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	<title>In realtà la poesia &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>“In realtà, la poesia”: premio per la critica 2015 (II edizione)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2015/05/10/in-realta-la-poesia-premio-per-la-critica-2015-ii-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2015 08:30:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Castiglione]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Prufrock]]></category>
		<category><![CDATA[In realtà la poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[premio di critica letteraria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il sito In realtà, la poesia ripropone per il secondo anno il premio per un testo inedito di critica letteraria. Gli obiettivi restano i medesimi: 1. rinvigorire la pratica critica incoraggiando un approccio ermeneutico che – allontanandosi dalla retorica squisitamente accademica così come da quella giornalistica – recuperi un rapporto più intimo e ravvicinato con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sito <em>In realtà, la poesia</em> ripropone per il secondo anno il <strong>premio</strong> per un testo inedito di <strong>critica letteraria</strong>.</p>
<p>Gli obiettivi restano i medesimi:<br />
1. rinvigorire la pratica critica incoraggiando un approccio ermeneutico che – allontanandosi dalla retorica squisitamente accademica così come da quella giornalistica – recuperi un rapporto più intimo e ravvicinato con i testi, tornando ad essere quello strumento in grado di individuare i nessi con la realtà nella quale tali testi vengono scritti o letti; ovvero, quei luoghi in cui nuovi modi di dire indicano nuovi modi dell’agire.<br />
2. promuovere ed incentivare il lavoro in ambito critico attraverso un riconoscimento serio ed esplicito che ne premi l’eccellenza: un contratto editoriale per la pubblicazione di un libro di critica che si avvale dei mezzi, della disponibilità e della professionalità delle Edizioni Prufrock SPA.</p>
<p>Il bando per esteso : <a href="http://www.inrealtalapoesia.com/premio-per-la-critica-irlp-2015-ii-edizione/">qui</a>.<span id="more-53874"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>In realtà, la poesia: critica da un blog</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2014/11/25/in-realta-la-poesia-critica-da-un-blog/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[biagio cepollaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2014 13:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Cepollaro]]></category>
		<category><![CDATA[critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Castiglione]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Mesa]]></category>
		<category><![CDATA[In realtà la poesia]]></category>
		<category><![CDATA[loredana magazzeni]]></category>
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		<category><![CDATA[Tu se sai dire dillo 2014]]></category>
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					<description><![CDATA[di Lorenzo Mari .[L’intervento di Lorenzo Mari segue quello di Luigi Bosco a proposito della critica letteraria e consiste in uno sviluppo di quanto detto nella serata dedicata a questo tema nell&#8217;ambito della rassegna milanese  Tu se sai dire dillo 2014. Luigi Bosco, Davide Castiglione, Lorenzo Mari e Michele Ortore danno vita al blog di critica letteraria In realtà,la poesia. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/Biagio-CepollaroKun2008.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-49447 size-medium" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/Biagio-CepollaroKun2008-213x300.jpg" alt="Biagio-CepollaroKun2008" width="213" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/Biagio-CepollaroKun2008-213x300.jpg 213w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2014/10/Biagio-CepollaroKun2008.jpg 586w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /></a></p>
<p>di <strong>Lorenzo Mari</strong></p>
<p>.[L’intervento di Lorenzo Mari segue quello di <a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/11/18/il-gesto-critico/">Luigi Bosco</a> a proposito della critica letteraria e consiste in uno sviluppo di quanto detto nella serata dedicata a questo tema nell&#8217;ambito della rassegna milanese  <a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/09/16/tu-se-sai-dire-dillo-terza-edizione/">Tu se sai dire dillo</a> 2014. Luigi Bosco, Davide Castiglione, Lorenzo Mari e Michele Ortore danno vita al blog di critica letteraria <a href="http://www.inrealtalapoesia.com/">In realtà,la poesia</a>. B.C.]</p>
<p>Parlando di <a href="http://www.inrealtalapoesia.com"><em>In realtà, la poesia</em></a>, mi interessa sottolineare, innanzitutto, l’esistenza di una particolare disponibilità materiale (lo spazio di un sito web), che trova la propria ragion d’essere in una particolare disposizione (o pre-disposizione) strategica.</p>
<p>Per quanto riguarda la disponibilità, è forse opportuno sgombrare il campo da un equivoco, che, di fatto, avevamo già tentato di arginare stilando l’elenco delle <a href="http://www.inrealtalapoesia.com/linee-guida-per-linvio-di-materiale/">linee guida</a> per l’invio di materiale al sito… Ebbene, <em>In realtà, la poesia</em> non è affiliato ad alcun esperimento di nuovo realismo o <em>New Realism</em> che dir si voglia (così come, ad esempio, <a href="http://www.leparoleelecose.com"><em>Le parole e le cose</em></a> non è un sito d’ispirazione foucaultiana…). Inoltre, <em>In realtà, la poesia</em> non risponde neppure all’esigenza di tornare alla realtà così com’è stata espressa in molta poesia, per così dire, “neolirica” di recente pubblicazione ed emersione critica…</p>
<p>Tutti questi approcci possono trovare spazio nel sito, accanto a posizioni diverse, anche di segno diametralmente opposto. La disponibilità materiale del sito, infatti, resta aperta verso ogni tipo di interpretazione e di posizione, purché sorretta da analisi testuali chiare e verificabili e dalla propensione al dibattito, in luogo della polemichetta in odore di troll o, come più spesso e tristemente accade, di narcisismo individuale.</p>
<p>Quanto al rapporto con la realtà, esso consente a chi vuole contribuire, cito dal sito, di “parlare della realtà<em> rappresentata</em> da un testo (p. es. l’arrivo delle truppe naziste in <em>Primavera Hitleriana</em> di Montale) o di quella che <em>precede </em>il testo (p. es. il contesto storico, sociale e biografico in cui il testo o l’opera sono stati composti) o ancora quella <em>d’arrivo</em> (p. es. nel contesto della ricezione: la rilevanza di un testo straniero nella situazione attuale italiana). Tutte queste scelte possono essere esclusive (ci si può concentrare su uno o sull’altro aspetto) o può esserci il tentativo di connetterle (p. es. ragionare sulla distanza tra il contesto di produzione, quello di ricezione e il mondo creato dal testo stesso), ancora una volta a discrezione del critico”.</p>
<p>Come si può facilmente osservare, la parola “realtà” allude a molti altri significati, tra i quali quello di “opera”, un dato che si impone sempre di più, a nostro avviso, a partire dall’esigenza di considerare i testi poetici non soltanto come ‘post’, all’interno di esperienze moltitudinarie ed effimere, ma anche e soprattutto come ‘opere’, qualora ne possiedano i crismi. Il primato del <em>textus</em> – incredibile a dirsi: vero, Zuckerberg? – sembra passare ancora da quelle parti…</p>
<p>Questo tipo specifico di disponibilità materiale trova origine in una specifica disposizione, o pre-disposizione, strategica, che è necessariamente multipla: nasce dai quattro approcci, spesso convergenti, ma non sempre collimanti, dei quattro fondatori del sito.</p>
<p>Aldilà dei posizionamenti individuali, la strategia comune parte da un interrogativo sulla <em>lettura</em> della poesia. Questa domanda precede e finisce allo stesso tempo per innervare l’esercizio della critica, dando così una nostra prima, parziale risposta alla domanda che Biagio Cepollaro, in linea con le sue <a href="https://www.nazioneindiana.com/2014/11/13/note-per-una-critica-futura/"><em>Note per una critica futura</em></a> di qualche anno fa, ha posto nelle tre giornate milanesi di “Tu se sai dire dillo” di quest’anno: “cosa vuol dire leggere un testo poetico?”.</p>
<p>Parlare di ‘critica futura’ significa, nell’ambito di <em>In realtà, la poesia</em>, impegnarsi in un lavoro che si potrebbe definire forse di ‘retroguardia’: tornare <em>indietro</em>, ai significati mossi dalla lettura di un testo poetico, per poi tentare il balzo <em>in avanti</em>, tornando a proporre forme di intervento critico.</p>
<p>Si tratta di una posizione che, per altri versi, si può definire “militante”, ma che, allo stesso tempo, muove i primi passi da alcune aporie individuate nella critica militante di oggi. Vi è certamente la consapevolezza che ogni esercizio critico propriamente detto costituisce “critica militante”, com’è stato ricordato anche nelle giornate milanesi. Tuttavia, le basi per un simile intervento – in un dibattito letterario che è più che altro uno scontro di posizioni mantenute in chiave di  ‘politica’ pseudo-partitica e non di ‘politica’ conflittuale – devono, a nostro avviso, essere rielaborate a partire da un esercizio, anche nascosto, di lettura e non – <em>non soltanto</em> – di post contenenti recensioni, testi magari neanche vagliati da una redazione web, eppure messi “in coda di pubblicazione”, oppure articoli sui supplementi culturali del sabato o della domenica…</p>
<p>Non è così facile, allo stato attuale delle cose, parlare di critica militante. A nostro avviso, è possibile declinare questa ed altre pratiche soltanto all’interno di quel movimento dialettico che è proprio della lettura di un testo, nel confronto tra testualità, inter-testualità ed extra-testualità, tra dimensione soggettiva e inter-soggettiva.</p>
<p>Una dialettica che può sussistere anche nel confronto tra <em>reale</em> e <em>irreale</em> suggerito da Luciano Mazziotta, ricordando <a href="http://puntocritico.eu/?p=5678">questa splendida intervista di Loredana Magazzeni a Giuliano Mesa</a>. Quell’intervista costituisce un punto di riferimento solido per il lavoro di <em>In realtà, la poesia</em>, anche quando entra apparentemente in conflitto con alcuni dei presupposti qui confusamente elencati:</p>
<p>“Intanto, direi che la poesia ha <em>sempre</em> bisogno di interrogarsi sul proprio rapporto col reale. La poesia dovrebbe <em>sempre</em> interrogarci sul <em>nostro</em> rapporto col reale, e può farlo soltanto interrogando <em>sempre</em> anche se stessa, il suo linguaggio, le sue forme. Dunque, non può che essere <em>sempre nuova</em>, poiché il reale muta costantemente. Che poi non muti “verso il meglio”, ebbene, ciò non attiene al concetto di <em>nuovo</em> inteso come proprio di un certo tempo storico in un certo luogo, bensì, e mettendolo in crisi, al <em>nuovo</em> inteso come “tappa di un progresso”. Invece, e per molti anni e ancora oggi, è stata  accolta come “ovvia” l’equazione “fine del progresso” –  “fine del nuovo”. <em>Quel</em> progresso, il procedere teleologico della storia umana verso la sua perfettibilità, se non perfezione, non è mai esistito: è stato, è ancora nella sua versione dominante – neoliberista, per intenderci -, ideologia. Ma  il <em>nuovo</em> inteso come mutamento dei linguaggi, delle forme dell’arte <em>in rapporto</em> col mutare delle condizioni non è finito, non può finire. Sarebbe inutile dirlo, dirne, non fosse che, invece, si va dicendo, con insistita ottusità, che, ad esempio, la poesia italiana è <em>finita</em> trenta e più anni fa, che poi non c’è stato altro che epigonismo postmoderno. Anche ammesso che sia così – e non è così – quell’epigonismo rappresenta comunque, nelle sue forme, il <em>nuovo</em> di fine secolo… Cerco di riannodare i fili: finché ci si interroga sull’ipotetica fine della storia, sull’ipotetica morte della poesia intendendo il nuovo come mera ed “eclatante” innovazione tecnico-formale, su intenzioni più o meno avanguardistiche, non del “rapporto col reale” ci si sta occupando bensì di ciò che esso potrebbe essere se… esercitazioni masturbatorie – irrelate – della teoresi sistematica, sistematizzante, che ha spesso perso la testa perché la realtà gliel’ha, impietosamente, tagliata… “?Adesso occorrerebbe mettere in corsivo la parola <em>reale,</em><em> </em>che io di solito non uso perché presuppone un <em>irreale</em>. Mi limito a dire che<em> </em>se la poesia è un modo del pensare, del conoscere, dunque del “mettere in relazione”, è anche, nella concretezza delle  <em>poesie</em>, <em>realtà</em>, oggetto che, nel suo esistere, o sussistere, è immediatamente e inevitabilmente in rapporto con altri oggetti: a partire da questa condizione, da questo prerequisito, se ne può forse considerare la capacità di <em>interrogare</em>… “</p>
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