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	<title>divinità &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Lola&#038;Vlad &#8211; Piero Melati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giuseppe schillaci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 06:02:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di <b>Piero Melati</b> <br />
Chissà perché ho ripensato ai pidocchi. Anzi no, me lo ricordo bene. Pulci e pidocchi portano la peste. Una volta hanno scoperchiato la tomba di Apollo ed è saltato giù il flagello. Loro, pulci e pidocchi, sono i vettori, in groppa ai topi. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="wp-image-110467 aligncenter" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/11/Cover-Melati-199x300.jpeg" alt="" width="230" height="347" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/11/Cover-Melati-199x300.jpeg 199w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/11/Cover-Melati-680x1024.jpeg 680w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/11/Cover-Melati-150x226.jpeg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/11/Cover-Melati-300x452.jpeg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/11/Cover-Melati-696x1048.jpeg 696w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/11/Cover-Melati-279x420.jpeg 279w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2024/11/Cover-Melati.jpeg 740w" sizes="(max-width: 230px) 100vw, 230px" /></p>
<p><strong>Prologo del nuovo romanzo di Piero Melati, Polidoro Edizioni.</strong><strong> Collana <em>Interzona</em> diretta da Orazio Labbate.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Chissà perché ho ripensato ai pidocchi. Anzi no, me lo ricordo bene. Pulci e pidocchi portano la peste. Una volta hanno scoperchiato la tomba di Apollo ed è saltato giù il flagello. Loro, pulci e pidocchi, sono i vettori, in groppa ai topi. <em>Nosferatu</em>, il film di Herzog del 1979: i moli del porto di Brema invasi dai ratti arrivati sulle navi, con parassiti al seguito. Una volenterosa coorte di sporcizia animata. E dopo lo sbarco, il contagio che bussa alle porte della città: toc, toc, reverendissimi umani, siete in casa?</p>
<p style="text-align: left;">Siamo venuti astecchirvi a peso morto. Quanto a me, il batterio Yersinia Pestis non mi tocca. Oppure guarisco. Ma quei bifolchi di scrocconi sanguisuga, che la peste ha sempre al seguito, mi infastidivano. I topi li sterminavo, ma quanto agli altri mantenuti&#8230; pulci e pidocchi&#8230; dovevo grattarmi o estirparli. Mi facevano indignare.</p>
<p style="text-align: left;">Mi sono grattato la cute nel sonno, per il ricordo. Ma al risveglio tutto è stato chiaro. Avevo sognato il demone Pazuzu, generatore d’incubi. Lui mi aveva rievocato i pidocchi. Al termine di una notte immobile, esattamente trenta minuti prima dell’alba, Pazuzu mi era apparso in tutto il suo fetore. Dovete sapere che c’era una volta, nella valle tra i due fiumi della Mesopotamia, che vide alle sue rive Isacco di Ninive (vi ricorda niente?) un terribile signore dei venti. Si chiamava Pazuzu. Oggi ne resta una statuetta al Louvre, un esile mostro con le ali, la cui iscrizione recita: «Io sono Pazuzu, il re degli spiriti malvagi del vento che sorge all’improvviso dalle montagne». Ma nessuno gli crede più. I turisti ci si fanno i selfie. È un idolo trapassato, come altre vecchie divinità che avevano una data di scadenza: Afrodite, Diana, Dioniso, Pan, eccetera eccetera. «Il grande dio Pan è morto» gridarono al marinaio egizio dall’isola di Paxos. Figuratevi: erano ancora i tempi di Plutarco e Pan, già allora, era acqua passata.</p>
<p style="text-align: left;">Pazuzu, in epoche più robuste, governava il soffio maligno che, da sud-ovest, porta tempeste, carestie, siccità, locuste. Si alzava dalle rocce e spandeva distruzione. Ma in Assiria, otto secoli prima di Cristo, il nostro Pazuzu era ancora invocato perché combatteva la demonessa vampirica Lamastu, che attaccava donne incinte e neonati. Una demone vampira. Personalmente, le sarei stato devoto. Il demone Pazuzu, nelle raffigurazioni, ha un pene eretto che culmina in una testa di serpente. Il <em>linga </em>della tradizione indiana, il fallo con cui Pan scopa le capre. E questo avrà avuto un suo significato, anticamente.</p>
<p style="text-align: left;">Ma questo oscuro diavolo antropomorfo era stato completamente dimenticato, quando mezzo secolo fa la sua figura inaspettatamente risorse. Nelle sale cinematografiche di tutto l’Occidente. Il cinema è un vascello dell’eterno ritorno. Proprio Pazuzu fu il simbolo satanico evocato nella saga de <em>L’esorcista</em>, la morbosa pellicola del 1973 che ha fatto epoca. Il film raccontava che nel sito archeologico di Hatra, nell’attuale Iraq, era stata rinvenuta per caso una statua raffigurante questo malvagio malandrino ctonio. Così, grazie a tale incauta “liberazione” dagli abissi della Terra, dove da tempo immemorabile esso giaceva, sarà proprio Pazuzu a impossessarsi del corpo della giovane protagonista del film, Regan MacNeil.</p>
<p style="text-align: left;">Che blasfema sceneggiatura. Tuttavia partorì una locandina pubblicitaria tanto apparentemente innocua quanto profondamente inquietante. Forse la più disturbante di tutti i tempi. In essa si vede un uomo immobile nella notte, ben vestito, con tanto di cappello e valigetta, fermo all’ingresso del giardino di una palazzina, circondato dalla nebbia, affiancato da un’alta lampada stradale fiocamente illuminata. Ma soprattutto, l’uomo è investito da un possente e innaturale faro di luce che divampa da una finestra al primo piano. Ivi è rinchiusa, nella sua linda cameretta da adolescente, la giovane posseduta.</p>
<p style="text-align: left;">Ora attenzione. Non vediamo mai l’indemoniata, nella locandina. Ma intuiamo che quell’innaturale diluvio di chiarore proviene indubbiamente da una sua metamorfosi. Siamo anche noi irrorati da quell’insano faro insieme all’uomo. Egli è un prete, l’esorcista padre Merrin, interpretato dall’attore Max von Sydow. Resta immobile nella sua postura, perché già congelato nella sua successiva, inevitabile sconfitta.</p>
<p style="text-align: left;">Quell’innaturale chiarità notturna lo paralizza. Colta nell’attimo precedente l’entrata in scena del personaggio, la presenza di quella luce che lo avvolge, di misteriosa e ultramondana provenienza, sentenzia l’imminente capitolazione di tutto ciò che è terreno e transeunte, di fronte a un incommensurabile fenomeno, che semplicemente non avrebbe mai dovuto esserci. Eppure c’è.</p>
<p style="text-align: left;">Ci sono fenomeni che non dovrebbero essere, eppure sono. Essi, come il suono di un gong, stabiliscono che ogni cosa terrena e transeunte è destinata a essere divorata da qualcosa di ultramondana provenienza. Se ci riflettete, è una cosa molto semplice. Dunque, fu una pessima idea da parte vostra far risorgere Pazuzu, grazie a quel film, e con lui risvegliare ciò che da millenni dormiva nelle fosse della Terra. «Ma era solo cinema» direte. Piantatela, vi prego. Rendetevi conto, piuttosto, di quanto siano incaute le mani umane, quando maneggiano antichissime potenze come fossero tagliandi di un Gratta&amp;Vinci. Proprio tale vostra sprovvedutezza avrebbe presto contagiato altre menti perverse. Avrebbe piantato in loro la speranza di nuove resurrezioni, dopo quella di Pazuzu, rastrellando ancora una volta il ventre profondo del terzo pianeta.</p>
<p style="text-align: left;">Che follia, la vostra. Ci sono cose che sono state sotterrate, ma mai davvero sepolte. Esse permangono. Essi vivono ancora. In loro persino la morte è morta. È esattamente questo, come vi racconterò, il casino che avete combinato. A un certo punto del risveglio, mi sono toccato i canini con il pollice e il medio della mano destra. Ecco una cosa concreta, mi son detto. Altro che chiacchiere. Soltanto noi siamo la ribellione a questo deprimente ordine tanatologico del cosmo, la risposta alla sua, e alla vostra, vocazione mortuaria.</p>
<p style="text-align: left;">Ok, la pianto qui. Cercavo solo un modo semplice per introdurre la storia. Alla fine l’ho trovato. Si chiama Lola e Vladimiro. Che prendano loro la parola. I personaggi. Umani come voi. Più o meno. Questa storia è cominciata proprio all’alba di internet, quando ancora non c’erano i social network. A quei tempi, esistevano soltanto le chat, i forum, i primi siti, i primitivi motori di ricerca. Ma le chat, in particolare, segnarono l’inizio di una rivoluzione umana. Hanno inaugurato tutto quello che c’è adesso: i social network, gli influencer, gli youtuber, Facebook, WhatsApp, Instagram, Tik Tok, i like, i cuoricini,i followers. Fu allora che iniziò un percorso virtuale che non si è più fermato. Anzi, è dilagato con la geometrica potenza di una epidemia di peste. Quando l’artificiale ha cominciato a prendere il sopravvento sul reale e la realtà si è mischiata alla finzione. Peggio delle arti visive, della fotografia, del cinema, della televisione. Non c’è paragone con tutto quello che c’era stato prima.</p>
<hr />
<p style="text-align: left;"><strong>Piero Melati</strong> è stato vicecaporedattore alla cultura del Venerdì di Repubblica. Attualmente collabora all’inserto <em>Robinson </em>di Repubblica, alle pagine culturali del Venerdì. Ha scritto <em>Vivi da morire</em> con Francesco Vitale (Bompiani, 2015), <em>Giorni di mafia </em>(Laterza, 2017), <em>La notte della civetta</em> (Zolfo,2020), <em>Paolo Borsellino. Per amore della verità </em>(Sperling&amp;Kupfer, 2022),<em> Il viaggio del ca</em><em>maleonte: Truman Capote in Sicilia</em> (Le storie, 2023).</p>
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		<title>I muri di K. (2/2)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2013 22:30:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Sartori &#160; Qui a K. si contano più di cento sintagmi per onorare le pietre esili o massicce ialine o grigie di sole bislunghe o cubiche o aguzze o forate cuneiformi (gli etnologi gioirebbero) &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; I nomi sopravvivono al cosiddetto progresso (ma come chiamare ciò [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giacomo Sartori</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-469w-2/" rel="attachment wp-att-46266"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46266" alt="muri_k (469)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-469w1.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-469w1.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-469w1-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-469w1-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui a K.</p>
<p>si contano più di cento sintagmi</p>
<p>per onorare le pietre</p>
<p>esili o massicce</p>
<p>ialine o grigie di sole<span id="more-46240"></span></p>
<p>bislunghe o cubiche</p>
<p>o aguzze</p>
<p>o forate</p>
<p>cuneiformi</p>
<p>(gli etnologi gioirebbero)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-11w/" rel="attachment wp-att-46251"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46251" alt="muri_k (11)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-11w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-11w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-11w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-11w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>I nomi sopravvivono</p>
<p>al cosiddetto progresso</p>
<p>(ma come chiamare</p>
<p>ciò che non si è mai visto?</p>
<p>come dribblare</p>
<p>le lingue degradanti</p>
<p>delle religioni?)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-204w/" rel="attachment wp-att-46271"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46271" alt="muri_k (204)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-204w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-204w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-204w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-204w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>11</p>
<p>Cari muri di K.</p>
<p>laccati dal sole</p>
<p>leccati da piogge convulse</p>
<p>carezzati dai serpenti</p>
<p>(sempre meglio che niente)</p>
<p>sotto la scorza di pietrisco</p>
<p>e erbe inaridite</p>
<p>nascondete terra sfarzosa</p>
<p>antica e scarlatta</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-354w/" rel="attachment wp-att-46253"><img loading="lazy" alt="muri_k (354)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-354w.jpg" width="448" height="300" /></a></p>
<p>distillata nei millenni</p>
<p>dal gruviera carsico</p>
<p>e poi ricomposta</p>
<p>da palmi ruvidi e premurosi</p>
<p>non molta</p>
<p>solo qualche spanna</p>
<p>(quando va bene):</p>
<p>una misera faraona</p>
<p>con alti boccoli in fiamme</p>
<p>pronta a darsi da fare</p>
<p>e donare cose buone</p>
<p>se tutti non l’ignorassero</p>
<p>(priva com’è</p>
<p>di dignità mercantile)</p>
<p>come quei soldati</p>
<p>aggrappati a un fronte dimenticato</p>
<p>a guerra strafinita</p>
<p>Voi però lo sapete:</p>
<p>torneranno le carestie</p>
<p>(i telefoni intelligenti</p>
<p>e i titoli della borsa</p>
<p>sono indigesti:</p>
<p>solo qualche capra affamata</p>
<p>potrà addentarli)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/19/i-muri-di-k/muri_k-7w/" rel="attachment wp-att-46206"><img loading="lazy" alt="muri_k (7)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-7w.jpg" width="448" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>12</p>
<p>Saggi muri di K.</p>
<p>pensate davvero</p>
<p>che gli dei siano estinti</p>
<p>che nulla ecceda</p>
<p>i gangli nervosi e la saliva?</p>
<p>Credete anche voi ai geni</p>
<p>e agli ormoni?</p>
<p>Davvero siete sordi</p>
<p>al bussare lieve</p>
<p>sulla superficie dei polmoni</p>
<p>e sulle scapole?</p>
<p>Come spiegate</p>
<p>le quotidiane epifanie</p>
<p>dell’inesplicabile?</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-235w/" rel="attachment wp-att-46254"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46254" alt="muri_k (235)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-235w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-235w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-235w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-235w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Come decifrate</p>
<p>il cosiddetto ritorno religioso</p>
<p>il trionfo dei culti low cost</p>
<p>(irruento marketing spirituale)</p>
<p>i sincretismi personali</p>
<p>più estrosi e disparati</p>
<p>le liturgie fai da te</p>
<p>i riassemblaggi empirici</p>
<p>di prassi magiche</p>
<p>gli sciamanismi metropolitani?</p>
<p>Non vi sembra inevitabile</p>
<p>e anzi coerente?</p>
<p>Vedete un altro sbocco</p>
<p>per l’era dell’individuo sovrano?</p>
<p>(anzi imperatore)</p>
<p>Pensate che qualche uomo</p>
<p>possa vivere</p>
<p>senza uno straccio di senso</p>
<p>condiviso</p>
<p>senza un qualche accesso</p>
<p>alle caverne profonde</p>
<p>aperte sul cielo?</p>
<p>Pensate ancora</p>
<p>che le credenze cosiddette laiche</p>
<p>possano puntellare</p>
<p>le atomizzate nevrosi</p>
<p>e depressioni</p>
<p>(prozac dialettico)</p>
<p>possano arginare</p>
<p>la bestialità umana?</p>
<p>(si può arginare il male?)</p>
<p>Dai vostri spalti</p>
<p>di pietra stratificata</p>
<p>assisterete a altri olocausti</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-871w/" rel="attachment wp-att-46255"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46255" alt="muri_k (871)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-871w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-871w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-871w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-871w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>13</p>
<p>Nessuno sa dirmi</p>
<p>chi e quando</p>
<p>vi ha fatto</p>
<p>sasso dopo sasso</p>
<p>con perizia millenaria</p>
<p>e dissennata ostinazione</p>
<p>(non è questa la quintessenza</p>
<p>dell’<i>Homo sapiens</i>?</p>
<p>la cosiddetta razionalità</p>
<p>non è figlia ovvia</p>
<p>dell’accanimento?)</p>
<p>ma anche talento estetico</p>
<p>(preziosismi</p>
<p>e civetterie litiche)</p>
<p>e doti scenografiche</p>
<p>sotto una trapunta inquieta</p>
<p>o nel sole freddo di febbraio</p>
<p>(non certo in questo</p>
<p>ossesso frinire</p>
<p>nel quale ritaglio e scatto)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-507w/" rel="attachment wp-att-46256"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46256" alt="muri_k (507)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-507w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-507w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-507w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-507w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>Nessuno se lo chiede</p>
<p>siamo troppo occupati</p>
<p>a distruggere</p>
<p>e depredare</p>
<p>sollazzati e scagionati</p>
<p>dal pantheon cangiante</p>
<p>di scapigliati calciatori</p>
<p>dai glutei alati</p>
<p>ieratiche ninfe anoressiche</p>
<p>pugnaci tenniste</p>
<p>dionisiaci musicanti</p>
<p>miliardari condottieri</p>
<p>di industrie immateriali</p>
<p>sapienziali conduttori</p>
<p>del teleschermo</p>
<p>(Stavrogin si è impiccato</p>
<p>a una corda di seta</p>
<p>e le rivoluzioni materialiste</p>
<p>non hanno dato buon esito)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-732w/" rel="attachment wp-att-46258"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46258" alt="muri_k (732)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-732w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-732w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-732w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-732w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>14</p>
<p>Ostinati muri di K.</p>
<p>vi prendete</p>
<p>per muraglie eterne</p>
<p>ma basta</p>
<p>che vi erodano l’appoggio</p>
<p>che incidano a valle</p>
<p>e vomitate fuori</p>
<p>i vostri intestini pallidi</p>
<p>misti a grumi</p>
<p>di sangue minerale</p>
<p>(l’inizio della fatale emorragia)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-40w/" rel="attachment wp-att-46259"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46259" alt="muri_k (40)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-40w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-40w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-40w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-40w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>E intanto le radici</p>
<p>(lo stesso tenue legno</p>
<p>che avete sempre</p>
<p>sprezzato)</p>
<p>vi lavorano ai fianchi:</p>
<p>finiranno un po’ alla volta</p>
<p>per divellervi</p>
<p>Non siete invincibili</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-727w/" rel="attachment wp-att-46260"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46260" alt="muri_k (727)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-727w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-727w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-727w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-727w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>15</p>
<p>Incongrui gradini</p>
<p>verso il cielo vuoto di agosto</p>
<p>(dove hanno traslocato</p>
<p>i vostri abitanti?</p>
<p>non hanno lasciato</p>
<p>davvero niente?</p>
<p>un manualetto</p>
<p>una ricetta</p>
<p>un nuovo indirizzo?)</p>
<p>scrigni di terra</p>
<p>rossa e cassintegrata</p>
<p>ostili al progresso</p>
<p>insomma anacronistici</p>
<p>(nemmeno balneari!)</p>
<p>per certi versi risibili</p>
<p>come tutte le prove</p>
<p>dell’ostinazione umana</p>
<p>nel passato</p>
<p>(quella presente</p>
<p>seduce e ammalia)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-182w/" rel="attachment wp-att-46261"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46261" alt="muri_k (182)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-182w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-182w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-182w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-182w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>Anche voi</p>
<p>siete sempre più sconnessi</p>
<p>uno dall’altro</p>
<p>sempre più barricati</p>
<p>in voi stessi?</p>
<p>Anche voi la notte</p>
<p>fate rimbalzare frasette</p>
<p>di cartapesta</p>
<p>per via elettronica?</p>
<p>Anche voi fingete</p>
<p>che le vostre torri fortificate</p>
<p>abbiano ariose feritoie?</p>
<p>Anche voi giocate</p>
<p>con la nostalgia di una fusione</p>
<p>anche voi</p>
<p>chiamate amici</p>
<p>i remoti conoscenti?</p>
<p>Siete anche voi dediti</p>
<p>al sesso virtuale?</p>
<p>O forse fate ancora</p>
<p>gioco di squadra?</p>
<p>Sapete ancora usare</p>
<p>la forza mentale?</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-768w/" rel="attachment wp-att-46262"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46262" alt="muri_k (768)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-768w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-768w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-768w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-768w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>16</p>
<p>Cari muri di K.</p>
<p>ubriachi di luce</p>
<p>e forsennate cicale</p>
<p>(pure loro cocaina?)</p>
<p>sono anch’io un relitto litico</p>
<p>sensibile alla bellezza</p>
<p>e quasi arreso</p>
<p>Non so cosa cercare</p>
<p>né dove:</p>
<p>il coraggio austero delle ginestre</p>
<p>si è rivelato una forma acuta</p>
<p>e non auspicabile</p>
<p>anzi imbarazzante</p>
<p>di disagio psichico</p>
<p>(hybris cerebrale</p>
<p>foriera di deliri</p>
<p>e tumori)</p>
<p>Dovrei forse voltarmi anch’io</p>
<p>verso oriente</p>
<p>(senza più permettere ai giorni</p>
<p>di vivermi)</p>
<p>Non so cosa avverrà in autunno</p>
<p>o meglio lo so anche troppo bene</p>
<p>ma non conosco i dettagli</p>
<p>(che beninteso non sono dettagli</p>
<p>e mi atterriscono</p>
<p>più di ogni altra cosa)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-450w/" rel="attachment wp-att-46263"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46263" alt="muri_k (450)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-450w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-450w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-450w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-450w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Io non so</p>
<p>se potrò farcela</p>
<p>davvero non lo so</p>
<p>(e questo quesito egotistico</p>
<p>mi ripugna)</p>
<p>Verrà l’istante</p>
<p>del sogno premonitore</p>
<p>verrà il silenzio minerale</p>
<p>lo strappo nei polmoni</p>
<p>Cari muri di K.</p>
<p>anche sotto la mia pelle smagliata</p>
<p>c’è sangue fresco</p>
<p>anche la mia pancia</p>
<p>vomiterà budella</p>
<p>di terra rossa</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/28/i-muri-di-k-22/muri_k-187w/" rel="attachment wp-att-46264"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46264" alt="muri_k (187)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-187w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-187w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-187w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-187w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>K., 1-11 agosto 2013</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>(la prima puntata si trova <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/19/i-muri-di-k/#more-46181">qui</a>)<br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>I muri di K.</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/08/19/i-muri-di-k/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2013 09:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Dalmazia]]></category>
		<category><![CDATA[dei]]></category>
		<category><![CDATA[divinità]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sartori]]></category>
		<category><![CDATA[muri]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[pietre]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[prosa contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[sillabario indiano]]></category>
		<category><![CDATA[suolo]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Sartori &#160; &#160; Cari muri di K. siete divenuti superflui nei vostri marsupi di terra prodiga e rossa (importa a qualcuno?) squatterano pini possenti e lucenti corbezzoli Cari muri di K. ora foraggiate solo le pubblicità turistiche e gli olivi di qualche anziano (lasciamo stare per piacere i giardini dei villini balneari) &#160; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giacomo Sartori</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/19/i-muri-di-k/muri_k-10_web-grande-2/" rel="attachment wp-att-46184"><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-46184" alt="muri_k (10)_web grande" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-10_web-grande1-300x200.jpg" width="300" height="200" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-10_web-grande1-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-10_web-grande1-120x80.jpg 120w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-10_web-grande1.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cari muri di K.<br />
siete divenuti superflui<br />
nei vostri marsupi di terra<br />
prodiga e rossa<br />
(importa a qualcuno?)<br />
squatterano pini possenti<br />
e lucenti corbezzoli<span id="more-46181"></span><br />
Cari muri di K.<br />
ora foraggiate solo<br />
le pubblicità turistiche<br />
e gli olivi<br />
di qualche anziano<br />
(lasciamo stare per piacere<br />
i giardini dei villini balneari)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-348w/" rel="attachment wp-att-46194"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46194" alt="muri_k (348)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-348w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-348w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-348w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-348w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L’agricoltura industriale<br />
vi ha epurato:<br />
siete rozzi<br />
e duri di comprendonio<br />
non collaborate alla soluzione finale<br />
Voi però non demordete<br />
non crollate<br />
manifestate anzi<br />
in cortei impettiti<br />
il vostro arcaico dissenso</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-145w/" rel="attachment wp-att-46195"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46195" alt="muri_k (145)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-145w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-145w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-145w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-145w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2</p>
<p>Cari muri di K.<br />
dovete scusarmi<br />
se vi violo<br />
lo sapete bene<br />
per tante estati<br />
vi ho solo sfiorato<br />
con le dita appaiate<br />
come si carezza<br />
il pilastro di una cattedrale<br />
solo quest’anno<br />
(che è l’ultimo)<br />
mi sono procurato una reflex<br />
(non la so tanto usare)<br />
solo quest’agosto vi molesto</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-1030w/" rel="attachment wp-att-46197"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46197" alt="muri_k (1030)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1030w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1030w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1030w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1030w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non intendo certo possedervi<br />
o sfruttarvi<br />
solo parlare un po’<br />
sentire le vostre voci<br />
di pietra cretacica<br />
i vostri fiati carsici<br />
Presto me ne andrò di qui<br />
presto mi chiameranno:<br />
verranno i mattini diafani<br />
verrà l’istante del sogno premonitore</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-375w/" rel="attachment wp-att-46198"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46198" alt="muri_k (375)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-375w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-375w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-375w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-375w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>3</p>
<p>Alveari di fini</p>
<p>tavelle fatte a mano</p>
<p>o anche di mattoncini più spessi</p>
<p>o blocchi oblunghi</p>
<p>o cubi bislacchi</p>
<p>a volte perfino</p>
<p>pietroni informi:</p>
<p>siete sempre diversi</p>
<p>sempre pertinenti</p>
<p>mai davvero brutti</p>
<p>(esiste bruttezza che non sia</p>
<p>compromissione morale?)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/19/i-muri-di-k/muri_k-1153w/" rel="attachment wp-att-46223"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46223" alt="muri_k (1153)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1153w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1153w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1153w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1153w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>Siete lunghi o mozzi</p>
<p>alti o tracagnotti</p>
<p>slanciati o curvi</p>
<p>paciosi o nervosetti</p>
<p>seriosi o sbarazzini</p>
<p>solitari</p>
<p>o più spesso assembrati</p>
<p>in ligi battaglioni</p>
<p>che assaltano i versanti</p>
<p>nell’indifferenza globalizzata</p>
<p>(in versione postsocialista)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-526w/" rel="attachment wp-att-46214"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46214" alt="muri_k (526)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-526w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-526w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-526w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-526w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>4</p>
<p>L’etica di un muro<br />
è conservare<br />
la terra e l‘acqua<br />
nascondere il gruzzoletto<br />
sotto il materasso<br />
i muri sono anticapitalisti<br />
rifuggono le mietitrici con il servosterzo<br />
e gli atomizzatori automatici<br />
non parliamo poi<br />
dei derivati finanziari<br />
e del prodotto interno lordo<br />
se ne fottono<br />
pretenderebbero che la gente cammini<br />
come nel Medioevo<br />
amano fare sudare<br />
adorano la fatica degli uomini<br />
rimpiangono gli zoccoli degli asini<br />
sono dei temibili fondamentalisti<br />
hanno insomma quello che si meritano<br />
(che crepino sotto il solleone<br />
d’una degradante notte mediatica)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-210w/" rel="attachment wp-att-46200"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46200" alt="muri_k (210)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-210w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-210w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-210w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-210w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-503w/" rel="attachment wp-att-46201"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46201" alt="muri_k (503)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-503w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-503w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-503w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-503w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>5</p>
<p>Qui non crollano i muri<br />
non siamo nella Val Prino<br />
né a Tavernaro<br />
qui i muri sono tarchiati e forti<br />
larghi come stradette<br />
franeranno tra tremila anni<br />
o cinquemila<br />
non ora<br />
sono troppo massicci<br />
troppo ben fatti<br />
Forse solo la pioggia<br />
potrà leccarli via<br />
(come si beve le montagne<br />
nei cicli dell’orogenesi)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-91w/" rel="attachment wp-att-46204"><img loading="lazy" alt="muri_k (91)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-91w.jpg" width="300" height="448" /></a></p>
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<p>6</p>
<p>Cari muri di K.<br />
quante dita di legno duro<br />
quanti giorni di bora nervosa<br />
quante facce erpicate<br />
quanti sincopati passi di asini<br />
quante divinità e santi<br />
e struggenti parti<br />
sono sussunte<br />
nei vostri paleolitici merletti?</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-741w/" rel="attachment wp-att-46205"><img loading="lazy" alt="muri_k (741)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-741w.jpg" width="448" height="300" /></a></p>
<p>Il sangue lo nascondete<br />
(quasi vergognandovi<br />
di campare ancora)</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-712w/" rel="attachment wp-att-46213"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46213" alt="muri_k (712)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-712w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-712w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-712w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-712w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>7</p>
<p>I muri vivono<br />
più a lungo dei muratori<br />
(o insomma di chi li ha eretti)<br />
questo lo intuiamo<br />
anche nella nostra barbarie<br />
digitale e globalizzata</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/19/i-muri-di-k/muri_k-771w/" rel="attachment wp-att-46224"><img loading="lazy" alt="muri_k (771)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-771w.jpg" width="448" height="300" /></a></p>
<p>Quanto a loro<br />
i muri di K.<br />
assistono impassibili<br />
tacciono testardi<br />
sopportando le cosiddette intemperie<br />
contemplando i tramonti<br />
senza peraltro sentimentalismi<br />
e senza imparare niente<br />
semplicemente tengono duro<br />
(come si faceva una volta<br />
come insegnava mio padre)<br />
aspettando il seguito<br />
sorridendo dalle fessure<br />
delle loro bocche sdentate<br />
poi però crolleranno a terra<br />
sfiniti anch’essi<br />
di tanto silenzio<br />
di tanto essiccarsi di senso<br />
La solitudine<br />
e l’eternità<br />
sono per gli dei</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-1167w/" rel="attachment wp-att-46208"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46208" alt="muri_k (1167)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1167w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1167w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1167w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1167w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>8</p>
<p>Estromessi pure voi<br />
dal cosiddetto mercato globale<br />
(un nuovo dio<br />
come tutte le divinità<br />
celato alla vista)<br />
demotivati e apatici<br />
ridotti a<br />
negletti monumenti<br />
(all’arretratezza?)<br />
cotti dal sole<br />
lisciati e lisciviati<br />
dagli inverni dalmati</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-1026w/" rel="attachment wp-att-46209"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46209" alt="muri_k (1026)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1026w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1026w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1026w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-1026w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>Nessuno che vi dia il blasone<br />
di land art<br />
(per morire<br />
in pretenziosi musei<br />
di acciaio e cristallo)<br />
nessuno che vi dichiari<br />
patrimonio dell’umanità<br />
(la tomba patinata<br />
della celebrità mediatica)<br />
Il vostro problema<br />
è non poter morire:<br />
agonizzate nell’indifferenza</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-36w/" rel="attachment wp-att-46210"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-46210" alt="muri_k (36)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-36w.jpg" width="448" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-36w.jpg 448w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-36w-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-36w-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></a></p>
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<p>9</p>
<p>Cari muri di K.<br />
cosa ne pensate di Stavrogin<br />
e del perpetuarsi del male<br />
(le ipostasi contemporanee<br />
appaiono sempre<br />
meno tremende<br />
meno colpose:<br />
quasi interessanti)<br />
come valutate<br />
l’aggressivo individualismo<br />
dell’era neoliberale<br />
e lo sdilinquimento dell’etica<br />
nelle ragioni dell’economia<br />
(le stesse che governano<br />
la distruzione totale)<br />
il culto integrista della tecnologia<br />
l’estinzione della trascendenza<br />
e di tutto ciò che è alto<br />
(compresa la letteratura)<br />
la dittatura interiorizzata<br />
dei cerimoniali mercificati<br />
cosa sogghignate<br />
quando vi parlo<br />
come vi permettete<br />
di snobbare<br />
i miei rustici filosofeggiamenti<br />
non sapete tutto<br />
nemmeno voi siete eterni<br />
la vostra eleganza primitiva<br />
si arrenderà all’intrico vegetale<br />
le radici dei pini<br />
(ordinarie radici<br />
di ordinari pini<br />
geneticamente immodificati)<br />
vi piegheranno</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/08/29/i-muri-di-k/muri_k-783w/" rel="attachment wp-att-46212"><img loading="lazy" alt="muri_k (783)w" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/08/muri_k-783w.jpg" width="448" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>(la seconda e ultima parte arriverà la prossima settimana)</em></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Nuovi autismi 29 &#8211; Il fragoroso vuoto di senso della letteratura (una lettera)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/11/27/autismi-29-il-vuoto-di-senso-della-letteratura/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 10:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[divinità]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo sartori]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Sartori Cari ragazzi, permettetemi di chiamarvi così, io devo confessarvi che non conosco più di tanto questo romanzo che avete deciso di trasporre a teatro. Questo testo che vi ha parlato e sul quale volete lavorare è mio, nel senso che sono io che lo ho scritto. Sono io che gli ho dato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Giacomo Sartori</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/11/27/autismi-29-il-vuoto-di-senso-della-letteratura/william-blake-london-urizeninchains-trans292/" rel="attachment wp-att-44206"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-44206" title="William-Blake-London-UrizenInChains-Trans292" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/11/William-Blake-London-UrizenInChains-Trans292.jpg" alt="" width="292" height="445" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/11/William-Blake-London-UrizenInChains-Trans292.jpg 292w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/11/William-Blake-London-UrizenInChains-Trans292-196x300.jpg 196w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /></a></p>
<p>Cari ragazzi, permettetemi di chiamarvi così, io devo confessarvi che non conosco più di tanto questo romanzo che avete deciso di trasporre a teatro. Questo testo che vi ha parlato e sul quale volete lavorare è mio, nel senso che sono io che lo ho scritto. Sono io che gli ho dato vita &#8211; vita cartacea, per molti versi più pregnante e fervida della nostra &#8211; ai personaggi che in esso si dibattono, e soprattutto la sua lingua è il frutto del mio lavoro. Di questo sono sicuro. Ma mentirei se vi dicessi che so perché l’ho scritto, e mentirei ancora di più se vi facessi credere che so cosa vuol dire. La verità è che non ho la minima cognizione del perché esista, non ho la più pallida idea se significhi qualcosa. Il fatto che descriva una contingenza sociologica riconoscibile potrebbe far pensare che io detenga o ritenga di detenere le chiavi per decifrare quella stessa realtà: non è così.</p>
<p>Ma non fraintendetemi: mi fa piacere, un piacere sincero, che vi interessiate a lui. Mi da sollievo pensare che gli anni che ho passato a produrlo non siano inutili, e quindi per estrapolazione che nemmeno quello che faccio adesso – perché la mia vita resta ancora la scrittura &#8211; sia vano. È un palliativo che mi conforta e mi aiuta a vivere. Come potete immaginare non è facile dedicare mesi e mesi, anni, a un’attività che non ha alcun senso. Se però adesso un senso voi lo trovate, vuol dire che il mio agire ha una sua giustificazione, che forse la mia esistenza non è inutile. Per molte ragioni che adesso non ho voglia di disseppellire questo sillogizzare mi suona fallace, quasi un’impostura, e soprattutto illusorio, ma mi fa lo stesso bene. Come tutti gli uomini vivo anch’io di appagamenti fallaci e di illusioni. Sono anch’io un essere umano, sono anch’io sensibile – e forse più di altri &#8211; ai complimenti.</p>
<p>Quando ne parliamo io fingo di conoscerlo fin nelle sue indicibili intimità, fingo di essere quell’imperioso soggetto che ne detiene le redini, o comunque ne ha detenuto le redini. Questo è un esercizio che mi ripugna ma al quale sono abituato, perché mi si chiede di farlo anche in altre occasioni. Quando un libro viene pubblicato già la mia testa è altrove, già ho dimenticato il testo, o meglio ho cominciato a dimenticarlo &#8211; ho bisogno di dimenticarlo, una necessità fisica, legata a un istinto di sopravvivenza &#8211; devo però parlarne come se tutti i miei pensieri fossero ancora lì, come se fosse qualcosa che ha ancora a che fare con me. È una menzogna alla quale mi presto a malincuore: mi costa fatica &#8211; parlo di una misurabile tensione che produce malessere, non è una metafora &#8211; mentire. Lo considero però un prezzo da pagare, un male minore. Considero che l’inebriante libertà che mi governa quando scrivo valga bene questo agile pegno sociale. Nella vita tutti noi ci troviamo a sostenere ruoli che hanno lati spiacevoli, non vedo perché io dovrei esserne esente. Altri scriventi preferiscono trincerarsi in un’intonsa torre di avorio, io ho l’impressione che quell’arroganza mi sarebbe ancora più penosa. Senza contare che ne ricavo pur sempre, torno alla mia vanità, qualche soddisfazione.</p>
<p>Facevo l’esempio di un testo recente, figuriamoci allora un romanzo che va per la sua strada già da vari anni. Mostrare una complicità nei suoi confronti mi apparirebbe come inscenare un’intimità con un ex-amore che non frequento da tempo, quando ormai più niente ci lega, ed è anzi lievitata una mutua diffidenza. Del resto non siete tardi, e voi stessi vi siete accorti che conoscete meglio di me la vicenda e i personaggi. Leggo sulle vostre facce lo stupore, ogni volta che lo constatate. Ma se ci pensate è normale che sia così: voi il testo lo avete letto e riletto (come si dovrebbe leggere sempre, e come quasi nessuno più legge), io non lo bazzico da molto tempo. Anzi, si può dire che non l’ho mai fruito nella sua interezza e a mente fresca, senza tensioni e senza a priori, con mente innocente e per certi versi ingenua, senza ravvisare il seguito, come cioè si devono leggere i testi. È per questo che è ormai più vostro che mio. O meglio, è solo vostro.</p>
<p>La mia ignoranza è ben più sostanziale di quello che potrebbe sembrare, non riguarda solo i dettagli. Permea le linee di fondo, la sua stessa ragione di essere. Non so con precisione che rapporti intrattenga con la realtà effettuale e riconoscibile (molti hanno pensato che il suo movente fosse quello) che pretende descrivere, e che io non conosco (l’ho immaginata per induzione), pur avendola per certi versi nel sangue, e quindi conoscendola meglio di chiunque altro: davvero non lo so. Men che meno potrei allora dire se ha un qualche valore, se vale la pena leggerlo, se appunto emana un qualche senso. Certo nella mia testa ci sono ipotesi e convinzioni, certo rifletto anche su questo, come sulla mia pratica attuale di scrittura, ma devo constatare che non sono elucubrazioni davvero profonde, sono pensieri viziati dall’andazzo e dagli assilli del momento, contradditori e per così dire interessati: restano pur sempre mille miglia sotto l’orbita solitaria dove evolve il testo.</p>
<p>Non è quindi solo una questione di memoria che scioglie via via gli ormeggi, non è questione solo di tempo che passa. Quello che mi è impossibile è dare un giudizio generale. Ci ho lavorato per anni, ma mentre mi davo da fare pensavo mano a mano ai vari dettagli non al tutto. Non giudicavo, sgobbavo. Certo miravo a raggiungere un’unità, ma mi focalizzavo sui particolari anche infimi, sulle singole frasi, sulle inezie. Perseguivo un gusto globale, ma era un fine sempre irraggiungibile, per molti versi cangiante, sempre più lontano mano a mano che mi avvicinavo, non una realtà, non un compagno di viaggio. La mia visione era centrifuga, non centripeta. Nella mia testa c’era quella lucidità da alcaloide che solo la scrittura sa mantenere nel tempo, ma non avevo uno sguardo d’insieme, come nella vita non si capiscono gli amori e le passioni che ci travolgono. La visione d’insieme la si può avere solo a posteriori, solo quando non si è più coinvolti, quando si è ormai passati ad altro. Solo l’io che ha destituito quello precedente può giudicare il suo predecessore. Del resto qualsiasi giudizio letterario è sempre arbitrario e già datato, intrinsecamente errato. La letteratura non è fatta per essere giudicata, ma per essere fruita, omaggiata.</p>
<p>Non vorrei però che mi fraintendeste, la mia non è una dismissione di responsabilità. Mi considero in tutto e per tutto responsabile delle relazioni ambigue e per certi versi perverse che il testo ha con il cosiddetto mondo reale, come anche di ogni sua pecca, dei suoi eventuali pregi. Considero di essere il legittimo destinatario di tutte le critiche e delle eventuali lodi. E in fondo non ho timori in questo senso. Ho passato anni a limare ogni rotellina – per usare una metafora ormai obsoleta, ma che rende il lato artigianale e per certi versi impreciso che sempre ha avuto e sempre avrà la scrittura – dell’intricato ingranaggio. E quindi mi sento piuttosto sicuro del fatto mio. E se ho fallito, nella vita ci sono anche i fallimenti (ritengo anzi che nel percorso di chi scrive le disfatte siano necessarie), lo ho fatto dando il massimo di me stesso.</p>
<p>Se mi sforzassi potrei diventare esegeta di me stesso. Qualche volta – quando appunto mi ritrovo in situazioni che mi costringono a farlo – mi cimento. Mi trasformo in uno storico dell’io che sono stato, divento un critico letterario che analizza i testi che ho scritto. Scavo alla ricerca dei motivi episodici e profondi, metto in relazione, interpreto e decripto, risalgo e deduco, ricostruendo successioni e temi, pedinando il loro divenire. È un esercizio che non mi arreca alcuna soddisfazione, alcuna gioia, e soprattutto per il quale non mi sento dotato. È un compito utilitario che svolgo quando proprio non posso farne a meno, esattamente come mi obbligo a riepilogare i miei movimenti precedenti quando non trovo le chiavi di casa. Altre persone adorano questo lavorio di dissezione, questa autopsia di un cadavere già freddo, non io. Sento che non è il mio terreno, che non è lì che posso dare il meglio di me stesso, che anzi è lì che vengono alla luce i miei manifesti limiti. Io amo battermi con le vite impettite ma anche folli delle parole, amo tendere come archi nervosi le frasi, non mi interessa dissezionare, diagnosticare.</p>
<p>Cari ragazzi, da queste parole potreste forse dedurne che non credo nel potere gnoseologico e forse anche demiurgico della letteratura. E invece sono persuaso che nel suo fragoroso vuoto di senso pulsino le impalpabili verità che possono dare significato alla nostra esistenza. Non possiamo coglierle, come non si possono imprigionare senza ucciderle le farfalle, ma possiamo pur sempre ammirarle. Penso addirittura che testi letterari si annidino le divinità che abbiamo smarrito per strada con il cosiddetto progresso, o comunque la nascosta nostalgia che ad esse ci lega. A volte mi sembra anzi che la funzione precipua della letteratura sia per l’appunto quella di aprirci al divino, a quello che gli uomini hanno chiamato il divino, e che forse abita ancora in tutti noi, anche se non sappiamo più percepirlo. Penso che alcuni scriventi attuali arrivano ancora a infilzare con le loro frasi l’aurea di qualche sfaccendata ma pur sempre fulgida divinità: spesso si tratta di individui con le pezze sul culo o che annaspano nelle bassezze, spesso nella loro stessa meschinità. Cari ragazzi, anche se è forse patetico chiamarvi così, penso più prosaicamente che i testi che ho scritto non mi appartengono.</p>
<p><em>(l&#8217;immagine: William Blake, &#8220;Urizen in chains&#8221;)</em></p>
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		<title>Insomma, questi poveri cristiani&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 22:45:44 +0000</pubDate>
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<p>Vorrei sapessero che già il dio Mitra nasceva da una vergine in una grotta in concomitanza con il solstizio di inverno e veniva adorato dai pastori. Ma i sacerdoti del dio Mitra scelsero quella data perché nei precedenti secoli e millenni quello era stato il giorno della celebrazione della nascita di Osiride, e in altre civiltà di Attis, di Adonis, di Dioniso. Quindi papa Giulio I che, nel IV secolo, scelse per il natale cristiano il 25 dicembre, non fece che inserire la nuova divinità nella consolidata tradizione romana della festa del Sol Invictus, capace di “risorgere” proprio mentre sembra che stia per scomparire. Vorrei sapessero che “figlio di Dio” era già un appellativo pagano e che la divinizzazione di Gesù procedette parallelamente (II-V secolo d. C.) alla divinizzazione da parte pagana degli imperatori defunti, mentre l’imperatore vivente era chiamato, per l’appunto, “figlio di dio”.</p>
<p><em>Nella foto: DIONISO in croce su una medaglia con la scritta BAKKI: croce sormontata da una mezza luna che ricorda Tanit.</em></p>
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