Tag: inediti

aforismi e dintorni/2

Modesti tentativi per tramandare un ricordo di Nuvola scrittore

di Damiano Sinfonico

(inediti)

Attese una lettera tutta la vita; quando arrivò, diceva soltanto: “Qui piove”.

Ossequiava i suoi interlocutori con un silenzio fragoroso.

In giro chiedeva se qualcuno fosse stato in Nepal, per caso o per errore.… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #9

di Mariasole Ariot

Alessia cammina al rallentatore, ha un buco sulla schiena, tutto l’indicibile sofferto nella rotellina che l’accompagna. Gira a destra, si velocizza, gira a sinistra, si rallenta, la rotellina non gira mai, Alessia non cammina, muove piccoli passi come una tartaruga senza guscio.… Leggi il resto »

Miti Moderni/17 : di pietra

di Francesca Fiorletta

Non esiste il ricordo.
Le passioni tutte uguali.
Ridere per dimenticare,
nella tazzina del caffè.

Sperare di incontrarsi,
dimenticare il futuro,
una caduta libera.
Fino alla sazietà.

Pensi di essere libero,
il pericolo scampato;
sono ancora tutte
armi
di pietra.… Leggi il resto »

Cinque poesie inedite

di Damiano Sinfonico

Ho percorso tante case.
Una diversa dall’altra.
E una uguale all’altra.
Non saprei dire che cos’è una casa.
È più grande di poche stanze.
E più piccola di un’idea.
Ci è noto ogni particolare.
Le casse da cui soffia la musica.… Leggi il resto »

.agone agonia.

di Gianluca Garrapa

[una selezione di inediti]

Lingue 2

no preoccupa tu gentile e bravo
uomo va solo con donna
io amo te come amico
no come donna                (scusa)
(adesso sei arrabbiato)
in mio paese queste cose
taglia gola no arrabbiato io
no capisci non vuole
così                                dio.… Leggi il resto »

Aforismi e dintorni

di Damiano Sinfonico

La cosa più snob è vivere a Parigi per poter dire “io non ci vivrei”.

Una casa è più grande di poche stanze e più piccola di un’idea.

Una tesi è un’opera di finzione ben documentata.

I poeti hanno un bel ritratto.… Leggi il resto »

Sodali

di Giovanni Bitetto

Sento gridare dentro di me, ma non conosco più il cammino della mia volontà fino alla mia gola.
Il marinaio, Fernando Pessoa

Reinhard non aveva previsto la pioggia.
Heinrich non aveva previsto la pioggia.

Sorseggiava rumorosamente il brodo per coprire il brontolio dei tuoni.… Leggi il resto »

Il tuffatore

di Jacopo La Forgia

Procul recedant somnia,

Et noctium phantasmata

Cara Alice,

 

oggi è il 7 ottobre e sono seduto in un bar di Venezia. Davanti a me ho il ponte dell’Accademia. L’ultima ora l’ho trascorsa a pensare al prisma che hai tatuato sull’avambraccio.… Leggi il resto »

di fantasmi e stasi. transizioni.

di Gianluca Garrapa

[cinque testi inediti]

su questa mano stretta attorno all’aria della mattina. non c’è la compatita morte di chi avete ucciso. i morti uccidono i vivi e poi li chiamano suicidi. sboccia nella loro mente come un vaso di ceramica la cattiveria alimentata dalla cultura dei libri.… Leggi il resto »

Biopolitica, orsù!

di Vito M. Bonito

[Vincitore del Premio Elio Pagliarani 2015
Estratti da una silloge inedita]

 

Biopolitica, orsù!
(how can you mend a broken heart)

Il poeta è un parassita sacro
Michel Houellebecq

o miei pupazzetti
nell’ordine sacro
vi giro e rigiro
ora tu ora là
nessuno lo sa

maraviglia non faccia
il vortice in ch’io
scompaio ed appaio

da sì tanto rumore sdegnata
da sì acuto terrore
che di me sia svelata
la mia di me
parte oscurata… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #7

di Mariasole Ariot

“La diffusa credenza che kangaroo significasse “non capisco”, risposta nella lingua aborigena a una domanda posta in inglese, è soltanto una leggenda”

Roberto grande piede è un canguro. Macropodidae. La testa inclinata a est, la sacca marsupiale per i nuovi ospiti, i passi falcati, lenti se necessario, un salto dalla finestra quando è troppo.… Leggi il resto »

Ieri & Oggi. 1992.

di Michele Fianco 

[inediti, da: La Confezione]

forse quell’angolo maledetto
tra la parete che rientra le
tue intensità dove la sco
pa non passa, non passa proprio o
una misurazione altra al
tre orologerie la lampa
da spenta che spegne anche me la
lampada accesa che accende
anche me o sugli autobus che
mi vanno verso di te poi tor

nano indietro poi di nuovo
intanto che provo la profondi
tà di un pensiero almeno set
te/otto centimetri sotto il
livello del mare a isola
re a spostare la composizio
chimica del tempo la rea
zione il reagente (a propo
sito di me reagente di te)
e mi fa allergia la marea

la teoria memorìa e un lun
go discorso d’amore che si af
faccia sul mare (una frazione
di secondo appena) e si al
larga la macchia del tempo e re
sta qualche riferimento sparso
una voce esaurita dagli
anni un cuore il cuore un cuo
re che si stempia e tracce d’affet
to fin nelle urine e la geo

grafia dei gesti che si ri
compone e ininterrotta vo
ce e la luce rotta una voce
per voce solipsista e si ac
cende e si spegne dentro l’impianto nervo
so dei nervi la terra la fret
ta la terra riorìgina ri
mugina rinvàgina non esi
ste non è questo non è terra e

fuoriuscirsi è forse più fa
cile oppure non so da uno
spiffero di luce che batte il
tempo che a proposito di tem
po non batte più sul ticchettìo
regolare delle ore si spac
ca un silenzio si scopre l’ulti
mo nervo quello matto che parla
urla gratta la gola che ninna
nanna bestemmia dentro i passi […] [continua, continua, ma non poteva, / non poteva tutto ora.Leggi il resto »

Da “L’OSPEDALE”

di Maddalena Vaglio Tanet

1.

L’accettazione

Sedute con le mani in grembo
le ginocchia strette, i capelli raccolti
nel vestibolo di un ospedale americano,
noi insieme diffidenti l’una verso le altre
e loro di più ancora: Niente paura
signore ossa, I is on your side.… Leggi il resto »

Punti della situazione

di Fabio Donalisio

1.

esperire per dire, ci si riduce
a questo, specie i più sinistri
del re
la cosa – la roba – persiste
in separata sede, desiderio
di ricchezza di miseri
fai da te

noiose pratiche di forbici
sociali, immobili soggetti
alla dilatazione termica:
liberi nel sottostare
uguali nell’obbedire
uniti per vincere

(democrazia, portaci via… Leggi il resto »

I processi di ingrandimento delle immagini – 14 inediti di Lili Hofer

di Mariasole Ariot

Un passaggio interno : occhio ad occhio in sequenza successiva Lili Hofer (Bolzano 26.2.1984 – Bastia 2.6.2015) ha lasciato questi testi a Flavio : un resto di ciò che resta, la presenza viva di un’assenza.  E Flavio,  attraverso una finestrella che si apre e ci apre al mondo [il micro/macro cosmo della Hofer, a ciò che stava fuori, che attraversa il mezzo], li passa a noi con un appunto :

Per un’antologia di poeti scomparsi. … Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #6

The morning comes to consciousness
Of faint stale smells of beer
From the sawdust-trampled street
With all its muddy feet that press
To early coffee-stands

T. S. Eliot

Amel canta gli orologi della casa, chiude le porte nei ritorni, si affaccia all’ora di preghiera : rivolto al sole, o forse l’opposto, Amel grida pianto, tace un piano, pianifica gli eventi.… Leggi il resto »

da “album”, da “taccuino”

  di Claudio Salvi

mi raccontate di quella notte che un cervo vi è saltato davanti. l’avete abbattuto ma quando siete scesi—lei si era aggrappata al sedile—il cervo era andato via. per fortuna, avete detto, non ci siamo fatti niente. ma quell’animale è morto, hai aggiunto.… Leggi il resto »

da “La storia, i ricordi”

di Gianluca D’Andrea

Trasposizione (o l’identità del poeta) 

Il fatto di essere non sussiste
esiste l’essere come un fatto
del sentire. Allora io sarà il nucleo
per cui posso essere me stesso,
non il triciclo abbandonato in strada
accanto ai bidoni ustionati.… Leggi il resto »