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	<title>Luca Rizzatello &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Poesia + malattia = una nota su La distinzione di Gilda Policastro</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2023/11/09/poesia-malattia-su-la-distinzione-di-gilda-policastro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[renata morresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 06:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[gilda policastro]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Rizzatello]]></category>
		<category><![CDATA[renata morresi]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>Luca Rizzatello</strong> <br />Franz Kafka ha scritto "che cosa ti lega a questi corpi delimitati, parlanti, lampeggianti dagli occhi, più strettamente che a qualunque altra cosa, diciamo, al portapenne che hai in mano? Forse il fatto che sei della loro specie? Ma non sei della loro specie, perché appunto hai formulato questa domanda".]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Luca Rizzatello</strong></p>
<p><em>Un nome che può essere Salim</em></p>
<p>Stacco&nbsp;tutto&nbsp;e&nbsp;me&nbsp;ne vado:<br />
è grosso, una stampella per parte<br />
L&#8217;altro non sa scrivere il nome<br />
Somalo? Etiopia. E te pareva,<br />
<em><i>quante</i></em><em><i>&nbsp;</i></em><em><i>possibilità</i></em><em><i>&nbsp;</i></em><em><i>ciàvevo, su</i></em><em><i>&nbsp;</i></em><em><i>un</i></em><em><i>&nbsp;</i></em><em><i>mijjone</i></em><br />
Promiscuità,&nbsp;è&nbsp;questo&nbsp;a definirci<br />
nell&#8217;anticamera del&nbsp;reparto dove&nbsp;il sonno&nbsp;ci&nbsp;intuba:<br />
staccati gli aghi coi sveglieremo tutti sani o più malati<br />
a digiuno<br />
e&nbsp;niente&nbsp;acqua&nbsp;dalla&nbsp;mezzanotte<br />
<em>Mettiamo un po&#8217; di musica così ce passa</em>,<br />
s&#8217;infila i guanti per Salim, lui non sa scriverlo<br />
ma lei&nbsp;lo&nbsp;ha&nbsp;imparato&nbsp;col&nbsp;tu democratico<br />
degli&nbsp;ospedali<br />
Scrollo le poesie del poeta operaio<br />
dice&nbsp;rinchiudi&nbsp;un&nbsp;porco&nbsp;nel&nbsp;reparto<br />
noi aspettiamo in fila dopo il girotondo<br />
del rispondi alle domande<br />
(allergie, farmaci, malattie importanti)<br />
poi&nbsp;spostati&nbsp;tu&nbsp;da&nbsp;quella&nbsp;parte<br />
(a&nbsp;fissargli&nbsp;l&#8217;ago,&nbsp;senza&nbsp;i&nbsp;guanti)<br />
Siamo&nbsp;in quattro,&nbsp;guardiamo un&nbsp;po&#8217;&nbsp;in&nbsp;aria<br />
un po&#8217; ci sorridiamo mentre Salim non ha capito<br />
che&nbsp;deve&nbsp;togliersi la giacca<br />
Glielo mimo pensando al cianciare brutto<br />
di ogni Facebook sui cosiddetti #migranti<br />
(categoria che vorrebbe&nbsp;smarcarsi)<br />
Siamo&nbsp;fermi&nbsp;in&nbsp;questo&nbsp;spazio&nbsp;che&nbsp;ci&nbsp;contiene<br />
insieme al tempo che a dispetto della musica non passa<br />
Saremo&nbsp;fuori, prima&nbsp;o dopo,&nbsp;saremo a casa<br />
Salim forse resta, l&#8217;infermiera ha detto il nome<br />
del suo male che non ha capito lui solo,<br />
finalmente senza&nbsp;giacca</p>
<p>Quella che hai appena letto è la terza poesia del libro <em>La distinzione</em>, di Gilda Policastro, edito nel&nbsp;gennaio di quest&#8217;anno da Giulio Perrone Editore. Fa parte della seconda sezione, <em>Sala d&#8217;attesa</em>, che&nbsp;segue la sezione di apertura, <em>Antefatto</em>. <em>Antefatto</em> e <em>Sala d&#8217;attesa</em>, in questa posizione e in questo ordine, ci possono dare l&#8217;idea, tanto per cominciare, che un libro di poesie non debba per forza essere una raccolta di singoli. Insomma: che un libro di poesie possa, anzi dovrebbe, essere anzitutto un libro, tout court. <em>Siamo fermi in questo spazio che ci contiene / insieme al tempo che a dispetto della musica non passa</em> mi sembra, insieme a <em>Salim forse resta, l&#8217;infermiera ha detto il nome / del suo male che non ha capito lui solo</em>,&nbsp;una&nbsp;sintesi&nbsp;formidabile&nbsp;degli&nbsp;elementi&nbsp;che&nbsp;sostanziano la sezione e, più estesamente, il libro: il tempo trascorso (proprio e altrui, per quello che&nbsp;questa&nbsp;distinzione&nbsp;può&nbsp;significare),&nbsp;lo&nbsp;spazio&nbsp;forzatamente&nbsp;condiviso,&nbsp;le&nbsp;relazioni&nbsp;(di&nbsp;nuovo&nbsp;proprie&nbsp;e altrui eccetera) che si innescano all&#8217;interno di questo contenitore spazio/tempo. Franz Kafka ha&nbsp;scritto <em>che cosa ti lega a questi corpi delimitati, parlanti, lampeggianti dagli occhi, più strettamente che a qualunque altra cosa, diciamo, al portapenne che hai in mano? Forse il fatto che sei della loro specie? Ma non sei della loro specie, perché appunto hai formulato questa domanda&nbsp;</em>(<em>Tagebücher</em> 1910 – 1923).</p>
<p>Salim non capisce le cose che ci aspettiamo dovrebbe capire, ma il tema di quanto sia sufficiente&nbsp;capire&nbsp;per&nbsp;dire&nbsp;di&nbsp;avere&nbsp;capito&nbsp;non&nbsp;si&nbsp;risolve&nbsp;nel&nbsp;suo&nbsp;caso&nbsp;individuale,&nbsp;pur&nbsp;emblematico,&nbsp;di&nbsp;#migrante, e&nbsp;ritorna in tutta la sezione, su più livelli. Ritorna come ricostruzione filogenetica (e in&nbsp;forma di anafora, sono morta, in “<em>Perché mi accorgo che morire, adesso, non mi serve</em>”), come&nbsp;presa di coscienza (<em>Ti vogliono ignorante / infastidisci se sai le cose</em>, in <em>L&#8217;autunno di gerd</em>, poesia in&nbsp;cui una soluzione proposta è quella di presentarsi alla visita già googlat*), come reazione al cupio&nbsp;dissolvi (<em>Alternativa tra giù e le fiamme / rincorsa e oplà&nbsp;/ imparare a stare al mondo</em>, in <em>Così poi&nbsp;forse divento brava</em>), come percorso a ostacoli ricorsivo (<em>Ma lei ha guardato un&#8217;eclisse? / Ho anche&nbsp;parlato alla luna / ma no, non era questa, mentre ripete la domanda / e chiosa: anche nell&#8217;infanzia,&nbsp;in Poesia sugli occhiali</em>).</p>
<p>Per arrivare a una prima conclusione, riporto un&#8217;analisi che fa Ivo Quaranta nel libro <em>Malati fuori&nbsp;luogo: non tener conto della distinzione tra </em>disease <em>(l&#8217;interpretazione biomedica&nbsp;della malattia&nbsp;come patologia) e </em>illness <em>(il significato attribuito dai pazienti alla propria esperienza di malattia)&nbsp;potrebbe pregiudicare il costituirsi di un&#8217;alleanza tra medico e paziente sul fronte dell&#8217;adesione al&nbsp;regime terapeutico. Ignorare il significato che i pazienti attribuiscono alle proprie esperienze di&nbsp;malattia significa ignorare anche in che modo verranno da questi interpretate le indicazioni fornite&nbsp;loro durante l&#8217;incontro medico (Katon, Kleinman, 1981; Kleinman, 1982). [&#8230;] Se aggiungiamo a&nbsp;queste considerazioni le problematiche che possono essere generate dalle differenze culturali, ci&nbsp;rendiamo&nbsp;immediatamente&nbsp;conto&nbsp;di&nbsp;quanto&nbsp;possa&nbsp;essere&nbsp;determinante&nbsp;tenere&nbsp;in&nbsp;debita&nbsp;considerazione&nbsp;le&nbsp;concezioni&nbsp;attraverso&nbsp;cui&nbsp;le&nbsp;persone&nbsp;elaborano&nbsp;il&nbsp;significato&nbsp;delle&nbsp;proprie&nbsp;esperienze di malattia: il processo di traduzione di segni di disagio in sintomi di malattia è, infatti,&nbsp;un processo mediato culturalmente (Young, 1982)</em>. (Ivo Quaranta, <em>Il contributo dell&#8217;antropologia&nbsp;medica&nbsp;per&nbsp;una&nbsp;medicina&nbsp;interculturale</em>,&nbsp;in&nbsp;Malati&nbsp;fuori&nbsp;luogo,&nbsp;Raffaello&nbsp;Cortina&nbsp;Editore,&nbsp;2012).</p>
<p>La terza sezione, <em>Dispositivi</em>, si apre con una poesia intitolata <em>Cut-up</em>, un catalogo dei modi di&nbsp;morire, dove-come-quando, che mi commuove e mi diverte&nbsp;profondamente, proprio come&nbsp;<em>Resumé&nbsp;</em>di Dorothy Parker (<em>Razors pain you; / &nbsp;&nbsp;Rivers are damp; / Acids stain you; / And drugs cause&nbsp;cramp. / Guns aren’t lawful; / Nooses give; / Gas smells awful; / You might as well live</em>.). I&nbsp;dispositivi in questione sono da intendersi in alcune poesie come la cosa di cui si scrive (es.&nbsp;<em>Workout</em>, o <em>Scrolling</em>), in altre come quella con cui si scrive (es. <em>SwiftKey</em>, o <em>GP(T)-3</em>), per poi dirsi,&nbsp;a bocce&nbsp;ferme, che&nbsp;probabilmente sono&nbsp;sempre e&nbsp;contemporaneamente sia&nbsp;l&#8217;una&nbsp;che&nbsp;l&#8217;altra.</p>
<p>In questa sezione emerge quello che a mio parere è il nodo fondamentale del libro, che per ora&nbsp;definirei come il rapporto tra scrittura e malattia. Ma si tratta di “scrittura e illness” o di “scrittura e&nbsp;disease”?</p>
<p>Come si legge nelle note dell&#8217;Autrice, <em>GP(T)-3</em> è l&#8217;esito dell&#8217;esperimento di scrittura automatica&nbsp;condotto dalla rete open AI Playground. Di fatto sono tre poesie in una, trattandosi delle risposte (in&nbsp;versi)&nbsp;a questi tre&nbsp;comandi, via via&nbsp;più&nbsp;dettagliati:</p>
<p>“Scrivi una poesia sulla malattia, gli ospedali, la morte”</p>
<p>“Scrivi una poesia ironica su ospedali, malattia, morte”</p>
<p>“Scrivi una poesia ironica sulla malattia, l&#8217;ospedale, la morte adatta a un pubblico adulto. Stile: contemporaneo”</p>
<p>Il&nbsp;risultato&nbsp;è&nbsp;sconfortante,&nbsp;e&nbsp;in&nbsp;quanto&nbsp;tale&nbsp;è&nbsp;stato&nbsp;riportato&nbsp;sulla&nbsp;pagina;&nbsp;tuttavia,&nbsp;per&nbsp;onestà&nbsp;intellettuale,&nbsp;devo&nbsp;ammettere&nbsp;che&nbsp;non&nbsp;sono&nbsp;le&nbsp;poesie&nbsp;peggiori,&nbsp;umani&nbsp;compresi,&nbsp;che&nbsp;io&nbsp;abbia&nbsp;letto.&nbsp;La poesia successiva, <em>Poesia ASMR</em>, prevede una serie di abiure che intendono determinare,per esclusione, un posizionamento all&#8217;interno della mappa (che non dovrebbe essere il territorio, ma si sa come va a finire) di chi pubblica/legge in pubblico le poesie. <em>BZD expertise</em>, <em>Pandemonio</em> e <em>Notepad</em>, dedicate rispettivamente alle benzodiazepine, al covid e al carcere, sono un antipasto, con tutte le differenze del caso di cui scriverò a tempo debito, della sezione <em>Inattualissime</em>. Come tenere insieme tutto questo? Mi viene in aiuto Roberto Bolaño, che in <em>Letteratura + malattia = malattia</em> (contenuto ne <em>Il gaucho insopportabile</em>, Adelphi, 2017, traduzione di Ilide Carmignani) scrive che <em>uno dei test, forse il più semplice, mi impressionò molto. Bisognava tenere per qualche secondo le mani davanti a sé, con le dita tese verso l&#8217;alto, il palmo rivolto verso di lei mentre io guardavo il dorso. Le chiesi che accidenti voleva dire questo test. La sua risposta fu che, a uno stadio avanzato della malattia, non sarei più stato in grado di tenere le dita in quella posizione. Si sarebbero, inevitabilmente, piegate verso di lei. Credo di aver detto: Dio mio. Forse risi. Sta di fatto che da allora questo test me lo faccio tutti i giorni, ovunque mi trovi. Mi metto le mani davanti agli occhi, con il dorso verso di me, e osservo per alcuni secondi le nocche, le unghie, le rughe che si formano su ogni falange. Il giorno in cui le dita non riusciranno più a stare dritte non so bene cosa farò, ma so cosa non farò. Mallarmé ha scritto che un tiro di dadi non abolirà mai il caso. Eppure è necessario tirare i dadi ogni giorno, così com&#8217;è necessario fare ogni giorno la prova delle dita tese.</em></p>
<p>La&nbsp;quarta sezione,&nbsp;<em>Gite&nbsp;ospedaliere</em>,&nbsp;comincia&nbsp;con&nbsp;<em>Uno&nbsp;tira&nbsp;l&#8217;altro</em>,&nbsp;che&nbsp;a sua&nbsp;volta&nbsp;comincia&nbsp;così:</p>
<blockquote><p>Tu&nbsp;è&nbsp;la&nbsp;persona&nbsp;che&nbsp;accompagna&nbsp;Io&nbsp;quella&nbsp;che&nbsp;si&nbsp;sottopone&nbsp;a&nbsp;controlli/accertamenti con o senza prescrizione (con vuol dire serietà), tu in&nbsp;quel caso è la persona che crede di dover tirare su il morale e proprio per&nbsp;tutta quella serietà che annette alla pratica sforzarsi di trovare battute frasi&nbsp;divertenti o carine, e poi va al cup, la persona tu, mentre io diretta in stanza&nbsp;per&nbsp;esame accertamento&nbsp;e ricevere&nbsp;diagnosi</p></blockquote>
<p>Ci troviamo nel luogo della diagnosi, dove sfuma la dicotomia malato/sano, tanto in riferimento alla condizione di Io, quanto a quello del nucleo Io-Tu. Ne Il re pallido, David Foster Wallace ha scritto che quello che ora si chiamava stress prima si chiamava tensione o pressione. Pressione ora era più una cosa che si esercitava su qualcuno, come l&#8217;insistenza dei piazzisti (<em>What was now called stress used to be called tension or pressure. Pressure was now more like something you put on someone else, as in high-pressure salesmen</em>.) (David Foster Wallace, <em>Il Re pallido. Un romanzo incompiuto,</em> Einaudi, 2011, traduzione di Giovanna Granato).</p>
<p>Il testo successivo, dal più che esplicativo titolo <em>Disfagia</em>, mantiene la misura del reportage sui generis e sposta il fuoco dalla dialettica Io-Tu a un Lei (che sta per il personale ospedaliero, variamente inteso) monologante e provvisto di una ironia che si potrebbe definire funzionale al contesto, probabilmente più nelle intenzioni che negli esiti. È il passaggio dal luogo della diagnosi a quello della degenza. La sezione si chiude con <em>Casting</em>, una raccolta di consigli ricevuti in merito alla scelta di farmaci da prendere e di specialisti da cui farsi seguire. Leggendo questo testo la mia impressione è che ogni consiglio, al di là dell&#8217;utilità finale, sia mosso dal bisogno di esprimere una competenza, a maggior ragione se avvalorata dall&#8217;esperienza diretta, e quindi obliquamente un controllo, o una conferma del proprio status. È realistico pensare che anche chi offre i consigli abbia a sua volta fatto dei casting chiedendo dei consigli, rendendo di fatto impossibile l&#8217;individuazione dell&#8217;urcasting. Citerò di nuovo Ivo Quaranta: <em>un oggetto incorporava, quindi, un insieme di rappresentazioni, relazioni, dinamiche locali e regionali, storie di contatti con altri sistemi culturali: costituiva, in altre parole, un sostrato materiale delle locali concezioni del potere. Queste relazioni sedimentate costituivano il valore attribuito a una stoffa, alla polvere di camwood, a una pentola, a particolari decorazioni o a determinati materiali ecc. Al di là della ragione economica, quindi, è l&#8217;origine aliena a donare ai beni scambiati il loro valore, e attraverso la loro acquisizione individui e comunità potevano mettere in scena la propria influenza politica e, dunque, il proprio potere magico. Il valore di questi oggetti risiedeva nel loro essere espressioni di potere, dimostrazione visibile della capacità di contenere e incorporare un mondo alieno e potenzialmente ostile, asservendolo ai propri scopi (Rowlands 1987, p. 61). Nel produrre, nell&#8217;acquisire o nell&#8217;ostentare oggetti esotici si metteva in scena il proprio potere, la propria capacità di accesso e controllo dello stesso</em> (Ivo Quaranta, <em>Corpo, potere e malattia. Antropologia e AIDS nei Grassfield del Camerun</em>, Meltemi editore, 2006).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Essere Ophelia Borghesan</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2017/10/16/essere-ophelia-borghesan/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 05:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Rizzatello]]></category>
		<category><![CDATA[Ophelia Borghesan]]></category>
		<category><![CDATA[poesia italiana contemporanea]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; di Ophelia Borghesan &#160; ieri mia madre mi ha detto che ieri all’area ristoro dell’autogrill ha visto all’incirca quaranta monaci buddhisti radunati per il pranzo * &#160; ma diglielo tu a mia madre che quella volta il carroattrezzi è arrivato per ricollocare i sogni dei gabbiani a togliere la polvere del tempo * &#160; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-70103" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Ophelia-Borghesan_immagine-principale-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Ophelia-Borghesan_immagine-principale-300x300.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Ophelia-Borghesan_immagine-principale-150x150.jpg 150w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Ophelia-Borghesan_immagine-principale-768x768.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Ophelia-Borghesan_immagine-principale-1024x1024.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Ophelia-Borghesan_immagine-principale-60x60.jpg 60w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Ophelia-Borghesan_immagine-principale-144x144.jpg 144w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Ophelia-Borghesan_immagine-principale.jpg 1535w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di<strong> Ophelia Borghesan</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ieri mia madre mi ha detto che ieri</p>
<p>all’area ristoro dell’autogrill</p>
<p>ha visto all’incirca quaranta monaci</p>
<p>buddhisti radunati per il pranzo</p>
<p>*<span id="more-70100"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ma diglielo tu a mia madre che quella</p>
<p>volta il carroattrezzi è arrivato per</p>
<p>ricollocare i sogni dei gabbiani</p>
<p>a togliere la polvere del tempo</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>sono la voce di figlia che grida</p>
<p>nel deserto sei la foce del fiume</p>
<p>della vita madre mia motonave</p>
<p>di stupore bastimento di gioia</p>
<p>*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>quella zingarella di cui soltanto</p>
<p>le gambe sporgevano dal cassone</p>
<p>madre lei è come quel chicco di grano</p>
<p>che per rinascere deve morire</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-70104" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Caino20e20Gretel_copertina-255x300.jpg" alt="" width="255" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Caino20e20Gretel_copertina-255x300.jpg 255w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Caino20e20Gretel_copertina.jpg 503w" sizes="(max-width: 255px) 100vw, 255px" /></p>
<p>Da <em>Come il glicine, ti cerco</em> (contenute nell’eBook <em>Caino e Gretel – poesie giovanili</em>)</p>
<h2 style="text-align: center;">⊗</h2>
<p>5.</p>
<p>Staremo per ore ad ascoltare</p>
<p>le cover, le sdraio come alianti,</p>
<p>o in piedi, nel parcheggio del wine</p>
<p>bar in tangenziale, con le scarpe</p>
<p>bianchissime, avremo le dita</p>
<p>di rosa grondanti di condensa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6.</p>
<p>Inoltreremo il messaggio a dieci</p>
<p>contatti, daremo le stelline,</p>
<p>in palio cinquecento estrattori,</p>
<p>avremo i voucher, rivenderemo</p>
<p>i doni della cresima, l’artwork</p>
<p>dei vinili, le fragole bio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7.</p>
<p>Diremo eravamo hikikomori</p>
<p>ma è stata una fase, poi diremo</p>
<p>la cura comincia nel momento</p>
<p>in cui eccetera, con le pietre</p>
<p>che rimbalzano sul lago, i cerchi</p>
<p>concentrici, i non hikikomori</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>10.</p>
<p>In treno faremo dei ritratti</p>
<p>alle dormienti che ci siedono</p>
<p>innanzi, non li consegneremo,</p>
<p>diremo per non svegliarle, falso,</p>
<p>diremo invece nomi di corsi</p>
<p>di studio di sole consonanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>19.</p>
<p>Saremo sul pezzo, metteremo</p>
<p>in rima baudelaire con bon iver,</p>
<p>la maglietta che manda a fanculo</p>
<p>qualcuno, ripeteremo fumo,</p>
<p>fumo, il marsupio pieno di spicci,</p>
<p>la lattina da sessantasei.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-70105" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Canile_copertina-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Canile_copertina-213x300.jpg 213w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Canile_copertina-768x1080.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Canile_copertina-728x1024.jpg 728w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Canile_copertina.jpg 882w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /></p>
<p>Da <em>Canile </em></p>
<h2 style="text-align: center;">⊗</h2>
<p>3.</p>
<p>Sul prato gli studenti dell’Erasmus</p>
<p>si godono la vita con il frisbee;</p>
<p>il dogo guarda il frisbee, le stagioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>9.</p>
<p>Il rito dell’uscita col jack russell</p>
<p>dà senso alla giornata, la divisa</p>
<p>dei Lakers, la telefonata a casa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>11.</p>
<p>Tra le roulotte la bimba lava il cucciolo</p>
<p>di pitbull con l’idrante, nel meriggio</p>
<p>abbassa le serrande il compro oro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>12.</p>
<p>Dal kebabbaro il labrador contempla</p>
<p>lo spiedo; puoi portarlo fuori? dice</p>
<p>la moglie, il pelo sta prendendo odore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>18.</p>
<p>Il padre giovanile che accompagna</p>
<p>la figlia che va a fare il test d’ingresso</p>
<p>raccoglie gli escrementi dell’akita.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-70107" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Extracanile_copertina-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Extracanile_copertina-214x300.jpg 214w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Extracanile_copertina-768x1075.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Extracanile_copertina-732x1024.jpg 732w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/10/Extracanile_copertina.jpg 886w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /></p>
<p>Da <em>Extracanile</em></p>
<h2 style="text-align: center;">⊗</h2>
<p>MATERIALI AGGIUNTIVI:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ophelia Borghesan è stata creata nel 2014 da Luca Rizzatello, non come <em>nom de plume</em>, bensì come tamagotchi poetico. Ha un tatuaggio che in lingua cherokee significa <em>lust in translation</em>.</p>
<p>facebook.com/opheliaborghesan</p>
<p>instagram.com/opheliaborghesan</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://vimeo.com/235582326">Ophelia in video</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Riscrizione di mondo #2 – programma &#038; istruzioni per l’uso (26.5 Milano)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2017/05/20/riscrizione-mondo-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 May 2017 05:00:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qui diamo il programma dettagliato, e le istruzioni per l’uso (19) di una mentalità intraterrestre. &#160; Per ognuno di noi ci sono circa 200.000.000 insetti (una biomassa importante). Sediamoci al tavolo con loro, con pazienza e cordialità. ⇓⇓⇓ venerdi 26 maggio &#8211; dalle 18.00 alle 21.00 VIR VIAFARINI via Carlo Farini 35, 20159 Milano Un incontro tra pratiche artistiche, poetiche, scientifiche a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="margin: 0px; font-family: 'Georgia',serif;"><span style="color: #000000;">Qui diamo il programma dettagliato, e le istruzioni per l’uso (19) di una mentalità intraterrestre.</span></span></em></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-68400" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/riscrizione-orizzontale-blu.jpg" alt="Web" width="1800" height="600" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/riscrizione-orizzontale-blu.jpg 1800w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/riscrizione-orizzontale-blu-300x100.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/riscrizione-orizzontale-blu-768x256.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/riscrizione-orizzontale-blu-1024x341.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="margin: 0px; font-family: 'Georgia',serif;"><span style="color: #000000;">Per ognuno di noi ci sono circa 200.000.000 insetti (una biomassa importante). Sediamoci al tavolo con loro, con pazienza e cordialità.</span></span></h5>
<p style="text-align: center;">⇓⇓⇓</p>
<p><span style="font-family: times; font-size: x-large;">venerdi <strong>26 maggio</strong> &#8211; <strong>dalle 18.00 alle 21.00</strong><br />
</span><span style="font-family: Times; font-size: large;">VIR VIAFARINI via Carlo Farini 35, 20159 <strong>Milano</strong></span></p>
<div>
<div><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times;"><i>Un incontro tra pratiche artistiche, poetiche, scientifiche a cura di Gianluca Codeghini e Andrea Inglese<br />
</i></span></span></div>
<div></div>
<div>
<p><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times;"><i>Performances, micro-conferenze, letture, proiezioni, interventi musicali di:</i></span></span><span id="more-68031"></span></p>
<p><span style="font-family: Times;">Sergio Basso <i>con Elena Nico</i>, Dario Bellini <i>con Luca Iuliano e Mauro Scolara</i>, Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Alessandra Cava, Biagio Cepollaro, Gianluca Codeghini, Stefano Delle Monache, Carlo Fei, Giuliano Guatta, Bruno Galantucci, Alessio de Girolamo e Luca Pancrazzi, Mariangela Guatteri, Cose Cosmiche <i>con Helga Franza e Silvia Hell</i>, Andrea Inglese, Salvatore Insana, Concetta Modica, Vincenzo Ostuni, Luca Rizzatello, Italo Testa, Fabrizio Venerandi, Alberto Zanazzo</span></p>
<p><span style="font-family: Times;"><a href="http://www.descrizionedelmondo.it/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.descrizionedelmondo.it&amp;source=gmail&amp;ust=1495266323361000&amp;usg=AFQjCNGLyHPI2x-m_91tUQo778hZGRZjjQ"><span style="color: #1155cc;">www.descrizionedelmondo.it</span></a><br />
<a href="http://www.warburghiana.it/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.warburghiana.it&amp;source=gmail&amp;ust=1495266323361000&amp;usg=AFQjCNFjVbCIjVcSu2epS9cWcbaEN4ytHQ"><span style="color: #1155cc;">www.warburghiana.it</span></a><br />
<a href="http://www.viafarini.org/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.viafarini.org&amp;source=gmail&amp;ust=1495266323362000&amp;usg=AFQjCNE2c2m2OptuPDISTsL-PelVNY08Mg"><span style="color: #1155cc;">www.viafarini.org</span></a></span></p>
<p><span style="font-family: Times;"><a href="http://www.radioarte.it/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.radioarte.it&amp;source=gmail&amp;ust=1495266323362000&amp;usg=AFQjCNHEJ9Edk6I-80uT44j20HJXjTJQ_A"><span style="color: #1155cc;">www.radioarte.it</span></a><br />
<span style="color: #1155cc;"><br />
</span>⊗<br />
</span></p>
</div>
<div>
<div><span style="font-family: Times;">info e contatti</span></div>
<div><span style="font-family: Times;"><a href="http://www.viafarini.org/" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.viafarini.org&amp;source=gmail&amp;ust=1495266323362000&amp;usg=AFQjCNE2c2m2OptuPDISTsL-PelVNY08Mg"><span style="color: #1155cc;">www.viafarini.org</span></a> / <a target="_blank">archivio@viafarini.org</a> / <a href="tel:+39%2002%206680%204473" target="_blank"><span style="color: #1155cc;">+39 02 66804473</span></a></span></div>
<div><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-68402" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/tenebriodi-II.jpg" alt="tenebriodi II" width="932" height="283" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/tenebriodi-II.jpg 932w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/tenebriodi-II-300x91.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/tenebriodi-II-768x233.jpg 768w" sizes="(max-width: 932px) 100vw, 932px" /></div>
</div>
<div></div>
<div>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Georgia',serif;"><span style="color: #000000;">– con l’estensione della poesia anche il mondo tenderebbe all’estensione, anche il mondo che è già esteso si estenderebbe dell’estensione poetica supplementare, fate estendere la poesia che così estende il mondo, che il mondo è millimetricamente indifferente alla poesia, ma ne dipende logicamente, la poesia è logicamente nel mondo, nello spazio diseconomico, e ci inseriamo dentro un pezzo di <a href="https://www.descrizionedelmondo.it/distribuzione-di-oggetti-del-profondo-cielo-e-di-specie-dinsetti/">arte anti-antropocentrica</a>, insetto-centrica, (e galattico-centrica, magari) – </span></span></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-68403" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/alexandre-Jamesion-atlas-coelestis.jpg" alt="alexandre Jamesion atlas coelestis" width="2441" height="501" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/alexandre-Jamesion-atlas-coelestis.jpg 2441w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/alexandre-Jamesion-atlas-coelestis-300x62.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/alexandre-Jamesion-atlas-coelestis-768x158.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/alexandre-Jamesion-atlas-coelestis-1024x210.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2441px) 100vw, 2441px" /></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Georgia',serif;"><span style="color: #000000;">– l’estensione territoriale della poesia, (e dunque del mondo) avviene mediante appuntamento e colloquio con La Triangolo (M33), che è un disco largo e piatto sovente ricco di materia interstellare</span></span> <span style="margin: 0px; font-family: 'Georgia',serif;"><span style="color: #000000;">ed un bulbo centrale ellissoidale formato da una popolazione di stelle vecchie e privo di materia interstellare. Le stelle giovani del disco sono classificate di Popolazione I, quelle vecchie del bulbo di Popolazione II. Anche noi dobbiamo ripopolarci, ognuno in Popolazione I e II, ma anche VII, anche XII, anche XXXI – allargandoci in Popolazioni ognuno avrà le voci che estendono mondanamente la poesia – </span></span></p>
<p style="text-align: center;">⇓⇓⇓⇓</p>
</div>
<p style="text-align: center;">PROGRAMMA DETTAGLIATO</p>
<p><strong>Sergio Basso</strong>, <em>Polaroid olfattive </em></p>
<p>(azione teatrale con <strong>Elena Nico</strong>)</p>
<p><strong>Dario Bellini</strong>, <em>Il Kouros</em></p>
<p>(scultura teatrale con <strong>Luca Iuliano</strong> e <strong>Mauro Scalora</strong>)</p>
<p><strong>Gherardo Bortolotti</strong>, <em>Quando arrivarono gli allieni</em></p>
<p>(lettura)</p>
<p><strong>Pietro Braione</strong>, <em>Symbolic execution of programs with heap inputs </em></p>
<p>(conferenza)</p>
<p><strong>Alessandro Broggi</strong>, <em>Una sindrome condivisa</em></p>
<p>(performance/installazione)</p>
<p><strong>Alessandra Cava</strong> e <strong>Salvatore Insana</strong>, <em>blue rooms+notice of storm</em></p>
<p>(video)</p>
<p><strong>Alessandra Cava</strong>, <strong>Gianluca Codeghini</strong> e <strong>Andrea Inglese</strong>, <em>Riscrizioni di mondo</em> (performance/installazione)</p>
<p><strong>Biagio Cepollaro</strong>, <em>Le qualità</em></p>
<p>(lettura)</p>
<p><strong>Cose Cosmiche</strong>, <em>&#8221; \ n&#8221; all&#8217;inizio di una riga, della riga successiva</em></p>
<p>(ping pong lecture con <strong>Helga Franza</strong>, <strong>Silvia Hell</strong> e altri)</p>
<p><strong>Stefano Delle Monache</strong> e <strong>Andrea Inglese</strong>, <em>Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato</em></p>
<p>(performance/installazione)</p>
<p><strong>Carlo Fei</strong>, <em>Come le onde</em></p>
<p>(performance)</p>
<p><strong>Bruno Galantucci</strong>, <em>Experimental semiotics What is it? What is it good for? </em></p>
<p>(conferenza)</p>
<p><strong>Alessio de Girolamo</strong> e <strong>Luca Pancrazzi</strong>, <em>Overcrowding</em></p>
<p>(performance musicale)</p>
<p><strong>Giuliano Guatta</strong>, <em>Ginnica del segno</em></p>
<p>(performance)</p>
<p><strong>Mariangela Guatteri</strong>, <em>Practognostica: il confine, il ginocchio</em></p>
<p>(performance)</p>
<p><strong>Concetta Modica</strong>, <em>Caleidoscope</em></p>
<p>(video)</p>
<p><strong>Vincenzo Ostuni</strong>, <em>Faldone</em></p>
<p>(lettura)</p>
<p><strong>Luca Rizzatello</strong>, <em>Tigre contro grammofono</em></p>
<p>(performance)</p>
<p><strong>Italo Testa</strong>, <em>I camminatori</em></p>
<p>(lettura)</p>
<p><strong>Fabrizio Venerandi</strong>, <em>Della terra, del corpo, del niente e delle sue parti</em></p>
<p>(installazione)</p>
<p><strong>Alberto Zanazzo</strong>, <em>Il sogno del kouros</em></p>
<p>(lettura e immagine proiettata)</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-68411" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/monographiederph.jpg" alt="_monographiederph" width="882" height="464" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/monographiederph.jpg 882w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/monographiederph-300x158.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/monographiederph-768x404.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/monographiederph-470x248.jpg 470w" sizes="(max-width: 882px) 100vw, 882px" /></p>
<p style="text-align: center;">⇓⇓⇓⇓</p>
<p style="text-align: center;"><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">ISTRUZIONI PER L’USO DETTAGLIATE</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span lang="FR" style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">1) Valère Novarina: “Vidons les hommes les uns dans les autres et qu’ils se joignent sans langage aux choses sans pourquoi. Merde à l’homme!”</span></span></p>
<p><span lang="FR" style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">2) siamo fittamente inquotidianati, scaviamo verso una luce stellare, ma sono gallerie più buie</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">3) disponiamo di: galassie a spirale, galassie ellittiche, galassie irregolari, galassie lenticolari, stelle doppie, ammassi aperti, ammassi globulari, nebulose diffuse, nebulose planetarie, resti di supernova, e tanto altro ancora</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">4) le fondamenta del mondo sono portate dagli artropodi, non scherziamo</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">5) nei film le gente è extraterrestre, nella vita è intraterrestre</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">6) non raccontiamo niente a nessuno</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">7) fu padre Scheiner (di Walda) che per primo osservò le macchie solari nel 1611 ma ben pochi gli prestarono fede</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">8) gli organi luminosi risultano costituiti di uno strato esterno di cellule raggruppate in lobuli</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">9) nel dialogo intratterestre le cose come le parole cadono a terra</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">10) un terreno arido e ghiaioso, con ciuffi di erba bruna avvizzita e bassi cespugli stentati, armati di spine</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">11) cambiare regime alimentare ogni dieci anni: essere una persona detritivora, xilofaga, fitofaga, carnivora, commensale e parassita di altre persone, coprofaga e necrofaga</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">12) in quella galassia l&#8217;attività di formazione stellare sta vivendo una fase intensa</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">13) l’estensione poetica delle specie avviene per svuotamento linguistico</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">14) nell’imitazione degli Ortotteri una persona deve amare il sole e cantare, infatti, specialmente i maschi, strofinando le zampe posteriori contro le ali anteriori, producono dei suoni particolari per attrarre le femmine</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">15) fatene molta, l’antimateria ha vita breve e non può essere immagazzinata, in quanto si annichilisce al primo contatto con la materia</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">16) entra presto in una grande pianura deserta, formata di sabbia, stagni salati o fango puro</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">17) l’estensione della poesia avviene per atrofia delle parole scritte e sviluppo di gesticolazioni mute</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">18) vedo nella mesosfera nubi nottilucenti o dormo</span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;"> </span></span></p>
<p><span style="margin: 0px; font-family: 'Gadugi',sans-serif;"><span style="color: #000000;">19) passare come una termite gigante tutta la vita nell’ambiente chiuso all’interno del monticello</span></span></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-68415" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/frontelocandina-05.jpg" alt="locandina 5" width="597" height="842" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/frontelocandina-05.jpg 597w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2017/05/frontelocandina-05-213x300.jpg 213w" sizes="(max-width: 597px) 100vw, 597px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>EX.IT – MATERIALI FUORI CONTESTO, 2016 (presentazione e programma)</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2016/05/04/ex-it-materiali-contesto-2016/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2016 12:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[incisioni]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[vasicomunicanti]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Inglese]]></category>
		<category><![CDATA[edizione 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Ex.it Materiali Fuori Contesto]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Teti]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca codeghini]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Marzaioli]]></category>
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					<description><![CDATA[Rassegna internazionale di scritture di ricerca a cura di Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli Per comprendere la realtà EX.IT è necessario entrarvi, farne un’esperienza, attivare modalità di lettura del territorio libere dall’incombenza di difenderlo; predisporsi a uno sguardo fluido, idoneo alla percezione delle aree più frammentate, ma non solo. «In un certo senso l’exit, l’esodo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rassegna internazionale di scritture di ricerca a cura di <strong>Mariangela Guatteri</strong> e <strong>Giulio Marzaioli</strong></em></p>
<p>Per comprendere la realtà EX.IT è necessario entrarvi, farne un’esperienza, attivare modalità di lettura del territorio libere dall’incombenza di difenderlo; predisporsi a uno sguardo fluido, idoneo alla percezione delle aree più frammentate, ma non solo.</p>
<p><em>«In un certo senso l’exit, l’esodo, la defezione, è una sottrazione intraprendente, cioè non ci si può sottrarre se non fondando qualcosa di nuovo o, per prolungare il richiamo biblico, se non abbandonando l’Egitto inoltrandosi nel deserto e sperimentando lì forme di autogoverno che prima non erano neanche immaginabili.»</em><span id="more-61594"></span></p>
<p>Questa frase di Paolo Virno [<em><strong>I limiti del linguaggio</strong></em>, «<a href="https://exitmateriali.wordpress.com/2016/03/01/ex-it-2014-materiali-critici-fuori-contesto-il-libro/"><em>Ex.it 2014</em></a>», p.87] coglie in pieno la <em><strong>volontà </strong></em>di EX.IT che, fin dalla sua prima edizione (2013), ha messo in atto un’attitudine alla costruzione di <em><strong>ambienti </strong></em>instabili ma in forte relazione col mondo contemporaneo e le sue dinamiche, complessità e incongruenze. Questa volontà è di chi, di volta in volta, intende esercitarla; non appartiene a un singolo nome ed è di tipo collaborativo. Gli ambienti non sono da intendersi tanto come luoghi fisici quanto come modalità relazionali, e hanno la dimensione di uno sguardo che si dirotta e abbandona nicchie e confini letterari provando a porsi in relazione critica e creativa col mondo conosciuto, i suoi oggetti, le sue disposizioni.</p>
<p>EX.IT è un tentativo di esistenza – tanto degli autori quanto dei loro artefatti – basato sulla collaborazione e lo scambio, piuttosto che sulla contrapposizione a ciò che non è più ritenuto praticabile o necessario. Su tali volontà e modalità si fonda e organizza questa <em><strong>sottrazione intraprendente </strong></em>fatta di progetti, incontri, dialoghi e, soprattutto, intelligenze relazionali, che è EX.IT. Si immagini allora una forma non descrivibile e afferrabile con i soli e consueti riferimenti a stili, categorie, poetiche, luoghi, <em><strong>posture d’autore</strong></em>; a una formazione mobile composta da esponenti di differenti aree di pensiero e pratiche estetiche; e si immagini una libertà di azione del pensiero e delle sue possibili realizzazioni e manifestazioni: un modo di muoversi, di conoscere e mettersi in gioco che non ha preoccupazione di dove andare a collocarsi.</p>
<p>Volendo insistere, sempre per attitudine, in una ricerca che esplora e sperimenta le possibilità dei linguaggi – così come dei loro limiti –, l’edizione 2016 porta con sé, per metterla in circolo, l’energia (e la <em><strong>buona</strong></em> <em><strong>fatica</strong></em>) di progetti laboratoriali, collettivi e collaborativi concretizzati nell’arco del 2015. Si tratta di idee messe in azione dagli autori che hanno via via partecipato alle precedenti edizioni di EX.IT e alle varie iniziative collegate; questi autori hanno sentito l’esigenza di <em><strong>fare</strong></em>, oltre che di <em><strong>scrivere </strong></em>(nel senso ampio di produzione/postproduzione e organizzazione di segni, indipendentemente dal mezzo e linguaggio che li realizza). <em><strong>Fare </strong></em>significa prendersi responsabilità, diverse e ulteriori, quando ci si confronta con la propria necessità di installare – anche molto provvisoriamente – un’intuizione. Perciò c’è stato chi ha colto nella dimensione del <em><strong>fuori contesto </strong></em>la caratteristica essenziale di mobilità e indipendenza rispetto ai luoghi, alle persone coinvolte, ai mezzi, ai modi. Così, dalla prima edizione, si sono susseguiti eventi e circostanze che da EX.IT hanno preso impulso. Ora sono rimesse in circolo qui (non replicate); ma tradotte da altri luoghi, contesti, lingue, linguaggi.</p>
<p>*</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Programma</strong></p>
<p style="text-align: center;">Albinea, 20-21-22 maggio 2016</p>
<p style="text-align: center;"><strong>EX.IT – materiali fuori contesto</strong></p>
<p>A cura di <strong>Mariangela Guatteri</strong> e <strong>Giulio Marzaioli</strong> con la collaborazione di <strong>Luca Rizzatello</strong> e <em>Una modesta proposta</em><br />
Curatori dei progetti : <strong>Giulio Marzaioli</strong>, <strong>Andrea Inglese</strong> &amp; <strong>Gianluca Codeghini</strong>, <strong>Pietro D’Agostino</strong> &amp; <strong>Massimiliano Manganelli</strong>, <strong>Simona Menicocci</strong> &amp; <strong>Fabio Teti</strong>.<br />
Intervengono inoltre :<strong> Maurizio G. De Bonis</strong>, <strong>Luigi Magno</strong>, <strong>Antonio Loreto</strong>.</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p>Da <strong>venerdì 20 maggio</strong> in apertura di ciascuna giornata d’incontro</p>
<p>Couplets materiali sonori</p>
<p>di Alessandra Greco [testi e voce] e Luca Rizzatello [elettronica]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da <strong>sabato 21 maggio</strong></p>
<p>Tavolo di Libri risorti</p>
<p>Giovanni Spadaccini propone i libri e i Fogli Benway, i 2 volumi «Ex.it» 2013 e 2014), i libri che gli autori vorranno proporre, oltre una selezione di letteratura, poesia e saggistica del novecento. Prime edizioni, curiosità e rarità.</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p><strong>Venerdì 20 maggio</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">ore 16,30</span></p>
<p><em>Visita guidata alle stanze di OT Gallery</em></p>
<p>a cura di Giulio Marzaioli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">ore 18,00</span></p>
<p><em> Riscrizioni di mondo</em></p>
<p>composizione per djset e azione poetica</p>
<p>a cura di Andrea Inglese e Gianluca Codeghini</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 120px;">con la partecipazione di Alessandra Cava</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p><strong>Sabato 21 maggio</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">ore 10,30</span></p>
<p><em>Tra scrittura e fotografia. Alcune ipotesi</em></p>
<p>a cura di Pietro D’Agostino e Massimiliano Manganelli</p>
<p>intervengono Maurizio G. De Bonis e Luigi Magno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">ore 16,30</span></p>
<p><em>Prove d&#8217;ascolto. Scritture divergenti</em></p>
<p>Resoconti, materiali, dialoghi e letture</p>
<p>a cura di Simona Menicocci e Fabio Teti</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p><strong>Domenica 22 maggio</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">ore 10,30</span></p>
<p><em>Ex.it 2014. Materiali critici fuori contesto.</em></p>
<p>Il libro e dintorni</p>
<p><em>Una modesta proposta: </em>introducono Luca Rizzatello (per Prufrock spa), Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli (per Benway Series)</p>
<p>coordinano la discussione Antonio Loreto e Massimiliano Manganelli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la tavola rotonda itinerante <em>Una modesta proposta, </em>Luca Rizzatello (per le edizioni Prufrock spa), Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli (per Benway Series) introducono un dialogo intorno al volume di materiali critici «Ex.it 2014». Il libro raccoglie riflessioni e interventi di critici letterari ed esponenti di differenti aree di pensiero e pratiche estetiche intorno ai materiali pubblicati nel volume «Ex.it 2013». A partire dal libro, Antonio Loreto e Massimiliano Manganelli coordinano una discussione che possa tracciare linee di proseguimento delle riflessioni avviate.</p>
<p>&nbsp;</p>
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