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	<title>Isabella Livorni &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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	<item>
		<title>Lackawanna (e altri fantasmi)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/11/04/lackawanna-e-altri-fantasmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 06:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Livorni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
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					<description><![CDATA[Di <strong> Isabella Livorni</strong><strong></strong><br />
<br />
beatatté che tieni un corpo giovane e forte<br />
e fai tutto ciò che la testa ti dice di fare.<br />
noi teniamo i pollici storpi e cioppi, le ossa fraciche<br />
[...]<br />
rintaniamo. ci strascichiamo.<br />
dinanzi alla pietra impara.<br />]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>Isabella Livorni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Lackawanna</em></p>
<p>Caseggiati. Camere che contengono.<br />
Binari, pompe funebri,</p>
<p>i becchi dei dottori della peste<br />
sospesi alle pareti dove<br />
i don fanno facce da pesce,<br />
mozzicano mezze parole<br />
(l’America in cella).</p>
<p>Quaggiù le strade portano<br />
i nomi propri di vari uomini<br />
—uomini che sconosco.<br />
Palafitte nell’acqua come denti spezzati<br />
tagliano la strada al tuo stato, il tuo molo<br />
un trabocco, una piattaforma di legno<br />
scadente sotto il peso dei pesci.</p>
<p>Le travi il bilico mentre cammino.<br />
Il gelo del boardwalk senza sale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>arrampicata a raiano</em></p>
<p>beatatté che tieni un corpo giovane e forte<br />
e fai tutto ciò che la testa ti dice di fare.<br />
noi teniamo i pollici storpi e cioppi, le ossa fraciche,</p>
<p>ma tu comandi le giunture, le pieghi e le fletti.<br />
punta gli occhi sui nostri punti d’incontro:<br />
rapidi vettori di partenza.</p>
<p>rintaniamo. ci strascichiamo.<br />
dinanzi alla pietra impara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>–1</em></p>
<p>Forse nel Texas, o in Louisiana<br />
un marito ammazzò sua moglie.<br />
Il processo non si fece mai.</p>
<p>Un secolo più tardi, i parenti<br />
non sentono lo strappo: muscolo<br />
antagonista tende dentro</p>
<p>l’arte fantasma; l’elaborazione<br />
del lutto ha luogo nella lacuna.</p>
<p>Da quarant’anni sulla testa delle<br />
donne: si elimina con pochi<br />
colpi di spazzola, oppure</p>
<p>di pistola—ma come preferisci,<br />
a me non cambia molto. Se poi ti<br />
getto il giornale in faccia, devi</p>
<p>ringraziare ché non lascia un livido.</p>
<p>Dove dormi, su quali superfici<br />
ti riposi? La lacca risplende<br />
a piccoli e brevi spruzzi</p>
<p>sui bigodini, le ciocche, capelli<br />
piegati come gli arti di un corpo<br />
morto occultato in un carrello</p>
<p>della spesa. Gli scarichi arrangiati:<br />
castelli, rifiuti accatastati<br />
per dare la forma voluta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Sotto la stella del cane (The Deplorable Word)</em></p>
<p>It was a dull, rather red light.<br />
Low down and near the horizon<br />
hung a great, red sun:<br />
a sun near the end of its life,<br />
weary of looking down upon that world.<br />
The water had long since vanished,<br />
and it was now only a wide ditch of grey dust.</p>
<p>A sinistra del sole, un po’ più in alto, c’è<br />
un’unica stella: grande e luminosa.<br />
È d’estate che Sirio brilla più forte—<br />
l’immagine di un mastino che feroce<br />
ti azzanna e non ti molla più.</p>
<p>La canicola torna sulla pianura padana.<br />
La nostra guida ci dice<br />
che pure questi paesi sono costruiti<br />
su friabili rocce di origine vulcanica.<br />
Il gran lago salato, un tempo,<br />
giungeva fin qua. E adesso<br />
si è posto l’obiettivo di tornarci.</p>
<p>Si sta espandendo:<br />
una lunga esondazione al rallentatore.<br />
Le coste verranno sommerse;<br />
la terra cederà passo dopo passo<br />
all’avanzata silenziosa del mare.<br />
Le gialle teste dei girasoli ruoteranno sugli steli<br />
in un movimento attenuato dalla pressione subacquea.<br />
Non si accorgeranno di aver oltrepassato lo sboccio.<br />
Lasceranno i segni dei petali nella sabbia,<br />
pietrificati come ammoniti; preverranno<br />
la cancellazione delle loro vite<br />
dall’archivio fossile.</p>
<p>Il disco rosso ci sorveglia.<br />
Il problema è che il volere lo vogliamo far nascere da tutte le parti.<br />
E mo’ cambia canale; anzi, rimuori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nubilato</em></p>
<p>Filomena, con fili rosa e blu,<br />
tesse stama e stama.<br />
Chiedere scusa è un colpo di pistola;<br />
permesso è una lama sulla pelle.<br />
Lo sai che questo paesino non è<br />
abbastanza grande per entrambe?<br />
Lascio cadere il temperino<br />
e una goccia di sangue schizza sul telaio.</p>
<p>Filomena al galoppo<br />
scappa per la steppa.<br />
L’agave la infilza quando cade;<br />
fusto di ferro, palo santo,<br />
giace trafitta tra le foglie carnose.</p>
<p>Filomena mi chiama. La sua voce<br />
è il fischio del treno, è l’ululato<br />
del coyote, è il boato del bisonte<br />
che si estingue nella grama azzurra.<br />
La cavalco e sento il suo respiro;<br />
il sangue che fiorisce sul vestito<br />
è un bocciolo in mezzo all’erba secca.<br />
Gli elettroni nell’aria raccolti<br />
intorno al suo corpo supino:<br />
aureola energetica che mi nutrirà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>_______________</p>
<p><strong>Isabella Livorni</strong> è poeta, studiosa e traduttrice italo-americana; insegna lingua, letteratura e cultura italiana a New York. I suoi interessi si situano all’incrocio tra sperimentazione letteraria, pratiche translingui e poetiche della traduzione, con particolare attenzione alla produzione italiana e diasporica dal secondo dopoguerra a oggi. Formata anche in ambito musicologico, indaga il rapporto tra testo e suono, esplorando le modalità con cui la dimensione acustica contribuisce alla costruzione di soggettività e alterità. Al centro di questa serie di inediti c&#8217;è l&#8217;esperienza della differenza linguistico-culturale come processo che non può risolversi: la traduzione come poetica del movimento, non come punto di arrivo. Nei suoi testi cogliamo una trama di lingue, tempi e luoghi che non si fondono ma si toccano, <em>si mancano</em>, e si trasformano a vicenda, anche attraverso la loro presenza fantasmatica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Hannah Sanghee Park, 4 poesie</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2016/07/15/hannah-sanghee-park-4-poesie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 05:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[indiani]]></category>
		<category><![CDATA[Hannah Sanghee Park]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Livorni]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
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					<description><![CDATA[Spoglia Come una cornice incorniciata il fossile conteneva una carcassa, una corazza, e il proprio cofano in un altro cofano, il proprio, naturale sarcofago. Non ho mai raccontato a nessuno questa storia: un’estate come questa mangiai una nettarina fino al nocciolo grezzo di velluto a coste, seguitai a rotolarlo e a masticarlo finché non si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignleft size-large wp-image-63546" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/07/Empusa_pennata_redpit-1024x683.jpg" alt="Empusa_pennata_redpit" width="720" height="480" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/07/Empusa_pennata_redpit-1024x683.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/07/Empusa_pennata_redpit-300x200.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/07/Empusa_pennata_redpit-768x512.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2016/07/Empusa_pennata_redpit-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p><em><a id="spoglia"></a><a href="#strip"><em>Spoglia</em></a></em></p>
<p>Come una cornice incorniciata il fossile<br />
conteneva una carcassa, una corazza,</p>
<p>e il proprio cofano in un altro cofano,<br />
il proprio, naturale sarcofago.</p>
<p>Non ho mai raccontato a nessuno questa storia:<br />
un’estate come questa mangiai una nettarina</p>
<p>fino al nocciolo grezzo di velluto a coste, seguitai<br />
a rotolarlo e a masticarlo finché non si</p>
<p>schiuse, e un ragno inerte, seduto<br />
in un ciuffo bianco, era all’interno come un gioiellino.</p>
<p>Com’è che una cosa si sente reale. Gli strati<br />
che mi costituiscono sono, riduttivamente, soffici</p>
<p>duri, soffici, una facile separazione fino alla verità,<br />
ma la vendita diretta e l’inghiottire vanno fatti lo stesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a id="corpo"></a><a href="#body"><em>Il corpo elettrico</em></a></em></p>
<p>Tracciami: (x, 0) (0, x) sul corpo</p>
<p>il corpo che pompa: gruppo sanguigno O (si spera) il corpo</p>
<p>che elabora: O (elemento)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 120px;">facciamo x (moltiplicazione) <a style="padding-left: 200px; color: black;"> racchiudiamo x (moltitudini)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>o me: XXX (orcio del moonshine marcato) o<br />
te: la O accesa della tua sigaretta</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché non roviniamo insieme i nostri organi in un modo lento</p>
<p style="padding-left: 80px;">annerendoci nella o del tuo colosseo e nella x del mio sacrificio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a id="qit"></a><a href="#qen"><em>Q</em></a></p>
<p>Posso domare amore, disfare ardore<br />
far fuori ciò che ci fa ardere?</p>
<p>Posso sfrecciare per i tendini<br />
all’osso? O la fatica fa parte</p>
<p>di guadagnare fiducia? Posso sbucciare<br />
e limare il tuo corpo, aprendolo alla mia</p>
<p>freccia cupìda? Posso trovare<br />
la risposta alla chiamata del corpo</p>
<p>(se la voglia ti lascia volere)?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a id="bugia"></a><a href="#lie"><em>E una bugia</em></a></p>
<p>La domanda era dubbiosa.<br />
E il dire tutto detto.<br />
E quindi, in tandem,</p>
<p>Anatema, ed antifona.<br />
La verità era sospesa,<br />
Sforzarsi troppo stancante.</p>
<p>E la lana fu tirata<br />
All’insù da isolante.<br />
Nessun occhio si tenne aperto.</p>
<p>Il mio iride, ignorai<br />
La verità, ora diffido<br />
Di tutto ciò che si vede, e questa</p>
<p>Sfiducia, segnale sfrenato di strazio<br />
Chiamato e chiamato e procurato dalla tua dama.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a id="strip"></a><a href="#spoglia"><em>Strip</em></a></em></p>
<p>Like a frame within a frame the fossil<br />
carried a carcass, a carapace,</p>
<p>and its own casket in another casket,<br />
its own natural sarcophagus.</p>
<p>I never told anyone this story:<br />
in a summer like this I ate a nectarine</p>
<p>until its rough corduroy pit, continued<br />
rolling and chewing it until it hinged</p>
<p>open, and an inert spider, sitting<br />
in white wisp, was inside like a small jewel.</p>
<p>How does a thing feel real. The layers<br />
comprising me are, reductively, soft</p>
<p>hard, soft, an easy sift to the truth<br />
but the hard sell and swallow done anyway.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a id="body"></a><a href="#corpo"><em>The Body Electric</em></a></p>
<p>Plot me: (x,0) (0,x) on the body</p>
<p>the body pumping: blood type O (one hopes) the body</p>
<p>processing: O (element)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="padding-left: 120px;">we can x (multiply) <a style="padding-left: 200px; color: black;"> we contain x (multitudes)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>or me: XXX (jug of marked moonshine) or<br />
you: the burning O of your cigarette</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Why don’t we ruin our organs together in a slow way</p>
<p style="padding-left: 80px;">blackening in the o of your coliseum and the x of my immolation</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a id="qen"></a><a href="#qit"><em>Q</em></a></p>
<p>May I master love, undo its luster<br />
do in the thing that makes us lust?</p>
<p>May I speed through the body’s sinew<br />
to marrow? Or is toiling a part of</p>
<p>the gaining of trust? May I pare and narrow<br />
your body down, and open it to my</p>
<p>cupidity’s arrow? May I find my<br />
response to body’s unanswered call,</p>
<p>(if the want leaves you wanting, at all)?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a id="lie"></a><a href="#bugia"><em>And a Lie</em></a></p>
<p>The asking was askance.<br />
And the tell all told.<br />
So then, in tandem,</p>
<p>Anathema, and anthem.<br />
The truth was on hold,<br />
Seeking too tasking.</p>
<p>And the wool was pulled<br />
Over as cover.<br />
No eyes were kept peeled.</p>
<p>My iris I missed<br />
The truth, now mistrust<br />
All things seen, and this</p>
<p>Distrust, the sounded distress signal<br />
Called and called and culled from your damsel.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.poets.org/poetsorg/poet/hannah-sanghee-park" target="_blank"><strong>Hannah Sanghee Park</strong></a> (Tacoma, 1986) ha vinto il Walt Whitman Award 2014 con il libro inedito <em>The Same-Different</em>, giudicato così pieno di &#8220;chiasmi, giochi di parole, rime che le figure si avvitano su se stesse come filamenti di DNA o scalinate di Escher&#8221;. Tra le altre cose Park scrive per il cinema e la televisione. Queste traduzioni sono di <strong>Isabella Livorni</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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