2010 ha segnato infatti un passo fondamentale. Da quel giorno, nella giurisprudenza italiana sono sanciti inequivocabilmente i seguenti principi:  • Le coppie dello stesso sesso hanno rilevanza costituzionale e non sono un mero fatto privato  • Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è compatibile con l’attuale Costituzione  • Il parlamento ha il dovere di legiferare in materia con una regolamentazione organica e generale, dunque non privatistica.  L’udienza del 23 marzo 2010 e la sentenza 138/2010 del 12 Aprile non sono avvenute “per caso”, ma sono state il frutto di un movimento di consapevolezza civica chiamato “Affermazione Civile”. Già dal 2007, infatti, diverse decine di coppie dello stesso sesso si sono recate nel comune di residenza, per chiedere la pubblicazione degli atti del matrimonio e impugnare il diniego presso i tribunali competenti. Questo è avvenuto con il sostegno dell’associazione radicale Certi Diritti e della rete di avvocatura LGBT Rete Lenford.<span id="more-38520"></span><br />
Il 23 marzo segna un momento fondamentale poiché, per la prima volta in Italia, dei cittadini omosessuali, senza celare il loro orientamento sessuale, né la loro condizione affettiva e famigliare, si sono posti apertamente nei confronti delle istituzioni, giungendo fino al massimo livello, rappresentato appunto dalla Corte costituzionale. Ma occorre ricordare che quel dialogo tra cittadini omosessuali e istituzioni della Repubblica era partito qualche anno prima dal basso, e proprio dagli uffici dello Stato Civile di tutta Italia.<br />
Il 23 marzo 2010 è il giorno in cui, irreversibilmente, le persone omosessuali e le famiglie da loro costituite sono entrate nelle istituzioni, con la stessa dignità di ogni altro cittadino italiano e di ogni altra famiglia italiana.<br />
Questa presenza va incoraggiata e sostenuta. E l’associazione radicale Certi Diritti intende farlo, invitando le coppie dello stesso sesso italiane a presentarsi – in particolare tra il 23 Marzo e il 12 Aprile – presso i propri comuni di residenza per richiedere le pubblicazioni degli atti di matrimonio.<br />
In virtù dell’articolo 98 del Codice Civile, queste coppie sapranno già di attendersi un documento di diniego scritto, che ci auguriamo sarà preceduto da un confronto e un dialogo responsabile tra cittadini e istituzioni.<br />
E’ evidente che le coppie non si presenteranno per “averla vinta” sui comuni italiani, bensì per instaurare un rapporto rispettoso e aperto con le istituzioni della città in cui vivono. L’invito è quello di prepararvi a questo dialogo, e di affrontare senza pregiudizi le novità della società contemporanea.<br />
Per una coppia a cui viene negato il diritto di sposarsi, quello di richiedere le pubblicazioni degli atti di matrimonio è un momento familiare importantissimo, che merita il massimo rispetto interpersonale e istituzionale.  Per gli uffici di Stato Civile, potersi confrontare apertamente con le coppie dello stesso sesso del proprio comune è un’occasione unica di instaurare un dialogo che, nel tempo, speriamo porterà al riconoscimento pieno di tutte le famiglie italiane.<br />
 Per ogni altra informazione, vi preghiamo contattarci: www.certidiritti.it<br />
info@certidiritti.it  &#8211; Sergio Rovasio   &#8211;  Gian Mario Felicetti<br />
Saremo ben lieti di spiegarvi a fondo la storia e i fondamenti giuridici di questa iniziativa civica di dialogo e di apertura alle istituzioni.</p>
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		<title>UNIONI CIVILI</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/08/05/unioni-civili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 14:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
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		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[parità]]></category>
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					<description><![CDATA[di Sergio Rovasio Due coppie gay di Trento, una composta da due donne e l&#8217;altra da due uomini, che avevano aderito alla campagna di Affermazione Civile promossa dall&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, si erano viste negare dal Comune di Trento le pubblicazioni matrimoniali e per questo avevano fatto ricorso al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Sergio Rovasio</strong></p>
<p>Due coppie gay di Trento, una composta da due donne e l&#8217;altra da due uomini, che avevano aderito alla campagna di Affermazione Civile promossa dall&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti e da Avvocatura lgbt Rete Lenford, si erano viste negare dal Comune di Trento le pubblicazioni matrimoniali e per questo avevano fatto ricorso al Tribunale. Il Giudice di primo grado aveva dato alle due coppie un parere negativo e per questo l&#8217;avvocato Alexander Schuster aveva presentato ricorso, il 9 luglio scorso, davanti alla Corte d&#8217;Appello di Trento. La memoria difensiva era incentrata sul fatto che il matrimonio civile deve essere un diritto garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.   Dopo il Tribunale di Venezia anche quello di Trento considera fondate le ragioni delle coppie gay che chiedono di accedere all&#8217;istituto del matrimonio e per questo ha deciso il rinvio alla Corte Costiuzionale. Consideriamo questo passo una grande vittoria per tutto il movimento lgbt italiano. La campagna di Affermazione Civile continua. In Italia sono quasi 30 le coppie gay che hanno aderito a questa battaglia di civiltà che persegue le via legali vista la totale indifferenza e paralisi di quasi tutta la classe politica sul tema delle unioni civili, del matrimonio gay, dei diritti civili e umani delle persone&#8221;.   Di seguito alcuni estratti dell&#8217;ordinanza dei giudici di Trento:  Il Collegio dei giudici della Corte d&#8217;Appello di Trento, il 2 agosto scorso, hanno rimesso alla Corte Costituzionale la decisione in quanto &#8220;si tratta di questione rilevante e non manifestamente infondata. Non vi è dubbio infatti – continua il documento – che rispetto all&#8217;epoca in cui sono state incardinate le norme disciplinanti il matrimonio si è verificata un&#8217;inarrestabile trasformazione della società e dei costumi che ha portato al superamento del monopolio del modello di famiglia tradizionale ed al contestuale sorgere di forme diverse di convivenza che chiedono (talora a gran voce) di essere tutelate e disciplinate&#8221;.<span id="more-20005"></span></p>
<p>Nell&#8217;ordinanza si legge tra l&#8217;altro: &#8220;…quanto sopra osservato non può essere superato da un&#8217;interpretazione secondo cui il matrimonio deve e può essere consentito solo a coppie eterosessuali a ragione della sua funzione sociale, principio secondo taluni ricavabile dall&#8217;art. 29 Cost. (norma che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio). Detto principio infatti si limita a riconoscere alla famiglia un suo ruolo naturale, nel senso che da un lato lo Stato non può prescindere da tale realtà sociale a cui tende per natura la grande maggioranza degli individui e, dall&#8217;altro, afferma che la famiglia è fondata sul matrimonio; ma certo esso non giunge ad escludere la tutela della famiglia di fatto”.</p>
<p>La sentenza ribadisce dunque i sensi dei primi articoli della Costituzione, della Dichiarazione di Nizza e della Convenzione europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, che sanciscono la parità di accesso ai medesimi istituti giuridici per tutti i cittadini, al di là delle esasperazioni moralistiche che caratterizzano la politica italiana.</p>
<p>Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti: <a href="http://www.certidiritti.it">www.certidiritti.it</a><br />
Vincenzo Cucco, Gruppo Lambda: <a href="gruppo_lambda@yahoogroups.com">gruppo_lambda@yahoogroups.com</a></p>
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