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	<title>Emil Zàpotek &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Correre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Emil Zàpotek]]></category>
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		<category><![CDATA[letteratura francese]]></category>
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					<description><![CDATA[di Gianni Biondillo Jean Echenoz, Correre, Adelphi, 148 pag., trad. di Giorgio Pinotti Emil corre. Corre, continuamente, da ragazzo, da adulto, sempre e comunque. Emil conosce il secolo breve dalla parte sbagliata dell&#8217;Europa, conosce la Storia dal suo villaggio sperduto della Moravia: arrivano i nazisti, i tedeschi, è la seconda guerra mondiale; poi i sovietici, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/jean-echenoz.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/jean-echenoz.jpg" alt="" title="jean-echenoz" width="454" height="256" class="alignnone size-full wp-image-31495" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/jean-echenoz.jpg 454w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/03/jean-echenoz-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 454px) 100vw, 454px" /></a><br />
di <strong>Gianni Biondillo</strong></p>
<p><strong>Jean Echenoz</strong>, <em>Correre</em>, Adelphi, 148 pag., trad. di Giorgio Pinotti</p>
<p>Emil corre. Corre, continuamente, da ragazzo, da adulto, sempre e comunque. Emil conosce il secolo breve dalla parte sbagliata dell&#8217;Europa, conosce la Storia dal suo villaggio sperduto della Moravia: arrivano i nazisti, i tedeschi, è la seconda guerra mondiale; poi i sovietici, la cortina di ferro, la repubblica socialista di Cecoslovacchia. Ed Emil corre. Puro di sentimenti. Senza neppure uno stile, senza la grazia o l&#8217;eleganza di certi atleti molto più famosi di lui. Corre a perdifiato, resiste alla fatica, al dolore muscolare. Diventa il più veloce di tutti. Diventa Emil Zàpotek. Una leggenda del fondo mondiale.<br />
<span id="more-31494"></span><br />
Storia vera, questa raccontata in <em>Correre </em>da Jean Echenoz, vera e allo stesso tempo mitica. Leggendaria, appunto. Perché davvero Zàpotek è stato il più veloce di tutti: nei cinque, dieci, venticinquemila, persino nella maratona. La dimostrazione fisica, umanissima, della potenza di volontà di un uomo. Echenoz evita di raccontarci Zèpotek rappresentandolo come un superuomo, ma solo come un ragazzo biondo che scopre per caso il piacere della corsa, del limite da superare ogni volta. Della sfida a se stesso, non certo al mondo.</p>
<p>La scrittura dell&#8217;autore francese pare prosciugata. Sembrano appunti su un taccuino, in presa diretta, senza stile &#8211; come il suo Emil &#8211; senza forma apparente. Ma sappiamo bene che nessuna scrittura è innocente. Echenoz si fa cantore del mito evitando di diventarne l&#8217;agiografo. Concentra la sua attenzione solo sull&#8217;atto meccanico della corsa. La vita privata di Zàpotek, il matrimonio, la  carriera militare nell&#8217;esercito cecoslovacco, la sua posizione politica, le sue idee sul mondo, la sua storia extrasportiva, tutto ciò è accennato appena, come note a pie&#8217; di pagina. Lo sguardo è concentrato tutto sul miracolo, sul talento di un ragazzo, come se la guerra fredda, persino la primavera di Praga, l&#8217;età che avanza, le umiliazioni politiche della restaurazione socialista, nulla davvero interferisca fra Emil e la sua ossessione. Correre.</p>
<p>[<em>pubblicato su </em>Cooperazione, <em>n. 47, del 17 novembre 2009</em>]</p>
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