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	<title>Dome Bulfaro &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>La penna nei guantoni. Per lasciare un segno in quattro domande</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2022/06/15/poesia-boxe-terzo-round/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 05:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[boze]]></category>
		<category><![CDATA[Dome Bulfaro]]></category>
		<category><![CDATA[federica guglielmini]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[Terzo e ultimo intervento tra Federica Guglielmini (FG) e Dome Bulfaro (DB) per valorizzare la boxe e riflettere sulla boxe. Dopo i loro due rispettivi articoli monografici il terzo e ultimo intervento avviene in forma di gioco]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Terzo e ultimo intervento tra <strong>Federica Guglielmini</strong> (FG) e <strong>Dome Bulfaro</strong> (DB) per valorizzare la boxe e riflettere sulla boxe. Dopo i loro due rispettivi articoli monografici il terzo e ultimo intervento avviene in forma di gioco come se si assistesse ad un incontro tra loro due, su quattro domande, pensate come se fossero quattro round della durata di poche righe ciascuno.</p>
<p>Il primo e secondo round si possono leggere <a href="https://www.nazioneindiana.com/2022/03/30/poesia-e-boxe-primo-round/">QUI</a> e <a href="https://www.nazioneindiana.com/2022/04/30/essere-italiani-essere-pugili-essere-umani/">QUI. </a></p>
<p><em>1) Il pugilato sta ritornando nei cuori dei giovani e degli artisti perch</em><em>é</em><em>?</em></p>
<p>FG: I giovani rivedono nei pugili e nelle pugilesse icone sportive e culturali a cui sentono di appartenere; vederli lottare, prepararsi con dedizione, ascoltare le loro storie vere che spesso sono anche simili alle loro, li coinvolge. Ugualmente gli artisti si sentono chiamati a rispondere alla spettacolarità della boxe con l&#8217;impulso creativo che li contraddistingue. Arte chiama arte.</p>
<p>DB: La boxe è il crocevia di ogni essere umano. Nessuno può esimersi dall’incrociare i pugni con l’altro e con se stesso. Nessuno. Ognuno di noi, se vuole veramente evolvere spiritualmente, non dovrà solo salire, combattere e scendere dal ring ma dovrà imparare a farlo con arte. La catarsi che vivono un pugile, un rapper, un poeta performer è analoga: passa dall’affermazione di se stessi. È il primo stadio, quello giovane, quello in cui l’istinto alla sopravvivenza avvia un processo di trasformazione ma in cui l’ego svolge ancora un ruolo trainante.</p>
<p><em>2) Perch</em><em>é ami il pugilato?</em></p>
<p>FG: Perché ha salvato anche me. Lentamente, come quell&#8217;amore che dura per tutta la vita, che cresce e non smette mai di bruciare ricordandoci di essere vivi. Il pugilato ti invita a celebrare le tue paure, ombre e sogni senza mai tirarti indietro. L&#8217;essere umano è cifrato dalla lotta, sin dal primo giorno che viene al mondo. Guardo la boxe e vedo la storia dell&#8217;uomo, di tutti noi. Nati per essere qualcuno con un nome, di cui possiamo farne ciò che vogliamo. Guardo la boxe, scrivo la sua storia, ed è come rinascere sempre.</p>
<p>DB: Non amo tutto del pugilato: ad esempio non amo il virilismo congenito del pugilato, almeno quello che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Amo la boxe perché come la poesia è un’arte della nudità: così come il boxeur sale sul ring, a pugni stretti, armato solo di se stesso e null’altro, allo stesso modo il poeta performer sale sul palco, armato solo della sua voce e di quello che egli è e sa fare. La poesia si fa, in sostanza, come la boxe: a mani nude e a voce nuda.</p>
<p><em>3) </em><em>La boxe è </em><em>?</em></p>
<p>FG: Un&#8217;invenzione umana, uno sport attraverso cui ci diamo l&#8217;occasione di misurare quanto siamo disposti a sentire la nostra carnalità così fragile, così forte, così mortale. Ha bisogno di un pubblico, dei suoi protagonisti e di chi sappia raccontare le sue gesta.</p>
<p>Io esisto al pari della natura,<br />
degli elementi che la compongono,<br />
io sono la mia specie,<br />
la sua furia.<br />
(Federica Guglielmini)</p>
<p>DB: La poesia è davvero potente quando si manifesta dove non diresti mai: nel pugno della boxe la poesia è esplosiva. Nel gergo pugilistico, quando un pugile ha un pugno che picchia duro, si dice che ha una bella “castagna”. La boxe è come una castagna: brutale come i suoi aculei, dura come il suo guscio, carnosa e gustosa come il suo frutto.</p>
<p><em>4) Il pugilato è una nobile arte perch</em><em>é</em><em>?</em></p>
<p>FG: Perché fa della sua impresa sportiva, un racconto eroico fra due sfidanti, desiderosi di essere giudicati, letti come i migliori libri di poesia. L&#8217;estetica della boxe esiste da millenni. La danza, compiuta sul ring dai pugili, procede come a passo di musica. La boxe è l&#8217;orchestra della vita.</p>
<p>DB: Il pugile è disposto a mettersi alla prova. Come Arjuna nella Bhagavadgītā, è chiamato ad affrontare la sofferenza [BG 1.20-46] per nobilitare il proprio spirito. Il pugile si mette volontariamente di fronte a quello che per tutto l’incontro sarà il bivio: restare e combattere o abbandonare. In svariati modi potrebbe abbandonare anziché restare nella difficoltà e nel dolore: alzando il braccio, voltandosi di spalle rispetto all’avversario, mostrando il paradenti. Invece no, sceglie di restare.</p>
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		<title>Essere italiani, essere pugili, essere umani (secondo round)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2022/04/30/essere-italiani-essere-pugili-essere-umani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 05:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[Boxe]]></category>
		<category><![CDATA[Dome Bulfaro]]></category>
		<category><![CDATA[federica guglielmini]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia e boxe]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>Federica Guglielmini</strong> <br />
Eccomi dentro una Nazione Indiana, che si trasforma in un ring, luogo di incontro per tutti noi. Accorciamo le distanze fra il pugilato e gli italiani, allontaniamo i pregiudizi attraverso una verità storica e contemporanea. Qui e ora. 
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il primo round, a firma Dome Bulfaro, si può leggere <a href="https://www.nazioneindiana.com/2022/03/30/poesia-e-boxe-primo-round/">qui</a>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Federica Guglielmini</strong></p>
<p>FUORI I SECONDI<br />
<em> </em></p>
<p><em>Nel tempo del quadrato,</em><br />
<em>venite con me a vederli.</em><br />
<em> </em><br />
<em>Uomini branco, cerchio</em><br />
<em>in movimento, tricipiti assenti,</em><br />
<em>schiene che si svuotano dalla bocca</em><br />
<em>un richiamo. Polmoni in assalto.</em><br />
<em> </em><br />
<em>Alle corde gli uomini sono,</em><br />
<em>rinascono.</em></p>
<figure id="attachment_97580" aria-describedby="caption-attachment-97580" style="width: 275px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" class="wp-image-97580" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-805x1024.jpeg" alt="" width="275" height="350" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-805x1024.jpeg 805w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-236x300.jpeg 236w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-768x977.jpeg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-1208x1536.jpeg 1208w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-150x191.jpeg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-300x382.jpeg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-696x885.jpeg 696w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-1068x1359.jpeg 1068w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05-330x420.jpeg 330w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2022/04/WhatsApp-Image-2022-04-28-at-14.41.05.jpeg 1610w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /><figcaption id="caption-attachment-97580" class="wp-caption-text">I pugilatori di Giovanni Testori</figcaption></figure>
<p><em> </em>Eccomi dentro una <em>Nazione Indiana</em>, che si trasforma in un ring, luogo di incontro per tutti noi. Accorciamo le distanze fra il pugilato e gli italiani, allontaniamo i pregiudizi attraverso una verità storica e contemporanea. Qui e ora. Le lancette della mala-informazione corrono sempre veloci.<br />
Immaginate di dirigervi dentro le mura del Castello Sforzesco di Milano, sentire un grande fermento di voci, vedere bambini sulle spalle di padri emozionati, mamme in apprensione che si siedono stupite a bordo ring dopo aver visto un abbraccio fra due giovani dopo un match. Vedere gli stessi ragazzi dirigersi agli angoli del ring verso i loro maestri, emozionati come padri aspettarli a braccia aperte che abbiamo vinto oppure no.<br />
Immaginate una domenica pomeriggio di raggiungere la piazza del vostro quartiere, dove non sempre vi sentite al sicuro, dove la delinquenza purtroppo si infiltra sempre e di assistere a un incontro di pugilato. Vi guarderete intorno trovando un pubblico multietnico, entusiasta di assistere a un evento sportivo che ha sempre la capacità di avvicinare le persone, farle conoscere meglio, rallegrare i giovani, ispirarli. Non crederete ai vostri occhi, vedrete anche il prete della parrocchia seduto fra il pubblico che fa il tifo per i suoi ragazzi che frequentano gli spazi della chiesa nel doposcuola, o il suo campetto da calcio, o che appunto tirano di boxe invece di perdersi per le strade a fare scorribande senza sogni e senza speranze.<br />
Lo sport unisce, crea aggregazione sociale, lo sport può farsi muro contro la guerra, lo sport è un a delle migliori armi per combattere il degrado dei quartieri delle città, lo sport non conosce discriminazione razziale.</p>
<p><strong> </strong><br />
<strong>Il pugilato vs i pregiudizi</strong></p>
<p>Il pugilato è uno sport da contatto, con una storia millenaria alle spalle che si è evoluta nel corso dei secoli, ma tutt&#8217;ora combatte contro i pregiudizi che spesso la vedono affiancata alle parole come violenza e pericolo. Inoltre troppo spesso i giornali trovano comodo (pensando di divulgare una notizia accattivante) scrivere false notizie legate a violenze fra uomini e donne affermando che gli uomini in questione siano pugili solo perché frequentano una palestra di pugilato. La qualità della divulgazione mediatica è un tema che riguarda i giorni d&#8217;oggi e ne abbiamo visto i frutti deleteri soprattutto in pandemia, e non riguarda solo il modo in cui si parla di pugilato in Italia.<br />
Detto questo quindi il problema del pugilato che viene visto ancora così, non riguarda il pugilato in sé, ma il come se ne parla, di come lo si racconta. Uno sport che si avvale della lotta per esprimersi, regolato da regole ben precise, affiancato da maestri, medici, giudici ed arbitri perché deve essere ancora frainteso? La violenza è ben altro e purtroppo ne siamo circondati. La violenza non ha regole, non è uno sport. La violenza non è uno sport, non è il pugilato, solo perché sembra così. La violenza non ha né giudici, né arbitri. La violenza non si trova nelle palestre di uomini e donne pugili che insegnano ai loro figli il rispetto verso il prossimo e lottano contro il bullismo. La violenza è vigliacca e senza onore. Siamo travolti da una comunicazione mediatica che molto spesso risulta essere violenta, impatta violentemente sulla crescita emotiva dei giovani, e questo è un tema che si ripresenta molto spesso nei maggiori talk show in tv.</p>
<p><strong>Boxe scuola di vita</strong></p>
<p>Quando due atleti scelgono uno sport da contatto, allenano la stima reciproca, allenano la ricerca di un&#8217;esperienza formativa interiore che fa parte della storia dell&#8217;uomo, cosa manca ancora agli italiani per rivolere la boxe nelle piazze e nei quartieri? La lotta come momento di vita ludico, conoscenza del sé, del concetto di limite, di forza dimostrativa e di socialità appartiene sia al mondo degli esseri umani, sia a quello animale. Ebbene nessuno scandalo. I bambini a scuola imparano attraverso il confronto e le sfide sportive come gestire le emozioni e il vivere sociale. Come sentiamo troppo spesso però questo non accade sempre anzi, e il bullismo dilaga. Dunque per il pugilato che è l&#8217;arte di allenare la forza attraverso regole ben precise, che custodiscono i valori della stima verso prossimo, della difesa come prima legge negli allenamenti è giunto il momento che si riprenda lo spazio che merita fra le discipline sportive degne di merito e di valenza educativa antica, soprattutto all&#8217;interno delle scuole italiane e nelle parole dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p><strong>Essere italiani, essere pugili, essere umani</strong></p>
<p>Cosa significa essere italiani, appartenere a un popolo con una storia ricca di tradizioni e di cultura ed essere pugili. Come antica arte nobile il pugilato, offre a chi la pratica una scuola di vita che pochi altri sport hanno la magia di insegnare, proprio perché si tratta di uno sport da contatto. Lo scontro che cerca il pugile però non è quello per distruggere l&#8217;avversario, ma quello di misurarsi atleticamente come essere umano, che dà valore alla vita. Certo i pugili si colpiscono, si fronteggiano, ma si concedono di essere scossi da emozioni antiche per ricordarsi di essere umani e non è nel dolore della carne non fine a se stessa che si arriva alla salvezza, purificazione, come racconta la Bibbia? Gli avversari sul ring sono occasioni di incontro con se stessi, i pugili incarnano nel vero senso della parola la lotta, ma una lotta d&#8217;amore con se stessi.<br />
La boxe è sempre stata una risorsa educativa per fronteggiare la delinquenza nei quartieri delle città e non solo italiane. Boris Johnson da anni favorisce e incentiva il pugilato e le arti marziali combinate con educazione scolastica per aiutare i quartieri a rischio di criminalità e violenza.<br />
Quindi cosa stiamo aspettando per utilizzare al meglio la storia di questo sport per una migliore divulgazione delle sue risorse. Non abbiamo forse bisogno oggi più che mai di sentirci un popolo unito, nel fronteggiare guerre, pandemie, di trovare i migliori esempi per i giovani che chissà quali altre sfide dovranno affrontare negli anni avvenire?<br />
Il pugilato incarna per eccellenza la lotta per la vita, per la sua buona sorte. Il pugile all&#8217;angolo si allena duramente per imparare a resistere ai colpi della vita, dell&#8217;avversario, che diventa metafora delle prove della vita stessa.</p>
<p><em>Io esisto al pari della natura,</em><br />
<em>degli elementi che la compongono,</em><br />
<em>io sono la mia specie,</em><br />
<em>la sua furia.</em><br />
<em> </em></p>
<p><strong>Lo sport: dose di dolore</strong></p>
<p>Forse le informazioni che riceviamo dai media sono talmente monotematiche che l&#8217;italiano medio riconosce solo come sport il calcio mercato? Temo di sì. Eppure mi chiedo spesso come mai nessuno scomponga davanti alla pericolosità di un pallone fermato con la testa da un calciatore a quella velocità, a tutte le ossa rotte dei calciatori, a tutte le operazioni a cui sono sottoposti. Quante volte li vediamo cadere sul campo, lamentarsi delle fratture, essere portati via dai medici e nessuno spettatore rimane scioccato da questo? Soprattutto in questi ultimi anni si denota un aumento di problemi cardiaci che colpisce i calciatori e si sta parlando di salute e di tutela della vita di ogni atleta. Tutti gli sport hanno la loro dose di pericolosità perché gli atleti decidono di mettersi in gioco. C&#8217;è chi preferisce una pallonata in faccia, fratturarsi un ginocchio, c&#8217;è chi può cadere da cavallo, c&#8217;è chi può cadere da una moto. Sapete che agonia scelgono i ballerini per diventare tali? Le lunghe ore di allenamento e le posizioni estreme, innaturali, causano traumi e infortuni dolorosissimi, e se necessario si ricorre anche alla chirurgia.<br />
O ancora il tennis e in questo caso cito Andre Agassi uno dei tennisti più forti di sempre: «Il tennis è pugilato. Ogni tennista, prima o poi, si paragona a un pugile, perché il tennis è boxe senza contatto. Il tennis è uno sport violento, uno contro l&#8217;altro e la scelta è brutalmente semplice quanto sul ring. Sconfiggere o essere sconfitti, solo che nel tennis le bastonate sono più sotto la pelle».<br />
È davvero illuminante il verso della meravigliosa canzone, <em>Boxe a Milano</em>, del cantautore Pacifico: «Quante cose si fanno sapendo di farsi del male, chissà cosa porta, chissà cosa piace, a un uomo che alle corde non vuole cadere». Ognuno di noi sceglie di praticare o di seguire lo sport che più è affine al suo carattere, alla sua passione, al suo bisogno di esprimersi e senza ombra di dubbio ogni disciplina sportiva, ha la sua dose di pericolosità, di infortuni che possono verificarsi, soprattutto a livelli professionistici. Une delle grandi magie della boxe, è che offre sia a chi lo guarda, sia a chi lo pratica la possibilità di chiedersi quale sia la propria battaglia. Forse non ce ne sarà solo una, anzi è molto probabile che sia così.</p>
<p><strong>Italiani, pugili e sognatori</strong></p>
<p>Il pugilato italiano ha bisogno di voci che lo sappiano raccontare con giudizio, con passione, con professionalità e che queste voci siano unite, che sappiano leggere la società di oggi, che sollecitino i media a guardare la boxe come una risorsa sportiva, culturale e mediatica di valore.<br />
Pertanto faccio quadrato e do la parola a Niccolò Pavesi, voce di DAZN e della MotoGp:<br />
Nella boxe c’è spazio letteralmente per tutti. Maschi e femmine, adulti e giovanissimi, persone di qualsiasi provenienza geografica, di qualsiasi peso e caratteristiche fisiche. È accessibile a chiunque abbia voglia di imparare e di conoscerla. Questa è una delle sue principali forze, perché lo rende uno sport universale, praticato e apprezzato in ogni angolo del mondo.<br />
Certamente, la Grande Boxe – quella di Ali, di Hagler, di Tyson, di Mayweather, di Pacquiao e di Canelo – è la vetta della piramide sportiva e si pratica in pochi Paesi al mondo. È questione di tradizione, qualità e risorse.<br />
Ciò non toglie il fatto che il pugilato sia in grado di sedurre chiunque, probabilmente proprio perché è qualcosa di più di uno sport.<br />
Pensiamo al nostro quotidiano: passiamo tutti davanti alla palestra del nostro quartiere, abbiamo tutti un amico o un’amica che indossano i guantoni per scrollarsi di dosso lo stress del lavoro, ogni anno ci riuniamo sul divano con la nostra famiglia quando in TV danno Rocky e i nostri nonni, almeno una volta, ci hanno raccontato le imprese dei campioni del passato. E noi le abbiamo ascoltate affascinati. Riflettendoci, forse è proprio la parola “racconto” quella più calzante, da associare al pugilato: la boxe – a tutti i livelli – è un unico Grande Racconto che racchiude in sé milioni di racconti di ogni genere. Questa, secondo me, è la sua vera magia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Controlli</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2016/12/16/controlli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 06:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[daniele vergni]]></category>
		<category><![CDATA[Dome Bulfaro]]></category>
		<category><![CDATA[millegru]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[rosaria lo russo]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[di Rosaria Lo Russo e Daniele Vergni ***** Da Il canto di Hafez di Rosaria Lo Russo Dall’arco del tuo sopracciglio scoccò uno sguardo maligno Per spargere il mio sangue, io piangevo impotente Ubriaco e sudato sei venuto nel parco L’acqua sul tuo viso diede fuoco all’albero di Giuda Ogni sguardo vanesio dei tuoi occhi narcisi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://millegru.org/edizioni-mille-gru/rosaria-lo-russo-daniele-vergni-controlli/"><strong>Rosaria Lo Russo e Daniele Vergni</strong></a></p>
<div class="youtube-embed" data-video_id="WxdJ0AoDN-w"><iframe loading="lazy" title="Il controllore di volo (teaser) - da &quot;Controlli&quot; libro+DVD di Rosaria Lo Russo e Daniele Vergni" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/WxdJ0AoDN-w?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p><strong>*****</strong></p>
<p><em>Da</em> <strong>Il canto di Hafez</strong></p>
<p>di <strong>Rosaria Lo Russo</strong></p>
<p>Dall’arco del tuo sopracciglio scoccò uno sguardo maligno<br />
Per spargere il mio sangue, io piangevo impotente</p>
<p>Ubriaco e sudato sei venuto nel parco<br />
L’acqua sul tuo viso diede fuoco all’albero di Giuda</p>
<p>Ogni sguardo vanesio dei tuoi occhi narcisi<br />
Solleva cento tumulti nel mio mondo</p>
<p>Per la vergogna che lo paragonavo al tuo viso, il gelsomino<br />
Chiese aiuto alla brezza che gli coprisse la bocca di terra</p>
<p>Dall’arco del tuo sopracciglio scoccò uno sguardo maligno<br />
Per spargere il mio sangue, io piangevo impotente</p>
<p>La viola annodava la sua ciocca attorcigliata<br />
era la brezza che raccontava la storia dei tuoi ricci</p>
<p>Prima d’ora ero un ascetico pio senza vino<br />
Sono diventato il menestrello dei ragazzi belli</p>
<p>Dall’arco del tuo sopracciglio scoccò uno sguardo maligno<br />
Per spargere il mio sangue, io piangevo impotente</p>
<p>Il vino dei ragazzi, dono eterno della sorte<br />
In questa sfattezza Hafez si concede sollievo</p>
<p>Mi apro al sollievo in questa disfatta<br />
Il sollievo di questo poeta è nella disfattezza</p>
<p>Così il mondo adesso si piega ai miei desideri<br />
Ora il mondo soddisfa i miei desideri</p>
<p>Dall’arco del tuo sopracciglio scoccò uno sguardo maligno<br />
Per spargere il mio sangue, io piangevo impotente.</p>
<p>Mi apro al sollievo in questa disfatta<br />
Il sollievo di questo poeta è nella disfattezza</p>
<p>Così il mondo adesso si piega ai miei desideri<br />
Ora il mondo soddisfa i miei desideri</p>
<p>Lo stupore mi ha bruciato la mente<br />
La lingua sta ferma ma la bocca si riempie di poesia (…)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://millegru.org/edizioni-mille-gru/rosaria-lo-russo-daniele-vergni-controlli/"><strong>Rosaria Lo Russo, Daniele Vergni, <em>Controlli</em> (Millegru, 2016)</strong></a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scacciapensieri (antologia di poetry therapy)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2016/03/14/scacciapensieri-antologia-di-poetry-therapy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2016 06:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Casiraghy]]></category>
		<category><![CDATA[azzurra d'agostino]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Tognolini]]></category>
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					<description><![CDATA[di Licia Ambu A immaginare non ci vuole niente. &#160; A leggere questo libro mi son venuti i nove anni. Poi i tre, i quattro, gli undici. Sono usciti da soli, si sono palesati perché erano già lì, tutti nello stesso posto, tutti che mi abitano. Al primo verso di questa antologia, inaugurata con una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="Scacciapensieri - Seconda medicina: dialogo" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/J1ITlIgy9HA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: right;">di <strong>Licia Ambu</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>A immaginare non ci vuole niente.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A leggere questo libro mi son venuti i nove anni.</p>
<p>Poi i tre, i quattro, gli undici. Sono usciti da soli, si sono palesati perché erano già lì, tutti nello stesso posto, tutti che mi abitano. Al primo verso di questa antologia, inaugurata con una poesia alla primissima voce di mamma, gli anni sono ritornati subito alla ribalta.</p>
<p>Questa antologia si chiama <em>Scacciapensieri</em>. <em>Poesia che colora i giorni neri</em>. Lo scacciapensieri è uno strumento musicale in parte mobile, in parte fisso. Ed è uno strumento idiofono, cioè produce un suono tramite la vibrazione del suo stesso corpo. Un po’ come dire che ha in sé tutte le risorse per poter diffondere la sua musica a spasso per il mondo. Un suono che sia calmante, terapeutico, portatore di gioia, lenitivo per la tristezza, o un semplice sottofondo. Scacciapensieri è il titolo di questo libro, e questo libro è come una bacchetta magica universale. Il principio è lo stesso: ha una parte fissa di parole stampate saldamente tra le pagine, con un inchiostro convinto e intenzionato a restare nel tempo e una parte mobile che permette di diffonderne il potere a spasso per il mondo tramite il suo impiego, tramite la liberazione delle parole e del loro suono. Anche in termini terapeutici. Come una medicina.</p>
<p>La medicina è quella cosa che serve in caso di guai. Quando si tratta di guai dell’anima, la medicina si chiama poesia. Ma poesia mica nel senso aulico che potrebbe farvi pensare a polvere, versi ostici, montagne di ermetismo, splendido per carità ma non terapeutico allo stesso modo diciamo, assolutamente non quello. Questa poesia è una magia molto particolare. Ha finalità pragmatiche e scaccia i pensieri che non vanno bene. Questo libro è un cilindro magico in cui si crea l’arte di guarire. Roba da infilarci una mano scendendo fino al gomito compreso, e tornare alla luce con il braccio praticamente fatato, pieno di fili di parole terapeutiche su argomenti molto molto importanti, come l’amore, il dialogo, la risata, lo stupore e il tempo. Una magia che serve universalmente e che ogni volta è nuova e diversa. Un incanto che funziona su tutti.</p>
<p>Scacciapensieri è un libro completo di istruzioni per l’uso, dichiarate apertamente e con la seria intenzione di rendere il tutto tascabile e facilmente fruibile. Ricco di espliciti bugiardini tematici e con illustrazioni liquide e itineranti lungo tutte le pagine. Come uno scacciapensieri, appunto, che produce vibrazioni e poi le lascia libere di andarsene a volare per aria, a toccare le teste che passeggiano di grandi, piccoli, animali, fiori e cose. Questa raccolta di versi è un prontuario e come tale va usato, come una caramella che cambia il gusto alla bocca, un’idea che spolvera la testa, una formula che cambia i colori,</p>
<p><em>In mezzo c’è una strada</em></p>
<p><em>Che porta verso il mondo</em></p>
<p><em>È che dovunque vada</em></p>
<p><em>Non sta lì a girare in tondo</em></p>
<p>Il provetto portavoce per una missione di questa portata, e cioè la diffusione del verbo, si dice a un certo punto dovrebbe essere un bambino che al posto del primo cittadino declami i versi per il pianeta. Una candidatura indovinatissima perché con questo metodo si finisce per esprimere tutta l’efficacia delle parole ed è proprio possibile che in determinati contesti si riesca a ripescare uno dei bambini che siamo e fargli recitare la poesia. I bambini si riconoscono dall’età e da molte caratteristiche ma qui, più che l’anagrafe, la questione è decidere di considerare l’essere bambini il comune denominatore di tutti, perché tutti lo siamo stati e tutti dovremmo ancora esserlo da qualche parte dentro di noi. Si tratta di allargarsi un momentino la pelle e guardarsi dentro alla ricerca di quel posto, tra un organo e l’altro, da sotto gli occhi alla punta dei piedi, dove stiamo nascosti ancora bambini. Siamo quelli con la pila in mano che ci indichiamo la strada per guardare per bene le cose in modo un po’ puro e semplice, citando: <em>Per fortuna ci sono i bambini e i poeti. </em></p>
<p>La poesia è creazione, è dialogo, è costruzione. I poeti creano, inventano, cantano. Lo sapevate che con la poesia si può domandare a un dolore senza fargli male? E che ci sono poesie che vanno recitate e dette con una precisa coreografia di passi? Che gli anni si possono perdere all’indietro? Che si può persino stupirsi dello stupore, tenersi la natura a portata di mano, portarsi a spasso il vento, invitare il sole, farsi compagnia con gli alberi, imparare a prendere le misure alle cose, le distanze giuste per guardare, è possibile tutto questo, lo sapevate? E quale medicina può essere migliore di quella che si tramanda in un modo così leggero come la voce, in qualsiasi posto, a qualsiasi ora, ad opera di chiunque?</p>
<p>Viene voglia di impararle a memoria, di dirle come un mantra, una ricetta, una canzone, al posto di nome e cognome, codice fiscale, targa della macchina, informazioni sul tempo, appuntamenti noiosi. Qui ci si legge dentro mica ci si archivia fuori. Dice una nota a un certo momento: <em>Non tutti i libri quando bussi ascoltano</em>.</p>
<p>Questo libro quando bussi canta, vi dico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Scacciapensieri. </em><em>Poesia che colora i giorni neri</em>.</p>
<p><em>Antologia di poetry therapy per bambini</em><br />
dagli 8 ANNI<br />
Edizioni Mille Gru, 2015</p>
<p>&lt;<a href="http://poetrytherapy.it/lantologia-scacciapensieri/" target="_blank">http://poetrytherapy.it/lantologia-scacciapensieri/</a>&gt;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tu se sai dire dillo: 27-28 settembre e 2-3 ottobre a Milano</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2013/09/21/tu-se-sai-dire-dillo-27-28-settembre-e-2-3-ottobre-a-milano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2013 11:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
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					<description><![CDATA[TU SE SAI DIRE DILLO Seconda edizione 27 &#8211; 28 settembre e 2 &#8211; 3 ottobre 2013 PROGRAMMA &#160; tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno. Giuliano Mesa   GALLERIA OSTRAKON via Pastrengo 15 Milano  &#8211;  27 settembre, venerdì &#160; ore 18.30 AAVV, &#8220;Parabol(ich)e dell&#8217;ultimo giorno&#8221;, Le voci della luna, 2013   A cura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>TU SE SAI DIRE DILLO</b></p>
<p align="center">Seconda edizione<b></b></p>
<p align="center"><b>27 &#8211; 28 settembre e 2 &#8211; 3 ottobre 2013</b><b></b></p>
<p align="center"><b>PROGRAMMA</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>tu, se sai dire, dillo, dillo a qualcuno.</i><i></i></p>
<p><i>Giuliano Mesa</i><b></b><span id="more-46410"></span></p>
<p><b> </b></p>
<p align="center"><b>GALLERIA OSTRAKON</b><b></b></p>
<p align="center"><b>via Pastrengo 15 Milano  &#8211;  </b><b>27 settembre, </b><b>venerdì</b><b> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 18.30<b></b></p>
<p><b>AAVV, &#8220;Parabol(ich)e dell&#8217;ultimo giorno&#8221;, Le voci della luna, 2013</b><i></i></p>
<p><i> </i></p>
<p><i>A cura di Enzo Campi</i></p>
<p>con Biagio Cepollaro, Fabrizio Bianchi (editore), Paolo Zublena</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.00<b></b></p>
<p><b>Omaggi creativi e critici ad Emilio Villa</b><b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p>Dome Bulfaro, Tiziana Cera Rosco, Daniele Bellomi, Enrico De Lea, Francesco Marotta, Francesco Forlani, Biagio Cepollaro, Enzo Campi, Jacopo Ninni</p>
<p><b> </b></p>
<p><b> </b></p>
<p align="center"><b>GALLERIA OSTRAKON  </b><b></b></p>
<p align="center"><b>via Pastrengo 15 Milano  28 settembre, sabato</b></p>
<p>ore 18.30</p>
<p><b>Omaggio video di Dome Bulfaro</b><b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p>“La mega scrito (III)”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Da le mûra di t;éb;é ai Trous”,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Recital multimediale di Martina Campi, Francesca Del Moro, Mario Sboarina, Enzo Campi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.00<b></b></p>
<p><b>Frames e Poiesis III</b><b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p>(rassegna di video poesia o poesia video)</p>
<p>Emanuele Magri e Biagio Cepollaro<b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p align="right"><i>pagina 1</i><b></b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b>LABORATORIO 1 APRILE</b><b></b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b>via Nicola d’Apulia,12 &#8211; 2 ottobre, mercoledì</b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p>ore 17.30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Mentre il pianeta ruota</i></b><i>.</i><b></b></p>
<p><b>Inaugurazione mostra di pittura di Biagio Cepollaro</b></p>
<p><b> </b></p>
<p>ore 19.00</p>
<p><b>Conversazione con Antonio Sparzani su </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Paul K. Feyerabend, Contro l’autonomia</i></b><b>, <i>Il cammino </i></b><b><i>comune delle scienze e delle arti.</i></b><b> </b></p>
<p>A cura di Antonio Sparzani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Conversazione su </b></p>
<p><b><i>La fabbrica dell’uomo indebitato. Saggio sulla condizione neoliberista di Maurizio Lazzarato</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Giorgio Mascitelli e Pino Tripodi<b></b></p>
<p><b> </b></p>
<p><b> </b></p>
<p><b> </b></p>
<p align="center"><b>LIBRERIA POPOLARE DI VIA TADINO</b><b></b></p>
<p align="center"><b> </b></p>
<p align="center"><b>via A.Tadino 18  &#8211; 3 ottobre, giovedì</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 18.30</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Giuliano Mesa e Biagio Cepollaro: una piccola fabbrica.</b></p>
<p>A cura di Luigi Metropoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Biagio Cepollaro legge Giuliano Mesa</p>
<p>Sono stati invitati: Giusi Drago, Francesco Forlani, Andrea Inglese, Teresa Marino, Giorgio Mascitelli,  Davide Racca, Luigi Severi e Paolo Zublena</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ore 21.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Andrea Inglese </b>performance con il compositore<b> Stefano delle Monache </b>e con la partecipazione del maestro<b> Giovanni Cospito.</b><i></i></p>
<p><i>Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato</i></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>POESIAPRESENTE 2009 &#8211; Sabato 23 maggio</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/05/22/poesiapresente-2009-sabato-23-maggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 07:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Dome Bulfaro]]></category>
		<category><![CDATA[incontro critico]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[poesiapresente 2009]]></category>
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					<description><![CDATA[POESIAPRESENTE 2009 CReO Poesia Internazionale a Monza Creare sinergie per scatenare Poesia Teatro Binario 7, via Turati 8 – P.zza Castello &#8211; Monza Sabato 23 maggio Ore 10.00/23.00 Ingresso libero CReO Simposio Internazionale tavole rotonde &#124; letture &#124; performance &#124; videopoesia Il Primo Simposio del CReO, il Centro Ricerca e Osservatorio di PoesiaPresente riunisce al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>POESIAPRESENTE 2009<br />
CReO<br />
<strong>Poesia Internazionale a Monza</strong><br />
Creare sinergie per scatenare Poesia<br />
<strong><br />
Teatro Binario 7, via Turati 8 – P.zza Castello &#8211; Monza</strong><br />
<strong>Sabato 23 maggio</strong><br />
Ore 10.00/23.00<br />
Ingresso libero</p>
<p>CReO<br />
<strong>Simposio Internazionale<br />
tavole rotonde | letture | performance | videopoesia</strong><br />
Il Primo Simposio del CReO, il Centro Ricerca e Osservatorio di PoesiaPresente riunisce al Teatro Binario 7 di Monza molte delle figure che in Italia e all’estero stanno contribuendo alla diffusione della poesia contemporanea italiana. </p>
<p>La giornata, aperta a tutti, prevede tavole rotonde di confronto alternate a letture, proiezioni di videopoesia, performance, all’insegna di uno scambio continuo fra studio e prassi.<br />
Il Simposio è stato preceduto, tra gennaio e maggio, da un confronto on line su www.universopoesia.splinder.com, blog di Matteo Fantuzzi<br />
<span id="more-17901"></span></p>
<p>organizzazione:<br />
Associazione Culturale Mille Gru con la cura di Eleonora Matarrese<br />
In Collaborazione con: Comune di Monza &#8211; Assessorato alla Cultura;<br />
Teatro Binario 7, La Danza Immobile, Scenaperta;<br />
Con il patrocinio e il contributo di: Provincia di Milano – Progetto Monza e Brianza; Fondazione della Comunità di Monza e Brianza onlus<br />
Catering: Sogni e Sapori<br />
Sponsor: Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Energy Saving<br />
Collaborazioni: Abrigliasciolta, Ammutinati di Trieste, Iperporti.it, UniversoPoesia<br />
Grazie a: Fondazone Arbor</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong><br />
<strong><br />
Mattina 10.00/12.30</strong><br />
Corrado Accordino &#8211; Direttore Artistico Teatro Binario 7<br />
Eleonora Matarrese &#8211; PoesiaPresente<br />
Poesia e Scuola: esempi d’autore<br />
Dome Bulfaro &#8211; La didattica d’Autore di PoesiaPresente: l’esempio di Enzo Bontempi ad Agrate<br />
Mario Bertasa &#8211; La scuola è poetica?<br />
Sebastiano Aglieco &#8211; “L’albero viola” videoproiezione di una esperienza didattica con i bambini<br />
Patrizia Gioia &#8211; La Fondazione Arbor  per il progetto “Poesia buona come il pane”<br />
Daniela Farioli, Anna Carretta &#8211; “Poesia buona come il pane” laboratorio di poesia con preadolescenti, Milano quartiere San Siro<br />
Luigi Nacci &#8211; Absolute Poetry nelle scuole superiori di Monfalcone<br />
Matteo Fantuzzi &#8211; Simposio on line su “UniversoPoesia”<br />
La poesia nella voce<br />
(coordina Silvia Monti)<br />
Furio Pillan, Matteo Danieli &#8211; Progetti di poesia performativa de “Gli Ammutinati” di Trieste<br />
Paola Turroni &#8211; Il senso della voce<br />
Ombretta Diaferia &#8211; Voce dal carcere<br />
Fuori dal coro<br />
Lorenzo Pierobon &#8211; “I suoni dell’anima”, la poesia del canto armonico<br />
Basilio Santoro &#8211; La poesia nella voce di Radio Lifegate</p>
<p><strong>Pomeriggio 14.00/19.00</strong><br />
<em>Tradurre Poesia: il bel tradire </em><br />
(coordina Eleonora Matarrese)<br />
Franco Buffoni &#8211; “Testo a fronte”: i primi vent’anni<br />
Edoardo Zuccato &#8211; “Le Bucoliche di Virgilio” in altomilanese<br />
Marica Larocchi &#8211; La poesia di Arthur Rimbaud<br />
Federico Federici &#8211; “Sono pesi queste mie poesie”: la poesia della russa Nika Turbina<br />
Roberto Bertoni (Dublino) &#8211; I poeti di “Carte allineate”<br />
Ana Ciurans Ferrandiz (Barcellona) &#8211; “Tertium”, traduzioni dallo spagnolo e dall’italiano. Harkaitz Cano, Garcia Casado, Natalia Mendez</p>
<p><em>Trasportare Poesia: Italia-Croazia e ritorno</em><br />
Christian Sinicco &#8211; “Iperporti, Scali internazionali di letteratura”, Trieste<br />
Mladen Machiedo (Zagabria) &#8211; Novecento, tra poesia croata e italiana<br />
Ivan Samija (Zagabria) &#8211; La giovane poesia croata e la giovane poesia italiana in Croazia	</p>
<p><em>Case della Poesia</em><br />
(coordina Sebastiano Aglieco)<br />
Giancarlo Majorino &#8211; Casa della Poesia di Milano<br />
Sergio Iagulli &#8211; Casa della Poesia di Baronissi<br />
Giulio Calegari &#8211; “Archetipi dell’immaginario”<br />
Giacomo Agosti &#8211; “Pratica e Cultura dello Spettacolo”<br />
Pierantonio Verga &#8211; “Casa del poeta” e altre pitture</p>
<p><em>Poesia Comparata </em><br />
(coordina Antonio Loreto)<br />
Biagio Cepollaro &#8211; “E-dizioni”<br />
Andrea Inglese &#8211; “Prati” tra poesia e tecniche artistiche<br />
Gianmaria Nerli &#8211; “In Pensiero”, rivista di arti e linguaggi del presente<br />
Andrea Sirotti &#8211; “Semicerchio”, rivista di poesia comparata</p>
<p><em>Poesia in video</em><br />
(coordina Alessandro Leone)<br />
Stefano Massari &#8211; Land<br />
Fabio Orecchini &#8211; [A]live Poetry<br />
Tiziana Cera Rosco &#8211; In video<br />
Claudio Recalcati, Edoardo Zuccato &#8211; Video documentario di Alessandro Leone sulla poesia di Claudio Recalcati ed Edoardo Zuccato con un cameo di Franco Loi<br />
(produzione Mille Gru/Ester Productions)<br />
Videopoesie di: Giuliano Guatta su testo di Alessandro Broggi; Stefano Massari; Tiziana Cera Rosco<br />
Videofondale: “Nuovo paesaggio italiano in video” di Alessandro Broggi<br />
<em><br />
Direzioni internazionali in Monza e Brianza</em><br />
gianCarlo Onorato &#8211; “Poiesis”<br />
Nicola Frangione &#8211; “Art Action”<br />
Ivan Sirtori &#8211; “Din Don D’Arte”<br />
Direzione giovani in Italia e all’estero<br />
(coordina Matteo Fantuzzi &#8211; “Festival Degustare Locale” BO)<br />
Tiziano Fratus &#8211; Torino Poesia<br />
Luigi Nacci &#8211; Absolute Poetry di Monfalcone<br />
Lidia Riviello &#8211; Roma Poesia<br />
Luca Paci (Londra) &#8211; AnarchicA<br />
Rati Saxena (India) &#8211; International Poetry Festival Kritya, India</p>
<p>sera 21.00<br />
CReO Voce Internazionale<br />
Elio Pagliarani<br />
videointervista in anteprima di Luca Paci e [A]live Poetry<br />
Rati Saxena (India)<br />
introduce Federico Federici<br />
Eleonora Matarrese<br />
reading con musica di Ryck Valli</p>
<p>Si aprirà con la voce di uno dei poeti che più ha saputo scuotere il mondo della poesia contemporanea italiana: Elio Pagliarani.<br />
Proiezione in anteprima della videointervista di Luca Paci (traduttore in lingua inglese di Elio Pagliarani) realizzata da [A]live Poetry e PoesiaPresente appositamente per questo evento. A seguire il reading “Die Welt” della giovane poetessa e traduttrice Eleonora Matarrese e letture in hindi dell’ospite d’eccezione Rati Saxena introdotta dal suo traduttore Federico Federici.<br />
Come a tracciare simbolicamente, attraverso la lingua inglese, un primo ponte internazionale tra Italia, Regno Unito e India.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Poesia Presente 2009</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/01/13/poesia-presente-2009/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 05:26:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Dome Bulfaro]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Mesa]]></category>
		<category><![CDATA[Monza]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Frangione]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia Presente]]></category>
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					<description><![CDATA[Poesia Contemporanea in Monza e Brianza La Poesia nella Voce Terza edizione La Poesia nella Voce prende fiato per la terza volta con un respiro sempre più internazionale. Non solo “scrivere la voce” ma anche “dire ad alta voce” è un’esperienza cruciale per condividere la Poesia di un Autore e comprenderne totalmente la poetica. Giovedì [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Poesia Contemporanea in Monza e Brianza</em><br />
<strong>La Poesia nella Voce</strong><br />
Terza edizione</p>
<p>La Poesia nella Voce prende fiato per la terza volta con un respiro sempre più internazionale.  Non solo “scrivere la voce” ma anche “dire ad alta voce” è un’esperienza cruciale per condividere la Poesia di un Autore e comprenderne totalmente la poetica.</p>
<p><strong>Giovedì 15 gennaio</strong> h. 21.00, MONZA Teatro Binario 7<br />
<strong>ORACOLI</strong><br />
<strong>Giuliano Mesa</strong>, reading + video intervista in anteprima di [A]live Poetry<br />
<strong>Nicola Frangione</strong>, reading/performance intermediale con video -prima assoluta-<br />
<strong>Dome Bulfaro &#038; Ensemble Danno Compound</strong>, con Enrico Roveris, Marco Bin, Massimiliano Varotto e 12 batteristi</p>
<p><em><a href="http://www.poesiapresente.it">www.poesiapresente.it</a> – info@poesiapresente.it – 347/0685951</em></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Le voci, la città. La scrittura per ripensare spazi e accessi</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2008/03/31/le-voci-la-citta-la-scrittura-per-ripensare-spazi-e-accessi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 19:30:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ appena uscito Le voci, la città. La scrittura per ripensare spazi e accessi, a cura di Gianmaria Nerli e Luigi Nacci, Firenze, Edizioni Cadmo, con CD audio. Il volume, diviso in due sezioni, una dedicata ai racconti e l’altra alla poesia, raccoglie i risultati dei lavori di un meeting dedicato alla scrittura e ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a title="particolare_copertina_le_voci.jpg" href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/03/particolare_copertina_le_voci.jpg"><img alt="particolare_copertina_le_voci.jpg" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/03/particolare_copertina_le_voci.thumbnail.jpg" /></a></p>
<p><em>E’ appena uscito</em></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8879233750/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8879233750&amp;linkCode=as2&amp;tag=bamaulion-21" target="_blank"><strong>Le voci, la città. La scrittura per ripensare spazi e accessi</strong>,</a><br />
<strong>a cura di Gianmaria Nerli e Luigi Nacci, Firenze, Edizioni Cadmo, con CD audio.</strong></p>
<p>Il volume, diviso in due sezioni, una dedicata ai racconti e l’altra alla poesia, raccoglie i risultati dei lavori di un meeting dedicato alla scrittura e ai giovani autori svoltosi a Fiesole dal 7 al 10 giugno 2007. A impreziosire la pubblicazione un CD contenente la registrazione live del poetry slam – sotto la conduzione del poeta e scrittore <strong>Lello Voce </strong>– che ha chiuso il laboratorio poetico, e l’intervento tenuto dal critico <strong>Andrea Cortellessa </strong>nella tavola rotonda.<br />
<span id="more-5606"></span><br />
***</p>
<p>PROSSIME PRESENTAZIONI:</p>
<p><strong>Firenze </strong><br />
Mercoledì 2 aprile<br />
ore 21<br />
Libreria Edison<br />
Piazza della Repubblica 27/r, tel: 055/213110</p>
<p>Presenta <strong>Rosaria Lo Russo </strong>(poetessa, saggista, traduttrice e poetrice)</p>
<p>Saranno presenti i curatori e i seguenti autori inseriti nel volume: David Bargiacchi, Fosco D’Amelio, Beatrice Furini, Paolo Grassi, Adriano Padua, Mikica Pindzo, Marco Simonelli, Catalina Villa.</p>
<p>*</p>
<p><strong>Macerata</strong><br />
Giovedì 3 aprile<br />
ore 17.00<br />
Accademia di Belle Arti, Istituto di Storia e Fenomenologia delle arti<br />
Spazio Mirionima<br />
Piazza della Libertà 2</p>
<p>Presenta <strong>Enrico Pulsoni </strong>(artista e docente di scenografia all’Accademia di Belle arti di Macerata)</p>
<p>Saranno presenti i curatori, Lello Voce e i seguenti autori inseriti nel volume: Lara Lucaccioni, Adriano Padua.</p>
<p>*</p>
<p><strong>Roma</strong><br />
Sabato 5 aprile<br />
Ore 18<br />
Tuma’s Book Bar<br />
Via dei Sabelli, 17, tel. 06-44704059 / 334-5752012</p>
<p>Presenta <strong>Brunella Antomarini </strong>(docente di estetica e filosofia contemporanea alla John Cabot University di Roma)</p>
<p>Saranno presenti i curatori e i seguenti autori inseriti nel volume: Paolo Grassi, Lucio Pacifico, Furio Pillan, Catalina Villa.</p>
<p>***</p>
<p><strong>Introduzione</strong><br />
di <strong>Gianmaria Nerli</strong> e <strong>Luigi Nacci</strong></p>
<p>Le voci la città è il titolo che abbiamo scelto di dare al primo Meeting delle scritture e dei giovani scrittori che ha avuto luogo a Fiesole dal 7 al 10 giugno 2007. Titolo che è nato dal desiderio di costruire un appuntamento dove la scrittura si misurasse non solo con il territorio convenzionale della letteratura, i suoi protocolli e i suoi fantasmi, ma che fosse soprattutto esercizio di intelligenza privato e pubblico per ripensare e reimmaginare spazi di vita, di azione e interazione quotidiana: che fosse cioè un’occasione per riflettere sul mondo, sui modi di abitarlo e di accederci a partire dagli immaginari e dalle aspettative che crea e modella la scrittura. Per questo abbiamo puntato la nostra attenzione sulle voci e sulla città, esperienza insieme di molteplicità e unicità le prime, luogo della progettazione e dell’incontro la seconda.</p>
<p>Il meeting (nato all’interno della campagna nazionale Giovani Libri e promosso da Comune di Fiesole) si è articolato in momenti didattici, con laboratori di scrittura in versi e in prosa; in spettacoli pubblici, con un poetry slam e un reading di racconti; e in una tavola rotonda. Le voci la città è infatti lo stimolo tematico intorno al quale abbiamo invitato a esercitarsi sette giovani narratori e sette giovani poeti, a cui si sono aggiunti i migliori allievi dei laboratori, altri tre poeti e tre narratori. I dieci poeti (<strong>Vincenzo Bagnoli, Dome Bulfaro, Luigi Nacci, Adriano Padua, Furio Pillan, Marco Simonelli, Sara Ventroni,</strong> più i migliori allievi <strong>Lara Lucaccioni, Lucio Pacifico, Mikica Pindzo</strong>) si sono poi sfidati, sotto la guida di <strong>Lello Voce</strong>, nel poetry slam che viene riprodotto integralmente nel cd allegato a questo volume: si tratta del primo poetry slam integrale edito in Italia. I dieci narratori (<strong>David Bargiacchi, Marco Candida, Gianmaria Nerli, Luciano Pagano, Laura Pugno, Alessandro Scotti, Catalina Villa,</strong> più i migliori allievi <strong>Fosco d’Amelio, Beatrice Furini, Paolo Grassi</strong>) il giorno dopo si sono esibiti in una lettura di racconti brevi, che ha dato seguito a una tavola rotonda a cui hanno partecipato studiosi di diverse discipline – tenendo fede appunto all’intenzione di collocare la scrittura nel mondo e non solo in ambito letterario: il critico letterario <strong>Andrea Cortellessa</strong>, l’architetto e artista <strong>Gianni Pettena</strong>, l’antropologo <strong>Marcello Archetti</strong>, l’architetto (fondatore del <strong>gruppo Stalker</strong>) <strong>Lorenzo Romito</strong>.</p>
<p>La scommessa di una scrittura capace di incrociare e di riconoscere quei grovigli di problemi che ci gravitano attorno, e che spesso stentano a trovare una forma o un nome, ci è parsa in qualche modo vinta. Per questo abbiamo deciso insieme a Cadmo di pubblicare in questo volume antologico i racconti e le poesie nati a Fiesole, in aggiunta all’intervento che Andrea Cortellessa ha pronunciato alla tavola rotonda. Ma quello che più ci conforta al di là di ogni pretesto è che questa antologia di racconti e poesie si rivela in definitiva un’occasione per scoprire quali modelli di città, spazio, accesso fecondano gli immaginari della nuova generazione di scrittori, e soprattutto per ascoltare i ritmi e le modulazioni di queste voci che ci parlano da vicino del nostro presente e del nostro futuro.</p>
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