Tag: franz krauspenhaar

Il volo di Giuseppe Pinelli

di Franz Krauspenhaar

Il dolore è diventato fitto, come se il mio corpo stesse aprendo varchi e crepe gigantesche dentro di sé. Prendo in mano una busta che mi ha appena consegnato Angela, triste come non mai. Ha fatto l’errore di affezionarsi a un moribondo, e ora ne paga le conseguenze.… Leggi il resto »

Vampiri di mezza età

di Franz Krauspenhaar

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[Questa sera alle 20.45, giovedì 12 novembre, Franz Krauspenhaar presenterà il suo nuovo volume Franzwolf al Circolo Sud, via Corsico 5, Milano; l’annuncio dell’evento dice tra l’altro letteralmente così: “Sono versi lucenti e durissimi come un diamante, e vale la pena di venire a sentirlo, anche perché Franz è pazzo e oltre a presentarci il suo libro ci intratterrà con monologhi, canzoni, deliri e chi lo sa…” a.s.]… Leggi il resto »

L’ultima gita

di Franz Krauspenhaar

Da Roma di nuovo al sud, Renata che guida con destrezza la sua Alfa Duetto, il tetto scoperto, io teso, che non so dove attaccarmi. La Costiera Amalfitana, raggiante: questa striscia di luce nel mare, contro spiagge di piccoli sassi e le montagne a costoni poco sopra, a fare la guardia.… Leggi il resto »

due passi ( fare )

Francesca & Franz

I
Siamo nella nevrosi abbandonati
a noi stessi, stelle sverse, già perse
senza più luce noi due disgraziati.
II
Abbandonati a nevrosi perverse
sole nero tu, luna senza luce
io, adombrata da terre emerse.
III
Io, a metà della notte che cuce
secondi, le ore maltolte al giorno
le speranze che la veglia riduce
IV
in distanze, per andata e ritorno
di luce e ombra, di chiaro e di scuro
da cui io fuggo e per sempre ritorno
V
al destino, che a volte è il pane duro
di una mensa di grigio quotidiano
che a volte si è imbandita al sole puro.… Leggi il resto »

Fabrica di Fabio Franzin

[a cura di Franz Krauspenhaar]

Fabrica (Atelier, pagg.96, euro 10,00) di Fabio Franzin, nato a Milano nel ’63 da genitori veneti, è una specie di bomba; un ordigno che preme dal cuore e dallo stomaco del poeta e che deflagra sulla pagina, narrandoci una storia, la propria, che è quella del duro quotidiano degli operai di oggi.… Leggi il resto »

La Luna

di Franz Krauspenhaar

Fa caldo, in questo luglio del 2009. L’aria condizionata è tenuta al minimo, temo per la mia salute ormai già stecchita. Mangio le mie verdure bollite, guardo la televisione. Ricorre il quarantennale del primo sbarco sulla luna. Immagini in bianco e nero nello studio televisivo della RAI, il giornalista Tito Stagno, biondo e con gli occhiali,  viso simpatico e ben fatto, abbassa le mani… “Ha toccato”, esclama.… Leggi il resto »

NEL CUORE DEVASTATO DEL PAESE.

di Franz Krauspenhaar

Finché, alle 10.25, il boato. Più di quello.. Una deflagrazione che mi fece pensare al tonfo sconvolto di un aereo contro il suolo della città, come una freccia scoccata da diecimila metri e lanciata contro la città da un gigante nemico, il gigante di una fiaba nera.… Leggi il resto »

Biondo ferro

di Franz Krauspenhaar

Alici, e spaghetti con le vongole, veraci. Soleado al cartoccio, mele d’ordinanza, scampate al diluvio universale. Il suo culo è una mela originaria. Filetti scoscesi di roccia, sorpassata da una spider, nel cucciolo cuore cremoso del pomeriggio addormentato.… Leggi il resto »

Il treno della morte

di Franz Krauspenhaar

Sono a Roma Termini, verso le 17.30  di un venerdì di dicembre. Nella mia devastante ingenuità penso di poter acquistare un biglietto per un Eurostar direzione Milano direttamente in stazione, come ho fatto varie altre volte, però dalla mia città… Ma è venerdì, appunto.… Leggi il resto »

Corde del sogno #2#

di Franz Krauspenhaar

Qui la prima puntata

VIOLONCELLO

(Sono un inventore ben più meritevole di tutti coloro che mi hanno preceduto; anzi un musicista, che ha scoperto qualcosa come la chiave dell’amore.)
Arthur Rimbaud- Illuminazioni.

Il merlo maschio. Un timballo produttivo del cinema italiano, di quel genere commedia sexy che non c’è più da decenni.… Leggi il resto »

Corde del sogno

di Franz Krauspenhaar

Nel pensiero vagante scendo sotto, addormentato la testa, abbandonata, come sepolta. Sono teso con le mani attaccate alle corde del sogno, che si spalanca da una botola di palco. Attaccato alle corde tiro forte, le mani aperte, graffiate, stando con i piedi piantati a terra, uno dietro l’altro.… Leggi il resto »

Väterliteratur in italiano

di Stefano Gallerani

Già a partire dal titolo – Era mio padre (Fazi Editore, “Le vele”, pp. 281, € 16,50) -, l’ultimo libro di Franz Krauspenhaar si pone di prepotenza, quasi violentemente, di fronte al suo tema, evidente al punto da rendere inevitabile e pressoché automatico il richiamo a quella gran parte di letteratura  contemporanea ispirata dalla morte di un genitore (in ordine sparso e fuori di qualsiasi gerarchia, i primi nomi che vengono in mente sono quelli di Handke, Camus, Gadda, Le Carré, Simon e Ernaux).… Leggi il resto »

Su “Era mio padre”

di Francesco Marotta

Un libro splendido. E una mano sapiente a reggere e a guidare gli occhi del lettore in tragitti ora piani, ora vorticosi, in bilico tra la calma sofferta e ordinata dei mosaici finemente cesellati e il caos umbratile dei labirinti che disegna ad ogni pagina, offrendo gli uni e gli altri a una condivisione piena, mai statica, a un movimento che azzera immediatamente ogni schermo e ogni distanza.… Leggi il resto »