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	<title>fandango libri &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>sex of you more</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 09:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[chiara valerio]]></category>
		<category><![CDATA[fandango libri]]></category>
		<category><![CDATA[pat carra]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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					<description><![CDATA[di Chiara Valerio Il sex of humour è il sesso femminile, un sesso che ha il senso dell’umorismo, prima di tutto grazie alla sua distanza dal potere. Nei pensieri illustrati di Pat Carra (Sex of Humor, Fandango, 2011) raccolti eppure miscellanei, il cui filo rosso potrebbe essere la natura sensuale dei rapporti umani, c&#8217;è uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Chiara Valerio</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/patcarra1.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-40700 alignleft" style="margin: 8px;" title="patcarra1" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/patcarra1-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/patcarra1-234x300.jpg 234w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/patcarra1.jpg 439w" sizes="(max-width: 234px) 100vw, 234px" /></a></p>
<p><em>Il sex of humour è il sesso femminile, un sesso che ha il senso dell’umorismo, prima di tutto grazie alla sua distanza dal potere</em>. Nei pensieri illustrati di<strong> <a href="http://www.patcarra.it/">Pat Carra</a></strong> (<strong><em>Sex of Humor</em>, Fandango, 2011</strong>) raccolti eppure miscellanei, il cui filo rosso potrebbe essere la natura sensuale dei rapporti umani, c&#8217;è uno sguardo sempre chiaro, sempre sobrio, sempre intelligente, sempre, in qualche maniera, possibile. Nelle sue vignette si riconosce così chiaramente uno sguardo che in effetti pare che le vignette ti guardino &#8211; anzi, che ti abbiano già visto &#8211; e riquadrino. Questi disegni includono, invece di lasciare fuori, i personaggi ci somigliano, perché, nella loro icasticità, tentennano. Nelle vignette di Carra non c&#8217;è in breve una superumanità perfetta &#8211; fisicamente, politicamente, dialetticamente &#8211; che giudica e ride prima degli altri e poi di sé, che è esente da errore, c&#8217;è qualcuno che abbiamo già incontrato e insieme al quale ridere <em>con</em> e mai <em>di</em>.<br />
<span id="more-40529"></span><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/patcarra3.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-40702 alignright" style="margin: 6px;" title="patcarra3" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/patcarra3-181x300.jpg" alt="" width="181" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/patcarra3-181x300.jpg 181w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/patcarra3.jpg 340w" sizes="(max-width: 181px) 100vw, 181px" /></a><br />
Così l&#8217;umanità delle vignette di Pat Carra è prima di tutto sinonimo &#8211; e sintomo &#8211; di intelligenza, e <em>Sex of Humor</em>, una raccolta che fa compagnia.  C&#8217;è chi guarda, legge, pensa. E la satira anche quando è dura e spigolosa, lascia uno spazio dialettico, di risposta, di esitazione. A scorrere queste vignette, si vede bene che le rivoluzioni possono essere scanzonate, che un divano non è sempre un posto dove stare comodi, che Veronica Lario ha fatto qualcosa in più che divorziare da Silvio Berlusconi, che gli &#8220;annunci a luci rosse&#8221; possono davvero rendere le giornate di chi cerca, luminose come quelle di chi trova. Il punto di vista di chi scrive è in <em>Sex of Humor</em> quello dell&#8217;errore. Si ride perché si sbaglia, ci si corregge perché si sbaglia, si scrive perché si sbaglia. tutti sbagliamo. E così, nonostante le protagoniste dei fumetti di Carra siano quasi tutte donne, gli uomini pure possono riconoscersi, per una volta al complemento, per converso, senza essere il centro di un universo &#8211; fisico, politico, dialettico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/Pat-20-carra_gossipGalleryDetail.gif"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-40705 aligncenter" title="Pat-20-carra_gossipGalleryDetail" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/Pat-20-carra_gossipGalleryDetail-240x300.gif" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/Pat-20-carra_gossipGalleryDetail-240x300.gif 240w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/11/Pat-20-carra_gossipGalleryDetail.gif 320w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pat Carra, <em>Sex of Humor</em>, Fandango (2011), 13,00 eu.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>gli schermi Celati</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/04/gli-schermi-celati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 18:09:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[alberto sironi]]></category>
		<category><![CDATA[andrea cortellessa]]></category>
		<category><![CDATA[chiara valerio]]></category>
		<category><![CDATA[cinema all'aperto]]></category>
		<category><![CDATA[confanetto]]></category>
		<category><![CDATA[fandango incontro]]></category>
		<category><![CDATA[fandango libri]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Celati]]></category>
		<category><![CDATA[politecnico fandango]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/locandina-Celati2.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-38698" title="locandina Celati" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/locandina-Celati2-753x1024.jpg" alt="" width="462" height="626" /></a></p>
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		<title>I sogni di piccole vite, crudeli e perfette</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/03/31/i-sogni-di-piccole-vite-crudeli-e-perfette/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 10:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[chiara valerio]]></category>
		<category><![CDATA[fandango libri]]></category>
		<category><![CDATA[gaia manzini]]></category>
		<category><![CDATA[galleria]]></category>
		<category><![CDATA[nudo di famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Chiara Valerio Uscita dalle regole della famiglia. Che significa semplicemente non riconoscerla più, peccare di libertà quel tanto da toglierti dall’orizzonte delle colazioni e dei pranzi, delle telefonate e delle loro domande, sempre le stesse, che aspettano medesime risposte e non portano mai da nessuna parte, ma servono a riconoscersi nelle espressioni, come un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/03/capo22450.jpg"><img src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/03/capo22450.jpg" alt="capo22" /></a><br />
di <strong>Chiara Valerio</strong></p>
<p><em>Uscita dalle regole della famiglia. Che significa semplicemente non riconoscerla più, peccare di libertà quel tanto da toglierti dall’orizzonte delle colazioni e dei pranzi, delle telefonate e delle loro domande, sempre le stesse, che aspettano medesime risposte e non portano mai da nessuna parte, ma servono a riconoscersi nelle espressioni, come un Dna verbale, mattoni della nostra unità. Specie di rosario di famiglia che si sgrana negli anni sempre uguale a se stesso</em>. <em>Nudo di famiglia</em> di Gaia Manzini (Fandango, 2009) è una raccolta di racconti. Somiglia, e non solo per il titolo, a <em>Legami familiari</em> di Clarice Lispector. Lo scrivo con infinita meraviglia e turbamento. Lispector scrive <em>Non essere divorati è l’obiettivo segreto di tutta una vita</em> e Manzini chiosa <em>la memoria, quella vera c’è l’ha il corpo</em>. Perché i personaggi di <em>Nudo di famiglia</em> hanno fallito <em>l’obiettivo segreto</em> ma raccontano come. Perché leggi <em>Ada</em> e ti ritrovi a casa. A casa tua, spolpato dalle inquietudini degli altri. Perché leggi <em>La manovra di Heimlich</em> e sai che <em>La parola non serve solo a descrivere la realtà, ma anche a spezzarla</em>.<br />
<span id="more-16255"></span><br />
Ada va al mare, ha novantasette anni e sale ancora sugli scogli, Julien raccogli gli insetti, Lisa lascia in giro test di gravidanza inutili, Simona vive con mio padre e mia madre al posto mio, Irene legge guide, entra in casa e Marzia le viene incontro, <em>ogni volta che muore mio padre svanisce la parete alla quale sono appoggiata</em>, un altro canta a squarcia gola e non prova niente, ventisette gradi non sono abbastanza per soffocare, il monografico di storia dell’arte che amo di più è il realismo magico, <em>hai dodici anni e più di conoscere le cose ti lasci conoscere da loro</em>, alcuni figli rimangono figli e basta fino a quarantanni, <em>Forse mio figlio, prima o poi, si metterà a piangere. Avrà bisogno di sua madre e caverà dalla gola un urlo che è l’abbraccio più forte che sa dare</em>, Mattia sbuca dalla corsia dei latticini e la bambina di Irma non parla mai, <em>ho il cuore in gola le gambe all’inferno</em> e sto morendo, Francesco Chito ha cambiato scuola.</p>
<p>Nei racconti di Manzini, anche se mi rendo conto che accomunare queste storie di minuzie e generali astratti sotto un’unica didascalia è davvero misera faccenda, la realtà è spezzata. Nemmeno i fogli A4 possono essere ripiegati per farne barchette o aerei. Perfino i fogli A4, le fotografie, le tele, tangibili, velleitari o simboli di tutta la realtà del mondo si spezzano. In <em>Salmoni</em> perché sono <em>Un modo bidimensionale di fare entrare il mondo nell’utero di questa casa dove il tempo non è mai riuscito a passare, neanche dal buco della serratura</em>. In <em>Dietro il vetro</em> perché <em>Mi faccio avanti, verso il vetro. Sono la donna preraffaellita incorniciata dal quadro della finestra: ormai esisto solo in quel vasto spazio circoscritto. Mi spoglio. Lo farei per sempre</em>.</p>
<p>Per sempre non sono due parole che si rincorrono o si appaiano nella scrittura di Manzini. Che nonostante moduli <em>Bergson</em> si disinteressa della durata. Che è precisa e parla in un eterno presente incurante di passato o di futuro. Delle cose che possono accadere o essere dimenticate. Di tutte quelle visibili e invisibili. Anche l’attesa di <em>Paura</em> non è che l’istantanea di una donna che mai ha mai temuto davvero, perché ha sposato un matematico ed è sempre stata in grado di contare. Perché gli elenchi consentono il controllo e la salvezza. Perché <em>Pregare è come contare: vai avanti e ti annulli nei suoni, ti sciogli nel flusso astratto d’un tempo senza pause</em>. E quindi sia fatta la tua volontà.</p>
<p><em>Nudo di famiglia</em> è scritto in una lingua potente, consapevole, capace di evocare nostalgie e spavalderie. Una lingua in grado di raccontare, dove pensi di sognare e ti rammenti. Di raggirare, evocare gli spiriti e scacciarli. Sono racconti di persone, dove le titubanze e le esitazioni delle coppie, delle madri, dei rapporti consolidati, scuotono gli occhi di chi legge fino alle lacrime o al riso. Sono parole composite, montate, arrangiate, iperreali, sovraesposte. Le storie di Gaia Manzini, da <em>Ada</em>, a <em>Pulizia</em>, fino a <em>Paura</em>, sono <em>la diversità che ci fece così belli</em>. <em>Un precipizio di sentimenti e parole che svaniscono verso il basso e scompaiono per sempre</em>. Io lo rileggo. E <em>realizzo che il roquefort mi fa schifo. E forse al di là delle sfumature c’è sempre un modo netto di guardare le cose</em>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-16256" title="copertina_manzini_fandango09" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2009/03/copj13.jpg" alt="copertina_manzini_fandango09" width="155" height="232" /></p>
<p><strong>G. Manzini, Nudo di Famiglia, Fandango Libri (Galleria, 2009), pp. 189, €. 14,00</strong></p>
<p><strong>p.s.</strong><br />
La foto in apice è un po&#8217; il mio nudo di famiglia, avevo dimenticato di scriverlo. Il disegno ad acquerello è di Giulia, la foto l&#8217;ha scattata Elisabetta, e l&#8217;insieme composito di ritagli di giornale sta nella mia casa di Modena. E questo.</p>
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