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	<title>Enzo Cucco &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>NON E&#8217; BELLO?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 17:10:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#160; Mentre in Italia il 18 novembre scorso si teneva il Convegno nazionale di “Scienza e Vita”, aperto dalla lectio magistralis del Cardinale Bagnasco, alla presenza di Alfano, Maroni, Bersani e Casini, all’esterno, ignorato dai telegiornali, ha avuto luogo un sit-in dell’Associazione Luca Coscioni. Accanto ai manifestanti un tabellone elencava i “diritti in attesa”: coppie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" src="http://www.youtube.com/embed/_TBd-UCwVAY" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 6.0pt; line-height: 19.0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;">Mentre in Italia il 18 novembre scorso si teneva il Convegno nazionale di </span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: Arial-BoldMT;"><strong>“Scienza e Vita”</strong></span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;">, aperto dalla lectio magistralis del Cardinale Bagnasco, alla presenza di Alfano, Maroni, Bersani e Casini, all’esterno, ignorato dai telegiornali, ha avuto luogo un </span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: Arial-BoldMT;"><strong>sit-in dell’Associazione Luca Coscioni.</strong></span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;"> Accanto ai manifestanti un tabellone elencava i “</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: Arial-ItalicMT;"><em>diritti in attesa</em></span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;">”: coppie di fatto, divorzio breve, testamento biologico, fecondazione assistita, ricerca scientifica.<span id="more-40846"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 6.0pt; line-height: 19.0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;">“</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: Arial-ItalicMT;"><em>Nessuna lezione di democrazia e bioetica può venire dalla CEI e da Scienza e Vita, ovvero dai due protagonisti del sabotaggio al referendum sulla legge 40</em></span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;">” – ha affermato </span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: Arial-BoldMT;"><strong>Mario Staderini, </strong></span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;">Segretario dei Radicali Italiani &#8211; “</span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: Arial-ItalicMT;"><em>Ai politici che sono dentro voglio dire che non servono larghe intese in salsa vaticana bensì i diritti civili che milioni di italiani aspettano da troppi anni</em></span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;">”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: 6.0pt; line-height: 19.0pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;"><span style="font-size: 13.0pt; font-family: Arial-BoldMT;"><strong>Michele De Lucia</strong></span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;"> ha ricordato i costi economici che lo Stato sostiene per pagare le attività parapolitiche della Cei, mentre </span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: Arial-BoldMT;"><strong>Marco Cappato</strong></span><span style="font-size: 13.0pt; font-family: ArialMT;"> ha parlato della capacità vaticana di imporre al disservizio pubblico radiotelevisivo di RAISET la sistematica falsificazione dei dati che emergono dalla ricerca scientifica.</span></p>
<p class="MsoNormal"> </p>
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		<title>LEZIONE UE PER POLITICANTI ITALIANI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:40:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[indiani]]></category>
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		<category><![CDATA[Enzo Cucco]]></category>
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		<category><![CDATA[Parlamento europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[di Enzo Cucco I gruppi politici del Parlamento Europeo: Popolare, Socialista, Liberal-democratico, Verde, Comunista e Conservatore/Riformista hanno depositato il 23 settembre, su iniziativa dell&#8217;intergruppo Lgbt al Parlamento Europeo, una risoluzione sui diritti umani, l&#8217;orientamento sessuale e l&#8217;identità di genere che rivolge una particolare attenzione alle discussioni che si terranno nella prossima primavera alle Nazioni Unite. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Enzo Cucco</p>
<p>I gruppi politici del Parlamento Europeo: Popolare, Socialista, Liberal-democratico, Verde, Comunista e Conservatore/Riformista hanno depositato il 23 settembre, su iniziativa dell&#8217;intergruppo Lgbt al Parlamento Europeo, una risoluzione sui diritti umani, l&#8217;orientamento sessuale e l&#8217;identità di genere che rivolge una particolare attenzione alle discussioni che si terranno nella prossima primavera alle Nazioni Unite.<br />
Da sottolineare in particolare l&#8217;adesione del gruppo del Partito Popolare Europeo a tale iniziativa, che dimostra come l&#8217;ipocrita e omofoba opposizione di PDL e UDC a qualunque iniziativa per proteggere i diritti delle persone Lgbt a livello nazionale sia sconfessata anche dalla linea politica del loro corrispondente partito europeo.<span id="more-40134"></span><br />
La risoluzione UE, citando positivamente la risoluzione ONU A/HRC/17/19 sui diritti Lgbt da parte del Consiglio dei Diritti Umani, esprime la costante preoccupazione del Parlamento Europeo per le violazioni dei diritti umani delle persone Lgbt nel mondo, invita gli organismi internazionali a continuare ad agire in particolare in occasione delle discussioni che si terranno nella primavera 2012 all&#8217;ONU sull&#8217;orientamento sessuale, chiede all&#8217;Alta Rappresentante dell&#8217;UE per la politica estera ed agli Stati membri di promuovere sistematicamente il rispetto dei diritti umani delle persone Lgbt, agli Stati membri di implementare le raccomandazioni della relazione dell&#8217;Agenzia per i Diritti Fondamentali della UE sull&#8217;omofobia, nonché alla Commissione di lanciare una roadmap contro l&#8217;omofobia, la transfobia, la discriminazione basata sull&#8217;orientamento sessuale e l&#8217;identità di genere.<br />
Durante i lavori del prossimo Congresso nazionale dell&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti, che si svolgerà a Milano il 3 e 4 dicembre 2011 è prevista una specifica sessione sul tema dei diritti Lgbt nel mondo, anche con riferimetno alle iniziative promosse all&#8217;Onu.<br />
Per ricevere la NewsLetter di Certi Diritti:<br />
www.certidiritti.it</p>
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		<title>FAI CONTARE IL TUO AMORE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 17:41:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Enzo Cucco Il prossimo censimento generale della popolazione che parte ad ottobre, sarà la prima vera occasione istituzionale per dare visibilità alle coppie conviventi in Italia. Come sapete fino ad oggi per conoscere la realtà delle famiglie NON fondate sul matrimonio e programmare interventi (legislativi, sociali, culturali, ecc.) si poteva far ricorso solo a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Enzo Cucco</p>
<p>Il prossimo censimento generale della popolazione che parte ad ottobre, sarà la prima vera occasione istituzionale per dare visibilità alle coppie conviventi in Italia.</p>
<p>Come sapete fino ad oggi per conoscere la realtà delle famiglie NON fondate sul matrimonio e programmare interventi (legislativi, sociali, culturali, ecc.) si poteva far ricorso solo a qualche stima, senza che le statistiche offerte fossero riconosciute come la fotografia attendibile di questa realtà. A differenza di quanto accade nel resto dell’Europa dove da molto tempo tutte le forme famigliari sono oggetto di studio e ricerca senza pregiudizio alcuno.</p>
<p>Oggi come nel passato la strada che porta al riconoscimento pieno dell’uguaglianza passa attraverso l’emersione di una realtà sommersa da una coltre spessa di autocensura e timore.<span id="more-40095"></span></p>
<p>Con il censimento possiamo far uscire queste famiglie dal buio della censura e del pregiudizio alla luce della visibilità e della responsabilità. Responsabilità delle istituzioni che potranno fare sempre meno finta che le nuove famiglie non esistano. Ma anche responsabilità delle coppie stesse, che facendo la semplice scelta di compilare correttamente il questionario ISTAT compiranno un atto semplice ma straordinariamente importante per la realtà italiana.</p>
<p>Siamo consapevoli che questo censimento rappresenta solo un primo passo. E che molti anni e molte iniziative ci vorranno ancora nel nostro Paese perché tutte le famiglie abbiano lo stesso riconoscimento. Ed è proprio per questo che dobbiamo impegnarci, tutti e tutte, per raggiungere il maggior numero possibile di coppie conviventi, spiegando loro le modalità del censimento e l’importanza che loro si dichiarino come coppie conviventi.</p>
<p>Non ti chiediamo solo di aderire ad un appello, ma di diventare tu stesso e tu stessa protagonista di questa campagna, diffondendo informazioni corrette al maggior numero possibile di coppie conviventi, e aiutandoci, con fantasia e creatività, a trovare nuove forse di promozione di questa campagna.</p>
<p>Aderisci a questo appello e scrivici: faicontareiltuoamore@gmail.com</p>
<p>Trova tutte le informazioni utili su queste pagine:</p>
<p>sito web: www.gay.it/faicontareiltuoamore/<br />
facebook: Fai Contare il Tuo Amore</p>
<p>Questa lettera non è firmata da associazioni, ma da singoli e singole attiviste/i che condividendo l’urgenza di questa campagna si sono riuniti a Roma il 6 settembre 2011 per costruire questa campagna. Oltre al prezioso aiuto di Gay.it possiamo contare su poche risorse. Ecco perché contiamo molto sul tuo aiuto, urgente e concreto. Mettiti in contatto con noi e attivati da subito!</p>
<p>Alla riunione erano presenti:</p>
<p>Francesca Bellocco,<br />
Franco Buffoni,<br />
Enzo Cucco,<br />
Giacomo Deperu,<br />
Carlo D&#8217;Ippoliti,<br />
Andrea Maccarrone,<br />
Valeria Manieri,<br />
Rosario Murdica,<br />
Paolo Patanè,<br />
Alessandra Priori,<br />
Sergio Rovasio,<br />
Alessandra Saluzi.</p>
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		<title>AFFERMAZIONE CIVILE</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/29/affermazione-civile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 16:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Certi Diritti Il 29 agosto h 11 la coppia composta da Ottavio Marzocchi, bolognese, funzionario a Bruxelles del Parlamento Europeo, e Joaquin Nogueroles Garcia, funzionario della Commissione Europea, che si è sposata lo scorso 20 agosto in Spagna, accompagnata da amici, parenti e personalità politiche si è recata al Comune di Bologna per chiedere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Certi Diritti</p>
<p>Il 29 agosto h 11 la coppia composta da Ottavio Marzocchi, bolognese, funzionario a Bruxelles del Parlamento Europeo, e Joaquin Nogueroles Garcia, funzionario della Commissione Europea,  che si è sposata lo scorso 20 agosto in Spagna, accompagnata da amici, parenti e personalità politiche si è recata al Comune di  Bologna per chiedere la trascrizione del matrimonio nei registri del Comune, così come previsto quando si contrae matrimonio all’estero.<br />
Nessun rappresentante politico della Giunta comunale ha ricevuto i coniugi che hanno quindi  ‘occupato’ simbolicamente la Sala Rossa dove si svolgono i matrimoni con rito civile. In seguito i coniugi si sono recati presso gli uffici anagrafici del Comune di Bologna dove alcuni funzionari hanno spiegato quali documenti occorre presentare per la richiesta di trascrizione del matrimonio celebrato in Spagna. I funzionari hanno altresì spiegato che in base ad una Circolare Amato del Ministero degli Interni non sarà possibile comunque procedere alla trascrizione e che di ciò verrà data comunicazione scritta.<span id="more-39943"></span><br />
L’Associazione Radicale Certi Diritti assisterà la coppia, che ha già preannunciato di voler fare ricorso, in caso di diniego del Comune, alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e alla Corte di Giustizia Europea per il mancato rispetto dei Trattato di Nizza, sulla libera circolazione dei cittadini all’interno dell’Ue, e del Trattato di Lisbona sulla lotta alle discriminazioni anche in base all’orientamento sessuale.<br />
Di seguito una nota esplicativa della campagna di Affermazione Civile alla quale hanno aderito decine di coppie in tutta Italia.<br />
Per ricevere la NewsLetter di Certi Diritti è sufficiente registrarsi nell’apposito spazio al sito certidiritti.it</p>
<p>Affermazione Civile è una campagna nazionale di iniziativa giuridica volta al riconoscimento del matrimonio civile per le coppie dello stesso sesso.<br />
Il lancio della campagna risale all’Aprile del 2008, per opera di due associazioni:<br />
1) “Associazione radicale Certi Diritti” che ha sostenuto lo sviluppo della campagna, mantenuto i rapporti con le coppie coinvolte e sensibilizzato l’opinione pubblica con iniziative politiche, culturali, e di partecipazione popolare.<br />
2) “Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBT”, una associazione di avvocati che ha definito la strategia giuridica dell’iniziativa e ha difeso davanti ai tribunali le coppie che hanno aderito alla campagna.<br />
Il metodo<br />
La campagna si è sviluppata cercando su tutto il territorio italiano coppie di persone dello stesso sesso intenzionate a richiedere la pubblicazione degli atti di matrimonio negli uffici preposti. Ottenuto il prevedibile rifiuto in forma di documento ufficiale (ai sensi dell’articolo 98 del Codice Civile) gli avvocati preposti dalla Rete Lenford lo hanno impugnato davanti ai tribunali.<br />
Con l’aiuto di Certi Diritti, tutte le coppie coinvolte sono state scrupolosamente assistite, prima nel percorso di comprensione dell’iniziativa, poi nel percorso giuridico delle sentenze. Solo chi lo desiderava, veniva coinvolto in iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica: comunicati stampa e articoli di giornale, partecipazione a conferenze stampa, testimonianze in convegni sul tema del diritto di famiglia, partecipazioni ad eventi di piazza.<br />
Più genericamente la campagna si pone all’interno di un più ampio progetto di Riforma del Diritto di famiglia che vede coinvolti i temi più svariati argomenti famigliari (piena uguaglianza delle donne nei vincoli famigliari, parità di diritti per i figli nati fuori dal matrimonio, adozioni, varietà delle forme di famiglia riconosciute, testamento biologico, divorzio breve, violenza domestica ed altro ancora).<br />
I primi risultati<br />
Nel tempo utile per la campagna sono state coinvolte circa 25 coppie sul territorio nazionale.<br />
Le cause relative alla campagna hanno raggiunto circa 13 circondari di tribunale su 166, almeno 6 corti d’appello su 26. Non abbiamo ancora avuto una sentenza di cassazione.<br />
Alle udienze si sono aggiunti numerosi corsi di formazione per avvocati, conferenze accademiche e convegni culturali sul tema. Visto il panorama culturale – nelle aule di tribunale così come nella politica e nella società – consideriamo positivo ed importante l’impatto delle sentenze e di queste iniziative.<br />
Ben 4 cause sono state rinviate direttamente alla Corte Costituzionale senza attendere il massimo grado di giudizio.<br />
Il clima positivo che si è generato alla notizia di una sentenza della Corte costituzionale su un tema così poco affrontato dalla politica ha facilitato la nascita di un Comitato nazionale per il riconoscimento del matrimonio civile tra persone dello stesso sesso, “Sì, lo voglio”.<br />
La sentenza 138/2010 della Corte Costituzionale<br />
La sentenza della Corte Costituzionale 138/2010 del 14 aprile 2010 non riconosce nell’immediato il diritto al matrimonio civile come da noi richiesto. Allo stesso tempo non lo esclude a priori, e lancia dei chiari messaggi positivi:<br />
1) ha riconosciuto la dignità costituzionale delle unioni omosessuali<br />
2) sollecita il Parlamento a varare una disciplina di carattere generale in materia<br />
3) parifica i diritti delle coppie omosessuali ai diritti già riconosciuti alla coppie more uxorio eterosessuali<br />
4) si riserva d’intervenire in futuro per garantire un trattamento omogeneo tra le coppie coniugate e quelle omosessuali<br />
5) bandisce il comportamento omofobico<br />
La sentenza 138/2010 rappresenta in sè un traguardo importante, poiché per la prima volta  la Repubblica Italiana si è espressa in merito al diritto di famiglia per le coppie dello stesso sesso.<br />
Lo spirito della sentenza è stato confermato da una più recente sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, (Schalk &amp; Kopf vs Austria, 24 Giugno 2010) che, tra l’altro, afferma esplicitamente che le famiglie costituite da coppie dello stesso sesso sono famiglie a tutti gli effetti.<br />
I prossimi passi: Affermazione Civile 2.0<br />
Da Novembre scorso, quando abbiamo rilanciato la nuova fase di affermazione civile, abbiamo avviato una collaborazione con alcune coppie. Perciò vale la pena tirare un po’ le somme di questi mesi passati a vedere insieme che tipo di lavoro abbiamo impostato:<br />
1)      DIRITTO AL MATRIMONIO: La richiesta per il riconoscimento del diritto al matrimonio è stato portato di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, come annunciato già lo scorso Giugno. Sono due le coppie che hanno partecipato a questo ricorso, guidato da Marilisa D’Amico, professore ordinario di Diritto Costituzionale, e Massimo Clara. Al momento siamo in attesa che il ricorso venga accettato dalla CEDU e in tal caso ci prepareremo per l’udienza.<br />
2)      RICONOSCIMENTO DELLA NAZIONALITA’ DEI FIGLI NON BIOLOGICI / NON PARTORITI: Dalla Spagna, abbiamo due famiglie i cui figli non si vedono riconosciuta la cittadinanza italiana, essendo la madre italiana la madre non biologica, oppure la madre biologica che però non ha partorito il figlio. In questo caso, non passeremo attraverso la “classica” via di impugnare il diniego che queste coppie hanno ricevuto dal consolato. Invece stiamo procedendo appellandoci ai tribunali spagnoli. Nell’ipotesi che il ricorso sarà accolto, provvederemo poi a richiedere allo stato italiano di rispettarlo, in virtù delle convenzioni europee sul  riconoscimento delle sentenze emesse dai tribunali di altri stati. Ricorso seguito dal nostro iscritto a Barcellona, Avvocato Ugo Millul in collaborazione con l’avvocatessa Gemma Calvet i Barot.<br />
3)      RICONGIUNGIMENTO FAMIGLIARE: Abbiamo poi alcune coppie in cui uno dei partner non è cittadino europeo, e nonostante matrimonio/ unione civile contratta all’estero e nonostante il cittadino non europeo goda già di un  permesso di soggiorno europeo di lungo periodo rilasciato da altri stati europei, in italia non viene concesso il ricongiungimento famigliare, né viene riconosciuto il permesso di soggiorno di lungo periodo rilasciato da altri stati europei (e in teoria validi su tutto il territorio europeo). Ricorso seguito da Gabriella Friso, esperta nei servizi per gli immigrati.<br />
Sono in fase di elaborazione altri ricorsi:<br />
4)      TRASCRIZIONE DEL MATRIMONIO CONTRATTO ALL’ESTERO: Ottavio Marzocchi, socio fondatore e rappresentante di Certi Diritti a Bruxelles, si è unito in matrimonio in Spagna con un cittadino spagnolo. A Bologna è appena stata fatta una manifestazione in seguito al diniego di trascrizione in Italia del suomatrimonio ed è in fase di studio un ricorso per il mancato riconoscimento del diritto al matrimonio.<br />
5)      DIRITTO ALLA FECONDAZIONE ETEROLOGA: Ricorso che verrà effettuato insieme ad altre coppie eterosessuali sul diritto alla fecondazione eterologa,attualmente negata in Italia con una pena prevista di una multa fino ad un milione di Euro. Ricorso seguito dall’avvocatessa Filomena Gallo, Vice Segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.<br />
6)      DIRITTO ALLA VITA FAMIGLIARE: Ricorso che verrà effettuato insieme ad altre coppie eterosessuali sul diritto al riconoscimento della vita famigliare per le coppie non sposate che conducono dei progetti di vita stabili. Ricorso seguito dall’avvocatessa Filomena Gallo, Vice Segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.<br />
Le possibilità di altri nuovi ricorsi, sono potenzialmente infiniti, e ovviamente dipendono dalla dalla disponibilità delle famiglie italiane ad intraprendere una causa pilota sulle discriminazioni subite. Crediamo che, continuando sulla rivendicazione esplicita del diritto al matrimonio, sono molto importanti anche i ricorsi sugli specifici diritti, in particolare anche il diritto alla pensione di reversibilità, specialmente in seguito alla sentenza della Corte di Giustizia Europea sul caso Romer (Grand Chamber 10.05.2011).<br />
Il contesto generale<br />
L’Italia è una delle poche nazioni (insieme a Grecia e Polonia) dell’Unione Europea – e l’unica tra le sue fondatrici – a non avere alcun riconoscimento delle famiglie costituite da coppie dello stesso sesso. E nemmeno nessun riconoscimento delle coppie non sposate anche di sesso opposto. Una palese discriminazione e un anacronismo infausto che devono essere superati senza indugi alcuni.<br />
Siamo convinti che il matrimonio civile sottende al più basilare principio di uguaglianza, e dà un efficacissimo supporto anche alla lotta contro l’omofobia. Ogni altro riconoscimento intermedio (delle efficaci unioni civili, ad esempio) per noi costituirà un’importante conquista strategica verso questo obiettivo finale.<br />
Inoltre, considerata lo stretto legame con lo Stato vaticano, è anche vero che finché l’Italia continuerà a porsi sullo scacchiere della diplomazia internazionale come capofila degli stati contrari al riconoscimento dei pieni diritti civili per le persone e le famiglie LGBT, anche la criminalizzazione dell’omosessualità nel mondo continuerà ad avere terreno fertile. Ne sono prova le ripetute esternazioni del Vaticano all’ONU che si è sempre opposto strenuamente alla depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo. Impegnarsi per il riconoscimento del diritto al matrimonio aiuta l’Italia deve smarcarsi in maniera netta da queste posizioni, e isolare il Vaticano in queste sue posizioni disumane e criminofile.<br />
Tutto il nostro lavoro è svotlo in maniera trasparente, senza adesioni a logge massoniche segrete. La nostra forza è la piena fiducia nelle istituzioni democratiche, e la consapevolezza di aver dato, in questi anni di lavoro, prova di serietà e credibilità.<br />
Il contesto generale<br />
Tutte le nostre attività fino ad oggi si sono appoggiate totalmente sul volontariato e sui constributi di iscritti e sostenitori. Non ci appoggiamo a caste, nè a cricche, non riceviamo nè direttamente nè indirettamente, finanziamenti pubblici nè leciti nè illeciti.<br />
Chi volesse iscriversi o desideri sostenere l’associazione radicale Certi Diritti, può farlo con un bonifico bancario all’Associazione Radicale Certi Diritti, presso BCC di Roma, Ag. 21, IBAN: IT 34 E 08327 03221 000000003165, BIC: ROMAITRR</p>
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		<title>GIUDICI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 08:50:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ di Angelo Pezzana Immigrato in Israele nel 1978 dall’Inghilterra, Philip Marcus viene nominato giudice al Tribunale per la famiglia nel 1995. La sua nomina doveva scadere fra dieci anni, nel 2021, ma il giudice Philip Marcus ha dato le dimissioni, anche se due anni fa era candidato per una promozione al Tribunale distrettuale di Gerusalemme. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> di Angelo Pezzana</p>
<p>Immigrato in Israele nel 1978 dall’Inghilterra, Philip Marcus viene nominato giudice al Tribunale per la famiglia nel 1995. La sua nomina doveva scadere fra dieci anni, nel 2021, ma il giudice Philip Marcus ha dato le dimissioni, anche se due anni fa era candidato per una promozione al Tribunale distrettuale di Gerusalemme. Una decisione non comune la sua, che però ha una spiegazione nel suo comportamento. Autore di sentenze molto criticate, per la loro insensibilità e ignoranza del vivere civile, è inciampato in quella che lo ha convinto che giudicare il prossimo non era per lui la professione giusta.</p>
<p>L’accaduto potrebbe rientrare in un normale fatto di cronaca, o di malcostume giudiziario. Lo riprendiamo invece, perché aiuta a capire come funziona in Israele la difesa dei diritti umani e civili, in uno Stato che ogni tanto viene definito teocratico da chi preferisce coltivare i propri pregiudizi piuttosto che conoscere la realtà. Eccola, dunque, la teocrazia israeliana in funzione.<span id="more-39810"></span></p>
<p>Dan Goldberg ha avuto in India due gemelli, dopo un accordo con una donna che aveva accettato di prestare il proprio utero per una inseminazione artificiale con lo sperma del padre. Per poterli portare con sé in patria, Goldberg aveva bisogno di un documento legale del tribunale israeliano che autorizzasse la verifica del Dna,  a dimostrazione che era veramente il padre biologico dei bambini.</p>
<p>La pratica era nelle mani del giudice Marcus, il quale affermò che non aveva il potere legale di emettere quel documento, anche se molti giudici, con il suo stesso incarico, ne avevano emessi a decine senza sollevare problemi di alcuna natura, anche perchè quel test è un prerequisito indispensabile per la naturalizzazione in Israele dei piccoli. Marcus aggiunse che lo Stato ha il dovere di verificare che il padre non sia un pedofilo o un serial killer, avendo in più l’obbligo di far crescere i bambini quali ‘cittadini produttivi’.</p>
<p>Dan Goldberg ricorse immediatamente, ma dovette aspettare due mesi in India prima della seconda sentenza, mentre i suoi figli erano privi di cittadinanza e di assicurazione sanitaria.</p>
<p>I gruppi gay in Israele accusarono Marcus di discriminazione basata sull’orientamento sessuale, mentre l&#8217; Ombudsman definì le dichiarazioni di Marcus “ non necessarie, offensive e inappropriate”.</p>
<p>Philip Marcus soffre sicuramente di omofobia, una malattia di non facile guarigione, ma non potrà più praticarla in quanto giudice. Se è arrivato a dimettersi dieci anni prima della scadenza del mandato, deve essersi reso conto che nella società nella quale aveva deciso di vivere nel lontano 1978 non era quella che lui si era immaginato. Un padre gay non è un pedofilo né un serial killer, e i suoi bambini possono crescere con lui in una famiglia che la società e le leggi israeliane giudicano del tutto normale.</p>
<p>http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90</p>
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		<title>CERTI DIRITTI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 10:42:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Certi Diritti Il Parlamento europeo ha dibattuto ieri 7 settembre sulla base delle interrogazioni depositate dai gruppi liberale, verde, socialista e comunista sulla situazione delle coppie dello stesso sesso nella UE. L&#8217;Italia non ha mancato di fare la sua bella figuraccia grazie a Pdl e Lega. Le interrogazioni chiedevano alla Commissione europea quali iniziative [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Certi Diritti</p>
<p>Il Parlamento europeo ha dibattuto ieri 7 settembre sulla base delle interrogazioni  depositate dai gruppi liberale, verde, socialista e comunista sulla situazione delle coppie dello stesso sesso nella UE. L&#8217;Italia non ha mancato di fare la sua bella figuraccia grazie a Pdl e Lega.</p>
<p>Le interrogazioni chiedevano alla Commissione europea quali iniziative avrebbe assunto per cancellare le discriminazioni nella UE tra coppie dello stesso sesso e di sesso diverso, per assicurare il mutuo riconoscimento in tutti gli Stati dell&#8217;Unione delle unioni civili e dei legami matrimoniali tra persone dello stesso sesso contratti in uno Stato UE che li permettono, assicurando quindi la libera circolazione delle coppie gay. Il gruppo liberale ha anche chiesto &#8211; sulla base dell&#8217;interrogazione redatta dal responsabile delle questioni europee dell&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti Ottavio Marzocchi &#8211; alla Commissione di elaborare una Roadmap  contro l&#8217;omofobia e per i diritti LGBT, con una serie di misure a livello europeo ed internazionale.</p>
<p>Nel corso del dibattito gli interventi di tutti i deputati sono stati a favore di tali misure, tranne quelli dei deputati italiani del PdL e della Lega, che hanno difeso la famiglia &#8220;tradizionale&#8221; composta da un uomo ed una donna, al fine della riproduzione. Vari deputati favorevoli ai diritti LGBT li hanno interrogati sulla reale volontà della popolazione italiana rispetto alla maggioranza parlamentare ed al governo, chiedendo loro se non ritengano necessario promuovere il rispetto dei diritti umani nella UE e l&#8217;applicazione delle norme europee sull&#8217;eguaglianza tra tutti i cittadini.<span id="more-36566"></span></p>
<p>La Commissaria Viviane Reding ha affermato che sta già sollevando con gli Stati UE, nel quadro delle discussioni sulla corretta applicazione della direttiva sulla libera circolazione, la questione dell&#8217;eguaglianza e della proibizione della discriminazione sulla base dell&#8217;orientamento sessuale negli Stati membri: una coppia dello stesso sesso unita in matrimonio o unione civile deve essere riconosciuta da tutti gli Stati membri ai fini del diritto di circolazione e di residenza. Reding ha inoltre detto che vuole promuovere il principio per cui i cittadini UE e le loro famiglie in generale possano ottenere il riconoscimento dello status acquisito nel paese A (matrimonio, civil partnership) nel paese B (per es. l&#8217;Italia), creando un riconoscimento del matrimonio o della partnership dello stesso sesso in tutti gli stati europei, sulla base del principio di eguaglianza e di non discriminazione. La Commissaria ha anche affermato che i governi non possono discriminare, che sono spesso più arretrati delle loro popolazioni e che insisterà perché il diritto europeo sia applicato, pena l’applicazione di misure più severe (denuncia degli Stati membri alla Corte di Giustizia). La Commissaria ha inoltre chiesto all&#8217;Agenzia per i Diritti Fondamentali di aggiornare il suo studio sull&#8217;omofobia nella UE al fine di fornire maggiori informazioni alla Commissione al riguardo per meglio lottare contro le discriminazioni.</p>
<p>L&#8217;audio video degli interventi del dibattito al PE sono disponibili su: http://www.europarl.europa.eu/sed/speeches.do?sessionDate=20100907<br />
Le interrogazioni orali dei gruppi politici sono disponibili su:<br />
ALDE: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+OQ+O-2010-0118+0+DOC+XML+V0//IT<br />
Comunisti, Verdi ed altri deputati:<br />
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+OQ+O-2010-0081+0+DOC+XML+V0//IT<br />
Socialisti: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+OQ+O-2010-0117+0+DOC+XML+V0//IT</p>
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		<title>Boffo e la privacy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 11:04:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
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					<description><![CDATA[di Enzo Cucco e Sergio Rovasio Con una ipocrisia degna di peggior causa Vittorio Feltri sostiene che il fatto per cui il Direttore di Avvenire, Dino Boffo, sia da giudicarsi immorale è la condanna per molestie e non per le sue relazioni omosessuali, come se lo svelamento dell&#8217;omosessualità del Direttore dell&#8217;organo di stampa di proprietà [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Enzo Cucco</strong> e <strong>Sergio Rovasio</strong></p>
<p>Con una ipocrisia degna di peggior causa Vittorio Feltri sostiene che il fatto per cui il Direttore di Avvenire, Dino Boffo, sia da giudicarsi immorale è la condanna per molestie e non per le sue relazioni omosessuali, come se lo svelamento dell&#8217;omosessualità del Direttore dell&#8217;organo di stampa di proprietà della Conferenza Episcopale Italiana non fosse molto di più che sapido pettegolezzo, e non si inserisca nella feroce lotta per l&#8217; egemonia sul capo del Governo tra la Lega e il Vaticano.<br />
Quello che invece è molto chiaro è che il Direttore de Il Giornale, applicando la ben nota legge del taglione, dà maggior vigore proprio a quel metodo che con il suo giornalismo al vetriolo intende censurare, ovvero delegittimare il proprio avversario usando l&#8217;arma del giudizio morale, in particolare del giudizio sulla sua moralità sessuale.<span id="more-21126"></span><br />
L&#8217;insopportabile ambiguità dell&#8217;iniziativa di Vittorio Feltri, che per difendere il diritto alla privacy del Presidente del Consiglio sputtana quella del Direttore de L&#8217;Avvenire, è il motivo per cui ci sembra che si debba, con forza, difendere la libertà di Boffo, e chiunque altro, ad avere relazioni sessuali con adulti consenzienti senza che questo diventi oggetto di valutazione morale da parte di chicchessia.<br />
E quando parliamo di difendere la libertà alla privacy di Dino Boffo ci riferiamo anche all&#8217;ipotesi che egli possa essere, a un tempo, omosessuale e contrario ai diritti delle coppie tra persone dello stesso sesso. Non v&#8217;è nessuna logica accettabile dietro l&#8217;argomento per cui un omosessuale &#8220;velato&#8221; non possa attaccare pubblicamente iniziative politiche sull&#8217;omosessualità. La nostra personale incomprensione della distonia tra comportamenti privati e posizioni pubbliche non può arrivare a salutare come benvenuti outing `forzati&#8217; e violenti come quello fatto da Feltri.<br />
Eppure se si rimane dentro la logica che il doppio caso Berlusconi-Boffo rappresenta, tutto è legittimo, comprese le prossime neanche tanto velate minacce di Feltri in merito ad altri &#8220;svelamenti&#8221; di doppie moralità.<br />
In verità tutti gli attori di questa vicenda sanno benissimo che l&#8217;unico modo per uscire da questo circolo vizioso di ricatti incrociati è semplice, e passa attraverso la serena rivendicazione di Boffo, Berlusconi e compagnia, non solo del diritto alla privacy, ma del diritto ad avere relazioni sessuali e sentimentali senza che questo diventi oggetto di valutazione morale. Non sappiamo se questo accadrà mai, per il momento registriamo solo la negazione di qualsiasi cosa da parte di Berlusconi e il rumoroso imbarazzo di Boffo, che si trincera dietro la solita teoria del complotto e della aggressione.<br />
Noi, pazienti, continueremo a difendere il diritto alla privacy delle loro Signorie. Ci facessero, però, la cortesia di guardare con meno sprezzante superficialità alle richieste di eguaglianza che arrivano da buona parte di quella minoranza di qualche milione di italiani che si preoccupa più dei propri diritti che della moralità altrui. Alla fine sarebbe un bene per tutti, anche per loro.</p>
<p>il riformista, 30 agosto 2009, rubrica delle lettere</p>
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		<title>MATRIMONI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 19:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
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		<category><![CDATA[Denise Simmons]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia svegliati!]]></category>
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					<description><![CDATA[di Enzo Cucco Il 30 agosto prossimo Denise Simmons, la sindaca della citta&#8217; di Cambridge, Massachusetts, si sposa con la sua compagna &#8220;in a celebration of love, acceptance, and togetherness&#8221;, in una chiesa episcopale della sua città. La Simmons è la prima sindaca donna di colore e lesbica degli USA. E, particolare da non sottovalutare, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Enzo Cucco</strong></p>
<p>Il 30 agosto prossimo Denise Simmons, la sindaca della citta&#8217; di Cambridge, Massachusetts, si sposa con la sua compagna &#8220;in a celebration of love, acceptance, and togetherness&#8221;, in una chiesa episcopale della sua città.<br />
La Simmons è la prima sindaca donna di colore e lesbica degli USA. E, particolare da non sottovalutare, nel prossimo novembre si ricandida alla stessa carica.</p>
<p>Cosi, giusto per segnalare che in un altra parte del mondo le cose vanno in modo diverso &#8230;</p>
<p><a href="http://www.passportmagazine.com/blog/index.php?/archives/105-Americas-First-Black-Openly-Lesbian-Mayor-E.-Denise-Simmons-Will-Marry-Sunday.html">http://www.passportmagazine.com/blog/index.php?/archives/105-Americas-First-Black-Openly-Lesbian-Mayor-E.-Denise-Simmons-Will-Marry-Sunday.html</a></p>
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