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	<title>diplomazia europea &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Poesia civilizzata sul popolo egiziano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 11:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia europea]]></category>
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		<category><![CDATA[popolo egiziano]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione]]></category>
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					<description><![CDATA[di Andrea Inglese Cari amici indiani, visto che sono stato ormai sufficientemente edotto sui tabulati di Ruby vorrei spendere qualche parola almeno sulla cacciata dello zio questa volta scrivendo una poesia civilizzata in lingua umana, tutta scaturita da dentro, per spiegare che io, anche se sono un tipo qualunque, e non me ne intendo molto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/02/bandiera_egitto3.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-38128" title="bandiera_egitto" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/02/bandiera_egitto3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>di <strong>Andrea Inglese</strong></p>
<p>Cari amici indiani,</p>
<p>visto che sono stato ormai sufficientemente edotto<br />
sui tabulati di Ruby<br />
vorrei spendere qualche parola almeno<br />
sulla cacciata dello zio</p>
<p>questa volta scrivendo una poesia civilizzata<br />
in lingua umana, tutta scaturita da dentro,<br />
per spiegare che io, anche se sono un tipo qualunque,<br />
e non me ne intendo molto di diplomazia e geopolitica<br />
e non faccio il giornalista pagato esperto in problemi<br />
islamici<br />
ebbene, che ci crediate o no, io stasera non sono preoccupato<br />
anzi sono scioccamente contento (ho brindato con la mia compagna)<span id="more-38123"></span> </p>
<p>io sono contento come quegli europei qualunque<br />
che la democrazia sia bella anche quando ce l’hanno gli altri</p>
<p>(in <em>ABC Africa</em>, Kiarostami, un regista iraniano neppure lui uscito<br />
dalla scuole della diplomazia mondiale,<br />
scopriva all’inizio di questo secolo<br />
che l’Africa non era il paese perduto di cui parlavano tutti i media<br />
l’Africa era un paese pieno di futuro:</p>
<p>penso anche a lui in questo momento<br />
perché deve essere uno di quelli che oggi è contento<br />
senza essere più di tanto sorpreso)</p>
<p>io sono contento malgrado gli esperti stiano ancora ponderando<br />
senza mostrare che c’hanno i coglioni girati<br />
soprattutto i consulenti militari statunitensi<br />
le polizie politiche ad Algeri o in Cisgiordania<br />
i raffinatissimi del Mossad gli sbirri di Gheddafi</p>
<p>e anche tutte le cancellerie europee hanno dovuto<br />
riscrivere ponderando un sacco di discorsetti<br />
e gli specialisti nei telegiornali sono abbastanza fiduciosi con riserva<br />
tutti gli uomini politici stavolta<br />
ci sono andati con i piedi di piombo<br />
perché la democrazia va bene<br />
ma è un gran salto nel buio<br />
la sovranità popolare piace<br />
ma è scarsa in garanzie diplomatiche in accordi economici</p>
<p>si dicevano: “guarda in Tunisia mica che ne fanno<br />
un’altra mica che gli riesce<br />
una seconda volta…”</p>
<p>tutti i segretari di stato altamente democratici in Europa<br />
non è gente di facili entusiasmi di decisioni avventate<br />
non si sono precipitati a dire: “egiziani<br />
fateci sognare”</p>
<p>però ho trovato scritto questo in un documento<br />
della Comunità Europea:</p>
<p>“La Commissione europea crede fermamente che lo stato di diritto, il rispetto dei diritti fondamentali, elezioni libere ed eque, una democrazia pluralista poggiante su una società civile attiva, sono i migliori strumenti per raggiungere stabilità e prosperità.”</p>
<p>Un discorsetto che fila<br />
ma poi sentite questa:</p>
<p>“Questi sono i principi  fondativi dell&#8217;Unione europea e sono anche i valori fondamentali della cooperazione con i nostri Stati partner, in particolare quelli fanno che parte della Politica di Vicinato europea nella sponda meridionale del Mediterraneo.”</p>
<p>per i trent’anni di regime di Mubarak, i valori fondamentali di cooperazione tra Stati europei e l’Egitto sono stati “una democrazia pluralista”?</p>
<p>forse il livello dei diplomati in diplomazia<br />
è calato di molto in questi trent’anni e anche gli inviati speciali<br />
avevano le piramidi da fotografare, le incredibili<br />
distrazioni<br />
delle classi dirigenti<br />
queste sì che sono un po’ preoccupanti</p>
<p>io vista la situazione avrei detto<br />
(senza troppo ponderare):<br />
“egiziani fateci sognare<br />
toglieteci un po’ dalle nostre miserie<br />
le quattromila piccole paure le novecentomila divisioni<br />
che ci fanno splendida isolata preda per i più forti<br />
egiziani toglieteci le invenzioni da intellettuali, come la moltitudine<br />
il meticciato<br />
il corpo del capro<br />
fateci vedere, ma così anche solo in prova<br />
per una settimana dieci giorni<br />
come si può essere popolo<br />
(ma non quello dei divani<br />
delle ronde contro i barboni sotto casa)”</p>
<p>(ma quello yankee di Obama<br />
malgrado tutto il lavoro lercio<br />
che hanno fatto e vorranno fare ancora<br />
i soliti consulenti dell’Intelligence<br />
i supervisori diplomati in tortura<br />
terrorismo di stato censura telematica<br />
malgrado il solito lavoro lui<br />
Obama<br />
ha mostrato una certa reattività almeno retorica<br />
almeno simbolica<br />
che negli europei poverini<br />
è andato perduta – ha detto:<br />
“gli egiziani ci ispirano”)</p>
<p>(gli USA a scuola di democrazia dagli ARABI!!!!!!!!!??????<br />
dagli AFRICANI!!!!!!!???????<br />
da gente MUSULMANA!!!!!!!???????<br />
– questa frase gliela faranno pagare –) </p>
<p>no questo gli europei che contano non lo hanno detto<br />
gli europei informati hanno tenuto il profilo basso<br />
quando la gente si fa la democrazia da sola<br />
senza l’aiuto dei nostri cannoni c’è molto scetticismo<br />
ma ora che tutto è stato fatto<br />
valutano in modo positivo la svolta<br />
ma senza facili entusiasmi (c’è un problema<br />
che suscita una responsabile preoccupazione<br />
– non i morti ammazzati dagli sbirri di Mubarak –<br />
ma l’esistenza dei fratelli musulmani – ma quanti potranno essere poi<br />
questi fantomatici fratelli?)</p>
<p>comunque io volevo mettere un contenuto in lingua umana<br />
in questa poesia civilizzata e universale<br />
perché ognuno lo capisca<br />
io sono un uomo medio irresponsabile<br />
ma devo confessare che non sono per nulla preoccupato<br />
a me questa democrazia non mi preoccupa per nulla<br />
dicono che ci sono i fratelli musulmani, ma noi abbiamo<br />
bossi borghezio dell’utri e ghidini e abbiamo avuto previti gava<br />
lima e andreotti, abbiamo bertone e ruini<br />
che paura volete che mi facciano i fratelli musulmani?</p>
<p>perché dovrei preoccuparmi?</p>
<p>vedo migliaia, ma centinaia di migliaia, ma alcuni milioni di egiziani<br />
che o sono dei gran simulatori oppure sono felici come delle pasque</p>
<p>perché la gioia della gente<br />
dovrebbe procurarmi angoscia?</p>
<p>certo da qui non si capisce niente<br />
certo da qui è facile<br />
tirarsi un po’ su il morale<br />
con tutto quello che gli è costata una rivoluzione<br />
(su “Repubblica” dei giornalisti in gamba hanno calcolato<br />
quanto costa al giorno la rivoluzione<br />
insomma quasi nessuno se la può permettere una rivoluzione<br />
salvo quei poveri cristi di tunisini ed egiziani<br />
– a quanto pare<br />
costa un fottìo –</p>
<p>io capisco questo calcolo difficile che non so fare<br />
d’altra parte mi viene da dire che anche senza il finanziere europeo<br />
gli egiziani lo sanno che la rivoluzione costa<br />
perché gli ammazza le persone<br />
che in genere è il costo massimo<br />
che umanamente si può calcolare</p>
<p>poi possiamo stare tranquilli con la rivoluzione egiziana<br />
sono le rivoluzioni come piacciono agli Stati Uniti e agli altri<br />
che ci capiscono a fondo<br />
le rivoluzioni pacifiche<br />
perché è bene che un centinaio di persone si faccia ammazzare<br />
ma senza fare troppo casino<br />
certo le rivoluzioni pacifiche sono belle anche se grondano sangue<br />
ma è solo sangue del popolo niente di grave<br />
non è che hanno ammazzato Mubarak o un altro politico<br />
perché questo sì che sarebbe stato grave, un atto non di democrazia<br />
ma di terrorismo<br />
ma sono stati ammazzati solo un centinaio di egiziani qualunque<br />
chi vuol essere pacifico nella rivoluzione<br />
deve metterlo in conto che all’inizio si fa ammazzare<br />
e se finisce bene alla fine non l’ammazzano più</p>
<p>(comunque questa moda delle rivoluzioni democratiche africane<br />
queste rivoluzioni democratiche arabe così <em>à la page</em><br />
in mezzo a tutti<br />
questi musulmani antidemocratici, mi chiedo ancora<br />
come abbiano fatto anche qui sarà una gran simulazione<br />
di questi arabi fingono di amare la libertà fanno le rivoluzioni<br />
ma a vederli mentre gli sparavano contro<br />
sembrava che facessero davvero&#8230;)</p>
<p>però mi fanno sognare anche se io non conosco niente<br />
ho parlato una volta<br />
con un egiziano che mi metteva le piastrelle sul balcone<br />
c’era questo egiziano mi ha detto che sono in tanti nell’edilizia<br />
aveva proprio i baffi come uno si aspetta da un egiziano<br />
ma anche se era musulmano era simpatico e gentile<br />
e faceva bene il lavoro il suo capo era il vicino di casa italiano<br />
che poi il condominio gli ha fatto causa<br />
ma quell’egiziano ora va in giro contento<br />
e io sono contento per lui<br />
perché anche se un italiano con la pressione bassa e poco sangue al cervello<br />
gli dice che lui deve tornare sul cammello per il rispetto delle regole<br />
che noi italiani in Italia sulle regole è peggio dei tedeschi in Germania<br />
e che lui invece è un egiziano con la poligamia<br />
e tutto quell’incredibile vespaio di problemi connessi al fatto<br />
che sei nato in un cazzo di paese musulmano<br />
che quando arrivi in Europa ti ritrovi un portatore mondiale di problemi<br />
ebbene quell’egiziano lì secondo me guarda l’italiano con la pressione bassa<br />
e pensa<br />
“ma zitto tu: venti anni di fascismo, quarant’anni di democrazia cristiana<br />
altri vent’anni di Berlusconi<br />
e non hai mai fatto una cazzo di rivoluzione<br />
democratica e di popolo<br />
né pacifica né a martellate<br />
e c’hai ancora tre o quattro mafie che spadroneggiano nel tuo paese<br />
più il vaticano<br />
io sono un egiziano<br />
il mio popolo ha cacciato lo zio di Ruby<br />
con l’esercito in piazza e la polizia che ammazzava”</p>
<p>che è un discorso un po’ brutto da farsi<br />
tra un egiziano oggi e un italiano oggi<br />
ma almeno l’egiziano lo pensa<br />
e a volte lo penso pure io che sono italiano<br />
che il più lungo 68 d’Europa non è cha lava via tutto<br />
che i partigiani non è che lavano via i repubblichini<br />
e tutti i fascisti dei vent’anni di prima<br />
che il governo d’Alema non lava proprio niente, ecc.</p>
<p>beati quelli che hanno il popolo mi dico<br />
noi ci hanno detto i pensatori radicali<br />
meglio avere la moltitudine<br />
che però la moltitudine<br />
alla fine le prende sempre in piazza</p>
<p>noi ci resta il corpo del capro</p>
<p>ma oggi sono contento<br />
perché c’è un popolo che ha rotto i coglioni<br />
a tutta l’intelligence araba israeliana statunitense europea<br />
non hanno avvisato nessuno<br />
non hanno chiesto il permesso<br />
completamente imprevisti e guastafeste<br />
con la loro festa di popolo democratica<br />
sono davvero felici orgogliosi contenti<br />
mi fanno davvero sognare<br />
su quella vecchia faccenda<br />
che mi hanno insegnato a scuola<br />
vi ricordate?<br />
… come si chiamava… ?<br />
“sovranità popolare”, credo….</p>
<p>.</p>
<p style="padding-left: 90px;"><em>11 febbraio 2011</em></p>
<p>[P.s. Anche la rivoluzione scorsa, quella tunisina, avevo brindato, mandandovi <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/01/15/cartolina-da-parigi/">una cartolina</a>.]</p>
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