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	<title>grafica &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>La metrica dopo la metrica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro broggi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 06:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La metrica dopo la metrica Università degli studi di Padova 27-28 novembre 2014 aula delle edicole, Piazza capitaniato 3, Padova Programma: GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE PIER VINCENZO MENGALDO: Introduzione PRIMA SESSIONE: LUCA ZULIANI 15.30-15.50 PAOLO GIOVANNETTI (IULM, Milano): “Tra Contini e Raboni: le costrizioni (storiche) del verso libero” 16.00-16.20 GIACOMO MORBIATO (Università di Padova): “Verso una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">La metrica dopo la metrica<br />
Università degli studi di Padova<br />
27-28 novembre 2014<br />
aula delle edicole, Piazza capitaniato 3, Padova</p>
<p><em>Programma:</em></p>
<p>GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE</p>
<p>PIER VINCENZO MENGALDO: Introduzione</p>
<p>PRIMA SESSIONE: LUCA ZULIANI<br />
15.30-15.50 PAOLO GIOVANNETTI (IULM, Milano): “Tra Contini e Raboni: le costrizioni (storiche) del verso libero”<br />
16.00-16.20 GIACOMO MORBIATO (Università di Padova): “Verso una metrica relazionale. Considerazioni di metodo a partire dalla Camera da letto di Bertolucci”</p>
<p>SECONDA SESSIONE: ANDREA AFRIBO<br />
17.00-17.20 JACOPO GROSSER (Fondazione Ezio Franceschini, Firenze): “Inarcature e intonazione nella poesia del secondo Novecento”<br />
17.30-17.50 DANIELE BARBIERI (ISIA, Urbino): “Il colloquiale e il cantabile: poliritmie tra endecasillabo e verso libero”</p>
<p>VENERDÌ 28 NOVEMBRE</p>
<p>PRIMA SESSIONE: SERGIO BOZZOLA<br />
9.00-9.20 RAFFAELLA SCARPA (Università di Torino): “Problemi di metro sintassi nel secondo Novecento”<br />
9.30-9.50 GIANFRANCA LAVEZZI (Università di Pavia): “La libertà delle forme chiuse. Per lo studio di un ossimoro metrico nel secondo Novecento”<br />
10.00-10.20 STEFANO COLANGELO (Università di Bologna):  “Sovvertimenti. Linguaggi musicali e nuove metriche”</p>
<p>SECONDA SESSIONE: DAVIDE COLUSSI<br />
11.00-11.20 ANTONIO LORETO (IULM, Milano): “Metrica e grafica. Iconismi nella poesia del secondo Novecento, da Pasolini a Zanzotto”<br />
11.30-12.00 PAOLO ZUBLENA (Università di Milano-Bicocca): “La prosa nei libri di poesia (1950-1980)”</p>
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			</item>
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		<title>Diario dell&#8217;occhio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2008 00:05:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Guido Scarabottolo [piccolo circolo virtuoso: un grafico che recensisce un recensore di grafici. Perché chi ama i libri sa che un libro è anche la sua copertina. G.B.] Ho tra le mani questo volume. Il peso è superiore a quello che ci si attenderebbe. Un tempo (non mi ricordo dove l’ho letto) il peso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/12/726diario.jpg" alt="" title="726diario" width="126" height="250" class="alignnone size-medium wp-image-12526" />  di <strong>Guido Scarabottolo</strong></p>
<p>[<em>piccolo circolo virtuoso: un <a href="http://www.scarabottolo.com/">grafico</a> che recensisce un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Belpoliti">recensore</a> di grafici. Perché chi ama i libri sa che un libro è anche la sua copertina.</em> G.B.]</p>
<p>Ho tra le mani questo volume. Il peso è superiore a quello che ci si attenderebbe. Un tempo (non mi ricordo dove l’ho letto) il peso superiore a quello prevedibile era considerato, per una persona, prova certa di dedizione alla stregoneria. In questo caso è semplicemente dovuto all’impiego di carta patinata, invece della solita uso mano, per le pagine interne. La patinatura consente una resa migliore delle immagini a colori, ma il peso induce ad attendersi una certa densità di contenuto (e in effetti così sarà). <span id="more-12525"></span><br />
Le dimensioni sono poco usuali: 14 centimetri di base per 28 di altezza, due quadrati sovrapposti. A parte il fatto che la collana cui il libro appartiene, diretta da Andrea Cortellessa per l’editrice Le Lettere di Firenze, si chiama <a href="http://www.lelettere.it/site/e_SuppliersList.asp?IdSupplier=60&#038;LetterBar=&#038;filtrosql="><em>fuori formato</em></a>, non riesco a trovare un motivo ragionevole per questa scelta (la collana, se non sbaglio, non ha misure fisse). Se la ragione fosse quella di voler contenere in un singolo specchio (in tipografia si chiamano così le due pagine aperte) ciascuna delle cento riflessioni che compongono il libro, il risultato si sarebbe potuto ottenere anche ricorrendo a proporzioni della pagina più canoniche. Chissà.<br />
Le riflessioni/recensioni sono apparse nell’arco di cinque anni, tra il 1998 e il 2003, sulla <em>Talpa Libri </em>de <em>il Manifesto</em>. Sono recensioni che parlano di libri (e non solo di libri) a partire da, e attraverso, le copertine.<br />
Dice l’autore, Marco Belpoliti, nella prefazione: «La mia idea iniziale, cui mi sono poi mantenuto fedele, era di trovare una via di comunicazione e di accesso a entrambi: un sentiero che dalla copertina porta all’opera che c’è «dentro», ma anche il contrario. Valutare i libri non solo per come erano scritti – e di cosa parlavano – ma anche da come erano presentati. La copertina, piccola coperta, è la prima cosa che si vede del libro-letto; ma poi c’è il cuscino, le coperte e anche il materasso.»<br />
(Ecco forse l’origine delle proporzioni di questo libro: sono le stesse di un letto, singolo quando il libro è chiuso, matrimoniale quando è aperto. E poi, <em>leggere</em>, <em>letto</em>…)<br />
La rubrica della Talpa Libri si chiamava Diario dell’occhio e questo è anche il titolo del libro. Sarà poi per tutto il lavoro di riflessione sulle copertine fatto da Belpoliti, ma questa del suo libro è fortissima. Un occhio pensoso che si accinge a scrivere (felice disegno di Vito Roma), un occhio di cui ti è impossibile non ricambiare lo sguardo, salvo accorgerti che quello sguardo passa attraverso e oltre te, pur lasciandoti la sensazione di continuare a seguirti. Irresistibile.<br />
Fra parentesi, il progetto grafico è di Paola Lenarduzzi, <em>studiopaola</em>. Fra parentesi, ma non troppo, in accordo con Belpoliti che dice: «La terza cosa è stata l’attenzione ai grafici, categoria negletta e bistrattata, ma assolutamente fondamentale nell’industria libraria. Sono loro che rivestono i libri e, in qualche maniera, ne decretano il successo o l’insuccesso a prima vista (non è sempre così ma quasi)».<br />
Irresistibile dunque. E se rovesci il libro per liberartene ti ritrovi Marco Belpoliti che ti osserva sornione. Questa volta il disegno è di Tullio Pericoli (e tanto basti).<br />
Allora l’occhio. Quest’occhio intenso e insieme svagato ben rappresenta l’andamento degli scritti che il libro racchiude. Precisi e attenti circa i contenuti, diciamo così, “obbligatori” quando si fa una recensione, ma prontissimi a imboccare e percorrere, o almeno a indicare, tutti i sentieri che si aprono alla memoria o alla curiosità. In mille direzioni. Senza perdersi. Un approccio che permette di parlare di tutto, di tutti i libri, libri di qualità, best-seller, letteratura di genere, saggistica, editoria per l’infanzia, fumetti e dei loro infiniti contenuti senza snobismi, ma anche senza abbassamenti di tono.<br />
Dice Belpoliti: «Cerco le cose che…funzionano, in positivo, che fanno crescere la conoscenza e persino la bellezza del mondo perché sì, certo, «la bellezza è una promessa di felicità»…Personalmente preferisco l’abbrivio e lo slancio, anche a costo di rischiare di sbagliarmi (tanto poi si sbaglia quasi sempre).»<br />
Così, ad esempio, parlando del <em>Nuovo Commento</em> di Giorgio Manganelli, riesce a parlare della copertina di <em>Cosa vuole l’America</em> di H. A. Wallace, del <em>Trattato di architettura grafica</em> di Frassinelli, di <em>Paesi tuoi </em>di Cesare Pavese, di tutti i grafici che hanno lavorato per Einaudi, degli autori che solevano partecipare alla scelta delle copertine, del <em>Politecnico </em>di Albe Steiner, di Giulio Einaudi e di Giulio Bollati, concludendo che «La storia dell’editoria non è solo un lavoro di “contenuti”, ma soprattutto di “forma” o meglio: un lavoro visivo in cui l’occhio-mente ha un ruolo decisivo sia nella scelta dei testi come delle copertine».<br />
Altrove riesce a parlare di disegno, di filosofia, di colore, di polvere, di cravatte, di disegno dei caratteri tipografici, di sesso, di post-it, di pelle, di asfalto…<br />
Ecco, moltiplicate per cento queste divagazioni, diramazioni (nei rami il flusso è bidirezionale, allontana e contemporaneamente avvicina al tronco) e avrete un’idea della ricchezza di queste pagine. Non sto parlando di quantità.<br />
Ad arricchire ulteriormente il volume contribuiscono poi Italo Lupi e Mario Barenghi.<br />
Naturalmente, di tutti i cento libri recensiti, sono riprodotte a colori le copertine. I dorsi di 45 di essi appaiono in seconda e terza di copertina (una copertina segreta) e il dorso di un altro, <em>L’arcobaleno della gravità</em> di Thomas Pynchon, correda una divagazione sulla questione dei dorsi e sulle consuetudini culturali: da che parte viene il torcicollo a un lettore occidentale?</p>
<p>[<em>pubblicato su</em> Tutto Libri <em>de </em>La Stampa<em> del 4-10-2008</em>]</p>
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		<title>assAlto al cielo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2008 06:21:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[   di Marco Rovelli La casa editrice Eleuthera ha pubblicato A-cerchiata. Storia veridica ed esiti imprevisti di un simbolo. Una storia per immagini di un segno forte, recente (nasce nel 1964 a Parigi) eppure di una potenza quasi archetipica. Un libro fatto di bellissime immagini e fotografie (il progetto fotografico e il design sono di Gianluca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span><img loading="lazy" class="alignnone" alt="" src="http://digilander.libero.it/anarkkia/Images/Bandiera_A.jpg" width="144" height="181" /></span></div>
<div><span> </span></div>
<div><span> </span>di <strong>Marco Rovelli</strong></div>
<p><em>La casa editrice Eleuthera ha pubblicato </em><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8889490608/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8889490608&amp;linkCode=as2&amp;tag=bamaulion-21" target="_blank"><strong>A-cerchiata. Storia veridica ed esiti imprevisti di un simbolo</strong></a><em>. Una storia per immagini di un segno forte, recente (nasce nel 1964 a Parigi) eppure di una potenza quasi archetipica. Un libro fatto di bellissime immagini e fotografie (il progetto fotografico e il design sono di Gianluca Chinnici), e di contributi testuali di natura differente (storici, scrittori, grafici, semiologi, artisti, critici&#8230;): di fatto, una traversata nell&#8217;immaginario contemporaneo. <a href="http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=245">Qui </a>la scheda. Di seguito, il mio breve contributo.</em></p>
<p>E&#8217; una grafia sghemba, la mia, che fa sempre una distratta violenza ai contorni del mondo. Come per anticiparlo, per ritrovarsi sempre giusto davanti a lui, anche solo un passo. E&#8217; una grafia che affretta il compimento – o almeno lo vorrebbe. Che le cose si chiudano, se lo devono.</p>
<p>E&#8217; una volontà manifesta nel cerchio della A (ho davanti agli occhi le mie A cerchiate, d&#8217;un tempo, e di adesso). Non è un cerchio, tracciato da me, ma un ovale. Come a stringere i tempi, a prendere una scorciatoia – se l&#8217;anello deve chiudersi, che si chiuda prima. Tanto quell&#8217;anello dovrà essere sfondato, e allora che importa se non è davvero un cerchio. Ciò che conta, di quell&#8217;anello imperfetto, è ciò che lo sfonda. E&#8217; quella A che lo sfonda dal basso, incuneandosi con la punta nel suo vuoto, e lo trapassa, emergendo in alto. E allora la A sì che è perfetta. E&#8217; la A il vettore del movimento. Quella A che è la figura perfetta dell&#8217;assalto al cielo.<span id="more-10042"></span></p>
<p>La A cerchiata è stata il mio primo riconoscimento (e io mi riconosco in quella grafia sghemba, contorta, frenetica). Quando, nell&#8217;adolescenza, si prende coscienza e ci si rischiara – se è vero che rischiaramento significa uscita dallo stato di minorità. A cerchiata come affermazione di sé – ma un&#8217;affermazione labile, un puro contorno, una traccia: A che è alfa privativa, in due direzioni: da una parte, sottrarsi alla condizione imposta dal mondo, quella condizione che non si è scelta, che ti è accaduta in sorte, per la famiglia in cui sei nato, per l&#8217;educazione che hai scelto, per il nome hai preso; e dall&#8217;altra, designare un altrove, un altro luogo dove iniziare daccapo, dove essere madri di se stessi.</p>
<p>La A cerchiata, dunque, è una soglia – un puro transito &#8211; a nulla rimanda, ma designa la volontà di &#8220;farla finita&#8221;, e insieme di &#8220;fare daccapo&#8221;. Designa il luogo del puro (ri)cominciamento: il cerchio è la stasi del nulla, e la A che lo sfonda l&#8217;estasi della creazione.</p>
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		<title>Vecchia grafica per Nazione Indiana</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 05:31:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Settimana scorsa ho rinnovato la grafica di questo sito. Oggi ripristino l&#8217;aspetto precedente di Nazione Indiana. Cosa è successo? La nuova grafica è stata accolta abbastanza bene dai lettori, ma tra i membri di Nazione Indiana ha causato forte disagio, a causa della resa dei pezzi con la nuova impaginazione. Visto che alla fine siamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Settimana scorsa ho <a href="https://www.nazioneindiana.com/2007/10/15/nuova-grafica-per-nazione-indiana/" title="Nuova grafica per Nazione Indiana">rinnovato la grafica</a> di questo sito. Oggi ripristino l&#8217;aspetto precedente di Nazione Indiana. Cosa è successo?</p>
<p>La nuova grafica è stata accolta abbastanza bene dai lettori, ma tra i membri di Nazione Indiana ha causato forte disagio, a causa della resa dei pezzi con la nuova impaginazione. Visto che alla fine siamo i primi utilizzatori di questo sito, abbiamo deciso di ripristinare la precedente impaginazione, che è visibile adesso. Poco male: è stato interessante mettere in produzione <a href="http://www.plaintxt.org/themes/sandbox/" title="tema Sanbox per wordpress">Sandbox</a>, che è in uso anche in questa versione, ringrazio <a href="http://www.suave-est-nus.org" title="suave est nus, il sito di così&amp;come">cosi&amp;come</a> ed <a href="http://www.cabaretbisanzio.com/2007/10/23/blogorama-un-update-su-nazione-indiana/" title="blogorama di Edo Grandinetti">Edo Grandinetti</a> per le proposte di disegno della testata inviate (<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/03.png" title="proposta header di così&amp;come">1</a>, <a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2007/10/edo-header_ni.png" title="proposta header di Edo Grandinetti">2</a>), <a href="http://www.bombasicilia.it/rubriche/?p=280">Bombasicilia</a> e tutti i lettori per le segnalazioni, le critiche e i suggerimenti.</p>
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		<title>Analisi tecnica dei lit-blog: Nazione Indiana</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2007/07/11/analisi-tecnica-dei-lit-blog-nazione-indiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 08:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[mosse]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[Edo Grandinetti recensisce su Cabaret Bisanzio la grafica, l’accessibilità e l’organizzazione tecnica di Nazione Indiana. Edo individua con facilità alcune delle scelte che ci hanno dato buoni risultati di leggibilità e organizzazione del sito, ma trovo particolarmente acute e interessanti le sue critiche ed i punti di miglioramento che mette a fuoco, sia nell&#8217;organizzazione generale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Edo Grandinetti <a href="http://www.cabaretbisanzio.com/2007/07/11/blogorama-chapter-one/">recensisce</a> su <a href="http://www.cabaretbisanzio.com">Cabaret Bisanzio</a> la grafica, l’accessibilità e l’organizzazione tecnica di Nazione Indiana. Edo individua con facilità alcune delle scelte che ci hanno dato buoni risultati di leggibilità e organizzazione del sito, ma trovo particolarmente acute e interessanti le sue critiche ed i punti di miglioramento che mette a fuoco, sia nell&#8217;organizzazione generale che nelle caratteristiche dei singoli post.</p>
<p>Visto che abbiamo intenzione di ristrutturare l&#8217;impaginazione e la grafica di Ni nei prossimi tempi, l&#8217;articolo di Edo arriva a proposito e potrebbe aprire una discussione per noi utilissima con i lettori. Per questo vi invito a leggerlo e <a href="http://www.cabaretbisanzio.com/2007/07/11/blogorama-chapter-one/#respond">commentare direttamente da lui</a> su Cabaret Bisanzio.</p>
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