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	<title>la crociata dei bambini Isbn Edizioni. &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Dieci buone ragioni per amare un romanzo: la prima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 13:11:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Francesco Forlani uno. non cambiare una virgola &#8221; È tutto accaduto, più o meno.&#8221; Così comincia il romanzo di Kurt Vonnegut, Mattatoio N 5. Un titolo così non lo trovi per eccesso di zelo, o di alcol, ma, quasi come un profumo francese, perché è lui a trovarti. Curiosa la storia di lui prigioniero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di<br />
<strong>Francesco Forlani</strong></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/la-crociata-dei-bambini_800x600.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/la-crociata-dei-bambini_800x600-197x300.jpg" alt="" title="la-crociata-dei-bambini_800x600" width="197" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-37843" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/la-crociata-dei-bambini_800x600-197x300.jpg 197w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2011/01/la-crociata-dei-bambini_800x600.jpg 526w" sizes="(max-width: 197px) 100vw, 197px" /></a><br />
<strong>uno. non cambiare una virgola<br />
</strong><br />
&#8221; È tutto accaduto, più o meno.&#8221; Così comincia il romanzo di Kurt Vonnegut, Mattatoio N 5.  Un titolo così non lo trovi per eccesso di zelo, o di alcol, ma, quasi come un profumo francese, perché è lui a trovarti. Curiosa la storia di lui prigioniero americano a Dresda, in un mattatoio, ovvero dentro quando poi è fuori la mattanza, il famoso bombardamento della città tedesca avvenuto tra il 14 e il 15 febbraio e in cui gli aerei delle forze alleate scaricarono sulla <em>Firenze dell&#8217;Elba</em> ben  2702 tonnellate di bombe. Kurt Vonnegut diede a mattatoio N 5 il sottotitolo di &#8220;La crociata dei bambini&#8221;. Il titolo ce lo racconta in un passaggio in cui Mary, la moglie del suo compagno d&#8217;arme, O&#8217;Hare, è contrariata dalla presenza dell&#8217;autore, e quando lui cerca di capirne il motivo, lei esplode dicendogli:<br />
<em>&#8221; Eravate solo dei bambini durante la guerra&#8230;Come quelli che stanno giocando di sopra&#8221;</em><br />
Eppure.<br />
È tutto accaduto (virgola) più o meno. C&#8217;è come una rottura, un precipizio che si apre dopo la virgola, quella virgola messa da Vonnegut. Nel romanzo <a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/12/13/train-de-vie-florina-ilis/#comments">di Florina Ilis</a>, per tutte le 850 pagine non c&#8217;è un solo punto. Ci sono capoversi, maiuscole, ma nessun punto. Solo virgole, Come se tra un personaggio e l&#8217;altro,<span id="more-37819"></span> (diverse decine e con un ruolo importante nella storia), tra un tempo e un altro, (quando un paese ha avuto la fortuna sfortuna di essere stato comunista c&#8217;è sempre un prima e un dopo in cui dovrà rendere conto ai suoi sudditi) perfino tra i due treni  (Nella stazione di Cluj ci sono due treni: il rapido in partenza per Bucarest e l’accelerato speciale con i bambini diretti alla colonia estiva) che il lettore insegue per quanto se ne stiano belli fermi, c&#8217;è un tale flusso di vita che nessun punto avrebbe potuto fermare. La virgola si sa, sta a indicare un intervallo minimo della voce, ma ha anche funzione, in matematica, di separare le cifre intere da quelle decimali. Ecco allora che <em>La crociata dei bambini</em> sembra di colpo declinare, svolgere, scandagliare ogni spazio possibile e profondità  di scarto della storia come successione di cifre tutte intere. E dopo la virgola se ne stanno storie minuscole, piccolissime, forse perché i bambini non hanno, per definizione, un granché da raccontare, in apparenza, forse perché la Romania è un paese di orfani alla ricerca della propria storia. La crociata dei bambini, del resto, è il fuoco che farà brillare la polveriera dell&#8217;<em>affaire</em> dei bambini rumeni abbandonati nelle fognature delle città o deportati nel losco giro delle adozioni internazionali. Alla domanda di un cronista che indaga sulle ragioni di quella rivoluzione, i bambini rispondono:<br />
<em>Noi vogliamo dei genitori, non un paese!<br />
</em></p>
<p>&#8211; to be continued-</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Train de vie : Florina Ilis</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/13/train-de-vie-florina-ilis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 00:03:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[dispatrio]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Maillé]]></category>
		<category><![CDATA[Florina Ilis]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forlani]]></category>
		<category><![CDATA[la crociata dei bambini Isbn Edizioni.]]></category>
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					<description><![CDATA[Cher Francesco, Je t&#8217;invite au lancement de mon roman La crociata dei bambini à L&#8217;Accademia di Romania de Rome. Si, par hasard, tu pouvais venir, voilà les coordonnées: Accademia di Romania (Biblioteca), Valle Giulia, Piazza José de San Martin, 1, 00197 Roma. L&#8217;événement se passera Lunedì, 13 dicembre, ore 18,30. Purtroppo non potrò andarci ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> <em>Cher Francesco,<br />
Je t&#8217;invite au lancement de mon roman <a href="http://isbnedizioni.it/catalogo/narrativa/la-crociata-dei-bambini/">La crociata dei bambini</a>  à L&#8217;Accademia di Romania de Rome. Si, par hasard,  tu pouvais venir, voilà les coordonnées: Accademia di Romania (Biblioteca), Valle Giulia, Piazza José de San Martin, 1, 00197 Roma.<br />
L&#8217;événement se passera Lunedì, 13 dicembre, ore 18,30.</em></p>
<p>Purtroppo non potrò andarci ma a chi si trovasse a Roma quest&#8217;oggi consiglierei di andare. Vale la pena il romanzo, vale la pena l&#8217;autore. Qui di seguito il testo di Bruno Maillé dell&#8217;<a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/12/02/les-roumains-et-le-roman/">Atelier du Roman</a><br />
effeffe<br />
<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/train.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/train.jpg" alt="" title="train" width="450" height="231" class="aligncenter size-full wp-image-37482" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/train.jpg 450w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/train-300x154.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
<p><strong>Ironie et enchantement</strong>&#8211; prima parte<br />
<em>Sur La croisade des enfants de Florina Ilis</em><br />
di<br />
<strong>Bruno Maillé</strong><br />
<em>traduzione (in progress) di Francesco Forlani<br />
</em><br />
La crociata dei bambini di Florina Ilis è uno dei romanzi europei più importanti di quest&#8217;ultimo decennio. Pubblicato nel 2005 in Romania dove è stato acclamato come capolavoro, tradotto in diverse lingue, sembra per il momento  quasi sfuggito ai critici francesi, nonostante la bella traduzione in francese di Nir Marily. Dopo <em>La descente de la croix</em> (2001) et<em> L’appel de Mathieu</em> (2002), quest&#8217;opera è la terza parte, autonoma per una trilogia che spero sarà presto interamente tradotta. I pochi critici francesi che hanno parlato de <em>La crociata dei bambini</em> lo hanno celebrato come un grande romanzo sulla Romania post-comunista e contemporanea. Impossibile dar loro torto: Florina Ilis descrive con humour acerbo il disastro postcomunista. Il suo romanzo è di uno scetticismo radicale nei confronti della rivoluzione del 1989 e della democrazia post-comunista. La gente comune vi rimpiange l&#8217;era comunista. Tuttavia, <em>La crociata dei bambini</em> non può essere ridotto a questa unica dimensione. Rinchiuderlo nel contesto rumeno, è cercare di scostare lo specchio che ci sta porgendo. Ecco che, esausto e grottesco il volto che si riflette nello specchio non è solo una faccia della Romania. È soprattutto la nostra, quella dell&#8217;umanoide planetario senza tetto né legge. E dei suoi figli. La catastrofe che la risata di Florina Ilis svela è il nostro comune disastro democratico. Il disastro  mondiale e globalizzato. La commedia della democrazia spettacolare con lo sfondo  della devastazione capitalista e della quasi compiuta fusione di Stato e mafia.</p>
<p><span id="more-37480"></span></p>
<p><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/9788876382000g.jpg"><img loading="lazy" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/9788876382000g.jpg" alt="" title="9788876382000g" width="200" height="325" class="alignleft size-full wp-image-37481" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/9788876382000g.jpg 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2010/12/9788876382000g-184x300.jpg 184w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<p><strong>Ironie et enchantement</strong>&#8211; prima parte<br />
<em>Su &#8220;La crociata dei bambini&#8221; di Florina Ilis</em><br />
di<br />
<strong>Bruno Maillé</strong></p>
<p>Il tutto inizia con una notte di tempesta di fuoco lungo i confini della Transilvania. Due ombre, strisciando, scompaiono all&#8217;interno di una scuola elementare. Appartengono a due grandi romanzieri: un certo Robert Musil e un tale Fëdor Dostoevskij. Nella notte infantile, tra gessetti rotti e sotto gli sguardi sbalorditi di creature ectoplasma che popolano i disegni dei bambini sulle pareti, i due uomini si sono messi a folleggiare alla grande. Atto carnale doppiamente concepito nel segno dell&#8217;impossibile: primo, perché a entrambi &#8211; anche a voler credere alle chicche più inventive dei <em>gay studies</em> americani &#8211; piacciono soltanto le donne e in secondo luogo, perché la  sensibilità ed estetica dell&#8217;uno sono assolutamente estranee a quelle dell&#8217;altro. Con sorpresa di tutti, da questo oscuro coito buio nacque tuttavia nel 1968, a Ocea, una creatura di nome Florina Ilis.</p>
<p>La crociata dei bambini compie tanto chiaramente e in tutti i suoi dettagli questo miracolo: con una estetica assolutamente singolare, inventa un luogo che non esiste, una terra incognita sospesa in grado di legare Musil e Dostoevskij. Dopo  l&#8217;immersione negli aspetti musiliani del romanzo, la seconda parte del mio articolo tratterà della sua dimensione dostoevskijana. Musil, vale a dire, uno sguardo di una lucidità, ironia e precisione dettata da un coraggio degno degli<em> alti ghiacci</em> e in grado di strappare il velo delle nostre più care illusioni sentimentaliste. Dostoevskij: l&#8217;immersione notturna nel terribile sottosuolo dell&#8217;anima umana, l&#8217;anima di chiunque, dove il male non regni unico sovrano, soddisfatto  e comodamente seduto sul suo trono &#8211; contrariamente al ronzio delle favole rassicuranti con cui si trastullano i moderni e gli utilitaristi di ogni azimut, che tanto vorrebbero che l&#8217;egoismo fosse il solo padrone a bordo, ma in cui il Male è incessantemente molestato e tormentato dalle fastidiose tentazioni del Bene e con cui intraprende una lotta dall&#8217;esito incerto e senza tregua. Florina Ilis ci consegna le une dopo le altre sia le verità nate dall&#8217;intelligenza analitica, del disincanto crudele e comico, che le verità coriacee e incantevoli della grazia.</p>
<p>La crociata dei bambini di Florina Ilis è uno dei romanzi europei più importanti di quest&#8217;ultimo decennio. Pubblicato nel 2005 in Romania dove è stato acclamato come capolavoro, tradotto in diverse lingue, sembra per il momento  quasi sfuggito ai critici francesi, nonostante la bella traduzione in francese di Nir Marily. Dopo <em>La descente de la croix</em> (2001) et<em> L’appel de Mathieu</em> (2002), quest&#8217;opera è la terza parte, autonoma per una trilogia che spero sarà presto interamente tradotta. I pochi critici francesi che hanno parlato de <em>La crociata dei bambini</em> lo hanno celebrato come un grande romanzo sulla Romania post-comunista e contemporanea. Impossibile dargli torto: Florina Ilis descrive con humour  acerbo il disastro postcomunista. Il suo romanzo è di uno scetticismo radicale nei confronti della rivoluzione del 1989 e della democrazia post-comunista. La gente comune vi rimpiange l&#8217;era comunista. Tuttavia, <em>La crociata dei bambini</em> non può essere ridotto a questa unica dimensione. Rinchiuderlo nel contesto rumeno, è cercare di scostare lo specchio che ci sta porgendo. Ecco che, esausto e  grottesco il volto che si riflette nello specchio non è solo una faccia della Romania. È soprattutto la nostra, quella dell&#8217;umanoide planetario senza tetto né legge. E dei suoi figli. La catastrofe  che la risata di Florina Ilis svela è il nostro comune disastro democratico. Il disastro  mondiale e globalizzato. La commedia della democrazia spettacolare con lo sfondo  della devastazione capitalista e della quasi compiuta collusione di Stato e mafia.</p>
<p>Al principio, ci sono due treni. Tutto comincia alla stazione ferroviaria di Cluj, in Romania, con una bella giornata d&#8217;estate. Al binario numero 3, il treno speciale dei bambini con destinazione Mangalia, prenotato dalle scuole della città per una villeggiatura in colonia al mare. Al binario numero 2, il treno espresso per Bucarest. Sul piazzale tra i due binari, una folla di genitori, mentre danno le ultime raccomandazioni. A bordo dei due  treni e accanto ai binari, la maggior parte dei personaggi del romanzo che inizia con una serie di esplosioni di primi piani. Alla fine di ogni paragrafo, il romanzo si appoggia sulla virgola che lo conclude come una pertica flessibile su cui volteggiare e passare a un nuovo personaggio. Lungo tutto il romanzo, i punti sono, in effetti, sostituiti da virgole, punteggiatura conforme al chiacchiericcio dei bambini e all&#8217;anima liquida dell&#8217;uomo il cui desiderio è quello di essere virtuale &#8211; si noti come si tratti proprio di un desiderio.</p>
<p>Inizialmente, i paragrafi sono brevi, lo sguardo sorvola  sugli esseri in superficie, ne preleva qualche dettaglio in mezzo alla folla brulicante della stazione ferroviaria. Si passa di personaggio in personaggio, ancora ignorando quali legami li vincoli gli uni agli altri. La romanziera ritrae in modo meraviglioso l&#8217;uomo-folla, l&#8217;uomo-separato, l&#8217;uomo statistico. Incomincia dal lato più terra terra e superficiale della realtà umana, che è poi l&#8217;unica realtà visibile attraverso le telecamere dei media o l&#8217;occhio accecato della sociologia, ma non per il romanzo. La lettura soltanto all&#8217;inizio l è un po &#8216;difficile. Bisogna guadagnarsi il proprio posto nel treno speciale dei bambini e accettare di lasciarsi andare tra la folla. Una volta superate le prime quaranta pagine, le seguenti 460 iniziano a svolazzare a un ritmo infernale. Florina Ilis  chiude allora a tripla mandata le porte del treno del suo racconto  e sfido chiunque a scendere una volta giunti fin lì.</p>
<p>Nessuno può strapparsi all&#8217;incantesimo e al mistero del treno, a partire dal momento in cui quest&#8217;ultimo smette di fare le sue solite fermate: né i media rumeni, e a seguire quelli internazionali o dada Angelica Ferentari la vecchia zingara e strega e santa che sputa schifata alla terribile vista dei telefoni cellulari, che ha conosciuto la parte  peggiore delle persecuzioni comuniste, ma che considera, tuttavia, il nostro mondo ancora più desolante, né lo strano blogger mistico Ilarie, né frate Emanuel, poeta un tempo e fattosi monaco, né la polizia e il governo rumeno. Dalle prime ore i media esplodono di eccitazione, immaginando che il treno dei bambini sia caduto nelle mani di Al Qaeda. Le autorità rumene ne seguono in modo rapido e abbastanza docile il passo. Quando i primi colpi d&#8217;arma da fuoco vengono sparati, la pista terroristica sembra essere confermata. Eppure, la realtà è infinitamente più terribile. A tal punto da suscitare un fascino mistico sui media mondiali, che ritrasmettono gli eventi con il loro consueto sciacallaggio ora dopo ora. Il nemico, come in privato riconoscerà il primo ministro rumeno, è molto più pericoloso di al-Qaeda, perché sono i bambini ad aver conquistato il treno e a guidarlo oramai.</p>
<p>Milan Kundera ha scritto ne <em>L&#8217;arte del romanzo</em>: &#8220;Il romanzo non affronta la realtà, ma l&#8217;esistenza. E l&#8217;esistenza non è quello che è successo, l&#8217;esistenza è il campo delle possibilità umane, tutto quello che l&#8217;uomo può diventare, tutto quello di cui è capace.&#8221; Questo è il vero cuore del romanzo di Florina Ilis: esplora fino alla fine una ipotesi, quella della nostra radicale mutazione antropologica, dopo sessanta anni di televisione, trenta di videogiochi  e quindici  di Internet. Lei esplora questa possibilità esistenziale senza precedenti : quella di una umanità inoltrata a tal punto nel rimbambimento globale da potersi lasciare destabilizzare gravemente, politicamente e spiritualmente, dai suoi propri bambini .<br />
   E no, la mia formulazione è ancora imprecisa. Tradisce la complessità e la profondità del romanzo di Florina Ilis con una connotazione morale, da una presa di posizione. Florina Ilis non prende nessun partito: lei è una romanziera tutta d&#8217;un pezzo. Penetra il cuore di questo possibile esistenziale e si porta quanto più lontano possibile in seno al suo mistero, sospendendo ogni giudizio morale &#8211; sospensione che non ha nulla in comune con la vulgata stupida e conformista del relativismo morale, ma che  piuttosto richiede  un&#8217; eccezionale vitalità morale. La crociata dei bambini è un evento. Un evento senza precedenti, che disloca ogni nota coordinata. Un evento di immensa ambiguità e complessità. Florina Ilis rimane in silenzio per mettersi quanto più profondamente possibile all&#8217;ascolto di  tutte le voci, per far ascoltare nel suo romanzo tutte le voci, quelle dei bambini, attori stregati dalla loro rivoluzione, e quelle degli adulti, tutte le voci degli adulti, distinte e contraddittorie, che tentano di suturare con le loro ipotesi  gli eccessi del caso.</p>
<p><em>Se volete sapere cosa succede nel fondo della coscienza europea, nel profondo dell&#8217;anima della civiltà europea, nel sottosuolo della vostra anima, se volete sapere cosa succede nella stanza dei vostri bambini quando il buio l&#8217;ha invasa, il treno speciale dei bambini vi aspetta alla stazione di Cluj. Partirà fra pochi minuti.</em></p>
<p><em>à suivre</em></p>
]]></content:encoded>
					
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