Tag: inediti

da “La storia, i ricordi”

di Gianluca D’Andrea

Trasposizione (o l’identità del poeta) 

Il fatto di essere non sussiste
esiste l’essere come un fatto
del sentire. Allora io sarà il nucleo
per cui posso essere me stesso,
non il triciclo abbandonato in strada
accanto ai bidoni ustionati.… Leggi il resto »

Miti Moderni/15: tempo massimo

di Francesca Fiorletta

Sei sempre fuori tempo massimo, mangi un panino, non hai voglia di spostarti dall’oblò, fumi una sigaretta, ti dovrai arrangiare, ti consigliano severi, infila al collo la cordicella, penzola al vento il cartellino, sei un impiegato, sei una massaia, bisogna accontentarsi, ti ripetono, troppo seri, che a questo mondo siamo sempre soli, in mezzo a tutti, non si riesce a stare da soli mai. … Leggi il resto »

La costruzione del due

di Ivan Campesi

zero – Ai margini di una stretta di mano, celati dai vetri appannati di un bar, costruiamo con fatica reti di relazioni sociali, in cui ci avvolgiamo in cerca di conforto. Ritroviamo ogni volta, nella velocità di un messaggio istantaneo o nella chiarezza con cui facebook riassume i punti salienti delle nostre vite, nuovi bisogni di solitudine da esacerbare: in quei momenti, siamo sempre abbandonati su un divano a scrutare inganni di stupefacente bellezza – brandelli di telegiornale, tribune politiche e talkshow, pezzi di realtà pericolosamente estranee e distanti –.… Leggi il resto »

Di pietre, di ulivi

di Andrea Donaera

Parla a pietre una sull’altra.
[ANTONIO VERRI] I Prima di noi i padri, i nonni, le madri tra le dita il giallo vago dei muri e stamattina anche la guida che mostra la pietra porosa, la tocca, è farinosa, la mano sporcata, il turista fa foto ma non alle pareti: alle dita impolverate – a com'è che il tempo passa qui: un secolare e fine sgretolarsi, alla fine (alla terra) mescolarsi.… Leggi il resto »

Miti Moderni/14: esposizione

di Francesca Fiorletta

La devastazione che si posa, con calma, davanti. Prendi sotto braccio gli idranti e sguinzaglia i cani da alleggerimento, sono già scattate le manette, mentre fervono gli ultimi preparativi per la festa, restano blindati gli ingressi, la regressione è stupefacente, che sia chiara la nostra determinazione, nel cuore degli scontri si scambiano di fretta i vestiti, abbandonano il campo di battaglia, i giovanili concorrenti, ma la replica arriva celere, a mezzo stampa: sei uno sciacallo!… Leggi il resto »

Storie (quattro inediti)

di Damiano Sinfonico

 

 

Mi telefona nei momenti sbagliati.

Sempre, chiunque.

Non rispondo più. Lo faccio apposta.

Appare il numero sul display, e mi secca.

Lascio correre gli squilli, me ne infischio.

Richiamerà più tardi, nel pomeriggio, o alla sera.… Leggi il resto »

Autostrada: confine Campania/Puglia

di Umberto di Donato

È la linea del confine nell’idea
maligna che divide in due
la terra, il suo fantasma, spirito
di paglia ed erba spada.
Di qua inciampo in una storia, di là cambia
la regione, la ragione dei fatti,
la montagna in due squarciata
da pensieri divergenti, da altre burocrazie,
da una balza oppure da una rupe,
da cespugli double-face.… Leggi il resto »

Miti Moderni/12: c’è tempo…

di Francesca Fiorletta

«Che ore sono?» disse Michèle sbadigliando.
«Insisti, dopo tutto quello che ti ho detto?» rispose Adam.
«Sì, che ore sono?».
«È l’ora in cui, chiara nella notte, vaga intorno alla terra errante con la sua luce altèra…»

[Il verbale,  J.M.G.… Leggi il resto »

Miti Moderni/11: violini

di Francesca Fiorletta

La violinista ha un vestito azzurro, con le balze, sale sul palcoscenico, il teatro è pieno ma nessuno batte le mani, è prima mattina e nessuno batte le mani, si aspetta soltanto, in silenzio, si sbadiglia e si aspetta, l’inizio del concerto.… Leggi il resto »

L’arrampicata

Alex Majoli, L'Ospedale Psichiatrico

Alex Majoli, L’Ospedale Psichiatrico

di: Federico Pevere

E’ una tragedia, zingara, da lacrime, da dividerci il mondo. Due attori da periferia. Entrambi sono all’ultima possibilità. Il Primo storto come una malattia, un ultimo stadio, una voce che ripete le rimangono una decina di giorni al massimo. Di marmo come la sua terra, i Balcani o il fegato d’Europa, immondezzaio ostinato: all’occorrenza cimitero, all’occorrenza occorrenza. 

EREDITÀ ED ESTINZIONE (sette poesie)

di Giovanna Frene

 

I. Tecnica di sopravvivenza per l’Occidente che affonda

 

la sostanza è dentro l’occhio
ma l’occhio è di vetro

 

I.

si sovrappongono, sembrano a tratti coincidere, si proiettano
a poco a poco, in tutta la perfezione si curvano
mattoni di fumo, o colpe riversate
per non essere proprie, crollate
perché alte, e gonfie.… Leggi il resto »

Esperimento di fuoriuscita

di: Alessandra Sarchi

Una mano mi ha aperto la testa. Ero appoggiata con l’orecchio sinistro sul piano di acciaio del tavolo e la mano ha sezionato il mio cranio in due calotte. Rumori viscidi di materiali organici molli, uva matura schiacciata tra i polpastrelli, ma non cola sangue.… Leggi il resto »

Essendo il dentro un fuori infinito #2

di Mariasole Ariot

Il pazzo, questo gran pesce scrollato,
cui si fa spalancare la bocca a forma di sì.
F. Leuret

 

Faheem nuota nel corridoio da millenni.
Alle tre di notte mi sveglia, rovista tra i capelli, danza con le mani appese al collo, prende le mie,
le stupisce di una notte scavata nella notte : è maggio.… Leggi il resto »

i morti – una compilation

di manuel micaletto

il rumore degli autocicli in manovra, quando nella sequenza di un parcheggio a più fiate si soffermano, dedicano il peso a un’area circoscritta e sotto sfrigolano, oppressi, i coriandoli dell’asfalto, che squama. a suo modo, riferisce.

congratulazioni stampanti.… Leggi il resto »

Poesie e prose

di Gianluca Garrapa

da Poevisioni [Io, l’amore e altre superstizioni], inedito.

3

crismi e tele angolari, sì. linee e triangoli babelici, sì. babilonie di generi diversi e caos, sì. purezza di spirito senza il pandemonio, sì. cerchi e perfezione, no. cenacoli di diffrazioni acustiche, sì.… Leggi il resto »

Dieci poesie

di Luciano Neri

 

da Figure mancanti, inedito.

 

(…)

(infanzia delle figure)

Il becchino e il giardiniere
nella perdita ad occhio delle loro immagini
(dalle fosse comuni al giardino botanico).
Intenti a trafugare a espiantare
le voci mancanti nel foro scoperto
che li unisce nel comune lavoro di scavo:
il campo vocale, uno, delle ellissi, due.… Leggi il resto »

Dieci poesie

di Giovanni Turra

 

Da Con fatica dire fame, inedito.

 

Mandare a memoria la tua vita

Mandare a memoria la tua vita,
mandarla indietro,
com’è dell’orologio a parete
al cambio dell’ora.
Con tatto d’entomologo
ne sposti indietro l’elitre
delle lancette:
un volo di lancette sul quadrante,
tutta la tua vita in un botto.… Leggi il resto »

5 poesie

di Andrea Inglese

.

In questa poesia
c’è un lago ghiacciato
alcuni metri campione
una forma di vaselina solida
cibo da specialisti
i resti di un’operazione finanziaria

Bagnanti#3

di Renata Morresi

«…spiccava fra i corpi quello di una donna avvolta da una tunica di un fucsia sgargiante…non dimenticheremo mai quel luccichio fucsia diventato per noi un punto-nave per potere dare indicazioni alle motovedette e ripetere dei giri concentrici nella speranza di trovare qualcosa in movimento.»

(Intervista agli elicotteristi Raffaele Signorelli e Daniele Bissanti,
Corriere della Sera, 8 Aprile 2011)

 

caduta nell’acqua sbocciata
aperta d’un tratto rotonda
come una medusa rosa
gola plena di camelia… Leggi il resto »

Bagnanti #1

di Renata Morresi

 

 

ci sono dappertutto bagnanti felici

(A. Porta)

 

 

essere molti e saline

vive e più mobili

del mare, abitanti

confusi a risalire

all’indietro, ad uno

stile nobile, le antiche

genealogie anfibie

 … Leggi il resto »