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	<title>favola &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Versione in forma di favola di un innamoramento e del suo disincanto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mariasole ariot]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2021 05:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[andrea breda minello]]></category>
		<category><![CDATA[Falco]]></category>
		<category><![CDATA[favola]]></category>
		<category><![CDATA[mariasole ariot]]></category>
		<category><![CDATA[prosa]]></category>
		<category><![CDATA[Rune]]></category>
		<category><![CDATA[tartaruga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di<strong> Andrea Breda Minello</strong></p>Un giorno, un giovane falco- dalle sue alture inaccessibili- scorse una tartaruga in contemplazione del mondo. Passò due anni a scrutarla, a studiarla… Poi le si accostò e stette ad ascoltare i sogni e le utopie. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2021/03/tartaruga.png" alt="" width="300" height="500" class="alignleft size-full wp-image-88680"/>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">di <strong>Andrea Breda Minello </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Un giorno, un giovane falco- dalle sue alture inaccessibili- scorse una tartaruga in contemplazione del mondo. Passò due anni a scrutarla, a studiarla… Poi le si accostò e stette ad ascoltare i sogni e le utopie. La tartaruga, guardinga, temeva la presenza del falco, ma prevalse lo sguardo… Era stupita dalle attenzioni del giovane falco e attratta dalla sua connaturata malinconia, che sfociava in paura di affrontare l’esistenza.<br />
La tartaruga, alla silente supplica del falco, decise di essere per lui un approdo sicuro. Un giorno, però,  il falco dai picchi  innevati, in cui dimorava, come se solo da lontano potesse davvero manifestare la verità, le sussurrò, le sussurrò, quasi bisbigliò: io ti amo… Sì, io ti amo, lo sai, non mi importa, potresti essere un bradipo, una foca, un’aquila, non mi importa, importi tu… La tartaruga- d’istinto- si ritrasse  spaventata nel guscio… L’imprevisto la disorientava da sempre, da sempre aveva bisogno di tenere tutto sotto controllo. E ora? Un giovane falco aveva scardinato il suo mondo. Non osava mettere la testa fuori dal guscio, non osava guardarlo. Per la prima volta qualcuno le aveva dichiarato il suo amore. Sentì scricchiolare il carapace, indietro non si poteva tornare. Nulla sarebbe stato più uguale a prima. Una crepa, due… E la tartaruga lasciò che uno spiraglio accogliesse il falco. E il falco sostò e dimorò in lei. I due si amarono fino all’avvento della primavera. &nbsp;</p>
<p>*&nbsp;</p>
<p>Poi, all’arrivo della primavera, il falco fu catturato e addomesticato da un padre padrone che lo addestrò a rifiutare ogni offerta d’amore. &nbsp;</p>
<p>*&nbsp;</p>
<p>E la tartaruga rimase sola. &nbsp;</p>
<p>*&nbsp;</p>
<p>Ora, ogni tanto, accade senza più lacrime che la vegliarda creatura osservi il cielo in attesa di un segnale; sa che il giovane falco imperscrutabile getta talvolta dal nido il suo sguardo verso la terra. Si sente talvolta oggetto di attenzione, ma non comprende se lo sguardo dell’amato sia malinconia e rimorso per ciò che è stato o studio preparatorio all’indifferenza del mondo. &nbsp;</p>
<p>*&nbsp;</p>
<p>Pur non fidandosi più del suo prossimo, la tartaruga- non vista- allestisce una dimora per il suo ritorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La favola farà parte di un ciclo di venticinque racconti tematici sulla simbologia delle Rune.&nbsp;<br />
*fotografia di Sebastião Salgado</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Abracadabra</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2016/01/19/nicola-ponzio-da-abracadabra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Raos]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[favola]]></category>
		<category><![CDATA[fiaba]]></category>
		<category><![CDATA[folklore]]></category>
		<category><![CDATA[nicola ponzio]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; di Nicola Ponzio &#160; I Infliggere ai due Gobbi tre frustate Accoltellare Dotto al basso ventre Molestare la Fata Turchina per tutta l’estate Squarciare di netto la gola alla Strega dell&#8217;Est &#160; Tormentare la Bella e la Bestia con vero diletto Colpire ai testicoli il povero Cicco Petrillo Fuorviare l’intelletto al papà di Vassilissa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/01/Copertina.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-thumbnail wp-image-59222" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/01/Copertina-150x150.jpg" alt="Nciola Ponzio Abracadabra" width="150" height="150" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/01/Copertina-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/01/Copertina-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/01/Copertina-144x144.jpg 144w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>di <strong>Nicola Ponzio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I</p>
<p>Infliggere ai due Gobbi tre frustate</p>
<p>Accoltellare Dotto al basso ventre</p>
<p>Molestare la Fata Turchina per tutta l’estate</p>
<p>Squarciare di netto la gola alla Strega dell&#8217;Est</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tormentare la Bella e la Bestia con vero diletto</p>
<p>Colpire ai testicoli il povero Cicco Petrillo</p>
<p>Fuorviare l’intelletto al papà di Vassilissa</p>
<p>Danneggiare la Radura Incantata con nafta e diossine</p>
<p><span id="more-59219"></span></p>
<p>Amputare le mani e le orecchie al vecchio Rink Rank</p>
<p>Vessare metodicamente i Tre Porcellini</p>
<p>Scannare l’oca Mårten con la ronca</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mitragliare i Sette corvi con la raffica a ventaglio</p>
<p>Punzecchiare nel vivo il Principe Canarino</p>
<p>Sfigurare la vergine Malvina tenendola al guinzaglio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>IV</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Impalare senza pena il papà di Pelle d’asino</p>
<p>Svaligiare la casetta dei Tre Orsi</p>
<p>Incaprettare il nano ingrato sotto un pino</p>
<p>Costringere il Re di Brobdingnag ad impiccarsi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Angosciare la Strega di Hansel e Gretel</p>
<p>Diffamare a mezzo stampa la ragazza mela</p>
<p>Malmenare per spasso i Musicanti di Brema</p>
<p>Confinare su Fhobos il Borgomastro di Hamelin</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Frodare Bill la Lucertola e il Bruco Blu</p>
<p>Asfissiare l’Usignolo con il Sarin</p>
<p>Legnare sui denti anche Madre Sambuco</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Comandare a bacchetta la fata Berylune</p>
<p>Sciupare di proposito le Scarpette Rosse</p>
<p>Contagiare con l’ebola la Bella Addormentata</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>VII</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sbeffeggiare di gusto Jorinda e Joringhello</p>
<p>Separare per sempre Pancopinco e Pincopanco</p>
<p>Accoppare con un martello la Principessa sul pisello</p>
<p>Infierire con ferocia sul Cavaliere Bianco</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Braccare per sport i Folletti dei boschi</p>
<p>Menare gli abitanti della Terra Blu dei Munchkins</p>
<p>Inchiappettare Zezolla da mattina a sera</p>
<p>Circuire tra le risa il Re di Macchia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Strangolare nel sonno il Cappellaio Matto</p>
<p>Vituperare con passione il papà di Biancaneve</p>
<p>Estraniare dal mondo anche Mastro Geppetto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Denigrare la Storia della Falsa Tartaruga</p>
<p>Eviscerare Humpty Dumpty col falcetto</p>
<p>Giustiziare Giufà con la Culla di Giuda</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>XVI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Atterrire per noia la nonna di Gerda</p>
<p>Murare in una torre il Re delle Scimmie Alate</p>
<p>Schiaffeggiare il grande Claus per un nonnulla</p>
<p>Reprimere il guardiano dei porci a randellate</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Illudere Sole, Luna e Talia</p>
<p>Lacerare le alucce alla Regina delle api</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Liquidare Pollicino con l’aconito napello</p>
<p>Annullare il potere agli Oggetti Fatati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Azzoppare Prezzemolina a bella posta</p>
<p>Bombardare a tappeto il paese di Acchiappacitrulli</p>
<p>Trafugare la Palla d’oro di nascosto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Strozzare le Sorellastre con una calza di seta</p>
<p>Turlupinare Wendy e i suoi fratelli</p>
<p>Gassare il Mago di Oz col Zyklon B</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>XVII</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bruciare la Selva degli Elfi col fosforo bianco</p>
<p>Intossicare con l’arsenico il Cavaliere Nero</p>
<p>Affamare la nonna di Cappuccetto Rosso</p>
<p>Scuoiare lo Spaventapasseri vestito di blu</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbindolare il serpente del Piccolo Principe</p>
<p>Incatenare ad una rupe Amore e Psiche</p>
<p>Incendiare l’Uccello d’oro col fuoco greco</p>
<p>Avvilire Rosmarina per ripicca</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dilaniare col C4 i piedini di Mammolo</p>
<p>Plagiare la Regina dei topi campagnoli</p>
<p>Negare il dolore del Brutto Anatroccolo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Razziare l’asteroide B 612</p>
<p>Infilzare Pinocchio con un chiodo arrugginito</p>
<p>Cavare l’occhio destro al Principe Ranocchio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dalla postfazione di Renata Morresi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti scenari vengono manipolati e mescolati in questo piccolo libro esplosivo. Ecco la prima, evidente, miscela deflagrante: la poesia, coi ritmi e le armoniche che celebrano la lingua, si combina all&#8217;anti-poesia, o meglio, alla critica del discorso poetico, con la sfida ai suoi facili ornamenti, alle sue ovvie bontà. I protagonisti dell&#8217;inaspettata sintesi sono quanto mai dissimili: le creature della letteratura fantastica, delle fiabe di magia e del folclore tradizionali, che affondano in rituali di rigenerazione antichissimi e il mondo ideale dell&#8217;infanzia ci fanno vagheggiare, e insieme ad essi, opportunamente predisposte, le pratiche più efferate di crudeltà e sterminio, usate per farli fuori e soggiogarli. Da una parte, infatti, sono evocate le tante storie favolose con cui gli umani nei secoli hanno cercato di venire a patti con il caso, l&#8217;ingiusto e il cattivo, sospinti dalla propria caparbia voglia di sopravvivere e godere. Dall&#8217;altra parte è offerto un elenco di istruzioni criminose: per ogni personaggio ed oggetto fiabico l&#8217;autore suggerisce una precisa tecnica delittuosa – dai supplizi &#8216;classici&#8217; come stupri, pugnalate, scuoiamenti e mutilazioni, alle specialità chimiche più moderne (fosforo bianco, napalm, Ziklon B, antrace, Tabun, ecc.), agli strumenti di comprovato successo come ghigliottina, garrotta, Desert Eagle o falcetto, ai vibrioni del colera, fino a metodi più subdoli, quali bandire, molestare, inquinare, pervertire, e così via. Cosa anima questa inaudita profanazione dei mondi fiabeschi? Bizzarra quanto spassosa, intendiamoci. E poi di nuovo tremenda. Senza particolare enfasi, senza grandiosa malvagità. Quali discorsi mobilita questa strana fusione di immaginari? E a quale coscienzioso collettore dobbiamo la lista di imperativi di questi versi, legati in apparenza alla forma del sonetto e fedeli, in modo progressivamente inquietante, al canto? (&#8230;)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nicola Ponzio, <strong>Abracadabra</strong>, 2015, Arcipelago itaca Edizioni, Collana Lacustrine diretta da Renata Morresi, con 7 tavole dell&#8217;autore, postfazione di Renata Morresi, pagg 48.</p>
<p>Il libro puo&#8217; essere ordinato <a href="http://www.arcipelagoitaca.it/abracadabra/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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