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		<title>Videogame: Doom3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2013 06:13:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Jan Reister Negli ultimi 15 anni i videogiochi hanno raggiunto un ruolo nella nostra società pari a quello del cinema: successi commerciali con milioni di giocatori, lunghe produzioni con budget milionari, enormi investimenti tecnologici, un sofisticato lavoro di squadra tra competenze diverse: sviluppo software, progettazione di livelli di gioco, design dell&#8217;interazione, arti visive, design [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Jan Reister</strong></p>
<p>Negli ultimi 15 anni i videogiochi hanno raggiunto un ruolo nella nostra società pari a quello del cinema: successi commerciali con milioni di giocatori, lunghe produzioni con budget milionari, enormi investimenti tecnologici, un sofisticato lavoro di squadra tra competenze diverse: sviluppo software, progettazione di livelli di gioco, design dell&#8217;interazione, arti visive, design del suono e composizione musicale, scrittura e sceneggiatura. Allo stesso tempo si tratta di un mondo ancora aperto, con molto spazio per piccole case indipendenti che non di rado riescono ad avere successo con le loro sole forze.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-47089 alignleft" alt="doom3_icon_desaturated" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3_icon_desaturated-300x187.png" width="300" height="187" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3_icon_desaturated-300x187.png 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3_icon_desaturated-80x50.png 80w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3_icon_desaturated-163x103.png 163w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3_icon_desaturated.png 380w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Doom3 (2004) è un buon esempio di questa industria e delle forze e debolezze del videogioco moderno. Giocarci ora, 9 anni dopo la sua prima pubblicazione (2004), ha inoltre alcuni vantaggi: costa meno, si gioca meglio su hardware moderno ed economico, si può apprezzare di giocare un classico che ha superato la prova del tempo e che ha influenzato profondamente la tecnologia ludica.</p>
<p>E&#8217; un First Person Shooter (FPS, sparatutto in soggettiva) per computer, controllato da mouse e tastiera e con la grammatica di controllo standard in questo genere di giochi. Il protagonista è un soldato inviato nell&#8217;anno 2145 su Marte nella base della Union Aerospace Corporation (UAC, un conglomerato militare-industriale) per svolgere una missione legata a una strana serie di incidenti. Ben presto assiste ad episodi di follia, esplosioni e aggressioni da parte di zombie, militari ostili ed esseri mostruosi da affrontare e sconfiggere con le armi a disposizione.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-15-11-58-04-5.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-47093 alignright" alt="doom3-2004-08-15-11-58-04-5" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-15-11-58-04-5-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-15-11-58-04-5-300x225.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-15-11-58-04-5.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L&#8217;interazione del giocatore con l&#8217;ambiente avviene attraverso il movimento spaziale, le armi e manipolazioni semplici. Il gioco segue uno schema a missioni, che consistono nel muoversi da un punto a una destinazione in ambienti ignoti, raccogliendo oggetti e risolvendo enigmi fisici. A intervalli regolari delle missioni chiave con boss di livello permettono di avanzare nello schema del gioco.</p>
<p>La storia viene raccontata attraverso tagli di scena in video e con gli artefatti incontrati durante le missioni: email e audioappunti di soldati, scienziati e amministratori, filmati di addestramento della UAC, manuali tecnici. Le narrazioni secondarie sono talvolta assai dettagliate: vi si percepisce la personalità dei personaggi incontrati (ingegneri, soldati, ricercatori), l&#8217;ambiente disfunzionale, burocratico e compartimentato in cui lavorano, il cinismo della UAC, ben descritti negli anodini video di addestramento che si incontrano nella base marziana.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-47091" alt="flashlight" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/flashlight.jpg" width="500" height="400" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/flashlight.jpg 500w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/flashlight-300x240.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />Il gioco si richiama a Doom (1993) nella storia e nell&#8217;ambientazione: gli ambienti sono spesso bui, labirintici ed opprimenti, gli esterni sono inospitali. Deve molto anche ai successivi Quake e QuakeII di ID Software, per la dimensione esplorativa negli ambienti, le architetture monumentali, i problemi fisici (i classici salti, piattaforme mobili e movimenti a tempo). Viene usata abbondantemente l&#8217;oscurità come elemento di incertezza per coinvolgere emotivamente il giocatore: molti livelli sono in penombra e alcuni assolutamente bui, la torcia elettrica non è utilizzabile insieme ad un&#8217;arma e ciò costringere il giocatore a scegliere se vedere o sparare, o a snervanti cambi di mano tra pila e fucile divenuti ormai proverbiali.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-20-06-06-50-6.jpg"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-47088 alignleft" alt="doom3-2004-08-20-06-06-50-6" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-20-06-06-50-6-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-20-06-06-50-6-300x225.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-20-06-06-50-6.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La storia si dipana in aree sempre più profonde della base marziana, svelando man mano le cause sovrannaturali e al contempo concretamente umane degli incidenti in corso nella base, con effetti grafici spettacolari e talvolta nauseanti. Le scelte artistiche di disegno grafico sono rigorose dando all&#8217;intero gioco una consistenza unitaria ed esteticamente interessante, che rende ancora più impressionanti le scene a tinte forti gore e splatter. Il tutto è accompagnate da un design del suono molto attento che contribuisce a creare un&#8217;atmosfera opprimente, solenne e disperata.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-20-06-42-49-5.jpg"><img loading="lazy" class="alignright size-medium wp-image-47094" alt="doom3-2004-08-20-06-42-49-5" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-20-06-42-49-5-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-20-06-42-49-5-300x225.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-20-06-42-49-5.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nonostante gli elementi di spaesamento, le narrazioni collaterali e l&#8217;interesse artistico, l&#8217;esperienza di gioco è lineare, alla portata di tutti giocatori. I corridoi apparentemente labirintici della base UAC sono in realtà percorsi obbligati in cui è impossibile perdersi, le interazioni con gli avversari seguono schemi riconoscibili e ripetitivi, i bivi della storia portano a conclusioni standardizzate. Il gioco realizza così un compromesso accettabile tra lo sparatutto puro e semplice, il survival horror, la narrazione di fantascienza ed il gioco esplorativo.</p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-15-15-19-42-0.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-47095" alt="doom3-2004-08-15-15-19-42-0" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-15-15-19-42-0-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-15-15-19-42-0-300x225.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2013/12/doom3-2004-08-15-15-19-42-0.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ogni gioco ha una componente simbolica e porta allo sviluppo di specifiche competenze: per gli scacchi la strategia militare nello scontro fra eserciti, nel go il controllo del territorio e l&#8217;influenza sull&#8217;avversario, nel mancala i cicli e la gestione delle risorse.</p>
<p>Se il solo modo per giocare è sparare, i giochi FPS insegnano che uccidere l&#8217;avversario è naturale e che la guerra riguarda solo i soldati, mai le popolazioni civili. In Doom3 curiosamente l&#8217;ambientazione militare contrasta con lo svolgimento della storia, che propone un forte scetticismo nei confronti dell&#8217;autorità e del potere. Rimangono comunque gli aspetti ideologici tipici del genere: la sparizione dei cadaveri degli uccisi allo scopo di rendere più accettabile l&#8217;azione (in Doom3 solo per gli esseri demoniaci), le medicazioni con cui si può rigenerare all&#8217;infinito il proprio stato di salute, l&#8217;identificazione degli avversari con mostri alieni nel più classico cliché di disumanizazione del nemico.</p>
<p>Doom3 ha avuto un enorme successo commerciale e un impatto profondo sulla cultura popolare. Nel 2005 è uscito un pessimo <a title="scheda su wikipedia" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doom_(film)" target="_blank">film</a> basato sulla trama del gioco, un seguito del gioco (<em>Doom3 Resurrection of Evil</em>) piuttosto divertente da giocare, ma artisticamente inferiore, e nel 2012 una edizione speciale (<em>BFG Edition</em>) dedicata all&#8217;arma più grossa dell&#8217;arsenale di gioco, il big freaking gun.</p>
<p>Il motore software del gioco (id Tech 4) è stato successivamente usato in vari giochi commerciali (tra cui <em>Quake 4, Prey, Enemy Territory Quake Wars</em>). Nel 2011 il codice sorgente è stato rilasciato con licenza aperta GPL, come tutti i precedenti motori di ID Software. Il progetto più interessante ad avvalersi di id Tech 4 GPL è finora <a title="The Dark Mod" href="http://www.thedarkmod.com/" target="_blank">The Dark Mod</a>, un gioco stealth di ambientazione settecentesca con incursioni cyberpunk, sviluppato indipendentemente da una comunità di appassionati e distribuito in modo aperto e gratuito.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Doom3 su <a title="Doom3" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doom3" target="_blank">Wikipedia in inglese</a></p>
<p>Una recensione e guida visiva che mi ha molto influenzato: <a title="Doom3 Visual Walkthrough by Mike Mangold" href="http://www.visualwalkthroughs.com/doom3/doom3.htm" target="_blank">Doom3 walkthrough</a> di Mike Mangold. Le immagini sono tratte da lì, tranne la prima che non riesco ad attribuire con precisione.</p>
<p>Doom3 BFG su <a title="Doom3 BFG" href="http://store.steampowered.com/app/208200/" target="_blank">Steam</a> (la migliore opzione per giocarci su Windows)</p>
<p>Doom3 su <a title="Doom3 su Amazon" href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&amp;__mk_it_IT=%C3%83%C2%85M%C3%83%C2%85%C3%85%C2%BD%C3%83%C2%95%C3%83%C2%91&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;field-keywords=doom3&amp;linkCode=ur2&amp;sprefix=doom3%2Caps%2C272&amp;tag=bamaulion-21&amp;url=search-alias%3Dvideogames" target="_blank">Amazon</a> per gli amanti del DVD nella custodia</p>
<p>Giocato su un PC con Linux, il DVD originale e leggendo la <a title="documentazione Ubuntu Doom3" href="https://help.ubuntu.com/community/Doom3" target="_blank">documentazione</a>.</p>
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