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	<title>lo stanzone &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Lo stanzone</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2018/11/20/lo-stanzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 06:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[lo stanzone]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[The FLR (The Florentin Literary Review)]]></category>
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					<description><![CDATA[di Andrea Inglese [Questo testo mi è stato commissionato da The FLR (The Florentin Literary Review) per il numero 4 dedicato al tema del &#8220;paesaggio&#8221;. Sono inclusi nel numero anche testi di Francesco Targhetta, Azzurra D&#8217;Agostino, Giampaolo Simi, Ruska Jorjoliani.] &#160; non sembrerebbe, ma è l’albero cinese, del paradiso, comincia qui, dopo il primo cordone [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-76765" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/Wolfgang-Laib-Untitled-30-triangle-2002-piccolo-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/Wolfgang-Laib-Untitled-30-triangle-2002-piccolo-237x300.jpg 237w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/Wolfgang-Laib-Untitled-30-triangle-2002-piccolo-768x973.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/Wolfgang-Laib-Untitled-30-triangle-2002-piccolo-809x1024.jpg 809w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/Wolfgang-Laib-Untitled-30-triangle-2002-piccolo-250x317.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/Wolfgang-Laib-Untitled-30-triangle-2002-piccolo-200x253.jpg 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/Wolfgang-Laib-Untitled-30-triangle-2002-piccolo-160x203.jpg 160w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/11/Wolfgang-Laib-Untitled-30-triangle-2002-piccolo.jpg 882w" sizes="(max-width: 237px) 100vw, 237px" /></p>
<p>di <strong>Andrea Inglese</strong></p>
<p><em>[Questo testo mi è stato commissionato da</em> The FLR (The Florentin Literary Review) <em>per il numero 4 dedicato al tema del &#8220;paesaggio&#8221;. Sono inclusi nel numero anche testi di Francesco Targhetta, Azzurra D&#8217;Agostino, Giampaolo Simi, Ruska Jorjoliani.]</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>non sembrerebbe, ma</p>
<p>è l’albero cinese, del paradiso, comincia qui,<span id="more-76532"></span></p>
<p>dopo il primo cordone di dune,</p>
<p>oltre gli stagni, le cortine di giunco nero,</p>
<p>c’è lo stanzone, e sul lato aperto,</p>
<p>crollato, i fusti nani e quelli già alti</p>
<p>degli ailanti, una sedia scura nel mezzo</p>
<p>con lo schienale altissimo, le porcellane</p>
<p>posate su cuscinetti di muschio, le ragazze</p>
<p>mutano l’ordine delle ciotole e dei piatti,</p>
<p>corrono avanti e indietro con polpacci luminosi,</p>
<p>non fanno alcun rumore, ma dalle foglie</p>
<p>ruscellano sfasate le gocce, bersagliano</p>
<p>sul capo lo scarabeo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ancora un po’ di tempo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>lo stanzone è deserto, perfettamente attrezzato</p>
<p>per la calma e la paura,</p>
<p>vi si entra a passi piumati, respirando</p>
<p>maggiorana e melissa, c’è il secchio</p>
<p>e il tubo di gomma arrotolato,</p>
<p>la pulizia è facile, il getto forte, c’è sale,</p>
<p>candeggina, spazzoloni, e un fango</p>
<p>che rimane rossastro,</p>
<p>nel braciere ampio di rame</p>
<p>si danno gli indumenti alle fiamme</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>qualche minuto ancora</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ogni volta uno strano vento</p>
<p>a tormentare l’erba folta, il giro di sambuchi,</p>
<p>le pianticine di finocchio, e tutto il tremare</p>
<p>delle foglie, dei fusti lisci e molli,</p>
<p>l’avventarsi delle formiche nelle zone rade,</p>
<p>crivellate dal continuo lavoro di mandibole,</p>
<p>in alto vortici di polvere e cenere, lembi di cellofan,</p>
<p>mentre vengono a portare limoni, caraffe d’acqua e menta,</p>
<p>tappeti di bambù intrecciato, asciugamani di lino,</p>
<p>lo stanzone rimane accogliente e livido</p>
<p>anche per le due giovani volpi, a nord,</p>
<p>hanno scavato tane, e disseminato ossicini</p>
<p>di animali volanti, ma qualcuno più vorace</p>
<p>spolpa qui intorno femori di capre</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>qualche minuto ancora</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>l’acustica è ottima nello stanzone, la luce</p>
<p>suggestiva grazie alla volta alta e all’oculo,</p>
<p>da cui piove un raggio compatto, zenitale,</p>
<p>hanno una bella voce quando discutono:</p>
<p>“bisognerà cercare nei detriti” dice uno,</p>
<p>ma si scopre che è poco esperto,</p>
<p>alcuni friggono un peperone, non basta,</p>
<p>buttano la sabbia perché non cresca nulla,</p>
<p>non sanno cosa fare, prima scavano,</p>
<p>raschiano, poi colano l’asfalto,</p>
<p>ma l’ailante, pianta del paradiso,</p>
<p>trafigge ogni pavimentazione,</p>
<p>anche la sabbia buttata</p>
<p>per ammazzare i polloni,</p>
<p>qui d’altra parte ammazzano tutto,</p>
<p>a volte pendono dai rami</p>
<p>persino carcasse di cani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>qualche minuto forse</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sarebbe magnifico passeggiare tra le erbe, distrarsi,</p>
<p>lasciarsi invadere dal torpore, allungati nello stanzone,</p>
<p>a carezzare, tra l’inguine e il torace, chi ti sta accanto,</p>
<p>ma nei minuti restanti è meglio correre fuori, non farsi trovare</p>
<p>con lo sguardo sognante, c’è sempre qualcuno</p>
<p>che può venire a prenderti, che ti confonde di notte</p>
<p>con qualcun altro, magari hanno bisogno</p>
<p>di un giovane fuggitivo, con i calzoni sdruciti</p>
<p>e la maglietta sporca, hanno quel bisogno</p>
<p>di verificare che sei l’ultimo rimasto in giro,</p>
<p>quello completamente tagliato fuori,</p>
<p>ti si vede appena il bianco delle pupille,</p>
<p>la bocca spalancata, afona, ecco,</p>
<p>sei quel sacco umano nervoso</p>
<p>di cui vanno pazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>adesso è tardi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>quando davvero è tardi, l’operazione è semplice</p>
<p>si fa spazio, anzi</p>
<p>c’è da sempre spazio nello stanzone,</p>
<p>confortevole e completamente sgombro,</p>
<p>il giovane va messo a pancia in giù</p>
<p>a schiena nuda</p>
<p>e non deve sapere niente,</p>
<p>non ci deve essere una storia,</p>
<p>non ci sono stati avvertimenti circostanze motivi,</p>
<p>subito a pancia in giù</p>
<p>ma la faccia rivolta verso l’alto,</p>
<p>che si veda chiara ogni espressione,</p>
<p>il tubo di plastica infiammato</p>
<p>lo si fa colare come smalto</p>
<p>sulla pelle</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sembrava un altro paesaggio poco prima,</p>
<p>pochi secondi appena,</p>
<p>tutto diverso</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Immagine: Wolfgang Laib, Untitled (30 triangle), 2002</em></p>
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