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	<title>Marco Biraghi &#8211; NAZIONE INDIANA</title>
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		<title>Il difetto di avere ragione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 06:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come è andata a finire con l&#8217;Area ExEnel di Gianni Biondillo e Marco Belpoliti Nel gennaio del 2012 su questo blog era apparso questo articolo. Altri in contemporanea ne uscirono su vari blog e quotidiani, a firma di Marco Belpoliti, Luca Molinari, Marco Biraghi, etc. Sollevavano un problema: la costruzione nell’area di fronte al Cimitero Monumentale di Milano di due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-52293" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1.jpg" alt="enel1" width="368" height="400" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1.jpg 368w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel1-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 368px) 100vw, 368px" /></a>Come è andata a finire con l&#8217;Area ExEnel</b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">di </span></span></span><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Gianni Biondillo</b></span></span></span></strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"> e </span></span></span><strong><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><b>Marco Belpoliti</b></span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">Nel gennaio del 2012 su questo blog era apparso <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/01/05/gentilissimo-sindaco-giuliano-pisapia/" target="_blank">questo articolo</a>. Altri in contemporanea ne uscirono su vari blog e quotidiani, a firma di Marco Belpoliti, Luca Molinari, Marco Biraghi, etc.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">S</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">ollevavano un problema: la costruzione nell’area di fronte al Cimitero Monumentale di Milano di due edifici fuori scala, </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">di un albergo inutile e di un parcheggio sotterraneo di 250 posti camuffato da piazza</span></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"> in una zona di rispetto architettonico, con un progetto che lasciava molto a desiderare dal punto di vista estetico e urbanistico. Ne era nato un dibattito (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/01/09/chiediamo-coraggio/" target="_blank">vedi ad esempio qui</a>) che aveva coinvolto giornali, architetti, intellettuali, politici. </span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">La questione si era trasferita, dopo varie vicissitudini e discussioni, nelle aule del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, che aveva bocciato il ricorso del gruppo di cittadini che si erano organizzati nella sigla Area Ex Enel con un <a href="http://www.areaexenel.it" target="_blank">suo sito</a>. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">Ora sull’intera materia si è espresso il Consiglio di Stato (<a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/Sentenza-Ex-Enel.1.pdf">Sentenza Ex-Enel.1</a></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">), dando ragione ai cittadini che hanno sollevato il tema della legittimità della scelte della giunta Moratti, prima, e Pisapia, poi. Tutto questo è succintamente spiegato nella lettera che segue indirizzata a “il Corriere della Sera” che, unico giornale milanese, ha dato alcuni giorni fa con un ampio articolo notizia della sentenza, intervistando l’assessore all’Urbanistica del Comune di Milano e vice-sindaco, Ada Lucia De Cesaris, sostenitrice della scelta urbanistica e giuridica bocciata dal Consiglio di Stato. Ora che Milano è sotto i riflettori dell’intero paese per l’apertura imminente dell’Expo a maggio, vale la pena di tornare a riflettere su questo caso (60 milioni di euro investiti da privati che ora non potranno proseguire i lavori iniziati) che ripropone le questioni della gestione politica delle nostre città, della partecipazione dei cittadini e della bellezza architettonica.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;">***</span></span></p>
<p><span style="font-family: Georgia, serif;"><span style="font-size: large;"><a href="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2.jpg"><img loading="lazy" class="alignleft size-full wp-image-52294" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2.jpg" alt="enel2" width="332" height="400" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2.jpg 332w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2015/03/enel2-249x300.jpg 249w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" /></a></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Su queste pagine pochi giorni fa è apparso un lungo articolo dedicato al cantiere dell&#8217;area Ex Enel. Il Consiglio di Stato ha dichiarato l&#8217;intera operazione illegittima bloccando i lavori, dopo il ricorso intentato da alcuni cittadini. Quei cittadini siamo noi. Vorremmo qui spiegare le ragioni del ricorso e di come si sia arrivati a questo punto.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">L&#8217;area di fronte al Cimitero Monumentale, di ex proprietà Enel, e dunque pubblica, molti anni fa fu svenduta a una società privata. Dopo lunghi anni di abbandono, e di occupazione da parte del centro sociale Bulk, durante l&#8217;amministrazione di Letizia Moratti alcuni imprenditori decisero di costruire degli immobili residenziali.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Per fare questo il Consiglio Comunale di allora approvò una delibera che modificava le cubature edificabili, triplicandole. In un colpo solo quel terreno, comprato per 10, valeva 300. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Per trasformarla in area residenziale edificabile, e per aumentare le cubature consentite per legge e concedere le concessioni, l’amministrazione comunale si avvalse dello strumento del &#8220;programma integrato di intervento&#8221;, uno strumento che, nel diritto italiano, è consentito solo ed esclusivamente in casi di evidente interesse pubblico e strategico per la città. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Succeduta alla Moratti, nell’assolato agosto del 2011 la giunta Pisapia riportò in consiglio comunale la delibera e la approvò: senza nessun comunicato stampa, e senza che la notizia venisse riferita da alcun giornale. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Il progetto approvato prevedeva, in tre isolati situati di fronte al Cimitero Monumentale &#8211; il luogo più visitato dai turisti dopo il Duomo &#8211; tre palazzoni alti fino a 10 piani fuori terra, in un quartiere di edifici di 4 piani al massimo: residenze ad alta densità volumetrica e bassa qualità estetica. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Alla notizia di questo scempio, un gruppo di abitanti del quartiere e alcuni intellettuali, scrittori, architetti, hanno provato a intervenire. Abbiamo chiesto di incontrare la proprietà e il Comune, cercando il dialogo, sostenendo che andava bene il profitto economico dei privati, ma che l&#8217;operazione avrebbe potuto essere un po&#8217; meno spregiudicata, contenere qualche spazio pubblico, e concedere qualcosa alla qualità architettonica. Non chiedevamo di scomodare grandi architetti, semplicemente di evitare il ricorso in pieno centro cittadino a un&#8217;edilizia così sfacciata e imbarazzante. In sostanza chiedevamo un&#8217;idea per la città che andasse oltre alla mera speculazione edilizia. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Il Comune di Milano non ci ha voluto dare ascolto. Lo stesso atteggiamento hanno mantenuto i proprietari del terreno. Entrambi ci hanno liquidato dicendo di intentare pure una causa, che tanto l’avrebbero vinta loro. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;">Soltanto l&#8217;impresa costruttrice di una parte degli edifici si è mostrata disponibile, modificando le facciate di loro pertinenza in corso d&#8217;opera e ridisegnando un piccolo parco. Da parte loro si trattava di un impegno che andava oltre il loro immediato interesse e quindi da considerare assolutamente apprezzabile. Furono i nostri unici interlocutori, non si trovò perciò un accordo sull&#8217;intero piano. È che il vero soggetto in grado di imporre un interesse pubblico all’area, vale a dire il Comune</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;">, non si prese carico con sufficiente lungimiranza del suo naturale ruolo di mediatore tra le parti.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Rimanendo convinti che l&#8217;operazione fosse sbagliata sotto il profilo architettonico, politico, urbanistico e legislativo, e non riuscendo a ottenere altri risultati se non quello – comunque importante – di far riprogettare gli spazi aperti, fummo costretti a non ritirare il ricorso. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Oggi il Tribunale di Roma ha dichiarato l&#8217;intera operazione illegittima, in quanto priva del presupposto di un interesse strategico e pubblico. Ci ha dato ragione. Una pessima notizia, a ben vedere. Non soltanto perché ora il progetto è diventato un problema, ma soprattutto perché non eravamo e non dovevamo essere noi i paladini dell&#8217;interesse della città.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Non debbono essere i privati cittadini a vigilare sulla legittimità delle operazioni immobiliari, sulla qualità architettonica e sul rispetto delle norme urbanistiche. È un ruolo che spetta alle istituzioni.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Avere ragione non ci interessa: ci interessa, così come sin dall’inizio, che si costruisca bene, in modo sensato, intelligente, corretto, restituendo alla città vivibilità e bellezza. Ci interessava allora, e ci interessa ancora di più adesso che c&#8217;è un “buco”, una ferita, nel cuore della città. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Diamo a questa zona importante di Milano una nuova occasione, una soluzione degna della nostra città, anche alla luce dei numerosi fallimenti urbanistici di questo ultimo decennio. Ripartiamo da una logica diversa, con un orizzonte progettuale di più ampio respiro. L&#8217;orizzonte legittimamente alto e ambizioso di disegnare e pensare la città per i cittadini.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: large;">Si tratta di un compito arduo, che spetta in primo luogo al Comune di Milano. Speriamo che questa volta ci provi.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="line-height: 1.5;">Gianni Biondillo<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Marco Biraghi<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Paola Lenarduzzi<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Roberto Marone<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Luca Molinari<br />
</span><span style="line-height: 1.5;">Alberto Saibene</span></p>
<p>(<em>pubblicato precedentemente su</em> Il Corriere della Sera – Milano,<em> il 22 marzo 2015. Questo post è da oggi on line anche su DoppioZero. Le vignette sono un regalo di Guido Scarabottolo</em>)</p>
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		<item>
		<title>Lettera al direttore del Corriere</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/12/10/lettera-al-direttore-del-corriere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 09:00:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Direttore, abbiamo apprezzato l’articolo apparso lunedì scorso sul suo giornale a firma di Armando Stella, nonostante ci chiami, immeritatamente, “comitato del no”. Il pezzo era dedicato all’area prospiciente il Cimitero Monumentale (chiamata ex-Enel), investita da un progetto di edificazione assai discutibile. Grazie infatti alla nostra propositiva passione civile – una petizione, una raccolta di firme, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-44276" title="ExEnel Scarabottolo" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/ExEnel-Scarabottolo.jpg" alt="" width="460" height="500" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/ExEnel-Scarabottolo.jpg 460w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/ExEnel-Scarabottolo-276x300.jpg 276w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></p>
<p>Caro Direttore,<br />
abbiamo apprezzato l’articolo apparso <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_dicembre_3/zona-monumentale-alberi-getti-acqua-design-quartiere-ex-enel-2112988431296.shtml">lunedì scorso</a> sul suo giornale a firma di Armando Stella, nonostante ci chiami, immeritatamente, “comitato del no”. Il pezzo era dedicato all’area prospiciente il Cimitero Monumentale (chiamata ex-Enel), investita da un progetto di edificazione assai discutibile. Grazie infatti alla nostra propositiva passione civile – una petizione, una raccolta di firme, un <a href="http://areaxenel.com/">sito</a> e una serie di articoli sui giornali &#8211; abbia rimesso in gioco quel progetto da tutti poco amato, innescando un processo virtuoso. Più che “no”, il nostro è stato un comitato “pro”.<br />
Con un’azione popolare si è portata all’attenzione della Amministrazione comunale, e della cittadinanza, la pochezza di un progetto, e nel corso di quest’anno il Comune ha risposto positivamente convincendo la proprietà a indire un concorso per la valorizzazione di questi spazi pubblici (due giardinetti e una piazza). Il progetto in questione era eredità della precedente amministrazione, la giunta Moratti, ma in modo inerziale avallato anche dalla giunta Pisapia.<br />
Come gruppo di cittadini che amano la loro città abbiamo suggerito una visione globale del progetto, dal momento che l’area in fondo a via Bramante, è stata suddivisa in tre parti, con tre diversi proprietari, senza una visione urbanistica unitaria, come è tipico della rendita fondiaria nella città di Milano. Il nostro intervento, recepito dalla Amministrazione ha avuto un esito parziale, ma importante, e il concorso ha migliorato la qualità dello spazio pubblico migliorando anche – perché non dirlo? – l’appetibilità delle stesse aree di proprietà privata.<br />
A fianco al concorso (su cui il Comune si è potuto spendere) abbiamo trovato la generosa e intelligente disponibilità della Cooperativa delle Acli, che costruirà appartamenti di edilizia convenzionata e che ha cambiato il progettista incaricato, fornendo un nuovo e più interessante disegno del suo edificio prospiciente via Procaccini, di fronte al Monumentale. Tuttavia nonostante il successo di aver ripensato lo spazio aperto al pubblico, restano irrisolti i problemi di fondo di questo luogo: due dei tre edifici previsti nella zona – un albergo e un edificio residenziale, entrambi di nove piani, decisamente fuori scala – non hanno alcun progetto o disegno, neppure un rendering, che ci faccia intuire come saranno, il loro ingombro, chi li costruirà, con quale carattere o qualità architettonica. Questo perché le operazioni immobiliari sono ancora gestite come compravendita di terreni, come interventi commerciali, e non come progettazione di spazi, relegando le questioni architettoniche a fatti mercantili.<br />
Ed è proprio riguardo a questo problema che abbiamo invitato il quartiere e la cittadinanza a un confronto pubblico con Salvatore Settis, (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/12/04/azione-popolare-lottare-per-il-bene-comune/">10 dicembre, ore 18, Fabbrica del Vapore</a>) che su questo argomento ha pubblicato di recente un libro di forte impatto culturale, <em>Azione popolare</em>. Tutta la vicenda dell’area ex Enel è la dimostrazione che la democrazia è anche discutere in modo trasparente delle cose, pubblicamente e con spirito costruttivo. Per cooperare dialogando, partecipando. Nel nome dello stesso amore per Milano che ci accomuna.</p>
<p>Marco Belpoliti<br />
Gianni Biondillo<br />
Marco Biraghi<br />
Paola Lenarduzzi<br />
Roberto Marone<br />
Luca Molinari<br />
Alberto Saibene</p>
<p>(<em>pubblicata ieri sulle pagine milanesi del </em>Corriere della Sera<em>. la vignetta è un regalo di Guido Scarabottolo</em>)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Azione popolare: lottare per il bene comune</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/12/04/azione-popolare-lottare-per-il-bene-comune/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Dec 2012 07:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[a gamba tesa]]></category>
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		<category><![CDATA[Salvatore Settis]]></category>
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					<description><![CDATA[Azione popolare: lottare per il bene comune a cura del comitato Area ExEnel Immagine della copertina del libro di Salvatore Settis Azione popolare, Einaudi, 2012 incontro  lunedì 10 dicembre 2012 ore 18.30 intervengono Salvatore Settis in dialogo con Marco Biraghi, Marco Belpoliti e Gianni Biondillo Careof DOCVA Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano “La comunità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><strong>Azione popolare: lottare per il bene comune<br />
</strong></span><strong>a cura del comitato Area ExEnel</strong></p>
<p><span style="font-family: Calibri, Verdana, Helvetica, Arial;"><strong></strong><br />
</span><span style="color: #c0c0c0;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-44244" title="image" src="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/image.jpg" alt="" width="459" height="383" srcset="https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/image.jpg 459w, https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2012/12/image-300x250.jpg 300w" sizes="(max-width: 459px) 100vw, 459px" /></span></span></span></p>
<p><span style="color: #c0c0c0;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">Immagine della copertina del libro di Salvatore Settis <em>Azione popolare</em></span></span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">, Einaudi, 2012<br />
</span></span></p>
<p><strong>incontro  lunedì 10</strong> <strong>dicembre 2012 ore 18.30</strong><br />
intervengono<strong> Salvatore Settis</strong> in dialogo con<strong> Marco Biraghi, Marco Belpoliti </strong>e<strong> Gianni Biondillo</strong></p>
<p><strong>Careof DOCVA</strong><br />
Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano</p>
<p><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">“La comunità dei cittadini è fonte delle leggi e titolare dei diritti. Deve riguadagnare sovranità cercando nei movimenti civici il meccanismo di base della democrazia, il serbatoio delle idee per una nuova agenda della politica”. (dalla presentazione di <em>Azione popolare</em>, Einaudi, 2012)<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">&#8212;<br />
<strong>Careof DOCVA<br />
</strong>Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, 20154 Milano<br />
+39 02 3315800 </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><a href="http://careof%40careof.org/" target="_blank">careof@careof.org</a><br />
<a href="http://www.careof.org">www.careof.org</a> </span></p>
<p><a href="http://www.docva.org"><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">www.docva.org</span></a></p>
<p><a href="https://maps.google.it/maps?q=Via+Giulio+Cesare+Procaccini,+4,+Milano&amp;hl=it&amp;ll=45.484002,9.17596&amp;spn=0.001508,0.004007&amp;sll=45.483755,9.178777&amp;sspn=0.012186,0.020986&amp;oq=via+giulio+cesare+procaccini,+4,+milano&amp;hnear=Via+Giulio+Cesare+Procaccini,+4,+Milano,+Lombardia&amp;t=m&amp;z=19&amp;iwloc=lyrftr:m,12120439102531494186,45.484082,9.175901">Come raggiungerci</a></p>
<p>Tram 12 e 14, fermata Bramante/Monumentale<br />
Bus 37, fermata Procaccini/Messina<br />
MM2, fermata Porta Garibaldi</p>
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		<title>Area ex Enel, Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:24:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Alberto Saibene]]></category>
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					<description><![CDATA[INVITO PER CONFERENZA STAMPA Area ex Enel, Milano Dopo il dibattito aperto sui giornali nazionali e cittadini, e nel web, circa la costruzione di un edificio di 9 piani destinato ad albergo, un nuovo insediamento abitativo di 9 piani, e il museo dell’ADI, con gli interventi di Belpoliti, Biondillo, Biraghi, Molinari e Marone, e con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>INVITO PER CONFERENZA STAMPA<br />
Area ex Enel, Milano</strong></p>
<p>Dopo il dibattito aperto sui giornali nazionali e cittadini, e nel web, circa la costruzione di un edificio di 9 piani destinato ad albergo, un nuovo insediamento abitativo di 9 piani, e il museo dell’ADI, con gli interventi di Belpoliti, Biondillo, Biraghi, Molinari e Marone, e con le risposte, fra le altre, del Sindaco Pisapia e dell’Assessore all’Urbanistica di Milano, Lucia De Cesaris, viene presentato l’appello firmato da 100 intellettuali, artisti, scrittori, architetti, imprenditori, ecc. milanesi, e non solo, diretto al Sindaco per rivedere il progetto di intervento edilizio nell’area prospiciente il Cimitero Monumentale, e nelle vie Bramante e Procaccini. </p>
<p>L’appello è firmato da persone come <strong>Gherardo Colombo, Luigi Brioschi, Marco Travaglio, Salvatore Settis, Mario Botta, Joseph Grima, Gabriele Basilico</strong> e molti altri. </p>
<p>Oltre all’appello verrà anche presentato un documento che riassume le questioni procedurali, e di sostanza, che sono implicate da questo intervento urbanistico e che hanno ispirato un ricorso al Tar da parte degli abitanti della zona.</p>
<p>Cosa ci guadagna e cosa ci perde la cittadinanza da questo intervento?<br />
Perché è stato fatta una variante al PGT per dar corso con urgenza a questo intervento? Si tratta di un piano urbanistico d’interesse generale per la città o piuttosto di un’impresa immobiliare privata? Perché costruire dentro la zona di rispetto del Cimitero Monumentale, in uno dei luoghi rilevanti della città? Nelle procedure avviate dagli uffici comunali ci sono contraddizioni ed errori? </p>
<p>Nella volontà di sollecitare un ripensamento sul progetto dell’area ex Enel, il gruppo dei promotori dell’iniziativa invitano stampa, radio, televisioni, siti web, a partecipare alla conferenza stampa, un momento per allargare l’informazione sull’intera questione e per offrire un’occasione di discussione e di democrazia partecipata all’intera città.</p>
<p><em>Marco Biraghi, Marco Belpoliti, Gianni Biondillo, Luca Molinari, Roberto Marone, Alberto Saibene</em>   </p>
<p>(altre informazioni sulla questione reperibili in: http://areaxenel.com)</p>
<p><strong>Martedì 7 febbraio alle ore 11.00<br />
c/o Careof-DOCVA,<br />
Fabbrica del Vapore,<br />
via Procaccini n. 4 20154 Milano</strong></p>
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		<title>Chiediamo coraggio</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2012/01/09/chiediamo-coraggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 07:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[allarmi]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa del territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[[Luisa Bocchietto, presidente ADI, il 4 gennaio ha replicato al mio appello sul Corriere &#8211; Milano, qui. Il giorno appresso è giunta la lettera di Pisapia, qui. Il 7 gennaio l&#8217;arch. Perotta ventila di querelarmi e ci dà degli invidiosi, qui. Ieri abbiamo rilanciato con questo pezzo che pubblico qui di seguito.] di Marco Belpoliti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>Luisa Bocchietto, presidente ADI, il 4 gennaio ha replicato al <a href="https://www.nazioneindiana.com/2012/01/05/gentilissimo-sindaco-giuliano-pisapia/">mio appello</a> sul Corriere &#8211; Milano, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/05/Adi_mostri_che_sono_altrove_co_7_120105010.shtml">qui</a>. Il giorno appresso è giunta la lettera di Pisapia, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/06/Per_Enel_del_Consiglio_dei_co_7_120106002.shtml">qui</a>. Il 7 gennaio l&#8217;arch. Perotta ventila di querelarmi e ci dà degli invidiosi, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/07/Enel_progetto_che_riqualifica_area_co_7_120107019.shtml">qui</a>. Ieri abbiamo rilanciato con questo pezzo che pubblico qui di seguito.</em>]</p>
<p>di <strong>Marco Belpoliti</strong>, <strong>Gianni Biondillo</strong>, <strong>Marco Biraghi</strong>, <strong>Roberto Marone</strong>, <strong>Luca Molinari</strong></p>
<p>Gentile Sindaco Pisapia, deduciamo dalla sua risposta che lei ha compreso benissimo quanto quella dei firmatari di questo appello non sia una azione “contro” questa giunta. Vuole essere, semmai, un contributo attivo per alzare la qualità e l&#8217;ambizione del dibattito. <span id="more-41261"></span>Dal successore di Letizia Moratti ci aspettiamo una idea più dinamica di democrazia partecipativa, non vogliamo un sindaco amministratore di condominio o un autocrate che decide tutto in consiglio. Non siamo interessati a risposte burocraticamente ineccepibili. L’abbiamo votata per cambiar pagina, signor sindaco.<br />
Noi in questa giunta vediamo l&#8217;opportunità che Milano possa diventare un laboratorio innovativo, progressivo e inedito in cui combinare sostenibilità finanziaria, trasparenza, consapevolezza delle scelte, equità sociale e qualità diffusa dei manufatti e dei luoghi che abiteremo. Le scelte fatte a Milano nei prossimi anni possono influenzare decisamente dibattito e le scelte nazionali ed è per questo che il caso ex Enel è simbolico e importante, perché deve diventare uno spartiacque, una linea di trincea per la difesa della qualità sempre e a ogni costo delle nostre città. Non si può scambiare la mancata qualità edilizia e architettonica con due vuoti urbani denominati eufemisticamente “piazze”, di cui una, col parcheggio sottostante, affacciata su una arteria di grande traffico&#8230; La città chiede qualcosa di meglio. Vogliamo ricordare gli esempi deleteri di via Cesariano o Piazza Gramsci? Vogliamo ripetere gli stessi errori?<br />
Non basta parlare di case a reddito agevolato, bisogna cominciare a chiedere che questi nuovi interventi dimostrino una qualità diffusa e non che siano la triste replica delle peggiori periferie italiane. Perché oggi la battaglia per la bellezza dei luoghi è strategica, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista etico, cioè politico. È una battaglia di progresso e futuro, che salvaguarda da una parte la memoria vera, attiva e non malinconica dei luoghi, e dall&#8217;altra chiede progetti innovativi, diversi, che facciano scuola, ambiziosi nel loro desiderio diffuso di qualità sociale e ambientale. La bellezza non ha costi aggiuntivi, solo una forma di attenzione e consapevolezza nuova che noi chiediamo alla politica proprio per indicare la rottura chiara rispetto a quanto fatto prima.<br />
All’architetto Perotta nulla possiamo dire. Registriamo, nella sua replica, che l’esercizio di critica non è contemplato nella sua idea di libertà d’opinione. Che poi reputi la nostra l’azione di un gruppo di invidiosi sta a dimostrare la fragilità delle sue giustificazioni, gonfie di cifre e numeri, specchietti per le allodole che deviano il discorso dalla qualità alla quantità.<br />
Chiediamo, signor sindaco, che questo dibattito non si trasformi in uno sterile sventolio di carte bollate. Le chiediamo, conoscendola sensibile, che la discussione diventi davvero pubblica &#8211; così come su internet è già, lo dimostrano le numerose adesioni alla pagina facebook – chiediamo che se ne possa parlare, invitando storici, urbanisti, cittadini, in un luogo deputato, ad esempio la Triennale. Chiediamo coraggio.</p>
<p><em>Altri link utili</em>:<br />
<a href="http://areaxenel.com/">AreaXenel</a>, Un sito documentato.<br />
<a href="http://www.ilpost.it/lucamolinari/2012/01/05/una-polemica-necessaria/">Luca Molinari</a> fa il punto.<br />
<a href="http://doppiozero.com/materiali/fuori-busta/il-brutto-dell%E2%80%99architettura">Marco Biraghi</a> sulla bellezza delle opere di Perotta.<br />
Adesioni all&#8217;appello su <a href="http://www.facebook.com/pages/Area-X-Enel/153745504730503">Facebook</a></p>
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