<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>gaetano salvemini &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/tag/gaetano-salvemini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 Nov 2024 13:04:03 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>Le letture tendenziose di Franco Antonicelli</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2021/06/29/le-letture-tendenziose-di-franco-antonicelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[davide orecchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2021 06:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[davide orecchio]]></category>
		<category><![CDATA[E/O]]></category>
		<category><![CDATA[franco antonicelli]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=91169</guid>

					<description><![CDATA[di <strong>Franco Antonicelli</strong><br />
Il libro di un fallimento, vedete?, è ricco di cose positive. Può mancare questo nella vostra biblioteca?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Proponiamo un estratto, per gentile concessione dell’editore, da Franco Antonicelli, <strong><a href="https://www.edizionieo.it/book/9788833573212/le-letture-tendenziose" target="_blank" rel="noopener">“Le letture tendenziose”</a></strong>, E/O 2021.</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Il discorso sulle “letture tendenziose” pronunciato dall&#8217;intellettuale antifascista Franco Antonicelli a Livorno, il 15 ottobre 1967 per l’inaugurazione della Biblioteca dei Portuali, e  ancora oggi una appassionata difesa di un modo di leggere per capire e per cambiare. Antonicelli (1902-1974) subì un primo periodo di carcere per aver firmato un documento di solidarietà  con Benedetto Croce, e nel 1935 venne confinato alcuni mesi ad Agropoli. Ripreso l’insegnamento a Torino, ne venne allontanato per motivi politici. Alla vigilia dell&#8217;insurrezione Antonicelli divenne presidente del Cln, Comitato di liberazione nazionale, e fu tra i dirigenti prima del Partito d’azione e poi del Partito repubblicano. Diresse negli anni trenta a Torino la casa editrice Frassinelli, introducendo in Italia, tra gli altri, scrittori come Kafka e Faulkner, e nel dopoguerra la Da Silva pubblicandovi tra l’altro &#8220;Se questo è un uomo&#8221; di Primo Levi (1947). Consulente della Rai, collaboratore della Stampa e di molte riviste, è stato tra i protagonisti nel 1953 della battaglia contro la &#8220;legge truffa&#8221; ed è stato eletto senatore nel 1968 nelle liste del Pci e poi del Psiup per due legislature.</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-91176 aligncenter" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2021/06/antonicelli.jpg" alt="" width="600" height="984" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2021/06/antonicelli.jpg 600w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2021/06/antonicelli-183x300.jpg 183w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2021/06/antonicelli-150x246.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2021/06/antonicelli-300x492.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2021/06/antonicelli-256x420.jpg 256w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p style="text-align: left;">Ah, sì, certamente. Quello che ha detto il mio amico Terni è la verità: non dico che non sarei venuto. Sono venuto con un più vivo piacere proprio per il fatto che erano i lavoratori portuali che mi avevano invitato; proprio per l’amore che ho, e che credo di aver dimostrato, per il popolo e specialmente per il popolo che non rimane popolo, che non rimane massa e che si costruisce i suoi strumenti per diventare come tutti desideriamo: la classe dirigente di un paese. Non è un pensiero politico quello che dico: dico la classe dirigente, cioè la classe responsabile dell’avvenire di un paese.</p>
<p style="text-align: center;">(…)</p>
<p style="text-align: left;">Vi è un altro libro che vorrei che ci fosse, ed è <em>Lettere dall’America</em> di Gaetano Salvemini. Voi sapete chi era Salvemini. Era un grande uomo e affettuosamente, ricordandolo, dico che era politicamente uno sconclusionato, e dico sconclusionato con molto affetto, con l’affetto di chi ama gli uomini sconclusionati, cioè gli uomini che non predicano niente, che non fanno profezie e che sbagliano sempre, ma che hanno un meraviglioso vigore. Hanno un meraviglioso vigore. È stata, questa, la coscienza di italiano di Gaetano Salvemini. Gaetano Salvemini uomo era così; era un vecchio socialista, poi persino abbandonò il Partito Socialista più che altro per ragioni di indipendenza. Ebbene, ha educato l’Italia. Ha educato l’Italia a credere alle cose concrete, a credere ai problemi concreti, e a credere anche al sospetto delle proprie verità. Credo di aver ricordato, tutte le volte che l’ho incontrato, che Salvemini aveva quel meraviglioso coraggio, che gli uomini politici non hanno, di dire: mi sono sbagliato.</p>
<p style="text-align: left;">Perché voglio che leggiate le <em>Lettere dall’America</em>? Sapete cosa sono le <em>Lettere dall’America</em>? Sono le lettere che lui ha scritto tra il 1944 ed il 1949. Nel 1949 poi rientrò in Italia, come saprete, ed è risalito sulla cattedra dalla quale era stato cacciato nel ’25, la cattedra di Storia a Firenze. Degli anni ’44-46 sono le lettere del primo volume. A chi Salvemini scriveva? A gente che voi certamente sapete chi era: a Riccardo Bauer, Ernesto Rossi, Piero Calamandrei, Egidio Reale, cioè a gente, come chiamarla?, di mezza forza, mi spiego?, politicamente, cioè, di terza forza: non socialisti di origine, ma liberal-socialisti, secondo la lezione di Rosselli, Partito d’Azione, Giustizia e Libertà. Poi si divisero, parte socialisti, parte radicali, parte repubblicani.</p>
<p style="text-align: left;">Perché vi dico di leggere questo libro, queste lettere bellissime, ricche, piene di interesse, di entusiasmo e, da parte di Salvemini, di consigli? E le risposte degli altri: – Ma tu non vedi bene&#8230;, ma tu non sai la situazione&#8230;, ma tu vivi in America&#8230; – È un libro drammaticissimo e bello. Perché? Perché la storia è la storia della caduta d’un grande entusiasmo, d’un grande ideale, che si configurò politicamente nella storia del Partito d’Azione. Questo nobile partito, il partito della tormentata coscienza degli intellettuali italiani (intellettuali italiani che credettero di poter fondare un partito sulla crisi della loro coscienza, di fondarlo sulla speranza di una via che non poteva essere tradotta in realtà, che non corrispondeva alla realtà, che non corrispondeva neanche a un ceto vero e proprio, perché corrispondeva soltanto alla classe degli intellettuali), fu lo specchio del più glorioso fallimento politico che ci sia stato in Italia, ma glorioso e nobile. Perciò è un libro che voi dovete conoscere perché un portuale, un lavorato- re deve conoscere quali sono state le ansie degli intellettuali con cui ha e deve trovare alleanza naturale.</p>
<p style="text-align: left;">Ma cosa c’è di bello in questo libro? Sono queste battute di Salvemini, questa continua lezione di Salvemini che vi posso citare in tre punti. Uno è questo: «il mondo sarà rinnovato se ciascuno lavorerà nel proprio paese a rinnovarlo», cioè la fede nel lavoro personale.</p>
<p style="text-align: left;">– Non dire: che cosa fanno gli altri?, non dire: sono un isolato, non dire: non ce la posso fare da solo. Ogni paese sarà rinnovato se ciascuno lavorerà per rinnovarlo –.</p>
<p style="text-align: left;">E poi vi è quella che è sempre stata la sua lezione: l’ho sentito dire tante volte, in modo molto bello: – Bisogna che in Italia si crei una classe che per dieci anni lavori, studi, studi, stia da parte, abbia il coraggio di rinunziare alle posizioni ufficiali, si prepari e poi venga alla ribalta. Debbo dire che sono passati dieci anni, vent’anni, ma questa classe non è venuta. Avrebbe detto Salvemini: mi sono sbagliato. No! E l’errore più fecondo, il seme più fecondo che egli abbia gettato è un ammonimento che conta ancora adesso.</p>
<p style="text-align: left;">E poi vi è un’altra battuta, lo dico a tutti quelli che vivono nei partiti (io non vivo nei partiti, ma la lezione viene anche a me da tutti quelli che lasciano i loro partiti per insofferenza, perché non sanno che si deve combattere fino alla fine). Salvemini disse queste famose parole, riprese da una cronaca medievale che narrava di monaci, di fraticelli molto inquieti nei loro conventi. Diceva: – Sì, ribellatevi ai vostri vescovi, ma rimanete nei vostri conventi –. La più grande delle lezioni: – State nei vostri conventi; abbiate fede nelle vostre organizzazioni; migliorate le vostre organizzazioni; combattete i vostri vescovi&#8230; –</p>
<p style="text-align: left;">Erano queste le lezioni. Il libro di un fallimento, vedete?, è ricco di cose positive. Può mancare questo nella vostra biblioteca?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BATTAGLIE CULTURALI</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/12/23/battaglie-culturali/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2011/12/23/battaglie-culturali/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 15:14:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Edmondo De Amicis]]></category>
		<category><![CDATA[elisa claps]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Buffoni]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni paolo II]]></category>
		<category><![CDATA[luigi irdi]]></category>
		<category><![CDATA[padre murphy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=41085</guid>

					<description><![CDATA[di Franco Buffoni Scriveva Gaetano Salvemini: “Tutti in Italia sembrano aver dimenticato che la libertà non è la mia libertà ma è la libertà di chi non la pensa come me. Un clericale non capirà mai questo punto né in Italia né in nessun altro paese del mondo. Un clericale non arriverà mai a capire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Franco Buffoni</strong></p>
<p>Scriveva Gaetano Salvemini: “Tutti in Italia sembrano aver dimenticato che la libertà non è la mia libertà ma è la libertà di chi non la pensa come me. Un clericale non capirà mai questo punto né in Italia né in nessun altro paese del mondo. Un clericale non arriverà mai a capire la distinzione fra peccato, quello che lui crede peccato, e delitto, quello che la legge secolare ha il compito di condannare come delitto. Il clericale punisce il peccato come fosse delitto e perdona il delitto come se fosse peccato. Perciò è necessario tener lontano i clericali dai governi dei paesi civili”.<br />
Credo che mai come oggi, per comprendere il senso profondo dello scontro in atto tra chiesa cattolica e modernità, queste parole meritino di essere meditate. Che cosa significa perdonare il delitto come se fosse peccato? Significa che sul sacramento della confessione &#8211; oggi ribattezzato “della penitenza” &#8211; il cattolicesimo post tridentino ha costruito i fondamenti di quel potere che oggi il mondo moderno disconosce: il potere che concede l’assoluzione al delitto in presenza di “vero pentimento”.<span id="more-41085"></span><br />
Nel mio libro GUERRA (Mondadori, 2005) pubblicai un testo concepito come una reazione alle reiterate richieste di “perdono” per i “delitti” commessi in nome di santa romana chiesa: richieste avanzate da Giovanni Paolo II in occasione dell’anno giubilare 2000.</p>
<p><em>Non costa nulla chiedere perdono</em><br />
<em> Per archi trionfali popolati</em><br />
<em> Di allegorie screziate</em><br />
<em> Consustanziate in lame ed armature,</em><br />
<em> Tasse sul miele al papa-re per S. Michele</em><br />
<em> Spade pugnali attrezzi di tortura</em><br />
<em> Non costa nulla chiedere perdono.</em></p>
<p><em>Per il potere di sciogliere e legare</em><br />
<em> Convertire reprimere annientare</em><br />
<em> Non è possibile chiedere perdono.</em></p>
<p>Non ha senso &#8211; scrivevo &#8211; chiedere perdono per avere esercitato il potere di sciogliere e legare, convertire, reprimere e annientare nel momento in cui A QUESTO POTERE NON SI E’ RINUNCIATO E NON SI HA ALCUNA INTENZIONE DI RINUNCIARE. Anzi, tali richieste di perdono suonano ad orecchie laiche e moderne come un ulteriore atto di violenza e di arroganza. Non è possibile chiedere perdono se non si rimuovono le cause che portarono ai crimini. Ma la chiesa cattolica – ovviamente – non può rinunciare al proprio potere di sciogliere, legare, convertire e concedere l’assoluzione, se non rinunciando a se stessa.</p>
<p>Scandali recenti come quello dei cosiddetti preti pedofili, o più circoscritto quello relativo al ritrovamento del cadavere di Elisa Claps nel sottotetto della parrocchiale di Potenza, o più indietro nel tempo quello relativo al triplice omicidio-suicidio che coinvolse a Roma il comandante delle guardie svizzere, o persino la mancata autopsia sul cadavere di papa Luciani, presentano tutti un denominatore comune: l’urgenza a non fare chiarezza, a non indagare, a non denunciare, a soffocare qualunque voce si levi (o si levasse, come quella della madre della povera guardia svizzera sulla cui memoria pesano due omicidi) a chiedere una indagine seria, circostanziata, libera da condizionamenti. Troncare, sopire, padre molto reverendo, sopire, troncare…</p>
<p>Perché questo denominatore comune? Perché la prima preoccupazione non è scoprire il colpevole e condannarlo o farlo condannare. Queste sono logiche illuministiche e liberali. La prima preoccupazione è che l’affaire non trapeli, o se trapela che se ne sappia il meno possibile, e soprattutto che ne parlino il meno possibile i nemici là fuori, sempre pronti a puntare il dito contro i depositari del bene assoluto e della verità rivelata. Il segreto come dimensione istituzionale. Il colpevole come il minore dei mali: se si confessa e si pente, si legherà ancora di più alla sacra istituzione, e sarà grato e servo umilissimo. Lo si può perdonare e assolvere, riammettere nei ranghi, rimettere in circolazione, magari proprio tra quei fanciulli che lo attraggono. Sarà una “prova”. E se “cadrà” di nuovo? Dovrà nuovamente pentirsi. Perché ciò che più conta non è l’adolescenza violata, ma il confratello da proteggere, salvare e conservare.</p>
<p>Qual è l’elemento istituzionale che favorisce e giustifica l’omertà? Nel 1996, riferisce il New York Times, il cardinale Tarcisio Bertone diede istruzioni ai vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare alla riduzione allo stato laicale di padre Murphy (stupratore di oltre duecento bambini sordomuti). Lo stesso Bertone, tuttavia, pochi mesi dopo fermò il processo, perché padre Murphy aveva scritto al cardinale Ratzinger: “Vorrei solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio. Chiedo il vostro aiuto in questa vicenda”. Fu accontentato. Padre Murphy non ricevette alcuna punizione o sanzione e fu trasferito in segreto in altre parrocchie e scuole cattoliche. Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, ha risposto che “il diritto canonico non prevede punizioni automatiche”.<br />
Fuori da ogni logica istituzionale, semplicemente inconcepibile, sarebbe in questi casi pensare ad una denuncia alle autorità civili da parte ecclesiastica. Questo compito spetta sempre e solo alle vittime, dopo qualche anno, quando sono cresciute, se riescono a vincere vergogne e timori, se qualcuno le sostiene. E quando un procuratore della repubblica italiano (è accaduto a Milano) si azzarda a dichiarare: “Riceviamo le denunce sempre e soltanto dalle vittime, mai dalle autorità ecclesiastiche”, il ministro della giustizia italiano pensa subito ad inviargli un’ispezione ministeriale.<br />
Mentre il ministro della giustizia tedesca, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, l’8 marzo scorso, ribadendo la richiesta di una urgente tavola rotonda tra governo, istituzioni scolastiche e chiese sul problema degli abusi sessuali e delle violenze, ha accusato il Vaticano di avere a lungo coperto numerosi casi con un muro di silenzio. Un muro, ha sottolineato, che veniva da una direttiva emanata dalla Congregazione della dottrina della fede nel 2001, quando era presieduta dall’allora cardinale Joseph Ratzinger.</p>
<p>Il cadavere di Elisa Claps fu scoperto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza da due addette alle pulizie, Margherita Santarsiero e sua figlia Annalisa Lo Vito, nel gennaio 2010, due mesi prima del ritrovamento ufficiale avvenuto il 17 marzo. Interrogate, le due signore hanno fatto mettere a verbale che, una volta scoperto il cadavere, avvisarono immediatamente sia il parroco, don Ambrogio Apakta, che il suo vice, Don Vagno. Entrambi sono stati ascoltati a lungo in questura e dai loro interrogatori sono emerse gravi contraddizioni. Un’ulteriore conferma del comportamento omertoso della curia potentina in merito alla tempistica del ritrovamento è giunta dal vescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo. Il quale, dopo un drammatico colloquio con il questore, ha dichiarato ai giornalisti: “Chiedo perdono al Signore per quanto non abbiamo fatto per la famiglia di Elisa e per la ricerca della verità”.<br />
Chi scrive non pensa minimamente che Apakta, Vagno e Superbo siano in qualche modo implicati nel delitto. Ma questo fatto, se possibile, rende ai nostri occhi ancora più grave il loro comportamento omertoso. Costoro, di fronte a qualsiasi istanza, non si comportano da cittadini, ma da membri di una setta, di un privatissimo club, di un potere altro e superiore, che può ricorrere &#8211; certo &#8211; alle leggi dello stato italiano quando conviene, ma che non si ritengono affatto tenuti a farlo di norma.</p>
<p>Se io commetto un crimine o sono complice di altri in un grave crimine; se, accusato, respingo le accuse, mi proclamo innocente, non collaboro con la giustizia per la ricerca della verità, anzi cerco di deviare le indagini o addirittura dileggio i famigliari della vittima; se, anche dopo una condanna da parte della magistratura dello stato italiano, continuo a negare e mi proclamo innocente, anzi vittima di una macchinazione, e mi rifiuto di risarcire la vittima o la sua famiglia; se continuo a comportarmi in questo modo anche dopo le condanne in appello e in Cassazione; se, infine, passati molti anni, quando ormai la verità fosse lampante e fosse tardi per qualsiasi riparazione, io chiedessi “perdono”… tutti giudicherebbero le mie scuse tardive e inutili. Questo è il comportamento che i detentori della verità rivelata e del bene assoluto pongono in essere. Di fronte a tanta ipocrisia &#8211; avente il solo scopo di non perdere adepti, privilegi e potere &#8211; occorrono forza e fermezza.<br />
Consigliamo vivamente, al riguardo, la lettura del volume Il peccato nascosto, a cura di Luigi Irdi, apparso nel 2010 per le edizioni Nutrimenti, che raccoglie numerose denunce presentate in varie procure italiane su violenze sessuali compiute da preti su minorenni. Vi si narra, per esempio, la vicenda di un gruppo di bambine di un paese vicino a Cento, in provincia di Ferrara, ma ricadente nella diocesi di Bologna, abusate da don Andrea Agostini, responsabile della struttura, condannato nel 2008 a sei anni e dieci mesi di reclusione e al risarcimento di ventottomila euro. Secondo le testimonianze rese in aula da maestre, bidelle e cuoche, Agostini &#8211; loro superiore &#8211; era solito palpeggiare le bambine nelle parti intime, accompagnarle in bagno per guardarle orinare, baciarle sulla bocca, infilare una caramella nelle mutandine per poi leccarla. Le vittime avevano tutte tra i tre e i sei anni. Nel novembre 2004 le educatrici informarono i genitori di quanto accadeva nell’asilo e avvisarono i superiori del prete. La direttrice, insieme a un rappresentante dei genitori, venne convocata a Bologna nel gennaio 2005 da monsignor Ernesto Vecchi, in nome e per conto del cardinale Carlo Caffarra. Secondo quanto riportato dalla stessa direttrice, Vecchi disse: “Quell’uomo è malato e questo incontro non è mai avvenuto”. Ma quando seppe che la denuncia contro Agostini era già stata presentata, si inalberò e urlò alla direttrice: “Non dimentichi che lei è pagata da noi!”. I giudici Caruso, Oliva e Bighetti, nella sentenza di condanna di Agostini, scrivono che “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto di Agostini equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili”. E aggiungono che “il muro di gomma delle autorità ecclesiastiche influì anche sulla tempestività delle denunce e quindi direttamente sul numero di bambine che rimasero vittime di molestie sessuali”. In seguito alla sentenza, l’avvocato delle parti lese Claudia Colombo scrisse al cardinale Carlo Caffarra, chiedendo una ammissione di responsabilità da parte della curia locale. Non ebbe alcuna risposta, mentre Agostini, presto scarcerato, venne promosso da Caffarra arciprete presso il Santuario della Beata Vergine di San Luca: continua dunque ad essere a contatto con i bambini e le bambine in visita al santuario più amato dai bolognesi. Per la cronaca, Caffarra ha avuto recentemente modo di confermare il proprio alto spirito caritativo chiedendo con veemenza al presidente della regione Emilia-Romagna Vasco Errani di NON estendere anche alle coppie di fatto &#8211; debitamente registrate in comune &#8211; i diritti e i benefici del welfare.<br />
Porta Pia &#8211; è vero &#8211; cancellò dalla storia una delle più ottuse monarchie assolute dei tempi moderni, che motivava la sua intolleranza e il suo dominio sulle coscienze e sui corpi non solo con il richiamo ad un generico diritto divino, ma con la pretesa che il sovrano fosse il vicario del figlio del dio unico degli abramitici.<br />
Cancellando dall’Europa, come scrisse Gladstone, uno stato che “ha condannato la libertà di parola, la libertà di stampa, la tolleranza del non-conformismo, il libero studio di questioni civili e filosofiche”, quel giorno, l’Italia avrebbe dovuto cancellare per sempre anche i privilegi della chiesa cattolica. Invece diede subito inizio, con la legge delle Guarentigie e “l’assegno di congrua”, alla lunga serie di concessioni al Vaticano culminata in anni recenti nella vergognosa clausola dell’8 per mille.<br />
I clericali, per altro, pensarono bene di mostrarsi sempre e solo offesi, proclamandosi vittime: L’unità cattolica, celebre periodico diretto da don Margotti, cominciò a uscire listato a lutto e lo fece per ben 28 anni. Come osservò Edmondo De Amicis, fogli di tal fatta ingenerarono nei cattolici di tutta Europa il timore che “gli italiani” (definiti “facinorosi” e “tigri assetate di sangue”) volessero “far man bassa sulle chiese e sui preti”.<br />
Porta Pia, quindi, ha sì cancellato dalla storia lo stato pontificio, portando a naturale conclusione il Risorgimento, ma ha anche aperto le porte dell’Italia tutta alle ingerenze vaticane. Perduto il potere temporale in un’area ristretta del paese, i clericali lo hanno recuperato di fatto e con ben maggiore efficacia in tutto il Paese, spacciandolo per potere spirituale, grazie all’ignavia e all’opportunismo dei governanti italiani.</p>
<p>Ricorrendo nuovamente alla strategia del vittimismo, “prima ci sono state le battaglie del modernismo contro Pio X, poi l&#8217;offensiva contro Pio XII per il suo comportamento durante l&#8217;ultimo conflitto mondiale e infine quella contro Paolo VI per l’Humanae vitae”, ha affermato la Santa sede per bocca del cardinale Angelo Sodano, a proposito dei numerosi processi contro i preti pedofili che in molti paesi del mondo costringono la chiesa a versare cospicui risarcimenti alle vittime. In particolare il cardinale ha condannato l’“accanimento” dei media tedeschi e statunitensi.<br />
Si dia pace, eminenza, rispondiamo, quello che lei definisce “accanimento” in realtà è solo serietà: la serietà dei paesi moderni e civili di fronte all’arretratezza, alla sessuofobia, alla menzogna e all’ipocrisia. Ma si consoli, eminenza, avrà sempre al suo fianco i servizi di Raiset e Bruno Vespa. Avrà al suo fianco anche il governo italiano nella difesa di un Vaticano arroccato come una monarchia medievale mentre affonda agli occhi del mondo civile.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2011/12/23/battaglie-culturali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>17</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ora anche basta però</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/24/ora-anche-basta-pero/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/24/ora-anche-basta-pero/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 06:42:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[8x1000]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[favoreggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Patti lateranensi]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[sevizie]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=33379</guid>

					<description><![CDATA[via Metilparaben, via Don Zauker. edit: crediti completi nella pagina originale del video.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="youtube-embed" data-video_id="o44loprfxKA"><iframe loading="lazy" title="8 x 1000 alla Chiesa Cattolica: ora anche basta." width="696" height="522" src="https://www.youtube.com/embed/o44loprfxKA?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>via <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2010/04/avete-fatto-gia-troppo-mo-basta-pero.html">Metilparaben</a>, via <a href="http://www.donzauker.it/">Don Zauker</a>. <ins datetime="2010-04-25T12:14:00+00:00">edit: crediti completi nella pagina originale del video.</ins></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/24/ora-anche-basta-pero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LE OMERTA&#8217; VATICANE</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/23/le-omerta-vaticane/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/23/le-omerta-vaticane/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 21:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
		<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Agostini]]></category>
		<category><![CDATA[Caralo Caffarra]]></category>
		<category><![CDATA[Edmondo De Amicis]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Buffoni]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[Porta Pia]]></category>
		<category><![CDATA[Tarcisio Bertone]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=33335</guid>

					<description><![CDATA[di Franco Buffoni Scriveva Gaetano Salvemini: “Tutti in Italia sembrano aver dimenticato che la libertà non è la mia libertà ma è la libertà di chi non la pensa come me. Un clericale non capirà mai questo punto né in Italia né in nessun altro paese del mondo. Un clericale non arriverà mai a capire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Franco Buffoni</p>
<p>Scriveva Gaetano Salvemini: “Tutti in Italia sembrano aver dimenticato che la libertà non è la mia libertà ma è la libertà di chi non la pensa come me. Un clericale non capirà mai questo punto né in Italia né in nessun altro paese del mondo. Un clericale non arriverà mai a capire la distinzione fra peccato, quello che lui crede peccato, e delitto, quello che la legge secolare ha il compito di condannare come delitto. Il clericale punisce il peccato come fosse delitto e perdona il delitto come se fosse peccato. Perciò è necessario tener lontano i clericali dai governi dei paesi civili”.<br />
Credo che mai come oggi, per comprendere il senso profondo dello scontro in atto tra chiesa cattolica e modernità, queste parole meritino di essere meditate. Che cosa significa perdonare il delitto come se fosse peccato? Significa che sul sacramento della confessione – detto anche della “penitenza” o della “riconciliazione” &#8211; il cattolicesimo post tridentino ha costruito i fondamenti di quel potere che oggi il mondo moderno disconosce: il potere che concede l’assoluzione al delitto in presenza di “vero pentimento”.<span id="more-33335"></span><br />
Nel mio libro GUERRA (Mondadori, 2005) pubblicai un testo concepito come una reazione alle reiterate richieste di “perdono” per i “delitti” commessi in nome di santa romana chiesa: richieste avanzate da Giovanni Paolo II in occasione dell’anno giubilare 2000.</p>
<p>Non costa nulla chiedere perdono<br />
Per archi trionfali popolati<br />
Di allegorie screziate<br />
Consustanziate in lame ed armature,<br />
Tasse sul miele al papa-re per S. Michele<br />
Spade pugnali attrezzi di tortura<br />
Non costa nulla chiedere perdono.</p>
<p>Per il potere di sciogliere e legare<br />
Convertire reprimere annientare<br />
Non è possibile chiedere perdono.</p>
<p>Non ha senso &#8211; scrivevo &#8211; chiedere perdono per avere esercitato il potere di sciogliere e legare, convertire, reprimere e annientare nel momento in cui a tale potere NON SI E’ RINUNCIATO E NON SI HA ALCUNA INTENZIONE DI RINUNCIARE. Anzi, siffatte richieste di perdono suonano ad orecchie laiche e moderne come un ulteriore atto di violenza e di arroganza. Non è possibile chiedere perdono se non si rimuovono le cause che portarono ai crimini. Ma la chiesa cattolica – ovviamente – non può rinunciare al proprio potere di sciogliere, legare, convertire e concedere l’assoluzione, se non rinunciando a se stessa.</p>
<p>Scandali recenti come quello dei cosiddetti preti pedofili, o più circoscritto quello relativo al ritrovamento del cadavere di Elisa Claps nel sottotetto della parrocchiale di Potenza, o più indietro nel tempo quello relativo al triplice omicidio-suicidio che coinvolse a Roma il comandante delle guardie svizzere, o persino la mancata autopsia sul cadavere di papa Luciani, presentano tutti un denominatore comune: l’urgenza a non fare chiarezza, a non indagare, a non denunciare, a soffocare qualunque voce si levi (o si levasse, come quella della madre della povera guardia svizzera sulla cui memoria pesano due omicidi) a chiedere una indagine seria, circostanziata, libera da condizionamenti. Troncare, sopire, padre molto reverendo, sopire, troncare…</p>
<p>Perché questo denominatore comune? Perché la prima preoccupazione non è scoprire il colpevole e condannarlo o farlo condannare. Queste sono logiche illuministiche e liberali. La prima preoccupazione è che l’affaire non trapeli, o se trapela che se ne sappia il meno possibile, e soprattutto che ne parlino il meno possibile i nemici là fuori, sempre pronti a puntare il dito contro i depositari del bene assoluto e della verità rivelata. Il segreto come dimensione istituzionale. Il colpevole come il minore dei mali: se si confessa e si pente, si legherà ancora di più alla sacra istituzione, e sarà grato e servo umilissimo. Lo si può perdonare e assolvere, riammettere nei ranghi, rimettere in circolazione, magari proprio tra quei fanciulli che lo attraggono. Sarà una “prova”. E se “cadrà” di nuovo? Dovrà nuovamente pentirsi. Perché ciò che più conta non è l’adolescenza violata, ma il confratello da proteggere, salvare e conservare.</p>
<p>Qual è l’elemento istituzionale che favorisce e giustifica l’omertà? Nel 1996, riferisce il New York Times, il cardinale Tarcisio Bertone diede istruzioni ai vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare alla riduzione allo stato laicale di padre Murphy (stupratore di oltre duecento bambini sordomuti). Lo stesso Bertone, tuttavia, pochi mesi dopo fermò il processo, perché padre Murphy aveva scritto al cardinale Ratzinger: “Vorrei solo vivere il tempo che mi resta nella dignità del mio sacerdozio. Chiedo il vostro aiuto in questa vicenda”. Fu accontentato. Padre Murphy non ricevette alcuna punizione o sanzione e fu trasferito in segreto in altre parrocchie e scuole cattoliche. Sui motivi per i quali padre Murphy non sia mai stato punito riducendolo allo stato laicale, il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, ha risposto che “il diritto canonico non prevede punizioni automatiche”.<br />
Fuori da ogni logica istituzionale, semplicemente inconcepibile, sarebbe in questi casi pensare ad una denuncia alle autorità civili da parte ecclesiastica. Questo compito spetta sempre e solo alle vittime, dopo qualche anno, quando sono cresciute, se riescono a vincere vergogne e timori, se qualcuno le sostiene. E quando un procuratore della repubblica italiano si azzarda a dichiarare:  “Riceviamo le denunce sempre e soltanto dalle vittime, mai dalle autorità ecclesiastiche”, il ministro della giustizia italiano pensa subito ad inviargli un’ispezione ministeriale (ma di quanti ispettori dispone il ministro Alfano?).<br />
Mentre il ministro della giustizia tedesca, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, l’8 marzo scorso, ribadendo la richiesta di una urgente tavola rotonda tra governo, istituzioni scolastiche e chiese sul problema degli abusi sessuali e delle violenze, ha accusato il Vaticano di avere a lungo coperto numerosi casi con un muro di silenzio. Un muro, ha sottolineato, che veniva da una direttiva emanata dalla Congregazione della dottrina della fede nel 2001, quando era presieduta dall’allora cardinale Joseph Ratzinger.</p>
<p>Il cadavere di Elisa Claps fu scoperto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza da due addette alle pulizie, Margherita Santarsiero e sua figlia Annalisa Lo Vito, nel gennaio 2010, due mesi prima del ritrovamento ufficiale avvenuto il 17 marzo. Interrogate, le due signore hanno fatto mettere a verbale che, una volta scoperto il cadavere, avvisarono immediatamente sia il parroco, don Ambrogio Apakta, che il suo vice, Don Vagno. Entrambi sono stati ascoltati a lungo in questura e dai loro interrogatori sono emerse gravi contraddizioni. Un’ulteriore conferma del comportamento omertoso della curia potentina in merito alla tempistica del ritrovamento è giunta dal vescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo. Il quale, dopo un drammatico colloquio con il questore, ha dichiarato ai giornalisti: “Chiedo perdono al Signore per quanto non abbiamo fatto per la famiglia di Elisa e per la ricerca della verità”.<br />
Chi scrive non pensa minimamente che Apakta, Vagno e Superbo siano in qualche modo implicati nel delitto. Ma questo fatto, se possibile, rende ai nostri occhi ancora più grave il loro comportamento omertoso. Costoro, di fronte a qualsiasi istanza, non si comportano da cittadini, ma da membri di una setta, di un privatissimo club, di un potere altro e superiore, che può ricorrere &#8211; certo &#8211; alle leggi dello stato italiano quando conviene, ma che non si ritengono affatto tenuti a farlo di norma.</p>
<p>Se io commetto un crimine o sono complice di altri in un grave crimine; se, accusato, respingo le accuse, mi proclamo innocente, non collaboro con la giustizia per la ricerca della verità, anzi cerco di deviare le indagini o addirittura dileggio i famigliari della vittima; se, anche dopo una condanna da parte della magistratura dello stato italiano, continuo a negare e mi proclamo innocente, anzi vittima di una macchinazione, e mi rifiuto di risarcire la vittima o la sua famiglia; se continuo a comportarmi in questo modo anche dopo le condanne in appello e in Cassazione; se, infine, passati molti anni, quando ormai la verità fosse lampante e fosse tardi per qualsiasi riparazione, io chiedessi “perdono”… tutti giudicherebbero le mie scuse tardive e inutili. Questo è il comportamento che i detentori della verità rivelata e del bene assoluto pongono in essere. Di fronte a tanta ipocrisia &#8211; avente il solo scopo di non perdere adepti, privilegi e potere &#8211; occorrono forza e fermezza.<br />
Consigliamo vivamente, al riguardo, la lettura del volume Il peccato nascosto, a cura di Luigi Irdi, apparso nel 2010 per le edizioni Nutrimenti, che raccoglie numerose denunce presentate in varie procure italiane su violenze sessuali compiute da preti su minorenni. Vi si narra, per esempio, la vicenda di un gruppo di bambine di un paese vicino a Cento, in provincia di Ferrara, ma ricadente nella diocesi di Bologna, abusate da don Andrea Agostini, responsabile della struttura, condannato nel 2008 a sei anni e dieci mesi di reclusione e al risarcimento di ventottomila euro. Secondo le testimonianze rese in aula da maestre, bidelle e cuoche, Agostini &#8211; loro superiore &#8211; era solito palpeggiare le bambine nelle parti intime, accompagnarle in bagno per guardarle orinare, baciarle sulla bocca, infilare una caramella nelle mutandine per poi leccarla. Le vittime avevano tutte tra i tre e i sei anni. Nel novembre 2004 le educatrici informarono i genitori di quanto accadeva nell’asilo e avvisarono i superiori del prete. La direttrice, insieme a un rappresentante dei genitori, venne convocata a Bologna nel gennaio 2005 da monsignor Ernesto Vecchi, in nome e per conto del cardinale Carlo Caffarra. Secondo quanto riportato dalla stessa direttrice, Vecchi disse: “Quell’uomo è malato e questo incontro non è mai avvenuto”. Ma quando seppe che la denuncia contro Agostini era già stata presentata, si inalberò e urlò alla direttrice: “Non dimentichi che lei è pagata da noi!”. I giudici Caruso, Oliva e Bighetti, nella sentenza di condanna di Agostini, scrivono che “il silenzio dei vertici ecclesiastici e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto di Agostini equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili”. E aggiungono che “il muro di gomma delle autorità ecclesiastiche influì anche sulla tempestività delle denunce e quindi direttamente sul numero di bambine che rimasero vittime di molestie sessuali”. In seguito alla sentenza, l’avvocato delle parti lese Claudia Colombo scrisse al cardinale Carlo Caffarra, chiedendo una ammissione di responsabilità da parte della curia locale. Non ebbe alcuna risposta, mentre Agostini, presto scarcerato, venne promosso da Caffarra arciprete presso il Santuario della Beata Vergine di San Luca: continua dunque ad essere a contatto con i bambini e le bambine in visita al santuario più amato dai bolognesi. Per la cronaca, Caffarra ha avuto recentemente modo di confermare il proprio alto spirito caritativo chiedendo con veemenza al presidente della regione Emilia-Romagna Vasco Errani di NON estendere anche alle coppie di fatto &#8211; debitamente registrate in comune &#8211; i diritti e i benefici del welfare.<br />
Porta Pia &#8211; è vero &#8211; cancellò dalla storia una delle più ottuse monarchie assolute dei tempi moderni, che motivava la sua intolleranza e il suo dominio sulle coscienze e sui corpi non solo con il richiamo ad un generico diritto divino, ma con la pretesa che il sovrano fosse il vicario del figlio del dio unico degli abramitici.<br />
Cancellando dall’Europa, come scrisse Gladstone, uno stato che “ha condannato la libertà di parola, la libertà di stampa, la tolleranza del non-conformismo, il libero studio di questioni civili e filosofiche”, quel giorno, l’Italia avrebbe dovuto cancellare per sempre anche i privilegi della chiesa cattolica. Invece diede subito inizio, con la legge delle Guarentigie e “l’assegno di congrua”, alla lunga serie di concessioni al Vaticano culminata in anni recenti nella vergognosa clausola dell’8 per mille.<br />
I clericali, per altro, pensarono bene di mostrarsi sempre e solo offesi, proclamandosi vittime: L’unità cattolica, celebre periodico diretto da don Margotti, cominciò a uscire listato a lutto e lo fece per ben 28 anni. Come osservò Edmondo De Amicis, fogli di tal fatta ingenerarono nei cattolici di tutta Europa il timore che “gli italiani” (definiti “facinorosi” e “tigri assetate di sangue”) volessero “far man bassa sulle chiese e sui preti”.<br />
Porta Pia, quindi, ha sì cancellato dalla storia lo stato pontificio, portando a naturale conclusione il Risorgimento, ma ha anche aperto le porte dell’Italia tutta alle ingerenze vaticane.  Perduto il potere temporale in un’area ristretta del paese, i clericali lo hanno recuperato di fatto e con ben maggiore efficacia in tutto il Paese, spacciandolo per potere spirituale, grazie all’ignavia e all’opportunismo dei governanti italiani.</p>
<p>Ricorrendo nuovamente alla strategia del vittimismo, “prima ci sono state le battaglie del modernismo contro Pio X, poi l&#8217;offensiva contro Pio XII per il suo comportamento durante l&#8217;ultimo conflitto mondiale e infine quella contro Paolo VI per l’Humanae vitae”, ha affermato la Santa sede per bocca del cardinale Angelo Sodano, a proposito dei numerosi processi contro i preti pedofili che in molti paesi del mondo costringono la chiesa a versare cospicui risarcimenti alle vittime. In particolare il cardinale ha condannato l’“accanimento” dei media tedeschi e statunitensi.<br />
Si dia pace, eminenza, rispondiamo, quello che lei definisce “accanimento” in realtà è solo serietà: la serietà dei paesi moderni e civili di fronte all’arretratezza, alla sessuofobia, alla menzogna e all’ipocrisia. Ma si consoli, eminenza, avrà sempre al suo fianco Augusto Minzolini con i servizi del tg1 e Bruno Vespa. Avrà al suo fianco anche il governo italiano nella difesa di un Vaticano arroccato come una monarchia medievale mentre affonda agli occhi del mondo civile.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/23/le-omerta-vaticane/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MERRY CHRISTMAS</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/23/merry-christmas/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/23/merry-christmas/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra bernaroli]]></category>
		<category><![CDATA[carlo caffarra]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Buffoni]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano salvemini]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele fitto]]></category>
		<category><![CDATA[trattato di Amsterdam]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=28083</guid>

					<description><![CDATA[di Franco Buffoni 1. In questi giorni di persino – se possibile – maggiore presenza pretesca sulle reti generaliste, perché non dare rilievo all’alto spirito caritativo che ha mosso l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra a chiedere con veemenza al presidente della regione Emilia-Romagna Vasco Errani di NON estendere anche alle coppie di fatto &#8211; debitamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Franco Buffoni</strong></p>
<p>1. In questi giorni di persino – se possibile – maggiore presenza pretesca sulle reti generaliste, perché non dare rilievo all’alto spirito caritativo che ha mosso l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra a chiedere con veemenza al presidente della regione Emilia-Romagna Vasco Errani di NON estendere anche alle coppie di fatto &#8211; debitamente registrate in comune – i diritti e i benefici del welfare?</p>
<p>2. Su proposta del ministro agli affari regionali Raffaele Fitto, il Governo ha impugnato la legge 52/09 della Regione Liguria contro l’omofobia: &#8220;Norme contro le discriminazioni determinate dall&#8217; orientamento sessuale o dall&#8217; identità di genere&#8221;. Motivazione: la legge “eccede dalle competenze regionali perché solo lo stato può decidere in materia di diritti civili”.<br />
Ma quando lo stato non decide &#8211; anzi palesemente disattende l’art. 13 del Trattato di Amsterdam e ignora le direttive del Parlamento europeo, in particolare quella del 26 aprile 2007 che condanna “i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali” – e un consiglio regionale, per contro, mostra dignità e autonomia decisionale, non sarebbe il caso almeno di parlarne, facendo circolare la notizia?<span id="more-28083"></span></p>
<p>3. E che dire del caso di Alessandra Bernaroli: &#8220;Per anni &#8211; racconta la 38enne signora bolognese &#8211; ho represso la mia vera natura e, appartenendo a una famiglia cattolica molto severa, mi sono comportata da uomo dedicandomi al culturismo e andando con le ragazze&#8221;. Nel 2005 Bernaroli contrae matrimonio (civile e religioso), poi &#8211; aiutato dall’intelligente compagna &#8211; inizia un percorso che lo porta nel 2009 ad ottenere il riconoscimento legale del cambio di identità. Rottura con la famiglia di origine; persino rafforzato amore con la compagna. I problemi sorgono con la richiesta dello stato di famiglia. Il comune di Bologna stampa un certificato in cui dichiara che la coppia non è più unita in matrimonio ma che convive nella stessa abitazione. Un falso clamoroso perché nessuno dei due coniugi si è mai sognato di chiedere il divorzio.<br />
Il Comune ha motivato questa scelta dicendo che, se avesse rilasciato un certificato attestante l&#8217;unione, avrebbe avallato l&#8217;idea di un matrimonio tra due donne. Ora la questione è in mano ai legali. &#8220;Come possiamo compilare la denuncia dei redditi, visto che l&#8217;appartamento e l’auto sono cointestati e il coniuge risulta a mio carico?&#8221;, chiede Bernaroli. Qualcuno se la sente di parlare semplicemente di amore tra due persone? Magari un prete a Natale?</p>
<p>4. Si pensi a un glabro filippino, di bassa statura, dai lineamenti dolci: una donna non può fare il prete, lui sì. Si pensi a una signora siberiana di alta statura e dai lineamenti pronunciati, persino il pomo d’Adamo le si vede quando parla. Immaginateli vestiti dei paramenti sacerdotali. Chi dei due è più prete, chi maggiormente corrisponde al cliché “virile”? Ciò che conta per i cattolici non è questo. Ciò che conta per i cattolici è come si fa pipì.  Questa ossessione per come si fa pipì continua a obnubilare i cattolici e i loro accoliti leghisti e fascisti.</p>
<p>5. Scriveva Gaetano Salvemini: “Tutti in Italia sembrano aver dimenticato che la libertà non è la mia libertà ma è la libertà di chi non la pensa come me. Un clericale non capirà mai questo punto né in Italia né in nessun altro paese del mondo. Un clericale non arriverà mai a capire la distinzione fra peccato, quello che lui crede peccato, e delitto, quello che la legge secolare ha il compito di condannare come delitto. Il clericale punisce il peccato come fosse delitto e perdona il delitto come se fosse peccato. Perciò è necessario tener lontano i clericali dai governi dei paesi civili”.</p>
<p>6. Dal tempo di Salvemini &#8211; e con questo il mio pensiero natalizio per i lettori di <em>Nazione Indiana</em> si chiude &#8211; la situazione si è solo incancrenita. Allora almeno c’erano i partiti laici anticlericali, con La Malfa padre, Ernesto Rossi, Malagodi&#8230; Oggi siamo infestati dai clericali atei. La legge sul divorzio del 1974 reca la firma di un  socialista (Fortuna) e di un liberale (Baslini). Sarebbe come se oggi una legge contro l’omofobia portasse la firma di Cicchitto e Quagliariello.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2009/12/23/merry-christmas/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>16</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-05-10 15:27:01 by W3 Total Cache
-->