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	<title>Dominique de Roux &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Il fascismo  secondo Romain Gary</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Aug 2018 05:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[Dominique de Roux]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Miraggi]]></category>
		<category><![CDATA[Romain Gary]]></category>
		<category><![CDATA[Tamizdat]]></category>
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					<description><![CDATA[Lettera a Dominique de Roux di Romain Gary (traduzione di Francesco Forlani) Romain Gary mi scrive. Ho letto il suo Gombrowicz. Contiene dei forti ‘pezzi di scrittura’. Le dico allora&#8230; esiste in lei un autentico scrittore, indubbiamente degno di nota che però, me lo conceda, dà l’impressione di essere scampato soltanto per un banale inconveniente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img loading="lazy" class="size-full wp-image-75237 alignleft" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/schiaffo.jpg" alt="" width="233" height="230" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/schiaffo.jpg 233w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/schiaffo-200x197.jpg 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/schiaffo-160x158.jpg 160w" sizes="(max-width: 233px) 100vw, 233px" />Lettera a Dominique de Roux</strong></p>
<p>di</p>
<p><strong>Romain Gary</strong></p>
<p>(traduzione di Francesco Forlani)</p>
<p><em>Romain Gary mi scrive.</em></p>
<p>Ho letto il suo Gombrowicz. Contiene dei forti ‘pezzi di scrittura’.</p>
<p>Le dico allora&#8230; esiste in lei un autentico scrittore, indubbiamente degno di nota che però, me lo conceda, dà l’impressione di essere scampato soltanto per un banale inconveniente anagrafico, al vortice dei contraddittori eventi del &#8217;45.</p>
<p>Leggendo Dominique de Roux, è impossibile non chiedersi cosa avrebbe provato nel &#8217;41. La resistenza, forse umanamente, ma dal punto di vista letterario l’ira.</p>
<p>Non si tratta per nulla di una questione di fascismo di fondo:  è il gusto eccessivo della forma che sfiora il vuoto, l&#8217;aura del ‘detto’ che sembra esigere, reclamare, sbattendo e puntando i piedi per terra, il fondo fascista, il contenuto nazista.</p>
<p>Il fatto è che non esiste, né è esistito mai un contenuto fascista. Il fascismo è sempre stato un contenitore che soffre del vuoto interiore, del suo vuoto, ecco perché può trasformarsi facilmente in fossa comune. I cadaveri fanno sempre molto ‘contenuto’.</p>
<p>Che nel vostro caso si tratti solo di cadaveri letterari -J-J.S;-S, Nabokov o X,Y,Z, la musica non cambia.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright wp-image-75238" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/QUIZ_Tout-sur-Romain-Gary_7933.jpeg" alt="" width="376" height="388" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/QUIZ_Tout-sur-Romain-Gary_7933.jpeg 580w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/QUIZ_Tout-sur-Romain-Gary_7933-290x300.jpeg 290w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/QUIZ_Tout-sur-Romain-Gary_7933-250x258.jpeg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/QUIZ_Tout-sur-Romain-Gary_7933-200x207.jpeg 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/QUIZ_Tout-sur-Romain-Gary_7933-160x165.jpeg 160w" sizes="(max-width: 376px) 100vw, 376px" /></p>
<p><strong>Quando si è nel 1971 e si è troppo intelligenti per fare il <em>Rebatet</em>, ci si ammanta d’anarchia; è una nudità che immediatamente riveste. Quando si rifiutano del fascismo delle idee troppo vuote, in realtà le si sostituiscono con facce da prendere a schiaffi, anche quando non si prova niente per quelle facce: è questo che « fa contenuto ». Qualsiasi faccia andrà bene, poiché in base allo stile in questione, non sono le facce ad attirare gli schiaffi, ma gli schiaffi a creare e inventare le facce. A tutto ciò va aggiunta la sua mania di fare appello senza sosta alla faciloneria letteraria più vecchia del mondo, Céline o Gombrowicz: <em>il nulla</em>. Perfino il nulla -senza paradossi- fa &#8220;contenuto&#8221;. Eppure il nulla </strong><strong>basta a tal punto a sé stesso da generare</strong><strong> in filosofia o in letteratura  soltanto altro nulla.</strong></p>
<p>Poiché reputo il talento del suo ‘scrivere’ degno di nota, e che da osservatore quale sono la trovo simpatico – mi piace starmene a guardare giovani talenti letterari che a ogni nuova generazione ricominciano questi balletti parigini, questi «Pomeriggi di un fauno» &#8211; e poiché l&#8217;avere sperimentato in svariate occasioni simili trabocchetti fa di me un esperto in materia, la metto semplicemente in guardia dal pericolo.</p>
<p>Lasci perdere questi regolamenti di conti personali per interposte personalità.</p>
<p>La vaghezza di contenuti che la mette in collera la spinge a riempire quel vuoto con facce che calpesta con l’impressione di sentire finalmente qualcosa di consistente sotto i tacchi.</p>
<p>Non ho mai conosciuto nessuno in letteratura che convinto di danzare sulla testa dell’ennesimo capro espiatorio della propria consapevolezza del vuoto interiore, dell’angoscia da derviscio turbinante, non si trovasse alla fine la propria faccia sotto i piedi.</p>
<p>Lei ha più talento di quanto non creda, e merita di più dell’essere il Tom Woolf delle piccole lettere francesi, del resto, come traspare nel suo Gombrowicz, lei passa per le armi Nabokov come il nano Woolf ha appena fatto con Leonard Bernstein in <em>Radical chic</em>.</p>
<p>In altre parole, lei dovrebbe affrontare non altri ma sé stesso con ferocia, coraggio e senza pietà.</p>
<p><em>Io</em> è un contenuto che la chiama, il grande appuntamento letterario è con lui. Però non si va da nessuna parte se si è presi nel balletto intorno alla propria testa.</p>
<p style="text-align: right;"><i><span lang="EN-US">(</span></i><em><span lang="EN-US">21</span> <span lang="EN-US">octobre 1971</span></em><i><span lang="EN-US">.)</span></i></p>
<p><strong>Nota al passo</strong></p>
<p><img loading="lazy" class="alignright size-full wp-image-75240" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/derouximmediatement.jpg" alt="" width="285" height="450" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/derouximmediatement.jpg 285w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/derouximmediatement-190x300.jpg 190w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/derouximmediatement-250x395.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/derouximmediatement-200x316.jpg 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/derouximmediatement-160x253.jpg 160w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" />Questo testo di Romain Gary è contenuto nel libro pamphlet <em>Immédiatement </em>di Dominique de Roux e che uscirà nella collana <a href="http://www.miraggiedizioni.it/collana/tamizdat/">Tamizdat</a> (ed Miraggi) quest&#8217;autunno. Di Dominique de Roux avevo già pubblicato su Nazione Indiana alcuni frammenti che è possibile leggere <a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/10/24/les-infrequentables-dominique-de-roux/">qui</a>. Ho ritenuto importante pubblicare questa lettera in questi concitati giorni di furia post fascista perché con quasi mezzo secolo di anticipo sui nostri tempi, troviamo nelle parole del grande scrittore francese Romain Gary la migliore risposta a quanto sta accadendo in Italia. L&#8217;errore maggiore che si possa commettere  è allora quello di ostinarsi a pensare il fascismo come un contenuto e soprattutto tentare di riempire quel vuoto consustanziale al fascismo con la più fascista delle reazioni, ovvero, cercarsi delle facce da prendere a schiaffi.</p>
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		<title>Les infréquentables: Dominique de Roux</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/10/24/les-infrequentables-dominique-de-roux/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 05:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[Dominique de Roux]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[les infréquentables]]></category>
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					<description><![CDATA[da Immédiatement di Dominique de Roux traduzione di Francesco Forlani &#160; A force de me faire traiter de fasciste j’ai envie de me présenter ainsi : moi, Dominique de Roux, déjà pendu à Nuremberg. A furia di farmi trattare da fascista mi è venuta la voglia di presentarmi così: io, Dominique de Roux, già impiccato a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/de+roux+immediatement.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-49229" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/de+roux+immediatement.jpg" alt="de+roux+immediatement" width="285" height="450" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/de+roux+immediatement.jpg 285w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/de+roux+immediatement-190x300.jpg 190w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" /></a></p>
<p>da I<strong>mmédiatement</strong></p>
<p>di</p>
<p><strong>Dominique de Roux</strong></p>
<p><em>traduzione di Francesco Forlani</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: 12pt;"><i>A force de me faire traiter de fasciste j’ai envie de me présenter ainsi : moi, Dominique de Roux, déjà pendu à Nuremberg.<br />
</i></span></p>
<p>A furia di farmi trattare da fascista mi è venuta la voglia di presentarmi così: io, Dominique de Roux, già impiccato a Norimberga.</p>
<p><em>Il successo dei paranoici presso le donne; in ogni paranoico, la donna trova un territorio in cui finisce con il confessarsi inferiore.</em></p>
<p>Dell&#8217;impossibilità di lavorare per un poeta. Rimbaud ha pensato di risolvere il problema  sopprimendo la poesia Éluard sopprimendo il lavoro.</p>
<p><em>Lo snobismo si è esteso alle masse.</em></p>
<p>Quel che scriveva  nel 1927 lo scrittore  italiano Piovene  a proposito di Italo Svevo: &#8220;Svevo, commerciante triestino, scrittore di tre mediocri romanzi è improvvisamente annunciato come un grande scrittore da uno scadente poeta irlandese abitante a Trieste, Joyce, uno scadente poeta di Parigi,Valery Larbaud&#8221;</p>
<p><em>C&#8217;è il fegato di Lumumba conservato in un boccale di scotch, la zucca di Lenin, ora le mani di Che Guevara in un mausoleo, a quando i coglioni di Casanova sotto vuoto?</em></p>
<p>Il Maggio  68  è esistito solo grazie al generale de Gaulle. Due fenomeni somiglianti: il gaullisme imitazione della monarchia quanto l&#8217;altro della rivoluzione, la mitomania interiore, si è opposta la mitomania collettiva.</p>
<p><em>La sfortuna di essere nato in francese.<br />
</em></p>
<p>L&#8217;innocenza è inespugnabile quando è totale.</p>
<p><em>L&#8217;odio, dimensione borghese della rabbia.</em></p>
<p>Dopo Kant, Gombrowicz ha previsto l&#8217;esplosione della gioventù, dovuta al fossato sempre più largo tra l&#8217;età adulta secondo natura e l&#8217;età adulta secondo cultura.</p>
<p><em>Tutti i paesi dell&#8217;est sono diventati il paradiso dei paranoici. La paura di essere sorvegliati dalla polizia e la sorveglianza di questa fanno che ognuno al ristorante, al caffé o in strada prenda il proprio vicino per uno della sicurezza. Mentre in occidente ci si abbrutisce all&#8217;ascolto della radio o della televisione, in Polonia ci si abbrutisce allo stesso modo ma per altre ragioni. Una radio o una televisione che funzioni confonde  l&#8217;ascolto eventuale. Cappa di piombo all&#8217;Est, cappa di detriti mentali e cappa di merda all&#8217;Ovest.</em></p>
<p>L&#8217;uomo metafisico è per sua natura reazionario.</p>
<p><em>La crisi dell&#8217;intelligenza proviene dal fatto di volersi definire con delle parole quando invece non ci si definisce che con le azioni.</em></p>
<p>Un tecnocrate: figlio di buona famiglia pietrificato sul lato destro e impotente su quello sinistro. Nel mezzo un&#8217;intelligenza che si giustifica incessantemente,  tipo un cadavere che bofonchia.</p>
<p><em>I voli di uccelli sono anch&#8217;essi presi nel fiume dei radar, che li portano di aerodromo in aerodromo.</em></p>
<p>É surrealista o marxista? si domandava ad André Breton; e se è marxista, che bisogno c&#8217;è di essere surrealista?  Questa fatale domanda di Antonin Artaud dovrebbe figurare, anche, su tutti i giornali di sinistra e giornaletti marxisteggianti.</p>
<figure id="attachment_49231" aria-describedby="caption-attachment-49231" style="width: 345px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec_Dominique_de_Roux_1968_arch.RG_ph.Leprince_2.jpg"><img loading="lazy" class="wp-image-49231 size-full" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec_Dominique_de_Roux_1968_arch.RG_ph.Leprince_2.jpg" alt="Witold Gombrowicz et Dominique de Roux lors d'une séance de travail à Vence, 1968. Photo : Christian Leprince." width="345" height="240" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec_Dominique_de_Roux_1968_arch.RG_ph.Leprince_2.jpg 345w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec_Dominique_de_Roux_1968_arch.RG_ph.Leprince_2-300x208.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec_Dominique_de_Roux_1968_arch.RG_ph.Leprince_2-100x70.jpg 100w" sizes="(max-width: 345px) 100vw, 345px" /></a><figcaption id="caption-attachment-49231" class="wp-caption-text">Witold Gombrowicz et Dominique de Roux lors d&#8217;une séance de travail à Vence, 1968. Photo : Christian Leprince.</figcaption></figure>
<p><em>Lei dice: Mi ha fatto l&#8217;amore, è brutto in un libro, è bello ora.</em></p>
<p>Il tradimento è complementare al segreto.</p>
<p><em>Essere moderni è cedere alle circostanze.<br />
</em></p>
<p>Siamo bloccati tra il gauchisme denunciato da Lenin e il gusto per l&#8217;Hotel Hilton.</p>
<p><em>Tra i manoscritti che ricevo, molti si appellano alla tecnica del monologo  interiore nlla peggiore tradizione del  meccanismo psicologico, dell&#8217;oscurantismo di certi dettati automatici, il tutto incantato da simboli trafficati (La maggior parte di questi autori sono beninteso degli universitari).<br />
</em></p>
<p><em>Una donna può volere il proprio suicidio a sedici o diciott&#8217;anni, in pieno possesso della propria gioventù, bellezza, dei suoi lussi, dunque d&#8217;una scelta. Però in vecchiaia diventa economa. Vuole durare. Sa che tenere più a lungo costa caro</em>.</p>
<p><em>Un giorno  Glucksmann va a trovare Lacan e gli chiede dei soldi per la sua rivista. Risposta di Lacan: &#8220;Non ho soldi con me, non ho visto malati&#8221;. Del resto alcuni malati  si lamentano del rumore di carta spiegazzata alle loro spalle quando parlano distesi sul divano. É  Lacan che palpeggia gli onorari.</em></p>
<p>Discorso che ogni generale che si rispetti dovrebbe fare ai propri uomini prima di andare al fronte:  Chiunque si faccia uccidere, prima lo resuscito e poi lo faccio fucilare per tradimento.</p>
<p><em>Lavoro solo di notte. Se ci fossero su terra solo persone che vivono di notte, la lotta di classe non esisterebbe. La notte cancella le classi sociali.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_49279" aria-describedby="caption-attachment-49279" style="width: 400px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec+Savimbi1.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-49279" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec+Savimbi1.jpg" alt="Dominique de Roux insieme al leader angolese Jonas Savimbi" width="400" height="290" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec+Savimbi1.jpg 400w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec+Savimbi1-300x217.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/avec+Savimbi1-250x180.jpg 250w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><figcaption id="caption-attachment-49279" class="wp-caption-text">Dominique de Roux insieme al leader angolese Jonas Savimbi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>*</strong></p>
<p>L&#8217;artista &#8220;collabora&#8221; attualmente, si conforma alle regole del gioco, alle convenzioni. Non è la repressione a nuocere al pensiero, ma le agevolazioni offerte dal potere stabilito.</p>
<p><em>Questa fatalità del vicinato della morte che è l&#8217;ombra  di tutti quei campi del mondo che hanno ricevuto l&#8217;inscrizione seguente all&#8217;ingresso di Auschwitz: <span class="st">« Dein Block ist dein Heim » (il tuo blocco è la tua patria)</span></em></p>
<p><strong>Nota</strong></p>
<p>Di Dominique de Roux esistono poche opere pubblicate in Italia. <a href="http://www.ibs.it/code/9788804543619/roux-dominique-de/mademoiselle-anicet.html">Mademoiselle Anicet</a>, <a href="http://www.satisfiction.me/dominique-de-roux-la-morte-di-celine/">La morte di Céline </a>(in pubblicazione) e <a href="http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/testamento/">Testamento,</a>  <i>Conversazioni  di Witold Gombrowicz con Dominique de Roux.</i></p>
<p>Infréquentable, Dominique de Roux è stato scrittore, editore, polemista. Coofondatore delle éditions Christian Bourgois, direttore letterario presso Julliard e Plon, e  direttore con  Christian Bourgois della collezione  <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/10/18">10/18, </a>Fondamentale la sua opera critica su Céline, editoriale con Gombrowicz, Pound, Borges, Burroughs; Gracq, Michaux, Beckett, Soljenitsyne. Inoltre fondatore delle celebri Éditions et des Cahiers de l’Herne fa parte di una tradizione di pensiero, controcorrente, polemista, di cui Philippe Muray, recentemente scomparso, e Michel Houellebecq ne sono i più autentici interpreti ai nostri giorni.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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