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	<title>Ivan Carozzi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Ciò che penso dei riot romani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 08:57:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Ivan Carozzi Parto col piede sbagliato, con un&#8217;excusatio: non sono stato, per esempio, tra quelli che gioirono quando un pezzo di granito finì sulla faccia di un vecchio. Rispetto ai fatti del 14 dicembre, invece, ho avuto da subito una reazione diversa. Il titolare di un gigantesco conflitto d&#8217;interessi è a capo di un governo moribondo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">di <strong>Ivan Carozzi</strong></div>
<div>Parto col piede sbagliato, con un&#8217;excusatio: non sono stato, per esempio, tra quelli che gioirono quando un pezzo di granito finì sulla faccia di un vecchio. Rispetto ai fatti del 14 dicembre, invece, ho avuto da subito una reazione diversa. Il titolare di un gigantesco conflitto d&#8217;interessi è a capo di un governo moribondo amalgama di cricche di analfabeti, affaristi e camorristi; è alleato di un partito che se venticinque anni fa fu portatore d&#8217;istanze condivisibili è oggi portatore d&#8217;istanze razziste e rancore; è il seminatore di discredito e volgarità; è il maieuta del peggio, della meschinità, dell&#8217;egoismo, ed è accusato di essere stato allevato da Cosa Nostra. Un&#8217;accusa devastante sulla quale non ha mai sentito il dovere e la decenza di chiarire. E&#8217; un bugiardo. Ostenta buon umore mentre il Paese si è trasformato in una gigantesca comunità precaria e in un campo di sversamento di liquami. Il 14 dicembre si è votata la fiducia al suo Governo grazie ad una compravendita di parlamentari spudoratamente testimoniata in numerose interviste rilasciate dai parlamentari corrotti medesimi.<span id="more-37579"></span></div>
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<div id="_mcePaste">Uno di questi parlamentari, il giorno della fiducia, ha pagato un gruppo di bengalesi inconsapevoli per sfilare con uno striscione che illustrava il suo grettissimo pensiero autoassolutorio. Accetto che la corda prevalente del mio Paese sia la commedia, lo accetto, mi diverte e ne vado anche in un certo senso fiero, ma un Paese così volgarizzato e derubato del suo futuro recita un copione che da troppo tempo non è più quello della commedia: “Un Paese di musichette, mentre fuori c’è la morte”.</div>
<div id="_mcePaste"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZIkgAkJftAE?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></div>
<div id="_mcePaste">Chi può  dire quando sia giusto appiccare un incendio, rimuovere un sanpietrino, incendiare la</div>
<div id="_mcePaste">macchina di un cittadino incolpevole? Non è mai giusto, specie per la macchina del cittadino</div>
<div id="_mcePaste">incolpevole, ma ci sono momenti in cui -una campana che suona- tutto diventa lecito, almeno per lo spazio di un pomeriggio, perchè ogni segno è stato passato. Molte delle testimonianze raccolte tra gli studenti, purtroppo sottovalutate da Roberto Saviano, raccontano di un tumulto generale e spontaneo, nato per contagio nel momento in cui si è diffusa la notizia che il Governo prima descritto, nelle modalità prima descritte, aveva ottenuto la fiducia. Non sorprende la presenza di gruppi organizzati o la fuga degli studenti spaventati, ma il dato di una quota consistente di manifestanti che ha preso parte attivamente al tumulto, fabbricando armi trovate per strada, o che, con il classico applauso, ha apertamente e ineditamente solidarizzato con i casseur. Il rapporto di analogia con gli anni &#8217;70, e con la giornata romana del 12 marzo &#8217;77, può essere meditato e discusso, ma il modo in cui molti commentatori lo hanno fatto somiglia a quello con cui, per esempio, i media americani misero in rapporto la nube di cenere sopra le twin towers con quella sopra le navi da guerra di Pearl Harbour. Cioè un uso strumentale e impulsivo della storia, patriottico e bellicistico, e dall&#8217;altra di tipo esorcistico, come scritto venerdì scorso da Alessandro Dal Lago. Piazza del Popolo, invece, ci racconta qualcosa di vergine, inedito e nascente. Ecco, in questo virgolettato di uno studente rimasto anonimo, il sapore della prima volta:</div>
<div id="_mcePaste">“Bellissima manifestazione. Ci hanno dipinto come teppisti: eravamo quasi tutte persone pacifiche che si sono difese dalle aggressioni. Mi chiedi se c’erano gruppi organizzati, questi fantomatici Black Bloc? Non ho alcuna pratica di scontri in piazza, ma per quel che ho visto, a parte qualche piccolissimo gruppo organizzato, tutte le persone che hanno tenuto il centro di Roma contro le cariche della polizia erano persone come me, visibilmente inesperte, senza caschi o altro . Persone che per la prima volta in vita loro hanno messo un’auto di traverso o cose del genere. E si vedeva. Ci chiedevamo l’un l’altro: se dobbiamo fermare una carica, tu sai come si fa una Molotov? E nessuno lo sapeva”.</div>
<div id="_mcePaste">Per molti dei manifestanti coinvolti nella rivolta, immagino che il momento in cui la notizia del</div>
<div id="_mcePaste">voto di fiducia si è diffusa, come un proiettile passato da cranio a cranio, debba aver rappresentato il kairos, l’istante apicale in cui ci si scuote di dosso anni di torpore, si esce dal tempo berlusconiano, e la protesta violenta e irrazionale scaturisce di colpo da un’intima, impolitica, non ideologica, fonte legittimante. Come razzi si fuoriesce dai propri corpi e l&#8217;aria intorno brucia.</div>
<div id="_mcePaste"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/7BpuN-vJ01Y?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></div>
<div id="_mcePaste">Secondo Confcommercio Lazio, una prima stima dei danni si aggira intorno ai 15-20 milioni di euro. Io ritengo che quel giorno, di ogni auto bruciata, e di ogni colpo preso e inferto da manifestanti e polizia, l&#8217;unico responsabile sia questo Governo. Ho provato ad immaginare che cosa avrei fatto io, se fossi stato a Roma e avessi deciso di calare il passamontagna. Non credo che avrei sentito invadermi dal calore della comunità proletaria, come scrisse a suo tempo Toni Negri, ma credo che avrei sentito affluire il sentimento esondante e liberatorio, persino disgiunto da quello degli altri manifestanti, che avrebbe spinto la mia mano a terra per raccogliere una pietra dal selciato e lanciarla contro i sovvertitori delle istituzioni e della democrazia. Finalmente avrei fatto qualcosa &#8216;in my name&#8217;. Oppure mi sarei cagato sotto.</div>
<div id="_mcePaste">Questa non è apologia della violenza e della devastazione, che mi ostino a ripudiare, ma la storia di una giornata eccezionale che racconta un punto di non ritorno, un limite non più valicabile alle frustrazioni, alle</div>
<div id="_mcePaste">lesioni psichiche e sociali accumulate in questi anni, alle ferite profonde portate alla democrazia, che ti costringe a porti in contraddizione con i tuoi stessi convincimenti, a farti esplodere. Doveva accadere, prima o poi, ed è per me una bella notizia che sia accaduto.</div>
<div id="_mcePaste">Dirò più avanti perché.</div>
<div id="_mcePaste">Che ci fossero infiltrati o meno, nella rivolta, resta significativo ma ininfluente. Più significativo,</div>
<div id="_mcePaste">come un amico mi ha fatto notare, è che la rivolta sia nata contestualmente all’arresto di Assange e alla diffusione dei cablogrammi diplomatici ad opera di Wikileaks. Cioè in un momento in cui la generazione dei nativi digitali, diversamente da Frattini, scopre la possibilità tecnologicamente offerta di una trasparenza assoluta del potere: la possibilità quindi che quel potere si renda responsabile delle proprie azioni e che del suo operato renda conto ai cittadini che rappresenta. A Roma, invece, il Governo ha risposto con un tenebroso raddoppio di opacità, indossando quel passamontagna istituzionale che è la costruzione della zona rossa. Ha risposto arretrando cupamente rispetto al proprio tempo, e imbottendo di rumore bianco lo spazio di comunicazione tra sé e le giovani generazioni. Emilio Fede ha invocato la chiusura di Facebook…</div>
<div id="_mcePaste">Roberto Saviano</div>
<div id="_mcePaste">Non mi soffermo sui passaggi più banali della lettera pubblicata su Repubblica da Saviano. Come il riferimento automatico agli anni ’70 (gli anni ’70 rimossi, che oggi però tornano a fare da schermo</div>
<div id="_mcePaste">all’analisi di una giornata). O quell’accenno povero e polemico al passamontagna di Marcos. Preferisco spendere due parole sul rischio a cui la giornata del 14 dicembre espone ciascuno di noi, e di cui lo stesso Saviano, saggiamente, non credo paternalisticamente, scrive. Vengo al cuore della cosa: la violenza. Penso all’incendio romano come ad un segnale di vita su di un pianeta morto, ad un cambio di passo, non come alla scoperta, da parte di una generazione, di un metodo non politico di gestire lo scontro e risolversi all’obbiettivo. Credo che la maggioranza degli studenti ne sia consapevole. Credo che la stragrande maggioranza di chi ha dissentito da Saviano, dissentisse appunto dalla sua lettura pigra e banalizzante dei riot romani, gli rimproverasse il fatto di non aver compreso il carattere nuovo ed eccezionale della giornata, il carattere specifico di quella rabbia. Ma nessuno, mi è parso, ha fatto vera apologia della violenza. Saviano, mi pare, non ha colto il punctum della fotografia di Piazza del Popolo. Credo altrettanto che questa coscienza acuta e larga, questa posizione che comprende e assolve la violenza di un giorno, sia fragile, pronta a smarrirsi, nel momento in cui il Governo continuerà a mostrarsi sordo e sempre più, senza infingimenti, un conglomerato di affaristi pronto a chiudere l’ultimo bottone della camicia nera.</div>
<div id="_mcePaste"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4DiAZZmfmzY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></div>
<div id="_mcePaste">Inoltre, il deputato Pdl e Presidente della Commissione Difesa della Camera dei deputati Edmondo Cirielli, in un’interrogazione parlamentare presentata il 15 dicembre scorso:</div>
<div id="_mcePaste">“A parere dell’interrogante il militare di cui sopra si sarebbe trovato nelle condizioni previste dagli artt. 51, 52 e 53 del Codice Penale, eppure non ha ritenuto di utilizzare l’arma d’ordinanza, mettendo in pericolo innanzitutto la sua vita, e poi anche quella dei suoi colleghi e, più in generale, il perimetro di sicurezza per cui era stato predisposto il servizio di Ordine Pubblico, atteso che la pistola poteva anche essergli sottratta e utilizzata dagli aggressori”…un invito a sparare.</div>
<div id="_mcePaste">Salvo sorprese, ma figuriamoci, Berlusconi continuerà a mantenersi sordo alle proteste, a farsi</div>
<div id="_mcePaste">di gomma e indifferente alle inchieste giornalistiche e della magistratura. L’immagine più calzante ed emblematica delle capacità d’interlocuzione con gli studenti, i precari, i terremotati, resta, a mio avviso, quella fissata un paio di anni fa in uno scatto in cui Daniela Santanchè, fuori da Montecitorio, mostrò il dito medio ad un gruppo di manifestanti dell’Onda. Prevedo quindi un crescendo autoritario, una lievitazione dello strato di cerone sul volto dell&#8217;informazione, un divenire Psylvio di Silvio. Sono purtroppo del parere che gli studenti continueranno a non essere ascoltati. L’opzione violenta, per questa ragione, si farà ancora più invitante e automatica. Dopo due anni di proteste, dopo essere saliti sui tetti, dopo aver occupato i monumenti, trovando un punto di contatto magico tra te e la storia del tuo Paese, saltando di netto il tempo in cui sei nato, il tempo di Berlusconi, ma non sei stato ascoltato, ecco, come non pensare a fare dell’Italia un enorme cassonetto incendiato? Allontanare questo pensiero di morte credo sia compito di tutti, dopo il 14 dicembre. Non ci si può condannare ad un tale pensiero ossessivo, ai fantasmi omicidiari (Chi non vorrebbe uccidere La Russa, dopo quel video?) ma tanto meno all’umiliazione di essere governati da questo esecutivo e venire impunemente consegnati ad un futuro senza speranza. La soluzione, la ricerca di un’alternativa, credo che vada trovata con un divino terzo occhio politico, che sappia spingersi oltre il ‘900 e l’alternativa arida e miserabile tra violenza e rassegnazione.</div>
<div id="_mcePaste">
<p>La testimonianza, risalente a qualche giorno fa, di Benedetta, zia di Cristiano, il quindicenne rimasto a terra durante gli scontri: &#8220;In un primo tempo era svenuto, ma si è ripreso quasi subito anche se era sotto shock e in stato confusionale. Per un giorno intero non ricordava nulla. E&#8217;stato prima portato in  ambulanza al Fatebenefratelli sull&#8217;Isola tiberina, dopo poche ore è stato trasferito al San Giovanni dove gli è stata riscontrata la frattura scomposta del setto nasale, la frattura dell&#8217;osso temporale ed un ematoma sub-epidurale. Ed è quest&#8217;ultima cosa la più preoccupante. Bisogna aspettare e sperare&#8221;.</p>
<p>[pubblicato su precariementi.splinder.com]</p>
</div>
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		<title>In morte di Cossiga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 14:31:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Adriana Faranda]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cossiga]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgiana Masi]]></category>
		<category><![CDATA[Gladio]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Carozzi]]></category>
		<category><![CDATA[legge emergenziali]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[p2]]></category>
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					<description><![CDATA[di Ivan Carozzi Me ne vado tra i pellerossa\ o tra i mammutones\ Il fatto è che sono già sottile sottile\ e fatico a pensare, a ricordare\ Con tutte le accuse e gli insulti che si levano in rete\ come frecce\ io mi ci soffio il naso\ che già mi cola di liquidi nerastri\ sulla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/cossiga.jpg"><img loading="lazy" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-36457" title="cossiga" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/08/cossiga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>di <strong>Ivan Carozzi</strong></p>
<div id="_mcePaste">Me ne vado tra i pellerossa\</div>
<div id="_mcePaste">o tra i mammutones\</div>
<div id="_mcePaste">Il fatto è che sono già sottile sottile\</div>
<div id="_mcePaste">e fatico a pensare, a ricordare\</div>
<div id="_mcePaste">Con tutte le accuse e gli insulti che si levano in rete\</div>
<div id="_mcePaste">come frecce\</div>
<div id="_mcePaste">io mi ci soffio il naso\</div>
<div id="_mcePaste">che già mi cola di liquidi nerastri\</div>
<div id="_mcePaste">sulla camicia azzurra stirata di Presidente pensionato\</div>
<div id="_mcePaste">La connessione fra me e voi si fa sempre più lenta e disturbata\</div>
<div id="_mcePaste">fischi, sibili strozzati, un pochettino di rumore bianco\<span id="more-36456"></span></div>
<div id="_mcePaste">riesco a vedere qualche post\</div>
<div id="_mcePaste">su Twitter, su Facebook\</div>
<div id="_mcePaste">qualche commento iroso incazzato\</div>
<div id="_mcePaste">null&#8217;altro\</div>
<div id="_mcePaste">e dei Palestinesi, di quella bomba sul treno -ma dove poi? A Milano? A Bologna? A Peteano?\</div>
<div id="_mcePaste">non rammento più niente\</div>
<div id="_mcePaste">tutto un nevischio elettronico che mi scende bianco sull&#8217;occhiale\</div>
<div id="_mcePaste">Allora me ne torno lassù, in Sardegna, e buonanotte\</div>
<div id="_mcePaste">Sto sull&#8217;auto blu speciale\</div>
<div id="_mcePaste">Guida Attilio\</div>
<div id="_mcePaste">in guanti bianchi, mi pare\</div>
<div id="_mcePaste">Attilio è un gladiatore padovano\</div>
<div id="_mcePaste">forse ordinovista, non saprei\</div>
<div id="_mcePaste">anche qui il ricordo sfuoca e impallidisce\</div>
<div id="_mcePaste">come una lampadina a basso consumo\</div>
<div id="_mcePaste">Vedo il guanto bianco che si aziona\</div>
<div id="_mcePaste">è Attilio che mette un filo d&#8217;autoradio\</div>
<div id="_mcePaste">andiamo lungo un viale d&#8217;aria\</div>
<div id="_mcePaste">buio\</div>
<div id="_mcePaste">tra dolmen, nuraghi e palme nane\</div>
<div id="_mcePaste">un rumore basso e marginale, di aspirapolvere\</div>
<div id="_mcePaste">(dev&#8217;essere che ancora la sento alle mie spalle\</div>
<div id="_mcePaste">che passa e ripassa sul tappeto\</div>
<div id="_mcePaste">oppure no, queste che sento son le mie pantofole di nappa che m&#8217;inseguono, pantofole Moreschi)</div>
<div id="_mcePaste">e distante appare il fuoco estivo di un piromane, nel Supramonte\</div>
<div id="_mcePaste">Ogni minuto la connessione con voi si fa più lenta e disturbata\</div>
<div id="_mcePaste">Il sedile m&#8217;inghiotte\</div>
<div id="_mcePaste">come una vagina di velluto\</div>
<div id="_mcePaste">la voce di mia madre che dice: &#8216;Torna qui, da dove sei venuto&#8217;\</div>
<div id="_mcePaste">Finisce invece che trapasso nel bagagliaio\</div>
<div id="_mcePaste">e lì trovo Moro, Giorgiana e Lo Russo lo studente\</div>
<div id="_mcePaste">Qualcuno picchia sul metallo\</div>
<div id="_mcePaste">sono mille chiavi inglesi: non hai pagato caro, non hai pagato tutto!\</div>
<div id="_mcePaste">andate in culo, penso\</div>
<div id="_mcePaste">Grazie ad Attilio\</div>
<div id="_mcePaste">son già nello spazio più profondo\</div>
<div id="_mcePaste">avvolto in un cielo scuro\</div>
<div id="_mcePaste">come quel carbone dolce\</div>
<div id="_mcePaste">che vidi tinto sull&#8217;occhio amoroso e funestato di Adriana\</div>
<div id="_mcePaste">la Faranda\</div>
<div id="_mcePaste">Pianeta Kappa in vista\</div>
<div id="_mcePaste">Gallura\</div>
<div id="_mcePaste">Barbagia\</div>
<div id="_mcePaste">mio cugino Enrico\</div>
<div id="_mcePaste">Fiammelle rosse e bianche\</div>
<div id="_mcePaste">identiche alle penne di quel copricapo indiano che indossai a Chicago\</div>
<div id="_mcePaste">Avevo un tempo una stanza con dieci computer\</div>
<div id="_mcePaste">avevo un tempo centodieci cellulari\</div>
<div id="_mcePaste">da radioamatore il mio nome era Iofcg\</div>
<div id="_mcePaste">ma qui non c&#8217;è più campo\</div>
<div id="_mcePaste">vento in faccia, ora sto sciolto sulla cresta tricolore\</div>
<div id="_mcePaste">che cucì la prima e la seconda Repubblica\</div>
<div id="_mcePaste">Poi più nulla per un pezzo\</div>
<div id="_mcePaste">Mi veniva facile dire &#8216;Ti voglio bene&#8217;\</div>
<div id="_mcePaste">Ma pure &#8216;Infiltrate e picchiate duro, che ci scappi il morto&#8217;\</div>
<div id="_mcePaste">Depresso, euforico\</div>
<div id="_mcePaste">Sono meno pazzo\</div>
<div id="_mcePaste">ogni secondo un gramo più leggero\</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; d&#8217;estate, il giorno in cui vi lascio: un gelatone o un malloreddu?</div>
<div id="_mcePaste">non ho più gusto nè lingua\</div>
<div id="_mcePaste">anche su questo mi sento incerto e sfarinato.</div>
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