<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>disciplina &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/tag/disciplina/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 21 Apr 2016 08:25:09 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>La melancolia come simbolo della condizione umana</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2016/04/21/la-melancolia-simbolo-della-condizione-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariasole ariot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Brodesco]]></category>
		<category><![CDATA[bile]]></category>
		<category><![CDATA[dis-ragione]]></category>
		<category><![CDATA[disciplina]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[mariasole ariot]]></category>
		<category><![CDATA[melanconia]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Pierangelo Schiera]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[umori]]></category>
		<category><![CDATA[Warburg]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=60864</guid>

					<description><![CDATA[di Pierangelo Schiera Quarant&#8217;anni di ricerche di Pierangelo Schiera, storico delle dottrine politiche, raccolti nel volume Società e Stato per una identità borghese. Scritti scelti. Già solo una lettura dell&#8217;indice restituisce l&#8217;immagine di un&#8217;intelligenza fluttuante, libera di muoversi in diversi ambiti storiografici – storia, storia dell&#8217;arte, della scienza, delle idee&#8230; – e capace di tenere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-61351" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/04/Melanconia.jpg" alt="Melanconia" width="571" height="574" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/04/Melanconia.jpg 1052w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/04/Melanconia-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/04/Melanconia-298x300.jpg 298w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/04/Melanconia-768x773.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/04/Melanconia-1017x1024.jpg 1017w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/04/Melanconia-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/04/Melanconia-144x144.jpg 144w" sizes="(max-width: 571px) 100vw, 571px" />di<strong> Pierangelo Schiera</strong></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Constantia,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Quarant&#8217;anni di ricerche di Pierangelo Schiera, storico delle dottrine politiche, raccolti nel volume </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Società e Stato</strong> <strong>per una identità borghese. Scritti scelti</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">. Già solo una lettura dell&#8217;indice restituisce l&#8217;immagine di un&#8217;intelligenza fluttuante, libera di muoversi in diversi ambiti storiografici – storia, storia dell&#8217;arte, della scienza, delle idee&#8230; – e capace di tenere insieme, in particolare grazie al concetto-guida di “melancolia”, riflessioni sul Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti, sul significato socio-culturale della musica di Bach, sulla concezione weberiana di disciplina, sulla costituzione dell&#8217;identità borghese, insieme a molte altre trame. Con il consenso dell&#8217;autore condividiamo su Nazione Indiana un estratto dal capitolo “La melancolia come fattore originario del romanticismo: appunti sul caso tedesco”. Il libro, pubblicato come Quaderno n. 4 di </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Scienza &amp; Politica</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">, è interamente scaricabile in open access a questo link: &lt; </span></span></span><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><u><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://scienzaepolitica.unibo.it/pages/view/supplement">http://scienzaepolitica.unibo.it/pages/view/supplement</a></span></span></span></u></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> &gt; – altro merito del volume e dell&#8217;autore. (Alberto Brodesco)<br />
</span></span></span></span></span></span></em></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Interrogarsi sul rapporto fra melancolia e romanticismo significa innanzi tutto chiedersi che cosa s’intenda per melancolia prima di quest’ultimo. L’ampia letteratura esistente sull’argomento mostra quanto profondamente radicata fosse la struttura della melancolia nella storia della cultura occidentale. Essa non fu assolutamente, come si sa, un’invenzione del romanticismo: bisognerebbe semmai porsi la domanda opposta, se cioè, in qualche modo, non sia stato proprio il romanticismo una creazione della melancolia. A tanto probabilmente non arriveremo, ma non ci fermeremo molto distante da lì nella nostra ricostruzione. Una cosa certa è che, nell’impiego plurisecolare, se non ultra-millenario, che il termine ebbe in tutte le lingue occidentali colte, si succedettero molti significati, anche concorrenti o in contraddizione fra loro (basti pensare alla contrapposizione più vistosa: quella fra melancolia intesa come segno di genialità o come segno di isolamento e di follia). </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Tali mutamenti del campo semantico coperto dal nostro termine corrisposero sempre, com’è comprensibile, a trasformazioni profonde del modo di concepire l’uomo e la sua posizione nel mondo. Cosicché si può certamente adottare il punto di vista presentato per primo da Aby Warburg che colse nella melancolia (come espressa in particolare da Dürer nella sua famosa incisione del 1514) il puro e semplice simbolo della condizione umana. Ciò che, d’altra parte, corrisponde perfettamente alla semantica stessa del concetto di simbolo, recante in sé la radice nostalgica, se non già melancolica, della condivisione di un ricordo e di una speranza comune, forse da ricomporre in un futuro lontano.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Orbene, secondo tale interpretazione, la melancolia non può che acquistare un significato diverso tutte le volte che si afferma una nuova antropologia, una nuova concezione dell’uomo e del suo posto nel mondo. Ciò equivale a collegare la storia della melancolia alla storia della modernità, in quanto è proprio quest’ultima a segnare le svolte nell’interpretazione di volta in volta data, sul piano filosofico come su quello empirico, all’esistenza mondana dell’uomo. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">È sulla base di considerazioni di questo genere che io stesso condivido l’opinione di chi vede l’inizio di una nuova storia della melancolia proprio nell’epoca in cui si afferma per la prima volta in Occidente (ed è in tal modo che, a mio avviso, nasce l’idea stessa di Occidente) la possibilità di interrogarsi liberamente sul senso dell’uomo. Ciò accade solo a cristianizzazione avvenuta, cioè dopo la svolta del Mille, allorché si può ritenere universalmente accettabile il nuovo codice basato sulla possibilità di esistenza di un mondo tendenzialmente popolato di uomini liberi, laici, responsabili e razionali, cioè moderni. Da allora in poi, la melancolia ha accompagnato (spesso dotandole di peso e di qualità particolari) le fasi successive di modernizzazione dell’umanità occidentale, scandendo fra l’altro anche il carattere più tipico di quest’ultima nella sua stessa storicità politica: che è stato – almeno fino a oggi o a poco fa – la straordinaria capacità di socializzazione e dunque di sempre più sofisticata istituzionalizzazione dell’obbligazione politica. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Non è questa la sede per diffondersi su queste cose, ma era necessario prenderla così da lontano per comprendere il possente abbrivio, la forza d’inerzia che l’idea di melancolia già possiede quando incrocia il nascere del movimento romantico di cui vogliamo occuparci qui. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Constantia,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Tanto più importante, allora, è tornare a sottolineare che col romanticismo la melancolia acquista un significato del tutto nuovo. Si tratta però di chiedersi, a questo punto, se è il romanticismo a dare alla melancolia quel significato o se è quest’ultima a fare del romanticismo ciò che esso è stato. Dall’XI a tutto il XVII secolo, la melancolia era stata sempre studiata e considerata all’interno della fondamentale dottrina dei temperamenti. I quattro elementi empedoclei stavano alla base della più antica fisica e filosofia greca, i temperamenti erano a loro volta la base della </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">costituzione individuale, in cui si condensò per secoli l’intero </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>regimen sanitatis</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">. A parte ogni altra complicazione va ricordato che, benché il regime migliore e la costituzione ideale fossero sempre ritenuti quelli dominati dal temperamento sanguigno, fu tuttavia a quello melancolico che venne prestata l’attenzione maggiore. Al punto che il termine impiegato per designare l’umore (melancolia, appunto, nel senso etimologico di bile nera) giunse ben presto a indicare il temperamento corrispondente, cosa che non accadde per nessuno degli altri tre umori (sangue, bile gialla e flegma). </span></span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Vero o non vero che ciò sia dipeso dalla prima avvertenza, attraverso il dolore (il mal di pancia, la colite), dell’oggettività e dell’autonomia corporea da parte dell’uomo greco, è assai attendibile riconoscere nella melancolia il segno di un’individualità, ma anche forse di un’umanità, che nel contesto occidentale sarebbe appunto diventata simbolica, come ci ha suggerito il già citato Warburg. Melancolia, sofferenza, individualità, umanità, dunque. Una plurima valenza a cui la nostra idea non riuscirà mai a sottrarsi lungo tutta la sua storia, a dimostrazione dell’intrinseca bipolarità che segna l’intima strutturalità che essa ha rappresentato per la storia dell’uomo occidentale. Tale plurivalenza si traduce nel modo più indicativo sul piano stesso della politicità, che rappresenta forse il campo in cui gli uomini occidentali si sono maggiormente distaccati, nel corso di pochi secoli, dagli altri gruppi culturali umani. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Constantia,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Rispetto alla politica, il melancolico svolge un ruolo profondamente ambiguo. Egli è, tendenzialmente, rustico e solitario, cioè a-sociale. Egli è malcontento e intollerante di ogni “conversazione”. Egli è sedizioso ed eretico e può essere ricondotto </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">alla ragione solo grazie all’unico strumento di cura che la sua dis-ragione (la melancolia appunto) conosce, che è la disciplina. </span></span></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Ma, contemporaneamente, il distacco dal mondo sociale proprio del melancolico è la qualità più richiesta dalla politica stessa a chi si deve far carico del governo delle sorti individuali: del sovrano in primo luogo, che come garante del patto sociale è opportuno che stia sopra le parti, distaccato dagli interessi in gioco e volto soltanto alla coltivazione e al perseguimento del bene comune. Si spiega forse così la grande fortuna moderna dell’antica giustificazione aristotelica, poi anche rinascimental-neoplatonica, della melancolia in capo ai sovrani, oltre che ai filosofi, agli artisti e ai grandi anacoreti. Come si spiega anche l’opposta, maniacale insistenza sulle più diverse pratiche di disciplina per tutti gli altri soggetti-sudditi, obbligati ad apprendere, a indottrinarsi, a disciplinarsi, per rendersi capaci di una seria e reale vita sociale e dunque, per tale via, per incivilirsi.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">*img : Melanconia, acquaforte di Luigi Conconi, 1852-1917</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Disciplina</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/14/disciplina/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/14/disciplina/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 09:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[andrea bajani]]></category>
		<category><![CDATA[disciplina]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/2008/11/14/disciplina/</guid>

					<description><![CDATA[di Andrea Bajani Ogni fascia anagrafica ha il suo spauracchio confezionato ad hoc. Per gli adulti, è disponibile l’extracomunitario. È uno spauracchio di comprovata efficacia, estesa applicazione e referenza millenaria. Funziona bene come catalizzatore della frustrazione e dell’odio sociale, provare per credere. Per i giovani in età scolare, invece, da poco è stato lanciato sul [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/11/il-maestro.jpg"/></p>
<p>di <strong>Andrea Bajani</strong></p>
<p>Ogni fascia anagrafica ha il suo spauracchio confezionato ad hoc. Per gli adulti, è disponibile l’extracomunitario. È uno spauracchio di comprovata efficacia, estesa applicazione e referenza millenaria. Funziona bene come catalizzatore della frustrazione e dell’odio sociale, provare per credere. Per i giovani in età scolare, invece, da poco è stato lanciato sul mercato il prodotto “bullo”. Il bullo è una sorta di “extracomunitario italiano adolescente” che mena le mani contro il prossimo, preferibilmente se portatore di handicap, sovrappeso, ritardato, omosessuale. In entrambi i casi (extracomunitari e “extracomunitari italiani adolescenti”) la parola d’ordine è una sola: disciplina.<span id="more-10906"></span> L’ultima conferma l’abbiamo avuta nella nuova riforma della scuola firmata dal Ministro Gelmini, che taglia risorse all’istruzione, mortifica la funzione degli insegnanti, e però invita a dibattere su folkloristici provvedimenti disciplinari, buoni appunto per distrarre e catalizzare l’aggressività sociale. La violenza (dentro e fuori le scuole) si sconfigge con la disciplina. Forse è una strada, però bisogna intendersi sul significato del termine “disciplina”, che improvvisamente sembra diventato prerogativa della destra. La disciplina proposta è: bocciatura per l’insufficienza in condotta e grembiulino obbligatorio a scuola. Il che significa declinare sulla fascia anagrafica adolescenti l’istituzione dell’esercito in strada. Ovvero: obbedienza pena la punizione, l’insegnante come vigile urbano seduto dietro la cattedra con manganello, fischietto e in tasca le manette e il taccuino per emettere multe. Ecco, credo semplicemente che quest’idea della disciplina riveli una concezione desolante del cittadino e del rapporto tra stato e cittadino. Il cittadino è relegato a mero esecutore meccanico di un ordine di cui non è tenuto né a capire né a condividere il senso. Per dirla con Antonio Gramsci, fondatore di questo giornale, è venuto il momento di contrapporre disciplina a disciplina. C’è un tipo di disciplina in cui tutti, semplicemente, pedestramente obbediscono: “i muli della batteria al sergente di batteria, i cavalli ai soldati che li cavalcano. I soldati al tenente, i tenenti ai colonnelli dei reggimenti; i reggimenti a un generale di brigata; le brigate al viceré […]. Il viceré alla regina […]. La regina dà un ordine, e il viceré, i generali, i colonnelli, i tenenti, i soldati, gli animali, tutti si muovono armonicamente e muovono alla conquista”. E poi c’è un’altra disciplina. Questa disciplina nasce dalla consapevolezza di essere parte di una collettività, dalla condivisione di un progetto. Soprattutto nasce dalla cultura, che è quello che chiediamo allo stato, agli insegnanti e alla scuola: “La cultura [&#8230;] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri”. Ma questo fa paura: meglio le istruzioni che l’istruzione. È più rassicurante avere dei consumatori in grembiulino che dei cittadini consapevoli. Se seguiamo bene le istruzioni, diventeremo uguali alla figura disegnata sulla scatola. </p>
<p><em>pubblicato su &#8220;L&#8217;Unità&#8221;.</em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2008/11/14/disciplina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>9</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-06-24 18:39:24 by W3 Total Cache
-->