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	<title>Fanny e Alexander &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>cinéDIMANCHE #12 INGMAR BERGMAN &#8220;Fanny e Alexander&#8221; [1982]</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2015 13:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinéDIMANCHE]]></category>
		<category><![CDATA[Fanny e Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Ingmar Bergman]]></category>
		<category><![CDATA[mariasole ariot]]></category>
		<category><![CDATA[Orsola Puecher]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
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					<description><![CDATA[<b>Renata Morresi</b><br /><b>Orsola Puecher</b><br /><b>Mariasole Ariot</b><br /><br /><i>Tutto può avvenire, tutto è possibile e verosimile. Tempo e spazio non esistono, sopra un insignificante fondo realistico l’immaginazione trama e tesse nuovi modelli...</i> "Il Sogno" A. Strindberg]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><center><div style="width: 616px;" class="wp-video"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');</script><![endif]-->
<video class="wp-video-shortcode" id="video-49899-1" width="616" height="356" poster="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/fanny.jpg" preload="auto" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.suave-est-nus.org/fanny.mp4?_=1" /><a href="http://www.suave-est-nus.org/fanny.mp4">http://www.suave-est-nus.org/fanny.mp4</a></video></div></center><br />
<strong>Renata Morresi</strong></p>
<blockquote style="color:#000000; border-left:4px solid #b73923; background-color:#ffffff; padding: 15px 15px 1px 15px;"><p>Io vedo Fanny e Alexander e trovo due strade, che in certi momenti, nei miei spazi di geometrie non-euclidee, riesco a pensare insieme: quella di un’arte mai colma abbastanza di sensualità e stupore, quella di un’arte piena di lavoro e studio.<br />
&nbsp;<br />
“Forse siamo la stessa persona, e tra noi non ci sono confini, forse passiamo l’uno nell’altro, e mirabilmente scorriamo all’infinito l’uno attraverso l’altro”, dice Ismael, transgender e sensitivo, ad Alexander, mostrando la voragine che assilla/che nutre il bambino, aprendo la voragine che ci culla ed inghiotte. Pronuncia queste parole Ismael, persona indecidibile, persona per eccellenza, ma è come se ne avesse dette altre, come se avesse pronunciato la mia spiegazione: che abbiamo vissuto nell’inspiegato, che viviamo, a dispetto di quanto vorrebbe lo spietato Vergérus, sul confine tra la menzogna e la verità, e non c’è mai stato un posto altrove.<br />
&nbsp;<br />
O forse devo calmarmi, non farmi affatturare da questo cosmico, fragile, bellissimo non sapere, procedere invece con <em>disciplina, coscienza, ordine e amore</em> – in quest’ordine li elenca Oscar, il direttore del teatro, nel suo discorso sulla ‘piccola’, non ‘grande’, funzione dell’arte: capire, almeno capire un poco. Forse devo considerare i limiti della materia, le carenze dell’umano, il bisogno di costanza e cura. E anche senza compiacermi, invilupparmi, ossessionarmi delle meraviglie dell’immaginazione e dei suoi tormenti, fare quel che è giusto, procedere al lavoro, stare con chi amo, perché “forse siamo la stessa persona, e tra noi non ci sono confini”.<br />
&nbsp;<br />
Questo film di Bergman dovrebbe vederlo ogni artista, io credo, “piccolo” o “grande”.
</p></blockquote>
<p>&nbsp;<br />
<center><div style="width: 640px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-49899-2" width="640" height="480" poster="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/dok.jpg" preload="auto" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.suave-est-nus.org/dok.mp4?_=2" /><a href="http://www.suave-est-nus.org/dok.mp4">http://www.suave-est-nus.org/dok.mp4</a></video></div></center><br />
<span style="font-size: 14px;"><em>Tutto può avvenire, tutto è possibile e verosimile. Tempo e spazio non esistono, sopra un insignificante fondo realistico l&#8217;immaginazione trama e tesse nuovi modelli: un miscuglio di ricordi, di vicende, di libere invenzioni, di stravaganze e d&#8217;improvvisazioni. I personaggi si scindono, si moltiplicano, si sdoppiano, si eclissano, si condensano, si dileguano, si raccolgono. Ma una coscienza è su tutti, quella del sogno; perché non ci sono segreti, incoerenze, scrupoli né leggi. </em></span></p>
<p align="right"><span style="font-size: 13px;">AVVERTENZA<br />
da <strong>August Strindberg</strong><br />
<em>IL SOGNO</em> [1902]</span></p>
<p><center></p>
<table style="border:1px solid #ffffff;" border="0" cellspacing="25" cellpadding="25" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="border:1px solid #ffffff;" width="50%">
<p class="MsoNormal">
&nbsp;<br />
<strong>Orsola Puecher</strong><br />
&nbsp;</p>
<blockquote style="color:#000000; border-left:4px solid #b73923; background-color:#ffffff; padding: 15px 15px 1px 15px;">
<p align="justify"><em><strong>Fanny e Alexander</strong></em> è un film sul teatro e sull&#8217;aspetto teatrale delle vite, che sempre si giocano [<em>to play &#8211; jouer &#8211;  spielen</em> = <em>giocare/recitare</em>], con impercettibli cambi di scena, tra realtà e finzione, immaginazione e verità. Inizia  con un teatrino giocattolo e termina con la lettura dell&#8217;<em>Avvertenza</em> al dramma di Strindberg “<em>Il sogno</em>&#8220;. <em>Tutto può avvenire, tutto è possibile e verosimile. Tempo e spazio non esistono&#8230;</em> E al teatro è anche una dichiarazione d’amore: la famiglia <strong>Ekdahl</strong> ne gestisce uno e molti dei suoi componenti sono o sono stati attori e fanno parte, come dice nel discorso di Natale alle maestranze il padre di Alexander, del <em>piccolo mondo racchiuso fra le spesse mura di questo edifico</em> infinatemente ricomposto e migliore del <em>mondo grande</em>. Il loro stesso cognome con l’aggiunta di un <strong>h</strong> richiama quello del protagonista de <em>L’anitra selvatica</em> di <strong>Ibsen</strong>, <strong>Hjalmar Ekdal</strong>. Personaggio che consola se stesso di illusioni, testo in cui il mondo di menzogna e finzione degli adulti si contrappone alla purezza dei bambini. La battuta di Relling, il cinico medico:<br />
&nbsp;<br />
<em>Se togli la menzogna vitale a una persona media, le togli, allo stesso momento, la felicità.</em><br />
&nbsp;<br />
è simile a quella del discorso di Gustav Adolf Ekdahl alla tavolata bianca e vaporosa dei battesimi-ricomposizione borghese di tutti i contrasti, in cui dice:<br />
&nbsp;<br />
<em>Noi Ekdahl amiamo i nostri sotterfugi. Togliete a un uomo i suoi marchingegni e vedrete che sbatterà la testa e menerà colpi in aria.</em></p>
</blockquote>
</td>
<td style="border:1px solid #ffffff;" width="50%"><center><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/inizio1.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/inizio1.jpg" alt="inizio" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50646" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/inizio1.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/inizio1-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/inizio1-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sogno.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sogno.jpg" alt="sogno" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50647" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sogno.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sogno-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sogno-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-teatro.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-teatro.jpg" alt="discorso teatro" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50648" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-teatro.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-teatro-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-teatro-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-battesimo.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-battesimo.jpg" alt="discorso battesimo" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50650" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-battesimo.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-battesimo-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/discorso-battesimo-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></center></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="border:1px solid #ffffff;" border="0" cellspacing="25" cellpadding="25" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="border:1px solid #ffffff;" width="50%"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/Royal-Old-Stage.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/Royal-Old-Stage.jpg" alt="Royal-Old-Stage" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50651" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/Royal-Old-Stage.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/Royal-Old-Stage-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/Royal-Old-Stage-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sipario.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sipario.jpg" alt="sipario" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50652" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sipario.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sipario-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/sipario-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino.jpg" alt="teatrino" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50656" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino2.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino2.jpg" alt="teatrino2" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50665" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino2.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino2-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino2-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino3.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino3.jpg" alt="teatrino3" width="300" height="198" class="aligncenter size-full wp-image-50666" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino3.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/teatrino3-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/funerale.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/funerale.jpg" alt="funerale" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50653" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/funerale.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/funerale-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/funerale-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/canonica.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/canonica.jpg" alt="canonica" width="300" height="189" class="aligncenter size-full wp-image-50659" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/canonica.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/canonica-80x50.jpg 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/canonica-163x103.jpg 163w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></td>
<td style="border:1px solid #ffffff;" width="50%">
<p class="MsoNormal">
<blockquote style="color:#000000; border-left:4px solid #b73923; background-color:#ffffff; padding: 15px 15px 1px 15px;">
<p align="justify">Nelle immagini iniziali del film, prima che il campo dell’inquadratura si allarghi, si ha l’impressione, per qualche attimo, di trovarsi in un teatro vero, con il boccascena sormontato dalla scritta <strong>EI BLOT TIL LYST</strong> &#8211; <em>Non per il solo piacere</em> &#8211; che ne richiama il ruolo edificante ed educativo e che riproduce fedelmente quello del Royal Theater di Copenaghen, insieme al suo sipario storico, con  l’Acropoli di Atene e le due statue che tengono in mano la maschera tragica e la maschera comica.  L&#8217;illusione dura fino al momento in cui si alza il sipario e appaiono le sagome di carta dei personaggi e poi al sollevarsi del fondale di alberi con un castello e le sue torri, il teatrino diventa la cornice per il viso pensoso di Alexander, bambino ombroso, pieno di fantasie, continuamente visitatore e visitato dal mondo ultraterreno.<br />
Nel documentario sulla lavorazione del film <strong>Dokument Fanny och Alexander</strong>, da 43:18 in avanti, durante la riprese di questa scena, realizzata con metodo eminentemente teatrale nella regia dei gesti e nella costruzione di un sottotesto emotivo alle intenzioni, Alexander e il regista si fronteggiano dal piccolo boccascena con le candeline tremolanti della ribalta accese. Burattino e burattinaio possono scambiarsi le <em>parti</em>, intercambiabili e sovrapposti. Personaggi necessari e omologhi di uno stesso gioco meraviglioso ed emoziante, e la didascalia, scritta da Bergman, recita:<br />
&nbsp;<br />
<em>Il teatrino di burattini.<br />
Questa, vedi, è la magia più grande. Fa venire la pelle d&#8217;oca.</em><br />
&nbsp;<br />
La magia dell&#8217;arte che sta sempre nell&#8217;ambiguità fra finzione e realtà. E forse la vera sola differenza fra vita e arte sta nella cesura definitiva della morte. Sempre Gustav Adolf nel discorso del battesimo:<br />
&nbsp;<br />
<em>D&#8217;improvviso, arriva la morte. D&#8217;improvviso, si apre il baratro. D&#8217;improvviso, arriva la tempesta e la catastrofe è su di noi.</em><br />
&nbsp;<br />
Alexander al funerale del padre la rifiuta, combattendola con una apotropaica catena di parolacce e nomi di cose <em>sporche</em>, che ripete come un mantra, ma sarà poi visitato continuamente dai fantasmi, che appaiano fra le cortine e i broccati della casa-teatro, prima quello tenero e arreso del genitore e poi quello implacabile del vescovo padrino, di cui tanto la morte aveva desiderato nell&#8217;ascetica canonica, mondo duro e punitivo, quasi un film in bianco e nero nel film a colori, contrapposto al rosso dorato, caldo e luminoso di casa Ekdahl, e che, quando tutto sembra virare verso un <em>happy end</em>, gli apparirà minacciandolo <em>Non ti libererai di me</em>.<br />
Lo stesso <em>Quintetto per archi e pianoforte</em> in MI bemolle Maggiore &#8211; Op. 44 di <strong>Schuman</strong> nei due movimenti che accompagnano le prime due scene è una lunga variazione di un tema in 4/4 di Marcia Funebre, che batte i suoi colpi inesorabili e pesanti, fatali, a volte confondendosi, a volte riemergendo dall&#8217;armonia. Come se si potesse tacitarne il ricordo e la minaccia solo per qualche attimo. Nella scena del teatrino la musica è più leggera avvolgente e sognante:</p>
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<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-49899-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/Schuman-teatrino.mp3?_=1" /><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/Schuman-teatrino.mp3">https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/Schuman-teatrino.mp3</a></audio>
<p align="justify">Ma quando Alexander apre la porta mimetizzata nel muro, che divide il suo appartamento da quello della nonna, torna a battere funerea, una statua può muovere il suo braccio di marmo e tutto diventa inquietante:</p>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-49899-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/schuman-marcia.mp3?_=2" /><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/schuman-marcia.mp3">https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/01/schuman-marcia.mp3</a></audio></blockquote>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
<strong>Mariasole Ariot</strong></p>
<blockquote style="color:#000000; border-left:4px solid #b73923; background-color:#ffffff; padding: 15px 15px 1px 15px;"><p><em>Le cose incomprensibili fanno uscire di senno, perciò è meglio dare la colpa agli apparecchi, agli specchi, alle proiezioni.</em><br />
&nbsp;<br />
C&#8217;è un luogo in cui tempo e spazio perdono corpo e coordinate, e dove  perdono corpo, i fantasmi ne recuperano con un senso raddoppiato : si animano le statue, i morti, le cascate sprofondano, una marionetta avanza come un Dio minaccioso, solo sott&#8217;acqua la possibilità di un aggancio. E&#8217; un gorgo.<br />
&nbsp;<br />
<em>Le mie due figlie sono scese per prime, ma hanno perso la presa e il fiume le ha ghermite, trascinandole nel fondo. Io ho cercato di salvarle, ma sono stata travolta da un gorgo di acqua nera che ha risucchiato i miei vestiti. Soltanto sott&#8217;acqua sono riuscita ad afferrargli le mani e ad attirarle a me.</em><br />
&nbsp;<br />
Ma è solo nel mettere in forma l&#8217;invisibile che il visibile perde una quota di terrore, si sposta nella messa in scena, scritto ed esoricizzato.<br />
&nbsp;<br />
Fanny e Alexander è allora l&#8217;esperienza pura dello spaesamento, dell&#8217;esilio da sé e &#8211; proprio in quell&#8217;esilio, proprio perché esilio &#8211; del ritrovarsi.<br />
Faccia a faccia con il reale dell&#8217;allucinare, testa contro testa, senza confini, quando ciò che scuote e sovverte non è l&#8217;insolito, l&#8217;anormale, ma il quotidiano : quando il pianto è impossibile e scoppia in una risata.<br />
&nbsp;<br />
<em>Ti seccherebbe se piangessi un pochino? Niente da fare, è inutile, non ci riesco.</em><br />
&nbsp;<br />
Se le  figure femminili portano la voce, le figure maschili portano il perturbante dello sguardo. Due padri : il primo gentile, debole, amato nella zona rossa, il secondo gelido, crudele, odiato nella casa blu. Cambiano le inquadrature, le tinte, le luci calde virano al freddo. Le feste diventano punizioni, i racconti non sono ammessi, il teatro si sposta nel retroscena, il meraviglioso ha il sopravvento.<br />
&nbsp;<br />
<em>Ho visto una luce misteriosa, c&#8217;era una di quelle bambine, immobili.</em><br />
&nbsp;<br />
I fantasmi sono ovunque. Le mummie respirano.<br />
Tutto ha vita. Vita inspiegabile e piegabile : Alexander la piega, la sforma, si sforma, riscrive una storia già scritta, la manovra.<br />
Perché non è il compiuto ad esoricizzare i fantasmi, ma l&#8217;atto stesso della messa in scena, della ripresa, della costruzione di una zona potenzialmente infinita, incompiuta perché interrogativa :<br />
&nbsp;<br />
<em>Sai perché?<br />
Non so se voglio saperlo.</em></p></blockquote>
<p><center><a href="https://www.nazioneindiana.com/tag/cinedimanche/" target="_blank" rel="noopener"><big>⇨ <strong>cinéDIMANCHE</strong></big></a></center>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/cd.gif"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-49116" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/cd.gif" alt="cd" width="100" height="94" /></a>Nella pausa delle domeniche, in pomeriggi verso il buio sempre più vicino, fra equinozi e solstizi, mentre avanza Autunno e verrà Inverno, poi &#8220;<i>Primavera, estate, autunno, inverno&#8230; e ancora primavera</i>&#8220;, riscoprire film rari, amati e importanti. Scelti di volta in volta da alcuni di noi, con criteri sempre diversi, trasversali e atemporali.</p>
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		<title>VISIONI in TRALICE [III] &#8230; e abito sempre nel mio sogno&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[orsola puecher]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Aug 2011 09:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[moysikh!]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Fanny e Alexander]]></category>
		<category><![CDATA[Ingmar Bergman]]></category>
		<category><![CDATA[Lanterna Magica]]></category>
		<category><![CDATA[Orsola Puecher]]></category>
		<category><![CDATA[verticalismi&trasversalismi]]></category>
		<category><![CDATA[VISIONI in TRALICE]]></category>
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					<description><![CDATA[Credo di sentire l’eco di una musica, di una parola. Di vedere una bambina che corre. E’ solo uno specchio. E’ solo la solitudine. Il vento. Sono i topi in soffitta con i loro passetti rapidi. I tonfi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="width:700px;">
<p align="center">
<table border="0" cellspacing="30" cellpadding="5" bgcolor="#080808" style="border:0px solid #7F7F7F;">
<tbody>
<tr>
<td><center><marquee id="mymarquee" align="middle" border="0" scrollamount="2" scrolldelay="50" direction=left><span style="font-size:1pt; font-family: &quot;Garamond&quot;;color: #080808;">.</span><img src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/2Christmas-slides.jpg"/></marquee></center></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><center></p>
<div style="width:300px;">
    <audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-39833-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/32836261.mp3?_=3" /><source type="" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/32836261.mp?_=3" /><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/32836261.mp3">https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/32836261.mp3</a></audio></div>
<p>da <em>Fanny e Alexander</em> INGMAR BERGMAN [ 1982 ]</center></p>
<p align="center"><span style="font-size:12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #000000;">di <strong>Orsola Puecher</strong></span></p>
<blockquote><p><span style="font-size:12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #000000;">&nbsp;<br />
<em>In realtà  io vivo continuamente nella mia infanzia: giro negli appartamenti nella penombra, passeggio per le vie silenziose di Uppsala, e mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l&#8217;enorme betulla a due tronchi, mi sposto con la velocità a secondi, e abito sempre nel mio sogno: di tanto in tanto, faccio una piccola visita alla realtà. </em></span></p>
<p align="right"><span style="font-size:10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #000000;">I. BERGMAN <em>Lanterna magica</em> Garzanti [ 2008 ]</span></p>
</blockquote>
<p align="right"><span style="font-size:10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><span id="more-39833"></span></span></p>
<p>&nbsp;<br />
<center></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" style="width:460px;" bgcolor="#080808">
<tr>
<td style="width:460px;" >
<p align="center">&nbsp;&nbsp;<img loading="lazy" class="alignnone" src="http://www.suave-est-nus.org/lant11.gif" width="211" height="158" class="alignnone" />&nbsp;&nbsp;<img loading="lazy" class="alignnone" src="http://www.suave-est-nus.org/lant22.gif" width="211" height="158" class="alignnone" /><br />
&nbsp;&nbsp;<img loading="lazy" class="alignnone" src="http://www.suave-est-nus.org/lant6.gif" width="211" height="158" class="alignnone" />&nbsp;&nbsp;<img loading="lazy" class="alignnone" src="http://www.suave-est-nus.org/lant4.gif" width="211" height="158" class="alignnone" /></p>
</td>
</tr>
</table>
<p></center><br />
&nbsp;</p>
<table cellspacing="5" cellpadding="5" style="border:0px solid #7F7F7F;">
<tr>
<td valign="center" width="40%" style="border:0px solid #7F7F7F;"><center><span style="font-size:12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #000000;"><em>lavanda<br />
spezie<br />
frutti<br />
grasso<br />
fumo<br />
di legna<br />
muffa<br />
di cantina</em><br />
&nbsp;<br />
<em>pianoforte<br />
scordato<br />
campane<br />
treno</em></span></center></td>
<td width="60%" style="border:0px solid #7F7F7F;"><span style="font-size:12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #000000;">Ogni cosa nota e intatta nel suo quieto declino. Casa. Odore che tutto il tempo ha respirato [ <em>lavanda e stoffe stirate negli armadi &#8211; in cucina frutti &#8211; spezie e grasso &#8211; fumo di legna e muffa di cantina &#8211; suoni e rumori di buio e luce &#8211; il pianoforte scordato &#8211; le campane &#8211; il treno nella notte che non ci si ricorda di sentire di giorno e le stanze ferme nel dimesso disuso</em> ] e un cappello di paglia appeso di traverso sul pomolo di un letto. Fiori seccati che nessuno ha mai più tolto da un vaso, sul cristallo un anello verdastro di calcare.</span> </td>
</tr>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table cellspacing="5" cellpadding="5" style="border:0px solid #7F7F7F;">
<tr>
<td width="20%" style="border:0px solid #7F7F7F;"><center><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/nihil.png" width="76" height="327"/></center></td>
<td width="80%" style="border:0px solid #7F7F7F;"><span style="font-size:12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #000000;">Credo di sentire l’eco di una musica, di una parola.  Di vedere una bambina che corre. E&#8217; solo uno specchio. E&#8217; solo la solitudine. Il vento. Sono i topi in soffitta con i loro passetti rapidi. I tonfi. Sagome di oggetti nella penombra, che allo scatto dell’interruttore della luce, si rivelano per quel che sono: [ <em>nihil</em> ] nulla.  Nulla. Non c’è nessuno. Solo porte che fuggono le prospettive in un fiato di cantina. Mobili e mobili immobili e quadri bui, giornali ingialliti di titoli remoti, di cose lontane e dimenticate, poltrone coperte di teli e bauli di vecchi stracci, una racchetta in un angolo, un volano con le piume scarduffate e rade. Un retino per le farfalle. Le tende ingrigite. I passi lasciano impronte sul pavimento. Il viso s’inciampa nei fili delle ragnatele [ <em>oh &#8211; casa &#8211; regno di ragni laboriosi &#8211; dei tarli che con un ronzio fino scavano nel legno una città segreta  di gallerie &#8211; instancabili</em> ]. </span></td>
</tr>
</table>
<p><center></p>
<table width="40%" cellspacing="5" cellpadding="5">
<tr>
<td style="border:0px solid #7F7F7F;">
<p align="justify"><span style="font-size:12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #000000;">Nessuno. Niente.  Solo i piccoli avvenimenti comuni che paiono insostenibili e sono invece le cose che capitano a tutti. Nessuno ne è salvo. Nessuno e nulla [ <em>nihil</em> ]. Nascita, crescita, morte. Le cose di tutti i vivipari. I viventi. Uguali alla zecca che si gonfia di sangue sul collo del cane. Alla foglia che marcisce nell&#8217;acqua ferma di uno stagno.</span></p>
</td>
</tr>
</table>
<p></center><br />
&nbsp;<br />
<center><span style="font-size:50pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #B0E0E6;"><em>nihil</em></span></center><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<center><img src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/08/2ni-hilum.png"/></center><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<center><span style="font-size:50pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #B0E0E6;"><em>ni hilum</em></span></center><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
<center><span style="font-size:20pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;color: #000000;">[ <em>non un filo &#8211; solo aghi </em>]</span></center><br />
&nbsp;<br />
<center>_____________ ,\\&#8217; _____________</center><br />
&nbsp;</p>
<p align="center"><span style="font-size:13pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><strong>VISIONI in TRALICE</strong></span></p>
<p align="center"><img src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/07/tralice.png"/></p>
<p>&nbsp;<br />
<span style="font-size:12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;">⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/07/15/visioni-in-tralice-i-cant-hide-you-the-rock-cried-out/" target="_blank">VISIONI in TRALICE <em>I can’t hide you the rock cried out</em></a><br />
⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/07/24/visioni-in-tralice-ii-but-doth-suffer-a-sea-change/" target="_blank">VISIONI in TRALICE [II] <em>But doth suffer a sea-change…</em></a><br />
⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/08/17/visioni-in-tralice-iii-e-abito-sempre-nel-mio-sogno/" target="_blank">VISIONI in TRALICE [III] <em>&#8230; e abito sempre nel mio sogno&#8230;</em></a><br />
⇨ <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/08/22/visioni-in-tralice-iv-cum-dederit-dilectis-suis-somnum/" target="_blank">VISIONI in TRALICE [IV] <em>Cum dederit dilectis suis somnum </em></a></span><br />
&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
&nbsp;</div>
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