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	<title>epub &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>E-pub: adelante con juicio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 06:09:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
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		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[di Maria Cecilia Averame Parlare di e-book in Italia risulta quasi pericoloso: fra infervorati sostenitori che preconizzano la scomparsa della carta stampata e detrattori convinti che il digitale causerà l’ennesima vendita al ribasso del sistema cultura. Trovare i numeri per comprendere le reali dimensioni del fenomeno non è immediato. E quando anche li si ha in mano, la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Maria Cecilia Averame</p>
<p>Parlare di e-book in Italia risulta quasi pericoloso: fra infervorati sostenitori che preconizzano la scomparsa della carta stampata e detrattori convinti che il digitale causerà l’ennesima vendita al ribasso del <em>sistema cultura</em>. Trovare i <em>numeri</em> per comprendere le reali dimensioni del fenomeno non è immediato. E quando anche li si ha in mano, la loro analisi non è scontata.<span id="more-40673"></span></p>
<p>Facciamo un passo indietro. Salone del Libro di Torino, 2010. Di e-book tra gli stand ce ne sono pochissimi o niente, ma tra addetti ai lavori se ne parla molto: si snocciolano gli incredibili risultati conseguiti da Amazon in Usa, viene presentata una piattaforma tutta italiana a opera di Simplicissimus Book Farm (dove si potranno acquistare circa 350 e-book) che anticipa di qualche mese una seconda piattaforma, Bookrepublic. Anche i grandi editori entrano in campo: si preannuncia la piattaforma di Edigita – presentata ufficialmente durante la Fiera di Francoforte – che riunisce il gruppo Feltrinelli, Messaggerie-GEMS e gruppo RCS. In questi mesi anche gli store <em>on line</em> come Bol, IBS e Mediaworld aprono settori E-book e, <em>last but not least</em>, Mondadori promette l’arrivo di 1200 titoli in digitale fra cui 400 novità. Si parla dell’anno a venire come «l’anno del digitale» in Italia. Non c’è giornale di informazione senza la sua bella rubrica sul <em>fenomeno e-book</em>. Fuori dal coro paiono restare le sole riviste specializzate di critica letteraria.</p>
<p>Arriva la fatidica data di dicembre: periodo natalizio, in cui si dovrebbero accendere le micce dell’anno dell’e-book 2011. Escono lettori eReader che vogliono ripetere in Italia l’esperienza di Amazon Kindle, come <cite>Leggo</cite> di IBS e <cite>Biblet</cite> di Telecom. Ma anche questa volta le polveri sembrano bagnate. La sensazione è che manchi un elemento fondamentale: i lettori. Certo è difficile invogliare i lettori a leggere digitale quando i titoli a disposizione sono ancora così pochi.</p>
<p>Passa un anno. Al Salone del libro 2011 i trecentocinquanta titoli in digitale dell’anno precedente sono ora tredicimila, e si vocifera di altri ventimila disponibili per Natale 2011. Girando fra gli stand si notano i piccoli e medi editori che, magari con un cartello scritto a penna all’ultimo momento, avvertono i lettori che i loro titoli sono disponibili anche in digitale. I dati di vendita dicono che l’e-book oggi vale l’1% dell’intero mercato editoriale (a Natale si era attorno allo 0,04%). Edigita annuncia di aver venduto, nel primo semestre 2011, 100.000 e-book (a luglio Bookrepublic presenterà uno studio che conteggia in 250.000 il numero complessivo di e-book venduti in Italia nello stesso periodo), anche se i bestseller restano pochi: solo una ventina di titoli sono riusciti a superare le cinquecento copie. L’atmosfera del Salone del Libro è però turbata da un articolo di Mario Baudino su «La Stampa», che annuncia catastrofico <cite>Aiuto, mi si è sgonfiato l’e-book</cite>. Medi e grandi editori, intervistati, ammettono sconcertati di non avere ottenuto i risultati sperati dalle loro prime mosse nel digitale. L’analisi non va troppo in profondità: quello che conta sono i numeri e per adesso i numeri paiono ancora troppo bassi. Si alzano anche voci contro il pessimismo dell’articolo: sono quelle degli operatori che sul digitale hanno scommesso e che paiono muoversi più agilmente e consapevolmente nel nuovo mercato. I numeri, si protesta, sono in crescita. Non solo: i numeri potrebbero essere condizionati da una realtà ben nota agli addetti ai lavori, che potrebbe disincentivare il grande pubblico alla lettura digitale. È una realtà fatta di diversi elementi quali l’uso spropositato, soprattutto da parte dei grandi editori, dei fatidici DRM, i «blocchi» antipirateria che impediscono il passaggio di un file da un <em>device</em> all’altro, spesso rendendo difficile la consultazione del testo. Ma anche la politica dei prezzi, che si assestano – quando va bene – al 20% in meno rispetto al corrispondente cartaceo: percepiti ancora troppo alti. E la questione della qualità delle conversioni, ricche di refusi che fanno mostra di sé nei testi digitalizzati in fretta e furia (<cite>Il Cimitero di Praga</cite> di Umberto Eco esce in contemporanea alla novità cartacea, ma abbondano i copia-e-incolla che tralasciano gli stili; alcuni periodi risultano grossolanamente persi nella transizione). Se i numeri sono importanti, dipendono anche da una serie di sfide qualitative da affrontare nell’immediato futuro. Per l’autunno infatti Mondadori ha annunciato un patto con Amazon, il quale potrebbe rivelarsi un attore determinante per la penetrazione degli e-book in Italia: si prevede l’arrivo del Kindle, assieme al suo tablet, a combattere la supremazia dell’iPad di Apple. Prima o poi anche l’Ibook Store di Apple potrebbe iniziare a vendere i suoi titoli in Italia, e a questo punto sarebbero presenti sul campo tutti gli attori internazionali. I device ci sono, la piattaforme di distribuzione anche, gli attori internazionali capaci di dare una scrollata al mercato stanno arrivando.</p>
<p>Queste le «taglie» del nuovo abbigliamento digitale. Taglie che però non rispondono appieno alla domanda più importante: il digitale sta veramente<em>impattando</em> in qualche maniera l’editoria, incidendo sulla diffusione della cultura in Italia e sulle modalità di lettura quotidiana? Secondo l’analisi di BookRepublic di luglio, un primo effetto delle vendite digitali riguarda proprio gli editori indipendenti: se i titoli pubblicati in digitale da questi – secondo le loro stime – rappresentano il 25% del mercato, il 39% dei venduti presso il loro store è proprio di editori non appartenenti ai grandi marchi editoriali. Proporzioni differenti dal mercato tradizionale, che lasciano sperare in nuovi spazi vitali per le <em>indies</em>.</p>
<p>Differente infatti è anche il modello di distribuzione. È vero che la commercializzazione in rete riproduce modelli simili a quella tradizionale con diversi intermediari: piattaforme che tengono i files e li mettono a disposizione di stores dove gli e-book vengono venduti (a ogni passaggio l’editore lascia una percentuale dei suoi ricavi, in proporzione alla grandezza dell’attore). Contemporaneamente però editore e lettore si possono incontrare per la prima volta direttamente, senza intermediari, in rete. L’editore può diventare distributore ma soprattutto comunicatore di se stesso. Cambia la promozione, non più legata a media massimalisti, ma che lavora ad esempio sui network sociali. Nel momento in cui cambiano i mezzi, cambia anche il linguaggio. Quello letterario si appropria di quello digitale sviluppato in questi ultimi anni in rete e sui computer: già oggi con l’e-book si <em>naviga</em> negli indici e nelle note, si possono socializzare i passaggi letti, condividere le proprie annotazioni e leggere quelle degli altri, accedere a parti di «libro» che sono fuori dal libro e che si aggiornano in tempo reale, vedere video e andare a leggere le fonti di un testo citato.</p>
<p><cite>Social reading</cite>, nuovi modelli di comunicazione editoriale, un nuovo ruolo per l’editore. Ma anche il rapporto con il <em>self publishing</em>, la presunta facilità di digitalizzare e vendere qualsiasi testo puntando sulla quantità e tralasciando la qualità, il digitale come opportunità di conservazione e consultazione: solo alcune fra le questioni che andranno analizzate non solo dagli addetti ai lavori ma anche dal mondo culturale e letterario. Sarebbe utile una critica professionale, accanto a quella spontanea dei lettori, che evidenzi la qualità dei contenuti e della loro digitalizzazione. Che apra gli e-book per osservare cosa sta cambiando lì dentro: cosa si perde e cosa invece si potrebbe guadagnare, utilizzando i nuovi strumenti di lettura e scrittura.</p>
<p><em>L’autrice è responsabile editoriale dello studio <a href="http://www.quintadicopertina.it">Quintadicopertina</a>. </em></p>
<p><em>Pubblicato su Alfabeta2, ottobre 2011</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>l&#8217;ebook e la serie A</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 17:07:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Loredana Lipperini [questo articolo è stato pubblicato oggi su Lipperatura] Qualche giorno fa, dando conto del cambio di gestione e di linea editoriale di Gargoyle, avevo sottolineato un passaggio che mi aveva dato da pensare: l’affermazione che prevedeva per gli autori italiani (alcuni? molti?) l’uscita esclusivamente in eBook. Passo indietro: Francoforte. In occasione della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/eye-book-futuro.jpg"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-40730 alignleft" title="eye-book-futuro" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/eye-book-futuro.jpg" alt="" width="225" height="283" /></a>di <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/"><strong>Loredana Lipperini</strong></a></p>
<p><span style="color: #008000;">[questo articolo è stato pubblicato oggi su <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/"><span style="color: #008000;">Lipperatura</span></a>]</span></p>
<p>Qualche giorno fa, dando conto del cambio di gestione e di linea editoriale di Gargoyle, avevo sottolineato un passaggio che mi aveva dato da pensare: l’affermazione che prevedeva per gli autori italiani (alcuni? molti?) l’uscita esclusivamente in eBook.</p>
<p>Passo indietro: Francoforte. In occasione della Buchmesse Riccardo Cavallero, direttore generale Libri Trade di Mondadori, attacca gli agenti in quanto “conservatori” nei confronti dell’eBook medesimo: “non si può avere paura dei prezzi o della cannibalizzazione, altrimenti non ci lanceremo mai nell’editoria digitale”, dichiara al Corriere della Sera. Gli risponde un editore, Stefano Mauri (Gems)”Gli agenti giustamente cercano di tutelare i propri autori se sono dei professionisti (mi preme sottolineare che stiamo parlando della serie A, quella che vive di questo mestiere e non degli ultimi arrivati, con tutto il rispetto)”.<br />
<span id="more-40729"></span><br />
Ora, in tutela della serie B, C, D e Z era sceso qualche giorno fa Scott Turow, che pure appartiene alla fascia AA, sottolineando la slealtà di una situazione dove gli editori considerano gli eBook semplicemente come un luogo dove il rischio è minimo e dunque è possibile fare, o quasi, quel che si desidera. Poche royalties, considerazione dell’autore ai minimi.</p>
<p>In Italia, non stiamo molto meglio. Dopo l’annuncio della piccola Gargoyle, la decisione della ben più grande Mondadori: se volete, una piccolezza nelle problematiche che agitano il mercato editoriale, ma potrebbe assumere rilevanza ben maggiore e costituire un precedente. Di GL D’Andrea, che il commentarium già conosce, Mondadori ragazzi aveva mandato in stampa due volumi di una trilogia, Wunderkind (inizialmente concepita come storia unica ma suddivisa in tre parti, non per volontà dell’autore). Fra pochi giorni esce il capitolo conclusivo della saga, peraltro tradotta in una decina di paesi: esclusivamente in eBook. La protesta dei lettori, in rete, è stata immediata: non è corretto, dicono, cambiare supporto per evitare il rischio, a spese di chi ha seguito su cartaceo gli episodi precedenti.</p>
<p>In effetti, non lo è. E rafforza il sospetto, già enunciato qualche giorno fa, che il digitale venga considerato, in Italia, non come luogo dove investire ma come luogo da cui guadagnare col minimo sforzo, almeno nell’immediato. Ora, questo è un punto su cui gli autori tutti, conservatori o meno, dovrebbero riflettere molto: perchè quella che è indubbiamente una grande opportunità potrebbe essere usata non certo a loro vantaggio.</p>
<p>Ps. Per inciso, di ritorno da una magnifica due-giorni a Umbria Libri: ho avuto il piacere di essere in compagnia di scrittrici a cui voglio bene e a cui mi sento affine, come, per citarne due, Michela Murgia e Chiara Palazzolo. La prima si batte non da oggi perchè gli autori trovino intenti comuni, la seconda ha sottolineato come il punto debole italiano stia proprio nella narrativa popolare, soprattutto quella che si rivolge ai giovani lettori. Settore in cui, tanto per ampliare l’argomento, mi sembra che sia soprattutto l’ufficio marketing a prendere decisioni, secondo il principio che tutti possono scrivere tutto, e che gli stessi autori possano passare dai Tokio Hotel agli angeli innamorati, dal giallo al paranormal romance, a seconda di cosa “tira” di più. Eppure, le pagine lette nella preadolescenza e adolescenza, sono quelle che aprono al mondo della lettura. Magari, occorrebbe tenerlo presente, qualche volta.</p>
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		<title>Due anni con un ebook reader</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/30/due-anni-con-un-ebook-reader/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 06:19:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[diari]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Fabrizio Venerandi]]></category>
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					<description><![CDATA[[Fabrizio ha pubblicato un bilancio della sua esperienza di lettore di ebook, sul suo blog e sul forum di Simplicissimus: lo riporto qui per i lettori che si chiedono se dotarsi di un ereader. Jan] di Fabrizio Venerandi Nel dicembre 2008 ho preso il mio primo ebook reader, che è poi quello che utilizzo quotidianamente. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Fabrizio ha pubblicato un bilancio della sua esperienza di lettore di ebook, sul suo <a href="http://salvoesaurimentoscorte.wordpress.com/2010/12/26/due-anni-con-un-ebook-reader/">blog</a> e sul <a href="http://forum.simplicissimus.it/segnalazioni/due-anni-con-un-ebook-reader/">forum</a> di Simplicissimus: lo riporto qui per i lettori che si chiedono se dotarsi di un ereader. Jan]</em></p>
<p>di <strong>Fabrizio Venerandi</strong></p>
<p>Nel dicembre 2008 ho preso il mio primo ebook reader, che è poi quello che utilizzo quotidianamente. Nel frattempo sono cambiate tante cose, e avere un eReader ha cambiato anche il mio approccio alla lettura e all’informazione. Alcune note sparse di cosa significa usare oggi un eReader.</p>
<p><strong>1) Leggo di più</strong><br />
La prima cosa è che leggo di più. Ma non ebook, leggo di più in generale. L’avere un device nato per leggere off-line, non solo mi ha permesso di infilarci dentro tutta una serie di non-libri presi da internet (documentazioni tecniche, sorgenti in latino, saggistica letteraria fuori catalogo) e di diventare un regolare lettore di quotidiani e periodici in formato ebook; ma anche di ravvivare la mia lettura tradizionale. Un device che nasce per farti leggere tiene vivo il tuo amore e la tua passione per ogni tipo di lettura, che sia un ebook o un testo settecentesco preso ad un mercatino dell’usato.</p>
<p><strong>2) Uso meno il computer (per leggere e scrivere)</strong><span id="more-37633"></span>Un tempo non uscivo di casa senza avere con me il mio fidato powerbook. Perché non si sa mai, magari poteva scapparmi l’occasione per scrivere qualcosa o connettermi, o leggere qualche cosa scaricata da internet. Adesso mi sento nudo se non ho con me il mio eReader: ho sostituto la fame cieca del “fare qualcosa con il computer” con una fame più tranquilla. Se sono in giro ho una piccola biblioteca informativa che mi segue.</p>
<p><strong>3) Non posso fare a meno dell’e-ink</strong><br />
C’è una grande disputa se sia meglio il kindle o l’iPad o se ci sia da attendere una nuova tecnologia che supererà le attuali, con il colore, l’accesso a internet, i video e uno schermo senza luce. Quello che posso dire, parafrasando Churcill, è che l’e-ink -oggi- è la peggiore tecnologia possibile per leggere, se si escludono tutte le altre. Leggere testi digitali su e-ink è una benedizione.</p>
<p><strong>4) Ho una device che fa poco o niente (deo gratias)</strong><br />
Legata al punto precedente è la capacità di avere un device che fa poco o niente: mi fa leggere testi digitali, in maniera digitale. Niente pop up, niente francobolli che saltellano, niente feed che mi avvertono in tempo reale di risposte da fare sul tal forum e nessuna ansia da prestazione per thread persi su friendfeed. Un eReader oggi è uno strumento per leggere e non un fascio di nervi pronto a farmi sentire in colpa perché il mondo sta andando avanti mentre io leggo. Stop. Fatemi leggere, così poi posso anche capire meglio *dove* sta andando il mondo.</p>
<p><strong>5) Ho materiali</strong><br />
Il mercato è incredibilmente cambiato in soli due anni. Due anni fa mi impaginavo da solo i libri fuori dai diritti di autore. Oggi leggo quotidiani, periodici, romanzi e manualistica di grandi e piccole case editrici. Ieri sera mi sono ficcato sotto le coperte con il mio eReader, ho letto due articoli di alfabeta2, poi sono andato a cercarmi alcuni comandi di XQuery in una guida informatica e alla fine ho letto un capitolo dell’ultimo romanzo di Eco. Un eReader diventa un ‘luogo di lettura’ sofisticato ma non totalizzante, che crea nessi con il mondo reale e che non ha il side-effect compulsivo e un po’ rimbecillente del computing portato avanti per forza d’inerzia.</p>
<p><strong>6) Considero il pericolo</strong><br />
Adoro il mio eReader, ma è fallito. In meno di due anni la casa che lo produceva è andata a gambe all’aria. Questo significa che non legge il formato ePub, che difetti hardware non sono riparabili e che nel momento che si guasterà potrò solo buttarlo via. La supposta “durabilità” del libro liquido si scontra con hardware e mercati fallibili, con formati ed ebook concepiti e realizzati in maniera mediocre e strumenti di lettura e manipolazione dei contenuti ancora primitivi e grossolani. Sono dentro alla lettura digitale ma cammino sulle pietre per non finire in acqua. E le pietre sono: formati aperti, nessun drm, possibilità di conversione.</p>
<p><strong>7) Voglio di più</strong><br />
Usando un eReader da due anni mi aspetto di più dal futuro. Non mi interessa avere un iReader, ovvero un multigadget con cui fare tutto. Ci sono già, c’è iPad, Android e sono una cosa diversa, che personalmente non mi interessa. Voglio device in cui si legga *ancora meglio*, con maggiore contrasto; voglio device che abbiano più strumenti per leggere, che permettano di interrogare, aggiornare, condividere e relazionare le cose che sto leggendo. E voglio standard informatici dignitosi per leggere e per fare letteratura nativa digitale. Li voglio perché sono una naturale evoluzione del percorso di scrittura digitale iniziato decenni fa e che non ha niente a che fare con un iReader che mi faccia vedere filmati flash on-line.</p>
<p><strong>Concludendo</strong>. Due anni fa ho preso quello che poteva essere un curioso gadget tecnologico per fichetti. Si è dimostrato essere ben poco fichetto; è invece uno strumento culturale e informativo determinante. Un eReader, oggi ancora di più, è un paradigma di un modo nuovo di intendere la lettura digitale, di sganciarla dalla lettura frammentata e impulsiva del web, per dargli una dignità letteraria ad ampio respiro. E ancora: di accedere a testi che in una editoria tradizionale si perderebbero nella distribuzione e non vedremmo mai.</p>
<p>Quelli che ne hanno uno e lo usano lo sanno. Il mercato forse meno.</p>
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		<title>La minaccia per autori ed editori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[Cory Doctorow]]></category>
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					<description><![CDATA[[L&#8217;introduzione a Makers, l&#8217;ultimo romanzo di Cory Doctorow, è un&#8217;ottima spiegazione di quel che l&#8217;autore pensa dell&#8217;editoria presente e delle possibilità che offre alla persona autrice. Makers è stato pubblicato in USA Canada UK,  ed è disponibile contemporaneamente come ebook gratuito senza che questo ostacoli le edizioni a stampa. La traduzione è mia &#8211; Jan [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>[L&#8217;introduzione a <a href="http://craphound.com/makers/">Makers</a>, l&#8217;ultimo romanzo di Cory Doctorow, è un&#8217;ottima spiegazione di quel che l&#8217;autore pensa dell&#8217;editoria presente e delle possibilità che offre alla persona autrice. Makers è stato pubblicato in USA Canada UK,  ed è disponibile contemporaneamente come <a href="http://craphound.com/makers/download/">ebook gratuito</a> senza che questo ostacoli le edizioni a stampa. La traduzione è mia &#8211; Jan Reister]</em></p>
<p><strong>A proposito di questo ebook</strong> &#8211; di <a href="http://craphound.com">Cory Doctorow</a></p>
<p>C&#8217;è un pericoloso gruppo di attivisti anti-copyright che rappresenta una minaccia grave ed impellente per il futuro di autori ed editori. Non rispettano né la proprietà né le leggi. In più, sono potenti ed organizzati, e riescono a farsi ascoltare dai politici e dalla stampa.</p>
<p>Parlo ovviamente degli uffici legali degli editori di ebook.<span id="more-26440"></span></p>
<p>Queste persone non credono nella legge sul diritto d&#8217;autore. La legge sul copyright dice che quando compri un libro, è di tua proprietà. Puoi regalarlo, prestarlo, darlo in eredità ai tuoi discendenti o donarlo al più vicino dormitorio per senzatetto. Possediamo libri da molto più tempo prima di quando abbiamo iniziato a stamparli. La legge sul diritto d&#8217;autore ha sempre riconosciuto il tuo diritto a possedere i tuoi libri. Quando vengono scritte le leggi sul copyright &#8211; da politici eletti, per il bene pubblico &#8211; esse tutelano sempre questo diritto.</p>
<p>Gli editori di ebook però non rispettano la legge sul diritto d&#8217;autore, e non credono che tu abbia diritto al possesso dei tuoi beni. Al suo posto, dicono che quando &#8220;compri&#8221; un ebook, in realtà stai solo comprando una licenza per quel libro, e che la legge sul copyright è superata dalle migliaia di parole farsesche ed ingiuriose dell&#8217;accordo di licenza su cui fai clic quando completi la transazione d&#8217;acquisto. (Certo, il pulsante sul sito dice &#8220;Compra questo libro&#8221; e parlano di &#8220;vendite di ebook&#8221; alle conferenze &#8211; nessuno dice &#8220;Licenzia questo libro per il tuo Kindle&#8221; o &#8220;Le licenze totali per gli ebook sono cresciute cento volte dallo 0.00001% di tutte le edizioni allo 0.0001%&#8221;)</p>
<p>Che vadano all&#8217;inferno. L&#8217;hai comprato, è tuo. Credo nella garanzia di proprietà dei tuoi libri data dalla legge sul copyright.</p>
<p>Perciò possiedi questo ebook. L&#8217;accordo di licenza [&#8230;] è di Creative Commons e ti dà ancora più diritti di un libro normale. Ogni sua parola è un regalo, non un sequestro. Goditela.</p>
<p>Cosa voglio da te in cambio? leggi il libro. Dillo ai tuoi amici. Fai una recensione su Amazon o alla tua libreria vicino casa. Portalo al tuo circolo di lettura. Fallo leggere ai tuoi studenti (quelli più grandi per favore &#8211; quella scena di sesso è tosta) (adesso sei attento, vero?). Come scrisse Woody Guthrie:</p>
<p>&#8220;Questa canzone è sotto il Sigillo di Copyright n.154085 delle leggi degli Stati Uniti, per un periodo di 28 anni, e chiunque venga sorpreso a cantarla senza il nostro permesso sarà un nostro grande amico, perché con ce ne importa nulla. Pubblicala, scrivila, cantala, ballala, cantaci uno yodel. Noi l&#8217;abbiamo scritta, è tutto quel che volevamo fare.&#8221;</p>
<p>Già. Inoltre, se ti piace, <a href="http://craphound.com/makers/buy">compralo</a> o regala una <a href="http://craphound.com/makers/donate">copia</a> ad un&#8217;ente meritevole e privo di fondi.</p>
<p>Perché lo faccio? <strong>Perché il mio problema non è essere piratato, ma essere sconosciuto</strong> (grazie Tim O&#8217;Reilly per questo fantastico aforisma). Perché gli ebook gratuiti vendono libri stampati. Perché mi sono fotocopiato anche il culo quando avevo 17 anni e sono cresciuto spendendo praticamente ogni cent disponibile in libri quando sono diventato grande. Perché non posso impedirti di condividerlo (gli zero e gli uno non diventeranno più difficili da copiare); e perché i lettori hanno sempre condiviso il libri che amano, e quindi posso chiederti di unirti alla causa.</p>
<p>Da quando avevo sei anni ho sempre sognato di scrivere romanzi di fantascienza. Ora lo faccio davvero. E&#8217; un sogno realizzatosi, come fare da grande il cowboy o l&#8217;astronauta, tranne che non vieni vessato dai rancher e non devi restare 28 ore sulla rampa di lancio col pannolone. L&#8217;idea che possa infastidirmi quando le persone &#8211; i lettori celebrano ciò che scrivo è incredibilmente assurda.</p>
<p>Quindi scarica questo libro.</p>
<p>Alcune regole:</p>
<p>E&#8217; tradizione qui che i lettori convertano i miei ebook nel loro formato preferito e me li spediscano, ed è bello! Se hai convertito in un altro formato i file, inviameli [&#8230;] e li pubblicherò, ma prima leggi questo:</p>
<ul>
<li>[&#8230;] Niente copertine. Il testo del libro è liberamente copiabile, la copertina non proprio. Ne controlla i diritti il mio editore, quindi non inserirla nel file.</li>
<li>Niente DRM. La licenza Creative Commons proibisce la condivisione del file con &#8220;DRM&#8221; (detto anche &#8220;protezione da copia&#8221;), e per me è bene così. Non mandarmi il libro con del DRM. Se converti ad un formato che ha l&#8217;opzione DRM, controlla di averla disabilitata.</li>
</ul>
<p><strong>Una parola a insegnanti, bibliotecari e persone che vogliono regalarmi dei soldi</strong></p>
<p>Ogni volta che metto online gratis un libro, ricevo delle email da lettori che vogliono fare una donazione. Apprezzo la generosità di spirito, ma non mi interessano le donazioni in denaro, perché<strong> i miei editori sono davvero molto importanti per me</strong>. Essi danno un contributo enorme al libro, lo migliorano, lo offrono ad un pubblico che non potrei mai raggiungere, mi aiutano a fare di più col mio lavoro. Non ho intenzione di tagliarli fuori dal giro.</p>
<p>Ma ci deve essere un modo per mettere a frutto questa generosità e forse l&#8217;ho trovato.</p>
<p>Ecco come: ci sono tanti insegnanti e bibliotecari che vorrebbero mettere delle copie di questo libro tra le mani dei loro studenti e frequentatori, ma non hanno i fondi per farlo.</p>
<p>Ci sono persone generose che mi vogliono spedire dei soldi per dirmi grazie dei libri gratis.</p>
<p>Propongo di farli incontrare.</p>
<p>Se sei un insegnante o un bibliotecario e vuoi una copia gratuita di Makers, scrivi a freemakers@gmail.com col tuo nome, il nome e l&#8217;indirizzo della tua scuola. Verrà pubblicato qui sotto dalla mia fantastica assistente, Olga Nunes, perché potenziali donatori lo possano vedere.</p>
<p>Se ti è piaciuta l&#8217;edizione elettronica di Makers e vuoi donare qualcosa per dire grazie, controlla qui sotto per trovare un insegnante o una biblioteca da sostenere. Poi vai su Amazon, BN.com o la tua libreria online preferita ed ordina una copia per loro, invia una copia della ricevuta (se vuoi cancella il tuo indirizzo ed altre informazioni personali) a freemakers@gmail.com così Olga segnerà la copia come spedita. Se non vuoi essere ringraziato pubblicamente per la tua generosità, diccelo e ti terremo anonimo, altrimenti sarai ringraziata sulla pagina delle donazioni.</p>
<p>Vai a <a href="http://craphound.com/makers/donate">http://craphound.com/makers/donate</a> per insegnanti, bibliotecari ed altre persone simili che cercano donazioni.</p>
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		<title>Editoria digitale, ebook e mercato italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:02:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[amazon]]></category>
		<category><![CDATA[antonio tombolini]]></category>
		<category><![CDATA[barnes&noble]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione libraria]]></category>
		<category><![CDATA[drm]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Antonio Tombolini (Simplicissimus.it) commenta l&#8217;uscita dell&#8217;ebook-reader di Barnes&#38;Noble (Nook, concorrente di Amazon Kindle) e dopo aver analizzato le strategie dei due editori USA, offre il suo punto di vista sul mercato dell&#8217;editoria in Italia. Da leggere con attenzione. Jan Reister Scrive Tombolini: [&#8230;] un’idea per gli autori: cominciate a scrivere il vostro prossimo libro pensandolo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-24831" title="kindle-vs-nook" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/10/kindle-vs-nook1.jpg" alt="kindle-vs-nook" width="446" height="321" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/10/kindle-vs-nook1.jpg 446w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/10/kindle-vs-nook1-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 446px) 100vw, 446px" /></p>
<p><em><a href="http://www.simplicissimus.it">Antonio Tombolini</a> (Simplicissimus.it) <a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">commenta</a> l&#8217;uscita dell&#8217;ebook-reader di Barnes&amp;Noble (Nook, concorrente di Amazon Kindle) e dopo aver analizzato le strategie dei due editori USA, offre il suo punto di vista sul </em>mercato dell&#8217;editoria in Italia<em>. Da leggere con attenzione. Jan Reister<span id="more-24825"></span></em></p>
<p><a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/bn-nook-vs-amazon-kindle-e-scontro-frontale/">Scrive</a> Tombolini:</p>
<p>[&#8230;]</p>
<ol>
<li><strong>un’idea per gli autori</strong>: cominciate a scrivere il vostro prossimo libro pensandolo come innanzitutto digitale, e quindi in rete, e quindi in grado di sfruttare l’integrazione con tutto quello che la rete offre. Se il libro è in qualche modo una realtà parallela, e se nella realtà di ogni giorno la rete sta integrando una <span id="apture_prvw6"><span style="background-position: right -1347px;"> </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Augmented%20reality"><em>augmented reality</em></a></span>, attraverso cui ogni individuo può abbinare alla realtà dei luoghi e dei momenti che vive le informazioni e i tool che a quei luoghi e a quei momenti la rete abbina. Bene: scrivete tenendo presente la possibilità che il lettore possa integrare una <em>augmented reality</em> anche nel mondo e nelle vicende che state raccontando.</li>
<li>un’idea per editor e agenti letterari: aiutate gli autori a pensare al libro come sopra, diventando voi stessi esperti di ciò che la rete può offrire, e valutate caso per caso se non sia forse possibile autopubblicare il proprio ebook, sperimentando anche modalità di rapporto nuovo con i lettori</li>
<li><strong>un’idea per gli editori, <em>anzi due</em></strong>: <strong>la prima</strong>, rilasciate subito tutto il vostro catalogo in formato ePub, cribbio, cosa state ancora aspettando? E se avete il fegato per farlo, <em>senza <span id="apture_prvw7"><span style="background-position: right -1347px;"> </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital%20rights%20management">DRM</a></span></em>, ché tanto sappiamo già tutti che tra due anni, forse meno, saremo lì a toglierli (noi di Simplicissimus vi suggeriamo <a href="http://blog.simplicissimus.it/2009/10/ebook-ok-ma-come-venderli-sbf-stealth/">SBF STEALTH</a>, con i <span id="apture_prvw8"><a href="http://blog.feedbooks.com/?p=82" target="_blank">Social DRM</a></span>, col nostro tool di <span id="apture_prvw9"><span style="background-position: right -1347px;"> </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital%20watermarking"><em>watermarking</em></a></span>, che consente una personalizzazione dell’ebook aggiungendo sul frontespizio del libro un vero e proprio <em>ex-libris</em> digitale, col nome e cognome dell’acquirente); se però non ne avete il fegato, metteteci pure i DRM (tanto tra due anni, forse meno, li toglierete), e <em>rilasciate subito ’sto benedetto catalogo!</em> <strong>Seconda idea</strong>, smettetela di dire agli autori che il vostro ruolo non morirà mai perché siete voi a dare autorevolezza ai loro libri appiccicandoci il vostro <em>brand</em>. Già oggi nessun lettore cerca un libro in base al marchio dell’editore (ma semmai autore, titolo, argomento, prezzo… tutto tranne che l’editore!). Concentratevi invece in quello che era il vero mestiere dell’editore, e di cui ci sarà sempre più bisogno nell’epoca dell’abbondanza digitale: la<em> ricerca e scoperta di talenti nuovi, e la loro cura</em>, offrendo piattaforme di scrittura innovative, in grado di dare all’autore la padronanza di tutte le possibilità che la rete offre fin dalla ideazione del suo libro, offrendo piattaforme ricche di interazione e condivisione diretta coi lettori, … imparando insomma un nuovo-vecchio mestiere: quello di <em>padroneggiare la tecnologia</em> per cavarne tutti i tool, gli attrezzi del mestiere, più adatti a coltivare i talenti di un autore e il suo rapporto coi lettori</li>
<li><strong>un’idea per i tipografi</strong>: dedicatevi alla stampa su carta di qualità elevata, anzi no, di qualità <em>altissima</em>; e per il pane quotidiano attrezzatevi per <em>stampare</em> ebook di qualità professionale nei vari formati. L’ebook non è il vostro nemico, <em>è il vostro futuro!</em></li>
<li><strong>un’idea per i distributori</strong>: cambiate (progressivamente) mestiere, quello che fate attualmente è destinato a rimpicciolirsi drammaticamente. Siete voi quelli che soffriranno di più dal cambiamento: <em>ci sarà sempre meno carta da trasportare avanti e indietro</em>. Del resto è anche logico che sia così: <em>siete stati voi quelli che hanno guadagnato di più negli ultimi 50 anni</em>, proprio portando avanti e indietro montagne di carta. E magari dedicatevi di più a fare gli editori (coi soldi che avete guadagnato avete spesso comprato molti editori vostri clienti) o riconvertitevi alla <em>distribuzione digitale</em> degli ebook: ma fatelo solo se avete spalle larghe, ché di distributori digitali non ne servono molti, sono i bit a dover essere immagazzinati e distribuiti, mica pallet di carta!</li>
<li><strong>un’idea per i librai <em>brick&amp;mortar</em></strong>: siete ancora lì senza neanche un ebook reader da vendere? Siete ancora lì senza neanche una connessione wifi da offrire gratuitamente ai vostri visitatori? Siete ancora lì senza neanche una poltroncina su cui sedersi, un salottino in cui leggere e chiacchierare, un caffè a cui rifocillarsi? Siete ancora lì senza avere qua e là un computer con la connessione pronta e attiva a disposizione dei visitatori? Siete ancora lì ad ammucchiare copie su copie di libri di carta, invece di aver già attrezzato una sezione ebook, una specie di tabellone con su le sole copertine dei libri e il link per il download immediato dell’ebook corrispondente da comprare lì, seduta stante? E siete ancora lì senza aver allestito la vostra e-dicola, da cui consentire l’acquisto a tutti i quotidiani e periodici disponibili in formato ebook?</li>
<li><strong>un’idea per i librai <em>online</em></strong>: aprite <em>subito</em>, ma <em>subito subito</em>, una sezione ebook e cominciate a venderli. Siete privilegiati, grazie alle piattaforme di distribuzione non dovete investire un solo euro per farlo. Se non in termini di dedizione, di arricchimento di contenuti, di tool, di informazioni da offrire al cliente. Ed è un business in cui la logistica la fanno le piattaforme di distribuzione di cui vi servite, non vi servono magazzini, corrieri, spedizioni… ci state ancora pensando?</li>
<li><strong>un’idea per i lettori</strong>: smettetela di fare i bambini capricciosi, <em>ah ma vuoi mettere la carta e l’inchiostro e il profumo…</em> <strong>tutte balle</strong>, il 95% della carta stampata che maneggiate fa schifo, è stampata male, puzza, vi sporca le dita, i caratteri sono troppo piccoli e da una pagina vedete in trasparenza quella successiva. E pesa. E… insomma, piantatela: date soddisfazione al vostro feticismo spendendo dei bei soldoni in qualche <em>realmente bella</em> edizione cartacea, e correte a comprarvi un ebook reader, e cominciate a rompere le scatole a librai ed editori perché si decidano a pubblicare tutti i loro libri anche in formato ebook. Cosa ne otterrete facendo così? Che <strong>leggerete di più</strong>, come, guarda un po’, da quando c’è il lettore mp3, ascoltate più musica.</li>
</ol>
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