<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>il cigno nero &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
	<atom:link href="https://www.nazioneindiana.com/tag/il-cigno-nero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.nazioneindiana.com</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 07 Apr 2011 08:52:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.15</generator>
	<item>
		<title>La bella anoressia del cigno nero</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/05/le-bella-anoressia-del-cigno-nero/</link>
					<comments>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/05/le-bella-anoressia-del-cigno-nero/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 11:38:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Darren Aronofsky]]></category>
		<category><![CDATA[il cigno nero]]></category>
		<category><![CDATA[marco rovelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38658</guid>

					<description><![CDATA[di Marco Rovelli “Il cigno nero è il mio film preferito di tutti i tempi”, scrive una ragazza su Pretty Thin, un forum pro-ana americano (pro-ana sono i siti che promuovono l’anoressia). E si capisce. “Il cigno nero” è un film geniale per la coerenza perfetta della sua iper-estetizzazione . Bello e immorale, nella misura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/vomito.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-thumbnail wp-image-38659" title="vomito" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/04/vomito-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>di <strong>Marco Rovelli</strong></p>
<p>“Il cigno nero è il mio film preferito di tutti i tempi”, scrive una ragazza su Pretty Thin, un forum pro-ana americano (pro-ana sono i siti che promuovono l’anoressia). E si capisce. “Il cigno nero” è un film geniale per la coerenza perfetta della sua iper-estetizzazione . Bello e immorale, nella misura in cui assume il punto di vista della &#8220;malattia&#8221; – quella di un’autolesionista anoressica allucinatoria &#8211;  trasfigurandola (e legittimandola) nei diversi livelli della favola e del mito. Anzitutto è un film implacabile, che esibisce subito il suo scheletro figurale, le stereotipie polari su cui gioca.<span id="more-38658"></span> Si prenda la madre che fa la torta e poi, quando la figlia Nina non la vuole mangiare, d&#8217;un tratto diventa una strega, quasi con un tratto cartoonico: quella non è una scivolata grottesca. La madre “deve” essere una strega, lei “è” la strega cattiva. Come dev’essere in una trasfigurazione favolistica-artistico-mitologica (nei rispettivi diversi e intrecciati livelli). Ma Aronofsky non riduce il mito alla materialità di un&#8217;anoressica autolesionista allucinatoria (come, che so, chi legge le mistiche medievali esclusivamente come anoressiche isteriche): piuttosto, al contrario, legge la vicenda mediante la chiave mitologica. Che finisce in tragedia, e sta qui &#8220;l&#8217;immoralità&#8221;: perché l&#8217;ottica tutta autoriferita del soggetto allucinatorio, &#8220;malato&#8221;, viene assunta senza incrinature nella sua pretesa assolutezza, fino al volo mortale. Si prenda l’elemento fondamentale che manca: il vomito. Che nel film non viene mostrato. Perché il sangue può essere romanticizzato, il vomito no. Il film fa questo infatti: assume il punto di vista estetizzante della “malata”. Come ha scritto un sito per la guarigione dall’anoressia, una moltitudine di anoressiche “glorificano il loro deperimento fino alla morte, vivendo le proprie vite con lo scopo della perfezione definitiva. Esse sono delle Nina nella vita vera”.</p>
<p><em>(pubblicato su l&#8217;Unità, 2/4/2011)</em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/05/le-bella-anoressia-del-cigno-nero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>30</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: nazioneindiana.com @ 2026-06-22 07:14:12 by W3 Total Cache
-->