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	<title>manicomi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>In risposta a &#8220;Riaprite i manicomi&#8221;</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2025/07/14/in-risposta-a-riaprite-i-manicomi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[mariasole ariot]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
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					<description><![CDATA[di <strong>Mariasole Ariot</strong><strong></strong> <br /> Diminuisce la parola a favore di una contenzione farmacologica, avvicinandosi a strutture manicomiali di vecchia memoria: quelle che Langone vorrebbe riaprire. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di <strong>Mariasole Ariot </strong></p>



<p>Una <a href="https://www.ilfoglio.it/preghiera/2025/07/10/news/riaprite-i-manicomi-7907760/" data-type="URL" data-id="https://www.ilfoglio.it/preghiera/2025/07/10/news/riaprite-i-manicomi-7907760/">preghiera per la riapertura dei manicomi</a>: questo è quello che su <strong>Il Foglio</strong> auspica Camillo Langone pochi giorni fa. </p>



<p>La motivazione: <em>tutti siamo malati di qualcosa: la differenza è che noi antibasagliani cerchiamo di non pesare sul prossimo.</em> Un Basaglia, che, secondo l&#8217;articolo, ha<em> inguaiato migliaia di famigliari malati di mente che da allora devono improvvisarsi psichiatri domestici, e magari impazzire pure loro.</em><br />Un articolo breve, brevissimo, la lunghezza, appunto, di una preghiera da recitare in coro.</p>



<p><br />Non occorre ripercorrere i passi di Basaglia, le sue motivazioni, la legge 180. O forse sì, come ho scritto qui in <a href="https://www.nazioneindiana.com/2023/10/10/giornata-mondiale-della-salute-mentale-180-passi-indietro/" data-type="URL" data-id="https://www.nazioneindiana.com/2023/10/10/giornata-mondiale-della-salute-mentale-180-passi-indietro/">180 passi indietro</a>: occorre parlare di ciò che della 180 è stato fatto, su ciò che è stato smantellato, dei brandelli, delle zone ferite, delle dimenticanze, delle briciole rimaste.<br />Occorrerebbe dire che i manicomi che si vorrebbero riaprire in alcune zone sono già riaperti: zone silenziose, visitate troppo poche da &#8220;i sani&#8221; di cui parla Langone e che &#8220;potrebbero impazzire pure loro.&#8221; Zone buie, interstiziali, lontane dallo sguardo che si potrebbe incrinare.<br />Tralasciando i reparti psichiatrici in cui, come ormai si sa ma che forse si dimentica, i pazienti vengono ancora legati ai letti, reparti fatiscenti, di pareti scrostate e ruggine nei dentro e fuori dell&#8217;esistenza, dove il massimo che può pretendere una persona ricoverata, salvo rare eccezioni territoriali, è &#8220;un giro medico&#8221; al giorno e infermieri che non sanno dove e come comportarsi in casi di crisi, esistono le ctrp, comunità terapeutiche protette, dove i malati (imbottiti di farmaci &#8211; perché è questo che il sistema permette: la parola costa più di una pillola), possono passare anche venti, trent&#8217;anni della loro vita. E magari, quando il posto letto, per i tagli dei fondi, non è più garantito, dopo una vita trascorsa in un luogo che quantomeno è diventato famigliare, devono essere trasportati di edificio in edificio, dove si è liberato un posto letto, dove a una vita morta si sostituisce una morte in vita.</p>



<p><br />Molti malati sono costretti a vivere nelle proprie famiglie? Vero. E in condizioni pessime sia per i malati che per i famigliari.Vero. Famiglie in cui spesso, peraltro, il disturbo è nato, cresciuto, si è alimentato. Ma qui si apre lo scenario pietoso della Sanità Pubblica, che Langone certo non nomina: una persona psichiatricamente malata, ma questo vale anche per le patologie fisiche, se considerata &#8220;abbastanza malata&#8221;, inabile al lavoro, il ché significa con una percentuale che va dal 75% al 99%, viene aiutata dallo stato con 336 euro mensili.</p>



<p>Dando una breve occhiata &#8211; lo potete fare tutti &#8211; esistono precise tabelle alla cui diagnosi corrisponde un minimo e un massimo di invalidità. <br />Un esempio:</p>



<p>SINDROME SCHIZOFRENICA CRONICA CON DISTURBI DEL COMPORTAMENTO E DELLE RELAZIONI SOCIALI E LIMITATA CONSERVAZIONE DELLE CAPACITÀ INTELLETTUALI: invalidità tra il <strong>71 e l&#8217;80%. </strong>Ciò significa che la percentuale del 75% potrebbe anche non essere raggiunta. Quindi: nessun aiuto.</p>



<p>A giugno 2020, finalmente, la Corte costituzionale, esaminando una questione di legittimità costituzionale sollevata dalla <strong>Corte di appello di Torino</strong>, una città particolarmente attenta alle difficoltà dei disabili, ha stabilito che un assegno di 285,66 euro (allora l&#8217;aiuto era questo) fosse inadeguato a soddisfare i bisogni primari della vita, quindi anticostituzionale. L&#8217;importo negli anni è aumentato, ma l&#8217;inadeguatezza è rimasta.<br /><br />Può forse, una persona invalida, considerata non abile al lavoro, vivere di 336 euro? Pagarsi affitti, bollette, cibo, una vita minima? Non può &#8211; e allora resta alle dipendenze della famiglia, che con quei soldi può forse permettersi di pagare farmaci (perché no, non tutti i farmaci, anche quelli più importanti e salvavita vengono garantiti dal sistema sanitario: molti restano a carico del paziente) &#8211; né certo una struttura privata. E forse una minima parte investita per un aiuto che vada oltre il farmaco. Perché nei centri pubblici i pazienti, anche pazienti gravissimi, sono ricevuti mediamente una volta ogni due mesi. Due parole, un controllo, un rivalutazione farmacologica, una ventina di minuti che comprendono i dieci passati dallo psichiatra a battere a computer il referto della visita.<br /><br />La soluzione per Langone &#8211; e per chi, i troppi, che con Langone sono d&#8217;accordo &#8211; non è certo quella di rafforzare l&#8217;aiuto economico per permettere a persone in difficoltà (in vera difficoltà: perché no: non siamo tutti malati, come scrive Langone), di avere una vita più dignitosa. La soluzione è quella di cancellare vite richiudendole in luoghi sommersi, gettare la chiave, chiudere gli occhi e continuare a mangiare la propria cena in pace, senza il pensiero dell&#8217;altro. Lasciando ai più l&#8217;immagine dell&#8217;altro malato come quella di un matto violento e distruttivo, che deve quindi essere rinchiuso. Una reclusione di cui si sa poco, che esiste ma resta sommersa, evitata agli occhi, distante, una gentrificazione dell&#8217;esistenza. Le comunità potrebbero essere un aiuto ai pazienti ma anche alle famiglie, ma i fondi per sostenerle vengono ripetutamente tagliati: è diminuito il personale, diminuisce la cura, diminuisce una vita degna di essere vissuta, diminuisce la parola a favore di una contenzione farmacologica, avvicinandosi a strutture manicomiali di vecchia memoria: quelle che Langone vorrebbe riaprire. </p>



<ul><li>*immagine di Jonaas Sild da unsplash.com</li></ul>
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		<title>(Nuove) vite indegne di essere vissute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mariasole ariot]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Aug 2018 05:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[180]]></category>
		<category><![CDATA[Basaglia]]></category>
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		<category><![CDATA[malati psichiatrici]]></category>
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		<category><![CDATA[Società psichiatrica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Vite indegne di essere vissute]]></category>
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					<description><![CDATA[di Mariasole Ariot   Alla sera abbiamo preso un paio di birre, e mangiato del chili; è stato magnifico, veramente magnifico. E non ho scordato un solo istante di essere libera.*                                                   [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><strong>di Mariasole Ariot  </strong></p>
<p style="text-align: right;">Alla sera abbiamo preso un paio di birre,<br />
e mangiato del chili; è stato magnifico, veramente magnifico.<br />
E non ho scordato un solo istante di essere libera.*</p>
<p>                                                                                                                                                                                          <img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-75254" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/salvini.jpg" alt="" width="1114" height="467" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/salvini.jpg 1114w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/salvini-300x126.jpg 300w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/salvini-768x322.jpg 768w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/salvini-1024x429.jpg 1024w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/salvini-250x105.jpg 250w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/salvini-200x84.jpg 200w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2018/08/salvini-160x67.jpg 160w" sizes="(max-width: 1114px) 100vw, 1114px" /><br />
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è novità : la legge 180 viene messa in discussione dalla sua nascita, nella sua alba dagli stessi medici, successivamente in piccole zone liminari, nei bar di periferia, tra le nuove forze di estrema destra e non solo : <em>il pazzo  è un pericolo per la società!, dovrebbe essere internato, riaprano i manicomi!</em></p>
<p>Un cicaleggio,  frastornante per chi – già stigmatizzato – ne paga le conseguenze sulla propria pelle, nei propri organi interni, ma pur sempre un cicaleggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma il cicaleggio restava un rumore di fondo avvertito solo da chi aveva l’udito troppo fine o già riempito di un vociare continuo, avvertito da corpi in lotta che lottano per riaggiudicarsi uno statuto di dignità.</p>
<p>Quando invece è un Ministro dell’Interno a dirlo pubblicamente, non si tratta più di un rumore di sottofondo ma di un sottosuolo che riappare ed esonda, un rumore dato dalla voce di chi ha voce per imporsi e cavalcare il sottovoce di chi nel lamento ha bisogno di sempre nuovi capri espiatori.</p>
<p>La società psichiatrica ha risposto. Non solo a questa dichiarazione fintamente buonista (come se a Salvini importasse delle famiglie dei malati psichiatrici e dei malati stessi), ha risposto anche ad altre dichiarazioni fatte a voce dallo stesso che dicono “<strong>esplosione di aggressioni da parte di persone affette da disturbi mentali</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(dunque i fatti degli ultimi giorni : le pistole alle finestre a sparare al migrante o alla bambina rom : malati psichiatrici?)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eppure, anche questa risposta non basta, non basterà, è necessario aprire le bocche dal basso. Perché, sfortunatamente, nel tentativo lodevole di negare le parole del Ministro degli Interni, anche la società psichiatrica cede e si contraddice. Prima afferma che forse il ministro non sa che l’Italia in questo campo è un’eccellenza, poi, nella contraddizione, chiede che piuttosto vengano dati fondi dove fondi non ce ne sono, dove i fondi sono stati tagliati e continuano a essere tagliati, dove gli operatori addetti alla salute mentale sono troppo pochi per lavorare bene, e le risorse troppo poche per accogliere e prendersi cura di chi ne ha bisogno.</p>
<p>La realtà italiana non è un’eccellenza. Eppure vi sono delle sacche di resistenza che abbracciano la prospettiva basagliana in modo onesto e civile. Mancano i soldi, e questo purtroppo crea una lacerazione tra il voler fare e il poter fare.<br />
Tagli alla sanità, e il taglio è ancor più profondo quando si ritiene che in fondo si ha a che fare con esseri umani di poche pretese, che possono accontentarsi di un pasto, 50 euro al mese per uno stage lavorativo per la reintroduzione al mondo del lavoro , farmaci, un letto, una sala del fumo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purtroppo esistono ancora i legacci attorno alle sbarre del letto. Le falle del sistema sono tante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma il punto è : l’Italia più buona, per Salvini, non sarebbe quella di aiutare seriamente i servizi territoriali per permettere ai malati (specialmente a chi si affida ai servizi pubblici) cure dignitose e spazi di cura decenti, un incremento delle possibilità per i curanti di essere presenti in modo costante e continuativo. L’Italia più buona, per Salvini, è quella di retaggio fascista. Un’Italia in cui i soggetti più deboli vengono rinchiusi o fatti affondare. Un’Italia in cui quelle vite che nel programma Aktion t4 veninivano considerate indegne di essere vissute, per razza o per disabilità, vanno eliminate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Certo – si dirà – nessuno ha parlato di eliminare fisicamente nessuno.<br />
Ma riaprire i manicomi o gli OPG, mettere in discussione una delle poche leggi che hanno segnato un’apertura in questo paese, una fuga in avanti, un passo verso la restituzione della libertà e della soggettività a coloro ai quali era stata sottratta, non è forse, ancora una volta, l’ennesimo tentativo di questo governo di eliminazione, di epurazione?</p>
<p>Si tratti di ri-confinare o di alzare i confini, l’idea di fondo resta la stessa : un ritorno fascista e autoritario che decide come va trattato, operato chirurgicamente nell’esercizio biopolitico di un potere perverso, esseri umani a cui non dev’essere concesso il diritto di vivere una vita degna di essere vissuta.</p>
<p>*testimonianza tratta dalle note di campo di Erving Goffman per la stesura di Asylums</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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