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	<title>diritti di cittadinanza &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Filosofi per lo ius soli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[davide orecchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 16:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Donatella Di Cesare]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
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					<description><![CDATA[[Un appello] Ci rivolgiamo alle senatrici e ai senatori della Repubblica affinché venga approvata la legge che conceda finalmente la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati non solo per ius soli, ma anche – com’è giusto che sia – per ius culturae. È una legge di civiltà, che supera quel «diritto del sangue» che ancora [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[<strong>Un appello</strong>]</p>
<p>Ci rivolgiamo alle senatrici e ai senatori della Repubblica affinché venga approvata la legge che conceda finalmente la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati non solo per ius soli, ma anche – com’è giusto che sia – per ius culturae. È una legge di civiltà, che supera quel «diritto del sangue» che ancora prevale. Sono tanti gli adolescenti giunti nel nostro paese che, dopo aver frequentato le scuole italiane per anni, attendono un segno concreto di ospitalità. Occorre riconoscere i loro diritti, che sono anche i nostri. Non approvare questa legge sarebbe una sconfitta, prima ancora che per loro, per noi che ci definiamo «italiani», che veniamo dalla tradizione dell’umanismo, che non possiamo dimenticare l’esempio della «cittadinanza» romana, che vorremmo nel futuro prossimo avere più voce in Europa.</p>
<p><strong>Remo Bodei</strong>, <strong>Donatella Di Cesare</strong>, <strong>Roberto Esposito</strong><br />
Alessandro Dal Lago, Michela Marzano, Mauro Bonazzi, Adriana Cavarero, Salvatore Veca, Giacomo Marramao, Paolo Flores d’Arcais, Massimo Donà, Marta Fattori, Adriano Fabris, Nicola Panichi, Eugenio Mazzarella, Luca Illetterati, Enrica Lisciani Petrini, Caterina Resta, Piergiorgio Donatelli, Marcello Mustè, Simona Forti, Leonardo Caffo, Elettra Stimilli, Dario Gentili, Fabio Polidori, Luca Taddio, Leonardo Amoroso, Massimo Adinolfi, Davide Tarizzo, Laura Bazzicalupo, Massimo De Carolis, Giusy Strumiello, Gian Luigi Paltrinieri, Olivia Guaraldo, Giulio Giorello.</p>
<figure id="attachment_68834" aria-describedby="caption-attachment-68834" style="width: 798px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" class="wp-image-68834 size-full" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/cittadinanza02.jpg" alt="" width="798" height="511" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/cittadinanza02.jpg 798w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/cittadinanza02-300x192.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/cittadinanza02-768x492.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/cittadinanza02-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/cittadinanza02-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 798px) 100vw, 798px" /><figcaption id="caption-attachment-68834" class="wp-caption-text"><em>Una manifestazione per il diritto di cittadinanza, foto di Marco Merlini</em></figcaption></figure>
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		<title>No taxation without representation</title>
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		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 05:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[helena janeczek]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[razzismi quotidiani]]></category>
		<category><![CDATA[seconde generazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[di Helena Janeczek Dopo due anni d’attesa credevo che era fatta. Il decreto prefettizio firmato in data 12 aprile e notificato il 23 maggio dal mio comune di residenza, comunicava che mi è stata “conferita la cittadinanza italiana”. Ero così euforica che mi sono illusa di poter votare subito. “Deve aspettare il giuramento” m’hanno detto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Helena Janeczek</strong><br />
<img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/soli-diritto-essere-235751.jpeg" alt="" width="800" height="496" class="alignnone size-full wp-image-68799" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/soli-diritto-essere-235751.jpeg 800w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/soli-diritto-essere-235751-300x186.jpeg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/soli-diritto-essere-235751-768x476.jpeg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/06/soli-diritto-essere-235751-80x50.jpeg 80w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><br />
Dopo due anni d’attesa credevo che era fatta. Il decreto prefettizio firmato in data 12 aprile e notificato il 23 maggio dal mio comune di residenza, comunicava che mi è stata “conferita la cittadinanza italiana”. Ero così euforica che mi sono illusa di poter votare subito. “Deve aspettare il giuramento” m’hanno detto all’ufficio elettorale. Sono tornata a casa con la coda tra le gambe.<span id="more-68797"></span><br />
Ho intuito che non mi avrebbero chiamata prima delle votazioni. Nel frattempo è cambiata la giunta. Il nuovo sindaco s’è visto su tutti i manifesti accanto a Salvini. Mi tocca giurare fedeltà alla Repubblica, alla Costituzione e alle sue leggi, davanti a un primo cittadino che rispetta più le felpe verdi del suo leader che la fascia tricolore sul proprio petto. La casistica dei sindaci leghisti che hanno negato il giuramento a chi non sa leggere l’italiano è così ampia, ho scoperto, che a febbraio Alfano ha dovuto dichiarare inammissibile quell’arbitrio, mandando i futuri cittadini dal prefetto se il sindaco continua a fare ostruzionismo.<br />
Nonostante questa via d’uscita, gli esempi di cronaca padana sarebbero perseguibili per legge (art.328 del Codice Penale: rifiuto o omissione di atti d’ufficio) se i richiedenti non arrivassero stremati all’appuntamento nella sala comunale. Cosa per cui può ascriversi un merito Roberto Maroni che, con le norme del “pacchetto sicurezza”, ha inasprito in maniera sintomatica sia le sanzioni per gli irregolari (con il “reato di clandestinità”, per dire) che innalzato drasticamente i balzelli sulla cittadinanza e il permesso di soggiorno. La Corte di Giustizia europea, interpellata su richiesta del Tar del Lazio a cui erano ricorsi Cgil e Inca, ha stabilito nel 2015 che il contributo è “sproporzionato rispetto alla finalità perseguita dalla direttiva ed è atto a creare un ostacolo all’esercizio dei diritti conferiti da quest’ultima”. La sentenza cita la carta d’identità che costa 10 € a confronto dei 30,46 € per il rilascio o rinnovo del permesso, più marca da bollo da 16 €, più 30€ per il kit postale, più la tassa che varia da un minimo di 80 € un massimo di 200 €. Con tali spese inevitabili per vivere e lavorare in regola, la cittadinanza diventa anche un calcolo di costi e benefici. Il contributo per presentare l’istanza è di 200€ a cui si sommano marche da bollo, certificati di nascita e buona condotta, con relativi costi di traduzione e legalizzazione, foto, viaggi al consolato, costi di spedizione, costi dei documenti rilasciati dal paese di nascita. Ho speso più di 300 € in totale, somma che sarebbe stata superiore fossi stata extracomunitaria. Un extracomunitario però deve rifare più spesso il permesso e alla fine ha più convenienza a diventare cittadino. Credo si spieghi anche così il dato Ismu che vede, nonostante tutto, le naturalizzazioni in costante crescita soprattutto tra marocchini albanesi e indiani, mentre i cittadini UE, principalmente rumeni, possono regolarizzarsi al costo di 200€ per il permesso di soggiorno illimitato.<br />
Resta il fatto che un meccanismo selettivo basato su un esborso che al giorno d’oggi è una cifra enorme per gran parte degli italiani dalla nascita, trasmette una prima lezione d’italiano anche a chi stenta a spiaccicare due parole. “Governo ladro”, in sintesi. Lo Stato si accanisce sui deboli e onesti, contro i disonesti e prepotenti non alza un dito. Visione quasi identica a quella di coloro che in cima alla lista nera del lassismo mettono proprio gli stranieri. Come si fa a esigere il “rispetto delle regole” quando nessuno si vede rappresentato e tutelato nei suoi diritti?<br />
La situazione più assurda tocca i figli d’immigrati. C’è una riforma approvata in ottobre alla Camera che aspetta il voto del Senato, dove è bloccata dall’ostruzionismo della Lega e probabilmente anche dal timore della sua impopolarità, pur essendo stata una promessa del governo Renzi. La legge è molto cauta nel rendere cittadini coloro che di fatto già lo sono, ragazzi non nati qui per per caso, ma anche cresciuti e andati a scuola. Ragazzi che “il loro paese” lo conoscono, e nemmeno sempre, grazie a qualche soggiorno di vacanze. Il risultato delle amministrative suggerisce che sarebbe meglio farsi sentire affinché non marcisca in parlamento.<br />
“No taxation without representation” era lo slogan della Rivoluzione Americana: questa cittadinanza l’ho voluta anche perché è ingiusto non poter votare se da trent’anni e più si pagano le tasse. Ma è l’eredità di quella francese che mi emoziona saper implicita nel mio giuramento: quel “gli uomini nascono e restano liberi ed uguali nei diritti” con cui si apre la <em>Déclaration des Droits de l’Homme e du Cityoen</em> e al quale la Costituzione italiana si richiama. Esiste un diritto che non scade con il permesso di soggiorno, non si annulla o non si perde con un passaporto: il diritto più violato in Europa e dalle sue istituzioni, ma che per una democrazia è fondante.<br />
E poi esistono le persone. Quel gruppo di adolescenti incrociato nella mia vietta, io che tornavo con le sigarette per l’attesa elettorale, loro che andavano al bar all’angolo diventato ritrovo dei ragazzi di periferia. Tutti maschi, originari di tre continenti &#8211; America, Asia e Africa &#8211; e tagli di capelli da tamarro. “Signora, non potrebbe molto gentilmente offrirmi una sigaretta”, mi chiede, con accento nativo, quello alto alto, nero nero, decisamente un bel ragazzo. E mentre ancora rovisto per cercare il pacchetto, già mi sento più leggera. Le elezioni sono una cosa, la realtà è un’altra. </p>
<p><em>quest&#8217;articolo è uscito a giugno 2016 su &#8220;pagina99&#8221; h.j.</em></p>
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		<title>Roma 27, 28, 29 giugno &#8211; No Border Fest. Tre giorni di dibattiti, cultura, musica.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 23:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Anzalone]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[diritto d'asilo]]></category>
		<category><![CDATA[Frontex]]></category>
		<category><![CDATA[Melilla]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[No border fest]]></category>
		<category><![CDATA[Sara Creta]]></category>
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					<description><![CDATA[[Pubblichiamo il programma di oggi e domani, dal sito www.meltingpot.org] Per la libertà di movimento oltre ogni confine. Il no border fest, giunto alla sesta edizione e organizzato quest’anno da La città dell’Utopia, SCI-Italia, InsensINverso, Amisnet e Laboratorio 53, nasce come momento d’incontro e di conoscenza per riflettere insieme su tematiche sempre più rilevanti come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>Pubblichiamo il programma di oggi e domani, dal sito <a href="http://www.meltingpot.org">www.meltingpot.org</a>]</em></p>
<p><strong>Per la libertà di movimento oltre ogni confine.</strong></p>
<p>Il no border fest, giunto alla sesta edizione e organizzato quest’anno da La città dell’Utopia, SCI-Italia, InsensINverso, Amisnet e Laboratorio 53, nasce come momento d’incontro e di conoscenza per riflettere insieme su tematiche sempre più rilevanti come i diritti di cittadinanza, le migrazioni e la libertà di movimento.</p>
<p>Mentre a Bruxelles si discuterà di come “rafforzare Frontex” e aumentare i controlli alle frontiere, durante i tre giorni a Roma vogliamo raccontare le frontiere esterne e interne dell’Europa, grazie alle testimonianze di chi quelle frontiere le ha attraversate, ai contributi di chi ne ha raccontato e filmato le vicende e di chi quotidianamente a quelle frontiere si oppone.</p>
<p>Un’occasione per trovare nuovi stimoli per agire collettivamente e in maniera concreta sulla realtà in cui viviamo.<span id="more-48372"></span></p>
<p><strong>Sabato 28 giugno</strong> <strong>&gt;&gt;&gt; Le frontiere esterne dell’Europa</strong><br />
@ La Città dell’Utopia, via Valeriano 3f, Roma [zona San Paolo]</p>
<p>&#8211; ore 17.30<br />
Dibattito con Sara Creta, regista del documentario “Number 9”<br />
Amisnet, giornalisti coinvolti nel progetto “Across the Sea” (<a href="http://www.acrossthesea.net">www.acrossthesea.net</a>)<br />
Rasha Azab, giornalista e attivista dall’Egitto<br />
Lina Abdel Samie, attivista</p>
<p>&#8211; ore 19:30 “Questo mare è di piombo”<br />
Documentario sonoro dal vivo a cura di Amisnet<br />
Un documentario sonoro dal vivo realizzato attraverso la selezione dal reportage radiofonico di Amisnet nel progetto Across the sea. Una storia collettiva di alcune delle rotte che attraversano il Mediterraneo, da Melilla al centro di Masra, a Malta, da Zarzis in Tunisia alla Libia, il Sinai e il confine con Israele. (<a href="http://www.acrossthesea.net">www.acrossthesea.net</a>)</p>
<p>&#8211; Cena Nepalese</p>
<p>&#8211; Concerto Afro-Jazz Trio<br />
Madya Diabate (Kora), Angelo Olivieri (Tromba) e Ady Thioune (Djembe)</p>
<p>&#8211; *Proiezione del documentario “No. 9 -Stop violence at the borders” di Sara Creta<br />
Il documentario denuncia la quotidiana e sistematica repressione al confine di Melilla, enclave spagnola nel nord del Marocco, da parte tanto delle autorità marocchine quanto di quelle spagnole. (<a href="http://saracreta.wix.com/into-the-forest">saracreta.wix.com/into-the-forest</a>)</p>
<p>&#8211; Mostra fotografica “Melilla, il porto della speranza” di Sara Creta</p>
<p>°</p>
<p><strong>Domenica 29 giugno &gt;&gt;&gt; Le frontiere interne dell’Europa</strong><br />
@La Città dell’Utopia, via Valeriano 3f, Roma [zona San Paolo]</p>
<p>&#8211; ore 18.00<br />
*“ProvateCIE, Non solo una mostra fotografica, i Centri di Identificazione ed Espulsione fotografati e raccontati”<br />
a cura di ASGI, Studio Legale Antartide ed associazione Liscìa<br />
Una mostra fotografica raccontata che vuole andare oltre alle carte scritte, ai ricorsi, ai fascicoli per provare a raccontare i Centri di Identificazione ed espulsione.</p>
<p>&#8211; ore 20:00 CCena Maki, sapori dall’Africa</p>
<p>&#8211; Concerto di Kermesse, world music</p>
<p>&#8211; ore 21:00<br />
&#8220;Tonato Immigra&#8230; (un immigrato nato)&#8221;<br />
di e con Daniele Anzalone<br />
spettacolo vincitore del talent contest teatrale UP2U<br />
Uno spettacolo teatrale che racconta la storia emblematica di un “immigrato in quanto tale”, che potrebbe essere originario di qualsiasi parte del mondo.</p>
<p><a href="http://www.lacittadellutopia.it">www.lacittadellutopia.it</a><br />
<a href="http://www.sci-italia.it">www.sci-italia.it</a><br />
<a href="http://www.insensinverso.org">www.insensinverso.org</a><br />
<a href="http://www.amisnet.it">www.amisnet.it</a><br />
<a href="http://www.laboratorio53.it">www.laboratorio53.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
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