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	<title>L&#8217;abitante &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Da &#8220;L&#8217;abitante&#8221; (II)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 06:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Lombardini]]></category>
		<category><![CDATA[L'abitante]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
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					<description><![CDATA[di Domenico Lombardini . Dalla sezione La forma . Osservazione 3 un tavolo autoptico: sul palmo è il nero del putrefatto, prova sicura dello sfatto; docilmente si mostrano a noi irrevocabili: il privilegio di sentirci qui e ora; e il compito di dimenticarlo. * Allora è come se io stessi non dico dinanzi alla mia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Domenico Lombardini</strong></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Dalla sezione <em>La forma</em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><em>Osservazione 3</em></p>
<p>un tavolo autoptico:<br />
sul palmo è il nero del putrefatto,<br />
prova sicura dello sfatto; docilmente<br />
si mostrano a noi irrevocabili:<br />
il privilegio di sentirci qui e ora;<br />
e il compito di dimenticarlo.</p>
<p><span id="more-59020"></span></p>
<p>*</p>
<p style="text-align: right;"><em>Allora è come se io stessi non dico dinanzi alla mia casa,<br />
ma dinanzi a me stesso mentre dormo,<br />
è come se avessi la fortuna di poter dormire<br />
profondamente e al tempo stesso<br />
osservarmi scrupolosamente.<br />
</em></p>
<p><em>Nevrosi della casa</em></p>
<p>tutto è stato fatto<br />
per entrare in una casa. per poi<br />
allontanarsi dopo, rinfacciandole<br />
dolori e sconfitte.<br />
fossili dovremmo essere, sentirsi<br />
giusti tra quattro mura per apparire<br />
confortevolmente qualcuno.<br />
di questo si è abitati, dall&#8217;idea<br />
di un individuo,<br />
dal fascino di un&#8217;individualità giusta,<br />
ancorata a una realtà, a una promessa.</p>
<p>*</p>
<p>Dalla sezione <em>Babele</em></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><em>Resistenza 1</em></p>
<p>coltivare stanca,<br />
la frenesia intride,<br />
la luce in fondo alla stanza<br />
non prelude a una fine<br />
ma rimanda all’iterazione<br />
di gesti di un nuovo inizio,<br />
al fare, all’utile, all’unilaterale.<br />
non un lavorare<br />
ma una compulsione a produrre,<br />
a edificare, a elevare, al fine<br />
di non finire, a non pacificare<br />
mai la tensione muscolare,<br />
a non guardarci mai negli occhi<br />
nella riflessione di un’opera tra compagni;<br />
un giro infernale non un giro del pane:<br />
a ognuno il suo.</p>
<p>*</p>
<p><em>Resistenza 2</em></p>
<p>economia, non crematistica, mi dico,<br />
mentre ai fianchi vengo lavorato<br />
pazientemente dalla macchina:<br />
vogliono oggettivarmi,<br />
cosificarmi, mercificarmi, vendermi a pezzi,<br />
perché a quelli possa conformarmi,<br />
agli assoluti immanenti,<br />
agli immodificabili. un incessante adattamento<br />
per farmi loro calco, stampo da cui<br />
indifferentemente potranno trarsi loro<br />
o io.</p>
<p>*</p>
<p><em>Resistenza 3</em></p>
<p>è uno scopo dominante, scalzante,<br />
assolutizzante, un altare su cui sacrificare<br />
nulla, quindi tutto, un inferno<br />
che pacifica tutti gli altri,<br />
una risposta a una domanda mai fatta,<br />
un richiamo perturbante, un problema<br />
la cui risoluzione è una ricorsività<br />
ipnotica di nuovi problemi,<br />
un compito per l&#8217;intelligenza,<br />
non per la ragione, un’attività computazionale,<br />
un fare per fare, una riflessione autistica.<br />
un silenzio, una pace poi, una pace… una pace.</p>
<p>*</p>
<p><em>Pazzia 1</em></p>
<p>fare, perché è un bel fare, mettere su,<br />
facciamoci mattoni, facciamoci,<br />
facciamoci un nome, chi, cosa, mattoni,<br />
noi, chi, io, <em>ich</em>, chi? <em>ding</em>, mattoni, oggetti i soggetti,<br />
i soggetti gli oggetti, introito calorico,<br />
defecazioni alla veloce perché<br />
la produzione non sopporta defezioni,<br />
minzioni nei calzoni veloci, accoppiamenti e nascite<br />
veloci, esposti, gettati a terra, nella<br />
cecità di oggetti, sì, dei soggetti,<br />
nella gettatezza <em>arbeiten arbeiten arbeiten</em>,<br />
libera di fluire la calce, noi,<br />
i mattoni, i pezzi, <em>ich</em>, chi?<br />
<em>ich</em>! chi? <em>wir</em>! cosa? ah, cosa! anzi casa, anzi torre,<br />
sempre più, torre alta, sì, più alta di,<br />
più sopra di, più grande di,<br />
che più di un anno ci vuole per,<br />
che più di un secolo ci vorrà per,<br />
sangue di uno, sangue di due, stillicidio<br />
allegro, <em>pluf!</em> scoppi di risa; è un bel fare.</p>
<p>*</p>
<p><em>Pazzia 2</em></p>
<p>si deve mangiare per cagare,<br />
cagare per mangiare, mangiare<br />
per lavorare, lavorare per mangiare,<br />
respirare per vivere, vivere<br />
per respirare, scopare per amare,<br />
amare per scopare, eiaculare per<br />
fecondare, fecondare per eiaculare,<br />
mangiare per scopare, scopare<br />
per respirare, respirare per lavorare,<br />
lavorare per eiaculare, vivere<br />
per fecondare, fecondare<br />
per respirare, respirare per essere,<br />
essere per avere, avere per essere,<br />
cagare per mangiare, mangiare<br />
per lavorare, lavorare per mangiare,<br />
respirare per vivere, vivere<br />
per respirare, scopare per amare,<br />
amare per scopare, eiaculare per<br />
fecondare, fecondare per eiaculare,<br />
mangiare per scopare, scopare<br />
per respirare, respirare per lavorare,<br />
lavorare per eiaculare, vivere<br />
per fecondare, fecondare<br />
per respirare, respirare per essere,<br />
essere per avere, avere per essere.</p>
<p>*</p>
<p><em>Pazzia 3</em></p>
<p>sì, ti prego,<br />
sfruttami, fa’ di me<br />
strumento, parte<br />
della macchina,<br />
fammi, sfammi, foggiami,<br />
sommergimi, annichilami,<br />
realizzerò la macchina<br />
attraverso me,<br />
non io, non me,<br />
ma questo corpo,<br />
poltiglia colata nella bocca<br />
della macchina;<br />
che mi defecherà informe,<br />
mi deglutirà poi,<br />
e io a farmi lei,<br />
e lei me,<br />
nei suoi intestini.</p>
<p>*</p>
<p><em>L’abitante</em> di Domenico Lombardini, Italic Pequod (Ancona), 2015. Con opere di Paolo Traverso (<a href="http://www.metamorphie.net">www.metamorphie.net</a>).</p>
<p>*</p>
<p>Una prima selezione di testi contenuti nella medesima raccolta, apparsi su NI <a href="https://www.nazioneindiana.com/2013/11/07/da-labitante/">qui</a></p>
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